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Fico: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

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  • Fico: cosa rosicchia la pianta?

    Il 19/02/2019, Giampiero di Arzachena (OT) chiede:

    Cosa si mangia o rosicchia i germogli delle piante dei miei fichi? Non avevo mai visto nulla di simile le gemme rosicchiate in tutta la pianta e per svariate piante. Praticamente il raccolto venturo in fumo. Ringrazio in anticipo per un eventuale risposta. Giampiero
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Giampiero,

    per poter dare una risposta avrei bisogno di fotografie che mi mostrano come l'insetto ha rosicchiato le gemme.

    Sono state segnalati danni da ozziorinco, ma per esserne certo mi occorre una foto per vedere il tipo di danno.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

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  • Fichi da essiccazione: come coltivarli?

    Il 01/01/2019, Roberto di Cavarzere Venezia chiede:

    Buongiorno, ho 3 ettari di terreno torboso nel basso Veneziano verso il confine di Rovigo. Vorrei fare una coltivazione di fichi da essiccazione. Mi chiedo dove posso diventare un esperto del settore? Qui vari associazioni di categoria come confagricoltura non sono capaci di darmi informazioni in merito. Desidero consultarmi con esperti del settore per confrontarmi ed ottenere maggiori informazioni. Rimango in attesa di VS cortese riscontro. Roberto
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Roberto,

    nel nord italia credo sia difficile trovare un esperto di fichi che possa dare dei consigli per un impegno così concreto.

    Però fra le mie conoscenze c'è un signore che vive in provincia di Padova che ha una collezione di 150 varietà di fichi e che sicuramente conosce bene l'adattamento delle varietà al clima della pianura veneta.Devo cercare far i miei tanti contatti e poi glielo giro.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

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  • Come spostare o riprodurre una piccola piantina di fico appena nata?

    Il 16/11/2018, Isabella di Lainate chiede:

    Salve, vorrei sapere come spostare una pianta di fico. Guardando sotto le siepi del giardino, è stata scoperta una piccola pianta di fico, nata sotto un agrifoglio. Cercando di spostarla, ho scoperto che è nata dal tronco tagliato dell'agrifoglio, quindi difficilmente potrò spostarla. Mi domandavo quindi se fosse possibile riprodurla per talea o se vi fosse un metodo migliore che mi possiate consigliare. Devo togliere l'intero tronco dal terreno e ripiantarlo da un'altra parte o posso staccare quei rametti nati e ripiantarli in modo che facciano nuove radici? Grazie e buona serata
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Isabella,

    se non è possibile togliere la pianta con le sue radici, allora si può fare una talea tagliando un pezzo di ramo lungo almeno 12/15 cm ben lignificato alla fine dell'inverno, mettendolo per 4/5 in terriccio tipo da piante grasse e tenendo le talee fresche finchè non produrrà radici e foglie.

    Cordiali saluti
    Samuele Dalmonte

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  • Un consiglio in merito a trattamenti necessari per il fico?

    Il 15/11/2018, Andrea di Perugia chiede:

    Per gentilezza, mi puoi dare un consiglio in merito al trattamento da fare per il fico? Grazie infinite
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Andrea,

    il fico è una pianta che normalmente non ha problemi fitosanitari quindi, a parte problemi specifici che nel caso si presentino si affrontano caso per caso, il mio consiglio è di dare del solfato di rame a caduta foglie e nient'altro.

    Cordiali saluti
    Samuele Dalmonte

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  • Fico ultraottantenne malato: attacco fungino o parassiti? Cosa fare?

    Fico ultraottantenne malato: attacco fungino o parassiti? Cosa fare?

    Il 10/11/2018, Giacomo di Somaglia (Lo) chiede:

    Buongiorno, gradirei avere delle informazioni per permettermi di salvare una pianta da fico ultraottantenne che, ormai da qualche annetto, nonostante abbia il fusto completamente svuotato, continua ,oltre che a dare i suoi frutti, a garantire la fondamentale ombreggiatura di una buona fetta di giardino. L'autunno scorso, al contrario degli anni passati, è stata fatta una potatura più ponderata ed una concimatura con stallatico biologico che hanno dato migliori risultati ma rimane il fatto che la pianta è ancora malata. Quest'autunno, nonostante non sappia ancora cosa abbia causato la malattia della pianta, se un fungo o un parassita come l'ultimo trovato in internet (punteruolo nero) oppure formiche, fare dei trattamenti sul fusto con poltiglia bordolese prima un po' più acida e poi un po' più basica, oltre alla potatura ed alla concimazione del terreno con concime di vacca. Ho visto fare una pulizia della carie della pianta con lame, una successiva disinfezione a fiamma ed un trattamento di impermeabilizzazione con catrame agricolo che aiuta nella cicatrizzazione. Prima di improvvisare interventi rischiosi, inefficaci, che compromettano la vita della pianta, vorrei un consiglio dei vostri esperti per cercar di salvare la pianta che ormai da tre generazioni fa parte di questo giardino. Anticipatamente ringrazio per il servizio che offrite alle persone. Cordiali saluti. Giacomo
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Giacomo,
    il suo fico richiede un approccio di tipo arboricolo. Consiglio di fare in modo che non vada più la pioggia dentro il tronco tramite un'impermeabilizzazione elastica come la resina che si usa per riparare le barche con un supporto rigido come una reticella fine; sconsiglio vivamente la disinfezione con fiamma perchè andreste a scottare anche la parte sana del tronco e andrei a fare un drenaggio alla base del tronco anche facendo un buco ex novo con un trapano mettendo un tubicino da lasciare definitivamente per far defluire la pioggia che eventualmente vi capitasse dentro lo stesso.

    Poi manterrei sempre la vegetazione il più leggera possibile ed eventualmente adotterei dei sostegni per evitare che le branche si rompano perchè il suo fico si può stroncare come abbiamo visto succedere recentemente in televisione in quelle zone dove ha soffiato molto forte il vento.
    Spero di essere stato chiaro, eventualmente ci riscriviamo.

    Distinti saluti
    Samuele Dalmonte

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  • Albero di fichi che produce frutti con la polpa marrone: posso rimediare o è da eliminare?

    Il 08/11/2018, Caterina di Bari chiede:

    Ho due alberi di fichi molto vecchi (oltre 30 anni) e producono anche i fioroni ma da un paio d'anni i frutti presentano all'interno una colorazione tipo tabacco. C'è qualche cura da poter fare o sono vecchi e da eliminare?
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Caterina,

    è possibile che ci sia un problema di funghi oppure un problema alle radici per cui la pianta non riesce a mantenere sufficientemente idratati i fichi.

