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Pomodoro: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

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  • Posso dare il concime alle piante di pomodoro anche se ci sono pomodori verdi?

    Il 06/06/2018, Maurizio di Guardamiglio chiede:

    Buongiorno, premetto che è la prima volta che faccio l'orto... volevo fare una domanda. Ho comprato concime con boro e ossicloruro di rame, posso darlo sulle piante di pomodoro anche se ci sono già pomodori verdi sulla pianta? Le piante mi sembrano in salute ma mi hanno detto che ci va dato ugualmente.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Maurizio.
    Premetto già da subito che mentre il prodotto a base di boro è un concime, l'ossicloruro di rame un prodotto fitosanitario appartenente alla classe degli anticrittogamici o almeno prodotti che agiscono a prevenzione contro i funghi.
    Il boro è un microelemento che stimola l'allegagione e la fruttificazione della pianta, per cui va dato quando la pianta è in vegetazione prima della fioritura e per via fogliare.

    L'ossicloruro di rame invece si può dare sia prima prima della fioritura, che dopo l'allegagione dei frutti in quanto il suo scopo è quello di andare ad indurire i tessuti fogliari affinché questi non vengono penetrati dalle ife della peronospora del pomodoro.

    Vanno ovviamente evitati i trattamenti in fioritura, perché il rame essendo fitotossico può avere un effetto negativo sugli organi fiorali e l'impollinazione andando di conseguenza a impedire la successiva fruttificazione.
    Ringraziandola della domanda la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Piantine di pomodoro in vaso sul balcone che hanno raggiunto i due metri di altezza: è...

    Il 05/06/2018, Claudio di Roma Italia chiede:

    Ho piantato sul mio balcone in vaso alcune piante di pomodoro romano circa un mese e mezzo fa. Ora le piante hanno raggiunto un'altezza spropositata, intorno ai 2 metri e mezzo e purtroppo rischiano di cadere di sotto. E' cosa normale simile crescita in altezza o ho compiuto qualche errore nell'invasamento. Ho provveduto a concimare con concime animale e non chimico le mie piante, grazia per la risposta
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Claudio.
    Il Pomodoro Romano, normalmente è una pianta ad accrescimento determinato ciò vuol dire che raggiunto un certo grado di sviluppo la vegetazione si ferma nel crescere e continua a produrre. E' chiaro che in questo caso non ha compiuto nessun errore nel rinvaso delle piante, ma può darsi che lei abbia messo dei sostegni su cui la pianta si è arrampicata fino ad arrivare ai 2 m. Questo perché il Pomodoro Romano è si ad accrescimento determinato e a portamento strisciante soprattutto se coltivati in pieno campo, ma se si pongono dei sostegni la varietà si arrampica arrivando all'altezza che ha riferito lei.
    Per quando riguarda il concime, ottimo quello animale e non chimico, a patto che quello organico sia ben maturo e umificato e non provochi danni alle radici delle piante.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Semina del pomodoro: qualche consiglio per avere piante belle e resistenti?

    Il 15/04/2018, mario di Napoli chiede:

    Salve vorrei imparare a mettere a dimora dei semi di pomodoro come fanno i vivaisti per singolo vasetto in plastica e avere un risultato accettabile come bellezza, robustezza della piantina e in minor tempo possibile. Ringrazio anticipatamente della risposta.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Mario.
    Per poter procedere in maniera ottimale alla messa a dimora dei semi di pomodoro in vasetti di plastica, intanto è necessario dotarsi di una piccola serretta che faccia da semenzaio.
    Dopo essersi procurati i vasetti (che possono essere anche riciclati ma sterilizzati), è necessario utilizzare del terriccio idoneo per le semine. A quel punto si riempie il vasetto con il terriccio e si pongono almeno due o al massimo tre semi per vasetto.

    Una volta avvenuta la germinazione e la crescita delle piantine, si procede al loro ripicchettamento che consiste nel separare una porzione di terra con radici facente parte della piantina e porla singolarmente in un altro vasetto sempre con del terriccio. A questo punto la piantina deve subire un processo chiamato di indurimento che consiste nel sottoporla ad una serie di interventi tali da poterla adattare alle condizioni che troverà in pieno campo.

    Conclusa questa fase di adattamento e/o di acclimatazione si può procedere al trapianto in pieno campo, facendo attenzione nel cercare di liberare il più possibile le radici che possono essere spiralizzate attorno al vasetto, fare una piccola buchetta, porre la piantina e bagnare per far aderire la terra alla radici.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Consigli sulla cura dei pomodori cuore di bue e datterini?

    Il 26/02/2018, Paola di Santa Margherita Ligure chiede:

    L’anno scorso le piantine di pomodoro cuore di bue e datterini quando li ho piantati ai primi di maggio non sono cresciute; solo 2 piante si sono sviluppate, non vorrei succedesse anche quest’anno, Grazie, paola
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima Paola.

