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Mora: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

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  • Mora: dopo il trapianto le foglie si sono seccate, come mai?

    Mora: dopo il trapianto le foglie si sono seccate, come mai?

    Il 13/06/2019, Marika di Trento chiede:

    Salve, domandavo ho trapiantato una pianta di mora ma dopo le foglie hanno cominciato a seccarsi ed afflosciarsi arricciandosi. Come mai?
    Dennis_Barroero
    Risponde l'esperto
    Dennis Barroero

    Buongiorno,

    A vedere dalle foto sembrerebbe un problema a livello radicale, potrebbe aver subito uno stress idrico dovuto alla troppa acqua in abbinamento ad una terra che tende a generare ristagni.

    Il consiglio che le do è quello, se l'ha trapiantata da poco e quindi non ha ancora radicato, di provare a spostarla in un vaso per farla riprendere.

    Loro amano un terreno fresco ed umido ma senza ristagni idrici, quindi abbini al terriccio pomice (non più del 10% sul totale) in modo che faccia da drenante e mantenga umido con pacciamatura (va benissimo anche la paglia).

    Ringraziandola anticipatamente auguro una buona giornata.

    Dennis Barroero
    Dennis Botanic Collection

  • Mora selvatica: posso innestarci una mora domestica?

    Il 25/04/2019, Franco di Cantù chiede:

    Buon giorno. Su di alcuni arbusti di mora selvatica si può innestare una mora domestica? Grazie
    dennis_borroero
    Risponde l'esperto
    Dennis Borroero

    Buongiorno Franco,

    Sinceramente non ho esperienza diretta in merito però credo che prelevando alcune marze e con un semplice innesto a spacco non dovrebbe avere troppe difficoltà

    Ringraziandola le auguro una buona giornata.

    Dennis Barroero

  • Pianta di more senza spine: è possibile farla crescere ad albero?

    Il 09/05/2018, Francesca di Reggio Calabria chiede:

    Salve, volevo sapere se è possibile far crescere una pianta di more senza spine a forma di albero (non mi riferisco al Gelso) oppure la sua natura impone una crescita a cespuglio. Grazie mille.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima Francesca.
    Purtroppo non è possibile far crescere la mora senza spina ad albero, ma bisogna rispettare la sua naturale propensione a crescere e svilupparsi a cespuglio come la natura impone.
    Tutte le piante che passano sotto il nome di piccoli frutti (es. lampone, ribes, mirtillo, rovo e uva spina), hanno un portamento naturale a cespuglio e se noi cerchiamo di modificare la sua naturale forma di allevamento a cespuglio si rischia di creare dei danni e degli stress tali da non vederle non solo fruttificare ma anche andare incontro a morte.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Morus Nigra: come curare o proteggere la pianta dalle cipollature?

    Morus Nigra: come curare o proteggere la pianta dalle cipollature?

    Il 17/12/2017, Giuseppe di Montesarchio chiede:

