chiudi X
chiudi X
Elaborazione della richiesta in corso. Si prega di attendere.
Portale del Verde
 
 

Ciliegio: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

Buona lettura!

Scegli l'argomento di tuo interesse:

oppure

  • Ciliegi: pieni di fiori ma nessun frutto, come mai?

    Il 11/03/2019, Cosmo di Gaeta chiede:

    Ho due alberi di ciliegio in primavera sono pieni di fiori ma fanno pochi frutti, perché?
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Cosmo,

    la mancanza di ciliegie deriva da un problema di impollinazione.

    Bisognerebbe conoscere le varietà dei ciliegi per mettere nelle vicinanze un ciliegio che li impollini, oppure innestarne uno dei due con una varietà impollinatrice.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Ciliegio: come innestarlo?

    Il 03/03/2019, Alberto di Alessandria chiede:

    Buongiorno, in giardino ho un pianta di ciliegio che era seccata anni fa, però ha ributta dalla base e adesso ha una decina di fusti principali dai 3 ai 10 cm di diametro che fa delle ciliegine molto piccole ed immangiabili. Volendo provare a innestarla, mi conviene lasciare un solo fusto e innestare solo quello, oppure posso lasciarne di più ed innestarli tutti? In entrambi i casi, con che criterio devo scegliere il o i fusti da innestare? Grazie e cordiali saluti, Alberto
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Alberto.

    I fusti di ciliegio che hanno rigettato dalla base dopo la morte del suo ciliegio, non è altro che rappresentato dai ricacci del portinnesto selvatico in quanto, come ha ben descritto, produce ciliegie piccole e immangiabili.

    Per poter eseguire l'innesto con la varietà domestica che potrebbe essere quella che c'era prima o un'altra varietà, le conviene lasciare almeno 3/4 fusti, questo per incrementare le possibilità di attecchimento dell'innesto.

    Il criterio principale con cui scegliere il portinnesto (i fusti in questo caso), è quello di prendere in considerazione quelli più vigorosi di un determinato diametro, dove lei ha la possibilità di inserire varie marze innestate a corona una volta eseguita la capitozzatura il fusto scelto per fare l'innesto.

    Ringraziandola della domanda, la saluto Cordialmente.

    Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Ciliegi: è possibile innestare su una pianta due varietà diverse?

    Il 28/02/2019, Peppe di Angri chiede:

    Salve! Il quesito che vorrei porre riguarda due ciliegi che mi sono stati regalati: un Bigarreau Moreau ed un Kordia. Ho letto che entrambi hanno bisogno di un impollinatore ma - per via del ridotto spazio a mia disposizione, cercavo un "impollinatore comune", ovviamente se ciò fosse possibile. Nel caso contrario, sarebbe possibile innestare su di una pianta due differenti varietà? Grazie per l'attenzione e mi si perdoni la domanda forse inconsueta. Saluti!
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Peppe.

    Il Bigarreau Moreau, è una varietà di ciliegio autoincompatibile per questo ha bisogno di vari impollinatori, come:

    1. Van.
    2. Napoleon.
    3. Hedelfinger.
    4. Garnet.
    5. Durone dell’Anella.
    6. Durone della Marca.
    7. Durone Nero I.
    8. Durone Nero II.
    9. Durone Nero III.
    10. Lapins.
    11. Mora di Vignola.
    12. Stella.

    Per quanto riguarda invece la varietà Kordia, gli impollinatori sono:

    1. Ferrovia.
    2. Regina.

    In questo caso, come ho già enunciato, sia il Bigarreau Moreau che la Kordia non hanno un impollinatore comune. Di conseguenza visto anche il poco spazio a disposizione, le consiglierei la capitozzatura di una parte delle branche, in modo da procedere all’innesto a corona con gli impollinatori che permetteranno a queste varietà di andare a frutto.

    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei Distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

    Condividi su:

  • Ciliegio antico: quando e come fare la potatura?

    Ciliegio antico: quando e come fare la potatura?