    La motivazione sostanziale per la quale nell'anno 2017 alcune piante di pomodoro Datterino e Cuore di Bue che ha piantato ai primi di maggio non sono cresciute, è da impuntarsi a dei fattori tipicamente climatici ossia il ritorno di freddo che c'è stato dopo Pasqua e protratto fino alla fine di aprile.

    Lei non ha commesso nessun errore nell'impianto e nella coltivazione dei pomodori. Si è verificato un fatto climatico non controllabile come il ritorno di freddo primaverile che non ha fatto altro che rallentare se non provocare la morte precoce della parte aerea dei suoi pomodori facendo in modo che alcuni di essi non si accrescessero affatto.

    Se quest'anno dovessero ripetersi le stesse situazioni climatiche, le consiglierei di posticipare di almeno 4/5 giorni l'impianto dei pomodori in modo da sfuggire ai ritorni di freddo e consentire alle piante una crescita regolare.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

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  • Piante di pomodoro: altri consigli per non perdere il raccolto

    Il 23/02/2018, Carlo di Pozzol Groppo chiede:

    Ringrazio per la sua velocissima risposta del 13.02 in merito al deperimento e mancata maturazione dei frutti nelle piante di pomodoro. La sua diagnosi corrisponde ai miei sospetti: onde non perdere di nuovo il prossimo raccolto, chiedo alcune precisazioni: 1-QUANDO devo irrorare un prodotto contro il ragnetto rosso? separatamente da zolfo e poltiglia bordolese? 2-mi sembra di capire che occorre una DRASTICA potatura delle "femminelle"che si sviluppano insieme ai rigogliosi fusti collaterali. Sarebbe prudente suddividere le piante in zone DIVERSE ,non con unico gruppo, come usuale? Sarebbe utile una barriera verde di fagioli rampicanti o spinaci rampicanti della nuova zelanda come SCUDO contro il sole eccessivo? L'umidita' creata dalle irrorazioni di zolfo e rame potrebbe favorire il ragnetto rosso? Sarebbero utili nei periodi caldissimi innaffiature limitate ma quotidiane? Oppure abbondanti e più distanziate? Faccio notare: 2 anni fa avevo cercato di potare le femminelle, ma l'attacco si verificò ugualmente sul 50%delle piante, con differenti malattie, marciume apicale o crepe sui frutti delle piante rimanenti. I tagli delle potature non indeboliscono la pianta? Da fine giugno a meta' agosto qui prevalgono spesso condizioni di aridità, ma talvolta c'è rugiada mattutina. Si tratta dell'umidità dell'aria cui lei accenna? E' il caso di seminare tardivamente alcune piantine per scaglionare la maturazione? Perdoni la mia meticolosità e grazie ancora .
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve di nuovo gentilissimo Carlo.

    Non si preoccupi della meticolosità che ci mette nel descrivere quello che è accaduto alle sue piante di pomodoro, perché questa accurata descrizione e le domande che ne fanno seguito mi serve personalmente anche a me per capire meglio la sua problematica e come intervenire al meglio. Per cui non si preoccupi di fare domande chieda pure, sarà mio piacere risponderle.

    Ora cercherò per praticità di elencare le sue domande e rispondere di seguito:

    Domanda 1) 

    Quando devo irrorare un prodotto contro il ragnetto rosso? Separatamente da zolfo e poltiglia bordolese?

    Risposta 1)

    Il prodotto specifico contro il ragnetto rosso, va somministrato in fase di crescita della pianta prima della fioritura e nella fase di post allegagione prima della ripresa della crescita dei frutti. Per quanto riguarda lo zolfo va distribuito separatamente, la poltiglia bordolese si può dare in miscela ma attenzione al tipo di principio attivo impiegato.

    Domanda 2) 

    Sarebbe prudente suddividere le piante in zone diverse non un unico gruppo come usuale?

    Risposta 2)

    In questo caso suddividere le piante in zone diverse non ha nessun senso, perché lo scopo principale è cercare di difendere il più possibile le piante di pomodoro dalle condizioni ambientali avverse. Quindi se possibile le piante andrebbe coltivate tutte allo stesso modo.

    Domanda 3)

    Sarebbe utile una barriera verde di fagioli rampicanti o spinaci rampicanti della Nuova Zelanda come scudo contro il sole eccessivo?

    Risposta 3)

    Potrebbe ad ogni modo aiutare notevolmente la tecnica di frapporre tra le piante di pomodoro specie a portamento rampicante che esercitano una sorta di ombreggiamento utile per difendere le piante dall'eccessiva insolazione. Essendo però in questo caso una consociazione, è necessario tener conto delle influenze positive e negative che possono incorrere tra specie diverse. In questo caso meglio una massa vegetale un po' più fitta delle piante di pomodoro come argine all'insolazione eccessiva.

