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Mosca dell'Olivo: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

Buona lettura!

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  • Mosca dell'olivo: come debellarla?

    Il 25/02/2019, Giampiero di Roccagorga chiede:

    Come debellare la mosca dell'olivo?
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Giampiero,

    la mosca dell'olivo è un insetto difficile da controllare e le strategie da adottare dipendono dalla quantità di piante in coltivazione e dalla grandezza degli olivi stessi.

    In caso di un piccolo appezzamento consiglierei delle trappole con esche zuccherine avvelenate con spinosad o con dei piretroidi a lunga persistenza.

    Nel caso di un oliveto in piena regola esistono diversi prodotti (fosmet e imidacloprid) che però occorre utilizzare in relazione all'andamento stagionale (il caldo umido favorisce la mosca) come larvicidi per cui occorre consultare dei siti (la regione toscana ne ha approntato uno) in cui vengono fatte previsioni di sviluppo e sfarfallamento per fare il trattamento nel momento più proficuo.

    Al momento comunque, per quello che so, non esistono metodi risolutivi contro la mosca dell'olivo che è l'insetto più dannoso dell'olivo.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

  • Lotta mosca olivo: la poltiglia bordolese neutra non è più efficace?

    Il 06/11/2018, Donato di Castellana Grotte Ba chiede:

    Lotta mosca olivo: si cita il solfato di rame, ma tossico, se si sostituisce con poltiglia bordolese neutra, non diventa più efficace e meno tossica e con una persistenza maggiore?
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Donato,

    nella lotta contro la mosca dell'oliva il solfato di rame o la poltiglia bordolese sono dei coadiuvanti che mirano a rendere l'ambiente più ostile alla mosca ma di per sè non la combattono

    Occorre o una lotta chimica con dei prodotti autorizzati per tale scopo oppure come molti fanno, con l'allestimento di trappole fatte con prodotti anche di uso alimentare come vino, aceto salsa d'acciughe, miele ecc. che se usati in varie proporzioni hanno il risultato di diminuire l'infestazione senza uso di antiparassitari. Resta comunque il fatto che la quantità di mosche presenti è influenzata pesantemente dall'andamento climatico
    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

  • Mosca dell'olivo: come eliminare le uova?

    Il 05/10/2018, Francesco di Pisa chiede:

    Buongiorno. In caso di ovodeposizione della mosca dell'olivo, prodotti come il Decis Evo, possono essere efficaci, oppure la sua azione sull'uovo è inesistente?
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Francesco,

    penso che il decis evo abbia effetto solo sugli adulti quando pungono le olive e non sulle larve già dentro al frutto.
    Di solito lo si usa appunto quando si pensa che arrivino i parassiti per evitare il danno mentre se ci sono già le uova il danno è già stato fatto.
    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

  • Da cosa dipende il verme nelle mele, pesche e susine?

    Il 12/06/2017, Benvenuti Rodolfo di Carignano di Fano chiede:

    Da quest'anno consulto il Bollettino provinciale (Assam Marche) agro-meteorologico per sapere quando dare alle mie piante da frutta (pomacee e drupacee) i trattamenti a base di principi attivi come triflumuron, metossifenozide, fosmet e etofenprox contro cidia e anarsia. Questo in quanto sapevo che il verme all'interno di mele, pesche e susine dipende appunto dall'azione della cidia e dell'anarsia e il Bollettino provinciale informa quando le catture di questi lepidotteri risultano oltre soglia. Leggendo però le indicazioni fitoterapiche di uno dei prodotti che utilizzo (Trebon UP) noto che è efficace, per melo e pero, anche per "Ceratitis capitata", e per pesco susino e albicocco per "Rhagoletis cerasi", e mi pare che siano quelle che chiamiamo comunemente mosca della frutta (che io sapevo colpire solo il ciliegio e il noce). Dunque il verme nelle mele, pesche e susine dipende anche dall'azione della mosca della frutta, oltrechè da cidia e anarsia? Pongo questa domanda anche perchè il Bollettino provinciale segnala solo le catture oltre soglia di cidia e anarsia e alcuni dei prodotti che utilizzo sono efficaci solo contro tali lepidotteri. Grazie.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Rodolfo.

    Il bollettino agrometeorologico e fitosanitario della regione Marche gestito in questo caso dall'agenzia regionale Assam appunto, permette di valutare attraverso degli opportuni campionamenti la variazione delle popolazioni d'insetti dannosi nell'ambiente al fine di stabilire la soglia d'intervento per poter proteggere le piante dagli attacchi che possono provocare dei danni a livello produttivo. 

    Questo tipo di lotta è chiamata guidata, perché per l'intervento ci si avvale del supporto tecnico dei bollettini fitosanitari messi a punto dalle regione per stabilire il momento migliore in cui intervenire.

    È ovvio che il bollettino fitosanitario della regione Marche, sia stato sviluppato per andare a monitorare le popolazioni di insetti dannosi per le più importanti specie da frutto.

    Quello che è necessario in questo caso sottolineare, è che gli insetti che vengono monitorati e che attaccano le principali specie da frutto, sono diversi tra loro appartenendo anche a famiglie diverse.

    Per esempio:

     

    1) Pomacee (es. melo e pero)

    In questo caso il verme che attacca i frutti, può essere:

    - Carpocapsa o cydia delle pomacee (Cydia pomonella) famiglia lepidotteri.

    - Tignola della frutta (Recurvaria nanella) famiglia lepidotteri.

    - Mosca della frutta (Ceratitis capitata) famiglia ditteri.

     

    2) Drupacee (pesco, albicocco, susino e ciliegio)

    Qui avremo invece:

    - Mosca della frutta (Ceratitis capitata) famiglia ditteri.