    Io proverei quest'inverno a fare un trattamento con solfato di rame ed eventualmente una potatura per alleggerire il carico di foglie e frutti.
    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

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  • Fico: pochi rami alla base e tanti polloni, come sistemarlo?

    Il 11/10/2018, Stella di Brindisi chiede:

    Il mio albero di fico ha i rami molto alti mentre nella parte bassa è sguarnito di rami bassi per la raccolta. Alla base del tronco tanti polloni. Cosa si può fare per armonizzare la chioma? Grazie
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Stella,

    se il fico è già impostato non si può cambiare la sua forma, però si possono con dei fili o dei sostegni prendere i rami che lo consentono e abbassarli fino a dargli un andamento dall'alto in basso; in tal modo quei rami così girati produrranno anche se la pianta resterà impostata ad essere alta.

    Cordiali saluti,

    Samuele Dalmonte

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  • Talee di fico in bottiglia: cosa fare dopo la radicazione?

    Il 25/09/2018, Antonio di Lecce chiede:

    Salve, ho seguito i vostri video delle talee in bottiglia, ho provato a farne una di fico. Dopo tre settimane sono usciti dei filamenti bianchi nel terreno, in superficie e sul tronco della talea, quelle sotto dovrebbero essere le radici? E quelle sul tronco? Comunque vorrei sapere ora cosa devo fare? Quale è il passaggio successivo? Vi ringrazio anticipatamente per le vostre risposte, grazie. Il 27/09/2018 Antonio chiede: Grazie della risposta, però la talea di fico radicata è in bottiglia, se la passo in un vaso più grande come lei mi ha consigliato non sarà più coperta, ho bisogno di coprirla una volta messa in vaso o la posso lasciare così senza protezione in questo periodo che inizia il freddo? Poi vorrei sapere in che modo posso estrarla dalla bottiglia senza rompere il pane di terra? Il fico si può coltivare in vaso al posto di messa a dimora in piena terra? Fruttifica? Grazie anticipatamente
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Antonio,

    Tutti i filamenti sono delle nuove radici. Il passaggio successivo è mettere la talea radicata in un vaso più grande
    dove possano svilupparsi meglio le nuove radice e poi la prossima primavera mettere la nuova pianticella a dimora.

    Ogni passaggio, cioè vaso più grande e poi in terra, va fatto con cautela, cercando di non rompere le radici ed il pane di terra che avvolge la talea; poi occorre mantenerla fresca fino a quando non perderà le foglie, momento in cui il bisogno di acqua diminuisce drasticamente.

    Buon lavoro!

    Il 02/10/2018, Samuele Dalmonte risponde:

    Buongiorno Antonio,

    la talea in bottiglia ha avuto la funzione di forzare la talea a radicare ma è una situazione temporanea fatta appunto per ottenere le radici e rendere quindi indipendente la talea e farla diventare una pianta in tutto e per tutto, quindi la scelta di metterla altrove è obbligata pena l'incapacità del nuovo fico di crescere.

    Quando lo si travasa consiglio di tenerlo 1-2 giorno asciutto e senza coperchio così il terriccio si compatta, eventualmente si taglia la bottiglia per facilitare la cosa.
    Per qualche anno si potrà tenere in vaso ma il fico è un vero albero per cui prima o poi bisogna metterlo in terra.

    Samuele Dalmonte

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  • Innesto a gemma su fico selvatico: i rami sopra l'innesto vanno recisi o lasciati?

    Il 16/09/2018, Ernesto di Asti chiede:

    Buongiorno. Ho praticato un innesto a gemma su un fico selvatico (non sul tronco principale ma sui rami laterali), i rami sopra l'innesto devono essere recisi o lasciati? Grazie cordialtà
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Ernesto.

    Il fico selvatico che lei ha innestato con una varietà domestica, si chiama anche il nome di caprifico o fico maschile.

    Per quanto riguarda tecnicamente l'innesto che presumo sia a gemma dormiente, in questo caso ii rami laterali all'innesto non vanno tolti ma lasciati, perché vanno ad alimentare la pianta, ma soprattutto tendono a nutrire anche l'innesto favorendone loro un miglior attecchimento.

    Se poi dopo l'innesto che ha attecchito, vede che questi rami laterali, sono in sovrannumero, allora li potrà tagliare, perché in quel caso l'eccesso di rami laterali potrebbe non far crescere e sviluppare la piantina innestata.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

    Leggi le altre risposte dell'esperto su FICO:

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  • Fico di oltre cento anni con frutti che non vanno in maturazione: dovrei potarlo?

    Il 02/09/2018, Giuseppina di Torino chiede:

    Ho un fico di oltre cento anni fa molti frutti ma molti non vanno a maturazione. Potandolo posso rimediare a questo problema? Grazie. Giuseppina.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Giuseppina,

    una potatura ben fatta che dia più luce sicuramente migliorerà la situazione, però attenzione a non tagliare troppo altrimenti il fico produrrà più foglie e ridurrà di molto la produzione.
    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

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  • Pianta di fico che fa frutti che rimangono piccoli e duri: come mai?

    Il 01/09/2018, Gaetano di Borghetto di Borbera chiede:

    Buongiorno vorrei sapere perché la mia pianta di fico fa fichi che rimangono piccoli e duri?
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Gaetano,

    il suo fico è nato spontaneamente o è una pianta acquistata ? Le piante nate spontaneamente a volte non riescono a produrre frutti perchè sono a maturazione tardiva oppure hanno bisogno di più calore rispetto a quello che ricevono, oppure potrebbe essere una varietà di fico originaria del sud che non si è adattata al clima della suo giardino.
    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

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  • Fico: cosa può provocare alla pianta il taglio di uno dei suoi rami?

    Fico: cosa può provocare alla pianta il taglio di uno dei suoi rami?

    Il 24/05/2018, Salvo di Trapani chiede:

    Per dei lavori improrogabili mi vedo costretto a fare un grosso taglio al fico, nella due foto si vede il punto dove tagliare e la fronda abbastanza consistente che verrà abbattuta, il taglio si sarebbe reso necessario nel tempo anche per il fatto che è parecchio rinsecchito, farlo adesso cosa potrà provocare visto che anche il tronco è per un tratto di circa 80 cm sembra marcio è invaso dalle formiche che nonostante la calce idraulica non sembra sortire effetti.
    Agrumi_Lenzi
    Risponde l'esperto
    Maurizio Lenzi

    Salve gentilissimo Salvo.
    Siccome il ramo da lei indicato molto bene nelle foto risulta essere rinsecchito e anche attaccato da parassiti, tagliarlo in questo momento visto che è secco, non sortisce alcune effetto negativo. Anzi non farà altro che bene alla pianta, perché andrebbe a togliere una parte malata e quindi inutile per l'economia della stessa.
    Abbia cura però una volta trovata la sezione sana del legno di proteggerla con del mastice protettivo, al fine di favorire la cicatrizzazione della ferita e impedire la penetrazione di altri parassiti.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Maurizio Lenzi

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  • Quali sono le varietà di fichi che hanno una bassa vigorie e quindi dimensioni modeste?