    Domanda 4)

    L'umidita' creata dalle irrorazioni di zolfo e rame potrebbe favorire il ragnetto rosso?

    Risposta 4)

    Assolutamente no perché il ragnetto rosso si sviluppa particolarmente in condizioni di scarsa umidità ambientale e quando le temperature superano i 30 gradi in presenza di un'elevata insolazione.

    Domanda 5)

    Sarebbero utili nei periodi caldissimi innaffiature limitate ma quotidiane? Oppure abbondanti e piu'
    distanziate?

    Risposta 5)

    La buona prassi riguardo l'acqua di irrigazione prevederebbe la sua distribuzione attraverso dei corpi d'acqua limitati ma frequenti nel tempo. Meglio distribuire poca acqua ma in maniera costante in relazione alla specie interessata, l'andamento climatico e il tipo di terreno su cui viene coltivata la specie.

    Il pomodoro è una specie a medie esigenze idriche in quanto richiede il 70 - 80% dell'umiditá del terreno.

    Domanda 6)

    I tagli delle potature non indeboliscono la pianta?

    Risposta 6)

    Le operazioni di cimatura, scacchiatura e sfemminellatura nel pomodoro, non hanno altro che la funzione di frenare l'eccessivo sviluppo vegetativo e migliorare l'aspetto produttivo tra cui la maturazione dei frutti. Quindi in generale queste operazioni non indeboliscono la pianta ma fanno si che essa possa produrre in maniera migliore.

    Domanda 7)

    Da fine giugno a meta' agosto qui prevalgono spesso condizioni di aridita', ma talvolta c'è rugiada mattutina. Si tratta dell'umidita' dell'aria cui lei accenna?

    Risposta 7)

    La rugiada che nota sulle foglie la mattina e che causa le ustioni fogliari, è dovuta all'elevata umiditá relativa che c'è nell'aria in condizioni di clima caldo e afoso.

    Domanda 8)

    È il caso di seminare tardivamente alcune piantine per scaglionare la maturazione?

    Risposta 8)

    Potrebbe essere utile, perché seminando in maniera scalare nel tempo si fa si che le piante messe più tardi e che producono i frutti dalla fine di agosto si primi di settembre possano sfuggire a danni da caldo. Il problema è che se si dovessero creare condizioni climatiche di clima fresco e più piovoso quei frutti farebbero fatica a maturare.

    Sperando di aver risposto in maniera esaustiva e ringraziandola ancora per le domande poste, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

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  • Piante di pomodoro che verso fine luglio iniziano a deperire, seccare e non maturano:...

    Il 22/02/2018, Carlo di Pozzol Groppo chiede:

    Zona collina basso Piemonte. Da 3-4 anni, con la coltivazione del pomodoro, sono perseguitato da una calamita' mai verificatasi in passato: le piante, verso fine luglio, dopo un regolare sviluppo e regolare fruttificazione cominciano a deperire, a seccarsi, il colore delle foglie cambia sul verde grigio, penzolanti, i frutti rimangono verdi e non maturano. Questo proprio nel mese di punta del raccolto. Precedenti somministrazioni di verde rame e zolfo risultano inefficaci. Solo a fine settembre, fine stagione, solo alcune piante sembrano riprendersi, ma è troppo tardi per la maturazione. Mi è sorto il sospetto che le piante soffrano il forte sole e la siccità, malgrado irrigazione, non molto abbondante, una volta alla settimana e altri orti della zona, ma non tutti, manifestano questo problema. Contrariamente alla norma, un mio vicino coltiva 12-15 piante di pomodoro alte, potate ad alberello sempre nello stesso posto, ed ottiene frutti belllissimi fino a ottobre. Perchè quanto sopra?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Carlo.

    Il motivo per il quale le sue piante di pomodoro dopo un periodo in cui risultano rigogliose, successivamente tendono a deperire con le foglie che cominciano ad assumere un colore grigio bronzeo e con frutti che faticano a maturare, è dovuto alla presenza concomitante di varie cause.

    1. Temperature elevate
    2. Umidità dell'aria
    3. Eccessiva insolazione
    4. Ragnetto rosso

    In presenza di queste condizioni limitanti, la pianta va in sofferenza manifestando i sintomi tipici che lei ha descritto, divenendo suscettibile all'attacco del ragnetto rosso il quale risulta essere favorito quando le temperature superano i 30 gradi, vi è un'insolazione eccessiva e c'è l'umidità dell'aria che in presenza del sole provoca ustioni fogliari.