    Gentilissimo Dott. Di Gioia, le invio delle foto di rami con ferite, della mia pianta di Morus Nigra, che ha un'età di circa 20 anni, che, come precedentemente Le ho già scritto, è nata (con una gran botta di...fortuna!!) da una semplice talea piantata direttamente nel terreno senza né ormoni radicanti né altro!! Già da qualche anno presenta delle forme di "scortecciamento" (apparentemente forse in via di tentativo di chiusura) nella parte esterna della corteccia di alcune branche e un po' anche alla base del tronco. Nella prima foto (Branc_oriz) si vede (forse non troppo chiaramente) la parte superiore e centrale di una delle branche orizzontali colpita da questo "scortecciamento" che parte da poco dopo il collare del tronco e finisce a circa un terzo della propria parte terminale. Dalla branca comunque continuano a nascere rami e rametti anche fruttiferi (tranne questa scorsa estate, causa una gelata di inizio primavera precoce). Dalla seconda immagine (succ_vert) si può notare qualcosa di simile a quella che inizialmente era una branca orizzontale, che nel tempo, a causa del poco spazio a disposizione, occupato da altre piante limitrofe (noccioli) si è direzionata verso l'alto in cerca di spazio e di luce trasformandosi quasi in un grosso succhione , successivamente parzialmente potato (si nota in cima alla parte finale del decortecciamento dalla foto allegata). Dalla parte potata ha continuato ad emettere poi veri e propri succhioni con diramazioni sempre più piccole ad andamento verticale. Nella terza foto (Base) si vede anche la base del tronco con una spaccatura che lascia scoperta una parte interna del legno. La pianta nel suo complesso è abbastanza normale, anche se non ha raggiunto le dimensioni che avrebbe dovuto già avere (il tronco ha un diametro di circa 15cm ma avrebbe dovuto già essere più di 20) tranne nella parte finale dell'estate in cui viene colpita da un problema alle foglie che mano a mano si riempiono di macchie/fori tipo "ruggine" fino ad accartocciarsi e seccando anticipatamente insieme agli ultimi frutti ,prima della fine di agosto. Il mio quesito è: Posso curare/proteggere in qualche modo queste spaccature/scortecciamenti (che io temo e spero causate dalle varie nevicate e gelate a cui è stata sottoposta nei nostri inverni piuttosto rigidi per Morus Nigra) magari con applicazioni di mastice cicatrizzante previa una qualche sorta di disinfettazione? Consideri che la pianta ora è ancora in una posizione dove ha poco spazio sia lateralmente (nella parte a Nord, fortunatamente) sia in quella verticale occupata da branche di altre piante limitrofe (noci e noccioli che ho intenzione di abbattere). Ora la pianta presenta un andamento dei rami più in verticale che orizzontale a causa del poco spazio, vorrei parzialmente potarla ricavandone talee per innesti e tentativi di riproduzione delle stesse ma vorrei farlo con gradualità se mi suggerisce modi e tempi (qualche ramo verticale avrei pensato di riuscire a deviarlo orizzontalmente con delle legature, se possibile). Nel caso fosse utile ho fatto delle foto della pianta che potrei successivamente inviarle. La ringrazio tantissimo della sua attenzione e gentilezza Saluti, Giuseppe
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve di nuovo gentilissimo Giuseppe.

    Lo scortecciamento, le spaccature del legno e le profonde ferite che in questo caso nota sia a livello del tronco che delle branche, sono causate dai danni da freddo sia invernali che primaverili chiamate cipollature, all'interno del quale si sono successivamente insediati dei parassiti fungini in particolar modo gli agenti della carie del legno.

    Ovviamente la pianta non è morta completamente, perché la parte del legno considerata sana, non ha fatto altro che mantenere la sua vitalità emettendo continuamente numerosi germogli e rami e arginando la malattia in atto ponendo una barriera sia fisica che chimica all'aggressione del parassita come meccanismo di difesa.

    La cosa che in questo caso le consiglio di effettuare è quella che viene chiamata con il termine di slupatura (potatura di risanamento), che consiste nell'asportare la parte di legno ormai marcita e attaccata dalla carie, fino a quando lei non nota che questo diviene di nuovo sano.

    A quel punto è necessario chiudere la ferita distribuendo come prodotti ad azione disinfettante con del rame abbinato anche alla calce (che protegge anche dal freddo), e porre sopra a questi del mastice cicatrizzante.

    In questo modo, nonostante il legno venga asportato un po', la parte sana continuerà a funzionare regolarmente e attorno ad essa vedrà ricrescere del tessuto nuovo che andrà a rimpiazzare quello vecchio che è stato eroso.

    Per quanto riguarda la potatura del Morus Nigra, in questo caso come tempi le conviene aspettare ormai verso fine febbraio quando sono passati i freddi intensi. Per quanto riguarda invece le modalità di esecuzione soprattutto se la pianta è scappata in alto, è necessario fare dei tagli di ritorno non troppo intensi, togliere qualche ramo in eccesso o in competizione e cercare di ripristinare la forma di allevamento con una potatura di riforma sempre in maniera graduale nel tempo.

    Se vuole prendere delle talee, è necessario invece fare una potatura più energica per stimolare l'emissione di rami più giovani che hanno più possibilità di radicare rispetto a quelli adulti.

    Ringraziandola di nuovo della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

  • Pianta di more con frutti che non maturano.

    Pianta di more con frutti che non maturano.