    Il 18/05/2018, Pierluigi di Chieti chiede:

    Vorrei sapere quali sono le varietà di fichi (prevalentemente neri) che hanno una bassa vigorie e quindi dimensioni modeste. Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Pierluigi.
    Tra le varietà di fico con buccia nera, bassa vigoria e dimensioni modeste, ricordiamo:

    1) Melanzana
    2) Turco
    3) Piombinese
    4) Rossellino
    5) Callara
    6) Sementino
    7) Brogiotto Nero Fiorentino
    8) Cavaliere
    9) Nerucciolo dell'Elba
    10) Buzzone Nero

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Fico attaccato da cocciniglia: cosa fare?

    Fico attaccato da cocciniglia: cosa fare?

    Il 09/03/2018, Alberto di Potenza Picena/Italia chiede:

    Buongiorno, stamattina ho trovato sul mio fico dei corpicini Bianchi attaccati sui rami. Di cosa si tratta? Quale rimedi posso adottare?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Alberto
    Il parassita in questione si chiama Cocciniglia o Ceroplaste del fico
    Di seguito le descrivo il parassita e gli eventuali rimedi.

    COCCINIGLIA O CEROPLASTE DEL FICO

    (Ceroplastes rusci)

    Ordine: Rincoti
    Famiglia: Coccidi

    È un insetto di origine orientale, diffuso nei paesi del Bacino del Mediterraneo a partire dal 1900. Attacca preferenzialmente la pianta di fico, ma può danneggiare anche altre specie come:

    1. Agrumi
    2. Alloro
    3. Vite
    4. Oleandro
    5. Mirtillo
    6. Gelso
    7. Palma

    Il danno si manifesta sulle foglie e sui rametti ed è causato dalle punture trofiche di nutrizione del parassita a cui segue abbondante produzione di melata e sviluppo di fumaggine che può deprezzare il prodotto finale.
    In caso di attacco forte si verifica un deperimento delle pianta con conseguente morte. 
    La lotta alla cocciniglia del fico, può essere:

    1. Chimica
    2. Biologica
    3. Naturale

    1 - Lotta chimica

    Si esegue in caso di forti infestazioni e solamente quando esse sono pericolose. I trattamenti devono essere eseguiti contro le giovani generazioni mobili (neanidi), perché gli adulti sono più resistenti a causa della presenza di uno scudetto esterno ceroso protettivo.
    L'intervento deve essere eseguito nel periodo estivo, con prodotti a base di:

    • Oli minerali
    • Fosforganici (Metidation, Azinfos metile e Quinalfos)
    • Carbammati (Carbaril)

    2 - Lotta biologica

    Viene eseguita cercando di favorire la presenza di nemici naturali della cocciniglia in grado di controllare efficacemente le popolazioni del parassita.
    Tra questi nemici naturali, ricordiamo:

    • Coleotteri Coccinellidi (es. Chilocorus e Exochomus)
    • Larve di Lepidotteri (es. Coccidiphaga)
    • Imenotteri parassitoidi (es. Scutellista cyanea e Tetrastichus ceroplastophilus)
    • Funghi (es. Verticillium)

    3 - Lotta naturale

    Si basa sull'impiego prevalentemente del sapone di potassa secondo il quale si sciolgono da 1 a 2 etti di scaglie di sapone in 10 litri di acqua. Dopodiché si irrora e si lascia agire per 2 ore, e poi si sciacqua con acqua pulita.
    In alternativa si utilizza la soluzione latte, olio e sapone di Marsiglia. In un bicchiere d’acqua si mettono ¾ di latte, un cucchiaio di olio di semi vari, e metà cucchiaino di sapone liquido. Dopodiché si mescola il tutto cercando di emulsionare l’olio. Poi si passa l’emulsione su foglie, e steli con del batuffolo di cotone imbevuto di detta soluzione, cercando di eliminare le cocciniglie.
    Quelle che non si staccano dalla pianta vanno bagnate con la soluzione. Infine dopo 2 - 3 ore si lava la pianta con acqua.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Chiarimenti su queste varietà di fico?

    Il 05/03/2018, Salvatore di Grammichele chiede:

    Salve, ho letto il suo articolo dove parlava del fico lunga del Portogallo e del fico melanzana, in alcuni siti li indicano come lo stesso fico che si può chiamare in entrambi i modi, mentre altri, compreso lei, li indicano come due fichi diversi. Come stanno le cose realmente? Grazie, Saluti
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Salvatore.
    In realtà il Lungo del Portogallo e Melanzana, sono varietà di fico diverse perché:

    Lungo del Portogallo:

    Produce sia fioroni che forniti di forma allungata con la buccia variabile dal colore verdastro al rosso - violaceo e la polpa chiara.

    Melanzana:

    Produce fioroni allungati di colore rosso violaceo, forniti della stessa forma e di dimensioni ridotte con polpa di colore rosso rosata, fine e delicata.

    In definitiva il Lungo del Portogallo e il Melanzana sono fichi diversi perché il primo ha una buccia verdastra o rosso violacea e polpa chiara, mentre il secondo ha soltanto una buccia rosso violacea e una polpa rosso rosata.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Innesto fico: con quali alberi da frutto è possibile farlo?

    Il 31/01/2018, Andrea di Italia chiede:

    Buongiorno e complimenti per la recensione. Desideravo porle una domanda. Possiedo un albero di fico che volevo eliminare totalmente, prima di farlo volevo chiederle se era possibile poterlo innestare con un altro albero da frutto. Se si con quali è possibile innestarlo? Grazie
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno Andrea,
    la buona riuscita di un innesto dipende dall'affinita' tra marza e portinnesto e questo non tanto perché sia scandaloso innestare un melo su una photinia, bensì perché venendo meno l'affinità tra i tessuti, aumentano le probabilità che insorgano batteriosi ed attacchi fungini nel punto di contatto dei tessuti.