    Quando queste condizioni limitanti verso la fine dell'estate si riducono, se la pianta non è stata particolarmente compromessa tende a riprendersi e se l'ambiente è favorevole può portare a maturazione i suoi frutti anche se con difficoltà.

    Il motivo per il quale il suo vicino presenta delle piante di pomodoro belle e rigogliose è dovuto al fatto che agendo sullo sviluppo e la crescita delle piante, tende a ridurre le cosiddette condizioni limitanti di crescita del pomodoro prevenendo l'attacco del ragnetto rosso.

    Ringraziandola delle domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

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  • Due varietà diverse di pomodoro possono ibridarsi?

    Il 14/09/2017, Alessandro di Rivoli chiede:

    Coltivando in adiacenza due qualità diverse di pomodori, si possono ibridare e i loro semi generare piante che non hanno più le caratteristiche delle due qualità originali?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Alessandro.

    Il pomodoro (Lycopersicon esculentum), è una pianta orticola che dal punto di vista della riproduzione da seme, è considerata pianta prevalentemente autogama o ad autoimpollinazione. Questo significa che il polline del fiore, può fecondare il pistillo dello stesso fiore o di fiori diversi della stessa varietà non essendo in grado di essere fecondato dal polline di varietà diverse.

    Per cui tenuto conto di questa considerazione è possibile, se pur in maniera limitat,a coltivare piante di varietà diverse senza il rischio di ibridazioni indesiderate anche vicine tra loro.

    La cosa che mi preme sottolineare è che la pianta di pomodoro è autogama, ma presenta anche un 10 - 15% di allogamia o fecondazione incrociata con impollinazione operata dagli api (entomofila) potendo essere fecondata anche dal polline proveniente da altre varietà. 

    Questa percentuale di allogamia se pur in maniera limitata, favorisce in piccola parte un certo inquinamento del polline e l'eventuale ibridazione con varietà diverse e quindi la perdita delle caratteristiche originarie della varietà di partenza.

    In conseguenza di questo se lei volesse riprodurre fedelmente la varietà che possiede, di modo che le piante figlie abbiano le stesse caratteristiche della pianta madre, per evitare l'inquinamento del polline ed eventuali ibridazioni indesiderate, è necessario operare un isolamento spaziale distanziando varietà diverse tra loro per una distanza di 100 - 150 m, oppure in alternativa operare un isolamento meccanico attraverso l'impiego di barriere naturali o artificiali.

    Se invece lei è un semplice appassionato e hobbista, in questo caso anche il minimo inquinamento di polline di varietà diverse può risultare positivo, perché quella piccola quota di impollinazione incrociata non fa altro che incrementare la biodiversità varietale portatrice di caratteri positivi di resistenza a stress ambientale e parassiti nonché di caratteri qualitativi e gustativi particolari.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Pomodoro Cencara con frutti che non maturano correttamente

    Il 20/08/2017, Ferdinando di Fermo (FM) chiede:

    Tutti gli anni coltivo dei pomodori, della qualità Cencara che maturavano regolarmente. Quest'anno alcune piante presentano dei pomodori rossi solo nella punta, mentre la parte verso il gambo rimane sempre giallastra. Di che malattia si tratta? Come si cura? Grazie e cordialità.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Ferdinando e bentrovato :-)

    L'ingiallimento del pomodoro Cencara nella parte vicino al peduncolo di colore giallo rugginoso, è dovuto principalmente all'attacco del ragnetto rosso (Tetranichus urticae).

    Questo acaro parassita, attacca le piante di pomodoro (e non solo) in presenza di condizioni di temperature elevate superiori ai 30 gradi, elevato irraggiamento solare e carenza idrica prolungata.

    Quando queste condizioni stressanti per le piante perdurano per molto tempo, la pianta va successivamente incontro ad uno stato di sofferenza divenendo più vulnerabile all'attacco del ragnetto rosso.

    Questo parassita attacca preferibilmente i germogli e le foglie, determinando delle tipiche bronzature fogliari che alla fine evolvono in disseccamenti più o meno generalizzati della pianta.

    Sui frutti l'attacco avviene a livello del peduncolo del frutto sulla parte più alta, che successivamente ingiallisce e non matura correttamente.

    Ovviamente in questo caso il danno è solo di tipo estetico, in quanto il frutto attaccato non ha nessun problema e quindi può essere consumato tranquillamente.

    Per combattere il ragnetto rosso, è necessario adottare principalmente una lotta di tipo preventivo che può riguardare sia l'eliminazione delle erbe infestanti considerate degli ospiti temporanei di diffusione dell'acaro, che nel cercare di distribuire sali di rame ad azione indurente sui tessuti vegetali.

