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Castagno: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

Buona lettura!

Scegli l'argomento di tuo interesse:

  • Castagno bouche de betizac: come mantenerla bassa?

    Il 07/02/2020, Alessandro di Torino chiede:

    Buonasera, mi è stata regalata una pianta di Bouche de Betizac, dovrò piantarla in campagna, essendo un terreno già ricco di altre piante da frutto la mia paura è di andare ad fare troppa ombra alle altre, è possibile coltivare questa pianta mantenendola relativamente bassa con potature? In attesa di una risposta porgo cordiali saluti, Alessandro
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Alessandro,

    sì, è possibile mantenere il castagno entro i limiti di una pianta da frutto.

    Occorre una gestione della chioma mano a mano che il castagno cresce così come si farebbe con un melo o un pero.

    Magari non darei concimazioni a meno che non ce ne sia chiaramente bisogno.

    Occorre considerare che andrà a frutto un po' più tardi ma non vedo problemi in una gestione più controllata.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

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  • Marroni di Marradi: come capire se è stato ottenuto per talea?

    Marroni di Marradi: come capire se è stato ottenuto per talea?

    Il 23/11/2019, Claudio di Alonsine (RA) chiede:

    Buongiorno, Sto tentando di allestire un piccolo Castagneto a Marradi. A questo scopo, ho comprato questo mese Online piante di Marroni di Marradi, ma arrivate ho contestato al venditore il dubbio del reale tipo di castagna inviatami, in quanto io non vedo traccia di innesto. Il Vivaio, quasi offeso, mi ha garantito l'acquisto. Il marrone di Marradi può essere ottenuto per Talea, leggevo nelle sue risposte, ma come posso esserne certo? La ringrazio anticipatamente. Saluti
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Claudio,

    a me non risulta che si facciano talee di Marroni di Marradi.
    Dal colore sembrerebbero selvatici.

    L'unica possibilità è che abbiano usato marroni di marradi al momento della semina però in teoria le piante andrebbero innestate per poterle denominare con il nome della varietà altrimenti in gergo vivaistico si chiamerebbero piante franche.

    Sono dubbioso.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

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  • Talea di castagno innestato marroni: si può fare?

    Il 01/11/2019, Davide di Ascoli Piceno chiede:

    Salve, mi potete dire se si può fare talea di un albero di castagno innestato marroni? E se sì, cosa si ottiene, castagno selvatico o marroni? e il periodo eventualmente. Grazie. Davide
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Davide.

    Da un castagno su cui è stata innestata una pianta di marroni, si può fare la talea tranquillamente prelevando i polloni che la pianta emette a partire dalla base del tronco.

    In questo caso la talea essendo un sistema di propagazione asessuata o vegetativa che non prevede il rimescolamento dei caratteri, non produrrà il selvatico, ma riprodurrà fedelmente i caratteri della pianta madre e in questo caso la varietà di marrone indicata.

    Il periodo migliore per prelevare i polloni e fare le talee è quello compreso tra l’autunno è l’inverno, meglio se tra la fine di ottobre e tutto il mese di novembre.

    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei Distinti saluti. 

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Qual è una varietà di castagno autofertile?

    Il 31/10/2019, Nicola di San Giuliano del Sannio chiede:

    Salve vorrei sapere una varietà di castagno autofertile. Ed abito a San Giuliano del Sannio provincia di Campobasso. Distinti saluti, Nicola
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Nicola.

    Facendo una premessa botanica importante le dico già da subito.

    Le varietà di castagno attualmente coltivate non vengono classificate secondo dei criteri botanici ben precisi, ma bensì secondo delle caratteristiche qualitative e di trasformazione del prodotto.
    Infatti all’interno della specie del castagno europeo (Castanea sativa) si suole distinguere i marroni dalle castagne. Questo ha determinato nei secoli lo sviluppo di un’ampia biodiversità della specie con l’origine di innumerevoli varietà diversificate a livello locale a seconda dell’area geografica d’appartenenza e delle tradizioni ad esse legate.
    Per questo riportiamo di seguito le varie differenze botaniche e morfologiche che si presentano, tra un marrone ed una castagna:

