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Piante acquatiche: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

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  • Laghetto sporcato dalle carpe: quali piante per ripulirlo?

    Il 30/06/2019, Marco di Livorno chiede:

    Ho un lago di circa 100mx50 in cui negli anni hanno proliferato le carpe a specchio trasformando l'acqua in un brodo verde e il fondo in una fanghiglia nera. Per risolvere la situazione ho diviso il laghetto con una rete e rimosso da un lato tutte le carpe. Che piante acquatiche posso inserire per migliorare la situazione dell'acqua?
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buongiorno Marco

    per risanare un ecosistema acquatico è necessario fitodepurare l'acqua e risanare il fondo.

    Il limo del fondo diventa nero quando, per mancanza di ossigeno, si sviluppano batteri anaerobici.

    La prima cosa da fare, quindi è aumentare l'ossigeno. Questo permetterà lo sviluppo dei batteri aerobici che si nutriranno di tutta la sostanza organica presente nel fondo trasformandola in sali minerali.

    L'ossigeno può essere fornito con elettropompe che agitano l'acqua oppure introducendo piante sommerse ossigenanti

    La loro funzione biologica è quella di:

    1. fornire ossigeno ai microrganismi che hanno il compito di decomporre la sostanza organica
    2. consumare sali minerali sottraendoli alle alghe che renderebbero l'acqua verde.

    Le piante ossigenanti giocano un ruolo fondamentale nella vita di un laghetto. Esse liberano grosse quantità di ossigeno durante il giorno, elemento di vitale importanza per tutti gli organismi viventi dello stagno e consumano grosse quantità di azoto responsabile della crescita delle alghe.

    Oltre ad ossigenare queste piante offrono un ottimo rifugio e alimento a tutti gli avannotti appena nati spesso facili prede dei pesci adulti.

    La seconda cosa da fare è quella di introdurre piante che producono foglie galleggianti come le ninfee.

    Riducendo le radiazioni solari si evita il surriscaldamento dell'acqua e la conseguente crescita di alghe.

    La terza e ultima cosa da fare è introdurre piante palustri lungo il bordo. Il 20% del perimetro deve essere occupato da piante palustri che con i loro ammassi radicali svolgono una efficiente azione depurante.

    Va da se che non devono più esserci pesci erbivori come le carpe e grufolatori come le tinche o gli storioni.

    Cordiali saluti

    Gianni Ricci

  • Laghetto con tartarughe: che piante acquatiche mettere?

    Il 06/06/2019, Claudio di Villafranca di Verona chiede:

    Che piante acquatiche potrei mettere in un laghetto con le tartarughe?
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buongiorno Claudio,

    purtroppo le tartarughe acquatiche, pur essendo carnivore, non disdegnano di mangiare le piante. Le prime ad essere prese di mira sono le piante sommerse, come le Elodee, i Ceratophyllum, i Potamogeton ecc.

    Poi prendono di mira le ninfee, soprattutto le foglie nuove e i boccioli e infine le galleggianti.

    Le uniche che non vengono toccate sono le piante palustri, perchè in acqua hanno solo il ceppo radicale, contenuto in vaso, ma l'apparato fogliare in aria. Piante palustri robuste che mi sento di consigliarti sono: Typha in varietà, Juncus in varietà, Lythrum salicaria, Thalia dealbata, Pontederia cordata, Iris pseudacorus, Carex in varietà. Sono tutte piante robuste, rustiche e con apparato radicale molto sviluppato, utile per filtrare l'elevata quantità di azoto derivato dai loro prodotti di rifiuto.

    Cordiali saluti

    Gianni Ricci

  • Laghetto con anatre: si può creare un impianto di fitodepurazione?

    Il 28/05/2019, Giuseppe di Ercolano chiede:

    Salve. È possibile creare un impianto di fitodepurazione in un laghetto dove saranno presenti delle anatre di piccola dimensione? Se si quali?
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buongiorno Giuseppe,

    tutti i palmipedi, anche se di piccola taglia, producono grosse quantità di escrementi. Le acque dove vivono si eutrofizzano velocemente e le alghe esplodono. Non è possibile introdurre piante acquatiche perchè sarebbero mangiate. Le poche resistenti, come la Phragmites australis e la Typha latifolia non sarebbero in grado di depurare l'acqua delle anatre.

    Ottimi risultati, invece, si ottengono realizzando un vero impianto di fitodepurazione. Si deve scavare un canale stretto e lungo, per esempio 4m x 1.5m x 0.70cm, impermeabilizzarlo con un telo in PVC, riempirlo di ghiaione da 20/40 mm su cui sarà piantato dell'Iris pseudacorus. L'acqua delle anatre scorrendo attraverso la ghiaia depositerà tutto lo sporco, i batteri trasformeranno i prodotti di rifiuto in sali minerali che saranno eliminati dalle piante. L'acqua che uscirà dall'impianto sarà pulita e potrà ritornare in vasca per ricominciare il ciclo.

    Cordiali saluti

    Gianni Ricci

  • Bidone con lapillo lavico e iris: acqua diventata bianca, è normale?