    In alternativa, si possono impiegare dei prodotti acaricidi specifici, da utilizzare con estrema cautela per non alterare l'equilibrio della fauna utile (acari fitoseidi) e soltanto nel caso di massicce infestazioni del ragnetto.

    Ringraziandola della domanda, la saluto con cordialità.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Marciume apicale del pomodoro: cosa fare?

    Il 01/08/2017, Giulio di Perugia chiede:

    Salve! Ho realizzato un piccolo orto nel mio terrazzo, con piante nei vasi, molto grandi. Mi sono accorto però che le piante di pomodoro soffrono di marciume apicale. Posso utilizzare il calcium 44 lg della gobbi come rimedio "biologico" ovvero, avendo una moglie incinta, posso poi esser sicuro di mangiare tranquillamente i pomodori?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Giulio.

    Il Marciume apicale del pomodoro, è una fisiopatia molto comune per questa specie in particolare modo nelle varietà con frutto allungato (es. San Marzano).

    Molto spesso (ed è cosa vera), la causa del Marciume apicale del pomodoro, è da ricercarsi in una carenza di calcio nel terreno Ca.

    A mio modo di vedere, più che da una carenza è dovuta ad una mancata disponibilità di questo elemento minerale per la pianta a livello del suolo.

    In altre parole il calcio è presente, ma nel terreno ci sono delle condizioni fisico - chimiche che ne impediscono l'assorbimento radicale da parte della pianta, causando carenza del minerale.

    Una di queste condizioni che influiscono sull'indisponibilità nel suolo, è dovuta alla repentina alternanza tra condizioni di carenza ed eccesso idrico del suolo, in quanto condizioni che vanno ad intervenire sulla solubilità del calcio nella soluzione circolante condizionandone il suo assorbimento.

    Quindi prima di intervenire con la distribuzione del calcio, cercherei di regolarizzare la distribuzione dell'acqua di irrigazione in modo che questa sia equilibrata il più possibile. Se il calcio è presente nel suolo, la sua solubilità si regolarizzerà e di conseguenza verrà più facilmente assorbito, comportando la scomparsa della fisiopatia in poco tempo.

    Se la situazione nonostante la regolarizzazione dell'acqua d'irrigazione, non cambia e i pomodori continuano a manifestare il Marciume apicale, allora in quel caso può intervenire con la distribuzione del prodotto da lei indicato ossia il Calcium 44 LG. 

    Si tratta di un prodotto attivato con acidi umici e fulvici che favoriscono un migliore assorbimento del calcio per via fogliare grazie alla loro attività chelante.

    Il prodotto rientra nella categoria di quelli ammessi nel biologico, o meglio definiti come biostimolanti ossia sostanze in grado di attivare il metabolismo della pianta incrementando l'assorbimento dei minerali.

    Per cui a livello di frutto, il calcio una volta che è penetrato nei tessuti essendo di origine biologica, non dovrebbe avere apparentemente nessun impatto a livello alimentare e della salute delle persone.

    Le consiglio a questo scopo di essere tuttavia il più scrupoloso possibile, cercando di:

    1. Rispettare i tempi di carenza del prodotto.
    2. Verificare se oltre al principio attivo, ci sono sono delle sostanze coadiuvanti che potrebbero essere fastidiose a livello alimentare, se assorbite a livello del frutto.
    3. Chiedere un consulto con il ginecologo di fiducia che segue sua moglie, prima di distribuire il prodotto e consumare i pomodori spiegandogli la problematica delle piante e magari facendole vedere la confezione del biostimolante.

    In merito a questa ultima considerazione, gradirei che qualora si trovasse nella condizione di distribuire il prodotto una volta che ha parlato con il ginecologo, di informarmi facendomi sapere cosa le ha detto, perché solo in questo modo è possibile avere uno scambio di opinioni ed esperienze tra professionalità diverse e venire meglio incontro alle esigenze della gente.

    Ringraziandola della sua domanda sul marciume apicale del pomodoro e attendendo eventuali sviluppi della problematica, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Pomodori Cuor di Bue che non maturano bene: cosa posso fare?

    Il 19/07/2017, Marco di vicenza chiede:

    I pomodori non maturano bene. I pomodori Cuore di Bue diventano rossi nella parte inferiore e gialli in quella superiore. I pomodori Datterino idem, ossia nella parte superiore vicino all'attaccatura rimangono gialli.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Marco.

    Il motivo per il quale i suoi pomodori Cuore di Bue e Datterino, maturano diventando rossi nella parte inferiore e rimangono gialli non maturando in quella superiore, è dovuto al danno causato dalle punture di nutrizione del ragnetto rosso (Tetranychus urticae) a livello dell'attaccatura del frutto a livello del peduncolo.

