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Bonsai

Descrizione generale del Bonsai

La parola "Bon-sai" è un termine giapponese che, tradotto, significa letteralmente "piantato in un vaso". Si tratta di una forma d'arte molto antica, che deriva da un'antica pratica orticola cinese, in parte rivista sotto l'influenza del buddismo zen giapponese e praticata da più di mille anni.

Il fine ultimo della coltivazione del Bonsai è quello di creare una rappresentazione miniaturizzata ma realistica della natura nella forma di un albero. I Bonsai non sono piante nane per genetica: si tratta, al contrario, di specie di alberi utilizzabili per questa speciale coltivazione.

La maggior parte di questi alberi non supera i 70 cm, ma alcune specie possono arrivare anche a 150/200 cm.

Le varietà di bonsai

Si possono avere bonsai di:

piante decidue o caducifoglie, ossia che in concomitanza dell'autunno iniziano la fase vegetativa e perdono le foglie. Fanno parte di questa famiglia gli alberi da frutto, gli aceri, l'olmo cinese, l'olmo giapponese, il ginko, il frassino, il faggio e la betulla.

 Piante latifoglie sempreverdi, tipiche dei climi temperati caratterizzate dalla presenza di foglie larghe che non cadono durante l'autunno, come il leccio o la quercia da sughero.

Conifere e aghifoglie, piante sempreverdi che popolano le zone montane. In questa categoria ci sono il ginepro, i pini e gli abeti.

Piante tropicali, come il ficus ginseng, la pianta del tè o il prugno cinese

L'esposizione del bonsai 

Tutte le piante dovrebbero sempre essere coltivate in ambienti esterni, tuttavia spesso si scelgono specie tipiche di altre zone climatiche, per cui in questo caso è bene collocarle all'interno della casa in una stanza ben ventilata. Per quanto riguarda l'ambiente esterno, invece, il fattore fondamentale da valutare è l'esposizione solare, importante per la fotosintesi della pianta. A seconda della specie il bonsai può necessitare un'esposizione diretta ai raggi del sole o indiretta

La fioritura del bonsai

La fioritura primaverile del bonsai è un momento di grande soddisfazione per chi si prende cura di queste piante. Alcune piante producono fiori meravigliosi e sono scelte proprio per questo motivo. Tra le varietà più coltivate a tale scopo spiccano l'azalea, il buganvillea, il glicine e l'albicocco giapponese.

Concimazione del bonsai

Il nutrimento del bonsai è un fattore molto importante perchè permette di apportare i nutrienti fondamentali per la crescita della pianta. I bonsai necessitano di grandi quantità di azoto, fosforo e potassio e, in minore dosaggio, di altri minerali come zinco, rame, ferro, manganese e zolfo. Ovviamente anche la concimazione può variare a seconda della specie della pianta e la sua collocazione, ad esempio i bonsai da interno possono essere fertilizzati durante ogni periodo dell'anno. I bonsai da esterno, invece, devono essere concimati durante la fase vegetativa. Si possono utilizzare concimi liquidi o solidi (in pastiglie o granuli), i primi vengono assorbiti più rapidamente, i secondi in modo graduale. Inoltre, possono essere utilizzati fertilizzanti organici (da origine vegetale e animale), minerali e organo-minerali. I più utilizzati per i bonsai sono quelli organici.

Irrigazione del bonsai

Per la vita del bonsai è di estrema importanza l'acqua, in caso di irrigazioni insufficienti l'albero è destinato a morire. L'innaffiatura del bonsai dipende dalla varietà della pianta stessa e dalla sua collocazione, ma è buona norma valutare l'idratazione del terreno prima di decidere se bagnarlo. Se inserendo un dito a un centimetro di profondità nella terra questa risulta secca, allora è opportuno irrigarla. Le ore migliori per annaffiare il bonsai sono quelle più fresche, prima mattina o sera. Esistono diverse tecniche, la più utilizzata è quella a pioggia, ossia con l'innaffiatoio. In questo caso l'albero deve essere bagnato tre volte, ma senza abbondare eccessivamente per permettere l'assorbimento dell'acqua e non creare ristagni. In alternativa si può optare per l'irrigazione a immersione, ma è consigliabile non usare sempre tale tecnica perchè non consente di eliminare le tossine dal terreno.

Potatura del bonsai

La potatura del bonsai è un aspetto fondamentale per dare alla pianta la forma preferita e conservarla nel tempo. Tagliando i rami più grandi si va a impostare la struttura del bonsai, mentre con la potatura di mantenimento di rami e germogli, questa verrà mantenuta. Per la potatura è suffficiente utilizzare un tronchese o delle apposite forbici.

Malattie del bonsai

Attraverso una buona esposizione, ventilazione e una corretta innaffiatura, è possibile evitare e prevenire le malattie del bonsai. Tra le malattie che interessano maggiormente i bonsai ci sono l'antracnosi, il cancro rameale (o del tronco), il mal bianco, la ruggine e la clorosi. Un modo per curare il bonsai è rimuovere la parte di pianta malata, in altri casi è necessaria la somministrazione di certe sostanze (ad esempio rame o antiruggine). Anche parassiti e funghi possono causare numerose patologie, in questo caso è fondamentale riuscire a identificare il responsabile del malessere della pianta. I parassiti più diffusi sono acari, lepidotteri, cocciniglie, chiocciole e maggiolini.

Particolarità del bonsai

La peculiarità del bonsai è quella di essere un vero e proprio albero in miniatura, con tutte le sue caratteristiche: un tronco robusto con corteccia, radici che affiorano dal terreno, rami di cui prendersi cura affinchè l'aspetto rimanga sempre ben ordinato e una chioma folta ma che consenta all'aria e ai raggi solari di penetrare.

Clima ideale del bonsai

La temperatura adatta ai bonsai dovrebbe essere mantenuta il più simile possibile a quella del suo paese di origine, collocondolo quindi in un ambiente adatto. In Italia la maggior parte delle specie è adatta alla coltivazione esterna, solo quelle tropicali soffrirebbero il freddo dei mesi invernali e quindi è consigliabile tenerle dentro casa.

Il rinvaso del bonsai

Il rinvaso del bonsai è un'operazione molto importante affinchè le radici non occupino troppo spazio nel contenitore e non vengano assorbiti i nutrienti del terreno. In genere queste piante necessitano di essere rinvasate ogni 2/3 anni circa, ovviamente dipende dal tipo di albero e dalle dimensioni del vaso. Il periodo migliore per questa operazione è l'inizio della primavera.

Il substrato dei bonsai

Il substrato ideale del bonsai deve avere buone capacità di drenaggio ma al tempo stesso mantenere la quantità di acqua necessaria, consentire la penetrazione dell'aria (essere quindi granuloso), stimolare la formazione delle radici e mantenere la sua struttura nel corso del tempo.

Propagazione del bonsai

La propagazione di un bonsai può essere gamica o agamica. Il primo metodo consiste nella semina. Tale operazione può richiedere da diverse settimane a molti mesi per alcune specie. La propagazione agamica, invece, può avvenire in svariati modi. I più diffusi sono la talea (usando una porzione di ramo, radice o foglia) e la margotta. Quest'ultima è una tecnica simile a quella della talea, ma sfrutta parti di albero più grosse.