    Il 25/05/2019, Massimiliano di Cambiasca chiede:

    Buonasera sig. RICCI, come da suo consiglio su fitodepurazione, ho inserito del lapillo lavico in un bidone da cm 50 e poggiato sopra l'iris. Nel momento dell'aggiunta d'acqua, quest'ultima è diventata di un colore bianco-grigio. È una reazione normale oppure ho sbagliato qualcosa? Dopo quanto tempo posso farla defluire nello stagno? Grazie
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buongiorno Massimiliano,

    sì, è normale che l'acqua sia diventata lattiginosa. La presenza di polveri, residui di zolfo contenuto nel lapillo intorbidiscono l'acqua.

    Attivando il circuito il passaggio dell'acqua attraverso il lapillo depositerà di nuovo questo pulviscolo.

    Cordiali saluti

    Gianni Ricci

  • Laghetto: quali piante acquatiche usare per la depurazione dell'acqua?

    Il 23/05/2019, Rosalba di Palermo chiede:

    Salve, vorrei realizzare in una grande aiuola un laghetto per la mia tartaruga acquatica e volevo inserire delle piante acquatiche per la depurazione dell'acqua... quali piante mi consiglia?
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Salve Rosalba.

    Tre sono i gruppi di piante da usare in un impianto di fitodepurazione:

    • Le ninfee: piantate in un cestello forato specifico per loro svolgono l'azione di ombreggiamento con le foglie galleggianti e depurazione con le radici.
    • Le sommerse: Elodea canadensis, Ceratophyllum demersum sono ottime depuranti e ossigenanti; garantiscono un'ottima produzione di ossigeno necessario ai batteri che decompongono la sostanza organica prodotta dalla tartaruga.
    • Le palustri: inserite lungo il bordo con i loro ammassi radicali consumano grandi quantità di azoto, derivato dai prodotti di rifiuto e avanzi di mangime della tartaruga.

    Ora, se la tartaruga è ancora piccola queste piante saranno lasciate in pace. Ma se la tartaruga è adulta, di 20 cm di lunghezza, le sommerse e le ninfee faranno una brutta fine. Anche se carnivora non disdegna le piante.

    Le palustri non verranno toccate, perchè tutta la vegetazione si trova fuori acqua.

    Per compensare la mancanza dei primi due gruppi bisogna aumentare il loro numero. Non sono in grado di dire quante piante servono perchè non ho la misura della vasca.

    Cordiali saluti

    Gianni Ricci

  • Stagno: impianto di fitodepurazione, come farlo?

    Il 14/05/2019, Massimiliano di Cambiasca chiede:

    Buonasera ho intenzione di fare un piccolo impianto di fitodepurazione per il mio stagnetto. Possiedo già iris e altre piante ossigenanti. Come deve essere riempito il fondo del mastello (lapillo, sabbia, ghiaione)? Il foro in cui andrò ad inserire il tubo è meglio in alto o in basso? Grazie
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buongiorno Massimiliano,

    Per realizzare l’impianto di fitodepurazione può procedere in due modi:

    • Il primo sistema prevede 10 cm di lapillo vulcanico sul fondo, numerose piante sommerse ossigenanti, un gruppo di piante palustri inserite nei cestelli forati per permettere alle radici di fuori uscire e depurare, l’entrata dell’acqua in basso, la fuori uscita in alto.
    • Il secondo sistema è molto più efficiente perché riprende il metodo della fitodepurazione delle acque reflue.  Il filtro va riempito completamente di lapillo vulcanico di pezzatura grossa. Tutta la superficie verrà piantumata con piante palustri le cui radici penetreranno nello strato del lapillo vulcanico permettendo un’ottima depurazione dei sali minerali contenuti nell’acqua del laghetto. 

    L’entrata dell’acqua sarà dall’alto e l’uscita, dopo aver attraversato lo strato di lapillo, avverrà in basso. 

    Cordiali saluti,

    Gianni Ricci

  • Laghetto: quali piante ossigenanti posso inserire?

    Il 03/04/2019, Massimiliano di Cambiasca chiede:

    Buonasera ho uno stagnetto di circa 4mt q. con 2 tartarughe. L'anno scorso ho inserito un'iris d'acqua e ho notato una notevole riduzione di alghe, ora vorrei introdurre delle piante ossigenanti per tenere pulita l'acqua (non ho ne pompa ne filtro), secondo voi ne vale la pena? Eventualmente qualche nome, grazie.
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buongiorno Massimiliano,

    è vero, l'uso di piante acquatiche migliora la qualità dell'acqua grazie all'azione depurante delle loro radici.

    Avendo la vegetazione sviluppata al di fuori dell'acqua non vengono disturbate dalle tartarughe.

    Le piante ossigenanti, invece, sono completamente sommerse e sono molto tenere. Le tartarughe le mangerebbero all'istante.

    Ti consiglio di continuare con le piante palustri per aumentare la capacità filtrante: Juncus effusus, Iris pseudacorus, Typha gracilis, Acorus calamus.

    Se invece vuoi tentare con le ossigenanti puoi usare: Elodea densa, Elodea canadensis, Ludwigia grandiflora, Hippuris vulgaris.

    Cordiali saluti

    Gianni Ricci

  • Ninfee divisione delle ninfee: ho eliminato le radici, è troppo presto?

