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Gommosi: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

Buona lettura!

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  • Come è meglio intervenire per la gommosi degli agrumi?

    Il 08/11/2018, Saverio di Cosenza chiede:

    Ossicloruro di rame oppure ossido di rame gr. 60 + calce ventilata per edilizia gr. 80, il tutto disciolto in litri 10 di acqua pulita e spennellare il composto sulla corteccia del tronco. Se va bene il mix, chiedo: è meglio asportare la gommosi dalla corteccia (che si presenta dura) del tronco e sulla ferita spennellare la poltiglia BASICA prima detta?
    Agrumi_Lenzi
    Risponde l'esperto
    Maurizio Lenzi

    Buongiorno,
    se la gommosi viene fuori da un fungo, il trattamento con rame può fermarlo ma non è facile debellarlo del tutto, se è una fisiopatia, allora va bene, stabilizza la gommosi.

    Se fosse un fungo per la cura ci vorrebbero prodotti sistemici che però non sono registrati sugli agrumi, quindi è un po' complicato trovare qualcosa.

    Grazie
    Buona giornata

    Maurizio Lenzi

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  • Piante di limoni affette da gommosi: cosa devo fare?

    Piante di limoni affette da gommosi: cosa devo fare?

    Il 03/09/2018, Claudio di San Felice Circeo chiede:

    Ho tutti e 2 i limoni che mi si sono ammalati di “gommosi”. Il più vecchio era malato da più di 20 anni di gommosi sul tronco, pur producendo una grande quantità di limoni!! Ora a luglio si è scatenata su tutti e due alla fina di luglio una violenta gommosi su tutti i rami
    Agrumi_Lenzi
    Risponde l'esperto
    Maurizio Lenzi

    Buongiorno,
    la gommosi è un problema che dipende da diversi fattori.
    In primis l'umidità, quindi quanto meglio potrà tenere il suo ambiente asciutto e meglio sarà, perchè si prolificheranno meno funghi. Quindi, utilizzare un terriccio sciolto che non trattenga troppo l'acqua, non utilizzare il sottovaso, e cercare di non bagnare troppo la pianta.

    Nel caso in cui si verificasse una gommosi funginea comunque, ci sono dei prodotti che possono essere utilizzati da dare sui tronchi, e, per esperienza di alcuni colleghi sembra funzionino!

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  • Pianta di limone in giardino colpita da gommosi: cosa fare?

    Il 17/06/2018, Nando di Napoli chiede:

    Ho una sola pianta di limone coltivata in giardino. Da qualche tempo il tronco sta perdendo corteccia e ci sono delle palline rossastre. Una persona che mi veniva a potare l'albero mi disse che si trattava di un verme che si insinua nel tronco e per combatterlo mise del veleno e mi coprì la parte mancante di corteccia con del mastice che usano per gli innesti (dalla foto si vedono della macchie nere è il residuo dl mastice rimasto dopo che ne ho tolto gran parte). Vedendo su internet sono arrivato alla conclusione che si tratta di un fungo che provoca la gommosi. La ringrazio
    Agrumi_Lenzi
    Risponde l'esperto
    Maurizio Lenzi

    Buonasera,
    La gommosi è causata da un fungo, quindi dovrebbe cercare un anticrittogamico adatto a questo tipo di problema.
    Si possono trovare in tutte le agrarie, e ce ne sono diversi di prodotti,
    Comunque è un problema che può essere curato, non si preoccupi!

    Maurizio Lenzi

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  • Albero di albicocche colpito da gommosi: cosa fare per salvare la pianta?

    Il 19/05/2018, Amalia di Cagliari chiede:

    Buongiorno, ho un'albero di albicocche con frutto già in fase di maturazione, oggi ho notato, su alcuni rami, la gommosi. Come posso salvare la pianta stessa.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima signora Amalia.
    Per poter salvare o almeno ridurre in parte la gommosi dalla sua pianta di albicocco, è necessario prevalentemente togliere tutti i rami secchi e attaccati dal fungo e soprattutto quelli dove sgorga la resina dal legno.
    Questi rami vanno accatastati da una parte e immediatamente bruciati per disinfettare ed evitare la diffusione della malattia.

