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Cavolo: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

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  • Cavolo cinese che non cresce: come mai?

    Il 04/05/2019, Carlo di Pozzol Groppo chiede:

    Il prossimo giugno vorrei provare per l'ultima volta a seminare vari tipi di cavoli cinesi. Lei riesce ad individuarne la causa dei fallimenti passati? Dopo il trapianto vanno prematuramente in fiore, come succederebbe alle cime di rapa seminate fuori stagione, oppure marciscono all'interno o all'esterno, o rimangono striminziti e nanizzati. Invece tutti gli altri tipi di cavoli nostrani mi crescono benissimo e li mangiamo per tutto l'inverno. Zona collina Oltrepo', alt. 370 mt., prov. AL.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Carlo.

    Il motivo per il quale le sue piante di cavolo cinese vanno a fiore prematuramente, rimangono piccole oppure marciscono, è semplicemente dovuto al fatto che lei va a seminare le piante a luna crescente.

    Le piante da foglia (es. cavoli, insalate ecc.) e da radice (es. patata, carota ecc.) vanno seminate a luna calante proprio perché per poter sviluppare la parte vegetativa e non riproduttiva è necessario che la luna sia ascendente.

    Inoltre si tratta di piante biennali, ossia sviluppano la parte vegetativa nel periodo autunno - invernale, dopodiché una volta superato l’inverno in primavera formano lo scapo fiorale da cui producono i fiori e successivamente i frutti.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Cavolfiore amaro: cause?

    Il 20/02/2019, Anna di Casamarciano chiede:

    Cavolfiore amaro: cause e conseguenze sulla salute. Mangiare cavolfiore amaro fa male? Quali sono le cause dell'amarezza? È normale?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve Anna.

    Di solito l’amarezza dei cavoli (in questo caso il cavolfiore), si presenta nel periodo da ottobre a dicembre quando ancora non sono arrivate le gelate notturne che servono per intenerire le foglie e rendere il sapore più dolce.

    In questo caso penso che l’amarezza sia riferita al momento in cui si cuoce e di conseguenza si consuma.

    L’amarezza del cavolfiore si ha quando si eccede troppo con i tempi di cottura, ed è dovuta principalmente alla presenza di un composto solforato chiamato acido solfidrico o solfuro d’idrogeno (H2S), che da il saporaccio al prodotto.

    Pur avendo un sapore amaro in realtà l’acido solfidrico non è dannoso per la salute, anzi tutto il contrario. I composti solforati dei cavoli, hanno un effetto benefico sulla salute considerati dei potenti antitumorali.

    Per poter ridurre questa amarezza del cavolfiore, vi sono vari metodi che possiamo mettere in atto, come:

    1. Ridurre i tempi di cottura e quindi ridurre la liberazione di acido solfidrico.
    2. Dividere la palla del cavolfiore in varie cime per ridurre la produzione di tale composto.
    3. Mescolare con l’acqua di cottura del cavolo del latte, in modo da far acquisire un buon sapore al prodotto.
    4. Non cuocere il cavolfiore dentro una pentola a pressione per evitare l’accumulo dell’acido solfidrico.

    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei Distinti saluti

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Cavoli cinesi marci e mangiati da insetti: cosa fare?

    Il 12/03/2018, Carlo di Pozzol Groppo chiede:

    All'esperto Fabio di Gioia, poiché le sue precedenti informazioni mi hanno chiarito le idee sulle avversità del pomodoro, mi permetto di inoltrare ora una richiesta sui cavoli cinesi, pe tsai e pak choi, detto anche Napa cabbage, credo. Problema: mentre i miei cavoli nostrani, in molte varietà, crescono per lo più bellissimi, pero' con molta attenzione a farfalle e bruchi, che schiaccio a mano, coi cavoli cinesi, sia seminati in proprio che con piantine acquistate, da 3 anni raccolgo solo fallimenti. Le piantine comprate dai vivaisti sembrano svilupparsi bene, ma dopo un certo stadio le foglie esterne, o la pannocchia interna marciscono progressivamente. Le piante seminate da me sembrano nascere vigorose, ma, ancora prima del trapianto vengono irrimediabilmente rovinate da insetti che rosicchiano le foglioline, oppure lo sviluppo comunque si arresta. Cosi' non li posso utilizzare per le ricette apprese in Estremo Oriente, fra cui i gustosissimi e salutari Kimchi coreani, fermentati, ancora migliori dei crauti. Il 15/03/2018 Carlo chiede: all'esperto Fabio Gioia rif. malattie cavolo cinese. Dalla sua risposta del 14.03 circa l'altica deduco anche il motivo per cui tale attacco e' subito solo dalle piantine da me seminate, NON trattate, ma non su quelle che compro dai vivaisti, che probabilmente sono trattate. Comunque rimane aperto il secondo problema della marcescenza sulle piante DOPO il trapianto. La pannocchia del Pe Tsai tende a marcire progressivamente verso l'interno e anche nel Pac Choy il giro di foglie marcisce o ingiallisce progressivamente verso l'interno. Non noto queste marcescenze sulle altre varietà di crucifere. Quale può essere la causa e come combatterla?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve di nuovo signor Carlo.
    L'insetto che rosicchia le sue foglie di cavolo cinese soprattutto quando queste foglie sono piccoline, è chiamato altica o pulce di terra. Di seguito le descrivo le caratteristiche e gli eventuali rimedi.