    Il 27/03/2019, Lorenzo di Sotto il monte chiede:

    Buongiorno. Ho effettuato la divisione dei rizomi delle ninfee qualche giorno. Ho eliminato le radici come da video, è troppo presto o va bene ugualmente? Inoltre le ho posizionate in fondo ad un mastello profondo circa 80 cm al massimo. Con un diametro di un metro... speriamo che quest anno si riprendano perché l'anno scorso hanno vegetato pochissimo. Ma in fase di impianto ho commesso due errori: Uno di tenere rialzati i vasi con dei mattoni forati perché pensavo che la profondità di 80 cm fosse eccessiva. E secondo ho utilizzato vasi senza fori. Ora i rizomi li ho posizionati in alcuni scolapasta in plastica cosi le nuove radici avranno la possibilità di uscire dai fori e prendere nutrimento dal limo presente sul fondo del mastello. Nella terra ho inserito del concime osmocote a lenta cessione. Da tre tipi di ninfee ho ricavato una decina di nuove piante. Le ninfee sono denver, gloriosa e hever White. Ho fatto tutto correttamente? Grazie per un eventuale risposta. Cordiali saluti
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buongiorno Lorenzo

    questo è il momento per dividere le ninfee.

    Nessun problema nell'aver tagliato le radici. Il rizoma, organo di riserva ricco di sali minerali, stimolerà lo sviluppo iniziale delle foglie e delle nuove radici. Appena formate inizieranno ad assorbire sali minerali e il rizoma smetterà di nutrire la pianta iniziando ad accumulare riserve nutritizie necessarie al risveglio dell'anno successivo.

    Lei ha ricavato 10 nuove ninfee, tenga presente, però, che i rizomi troppo piccoli potrebbero non fiorire per quest'anno.

    Inoltre in ogni vaso bisogna inserire un solo rizoma. Più rizomi andrebbero in competizione riducendo la loro crescita ed infine per una buona fioritura servono almeno 6 ore di sole al giorno. Un mastello del diametro di 1 metro può contenere al massimo 3 ninfee.

    Cordiali saluti

    Gianni Ricci

  • Piante acquatiche: favoriscono la proliferazione di zanzare?

    Il 05/03/2019, Angela di Sesto Fiorentino chiede:

    Le piante acquatiche favoriscono la proliferazione di zanzare? Ho un giardino che ne è pieno già da ora che è marzo.. e vorrei trovare un modo naturale per eliminare le zanzare esistenti e non farne proliferare altre con accumuli di acqua.
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buongiorno Angela,

    le piante acquatiche non favoriscono la proliferazione delle zanzare. Lo stadio larvale delle zanzare è acquatico. L'insetto ha bisogno dell'acqua per deporre le uova. Nel giro di pochi giorni schiudono, liberando delle larve che impiegano circa 21 giorni per completare lo sviluppo, fare la metamorfosi e sfarfallare.

    Se hai un laghetto o un minilaghetto puoi intervenire in due modi: puoi introdurre dei pesci come la Gambusia affinis, un vero killer per le larve delle zanzare oppure utilizzare un prodotto a base di "Bacillus thuringiensis ceppo Israelensis" che blocca lo sviluppo delle larve.

    Se non hai un laghetto ma solo ristagni d'acqua come tombini, truogoli o altro devi utilizzare il bacillus. È un organismo molto selettivo, innocuo per noi, per gli animali che vanno a bere: cani, gatti, uccelli.

    Viene venduto in blister da 10 pastiglie. Ne serve una per ogni punto da trattare e dura un mese.

    Cordiali saluti

    Gianni Ricci

  • Laghetto con piante palustri, ninfee e piante ossigenanti: mettere o meno un filtro?

    Il 13/11/2018, Raffaella di Firenze chiede:

    Buonasera, in giardino ho un piccolo laghetto di circa 2.000 lt, con piante palustri, ninfea e piante ossigenanti. Volevo un consiglio su mettere o meno un filtro. Da quello che ho letto su vari forum e blog, mi sembra di aver capito che il filtro è in qualche modo in competizione con le piante.. entrambi "ghiotti" di ammonio! Possiamo affermare quindi che un laghetto ben piantumato funziona meglio se non c'è il filtro? Grazie mille
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buonasera Raffaella.
    Le piante presenti in un laghetto non entrano in competizione con il filtro. Quest'ultimo, grazie all'azione di decomposizione dei batteri trasforma la sostanza organica in sali minerali: azoto-fosforo-potassio e microelementi. Questi sali minerali si accumulano nell'acqua del laghetto e se non venissero eliminati causerebbero la crescita di alghe. Le piante invece consumano i sali minerali per poter crescere, eliminandoli dall'ambiente. Un laghetto può quindi funzionare senza filtro, se c'è una giusta proporzione tra quantità d'acqua, piante e pesci.

    Il giorno in cui questo equilibrio si rompe è giusto prendere in considerazione l'uso di un filtro.
    La pompa, invece, è importante specialmente nei periodi estivi quando le piante, a causa delle alte temperature, rallentano il loro metabolismo. Avere una fonte di ossigeno in più risolve molti problemi.

    Cordiali saluti
    Gianni Ricci

  • Nella mia tinozza ho trovato delle piccole lumachine nere, sono dannose per le piante?

    Il 01/10/2018, Laura di Alessandria chiede:

    Buongiorno, nella mia tinozza ho trovato delle piccole lumachine nere, sono dannose per le piante? Sul lago maggiore ho preso delle vongole d'acqua dolce, posso aggiungerle?
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buongiorno Laura,
    i molluschi gasteropodi non sono dannosi per le piante. Sono degli spazzini che si nutrono di detriti vegetali e alghe filamentose che staccano dalle pareti. Le più comuni sono la Limnaea stagnalis a forma di cavaturacciolo e la Planorbis corneus, spiralata sullo stesso asse.