    Il mio consiglio quindi è di sbizzarrirsi con la sua pianta innestandola magari in punti diversi, se la dimensione lo permette, con marze di 2 o più varierà ma sempre di fico.
    Le auguro buona giornata

    Kety Cialdi

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  • Cosa sta danneggiando i miei alberi di fico?

    Cosa sta danneggiando i miei alberi di fico?

    Il 25/01/2018, Ottavia di Siracusa chiede:

    Salve, Le scrivo per capire se i miei alberi di fichi stanno morendo a causa del punteruolo nero o di qualcos'altro. Ho allegato due foto che evidenziano le lesioni alla corteccia. Le dette lesioni si estendono anche in profondità verso la parte legnosa e se lo gratto ha una bassa consistenza e si sfarina come biscotto. Già un grosso albero di fichi mi è morto l'anno scorso ed ho potuto constatare che la malattia si è estesa a tutti gli altri. Anche i miei vicini hanno lo stesso problema. Ho allegato una terza foto, se può essere utile, di un carrubbo che sembra avere qualcosa di simile. Mi aiuti La prego. Grazie per la sua cordialità. Saluti.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima Ottavia.
    Dalle foto allegate purtroppo si nota molto bene anche dalla descrizione che ha fatto riguardo il danno causato a carico del legno e della corteccia, che si tratta appunto di Punteruolo Nero del fico così anche come quello che ha colpito la pianta di carrubo.
    Di seguito le descriverò alcune delle caratteristiche del parassita ad oggi disponibili.

    PUNTERUOLO NERO DEL FICO 

    (Aclees spp.)

    Ordine: Coleotteri
    Famiglia: Curculionidi

    Il punteruolo nero è un insetto che attacca specificatamente le piante di fico coltivate e ornamentali, proveniente dal sud - est asiatico e introdotto in Italia probabilmente dal porto di Genova a partire dal 2012 dai traffici e scambi commerciali provenienti da quelle zone oppure a partire dalla commercializzazione di piante di fico ornamentali infestate provenienti dalla zona di Pistoia.

    L'insetto è chiamato punteruolo, perché analogamente a quello che attacca le palme, presenta nella parte di fronte alla testa una sorta di rostro o becco allungato che gli consente di penetrante nel legno e provocare delle erosioni vistose e distruttive.  Attacca il colletto delle piante del fico provocando erosioni della corteccia e del legno, determinando la morte quasi rapida della pianta a causa dell'interruzione e successiva distruzione dei vasi linfatici che portano il nutrimento alle varie parti vegetali. È possibile infatti accorgersi della presenza dell'insetto semplicemente osservando la formazione di una sorta di cumulo di segatura a livello del colletto della pianta, quale segno delle erosioni corticali provocate dal parassita.

    L'insetto attacca inoltre anche i frutti, provocando fori e svuotamento del contenuto interno degli stessi esponendoli successivamente alla marcescenza completa e quindi rendendoli non più consumabili.

    Ad oggi non ci sono misure di lotta curativa soprattutto per debellarlo o almeno per contenerne l'infestazione, ma soltanto misure di tipo preventivo basate sulla rimozione e distruzione meccanica dell'insetto, asportazione delle parti vegetali danneggiate della pianta e successiva bruciatura, distribuzione di calce al terreno a scopo disinfettante ecc.
    Ringraziandola della domanda e rimanendo in attesa di risolvere altri dubbi sul parassita, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Messa a dimora di piante di Fico in Sardegna: quali varietà consigliate?

    Il 04/01/2018, Marco di Castiadas chiede:

    Buongiorno, mi è piaciuta molto la spiegazione sulla potatura, anche il sito era molto dettagliato. Vorrei mettere a dimora 110 piante di fico. Il terreno è situato nella zona sud-est della sardegna, terreno sabbioso con pietre, vorrei mettere tre varietà con maturazione che va da giugno a settembre; mi interessa produrre prodotto fresco. Attendo sue notizie in merito alle varietà. Cordiali saluti, Marco
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Marco.
    Intanto la ringrazio tanto per aver apprezzato la spiegazione che ha visto circa i sistemi di coltivazione e potatura delle piante di fico.

    Per quanto riguarda la Sardegna, non esistono delle varietà specifiche che possono adattarsi ad essere coltivate nei terreni dell'isola, tuttavia però le consiglierei di orientare la sua scelta verso varietà tipiche dell'Italia Centrale e in particolare della Toscana a maturazione diversa e scalare tra di loro in modo che lei possa ottenere un prodotto fresco in periodi e mesi diversi dell'anno.

    Fra le varietà, ricordiamo:

    • San Piero: produce fioroni tra la fine di giugno e l'inizio di luglio.
    • Dottato: produce forniti tra la metà di agosto e gli inizi di settembre.
    • Verdino: produce fioroni tra metà luglio e fine luglio e forniti tra la metà di agosto e l'inizio di settembre.
    • Brogiotto nero: produce forniti dalla metà di settembre in poi.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Albero di fico vecchio: è possibile recuperarlo?

    Albero di fico vecchio: è possibile recuperarlo?

    Il 04/10/2017, Daniele di Monte Urano chiede:

    Salve e buona sera, è recuperabile secondo Voi quest'albero di Fico piuttosto vecchio caduto un po' in sofferenza? La ringrazio.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    foto-albero-fichiSalve gentilissimo signor Daniele.
    Il fico è una pianta estremamente rustica e in alcuni casi anche invasiva, capace di crescere nelle condizioni più disparate di clima e terreni da quelli più siccitosi, calcarei e poveri, oltre ad avere una grande capacità di rigenerazione attraverso le radici, grazie all'emissione dei polloni a partire dalla base.

    In questo caso se la radice del fico non è stata danneggiata, la pianta non ha subito traumi particolari o non è stata attaccata da parassiti, è probabile che dalle gemme avventizie presenti lungo il tronco, oppure dai polloni radicali, vengano emessi nuovi germogli da dove poi possa ricostituire la pianta.

    Prima di toglierla definitivamente, provi ad aspettare e vedere se a primavera prossima la pianta ricacci germogli giovani, perché in quel caso significa che è viva e quindi è possibile recuperarla.

    Le chiederei gentilmente per questo, di mantenermi informato sull'andamento della situazione e di contattarmi non appena ci sono della novità.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Fichi con problema maturazione: che fare?

    Fichi con problema maturazione: che fare?