    Il 09/07/2017, Luca di Melano, Canton Ticino. Svizzera chiede:

    Buongiorno, Vi disturbo perchè da un paio di anni la mia pianta di more in giardino ha un problema che non riesco a risolvere: i frutti non giungono a maturazione completa, ma già all'inizio della stessa iniziano a presentare delle parti "secche". Lo scorso anno, al fine di tentare di rimediare alla situazione sopra descritta, abbiamo provveduto a potare la pianta in modo sensibile, quasi fino a terra; durante la primavera è ricresciuta in modo rigoglioso, lasciandoci sperare di avere risolto il problema... invece... Le foglie ed il fusto (grandinate recenti a parte, che hanno lacerato alcune foglie) non paiono presentare problemi; non ho inoltre mai notato una presenza significativa di insetti "particolari". Esiste un modo per intervenire, o devo rassegnarmi ad estirpare la pianta? Grazie della cortesia e dell'attenzione. Luca
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Luca.
    complimenti intanto per la foto-mosaico della sua pianta di more.

    Estirpare o eliminare una pianta, soltanto perché i frutti non arrivano a maturazione oppure perché presentano delle parti secche, non è la soluzione in quanto basta semplicemente analizzare la problematica e tentare di risolverla ovviamente se questa è dipendente da condizioni facilmente modificabili.

    Molto spesso l'uomo vuole cercare di modificare l'andamento della natura a suo piacimento e se questa non si comporta come egli ha previsto in anticipo, allora significa che non funziona e quindi la pianta va tolta. 

    Fortunatamente i ritmi della natura sono diversi da quelli umani e qualsiasi anomalia che presenta non significa che per forza va tolta la pianta, ma come le ho detto prima basta analizzare la problematica e cercare di correggerla.

    Le macchie secche che compaiono come anche la mancata allegagione di alcuni frutti, ben visibile dalle foto allegate sono dovute sicuramente ad un danno da freddo imputabile al repentino abbassamento termico che si è verificato ad aprile dopo il periodo pasquale di quest'anno.

    Quando si verifica un abbassamento termico improvviso e repentino che coglie la pianta in alcune fasi fenologiche delicate come l'allegagione, questo ha come effetto immediato la cascola dei fiori e l'aborto dell'ovario del frutto.

    In questo ultimo caso infatti il frutticino appena allegato non prosegue nell'accrescimento perché l'aborto dell'ovario blocca lo sviluppo dei semi che sono la sede di produzione di ormoni fondamentali per lo sviluppo e maturazione e del frutto. Di conseguenza il frutto o va incontro a cascola, non cresce regolarmente oppure una parte secca in corrispondenza del danno che ha subito. Purtroppo però sui cambiamenti climatici improvvisi non è possibile far niente, perché si tratta di fattori non facilmente modificabili dall'azione dell'uomo.

    Quello su cui si può invece intervenire, riguarda l'operazione di potatura pianta di more che ha come scopo quello di modificare l'attività vegeto - produttiva della pianta verso una migliore produzione.

    Per questo motivo è vero che le potature fatte in maniera molto forte, possono far rinvigorire le piante accentuandone il loro rigoglio con produzione di abbondante fogliame e germogli, ma allo stesso tempo vanno a ridurre la fioritura e la sua fruttificazione.

    Quindi per avere una buona fruttificazione, le sconsiglio di operare potature troppo intense nella speranza che così facendo si riesca a farle fruttificare di più e meglio. Per questo le consiglio di operare potature equilibrate alla sua pianta di more in modo da avere una buona attività vegetativa e produttiva.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Come posso creare un rovo di more?

    Il 28/05/2017, Emanuele di Palermo chiede:

    Buongiorno, premetto che sono alle prime armi. Mi piacerebbe creare un rovo di more per delimitare uno strapiombo e nello stesso tempo gustarne i frutti. Dicono tutti che le nostre campagne ne sono piene e quindi nessun vivaista mi procura una piantina. Ho provato a fare qualche talea da un ramo ma sono sicuro che c'è qualcosa di sbagliato nel mio procedimento perché tendono a seccare entro una settimana. Sarebbe così gentile da spiegarmi passo passo come fare per procurarmi una talea nel verso giusto? E cosa più importante, non farle seccare? Grazie
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno Emanuele,
    dunque lei ha due modi per riprodurre il rovo.

    1) Per fare le talee, a fine inverno prossimo alla ripresa vegetativa, deve prelevare pezzetti di ramo con almeno due nodi, metterli o in substrato specifico, il migliore é la perlite, la trova in qualsiasi magazzino per il vivaismo o in vasetti con terriccio ben drenato.
    Fondamentale é mantenere fresche le foglie, altrimenti le tale e si disidratato e muoiono.