    Negli ambienti piccoli, però, la Limnea potrebbe diventare pericolosa, se si moltiplica molto, e attaccare le foglie delle piante più delicate. Dovrebbe tenerla sotto controllo. Il mollusco bivalve invece convive bene con le piante. E' un filtratore di impurità, microalghe e prodotti di rifiuto dei pesci.. Se molto grandi, nelle tinozze piccole, potrebbero morire di fame per mancanza di nutrimento in sospensione. Può introdurne una o due, ma piccole.

    Cordiali saluti
    Gianni Ricci

  • Come posso eliminare le alghe dal mio laghetto in modo naturale?

    Come posso eliminare le alghe dal mio laghetto in modo naturale?

    Il 17/09/2018, Salvatore di Crotone chiede:

    Salve! Ho un laghetto da 1500 litri con circa 10 pesci rossi che si sono riprodotti. L'acqua è intasata di alghe verdi unicellulari nonostante piante ossigenanti galleggianti, lemna minor e pistia stratoites. (che non fanno penetrare la luce del sole) e 2 piante palustri quali falso papiro, thypha e una ninfea. Non ho filtro meccanico per la pulizia e né lampade che contrastano le alghe. Il laghetto in estate è sempre esposto al sole. Mi potreste dire rimedi naturali senza applicare prodotti chimici? Grazie
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Ciao Salvatore,
    purtroppo una elevata presenza di alghe è sempre indice di una elevata quantità di azotocomposti, cioè sali minerali che derivano da prodotti di rifiuto dei pesci, avanzi di mangime e sostanze vegetali. Se non si usano filtri con lampade uv-c bisogna filtrare con le piante, però bisogna permettere a queste di farlo.

    Tutte le piante acquatiche devono essere piantate dentro cestelli forati specifici che permettono alle radici di uscire da ogni lato svolgendo opera di depurazione. Verifica che le piante sommerse non siano state mangiate dai pesci. Ne occorrono almeno 4 mazzi su 1500 litri. Le galleggianti sono sufficienti. I pesci mi sembrano un po' grandi. Devi fare attenzione alla quantità di cibo somministrata. Non usare mangimi in scaglie ma solo granulari che galleggino.

    Somministra solo due volte alla settimana il cibo e lascia che negli altri giorni si nutrano di alghe, larve di insetti e vegetali in decomposizione, in poche parole facciano gli spazzini.

    Cordiali saluti

    Il 20/09/2018, Gianni Ricci risponde:

    Il Myriophyllum spicatum è una pianta sommersa che cresce molto. Sale in superficie in tempi rapidi. Se non vedi nessun apice affiorare è probabile che non sia attecchita. Ti consiglio di introdurre Elodea canadensis o Ceratophyllum demersum e, a meno che sul fondo ci siano almeno 5 cm di limo, piantale in un vasetto pieno di comune terra.

    Cordiali saluti
    Gianni Ricci

  • Vasca con piante e animali acquatici: cosa succede se cambio acqua e substrato?

    Vasca con piante e animali acquatici: cosa succede se cambio acqua e substrato?

    Il 11/09/2018, Roberta di Firenze/Italia chiede:

    La mia vasca è in Toscana e dopo 3 anni di esperienza ho grandi soddisfazioni per la sopravvivenza e riproduzione di pesci rossi, rane rospi, lumache e tante api che si abbeverano mi fanno pensare che sono sulla buona strada. Vorrei sapere se questo equilibrio raggiunto può essere perduto se in primavera rimuovo l’acqua stagnante dell’inverno e anche tutto il substrato; cosa è meglio fare? Il fondo della vasca è in mattonelle e le piante che hanno bisogno di terra sono in vaso; che fine faranno i miei ranocchietti? Attendo suoi consigli! Saluti
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Ciao Roberta,
    svuotare uno stagno o una vasca è sempre un trauma per tutti gli organismi presenti. Un cambio di acqua totale può essere così stressante che a volte i pesci più deboli potrebbero morire. Nel limo del fondo ci sono grandi colonie batteriche utili a decomporre la sostanza organica di origine animale e vegetale. Se poi questo limo ha più di due anni è ricco di piccoli crostacei, anellidi, uova di lumaca, larve di vari insetti tra cui le larve rosse di chironomidi, di cui i pesci sono ghiotti, e le larve delle libellule. Tieni presente che le libellule hanno uno stadio larvale molto lungo, più di due anni prima di fare la metamorfosi per diventare adulte. Gli insetti adulti sono grandi predatori di zanzare. Capisco, quindi, il dilemma: pulire il laghetto o mantenere in vita tutti questi organismi?

    Dobbiamo trovare un compromesso. Prima di procedere allo svuotamento della vasca riempi un grande mastello con acqua presa dalla vasca. Questo perchè quando avrai vuotato la vasca e saranno rimasti solo 10 cm di acqua riuscirai a prendere più agevolmente i pesci e li metterai nel mastello riempito con acqua vecchia e stagionata. Dopodichè eliminerai solo metà del limo presente. In questo modo nell'altra metà rimarrà in vita tutta la fauna e la flora microbica contribuendo a stagionare più velocemente l'acqua nuova. Le rane che sono andate in letargo nel limo del fondo, in primavera si svegliano e scappano quando inizierai le operazioni di svuotamento. Non temere, non c'è il rischio di gettarle con il limo.