    Sulla pianta successivamente andrebbe distribuito del rame a scopo disinfettante, e le ferite più grosse cospargerle con del mastice protettivo per favorire la loro cicatrizzazione e impedire che il patogeno si ripresenti di nuovo.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Siepe di photinia colpita da gommosi: cosa fare?

    Siepe di photinia colpita da gommosi: cosa fare?

    Il 16/03/2018, Massimo di Vergiate chiede:

    Buongiorno, ho una lunga siepe di photinia, l'ultima delle quali oggi ho verificato essere in queste condizioni. Sembra essere un problema di origine fungina. Chiedo cortesemente un vostro parere e consigli su come comportarmi. Grazie anticipate
    Alberta_Ballati
    Risponde l'esperto
    Alberta Ballati

    Buongiorno,
    sembrerebbe essere gommosi, cioè emissione di resina da parte della pianta su ferite o escoriazioni, dovute a stress della 
    pianta
    stessa, invecchiamento, condizioni atmosferiche sfavorevolieccessive innaffiature, mancate concimazioni.

    Il consiglio è quello di provare con una buona concimazione che riduca lo stress della pianta.

    Alberta Ballati

    Leggi le altre risposte dell'esperto su PHOTINIA:

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  • Posso coltivare nel terreno dove sono state tolte piante di agrumi affette da gommosi?

    Il 20/11/2017, Antonella di Palagiano (TA) chiede:

    Dovendo rimuovere piante di agrumi affette da gommosi, alcune in fase avanzata, vorrei sapere se è possibile coltivare nuove piante nel posto dove sono state sradicate le piante malate? Grazie.
    Agrumi_Lenzi
    Risponde l'esperto
    Maurizio Lenzi

    Buongiorno,
    la gommosi in se stessa non è una malattia, è una reazione della pianta ad una malattia, quindi bisognerebbe capire la malattia che c'è; comunque in generale lo può sostituire, magari cercando di acquistare una pianta innestata su un portainnesto più resistente, tipo carrizo. Io eviterei piante innestate su volkameriano.
    Grazie,
    Buona serata

    Maurizio Lenzi

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  • Quali trattamenti contro la gommosi?

    Quali trattamenti contro la gommosi?

    Il 15/09/2017, Stefano di Calcinato chiede:

    Buona sera. Innanzi tutto devo ringraziare per le risposte ricevute nel precedente contatto. (veramente esaurienti). Richiedo gentilmente, se si hanno dei trattamenti contro la gommosi dato che la mia pianta di nettarina è stata contagiata, una domanda che vi è sfuggita nel contatto precedente. In merito alle foto dei melograni inviatevi oggi chiedo quale possa essere la causa del marciume creatosi attorno al loro colletto, dato che l'estate appena passata non è stata certo ricca di giornate piovose. Faccio presente che tutte le piante di melograno portano frutti con lo stesso problema. Ultimo, l'animaletto tutto bianco della 3a foto inviata non è che la trasformazione di una cimice (cinese) dal colore scuro originale a questo tutto candido. Non posso dirvi altro su di questo animaletto perché è stato eliminato. In attesa del vostro riscontro. Ringrazio anticipatamente. Stefano
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve di nuovo signor Stefano.

    La ringrazio tanto, anche se più che un ringraziamento le devo portare le mie più umili scuse, perché ho omesso in maniera grave di elencarle gli eventuali trattamenti che lei potrebbe mettere a punto per combattere la gommosi delle Drupacee.

    Tra i trattamenti che può impiegare vi è la distribuzione di prodotti a base di ditiocarbammati (es. Ziram), da abbinare eventualmente ai sali di rame.

    Il prodotto, va impiegato tutto l'anno (una volta al mese) diluendolo in acqua secondo le dosi riportate in etichetta allegata, distribuendolo su tronco, rami, foglie.

    Due volte all'anno, bisognerà ricorrere anche alla distribuzione di prodotti a base di rame (una verso i primi di novembre, ed una verso i primi di gennaio) insieme al prodotto contro la gommosi, aggiungendolo a due cucchiai da minestra di rame in polvere per ogni litro di prodotto preparato, così da distribuirlo insieme.