    1) Marrone

    Le piante delle varietà afferenti ai marroni presentano, una vigoria medio – elevata, un portamento regolare con chioma tendenzialmente globosa.
    Le piante presentano una fertilità dei fiori medio scarsa, sono autoincompatibili e risultano spesso autosterili, in quanto caratterizzate da fiori maschili capaci di produrre poco polline e non sempre vitale.
    Le piante presentano una produttività media, non sempre costante e sono molto suscettibili al cancro della corteccia.
    Il marrone produce frutti medio – grandi, di forma da allungata, arrotondata a ovale – allargata, con 1 al massimo di 3 frutti per riccio.
    La buccia del frutto è sottile, di colore marrone chiaro con striature evidenti e con una cicatrice ilare di grandezza ridotta e di forma rettangolare e regolare.
    Ma quello che caratterizza maggiormente le varietà di marrone è la presenza della pellicina o episperma che si presenta sottile, facilmente asportabile e poco penetrante nel seme. Infine nel marrone il sapore del frutto è dolce o molto dolce e presenta quasi sempre un solo seme (frutti monoembrionici).
    Dal punto di vista colturale infine i marroni sono varietà più esigenti i fatto di clima e di terreno e per questo si possono coltivare soltanto in alcune località particolarmente vocate, preferendo i terreni più freschi e fertili, le posizioni più soleggiate e le quote altimetriche non troppo elevate comprese tra i 600 e i 700 m.s.l.m.
    Tra le più importanti varietà di marrone coltivate in Italia ricordiamo:

    Piemonte

    a) Marrone di Chiusa Pesio.
    b) Villar Pellice.
    c) Meana.
    d) San Giorgio o Val di Susa.
    e) Bruzolo.
    f) Luserna.
    g) San Giorio.
    h) Lusernetta.
    i) Villarforchiardo.
    l) Savatuè.

    Emilia – Romagna

    a) Marrone di Castel del Rio.

    Liguria

    a) Triora

    Toscana

    a) Marrone della Garfagnana.
    b) Marrone di Marradi.
    c) Marron Buono dell’Amiata
    d) Marrone Fiorentino o Casentinese.
    e) Caprese Michelangelo.

    Umbria

    a) Marrone di Città di Castello.

    Lazio

    a) Antrodoco.
    b) Marrone di Viterbo o Cimino.

    Campania

    a) Marrone di Avellino.
    b) Serino.
    c) Montemarano.
    d) Bagnolo Irpino.

    Marroni francesi

    a) Sardonne.
    b) Bouche Rouge o Marron de l’Ardéchè
    c) Marrone d’Olargue.

    Da notare che le varietà Caprese Michelangelo, Antrodoco, Città di Castello e Marrone di Castel del Rio, sarebbero assimilabili al Marrone Fiorentino o Casentinese, in quanto aventi un progenitore comune anche se la zona di coltivazione è diversa.
    Invece il Marrone di Marradi, caratterizzato da frutti con la parte apicale più schiacciata, apparterrebbe ad un genotipo diverso rispetto al Marron Buono nonostante la zona di coltivazione sia la stessa.

    2) Castagna 

    Le piante afferenti al gruppo delle castagne invece, presentano una vigoria da scarsa e molto elevata, un portamento da assurgente ad espanso e una chioma molto più aperta. Le piante presentano una fertilità dei fiori elevata, sono autocompatibili, con  fiori  maschili molto fertili capaci di produrre un’abbondante quantità di polline vitale. Le piante presentano una produttività elevata e costante e sono leggermente più resistenti al cancro della corteccia. La castagna produce dei frutti di pezzatura da molto piccola a molto grossa di forma variabile da semisferica, ad allungata a conica, con 1 al massimo 7 frutti per riccio. La buccia del frutto è molto spessa e dura, di colore marrone scuro, con striature poco evidenti e con una cicatrice ilare grossa, di forma espansa ed ellittica. La pellicina o episperma del seme risulta molto spessa, inserita all’interno del seme e quindi non sempre facilmente rimuovibile. Infine nella castagna il sapore del frutto è variabile dal poco dolce, al molto dolce, talvolta all’astringente con spesso un numero di semi all’interno del frutto, che può essere anche intorno anche 20 (frutti poliembrionici). Dal punto di vista colturale però le castagne sono varietà più rustiche, caratterizzate da un minore esigenza in fatto di clima e di terreno, essendo al tempo stesso anche più produttive. Le varietà di castagne coltivate in Italia, vengono a loro volta classificate in base alla loro destinazione commerciale per il consumo fresco, per la produzione di castagne secche o per l’ottenimento della farina:

