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Consiglierebbe l'uso abituale di biostimolanti in vivaio o in campo per ottenere vantaggi?

Il 13/06/2016, Valentina di Italy chiede:

Vorrei chiedere al vostro esperto se consiglierebbe l'uso abituale di biostimolanti, in vivaio o in campo, al fine di ottenere produzioni anticipate, o di qualità e quantità superiore alla media. In caso positivo, che tipo di bio stimolante consiglierebbe particolarmente (alghe, amminoacidi, ecc.). Grazie mille.

Il 20/06/2016, A. Crescenzi Bioagritest risponde:

Buongiorno Sig.ra Valentina,

I biostimolanti vegetali o attivatori del metabolismo vegetale sono sostanze sia di natura organica sia di sintesi, in grado di favorire lo sviluppo e la crescita delle piante coltivate. In natura l'humus, che si forma nel terreno in seguito alla decomposizione di residui di sostanze organica sia vegetale che animale, è senza alcun dubbio il più diffuso ed efficace biostimolante conosciuto in agricoltura.

Negli ultimi anni numerosissimi biostimolanti o attivatori del metabolismo vegetale sono stati identificati e prodotti industrialmente da diverse società agro-chimiche.

Molte volte queste sostanze vengono commercializzate in combinazione con ad altri componenti come batteri, funghi, alghe, etc., al fine di potenziarne le loro caratteristiche biologiche. L’azione dei biostimolanti si esplica agendo su numerose funzioni e processi biochimici delle piante, con l'induzione di una maggiore moltiplicazione cellulare, di un aumento dell’efficienza del sistema fotosintetico, maggiore produzione di proteine legate alle resistenza a stress biotici ed abiotici delle piante, maggiore efficienza di assorbimento dei nutrienti nella pianta.

In agricoltura professionale, i biostimolanti devono essere utilizzati in momenti ben precisi, in funzione dello stato fenologico della coltura, della specie coltivata e soprattutto del processo biologico che si vuole rafforzare. Ad esempio, in vivaio può essere utile attivare lo sviluppo dell’apparato radicale in modo da ottenere semenzali che superano più facilmente la crisi di trapianto.

Pertanto, l’uso di queste sostanze in agricoltura professionale è indicato previa consultazione di professionisti (agronomi) e non in modo empirico o in seguito a suggerimenti da parte di persone inesperte o semplici venditori di sostanze miracolose.

Prof. Aniello Crescenzi
Coordinatore del gruppo di difesa integrata di BIOAGRITEST  

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A. Crescenzi Bioagritest A. Crescenzi Bioagritest

Il professor Aniello Crescenzi dirige l'equipe di ricerca e studio del Centro Interregionale di Diagnosi Vegetale Bioagritest, con sede in Pignola (PZ), fondamentale risorsa tecnico-scientifica nel cuore della Basilicata e del Mezzogiorno.

Specializzata nel settore agroindustriale, l'azienda è attiva anche come Centro di formazione professionale e centro di ricerca applicata alle sementi, al cui interno operano l’Ente di formazione professionale, il Centro di saggio e il Laboratorio fitosanitario. Nasce nel 2005 come Laboratorio Fitosanitario, accreditato dalla Regione Basilicata ed ottiene nello stesso anno anche l’accreditamento da parte del MiPAF come Centro di Saggio riconosciuto idoneo a condurre le prove ufficiali di campo con prodotti fitosanitari.

Bioagritest è specializzata in:

  • Malerbe;
  • Patogeni e parassiti delle piante;
  • Stress biotici ed abiotici;
  • Difesa delle piante;
  • Difesa integrata;
  • Prodotti e sostanze naturali e di sintesi per il controllo delle malattie, dei parassiti e delle piante infestanti e parassitarie delle piante.

Bioagritest Srl - Centro Interregionale di Diagnosi Vegetale
Contrada Molino Di Capo Pantano
85010 Pignola (PZ)
P.I. 01294330764
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