    L'altica o pulce di terra è un insetto saltellante di diversi colori, che si riconoscono quando appena ci avviciniamo con un dito fa dei salti repentini in ogni direzione. Attacca sia le giovani piante che quelle adulte e la sua presenza è facilmente individuabile, perché le foglie appaiono tutte bucherellate; se le foglie più grandi qualche danno lo possono sopportare, la stessa cosa non lo è per le giovani piantine appena trapiantate, la cui vita dipende dalle quelle tre o quattro tenere e uniche foglioline.

    In genere quando si manifesta un forte attacco di pulci di terra significa che il terreno non è stato lavorato bene, perché questo insetto si trova perfettamente a suo agio nei terreni siccitosi e compatti, quindi la prima regola è rendere friabile e umido il terreno attraverso il ricorso alla pacciamatura magari con la paglia.

    Tra i metodi di lotta naturale, può essere utile distribuire del decotto di artemisia o di tanaceto (almeno due volte la settimana in caso di infestazione), oppure spolverare le piante con farina fossile di alghe o farina di roccia alla mattina quando le foglie sono umide e piene  di rugiada.

    Tra i rimedi chimici quello più utilizzato per combattere l'altica, si basa sull'impiego del piretro o dei piretroidi.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Il 15/03/2018, Fabio Di Gioia:

    Salve di nuovo signor Carlo.

    Intanto mi scuso con lei se nella domanda precedente non ho preso in considerazione la marcescenza della parte interna del cavolo ma mi ero concentrato soltanto sul rosicchiamento delle foglie causato dall'altica o pulce di terra.

    Il disseccamento e la marcescenza interna dell'infiorescenza, è chiamato Marciume del Cuore, ed è dovuto ad una carenza di un microelemento che in questo caso è il Boro B

    È una manifestazione da carenza che si verifica non solo a carico del cavolo, ma in tutte quelle specie di ortaggi che hanno la tendenza a generare un grumo interno o cuore come ad esempio le insalate, la lattuga e la bietola.

    Questa carenza nutritiva si può combattere attraverso l'apporto di concimi specifici a base di boro a carico del terreno, o ancora meglio attraverso la concimazione fogliare prima che l'infiorescenza vada incontro alla crescita e in particolare prima che si formino le foglie interne del cavolo che avvolgono il cuore della pianta.

    Rimanendo in attesa di altre eventuali delucidazioni, ringraziandola della domanda la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Questa farfalla è pericolosa per le mie crucifere?

    Il 22/08/2017, Carlo di Pozzol Groppo chiede:

    Quest'anno sono comparse delle piccole farfalle di colore celeste sopra la mia coltivazione di cavoli. Non e' la solita cavolaia bianca. Vorrei sapere se, come la cavolaia, rappresentano un pericolo per le crucifere e come prevenire con la lotta, se necessaria (spinosad).
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Carlo.

    In effetti dalla descrizione dell'insetto e della situazione, non è la vera è propria cavolaia che colpisce tipicamente le specie di cavoli coltivati.

    In questo casi casi è necessario che lei monitori attentamente quanto sta accadendo, osservando il più possibile i suoi cavoli e il comportamento di queste farfalle. 

    Dopodiché capire se rilasciano delle uova e, nelle larve che nascono, vedere se queste risultano dannose per le piante.

    Per questo le consiglio inoltre anche di fare le foto alle farfalle, alle uova e alle possibili larve per identificare meglio l'insetto e capire se può essere più o meno dannoso.

    Ringraziandola della domanda e pregandola di rimanere in contatto per l'eventuale monitoraggio della situazione, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Piante di cavolo che filano: come rimediare?