    Il ragnetto rosso appartiene alla classe degli aracnidi e quindi è a tutti gli effetti un organismo parassita facente parte del gruppo degli acari. 

    A causa delle sue punture di nutrizione, non solo il ragnetto rosso sottrae linfa zuccherina alla pianta, ma contemporaneamente nel corso della sua attività succhiatrice, provoca la rottura e di conseguenza lo scollamento dei tessuti della pianta. A causa di questo scollamento, si aprono all'interno delle breccia in cui penetrando dell'aria si verifica l'ossidazione di alcune sostanze presenti negli organi della pianta, che a livello fogliare si manifesta con delle tipiche argentature o bronzature, mentre a carico del frutto con ingiallimenti della parte apicale.

    Ovviamente il danno che provoca il ragnetto rosso a carico del frutto del pomodoro Cuor di Bue e Datterino, è soltanto di tipo estetico e non qualitativo soprattutto se l'attacco non è intenso e per questo i frutti possono essere consumati senza problemi. 

    Tuttavia se l'attacco fosse forte e intenso, in questo caso avremo anche delle perdite produttive con accentuata cascola dei fiori e dei frutticini allegati.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Che varietà di pomodoro è questa?

    Che varietà di pomodoro è questa?

    Il 16/07/2017, Lara di Stoccarda / Germania chiede:

    Per piacere, mi potete dire che tipo di pomodori ho comprato l'anno scorso? Erano buonissimi, solo che purtroppo non c'è più il nome sulla bustina. Mille grazie e tanti saluti :-)
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima signora Lara.

    Il pomodoro in questione non è altro che il Pomodoro Ciliegino o Ciliegia o Cerise.

    Presenta un accrescimento indeterminato e quindi necessita di sostegni per l'accrescimento. 

    Ha un ciclo vegetativo di circa 70 giorni dal trapianto. 

    È un pomodoro piccolo dal sapore dolce del peso di 20 g, a maturazione precoce e impiegato per il consumo fresco.

    Abbiamo inoltre contattato la ditta Sgaravatti Sementi, della quale siamo Partner, e ci ha comunicato che recentemente hanno cambiato la grafica della bustina, ma la semente è sempre quella dell'anno scorso.

    Se può interessarle ci hanno anche inviato il link del loro ecommerce dove poter comprare online il suo pomodoro ciliegia: http://www.sgaravattisementi.it/shop/sementi-da-orto/pomodoro/pomodoro-per-mercato-fresco/pomodoro-cerise-ciliegia/

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • I fiori dei pomodori cuore di bue calabro si seccano e cadono, cosa posso fare?

    Il 18/06/2017, Patricia Ciardi di Sammontana Montelupo Fiorentino chiede:

    Buongiorno, ringrazio per la risposta precedente. I miei pomodori cuore di bue calabro sono alti, verdi, sani, stanno facendo dei fiori, però seccano. Il picciolo ingiallisce forma una piccola spaccatura e cadono i fiori. Li annaffio ogni due giorni, sono in vaso, esposizione sole dalle 11 alle 19 circa. Posso fare qualcosa per migliorare la situazione? Grazie, cordialmente Patricia
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Con pianta sana come tu dici cadono o per il calore o perché non vengono impollinati
    Temperature massime? Sono in serra? 

    Marco V DEL GROSSO

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  • Nei pomodori vanno tolti i secondi rametti o biforcazioni che nascono?

    Il 08/06/2017, Paola di Varese chiede:

    Buongiorno volevo chiedere se nei pomodori vanno tolti i secondi rametti o biforcazioni che nascono Non tutti lo fanno e volevo sapere come procedere Grazie mille per l'aiuto che ci date Paola
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Paola se sono pomodori da salsa quindi si sviluppano a terra non vanno toccati
    Se sono pomodori allevati in piedi appesi a un filo o simili, si vanno puliti e portato avanti solo il fusto principale e le foglie senza getti laterali

    Marco V DEL GROSSO

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  • La pianta di pomodoro è appassita ed i fiori sono sciupati, cosa posso fare?

    La pianta di pomodoro è appassita ed i fiori sono sciupati, cosa posso fare?

    Il 02/06/2017, Patricia Ciardi di Sammontana Montelupo Fiorentino chiede:

    Buongiorno, ho fatto un piccolo orto in vaso, trapiantando una pianta di pomodori di circa 30 cm che si é appassita e poi ripresa. Alcuni rami si sono sciupati e li ho tolti. Anche i primi fiori si sono sciupati, cosa devo fare? Tagliare i fiori, oppure lasciare cosi? Grazie, cordialmente Patricia
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima signora Patricia.

    Da quanto posso osservare, si tratta di un eccesso idrico che ha determinato l'appassimento della sua pianta e quindi di certo la rottura delle sue piantine non è dovuto assolutamente ad altre cause.