    Cordiali saluti
    Gianni

  • Posso utilizzare un vaso di coccio col foro per una ninfea in una vasca di metallo?

    Il 09/09/2018, Arya di Roma chiede:

    Salve, posso utilizzare un vaso di coccio col foro per una ninfea che alloggia in una vasca di metallo? Grazie
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buonasera Arya,
    se il vaso di cotto è abbastanza grande la ninfea, per il primo anno, riesce a crescere comunque bene. Il problema sorge quando il vaso sarà saturo di radici che non possono sfogare all'esterno. Queste si compatteranno talmente tanto da impedire alla ninfea di continuare lo sviluppo.

    I vasi ideali sono rotondi o quadri completamente forati in tutti i lati. In questo modo le radici possono stendersi all'esterno, utilizzare i sali minerali contenuti nel limo che si deposita sul fondo e svolgere una efficiente azione fitodepurante. Le allego una foto perchè possa meglio comprendere.

    Cordiali saluti
    Gianni Ricci

  • Piante ossigenanti per laghetto artificiale: quali scegliere? Come e dove piantarle?

    Piante ossigenanti per laghetto artificiale: quali scegliere? Come e dove piantarle?

    Il 28/07/2018, William di Thailandia chiede:

    Buongiorno, ho visto la serie di video su YouTube relativa alle piante acquatiche e laghetti artificiali. Vorrei un consiglio per la progettazione del nostro laghetto di cui allego le foto. Lo abbiamo scavato a febbraio del corrente anno, ha dimensioni 50x20 m ed una profondità di 80-90 cm durante la stagione secca, ma durante la stagione monsonica (ci troviamo in Thailandia) il livello sale fino a 1,50 - 1,70 (da quello che abbiamo potuto constatare finora... All'interno del lago al momento vivono diverse centinaia di catfish, ai quali diamo raramente cibo. Abbiamo piantato alcune piante galleggianti, ma vorremmo lavorare anche con piante ossigenanti e completare la bordura con piante che lavorano bene nell'effetto di fitodepurazione. Come si vede dalle foto, il laghetto è stato scavato a 2 scalon, durante la stagione secca, l'acqua rimane sotto il livello del primo gradone e durante le piogge lo supera di circa 20-30 cm (il lago non ha impermeabilizzante e si autoalimenta in parte più piogge). Quali piante mi consigliereste di piantare e dove? Le ossigenanti, come si piantano? A queste latitudini quali piante ossigenanti posso trovare? Grazie mille William

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    Risponde l'esperto

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    Buongiorno,
    in Thailand hai una vasta scelta di piante, io utilizzerei delle mangrovie delle colocasie che non hanno problemi di escursione di livello. Potrei essere più puntuale e preciso con un sopralluogo. Potremmo organizzare.

    Davide La Salvia

  • Come gestire il miriofillo nel laghetto?

    Il 27/05/2018, Matteo di Firenze chiede:

    Come si mette a dimora il Miriofillo, non riesco a farlo stare sul fondale del laghetto infatti crea delle piante lunghe che arrivano in superficie e poi si ramifica galleggiando.
    Redazione
    Risponde l'esperto
    Redazione Portale del Verde

    È normale poiché cerca la superficie. Per evitare va potato ciclicamente e magari utilizzare più ninfee per togliergli luce e quindi limitarne la crescita.

    Davide La Salvia

  • Piante per laghetto che aiutano a mantenere l'acqua pulita?

    Il 23/05/2018, Max di Cambiasca chiede:

    Salve ho un piccolo stagnetto (in pvc) con 2 tartarughe e non avendo la possibilità di ricambio d'acqua mi hanno consigliato piante acquatiche. Al momento ho solo l'iris che galleggia (mi è stato detto di lasciarlo cosi), vorrei sapere se c'è qualche altra pianta che possa aiutarmi nell'allontanare le alghe, grazie

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    Risponde l'esperto

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    Buongiorno,
    la tartaruga sporca molto, ed un solo iris tra l'altro galleggiante non basta, aggiungerei dei giunchi, o carex magari una thalya o un papiro; piante coriacee poco appetibili alle tartarughe. Mandi una foto. 

    Davide La Salvia

  • Coltivazione fiore di loto: come mai non fiorisce?

    Coltivazione fiore di loto: come mai non fiorisce?

    Il 11/05/2018, Carmela di Napoli chiede:

    Salve 3 anni fa, ho raccolto un seme di loto, sono riuscita a farlo germogliare, purtroppo essendo per niente esperta, ma guardando un po' in internet, sono riuscita a farlo crescere, ma le radici si sono sparse liberamente nell'acqua, sono fuoriuscite dal terreno che ovviamente avevo raccolto da un campo, quindi molto pesante. La pianta non ha mai fatto fiori, un paio di settimane per la prima volta fa ho inserito un cono di concime. Lei crede che non farà mai fiori? Se si come posso ovviare? Ho allegato una foto del contenitore che lo ospita, una tinozza di rame del diametro di 50 centimetri e profonda 25 cm, quindi sottratta l'altezza del vaso ci saranno, dal colletto della pianta alla superficie dell'acqua circa una decina di centimetri, sono pochi? Sarei molto grata se poteste dirmi cosa fare per poter vedere almeno un fiore. Confidando in un gradito riscontro invio distinti saluti.