    Il 07/09/2017, Manuela di Forli chiede:

    Salve volevo alcune delucidazioni su cosa può provocare questo. Ho un albero di fichi adulto avrà 30 anni circa quest'anno era bello carico di fichi e pensavo di farne una bella raccolta, una prima raccolta l'ho fatta ai primi di Agosto, ma ad oggi l'albero ha ancora diversi frutti ma mi fanno tutti cosi, da verdi e non maturi passano a gialli e si seccano sull'albero per poi cadere, a cosa devo questo ? inoltre ho un altro fico scuro che mi fa la stessa cosa oltre a fare delle muffe dentro al fico maturo, cosa posso fare affinché il prossimo anno non abbia questa perdita? preciso che l'albero presenta un bel colore verde fogliare ed ha buttato molti getti quest'anno, come posso procedere al meglio per una potatura che mi porti frutti sani ? Grazie anticipatamente. Saluti, Manuela
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima Manuela.

    La causa principale che ha portato i suoi fichi a buccia verde e neri ha manifestare esteriormente una sorta macchia di colore marrone chiaro a livello della buccia, è da attribuire principalmente all'eccessiva insolazione avvenuta quest'anno in presenza anche di alte temperature estive e siccità prolungata.

    Ho avuto modo durante questa estate di visitare vari frutteti e orti familiari di amici che avevano a loro interno delle piante di fico come le sua e anche questi presentavano tutte la stessa problematica che ha manifestato lei.

    I fichi ancora non maturi, in una fase successiva cominciavano a sviluppare quella macchia di colore marrone chiaro estesa sulla buccia come si nota benissimo dalle foto allegate, per poi disseccare completamente sulla pianta stessa.

    In presenza di un triplo stress dettato da alte temperature estive, eccessiva insolazione e carenza idrica prolungata, la pianta per potersi difendere da questa situazione smette di alimentare con la linfa le foglie e soprattutto i frutti cercando di direzionare le sue forze vitali verso le riserve nutritive presenti nel tronco e nelle radici in modo da poter rallentare la sua attività vegetativa e mantenersi vitale andando incontro ad una sorta di quiescenza anticipata con il risultato finale di una caduta anticipata delle foglie e un disseccamento dei frutti. 

    Foto fichi apertiIl risultato finale di questo comportamento è un arresto della crescita dei frutti anticipato con disseccamento sulla pianta prima ancora che essi giungano a maturazione anche se poi all'interno come si nota dalle foto non vi sono segni di danno attribuibili all'attacco di parassiti in quanto la polpa risulta sana.

    In questa situazione se mai si dovesse ripresentare di nuovo anche il prossimo anno, la cosa importante è cercare indirettamente anche con la potatura invernale, di non togliere troppo legno e rami al fine di costituire una chioma un po' più folta fondamentale per creare quella sorta di ombreggiamento necessario a proteggere i frutti dallo stress che hanno subito durante quest'annata.

    Premetto infine che in questo caso la potatura ha un effetto indiretto ma non diretto, perché come operazione colturale è in grado di incidere sulla vegetazione e produzione della pianta, ma non sulla sua difesa da stress ambientali tenendo conto che è difficile prevedere cosa possa succedere il prossimo anno.

    Ringraziandola della domanda e rimanendo in attesa di altre per chiarire eventuali dubbi, la saluto cordialmente.


    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Fico brogiotto nero con frutti spaccati

    Fico brogiotto nero con frutti spaccati

    Il 16/08/2017, Giovanni di Zanica chiede:

    Buon giorno, premesso che mi hanno venduto questa pianta come fico brogiotto nero. Volevo sapere come mai a luglio c'è una maturazione normale di fichi polpa bianca-rosa (fioroni?) mentre a fine agosto i fichi, prima della maturazione completa, si aprono precludendo la raccolta come da foto inviate? È possibile capire che pianta di fico è? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Giovanni.

    le confermo che si tratta proprio di un fico Brogiotto Nero, anche se siamo all'inizio della maturazione dei frutti in cui si iniziano a notare le prime striature di colore rosso porpora sul violetto sulla buccia esterna.

    Il motivo per il quale i fichi si spaccano prima di arrivare alla completa maturazione precludendo di conseguenza la successiva raccolta, è dovuto sicuramente a degli squilibri idrici che si manifestano quando a condizioni di carenza idrica si succedono improvvisamente delle condizioni di eccesso idrico, soprattutto in concomitanza di temperature elevate ed eccessiva insolazione.

    Lo spacco dei frutti si verifica, perché quando ci sono condizioni di eccesso idrico i tessuti tendono ad accrescersi velocemente. Come si manifestano condizioni di carenza idrica i tessuti smettono di crescere andando a formare uno strato suberoso e secco. Non appena le condizioni idriche ritornano in eccesso, i tessuti riprendono a crescere ma siccome a livello dello strato suberoso la crescita è impedita, la forza di sviluppo del frutto in senso diametrale determina delle fenditure a livello dello strato suberificato, che terminerà alla fine in una vera e propria spaccatura.

    Quando si manifestano queste condizioni di stress, la pianta per compensare l'eccessiva traspirazione fogliare (nel caso di carenza idrica) o per allontanare la troppa acqua (nel caso di eccesso idrico), cerca di spaccare i propri frutti.

    Di conseguenza la spaccatura dei fichi, è considerata una condizione positiva per la pianta in quanto essa tende ad applicare una sorta di difesa nei confronti dei fattori stressanti, mentre è negativa per la produzione in quanto ne viene compromessa la loro raccolta.

    Per poter raccogliere frutti compatti, dolci e di buona qualità, è necessario che la quantità di acqua apportata sia ridotta, ma al tempo stesso è necessario evitare tutte quelle condizioni di squilibrio idrico che possono essere deleterie per la fruttificazione.

    In definitiva lo stato idrico del suo suolo deve essere il più equilibrato possibile con un contenuto di umidità adeguato e di conseguenza anche gli apporti irrigui devono essere regolari.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

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  • Fichi bianchi marciscono prima di maturare: cosa posso fare?

    Il 19/05/2017, Salvatore di Vibo Valentia chiede:

    Buonasera, ho alcune piante di fichi bianchi di grossa pezzatura che maturano nella terza decade di giugno, ma prima di giungere a maturazione i frutti marciscono per oltre il 95%. Vorrei sapere di quale malattia si tratta ed il possibile trattamento. Grazie e distinti saluti.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Salvatore.

    La marcescenza dei suoi frutti di fico che maturano nella terza decade di giugno (fioroni), è dovuta all'attività di un insetto parassita chiamato:

    MOSCA DELLA FRUTTA

    (Ceratitis capitata)

    Ordine: Ditteri.
    Famiglia: Tripetidi.