    Le parti vegetative e fiorali che in questo caso si sono spezzate deve toglierle, ma al tempo stesso cercare di non bagnare troppo la terra, per evitare che l'eccesso d'acqua faccia marcire le radici portando a morte la pianta. 

    L'apporto di acqua non dovrà essere né troppo intenso e frequente nel tempo, ma nemmeno anche troppo ridotto e dilazionato nel tempo.

    Dopodiché la pianta se non è compromessa nell'apparato radicale, può riprendersi facilmente attraverso l'emissione di nuovi germogli e nuove femminelle che poi dovrà opportunamente scegliere per poter formare di nuovo il palco produttivo sui cui si inseriranno i pomodori.

    Un'ultima nota riguarda l'apporto dei concimi: in questo fase è necessario apportare fertilizzanti con un leggero quantitativo di azoto N per favorire la ripresa vegetativa, a cui deve seguire una prevalenza di fosforo P per la fioritura e in particolare di potassio K per la produzione dei frutti essendo definita pianta potassofila.

    Cerchi di evitare al tempo stesso gli eccessi di azoto, perché questi oltre a provocare uno sviluppo vegetativo troppo esuberante, hanno l'effetto di peggiorare la qualità dei frutti agevolandone la loro marcescenza. 

    In questo caso i concimi migliori sono quelli minerali ad alto contenuto di fosforo e potassio, oppure quelli organo - minerali.

    Abitando nelle sue zone se ha bisogno possovenire in loco per poter verificare l'andamento delle piante, mi faccia sapere.

    Ringraziandola della sua domanda e aspettando l'eventuale evoluzione della situazione, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Come prevenire la malattia della peronospora che attacca i pomodori?

    Il 16/03/2017, Angelo di Roma chiede:

    Come posso prevenire la malattia della peronospora che attacca i pomodori? Grazie. Angelo
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Buongiorno Angelo, per prevenire la peronospora:

    - Irrigare sempre la mattina e non il pomeriggio o la sera
    - Ridurre il numero di piante a metro quadrato 
    - Trattare con rame nel caso in cui le piante restano bagnate per più di 12 ore o dopo una pioggia.

    Buona giornata

    Del Grosso Marco Valerio

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  • Pomodori che non maturano

    Il 12/03/2017, Carlo di chiede:

    Nel mio orto familiare, da circa 4 anni ho dei grossi problemi causa malattie alle piante di pomodoro, che in passato non sono mai state di questa entità. Pur irrorando poltiglia bordolese e spruzzando zolfo in polvere, le piantine, prese da vari vivaisti, all’inizio sembrano svilupparsi bene, ma dopo 4-6 settimane cominciano a manifestare sintomi di sofferenza, lo sviluppo rallenta, il colore delle foglie non è più del normale colore verde scuro vivace, bensì tendente al verde grigio, le foglie sono penzolanti, poi le foglie cominciano a seccare, dalla base verso l’alto: i frutti di taglia grande sembrano ritardare la maturazione, oppure si screpolano, mentre i frutti allungati presentano marciumi all’apice. Stranamente, verso la fine di settembre, le piante sembrano riprendersi, ma i frutti, specie quelli grandi, non riescono più a maturare, rimangono verdi. Sembra invece che i pomodorini di taglia piccola soffrano meno queste malattie. Ho visto altri orti della zona dove, già a inizio-meta’ agosto, tutte le piante di pomodori erano quasi secche e dovevano essere estirpate. Invece due altri orti a me vicini mostrano pomodori bellissimi. La gente dice che forse e’ il ragnetto rosso, ma molti sono gli orticoltori demoralizzati. Perché succede questo? In passato i pomodori crescevano da soli, senza problemi. Cosa dicono i cervelloni degli istituti di ricerca e delle università’, se mai si occupano a fare ispezioni? Io vorrei comunque mantenere il mio orto esente da trattamenti chimici. Zona: colline del basso Piemonte, alt. 370 mt. Di solito le piantine vengono da me messe a dimora a fine aprile, o anche 10/15 aprile, se un po' protette e se la stagione e’ favorevole: il terreno e’ fertile, leggermente argilloso e mantiene l’umidità. Innaffio 1-2 volte x settimana, con acqua piovana da una cisterna di raccolta, o acqua di pozzo. Con molte altre culture orticole non ho grossi problemi, tranne che con le crucifere, durante la prima fase di sviluppo.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Carlo.

    Premetto fin da subito che questa problematica è molto diffusa anche da noi in Toscana, dove molti orticoltori soprattutto hobbisti vedono le loro piante di pomodoro seccare con gli stessi identici sintomi che lei ha descritto in maniera precisa e perfetta nella sua domanda.