    2) Altro modo é piegare un ramo di un rovo facendogli toccare terra, ricoprire il ramo nel punto in cui tocca il terreno con della terra e da lì, dopo un paio di settimane al massimo, compaiono le radici.
    Questo può farlo anche subito. 

    Le auguro buona giornata

    Kety Cialdi 

  • La mia pianta di mora varietà Triple Crown ha delle macchie sulle foglie, potete aiutarmi?

    La mia pianta di mora varietà Triple Crown ha delle macchie sulle foglie, potete aiutarmi?

    Il 09/05/2017, Pino Ciancaglini di Ortona chiede:

    Buonasera, comprando questa pianta di mora varietà Triple Crown, ho notato delle macchie sulle foglie... I puntini che si intravedono mi sembrano una virosi mentre per le macchie necrotiche non saprei... Il vivaio mi ha risposto che sono gli effetti di una gelata... Mah Potete aiutarmi? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Pino.

    Le macchie di colore porpora bluastro accompagnate da punteggiature che nota sui lembi esterni fogliari della sue piante di mora, non sono dovute ne a malattie virali e ne a danni da gelata, ma bensì ad una carenza nutrizionale dovuta al potassio P.

    Il fosforo P, è un macroelemento principale per la nutrizione della pianta necessario per la formazione degli acidi nucleici (DNA e RNA), delle proteine, enzimi e sostanze di riserva (fitina e fosfolipidi). Entra nella costituzione dei composti che regolano gli scambi energetici (ATP, ADP e AMP) e infine regola il metabolismo delle proteine.

    Nella pianta il fosforo, favorisce:

    1) Crescita delle radici.

    2) Sviluppo dei fiori.

    3) Irrobustimento dei tessuti.

    4) Resistenza alle avversità.

    5) Miglioramento delle caratteristiche qualitative dei frutti.

    La carenza di questo elemento nel terreno, si manifesta con:

    a) Accrescimento stentato della pianta.

    b) Ridotto sviluppo delle radici.

    c) Foglie di colore verde verde opaco tendenti al porpora bluastro.

    d) Diminuzione di fiori, frutti e semi.

    e) Maturazione tardiva e scarsa serbevolezza dei frutti.

    d) Riduzione delle produzione di gemme a frutto. 

    La caratteristica principale di questo elemento nutrizionale, è che la sua carenza non è dovuta spesso ad una sua reale mancanza nel suolo ma bensì al crearsi di condizioni anomale che ne impediscono l'assorbimento e la disponibilità per la nutrizione della pianta in quanto elemento poco mobile nel terreno.

    Le condizioni che ne impediscono la sua disponibilità, sono rappresentare da:

    1) Insolubilizzazione in terreni a pH acido (precipita come fosfati di ferro) o a pH alcalino (precipita come fosfati di calcio).

    2) Antagonismo con altri elementi nutritivi (es. ferro Fe e zinco Zn).

    3) Eccesso di calcare.

    4) Terreno permeabile ad elevata piovosità.

    Mora Triple CrownTuttavia le posso dire inoltre che il vivaista che le ha detto che l'anomalia sulle foglie fosse provocato da un danno da gelata, indirettamente ci aveva azzeccato. Direttamente no, perché il danno è dovuto alla carenza di fosforo, ma indirettamente si, perché il fosforo in presenza di basse temperature del suolo di immobilizza diventando meno disponibile per le piante dando problemi di carenza.

    Di conseguenza il repentino abbassamento di temperatura che c'è stato in questo ultimo periodo, ha provocato una insolubiluzzazione del fosforo nel terreno e il manifestarsi di fenomeni di carenza.

    A questo punto per poter intervenire, le consiglio intanto di aspettare e vedere se con il rialzo termico il fosforo diventando più solubile possa diventare di nuovo disponile per la pianta e se fosse così la colorazione bluastro porpora dei margini fogliari dovrebbe sparire.

    In caso contrario, sarebbe necessario procedere ad un'analisi del suolo e vedere il suo reale contenuto nel terreno. Se la carenza fosse dovuta ad una mancanza, allora è necessario procedere ad una concimazione fosfatica specifica.

    Se invece la sua carenza fosse dovuta all'instaurarsi di situazioni anomale che ne impediscono l'assorbimento, allora sarà necessario correggere il suolo cercando di modificare il pH per renderlo disponibile.

