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Meloni: Scopri le risposte dei nostri esperti

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  • Tortarello abruzzese non fa frutti: come mai?

    Il 02/07/2017, Cath di UK chiede:

    Il melone tortarello abruzzese necessita di impollinazione o è auto-fertile? Noi lo coltiviamo in serra, fa diversi fiori ma nessun frutto. Da cosa potrebbe dipendere?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve.
    Il Tortarello Abruzzese (Cucumis melo var. flexuosus), è una varietà di melone particolare dalla forma allungata molto rustica a ciclo annuale (viene anche chiamato melone cetriolo), la cui produzione e coltivazione è concentrata principalmente in Abruzzo in provincia di Chieti, nel territorio di Vasto e vicino al Molise nella zona della Valle del Trigno.
    In tutto il territorio abruzzese viene chiamato con il termine dialettale di turtarelle, mentre in provincia di Teramo è conosciuto con il nome di melancolo o melancola.
    Dal punto di vista fiorale come tutte le altre varietà di melone, anche il tortarello è una varietà unisessuale cioè con fiori maschili e femminili in strutture separate e allo stesso tempo definita come monoica ossia con fiori maschili e femminili in strutture separate ma nella stessa pianta.
    Questo significa che siccome i fiori maschili e femminili si trovano in strutture diverse, di fatto l'impollinazione è prevalentemente incrociata ad opera degli insetti pronubi come le api.
    La pianta inoltre è definita anche come proterandra, ossia i fiori maschili maturano e si aprono prima di quelli femminili. Questo sfasamento di epoche di fioritura unito al particolare comportamento fiorale, giustifica ancora di più la necessità di un impollinazione incrociata. 
    Il motivo per il quale le sue piante di tortarello abruzzese fioriscono in maniera copiosa, ma non producono frutti, a mio avviso è dovuto a due motivi:

    1) Fisiologici
    Il melone dal punto di vista genetico è una pianta che presenta un'abbondante fioritura ma una scarsa allegagione. 
    Infatti dei fiori presenti, soltanto il 10% da origine a frutti che arrivano a maturazione.

    2) Ambientali
    Dovuto alla presenza di ostacoli e/o barriere (es. tunnel, serre, siepi ecc.) che impediscono il volo degli insetti e la normale impollinazione dei fiori.

    Dalle considerazioni fatte sopra e dalla domanda che ha posto, in questo caso la mancata allegagione dei fiori del melone, è stata causata proprio dalla coltivazione della pianta all'interno della serra che impedisce di fatto il volo e l'impollinazione da parte degli insetti all'interno.
    Per cui visto che lei abita in Inghilterra e considerato che li c'è un clima non idoneo alla coltivazione del melone in pieno campo, giustificando solamente la sua coltivazione all'interno di serre, per incrementare l'allegagione dei frutti e quindi la produzione di frutti, le consiglio o di porre delle arnie vicino l'apertura della serra per richiamare maggiormente le api, oppure di inserire proprio all'interno della serra degli insetti impollinatori. Oltre alle api e ai bombi, si possono impiegare anche le mosche.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Coltivo i meloni ma non diventano dolci. Perchè?

    Il 13/04/2017, Fabio di Bolzano Vicentino chiede:

    ho provato diverse volte a coltivare i meloni, diventano belli, profumati ma assolutamente non sono dolci, ho pure provato a concimarli con del potassio ma non e servito, ho provato diverse varietà ma nemmeno quello è servito, la mia domanda è la seguente: quest'anno vorrei provare a preparare il terreno in maniera migliore, mi spiego meglio, nella vangatura interro letame di stalla maturo poi assieme leonardite, guano e infine farina di roccia, e quando metto i meloni nel terreno aggiungo delle micorizze, uso come pacciamatura telo nero di amido di mais, questo trattamento esposto può essere di aiuto per far si che finalmente i meloni diventino dolci? cordiali saluti
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Fabio.

    CARATTERISTICHE E CONCIMAZIONE

    Per quanto riguarda il melone, partiamo dal presupposto che si tratta essenzialmente di una specie ortiva definita "potassofila". Questo significa che è una pianta che ha bisogno di una buona dose di potassio K, non per crescere e svilupparsi ma soprattutto per poter accumulare all'interno dei frutti gli zuccheri provenienti dal processo di fotosintesi fogliare, dove il potassio svolge un ruolo di trasportatore dalla foglia al frutto.

    Però purtroppo, distribuire solo potassio e allo stesso tempo cambiare anche varietà coltivata in modo da aumentare la concentrazione zuccherina spesso non basta soprattutto se lei coltiva i suoi meloni in terreni troppi sabbiosi dove si verifica con più facilità il lisciaviamento delle acque di pioggia o di irrigazione che hanno il l'effetto di dilavare i minerali del suolo.