    Tuttavia le cause d'insorgenza, di tale problematica sono le più svariate possibili, imputabili non solo alla presenza del tipico ragnetto rosso (Tetranichus urticae).

    Queste cause possono essere dovute, alla concomitanza di uno o più fattori tra loro correlati, quali:

    a) Ragnetto rosso (già citato)

    b) Clima caldo umido che provoca ustioni fogliari

    c) Diffusione di semi e piantine ibride più suscettibili agli stress ambientali e ai parassiti

    d) Cambiamenti climatici soprattutto riguardo l'emissione dei raggi ultravioletti del sole che vanno ad alterare l'efficienza fotosintetica delle piante, provocando allessature e necrosi fogliari.

    e) Stress idrico indotto dall'alternanza di un eccesso di bagnatura del terreno seguito da una fase secca.

    f) Utilizzo, massivo di prodotti fitosanitari che oltre a distruggere i predatori utili al contenimento dei parassiti, favoriscono inoltre la selezione di specie patogene resistenti.

    Premesso e considerato che non è possibile risolvere la problematica in maniera tempestiva ma soltanto in maniera graduale negli anni, bisogna anche partire dal concetto che ad oggi ci troviamo in degli agroambienti ormai alterati e squilibrati da anni in cui è necessario riequilibrarli ristabilire l'equilibrio ecologico perduto.

    La prima cosa da fare, è quella di utilizzare le sementi antiche autoprodotte evitando quelle ibride, perché più adatte all'ambiente e ai parassiti.

    Come seconda cose cercare di favorire lo sviluppo di erbe spontanee attorno all'orto e non di lavorarlo completamente. Tali erbe offrono riparo e luogo utile per la riproduzione degli insetti utili.

    Come terza cosa evitare l'utilizzo massivo di fitofarmaci e soprattutto di diserbanti che oltre ad uccidere i predatori utili, vanno ad alterare anche la microflora del terreno considerata utile nel mantenimento dell'equilibrio ecologico.

    Quarta cosa: evitare gli stress idrici nel terreno e distribuire l'acqua d'irrigazione sono nel momento del bisogno.

    Quinta cosa: evitare le scottature solari sui frutti cercando di non sfemminellare e/o cimare troppo per non esporli all'azione diretta dei raggi solari.

    Ultima cosa: favorire le consociazioni tra ortaggi sfruttando la loro azione sinergica nel controllare e avere un'azione repellente nei confronti dei parassiti.

    Intervenendo in maniera graduale e continuativa nel tempo attraverso queste metodiche, è possibile ristabilire l'equilibrio ecologico tra parassita e organismo utile. 

    Il parassita non scompare, però si da modo all'ambiente e alle piante di essere più resistenti ai parassiti e quindi ad evitare l'insorgenza e lo scatenarsi di queste malattie massive.

    Ringraziandola della sua domanda le porgo i miei distinti saluti.

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  • Quali prodotti e rimedi posso usare contro la peronospora nelle piante di pomodoro e...

    Il 17/06/2016, Andrea di Cittadella (PD) chiede:

    Salve. Sono Andrea e possiedo un piccolo orto. Volevo chiederle quali sono i prodotti migliori per sconfiggere la peronospora nelle piante di pomodoro e melanzana (anche metodi naturali) e prevenire eventuali nuovi attacchi. Grazie per l'attenzione. Andrea.
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Caro Andrea,

    Per prima cosa la peronospora non colpisce la melanzana. È inutile trattare la melanzana contro tale malattia.
    Per controllare la peronospora su pomodoro sono presenti in commercio moltissimi principi attivi. Ne elenco alcuni efficaci, in ordine alfabetico, presenti nei disciplinari di difesa integrata di molte Regioni italiane: ametoctradina, cimoxanil, cyazofamid, dymetomorph, fosetyl-al, iprovalicarb, mandipropanid, propamocarb, zoxamide.

    Come rimedio naturale rimane sempre valido il buon e "vecchio" rame nelle varie formulazioni.

    Non esistono altri prodotti naturali registrati, contro la peronospora su pomodoro. Ricordati che l'agente patogeno della peronospora è un fungo. I funghi crescono e si sviluppano dove c'è umidità, quindi, prima di usare le "armi" di cui sopra ti dò 2 consigli forti per prevenire:

    1. Allarga i sesti d'impianto, ovvero poni tra le piante più spazio. Una volta aumentata la ventilazione naturale, verrà ridotta l'umidità;
    2. Non irrigare mai il pomodoro la sera prima del tramonto o peggio di notte. L'umidità alta di notte, sarà un bel regalo alla peronospora.

    Un caro saluto e resto a tua disposizione

    Dott. Marco Valerio Del Grosso
    Presidente Sintonia STP
     

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