     

    3) Pesco

    - Tignola del pesco (Anarsia lineatella) famiglia lepidotteri.

    - Tignola orientale del pesco (Cydia molesta) famiglia lepidotteri.

     

    4) Susino

    - Tignola del susino (Cydia funebrana) famiglia lepidotteri.

     

    5) Cilegio

    - Mosca delle ciliegie (Rhagoletis cerasi) famiglia ditteri.

     

    Per cui dalla sua domanda e quindi dalle delucidazioni descritte sopra, ne deriva che la Mosca della frutta che attacca varie specie da frutto (insetto polifago) non è la Rhagoletis cerasi (mosca delle ciliegie), ma la Ceratitis capitata.

    Nelle pesche, nella susine ecc. l'attacco può essere causato o dalla tignola della frutta (Recurvaria nanella) o dalla tignola del susino (Cydia funebrana).

    La Cydia molesta e l'Anarsia lineatella, attaccano solamente le piante di pesco e in misura minore anche l'albicocco.

    Nelle mele infine, l'attacco può essere causato o dalla mosca della frutta (Ceratitis capitata) oppure dalla Carpocapsa (Cydia pomonella).

    I prodotti che lei ha elencato, sono attivi soltanto nei confronti dei lepidotteri e non dei ditteri. 

    Per questo ultimi insetti sono attivi altri principi attivi specifici, come:

    - Deltametrina.

    - Dimetoato.

    Ringraziandola della sua domanda la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Caolino o rame contro la mosca dell'olivo? Cosa mi consiglia tra i due prodotti?

    Il 09/05/2017, Antonio Giovanni di Reggio Calabria chiede:

    Caolino o rame contro la mosca dell'ulivo? Cosa mi consiglia tra i due prodotti? Se dovessi usare solo il caolino posso integrare con bottiglie con esca proteica tipo sardine? Gradirei sapere anche le dosi di rame o di caolino da impiegare su un hl di acqua e quanti trattamenti fino alla raccolta. Grazie. Cordiali saluti. Rivolgo la domanda al Dott. Di Gioia
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Antonio.

    Partiamo dal presupposto che l'usare il rame o il caolino per la lotta allo Mosca dell'olivo non significa che l'uno esclude l'altro o viceversa.
    Questo significa che è possibile utilizzare soltanto uno dei due prodotti, oppure tutti e due alternandoli tra loro. Non è che un prodotto è migliore dell'altro, ma semplicemente tra di loro cambia il meccanismo con cui agiscono nei confronti della mosca, tenendo conto che entrambi sono dei sistemi di lotta preventiva.

    Il caolino agisce creando una barriera esterna sotto forma di velo che oltre ad agire da riflettente della luce solare e disorientare la mosca, crea una sorta di film esterno all'oliva impedendo al parassita di andare ad eseguire le punture di ovodeposizione favorendo inoltre l'ispessimento dei tessuti esterni.

    Il rame invece agisce andando ad uccidere i batteri che abitano l'ambiente dell'oliveto e che sono fondamentali per la produzione di uova da parte della mosca. Questi batteri ingeriti dall'apparato boccale della mosca assieme ai liquidi zuccherini presenti sulle parti verdi della pianta attraversando indenni l'apparato digerente dell'insetto, entrano in simbiosi nell'apparato riproduttore favorendo la maturazione delle uova. Il rame andando ad uccidere questi batteri del filloplano dell'olivo, impediscono alla mosca di nutrirsene e di non entrare in simbiosi per permettere la produzione di uova fertili. In questo modo la mosca produce uova sterili e quindi le sue punture non saranno dannose per le olive.

    Il caolino, può essere tranquillamente abbinato con l'uso di esche proteiche innescate con sardine proprio per la considerazione fatta sopra e tenendo conto che si tratta di interventi di natura biologica e quindi non chimica. 

    Le esche proteiche innescate con sardine, servono per attirare gli adulti di mosca dell'olivo perché le mosche sono insetti facilmente attratti dall'emissione di sostanze gassose a base di ammoniaca in questo caso derivanti dalla putrefazione e quindi dalla degradazione proteica del pesce di cui questi insetti ne vanno ghiotte.

    Per quanto riguarda il rame, la quantità di principio attivo da utilizzare è pari a 4 hl ad ettaro, corrispondente ad 1 kg ad ettaro.

    Per quanto riguarda invece il caolino la quantità da utilizzare è di 4 kg per ogni quintale di acqua, corrispondente a 40 kg di caolino ad ettaro.

    Il rame se l'andamento climatico fosse asciutto e secco, andrebbe distribuito ad inizio luglio e successivamente ad inizio settembre. Se invece l'andamento climatico fosse umido e piovoso si dovrebbe distribuire a inizio luglio, inizio agosto e fine agosto o primo settembre.

    Il caolino essendo un prodotto preventivo sarebbe bene iniziare la sua distribuzione molto presto a fine giugno quando iniziano i voli della mosca e le prime punture di ovodeposizione delle larve di 1 generazione. Da ripetere ovviamente verso la metà di agosto per contrastare gli adulti delle larve di 2 generazione ed eventualmente un terzo trattamento se l'andamento climatico fosse piovoso.

    Uno dei problemi infatti del caolino è il fatto di essere facilmente dilavabile in presenza di clima umido e piovoso. In questo caso è possibile risolvere il problema per esempio sostituendo il caolino al silicato di sodio che agisce sempre creando una barriera schermante sull'olivo, ma grazie alla presenza del sodio l'argilla ha la possibilità di rimanere maggiormente legata ai tessuti vegetali perché il minerale ha la funzione di favorire l'adesione del prodotto alla pianta.

    Ringraziando della sua domanda e rimanendo a disposizione per altri quesiti, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.