    Per esempio la mora è una specie acidofila, che predilige terreno a pH leggermente acido. Se il suo terreno risulta più alcalino e con presenza di calcare, basterebbe apportare sostanza organica per abbassare il pH in modo da rendere solubile e disponibile il fosforo per la pianta.

    Ringraziandola della sua domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Piante di more potate erroneamente, cosa fare?

    Piante di more potate erroneamente, cosa fare?

    Il 30/03/2017, Maria Antonietta di Ascoli Piceno chiede:

    Gentile dottore, sono a chiedere un consiglio per delle piante di more: ho messo queste 5 piante in giardino due anni fa, con molta soddisfazione le ho viste crescere e ho gustato una raccolta abbondante. Lo scorso autunno sono state potate drasticamente a causa della loro crescita eccessiva e disordinata ma ora, dati i risultati, ritengo che qualcosa non sia stato fatto bene. Come si puo' osservare dalle foto, le piante hanno fusti di diametro superiore al centimetro e pochissimi rami laterali verdi. Alla base delle piante ci sono giovani piantine. Sono molto tentata di eliminare queste piante trasformatesi in canne verdi e dare spazio alle nuove piantine ma mi chiedo se non sia un errore ancora peggiore. Come dovrei procedere? Spero in una vostra risposta chiarificatrice.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentile signora Maria Antonietta.
    La ringrazio tanto per la domanda e soprattutto per le foto allegate che mi hanno permesso di avere più chiara la situazione colturale.

    Le piante denominate con il termine di piccoli frutti (es. lampone, mora, rovo, ribes, mirtillo e uva spina), sono specie che in natura presentano un portamento da arbustivo a strisciante.
    Questo significa che i loro fusti tendono ad alzarsi per pochi centimetri da terra o al massimo arrivare ad 1 m. 
    In più hanno la caratteristica di emettere molti polloni basali e inoltre attraverso gli stoloni (fusti trasformati basali) emettere radici al fine di propagare la pianta dal punto di vista vegetativo.
    In generale tutti i piccoli frutti sia coltivati o spontanei, in natura possiedono un portamento strisciante o leggermente rampicante in presenza di altre piante e/o sostegni di vario tipo.

    Allevare delle piante come queste ad alberello, andando a stravolgere completamente il loro normale habitus vegetativo e produttivo, è considerata una forzatura non naturale anche perché come ben si vede (come ha spiegato perfettamente lei), le piante si spogliano dei loro rami laterali e rimane solamente il fusto centrale privo di vegetazione.

    La prima cosa che bisogna fare quando si acquista una pianta da frutto di qualsiasi tipo, è quello di osservare il suo portamento che tende ad avere e di conseguenza allevarla in quel modo per venire incontro al suo modo naturale di 
    vegetare.
    Che la mora produca molti rami disordinati è una cosa normale, perché come le ho già spiegato è una specie arbustiva semi rampicante che ha la tendenza ad emettere molti rami.
    In questo caso, vedendo che alla base le piante hanno emesso dei polloni la cosa più giusta da fare sarebbe quella di togliere l'asse centrale sviluppato in alto e successivamente allevare di nuovo i polloni facendoli arrampicare lungo la rete e di conseguenza poi avere uno sviluppo arbustivo e più non ad alberello.

    Per chiarezza di intervento e anche di responsabilità in modo da fugare ogni dubbio e quindi per avvertirla in anticipo di quello che potrà succedere, in questo caso l'intervento migliore per poter far si che le sue piante possano avere una vegetazione folta e produttiva è proprio quello di eliminare l'asse centrale e ripartire da polloni. 

    Non si preoccupi, le more sono piante estremamente pollonifere con un'elevata capacità di radicazione avendo al tempo stesso la possibilità di rigenerarsi e sviluppare ancora più prepotentemente di prima. 
    E' ovvio non si aspetti che facendo così, lei abbia una produzione elevata di frutta subito quest'anno, ma nei prossimi anni potrà vedere di nuovo dare dei raccolti abbondanti.
    Per qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento anche successivamente all'intervento che effettuerà, mi scriva tranquillamente sarò ben felice di seguirla passo passo e vedere l'effetto che succederà a carico delle piante.
    La saluto cordialmente.

    Dr. Fabio Di Gioia