    A questo punto occorre lavorare proprio per cercare di migliorare le caratteristiche del terreno e in questo caso sarà necessario procedere ad una buona preparazione del suolo attraverso lavorazioni profonde a cui far seguire l'interramento di letame maturo (come lei ha indicato).

    Tutto questo perché sia le lavorazioni profonde che l'apporto di sostanza organica migliora le caratteristiche fisiche del suolo in particolare la struttura, aumentando la capacità di ritenzione idrica del terreno e di conseguenza la capacità di fissazione dei minerali come il potassio.

    Successivamente lei, ha indicato di inserire nella buca dove piantare i meloni anche leonardite, guano, farina di roccia, assieme alle micorrizze al momento dell'impianto.

    Personalmente eviterei di aggiungere troppi prodotti al terreno, non solo per motivi economici di costo ma soprattutto per uno spreco di prodotti che alla fine potrebbero addirittura risultare non funzionali per la sua coltivazione.

    La leonardite è un concime organo - minerale ad alto contenuto di minerali, in particolare calcio Ca, magnesio Mg e potassio K. La farina di roccia e in particolare la silvite e la carnallite contengono entrambe principalmente potassio.

    Abbinare la leonardite assieme alla farina d'ossa potrebbe apportare un surplus di minerali in eccesso con il risultato finale di avere un'elevata quantità di potassio e in più un rischio di alcalinizzazione del suolo.

    Il guano è un concime organico ad alto contenuto di fosforo P. Il fosforo è un elemento che non influisce sull'accumulo degli zuccheri nel frutto, ma sullo sviluppo delle radici e sulla fioritura.

    La micorizzazione delle piante al momento del trapianto, è fondamentale non solo per favorire l'attecchimento delle piantine, ma per garantire ad esse anche un buon assorbimento di elementi minerali nelle fasi di vegetazione e produzione.

    La pacciamatura infine, ha come scopo essenziale non solo proteggere la parte radicale delle piante, ma attraverso l'accumulo di calore anticipare la produzione della pianta.

    PREPARAZIONE TERRENO

    In definitiva per cercare di aumentare il contenuto di zuccheri nei frutti, è necessario almeno un mese prima effettuare una buona preparazione del terreno con lavorazioni profonde andando successivamente a mescolare assieme al letame maturo la farina di roccia.

    Dopodiché al momento del trapianto, micorrizzare le piantine appena trapiantate e proteggere la parte radicale con teli pacciamanti.

    Infine è necessario evitare anche gli eccessi idrici nel suolo, perché è vero che il melone ha bisogno di acqua ma non troppa in quanto un apporto idrico eccessivo, dilava i minerali del suolo come anche il potassio portando alla produzione di frutti poco zuccherini.

    Ringraziandola della sua domanda e rimanendo a disposizione per altri eventuali dubbi, la saluto cordialmente.


    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • È possibile migliorare il grado zuccherino dei meloni usando degli ammendanti adeguati?

    Il 18/03/2017, Giuseppe di Brugine chiede:

    Buongiorno, è possibile migliorare il grado zuccherino dei meloni usando degli ammendanti adeguati?
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Caro Giuseppe,
    sì, gli ammendanti contribuiscono ad ottenere ottimi risultati al melone.
    Evita quelli con un rapporto Carbonio/Azoto inferiore a 10.

    Marco V. Del Grosso

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  • Come ottenere meloni profumati, grossi e dolci nello stesso tempo

    Il 17/05/2016, Fabio di Bolzano Vicentino chiede:

    Ogni anno pianto i meloni. Vengono profumati e pure grossi ma non sono dolci. Quali accorgimenti devo adottare per averli dolci?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Fabio,

    Il melone è un ortaggio che richiede terreni, profondi, freschi, fertili e leggermente argillosi.

    L'argilla, oltre a trattenere l'acqua, permette di cedere più facilmente le sostanze minerali alle radici che sono necessarie per garantire un corretto nutrimento alle piante. Il terreno tuttavia non deve essere troppo argilloso e asfittico, perché il melone non sopporta l'eccesso idrico che causa marcescenza dei frutti e dell'intera pianta.

    La dolcezza del frutto infine è determinata anche dal contenuto di potassio K, presente nel suolo.

    Il potassio è un macroelemento implicato nel trasporto degli zuccheri dalle foglie ai frutti. Il melone è una pianta potassofila, ossia che richiede una buona dose di potassio per produrre frutti più aromatici e più dolci.

    Quindi in definitiva, per incrementare la dolcezza dei meloni è necessario che il terreno sia fresco e fertile, ma non eccessivamente, e che abbia una buona dotazione di potassio. 

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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