    La mosca della frutta, è un insetto estremamente polifago in grado di attaccare varie specie arboree da frutto, come:

    1) Drupacee (pesco, susino, ciliegio ecc).
    2) Pomacee (melo, pero ecc).
    3) Agrumi (arancio, limone, mandarino ecc.).
    4) Kaki.
    5) Kiwi.
    6) Fico.

    Il parassita è molto diffuso nell'areale del bacino del mediterraneo, fino a tutta l'Europa Centrale e addirittura nelle zone tropicali e subtropicali.

    DANNI CAUSATI

    Il danno dell'insetto si verifica principalmente a carico dei frutti, che è provocato da:

    a) Punture di ovideposizione: sono provocate dagli adulti i quali perforando la struttura esterna del frutto per deporre le uova, comportano la comparsa di aree brunastre e mollicce soggette a marcescenza.

    b) Attività larvale: le larve giovani che si sviluppano in maniera gregaria all'interno del frutto, nutrendosi della polpa, ne provocano il completo disfacimento la quale, successivamente, è sottoposta all'attacco di altri parassiti agenti di marciume che portano alla completa marcescenza del frutto.

    I frutti attaccati in fase di maturazione, vanno incontro ad una cascola precoce.

    COME COMBATTERLE LA MOSCA

    La lotta alla mosca della frutta, può essere:

    1) Chimica.
    2) Biologica.
    3) Biotecnologica.

    La lotta chimica segue criteri di lotta integrata, la cui funzione principale è quella di andare inizialmente a monitorare la popolazione dell'insetto al fine di verificare l'andamento delle generazioni e intervenire solo in caso di bisogno, visto l'estrema capacità del parassita di attaccare più specie da frutto e il suo numero elevato di generazioni.

    COME MONITORARE L'INSETTO

    Per il monitoraggio dell'insetto, vengono utilizzate le seguenti tecniche:

    a) Trappole cromotropiche di colore giallo.
    b) Trappole attivate con una sostanza sintetica (es. Trimedlure) che attira gli insetti.
    c) Trappole chemioterapiche con aggiunta di sostanze alimentari e innescate con una soluzione acquosa di fosfato d'ammonio.

    I trattamenti vanno eseguiti quando la cattura degli adulti con queste trappole supera la soglia del 10% degli insetti catturati.

    I principi attivi impiegati possono essere sia citotropici che sistemici, tra cui:

    - Dimetoato.
    - Fenitrotion.
    - Triclorfon.
    - Diazinone.

    Questi trattamenti possono essere ripetuti a seconda dell'intensità della popolazione dell'insetto e la gravità degli attacchi.

    In alternativa all'uso solamente degli insetticidi, la lotta chimica si può avvalere anche dell'uso di esche avvelenate di natura proteica innescate con insetticidi.

    La tecnica consiste nel disporre in maniera omogenea e in zone limitate del frutteto, le esche avvelenate, trattando parte della chioma della pianta con soluzioni insetticida.

    La lotta biologica, si avvale dell'uso dello Spinosad commercialmente conosciuto come Spintorfly. Questo prodotto di natura polverulenta e bagnabile, contiene dei preparati a base di cellule batteriche che una volta distribuite nel frutteto tramite diffusori da attaccare alle piante, entrano in contatto con il parassita quando esso va a nutrirsi del liquidi zuccherini presenti sulle superfici vegetali. 

    I batteri una volta entrati in contatto con l'insetto, raggiungono l'apparato digerente producendo delle tossine che portano a morte velocemente il loro ospite.

    La lotta biotecnologica infine, si avvale della tecnica dell'autocidio che consiste nell'allevare grandi quantità di insetti che poi verranno sterilizzati in laboratorio e infine distribuiti nell'ambiente.

    Il lancio degli insetti sterilizzati, deve essere ripetuta più volte tenendo conto che una competizione di 1:1, ossia un insetto sterile lanciato nell'ambiente e un insetto fecondo, riduce il potenziale d'attacco della popolazione del 50%.

    La sterilizzazione degli insetti viene eseguita mediante l'uso di radiazioni, oppure attraverso l'impiego di sostanze chimiche.

    DA COSA DIPENDE IL SUCCESSO DELLA TECNICA

    Tuttavia però, il successo della tecnica dipenderà da:

    1) Entità della superficie interessata dai lanci.
    2) Densità della popolazione iniziale dell'insetto.
    3) Numero di insetti lanciati.
    4) Competitività dei maschi sterili,  rispetto a quelli fecondi.

    Ringraziandola della domanda e rimanendo a disposizione per altri quesiti, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Dove posso trovare gli innesti per un fico selvatico?

    Il 28/03/2017, Ennio di Vò (P. Padova) chiede:

    Avevo un fico molto grande con due tronchi, uno innestato ed uno selvatico, per sbaglio un amico ha tagliato il buono. Ora vorrei innestare il selvatico con 2/3 qualità di fichi... Sono in tempo per farlo? Dove posso trovare gli innesti? Grazie
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno, gentile sign Ennio.
    Per poter innestare il fico occorre che la pianta non sia ancora in vegetazione perchè il caratteristico lattice impedisce l'attecchimento dell'innesto, poi occorrerebbero delle marze che fossero state conservate in frigorifero oppure in un ambiente simile, non so se in questo momento si riescano ad avere queste condizioni. Comunque l'innesto del fico si svolge come quello delle delle altre piante, per cui basta trovare un bravo innestino e provarci.

    Dalmonte Samuele

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  • Cosa posso fare se su un albero di fichi compaioni i fioroni ma finiscono a terra?

    Il 24/03/2017, Umberto di Taranto chiede:

    Buongiorno, su un albero di fichi ogni anno compaiono moltissimi fioroni, diventano grossi ma non arrivano a maturazione, si macchia la buccia di marrone e finiscono a terra. Cosa posso fare perché ciò non avvenga?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Umberto.
    I motivi per il quale i suoi frutti di fico (in particolar modo i fioroni), 
    vanno incontro alla cascola prima di maturare, possono essere vari e gli li 
    elencherò qui di seguito:

    1) Piante giovani
    Le piante in età giovanile, soprattutto quelle allevate in forma spontanea e 
    non con una forma di allevamento ben precisa, non riescono a portare a 
    maturazione i loro frutti, perché tendono a produrre molti polloni andando ad 
    impiegare le loro energie nella formazione del legno e delle foglie a discapito 
    dei fiori (ipoantodi) e frutti (siconi).
    Questa problematica si può risolvere in vari modi:

    a) Aspettando che la pianta diventi adulta e che nell'arco di alcuni anni 
    possa andare a frutto.
    b) Tagliando tutti i polloni basali, in modo da concentrare le energie verso 
    la fruttificazione.