    E.2.1) Castagne da consumo fresco

    Tra le varietà destinate al consumo fresco ricordiamo:

    Piemonte

    a) Garroni (cui fa parte del gruppo dei Garrone Rosso utilizzato per la produzione dei marron glacés).
    b) Gioviasce.
    c) Rossane o Ruiane.
    d) Tempurive o Tempestive (cui fa parte la varietà Madonna del Canale a maturazione precoce).
    e) Selvaschine (includono castagne selvatiche, con frutti piccoli dall’aroma gradevole).

    Friuli Venezia Giulia

    a) Canalutta.

    Lombardia

    a) Verdone.

    Toscana

    a) Cecio del Monte Amiata.
    b) Bastarda Rossa.

    Lazio

    a) Vallerano.

    Campania

    a) Mercogliana.
    b) Napoletana.
    c) Roccadaspide.
    d) Tempestiva.

    Calabria

    a) Nzerte.
    b) Riggiola.

    Castagne francesi

    a) Comballe.
    b) Belle Epine.
    c) Morron del Var.
    d) Morron de Lione.

    Castagne spagnole

    a) Parede.
    b) Neveixa.

    E.2.2) Castagne secche

    Si tratta di varietà selezionate per la produzione di castagne secche o bianche, caratterizzate da facile pelabilità e con un elevato contenuto di zuccheri.
    Tra le varietà più importanti ricordiamo:

    Piemonte

    a) Ciapastra.

    Toscana

    b) Pistoiese o Pistolese.

    Campania

    a) Castagna di Montella.

    E.2.3) Castagne da farina

    Tra le varietà destinate alla macinazione e quindi alla produzione di farina, ricordiamo:

    Piemonte

    a) Frattona.
    b) Gabbiana.
    c) Siria.

    Emilia – Romagna

    a) Pastinese.
    b) Carpinese o Carrarese.

    Toscana

    a) Raggiolana.
    b) Biancana.
    c) Pastinese.

    Dopo questa descrizione, delle principali varietà di Marrone e Castagna, in linea generale possiamo affermare che tra le varietà di castagno, quelle considerate autofertili sono le castagne in quanto producono polline in grandi quantità e vitale in grado di fecondare la parte femminile e avere la produzione di frutti ogni anno. In generale quindi tutte le varietà di castagne, sono considerate autofertili.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Castagno con foglie secche e ammosciate: come mai?

    Castagno con foglie secche e ammosciate: come mai?

    Il 28/10/2019, Ennio di Monterosi chiede:

    Buongiorno, in pochi giorni le mie piante di castagno passano da normali a così (foto). Cosa succede? Inchiostro? Armillaria? Cancro? Disaffinità d'innesto boh. Saluti
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Ennio,

    è difficile dire cosa potrebbe essere il problema. Di sicuro non è disaffinità d'innesto.

    Potrebbe essere un fungo radicale o un fungo che blocca i vasi linfatici ma dovrebbero essere privi di linfa anche i rami.

    Se è mal dell'inchiostro si dovrebbero manifestare le tipiche macchie nere umide, senza questi sintomi non lo è.

    È stata data una concimazione recentemente? Un eccesso di sali potrebbe dare questo effetto.

    La pianta ha sofferto la siccità (in ottobre ha piovuto?)?

    Con una foto di tutta la pianta forse capisco meglio.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

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  • Differenza tra innesto marze di betizac su selvatico o pianta di betizac?

    Il 25/09/2019, Ennio di Monterosi chiede:

    Buongiorno che differenza c'è se innesto marze di betizac su selvatico europeo o su piantina nata da frutto di betizac?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Ennio.

    Esiste una notevole differenza tra l’innesto di marze di Marrone Bouchet Betizac su selvatico, risposta ad una pianta nata da seme sempre di Marrone Bouchet Betizac.

    Nel primo caso si tratta di una propagazione asessuata o vegetativa e di conseguenza l’innesto di marze di Marrone Bouchet Betizac riproduce fedelmente la varietà in oggetto che è stata innestata sul selvatico.