    Per quanto riguarda le zone della pianta dove questa sta buttando fuori la resina, è necessario ripulire ed asciugare con carta, andando ad applicare con un pennello il prodotto puro e non diluito.

    Per quanto riguarda invece i melograni, il danno che si denota dalle foto allegate è rappresentato da aree puntiformi diffuse di colore rosso intenso su fondo giallastro del frutto, come sintomi specifico d'attacco di afidi.

    Quello che lei vede a livello dell'attaccatura del frutto al livello del ramo sotto forma di marciume, non è altro che fumaggine un'insieme di funghi saprofiti che si sono sviluppati sulla superficie come conseguenza della melata zuccherina emesse a seguito dell'attività di nutrizione degli afidi.

    Per quanto riguarda infine l'ultima foto allegata, l'insetto in questione non è altro che la Cimice Asiatica come le avevo già dettagliato nella risposta precedente.

    Se nella risposta precedente ci fosse qualcosa che è sfuggito e che non ho dettagliato con chiarezza, magari mi riscriva ed io le spiegherò meglio.

    Ringraziandola della domanda e rimanendo in attesa di altre delucidazioni, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Gommosi degli agrumi: metodi di lotta.

    Il 21/08/2017, Ferdinando di chiede:

    Alcune piante di agrumi, sono state colpite dalla gomma, ho provato ad asportarla e poi trattando la zona con del verderame, più volte, ma con scarso risultato. Desidero conoscere se esiste un trattamento più adeguato e possibilmente risolutore. Grazie e cordialità.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Ferdinando.
    La malattia fungina che ha colpito alcune piante dei suoi agrumi, si chiama appunto Gommosi o Marciume del Colletto.
    Di seguito le descriverò come si identifica la malattia e i possibili mezzi di lotta.

    GOMMOSI O MARCIUME DEL COLLETTO O FITOFTORA (ALLUPATURA)

    (Phytophthora citrophthora = Phytophthora nicotianae var. Parasitica = Phytophthora nicotianae var. Nicotianae)

    Classe: Oomiceti.
    Ordine: Peronosporales.
    Famiglia: Pythiacee.

    La Gommosi o Marciume del Colletto è una malattia fungina che colpisce principalmente le piante di agrumi, in particolare:

    a) Limone.
    b) Pompelmo.
    c) Arancio dolce.
    d) Bergamotto.

    Si tratta di una pericolosissima micosi diffusa in Italia a partire dal 1906, andando a causare in seguito notevoli danni alla coltivazioni agrumicole soprattutto del Sud d'Italia. 
    Successivamente la malattia, è stata parzialmente contenuta mediante l'impiego di portinnesti resistenti (es. arancio amaro), anche se purtroppo si sta assistendo oggi ad una sua recrudescenza in alcune zone.
    Questa malattia diviene particolarmente pericolosa dal punto di vista fitosanitario soprattutto quando lo stato di salute delle piante non è ottimale e le condizioni ambientali sono favorevoli allo sviluppo del fungo in particolare su piante innestate su portinnesti suscettibili al patogeno.
    La malattia si manifesta con l'emissione di gomma a partire dalla corteccia delle piante a seguito del suo attacco a livello del colletto. La corteccia tende a spaccarsi, dopodiché si infossa verso l'interno finendo poi per necrotizzare e morire andando incontro a marciume secco (cancrena secca). 
    La parte radicale invece va incontro al marciume umido (cancrena umida) che anch'essa può spaccarsi e fessurarsi al suo interno. 
    Il legno sottostante alla corteccia attaccata invece arricchito di gomma, tende ad imbrunire ma non viene attaccato dal patogeno.
    A volte la malattia può interessare anche il fusto della pianta con un'infezione più o meno estesa della circonferenza dello stesso.