    Il 03/02/2019, Giuseppe di Occhiobello (RO) chiede:

    Salve, il mio nome è Giuseppe, ho comprato casa circa 3 anni fa e in giardino c'è un vecchio ciliegio di 40 anni. Ho notato che in questi anni sta riducendo sempre più la vigoria e aumentano i rami secchi, sta aumentando anche il muschio alla base. Vorrei far potare ma ho paura di trovare un incompetente, non ha segni di gommosi. Cosa devo chiedere al portatore, in che periodo fare la potatura? Grazie per la risposta.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Giuseppe,

    innanzi tutto il muschio non ha relazione con lo stato di salute della pianta, sta crescendo perchè ha trovato un'area umida e senza interferenze ma non fa ne bene ne male al ciliegio.

    Avendo 40 anni il ciliegio sta invecchiando ma per questo non significa che vada potato energicamente, anzi, perchè tagli troppo grandi accelererebbero il processo di decadimento e quindi la pianta morirebbe prima.

    Il mio consiglio è quello di togliere tutti i rami secchi e che stanno per diventarlo, togliere i rami che ombreggiano gli altri che possono produrre ciliegie senza fare tagli superiori ai 2/3 cm di diametro e vedere come reagisce la pianta.
    Se la pianta ha buone radici continuerà ancora diversi anni, viceversa se la pianta è effettivamente a fine corsa continuerà a fare rami secchi e a diventare sempre più spoglia e a quel punto si potrà decidere se abbatterla o no.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Ciliegi: come identificare la varietà?

    Il 15/01/2019, Daniele di Lecce chiede:

    Buongiorno, come posso identificare la varietà dei miei ciliegi? Ho ereditato 4 alberi spacciati per varietà FERROVIA ma fioriscono e fruttificano prima, infatti ho dei frutti molto pochi e solo qualche anno prima che le ciliegie si possano comprare al supermercato. Grazie in anticipo. Cordiali saluti, Daniele
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Daniele,

    per identificare le varietà bisogna considerare: l'epoca di fioritura, l'epoca di maturazione, la forma del frutto e poi se ci sono ancora dei dubbi la forma delle foglie.

    Queste informazioni di solito si trovano nei siti delle aziende vivaistiche oppure in pubblicazioni specializzate fatte dalle università che a volte mettono online queste informazioni.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Ciliegio Canino: fiorisce e non fruttifica, come mai?

    Il 08/01/2019, Odoardo di Castell'Azzara chiede:

    Ho un ciliegio canino che fiorisce e non fruttifica. E' ai margini di un'area in cui sono presenti grossi rilievi calcarei sui quali si trova una popolazione di ciliegi di questo tipo che fruttificano. Perché il mio non fruttifica?
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Odoardo,

    mi risulta difficile dare una risposta, faccio delle ipotesi:

    - mancanza di impollinatore

    - andamento delle temperature primaverili sfavorevole alla fioritura (correnti d'aria più fredde);

    - presenza di monilia che induce alla cascola dei fiori.

    Di sicuro il terreno non influenza la fruttificazione a tal punto da bloccarla.

    Non so se sono stato utile.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Ciliegi malati: di cosa si tratta?

    Ciliegi malati: di cosa si tratta?

    Il 06/01/2019, Piergiorgio di Medicina (BO) chiede:

    Per provare a risolvere il problema dei miei ciliegi, faccio trattamenti con Ziram, poltiglia bordolese, a fine fioritura con INDAR. Concimo con fertorganico CIFO 20-20-20 e sequestrene e Nitro fosca senza avere risultati. La varietà è ferrovia. Ho 4 alberi di circa 20 anni a 6 metri di distanza uno dall'altro, il problema è molto evidente in uno, nei restanti molto meno. Sono diversi anni che c'è il problema. Non so ancora di cosa si tratta, coltivandoli per hobby e non essendo seguito da tecnici anche i prodotti possono essere usati non nella maniera migliore.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Piergiorgio,

    al 95 % direi che si tratta del virus del mosaico delle drupacee, per cui non c'è cura anzi consiglio l'estirpazione con la bruciatura di tutte le parti della pianta, radici comprese, perchè le piante fanno da diffusore su altre piante geneticamente simili (ciliegio, albicocco, pesco, susino).

    Al 5% potrebbero essere anche sintomi da intossicazione da diserbante, se in zona non si usano diserbanti allora siamo certi che si tratti di una virosi.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Impollinazione ciliegio gemelle e bigarreu burlat: quale farà frutti?