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    Risponde l'esperto

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    Buongiorno,
    il loto ha bisogno di molto nutrimento, una pastiglia non basta; ne metta almeno 5.
    Fermo restando che non tutti sono fioriferi allo stesso modo.

    Davide La Salvia

  • Di che specie sono queste piante trovate in campagna in provincia di Venezia?

    Di che specie sono queste piante trovate in campagna in provincia di Venezia?

    Il 27/03/2018, Matteo di Venezia chiede:

    Salve, oggi nella campagna della provincia di Venezia ho trovato queste piante, mi hanno incuriosito perché assomigliano a dei funghi ma non lo sono. Vorrei sapere di che specie si tratta, grazie cordiali saluti Matteo
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Matteo.
    La pianta che lei gentilmente ha allegato nella foto si tratta semplicemente dell'Equiseto. Per la precisione si tratta della parte riproduttiva che emerge non appena ha sviluppato la parte fogliare.
    Ringrazio della domanda e ti saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Erba della Pampa: come e quando eseguire il taleaggio?

    Erba della Pampa: come e quando eseguire il taleaggio?

    Il 07/12/2017, Raffaella di Cumiana chiede:

    Salve a tutti, vorrei chiedervi quando e come praticare il taleaggio dell'erba cosiddetta della Pampas, dal momento che, avendone una in giardino, mi piacerebbe fare un viale intero, se fosse possibile, grazie in anticipo!
    Francesca_Vernile
    Risponde l'esperto
    Francesca Vernile

    Salve Raffaella,

    la Cortaderia selloana, chiamata Erba della Pampa poiché nativa del Sud America meridionale, che include appunto la regione della Pampas, è una graminacea (più correttamente appartiene alla famiglia delle Poaceae) estremamente robusta e vigorosa, non avrà dunque difficoltà a riprodurla per divisione del cespo

    Normalmente questa operazione si effettua in autunno, al fine di avere la fioritura già nell'autunno successivo, tuttavia può essere fatta anche in primavera, semplicemente la pianta fiorirà non l'autunno seguente ma quello dell'anno dopo.

    Si procede dividendo la pianta madre con una vanga, si estraggono dal terreno le porzioni con tutte le radici e si ripiantano in un composto di terriccio leggero (a questo scopo le consiglio di integrare della pomice) a cui è bene aggiungere dello stallatico maturo o del compost. Le suggerisco di piantare le nuove piante in vaso e procedere poi alla messa a dimora definitiva nella primavera successiva, quando saranno ben affrancate

    Buon giardinaggio!

    Francesca Vernile

    Leggi anche "Graminacee ornamentali: imparare a conoscerle e ad impiegarle con successo", articolo sul nostro Blog!

  • Ninfee in acqua stagnante invasa da zanzare: consigli e rimedi?

    Ninfee in acqua stagnante invasa da zanzare: consigli e rimedi?

    Il 17/10/2017, Rossella di Reggio Emilia chiede:

    Gentilissimi, ho un problema: a giugno ho comprato una ninfea e l'ho collocata in un vaso di plastica senza buchi sul fondo. Ho messo uno strato di terra e di sabbia seguendo le istruzioni del signore che me l'aveva venduta e dopo poco, il vaso, collocato sul davanzale di una finestra esposta a sud ovest di dimensioni 18 x 60 cm, ha iniziato a riempirsi di larve di zanzara. Il venditore della ninfea mi ha consigliato di mettere nell'acqua delle gambusie, perché si nutrono di larve di zanzara e avrebbero tenuto l'acqua pulita. Prendo 4 gambusie e ne sopravvivono solo 2 o forse una. Dopo poco l'acqua stagnante si riempie di alghe e si colora di scuro. In pratica è uno schifo e non sapendo come gestire questo obrobrio vorrei salvare il pesce e metterlo in un contenitore di vetro. Della ninfea non so che farci. La vorrei magari dare ad una vicina. Ho davvero paura che quest'acqua sporca possa essersi infettata ad esempio con della salmonella e che non sia opportuno travasare il pesce o cedere a terzi la ninfea perché potrebbe magari portare malattie e trasportare batteri nella nuova collocazione. Non so se sia una domanda folle, sono ignorante in materia e non vorrei che per salvare un pesce o una piantina magari cagiono danni seri a terzi. Da ignorante direi che è una possibilità molto remora perché è solo acqua sporca, ma gli eccessi di premura non sono mai dannosi. Se non vi sono pericoli, come posso salvare la mia ninfea e farla stare bene? Vi ringrazio anticipatamente per la risposta. Un caro saluto a tutti gli esperti.
    Redazione
    Risponde l'esperto
    Redazione Portale del Verde

    foto-ninfeeTutte le cose hanno bisogno di equilibrio: una ninfea in casa ha bisogno di luce e metterla vicino ad una finestra è la soluzione migliore sicuramente; rischia se non esposta.
    Un surriscaldamento dell'acqua porta però alla formazione di alghe e quindi acqua putrida e anossia. La gestione quindi dell esposizione e fondamentale.

    Le piante acquatiche fungono da filtro e abbattono i colibatteri e problemi di salmonella, a meno che non si utilizzi acqua dalle fogne, ma lo escluderei.

     

    Per il recupero di ninfea e pesci basta cambiare l'acqua e sciacquare bene la pianta, nient'altro.