    Sintomi di attacco da Gommosi

    A seguito dell'attacco del patogeno a livello del colletto e delle radici, la pianta dal punto di vista esteriore manifesta un progressivo deperimento della chioma, con le foglie che iniziano ad ingiallire a partire dalle nervature, andando incontro in seguito ad appassimento, successivo avvizzimento, disseccamento e caduta anticipata (filloptosi). 
    Questo deperimento della chioma e delle foglie, è di norma localizzato soltanto nell'area interessata all'infezione. Se l'infezione invece è estesa a tutta la pianta, si può verificare la morte più o meno rapida della pianta.
    Se le condizioni ambientali sono particolarmente favorevoli allo sviluppo del fungo in corrispondenza di periodi umidi e piovosi (es. autunno e inverno), si può avere la sua diffusione anche a carico dei frutti e delle parti più basse 
    della chioma.
    I frutti attaccati tendono ad imbrunire a partire dall'estremità manifestando una tipica marcescenza maleodorante dal sapore e odore di rancido di forma circolare che interessa metà della loro struttura (allupatura). 
    In seguito a partire dalle parti imbrunite del frutto, si verifica l'evasione del patogeno attraverso lo sviluppo di una struttura miceliare biancastra esterna.
    L'alterazione del frutto oltre che sulla pianta, può verificarsi anche nella fase di post raccolta determinando ingenti perdite di prodotto.

    Lotta alla Gommosi o Marciume del Colletto

    Può essere di tipo:

    1) Agronomico.
    2) Chimico.

    La lotta agronomica

    È di tipo preventivo e ha come funzione quella di impedire la diffusione della malattia, attraverso la messa a punto di pratiche colturali che tendono a creare condizioni ambientali sfavorevoli allo sviluppo del fungo.

    Tra le pratiche agronomiche più diffuse, ricordiamo:

    a) Innesto delle piante mediante l'utilizzazione di portinnesti resistenti (es. arancio amaro e/o limone wolkameriano). L'innesto è preferibile eseguirlo il più alto possibile.

    b) Messa a dimora delle giovani piante a profondità regolari e non eccessive per evitare il contatto prolungato dell'acqua con la corteccia.

    c) Evitare il ristagno idrico del terreno, favorendo l'allontanamento delle acque in eccesso mediante la progettazione di un'accurata rete drenante sotterranea.

    d) Dare preferenza alle tecniche d'irrigazione a goccia, evitando i sistemi d'irrigazione a pioggia e/o per sommersione o a conche.

    e) Scegliere per l'impianto degli agrumi terreni sciolti e drenati, evitando quelli umidi, asfittici e soggetti al ristagno idrico.

    f) Favorire l'inerbimento dell'interfila tra le file delle piante, allo scopo di ridurre il ristagno idrico per evitare che gli schizzi d'acqua bagnino la corteccia favorendo la diffusione del patogeno.

    La lotta chimica

    Si effettua in presenza della malattia in atto e può essere eseguita secondo due modalità:

    a) Alla comparsa dei primi sintomi: è necessario scalzare il colletto eliminando la corteccia infetta proteggendo la ferita con prodotti di copertura a base di rame (poltiglia bordolese e/o ossicloruro di rame), oppure con prodotti sistemici a base di Propamocarb o Etilfosfito di alluminio.
    Questi prodotti oltre che sulla corteccia della pianta, possono essere distribuiti anche al terreno mediante irrorazione.

    b) In uno stadio più avanzato della malattia: si possono eseguire dei trattamenti fogliari con prodotti sistemici a base di Etilfosfito di alluminio. 
    Questi trattamenti sono efficaci soltanto quando la pianta è in fase vegetativa di attività. In caso contrario il prodotto verrà diffuso con molta difficoltà.

    I frutti che vengono colpiti soltanto occasionalmente in presenza di condizioni pedoclimatiche di elevata umidità e in questo caso non si effettuato trattamenti specifici. Tuttavia svolgono una buona azione preventiva e protettiva la distribuzione di prodotti a base di rame o Etilfosfito di alluminio soprattutto nel periodo autunno - invernale.
    Le piante gravemente danneggiate e compromesse, devono essere estirpate e bruciate assieme alle radici, mentre il terreno circostante deve essere disinfettato mediante la distribuzione di calce oppure di prodotti gassosi a base di fumiganti.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.
    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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