    Nel secondo caso una piantina nata da seme, non sempre questa riproduce fedelmente i caratteri dei genitori perché la propagazione o riproduzione da seme determina un rimescolamento dei caratteri paterni con la quelli materni. Quindi la piantina nata da seme sarà molto diversa dai genitori.

    Per riprodurre fedelmente i caratteri del Marrone Bouchet Betizac è necessario procedere allo stesso innesto come descrittivo sopra.

    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei Distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Castagno: posso usare la quercia come portainnesto?

    Il 10/09/2019, Nicola di Racchi chiede:

    Salve. La quercia la posso usare come portainnesto per il castagno? Distinti saluti Nicola
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Nicola.

    Anche se appartenenti alla stessa famiglia (Fagacee), la quercia non si può usare come portinnesto del castagno.

    Il castagno (soprattutto quello europeo) può essere innestato solo su se stesso, utilizzando principalmente individui selvatici detti selvaggioni, in quanto più rustici e resistenti alle malattie.

    In alternativa se lei vuole ottenere frutti più grandi e anticipare l’entrata in produzione della pianta, il castagno europeo (Castanea sativa), si può innestare o sul castagno cinese (Castanea mollissima), oppure sul castagno giapponese (Castanea crenata).

    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei Distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Castagno: perchè ha smesso di produrre castagne?

    Il 16/08/2019, Valentino di Borgo val di taro chiede:

    Ho comprato delle piante di castagno (euro giapponesi) il primo anno hanno fatto le castagne, il secondo meno, il terzo molte sono seccate anche la radice, alcune morte sopra l'innesto e alcune vive, ma non fanno castagne. Cosa posso fare?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Valentino.

    Il castagno Euro Giapponese è un castagno ibrido derivante dall’innesto di un castagno Europeo (Castanea europea) su di un castagno Giapponese (Castanea mollissima).

    Questo innesto di solito viene effettuato per ottenere piante ibride che producono frutti di maggiori dimensioni rispetto alle singole specie sopra enunciate e soprattutto per consentire alle piante di entrare in produzione molto prima.

    A questi vantaggi produttivi spesso però si associano degli svantaggi perché essendo varietà diverse tra di loro con il tempo viene fuori quello che è chiamato il fenomeno di disaffinitá d’innesto, ossia il mancato attecchimento o unione durevole tra le due specie.

    Di conseguenza al primo anno la pianta produce molte castagne, al secondo anno meno e negli anni successivi può sopraggiungere questa disaffinitá d’innesto che di solito si manifesta con un ingrossamento o la comparsa di un grosso bozzo sopra il punto d’innesto. Questa manifestazione segna il distacco definitivo tra la parte sotto (portinnesto) e la parte sopra (marza), di conseguenza la parte sopra può morire anche con le castagne attaccate, mentre il portinnesto può rigettare e riprodurre una nuova pianta che in questo caso però rimarrà selvatica.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Castagno: si può fare una concimazione fogliare?

    Il 30/05/2019, Antonio di Catania chiede:

    Salve è possibile fare una concimazione fogliare al castagno?? E se è sì, con quale prodotto?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Antonio.

    La concimazione fogliare deve essere intesa come una concimazione integrativa a quella principale che si esegue al terreno, da impiegare solo nei casi di estrema necessità in particolare quando sulle piante si manifestano delle carenze di macro e microelementi, soprattutto durante la stagione vegetativa e che possono compromettere pesantemente la produzione.

    In questi frangenti si esegue una concimazione fogliare, perché attraverso le foglie gli elementi nutritivi penetrano subito nei vasi linfatici e così in questo è possibile risolvere in tempi brevi i problemi di carenza. Ma ripeto la concimazione fogliare va fatta solamente in caso di estrema necessità, altrimenti basta quella principale al terreno.

    Tra i concimi che possono essere distribuiti per via fogliare ci sono:

    1. Nitrato di potassio.
    2. Urea.
    3. Ferro chelato sotto forma di EDTA.
    4. Carbonato di calcio e di magnesio.
    5. Boro.

    Ringraziandola delle domanda le porgo i miei Distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Castagno bouche de betizac: è malato?

    Castagno bouche de betizac: è malato?

    Il 26/04/2019, Ennio di Monterosi chiede:

    Buongiorno ho alcune piante di bouche de betizac dalle immagini allegate secondo lei è mal dell'inchiostro? Qualche pianta ha le punte delle foglie nere (no marroni) anche se poco. Grazie saluti
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Ennio,

    non è sicuro dare una risposta sul mal dell'inchiostro con solo delle fotografie, ma lo sembrerebbe.