    2) Mancata fecondazione (caprificazione) dei frutti.
    In alcune varietà di fico, il motivo per il quale molti frutti che si formano, 
    vanno incontro alla cascola senza maturare, è dovuto alla mancata 
    caprificazione o fecondazione dei fiori che nel caso di questa di questa specie 
    è svolta da un insetto specifico del fico chiamato Blastophaga psenes, che 
    produce le uova all'interno del fico selvatico (caprifico) ma che per alcuni 
    fichi domestici, è necessaria per favorire l'impollinazione e fecondazione. 
    Se si tratta di una varietà che ha bisogno della caprificazione, se i suoi 
    fiori non sono visitati da questo insetto i frutti cadranno prima di maturare.

    3) Ambiente pedoclimatico avverso
    Il fico è una specie da frutto molto rustica, che resiste bene in condizioni 
    di aridità estrema e in terreni difficili. Tuttavia però se il terreno è troppo 
    siccitoso o all'opposto troppo pesante, poco drenato e caratterizzato da 
    elevata umidità, la pianta può subire una forte sofferenza dell’apparato 
    radicale, con conseguente cascola dei frutti, soprattutto i fioroni. 
    In questo caso occorre:

    a) Irrigare molto in caso di prolungata siccità.
    b) Irrigare poco o per niente in caso di elevata umidità del suolo.

    4) Fico selvatico
    Il fico selvatico o caprifico non ha la possibilità di portare a maturazione i 
    suoi frutti, che ancora immaturi cadranno a terra, senza sviluppare la polpa 
    dolce e rosata che contraddistingue invece il fico domestico.
    In questo caso occorre ricorrere all'innesto, utilizzando delle marze di fico 
    domestico. 
    Se si tratta di una pianta adulta, la pratica migliore è quella del reinnesto 
    che consiste nel capitozzare la pianta fino dalle branche principali fino al 
    tronco, all'interno del quale si opererà l'innesto a corona con le marze del 
    fico domestico.

    Ringraziandola della sua domanda e rimanendo a disposizione per altri dubbi, 
    le porgo i miei distinti saluti.

    Fabio Di Gioia

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  • Fichi si ammalano nel tronco e presentano macchie: qual è la causa?

    Il 23/09/2016, Eugenio di Gerenzano chiede:

    I miei fichi/fioroni si ammalano nel tronco: compaiono piccole depressioni che si allargano, la scorza rinsecchisce, il ramo o il tronco entrano in sofferenza e dopo alcuni anni muoiono. Il fenomeno è analogo al cancro delle pomacee. Ho provato ad asportare il legno malato e a pennellare con ossicloruro di rame, ma senza successo. Avete un suggerimento che mi possa aiutare? Ringrazio anticipatamente.
    Gianluigi_Burdisso
    Risponde l'esperto
    Gianluigi Burdisso

    Buongiorno Signor Eugenio,

    Il problema relativo al fico è riconducibile alla carie, problema che ad oggi non ha una cura specifica.

    Personalmente ho visto dei discreti risultati abbinando la sua tecnica di pulizia e pennellatura del tronco con l'abbinamento in fertirrigazione e per via fogliare con del Fosfito di potassio (FuriaK o altri) oppure il Fosetil alluminio (Maestro, Alliette... etc) che hanno il compito di stimolare le autodifese della pianta in sostanza amplificano le risposte del loro sistema immunitario.

    Il Fosfito di Potassio è un concime e quindi non ha giorni di carenza, l'altro andrebbe solo usato per fertirrigazione e lontano dalla raccolta dei frutti. In genere non basta un solo trattamento ma si devono effettuare 5/6 trattamenti a distanza di 6/8 giorni.

    Grazie per l'attenzione e buon lavoro!

    Cordialmente

    Dott. Gianluigi Burdisso
    Agronomo

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  • Fico fa frutti cattivi: con quali varietà è meglio fare l'innesto?

    Il 19/09/2016, Ennio di Vo' (PD) chiede:

    Ho un fico enorme che disturbava un portico. Uno pseudo giardiniere lo ha tagliato ed, ora che è cresciuto molto, fa solo fichi selvatici ed immangiabili. Vorrei innestare i rami più grossi con 2/3 qualità di fichi buoni. Quali mi consigliate per avere maturazioni in periodo diverso? Posso avere gli innesti da voi? Grazie. Ennioo Zattarin
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Ennio.
    Il fico è una pianta da frutto che produce delle radici che si sviluppano prevalentemente in superficie e quindi se la pianta è vicina a dei muri o porticati può dare molto fastidio. La cosa che le dico, inoltre, è che il fico presenta una notevole capacità rigenerativa per quanto riguarda lo sviluppo delle radici, per cui anche se la pianta viene tagliata alla base le radici sono in grado di sviluppare delle nuove cellule meristematiche ad alto potenziale di sviluppo e favorire la produzione di polloni ossia dei rami a sviluppo verticale molto vigorosi che possono essere utilizzati di nuovo per riformare la pianta a partire dalla ceppaia.

    In definitiva quindi, non è che tagliando la pianta al ceppo si risolve il problema di ridurre il disturbo del fico ai manufatti, se non si vanno ad asportare completamente le radici. Inoltre come ha detto anche lei, questo fico è cresciuto molto dopo averlo tagliato, perché essendo una pianta che ha un'alta capacità pollonifera e rizogena, più la si taglia e più si rigenera.

    Venendo poi alla questione dei fichi che ha prodotto dopo il taglio alla base e che sono giustamente come dice lei immangiabili, c'è da rilevare una cosa molto importante. La specie si propaga principalmente per talea, essendo una pianta che presenta un'elevata capacità rizogena e pollonifera. Quindi i polloni che si sviluppano dalla base possono essere impiegati per ricostituire completamente una pianta. Siccome la talea è un metodo di propagazione vegetativa (agamica), dove non c'è l'intervento della fecondazione e quindi l'unione tra il gamete maschile (nuclei spermatici del polline) e gamete femminile (cellula uovo o oosfera dell'ovulo), le piante figlie che si produrranno dai polloni saranno completamente identiche alla pianta madre.

    Le ricordo inoltre che la specie del fico (Ficus carica), è suddivisa in due sottospecie:

    • Ficus carica caprificus = Fico selvatico o maschile. Produce fiori unisessuali (o solo maschili o solo femminili) con frutti non commestibili
    • Ficus carica sativa = Fico domestico o femminile. Produce solo fiori femminili, con frutti commestibili.