    Davide La Salvia

    Leggi "Il biolago balneabile", l'e-book scaricabile gratuitamente dal nostro Portale Del Verde!

  • Callitrica o erba gamberaia

    Callitrica o erba gamberaia

    Il 16/02/2017, Simone di Torino chiede:

    Salve, qualcuno saprebbe dirmi il nome di questa pianta? grazie mille
    Redazione
    Risponde l'esperto
    Redazione Portale del Verde

    Callitrica detta anche, erba gamberaia perché si insediavano nelle colonie di gamberi. E una pianta che ossigena ed ha un odore tipo l'aglio,

  • Le Ninfee del mio laghetto hanno cambiato colore: cosa è accaduto?

    Il 07/09/2016, Mirko di capannori (LU) chiede:

    Salve. Le ninfee del mio laghetto da qualche giorno hanno subito delle alterazioni del colore. Mi spiego: non hanno delle macchie di colore giallo-arancione, mentre prima erano tutte verdi. Cosa gli è accaduto? Se hanno subito un qualche attacco.... come faccio a rimediare? Grazie mille.

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    Risponde l'esperto

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    Buongiorno Mirko,

    Una fotografia delle Ninfee è sempre preziosa.

    In assenza di essa, si può andare per ipotesi. La più plausibile è il normale invecchiamento delle foglie. Le vecchie marciscono e lasciano spazio alle nuove.

    Se il fenomeno è quindi limitato ad alcune foglie è normale, darei comunque un concime a lenta cessione per godere ancora della fase vegetativa della pianta. Se invece il fenomeno coinvolge tutta la pianta, mi mandi una foto: in questa modo potrò darle una risposta più precisa.

    Davide La Salvia
    Vivaio Waternursey

  • È possibile creare un giardino acquatico di ninfee anche in condominio?

    Il 29/08/2016, Francesco di Civitavecchia chiede:

    Buonasera, abito a Civitavecchia in un piccolo appartamento in condominio. Sono un grande appassionato di piante acquatiche, in particolare ninfee, ma per mancanza di un giardino, non sono mai riuscito a coltivare un (chiamiamolo così) "giardino acquatico". Chiedo all'esperto se esistono delle varietà di Ninfee che potrebbero essere coltivate anche in un balcone, per fare una sorta di laghetto d'appartamento. Grazie infinite per la risposta.
    Redazione
    Risponde l'esperto
    Redazione Portale del Verde

    Gentile Francesco, 

    la risposta alla sua domanda è "assolutamente sì". 

    Probabilmente è poco che ci segui, ma il vivaio Waternursery, di cui sono titolare, è stato oggetto di diversi articoli dedicati alla coltivazione di piante acquatiche proprio sui piccoli laghetti da balcone ed anche da giardino. Si tratta di microcomposizioni che riproducono in spazi ridotti stagni o laghetti molto piu grandi, dando la possibilità di godere di uno spazio acquatico anche a chi - e sono la maggior parte - vive, come te, in un condominio.

    In vivaio abbiamo ciotole e contenitori adatti alla creazione di questi microlaghetti in plastica, corten, vetroresina e altri materiali, secondo il gusto di quello che si vuole creare.

    Per quanto riguarda l'allestimento, nessun problema. Ci sono ninfee nane molto fiorifere, ossigenanti, galleggianti e pesciolini contro le zanzare, che consentono la creazione di un microcosmo in equilibrio.

    Cerchero di spedire delle foto in redazione esemplificative. il limite per queste composizioni è... solo la fantasia.

  • Laghetto artificiale con ninfee: terra sul fondo per favorire la proliferazione?

    Il 18/08/2016, Antonella di Varese chiede:

    Buonasera, avrei una domanda per l'esperto: ho fatto fare un piccolo laghetto artificiale nel mio giardino, con un telo apposito su fondo. Abbiamo inserito delle ninfee. La domanda è la seguente: dobbiamo mettere della terra sul fondo per aiutare le ninfee a proliferare o è sufficiente l'acqua? Ringrazio e mi complimento per il sito

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    Risponde l'esperto

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    Gentile signora Antonella,

    direi che è sconsigliabile mettere la terra sul fondo del suo laghetto. 

    Per quanto riguarda le ninfee, è preferibile tenerle in vasi (con terra) o posizionarle in ciotole.

    Sperando di aver soddisfatto la sua richiesta, resto a sua disposizione per qualsiasi altro consiglio.

    Davide La Salvia
    Vivaio Waternursery

  • Quali varietà di piante acquatiche inserire in un laghetto artificiale?

    Il 09/08/2016, Antonio di Sesto Calende chiede:

    Buongiorno cari signori e grazie per il servizio (gratuito!) offerto. Volevo chiedere ad uno dei vostri esperti in piante acquatiche, quali poter inserire in un piccolo laghettino artificiale (lo chiamo laghetto ma forse è più opportuno chiamarlo "vasca"). Le dimensioni sono circa in 3 metri x 2 a forma di fagiolo con un profondità massima di circa 50 cm, dove vado ad inserire una pompa per ricircolo acqua e a formare una piccola cascatella tra le roccette ai bordi del laghetto. Grazie molte e buona giornata.
    Davide_La_Salvia
    Risponde l'esperto
    La Salvia Davide

    Buongiorno Antonio,

    normalmente in bibliografia si usa consigliare un piantumamento uguale e/o superiore ai 2/3 della vasca qualora non vi siano filtri meccanici in funzione. Con una vasca 2x3 quindi pari a 6 m2 sono necessari almeno 4 m2 di piante acquatiche. Per creare un ecosistema in equilibrio mettiamo delle piante ossigenati (ad esempio elodea), delle ninfee e delle filtranti thalye pontederie o palustri varie.