    Ci sono altri funghi che possono determinare un sintomo del genere come le Phitophore.

    In ogni caso estirperei la pianta per prudenza.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

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  • Castagni: produrranno castagne o marroni?

    Il 08/01/2019, Salvatore di Barano d'Ischia chiede:

    Ho piantato nel mio orto due piante di castagni, uno è una bouche de beti Zac e l'altra c'è l'etichetta: INNESTATA. Come si fa a distinguere se produrranno castagne o marroni? Alcuni ipotizzano che le castagne sono selvatiche, mentre i marroni sono innestati. Altri sostengono che sia i marroni e castagni possono essere innestati. Come si riconoscono le piantine e i loro frutti? Grazie.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Salvatore,

    sia le castagne che i marroni sono innestati, la differenza consiste nella presenza o meno di setti che dividono in 2 o più parti il frutto.
    Il marrone è tutto intero mentre la castagna, di norma, è appunto divisa al suo interno.

    Distinguere le piante selvatiche dalle innestate non è facile perchè ogni varietà ha le sue caratteristiche, eventualmente da giovani le piante si distinguono dal punto di innesto.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

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  • Castagni con parti di tronco bruciato: malattia o bruciato per qualche motivo?

    Castagni con parti di tronco bruciato: malattia o bruciato per qualche motivo?

    Il 19/11/2018, Fabio di Cuneo chiede:

    Buongiorno, la contatto per avere delucidazioni in merito a un problema rilevato in un castagneto. Appena visti i castagni così ho pensato al mal dell'inchiostro ma poi, controllando meglio, ho notato che non perdono liquido gommoso, anzi il legno sembra bruciato. Possibile che negli anni passati qualcuno abbia bruciato malamente i residui del castagneto e bruciato anche un po' le piante o si tratta di qualche malattia?
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno,

    secondo me si tratta di bruciature da fuoco fatte per disinfettare il legno interno e fermare la diffusione di funghi cariogeni e forse il mal dell'inchiostro.

    Dalle foto comunque si vede che la cicatrizzazione sta avvenendo e quindi io non farei nulla, al limite fra 1 anno darei del solfato di rame sulle parti bruciate e continuerei così 1 volta all'anno finchè non si sono chiuse le ferite.

    Cordiali saluti
    Samuele Dalmonte

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  • Esistono castagni innestati su portainnesto debole che crescono poco?

    Il 27/04/2018, Gianni di Contone chiede:

    Volendo mettere delle piante di castagno in un terreno già con piante selvatiche di castagno, ma devono essere tagliate periodicamente perché vicino alla ferrovia. Esistono castagni innestati su portinnesto debole che non crescano troppo come il castagno selvatico grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Gianni.
    Oltre al castagno selvatico che produce una chioma maestosa, dimostrandosi al tempo stesso molto vigoroso e che cresce notevolmente in altezza, esistono dei castagni ibridi euro - asiatici derivanti dall'innesto del castagno cinese o giapponese con il castagno europeo. Questi ibridi presentano una chioma molto contenuta, sono poco vigorosi, crescono poco in altezza e hanno delle dimensioni più contenute rispetto al selvatico di castagno europeo.

    Quindi per motivi di spazio, le consiglierei di acquistare proprio questi ibridi euro - asiatici a chioma più contenuta e che crescono molto meno.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Il mio castagno ha problemi di malattia? Di che varietà è questo ciliegio?

    Il mio castagno ha problemi di malattia? Di che varietà è questo ciliegio?

    Il 17/04/2018, Nicola di San Giuliano del Sannio chiede:

    Spett.le Portale del Verde ho un castagno nato da seme. Vorrei sapere se ha problemi di malattia. Annaffio quasi sempre. Poi chiedo dalla mia descrizione che varietà può essere questo ciliegio frutto rosso porpora e duro il frutto. Distinti saluti, Nicola
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Nicola.
    La pianta di castagno nata da seme, è in una fase di marcescenza in quanto come già lei ha anticipato l'ha irrigata troppo e giustamente ha subito un danno. Le consiglio di rallentare la frequenza delle irrigazioni e di bagnare solamente quando il terreno inizia a seccarsi in superficie all'interno del vasetto.