    Ricordo inoltre, che le due sottospecie sono entrambi fertili e compatibili tra di loro. Infatti il polline prodotto dal fico maschile, può impollinare quello femminile grazie ad un insetto che è specifico soltanto per il fico e che è chiamato Blastophaga psenes.

    Quindi il fico che è stato tagliato e che evidentemente anche prima produceva frutti non commestibili come lo è adesso dopo il taglio, non è altro che il fico maschile. In questi casi infatti, è possibile ricorrere all'innesto (che in questi casi si chiama "reinnesto"), andando appunto ad inserire sui rami più grandi 2/3 varietà di fico femminile o domestico.

    Tra le varietà di fico domestico che potrebbe innestare, per avere una maturazione scalare durante la stagione, le consiglio di innestare varietà locali della sua zona, perché sono maggiormente adattate al territorio e al clima dell'ambiente dove si trova il suo terreno (Padova se non sbaglio).

    Tra le varietà più indicate vi sono:

    1) 'Romagnolo'.
    2) 'Brianzolo'.
    3) 'Monaco'.
    4) 'Turco'.

    Sul sito del Portale del Verde può trovare una lista di vivai specializzati per ogni regione, dove ci sono tutte le informazioni utili da dove poter reperire il materiale di propagazione che le serve.
    La redazione di Portale Del Verde ha poi incluso alla risposta alla sua domanda un'utilissima guida su come e quando eseguire al meglio l'innesto su piante da frutto, in modo da fare chiarezza e dare un aiuto a chiunque voglia provare questa tecnica.

    Ringraziandola tanto per la sua domanda, le porgo i miei distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Fico attaccato da un insetto che fa buchi nel tronco, di cosa si tratta?

    Fico attaccato da un insetto che fa buchi nel tronco, di cosa si tratta?

    Il 17/09/2016, Alessandro di Santa Margherita Ligure chiede:

    Avevo trattato il fico, che sta vistosamente appassendo, contro parassiti aerei con Pirinex. Recentemente mi hanno detto invece che il parassita si annida alla base del tronco facendovi dei buchi. In effetti ci sono e li ho fotografati. Sono molto profondi all'interno del tronco e il legno è completamente sfarinato. Mi auguro che la pianta sia ancora salvabile? E cosa posso fare sia di curativo ora che in futuro come prevenzione? Grazie mille.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve Alessandro.

    Purtroppo le devo comunicare che il parassita, che ha attaccato la sua pianta di fico, non è altro che un insetto chiamato "Punteruolo nero del fico" o Aclees cribratus, che appartiene all'ordine dei coleotteri e alla famiglia dei curculionidi.

    Si tratta di un insetto fitofago di nuova introduzione che ipoteticamente si pensa sia stato introdotto a partire dal sud-est asiatico con delle navi da Genova che trasportavano piante di fico ornamentale infestate da tale parassita. Sempre a livello ipotetico, si pensa che il parassita introdotto in Liguria, si sia diffuso in tutta la fascia litoranea della regione per poi diffondersi massicciamente in Toscana, arrivando in Lucchesia e infine nel Pistoiese e nel Fiorentino andando a coinvolgere la fascia collinare del Montalbano e in particolare il territorio del comune di Camignano noto per i famosi "fichi secchi".

    Il parassita è presente anche in altre parti d'Italia. È stato segnalato nel Lazio, nelle Marche e recentemente in Puglia anche se a livello più sporadico.

    L'insetto, una volta introdotto, ha cominciato a manifestare i suoi attacchi a partire dal 2012/2013, in maniera abbastanza massiva e virulenta a causa anche della mancanza di un antagonista specifico di questo parassita.

    Come agisce il punteruolo nero del fico?

    L'adulto del punteruolo nero presenta un corpo completamente sclerificato e indurito, con la parte anteriore dotata di un rostro (da qui il nome punteruolo), che perforando il legno alla base del colletto della pianta, vi deposita le uova da cui nasceranno le larve.

    Queste larve di notevole dimensione e di colore bianco - ocra essendo xilofaghe (che si nutrono del legno), distruggono completamente la corteccia esterna e il legno interno, interrompendo il circolo linfatico, favorendo in poco tempo la morte della pianta per avvizzimento. Per questo anche in piena estate, è possibile osservare piante con i fichi presenti sulla pianta in fase di maturazione con le foglie che possono appassire rapidamente e i rami seccare nel giro di pochi giorni. Queste larve inoltre si nutrono anche dei frutti, che li svotano dall'interno determinandone la loro completa marcescenza.

    Come si combatte e si neutralizza?

    Punteruolo nero del ficoCome ho già detto precedentemente, siamo ancora nel campo delle ipotesi, perché purtroppo non ci sono degli studi scientifici in atto, se non ricerche volontarie ed empiriche da parte di qualche ricercatore o appassionato. Non esistono purtroppo neanche dei metodi curativi contro questo insetto, anche se recentemente si è provato a contrastare la diffusione dell'insetto con l'uso di un fungo entomopatogeno chiamato Beauveria bassiana che dovrebbe produrre delle spore tossiche per le larve.

    Tuttavia però i risultati avuti sono molto contrastanti, nel senso che in alcuni luoghi funziona e in altri non produce nessun effetto. Per cui l'unica lotta contro questo insetto è soltanto di tipo meccanico e preventivo, nel senso che non appena viene individuato il danno provocato dalle larve e dagli adulti, si può tentere di distruggere l'insetto togliendolo dalle gallerie che ha provocato uccidendolo direttamente.

    Se la pianta non è completamente compromessa, si può tentare di disinfettare le ferite provocate con prodotti a base di rame e calce. Per una pianta completamente secca e compromessa, l'unico rimedio è l'abbattimento. Quindi in definitiva, purtroppo nell'immediato non esistono metodi curativi per contrastare l'insetto, in quanto trattasi di un patogeno di recente introduzione, perché non ci sono degli studi scientifici in merito in grado di poter capire meglio la biologia e lo sviluppo dell'insetto.

    Il consiglio più immediato che mi viene di darle, è quello di monitorare le piante di fico presenti, fare foto e segnalazioni al Servizio Fitosanitario della sua regione, cercando di fare rete il più possibile anche tra gli agricoltori nella speranza che venga preso a cuore il problema e si avvii il processo di ricerca sull'insetto per trovare un medoto efficace per contrastarlo.

    Sperando di averle risposto in maniera esauriente alla sua domanda, le porgo i miei distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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