    Aggiungiamo delle gambusie contro le zanzare. Partendo da questa formula di base, la scelta è molto ampia.

    La zona di realizzazione può essere un elemento non vincolante nella scelta delle piante.

    Davide La Salvia
    Vivaio Waternursery

  • Fior di Loto non produce foglie dopo 5 mesi dalla messa a dimora. Perchè?

    Il 11/07/2016, Romeo di Perugia chiede:

    Buongiorno a tutti voi, ho una domanda per il vostro esperto in piante acquatiche. Quest'inverno ho acquistato online dei rizomi di Nelumbo 'Louise Slocum", o Fior di Loto, che ho piantato il giorno stesso in cui ho aperto il pacco. Purtroppo a distanza di 5 mesi dalla loro messa a dimora, il Nelumbo non riesce ancora a produrre una sola foglia! Ora guardando sul fondo del laghetto mi sembra di scorgere il principio di una foglia. È possibile che la pianta non sia morta e cominci solo ora a "germogliare"? Può succedere che le piante acquatiche "saltino l'anno" per poi presentarsi puntuali l'anno successivo? Grazie di tutto.

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    Risponde l'esperto

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    Gentile Romeo,

    la sua domanda si presta tranquillamente ad un trattato sulle piante acquatiche per quante sfaccettature comporta la risposta. Cercherò di essere il più sintetico possibile. 

    Il Fior di loto è una pianta bellissima ed affascinante, come tutti sappiamo. All'aspetto estetico unisce il simbolismo e la sacralità, soprattutto per il buddismo. Tanti, quindi, desiderano avere e coltivare questa meravigliosa pianta. La coltivazione non rappresenta un grande problema, perchè la pianta, come tutte le acquatiche e palustri, tende a diventare infestante, ma... non è facile il primo impianto. Il rizoma va maneggiato con cura, in quanto rompere gli apici vegetativi significa uccidere la pianta. Dobbiamo quindi far sì che almeno un apice vegetativo sia vivo e vitale.

    Normalmente noi appoggiamo il rizoma sulla terra, tenendolo ancorato sul fondo con un piccolo pezzo e lasciando, sopra l'apice vegetativo, dai 5 ai 20 cm d'acqua. Lo sviluppo ricorda un pò quello delle canne: una foglia viene in superfice, l'altro apice si allunga orizzontalmente.

    In questo periodo dell'anno il fior di loto dovrebbe già essere in fiore; ciò non toglie che eccezionalmente, ma è un'ipotesi molto remota, sia in ritardo vegetativo.

    Alcune piante acquatiche, principalmente le tropicali, possono saltare degli anni, ad esempio quest'anno mi sono fiorite delle ninfee giganti australiane i cui rizomi erano in riposo vegetativo da 3 anni, cioè per 3 anni non hanno prodotto alcunchè e quest'anno hanno fatto delle enormi foglie e fiori.

    Guarda con attenzione dove ci sono gli apici vegetativi e se possibile mandaci una foto, in maniera tale da poter osservare meglio lo stato della pianta.

    Spero che sia un ritardo vegetativo. A settembre saremo proprio a Perugia, al Perugia flower show, dove terremo dei piccoli stage dal vivo.

    Davide La Salvia
    Vivaio Waternursey

  • Come rimuovere l'alga dal fondo del laghetto e liberare i fior di loto?

    Come rimuovere l'alga dal fondo del laghetto e liberare i fior di loto?

    Il 26/05/2016, Stefano di Pavia chiede:

    Buongiorno, vi scrivo perchè ho un problema a cui non so porre rimedio! Ho un laghetto sorgivo di piccole dimensioni con fondo naturale: circa 15 metri di lunghezza per una larghezza massima di 5 metri e una profondità max di 70 cm, ma mediamente di circa 30 cm. Il problema riguarda una specie di alga uniforme che si stende sul fondo, impedendo alle giovani piante di fior di loto di crescere liberamente imbrigliandone le giovani foglie. Praticamente crescendo molto rapidamente quest'alga va a formare una specie di "lenzuolo" molto compatto simile al "tessuto non tessuto" che si trova in commercio per proteggere le piante del giardino. Cosa posso fare? Ho provato a mettere delle piccole piante galleggianti ossigenanti che si sono propagate molto ma non hanno di fatto minimamente impensierito l'alga assassina! Spero proprio che uno dei vostri esperti possa aiutarmi! grazie Stefano C.

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    Risponde l'esperto

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    Buongiorno Stefano,

    Per risolvere il problema di proliferazione delle alghe nel suo laghetto l'unica soluzione, un po' impegnativa ma di certa efficacia, é quella di togliere le piante che le interessano, asportare manualmente quanto più possibile l'alga, mettere un anti-alga che trova in commercio specifico per laghetti (non per piscine), attendere che l'alga infestante sia "seccata" e reintrodurre le sue piante.

    In ogni caso le consiglio, per evitare il ripetersi dell'episodio, di inserire una piccola pompa che serva a muovere e ossigenare l'acqua.

    Cordiali saluti

    Stefano Bolognesi
    Azienda Agricola La Brina