    Per quanto riguarda la pianta di ciliegio rosso, polpa rossa e dura, probabilmente si tratta di un durone, ma per identificarlo meglio soprattutto a livello varietale, servirebbe allegare una foto più accurata in modo da poter capire meglio di che varietà si tratta.
    In attesa di un suo riscontro, le porgo i miei distinti saluti.

    Fabio Di Gioia

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  • Cosa è contenuto nei fiori di castagno per produrre un odore così intenso?

    Il 22/02/2018, Alessio di Avellino chiede:

    Salve. Possiedo una terra contente alberi di castagno. All'incirca la metà di giugno cominciano a fiorire e a produrre nei fiori un odore molto intenso e a tratti fastidioso. Ciò che vorrei sapere è cosa è contenuto nei fiori per dare un odore così tanto particolare.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Alessio.

    L'odore particolarmente intenso dei fiori di castagno, è dovuto a due sostanze chimiche presenti naturalmente nella pianta e appartenenti alla classe delle ammine biogene, chiamate putrescina e spermidina.

    Queste sostanze essendo di natura volatile, sono ben percepibili all'odore il quale risulta intenso e molto penetrante tale da ricordare del materiale organico in via di decomposizione (putrescina) oppure l'odore di sperma (spermidina).

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

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  • Foglie di castagno: lasciare o togliere quelle cadute?

    Il 15/10/2017, Giorgio di Borgo San Dalmazzo chiede:

    Salve, dato che ho un bosco di castano vorrei sapere se è meglio togliere le foglie in autunno o lasciarle come concime, magari trinciandole per renderle più degradabili. Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Giorgio.
    La lettiera di foglie di castagno che si forma in autunno sotto la chioma delle piante, è una fonte di apporto fondamentale per quanto riguarda l'humus a livello del terreno, in quanto favorisce:

    • Miglioramento delle proprietà fisiche del suolo (struttura e porosità).
    • Miglioramento delle proprietà chimiche e nutrizionali del suolo (assorbimento e disponibilità degli elementi nutritivi).
    • Miglioramento delle proprietà biologiche del suolo (batteri, funghi, attinomiceti, insetti, lombrichi ecc).
    • Miglioramento delle proprietà agronomiche (es. impedisce il ristagno idrico, favorisce la penetrazione delle acque di pioggia, protegge il terreno dall'erosione ecc.).

    Per questo motivazioni le consiglierei di mantenere la lettiera di foglie sotto le piante di castagno al fine di usufruire di tutte le proprietà indicate sopra.
    Al limite per accelerare la degradazione del materiale organico trinciandole e cospargendo il tutto sempre sotto la chioma delle piante. Ma le consiglio di non asportarla totalmente, perché tutti i microrganismi che operano su di essa potrebbero subire uno shock non appena vengono esposti direttamente all'aria esterna.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

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  • Piantine di castagno innestate sofferenti: che fare?

    Piantine di castagno innestate sofferenti: che fare?

    Il 01/09/2017, Stefano di Trento chiede:

    Buonasera, ho piantato 1 anno fa 6 piantine di castagno innestate, e due di queste presentano tutte le foglie bruciate ai bordi. E' successo anche l'anno scorso e sia la primavera scorsa che questa sono partite normalmente, il problema è sorto verso maggio. Grazie!
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Stefano.
    Uno dei problemi maggiori delle piantine di castagno innestate, è la loro scarsa resistenza alla siccità soprattutto quando il portinnesto che viene utilizzato per la propagazione (seme della castagna), è rappresentato da un 
    soggetto di castagno cinese o giapponese, i cosiddetti ibridi euro - giapponesi, tenendo conto che la marza sovrastante è rappresentata da una varietà di castagno europeo.

    I vecchi castagneti che ancora sono presenti in Italia, sono riusciti bene nella storia a sopportare gli stress ambientali tra cui la siccità in questo caso, perché avevano come portinnesto una varietà di castagno europeo
    Questa distinzione è importante, perché le varietà di castagno cinese e/o giapponese utilizzate come portinnesto del castagno europeo è vero che tendono a fare entrare la pianta in produzione in tempi più brevi (5° - 10° anno 
    d'impianto) garantendo al tempo stesso una maggiore produzione, hanno però un apparato radicale più superficiale che induce scarsa resistenza alla siccità.