    Il 07/07/2017, Carlo di POZZOL GROPPO chiede:

    Semina dei cavoli in maggio, in vasetti. Prima del trapianto in luglio alcune piantine tendono a filare verso l'alto e poi a collassare, anziché infoltirsi e irrobustirsi. Inoltre qualche insetto ne danneggia alcune in maniera irreparabile. Come proteggerle?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Carlo.

    La filatura degli ortaggi (in questo caso le piante di cavolo), è una situazione fisiologica anomala delle piante seminate in semenzaio e accade tutte le volte che queste vengono poste in vasetti dove c'è scarsità di luce. Questo può avvenire o quando la luce è poco intensa, oppure quando viene distribuita soltanto per poche ore durante il giorno.

    In alcuni casi in mancanza estrema di luminosità le piantine che filano, possono perdere completamente anche il colore verde e arrestare il processo di fotosintesi clorofilliana.

    La piantina che va incontro alla filatura si allunga, crescendo con il fusto molto esile proprio quando cerca la luce e quindi tende a svilupparsi verso l’alto con tutte le sue energie, piuttosto che sviluppare una struttura robusta e un bel fogliame. 

    Se le sue piantine di cavolo che hanno filato non sono troppo compromesse, possono riprendersi lasciandole in pieno sole per tutta la durata delle ore di luce. Se in un primo momento il seme germoglia al buio (che aiuta e fa da stimolo alla germinazione) appena il germoglio perfora il tegumento c’è bisogno della luce, meglio se solare.

    Per porre rimedio al problema, è necessario lasciare le piantine che hanno filato alcuni giorni fuori e in presenza di luce solare diretta, per vedere se si riprendono e si rinvigoriscono prima di trapiantarle.

    Per quanto riguarda gli insetti maggiormente dannosi per i cavoli, quello più deleterio è sicuramente la cavolaia (Pieris brassicae). Tra i rimedi biologici per eliminare questo pericoloso insetto, certamente quello più conosciuto si basa sull'uso del Bacillus thuringensis var. Kurstaki. Mentre tra i rimedi naturali le ricordo l'uso del macerato di legno di quassia amara, oppure l'impiego del macerato d'aglio a freddo o l'infuso dell'aglio a caldo.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Cavoli piccoli sulle foglie: qual è la causa?

    Il 13/09/2016, Cristiana di Gradara (PU) chiede:

    Da qualche anno tengo un piccolo orto sul retro di casa. Dall'anno scorso, però, ho visto che tendono a crearsi dei minuscoli forellini sulle foglie dei miei cavoli. Volevo chiedere all'esperto cosa sono e come posso porvi rimedio, tenendo presente che non voglio utilizzare concimi chimici, se possibile. Grazie mille
    Redazione
    Risponde l'esperto
    Redazione Portale del Verde

    Gentile Signora Cristiana,

    I minuscoli forellini che nota sulle piante dei cavoli potrebbero essere dati dati da tre tipi di parassiti diversi:

    1. Le altiche, piccoli insetti neri lucidi chiamati anche "pulci di terra", per la loro attitudine a spostarsi tra le piante saltando. Con un'osservazione attenta si dovrebbero poter vedere tranquillamente ad occhio nudo. Vivono e si riproducono bene in ambiente secco, motivo per cui le suggeriamo di mantenere il terreno sufficientemente umido per non favorire la loro presenza. Questi piccoli insetti dell'ordine dei coleotteri si trovano spesso su rucola e su ravanelli, che assumono di conseguenza un aspetto completamente bucherellato. Ma potrebbero colpire anche i cavoli, che appartengono alla loro stessa famiglia botanica, ovvero le brassicacee.

    2. L'altro parassita potrebbe essere un lepidottero (farfalla), come la tignola o la nottua. Responsabili dei fori sono in questo caso i bruchi, prima che diventino farfalle. In questo secondo caso potrebbe usare un prodotto del tutto ecologico e selettivo chiamato Bacillus thuringiensis subsp. kurstaki. Tuttavia per poche piante un'ispezione visiva con eliminazione quasi quotidiana dei piccoli bruchi trovati tra le foglie potrebbe essere sufficiente. 

    3. Il terzo caso lo può distinguere dall'alone giallo-bianco attorno a questi minuscoli forellini: si tratta quasi certamente di cimici, solitamente rosse e nere.

    Nel primo e nel terzo caso può usare il piretro, prodotto ecologico anche se poco selettivo. Legga e segua attentamente tutte le indicazioni riportate in etichetta per l'uso.

    Tanti auguri per la riuscita dei cavoli e di tutto l'orto!

    Cordialmente

    Dott.ssa Sara Petrucci
    Agromono