    Invece quando il portinnesto che viene impiegato, è una varietà europea (selvaggione), è vero che la pianta tende ad entrare in produzione più lentamente (15° anno d'impianto) e a garantire una produzione non sempre 
    abbondante, ma il suo apparato radicale essendo più profondo va ad indurre maggiore resistenza alla siccità.
    Quindi quel disseccamento marginale delle foglie molto evidente dalle foto allegate, è un evidente danno da carenza idrica che in questo caso risulta essere molto più amplificato laddove le varietà di castagno europeo sono 
    innestate su castagno cinese e/o giapponese e soprattutto nelle piantine di 1 - 2 anni d'impianto.
    Quindi le consiglio di dotare le sue piantine, di un adeguato impianto d'irrigazione a goccia, fondamentale in questi primi anni per sostenere lo sviluppo vegetativo della pianta e quindi la formazione dello scheletro legnoso.
    Mentre negli anni in cui le piante entrano in produzione, per garantire quell'adeguato rifornimento idrico necessario per ridurre i danni da carenza idrica soprattutto in casi di siccità prolungate.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Come e quando prelevare le marze ed innestare i castagni?

    Il 12/12/2016, Sergio di Vergiate chiede:

    Buon giorno, gradirei sapere come e quando prelevare le marze ed innestare i castagni. Grazie per l'aiuto.
    dott_Bartolini_Umbra
    Risponde l'esperto
    Simone Bartolini

    Buona sera Sergio,

    le marze vanno prelevate in inverno quando la pianta è in riposo vegetativo. Vanno prelevate porzioni di rametti dell'anno con due gemme (devono essere rami giovani).

    L'innesto va fatto a spacco. 

    Cordiali saluti, dr. Simone Bartolini.

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  • Castagni: quali varietà piantare? Quali accorgimenti seguire?

    Il 07/09/2016, Luciano di Crema chiede:

    Buonasera, vorrei piantare alcuni castagni nel mio giardino per la produzione di castagne. Quali sono le varietà di castagno che mi consiglia di scegliere per avere un raccolto abbondante la prossima stagione? Ci sono delle indicazioni di massima nella coltivazione e cura della pianta che si possono seguire per avere la certezza di ottenere risultati sicuri? Grazie mille all'esperto per la consulenza.
    dott_Bartolini_Umbra
    Risponde l'esperto
    Simone Bartolini

    Ciao Luciano,

    per la coltivazione del castagno bisogna tenere presente che la pianta necessita di terreni tendenzialmente acidi e che il suo habitat naturale sono i terreni di collina dai 300 fino a 800 metri e più di altitudine s.l.m.

    Quindi prima di tutto ti consiglio di verificare questi due fattori: pena il fallimento della coltivazione.

    Riguardo alle varietà bisogna distinguere le varietà di castagna o popolazioni locali, frutto della “selezione” fatta dagli agricoltori del posto, dalle varietà di marrone, frutto di incroci eseguiti da centri di ricerca specializzati, mirati ad ottenere piante che producono frutti particolarmente grossi e dotati di caratteristiche ben precise come facilità di pelabilità del frutto, bassa settatura, buon sapore oppure resistenza alle malattie, ed altre caratteristiche necessarie alla frutticoltura specializzata.

    La scelta della varietà di castagna o di marrone dipende dal tipo di prodotto che si vuole ottenere, dall’ambiente e dalla presenza del cinipide nell’area di coltivazione. Riguardo a quest’ultimo aspetto infatti, tieni presente che negli ultimi anni si è diffuso in tutta Italia il cinipide del castagno; un insetto capace di far seccare la pianta. Ci sono varietà resistenti ma il sapore del frutto in alcuni casi è deludente.

    Per la tecnica di coltivazione ci sono tante cose da seguire e da conoscere per ottenere buoni risultati e mi è difficile sintetizzarle in due partole; ti rimando per questo a testi specializzati. Puoi trovare molte informazioni sul castagno sul nostro sito internet www.umbraflor.it Attualmente però è in fase di restyling ma molto presto troverai tutto.

    P.S. Mi dispiace deluderti ma la certezza in agricoltura non esiste. 

    Dott. Simone Bartolini
    Azienda vivaistica regionale Umbraflor

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