    Il 02/01/2019, Francesco di Sapri chiede:

    Avendo io già piantato un ciliegio varietà gemelle e piantandoci vicino uno varietà bigarreau burlat, dopo che si impollinano, quale dei due lo porterà a frutto? Grazie
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Francesco,

    se l'impollinazione funziona, tutte e due produrranno ciliegie.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Ciliegio che non fa frutti: di cosa si tratta?

    Il 29/12/2018, Albino di Castiglione Cosentino chiede:

    Buonasera, Il mio ciliegio ferrovia (?) in 25 anni non ha prodotto frutti. Fiorisce abbondantemente, forma il picciolo e il frutto raggiunge la grandezza poco più di una testa di chiodo. A questo punto il picciolo tende a divenire marrone per poi cascare! Il resto dei fiori che non raggiungono la formazione del frutto, seccano e cadono! Qualcuno mi ha detto che sui tratta di monilia. Il terreno è argilloso, però alquanto scosceso, per cui non ci dovrebbe essere ristagno d'acqua! Cosa mi dice? Se dovesse trattarsi di monilia, cosa posso fare? Potrei innestarlo con altra specie? La ringrazio cordialmente. Albino
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Albino,

    per quanto riguarda i fiori dai sintomi direi anche io che si tratta di monilia .Per cui occorre fare dei trattamenti a base di rame a caduta foglie e subito prima della fioritura.

    Sulla mancanza di frutti mi sembra strano che si tratti di Ferrovia perchè in così tanto tempo direi che sarebbe quasi impossibile che non si riesca ad avere neanche una ciliegia!

    Il terreno non incide così tanto sul risultato produttivo di una varietà. 
    Eventualmente si potrebbe innestare qualche ramo con un'altra varietà di ciliegio, così da impollinarsi a vicenda.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Ciliegio: concime nitrato di potassio

    Il 20/12/2018, Sergio di Castelnovo di Sotto chiede:

    Credo ci sia un errore (molto grave) in ciò che ho letto. Il nitrato di potassio è un concime di buona qualità molto solubile in acqua, contenendo ai due elementi più importanti per la crescita e il sostentamento delle piante, come il potassio e l'azoto di essere assorbiti in forme facilmente assimilabili. Ad ettaro (ha), la quantità media per un frutteto in piena produzione e in fase adulta, dovrebbe aggirarsi tra 60-120 kg/ha. Traducendo questo valore come quantità in kg, da distribuire sempre per pianta per un frutteto in piena produzione e in fase adulta, dovrebbe aggirarsi mediamente in 50 - 80 kg a pianta. (POSSIBILE 50-80 KG PER PIANTA???) Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Sergio.

    Leggendo la sua domanda e poi la mia risposta, deduco che lei abbia risposto e riportato le stesse quantità sia ad ha, che per pianta scritte nella domanda.

    Non capisco dove sia l’errore.

    Mi può dare una domanda più precisa almeno che possa capire meglio?

    Grazie.

    Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Ciliegio che muore dopo 2 anni: potete aiutarmi?

    Il 18/12/2018, Mario di Somma Vesuviana - Napoli chiede:

    Salve, sono circa 6 anni che provo a impiantare un ciliegio nel mio orto posto in prossimità del Vesuvio (Monte Somma), inutilmente dopo 2/3 anni muore. Ci ho provato con l'innesto sul ciliegio selvatico, medesimo risultato. Potete darmi qualche dritta! Amo le ciliegie e non posso gustare questo frutto. Grazie.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Mario,

    difficile dare una risposta certa, posso fare l'elenco dei problemi che possono far morire un ciliegio.
    Cosa verificare:

    1) Se durante i mesi estivi la pianta soffre per mancanza d'acqua

    2) la presenza di funghi saprofiti che passando da residui di legno morto attaccano anche le piante in crescita.

    3) se il terreno è argilloso il ciliegio non riesce ad allargare le sue radici e quindi può deperire fino alla morte.

    Per avere un bel ciliegio io consiglierei:

    - fare una buca di 50x50x50 per smuovere il terreno in una zona dove non ci sono mai state piante da frutto altrimenti riempire la buca con terreno non sfruttato

    - se il terreno è argilloso, aggiungere in miscela del drenaggio (sabbia o ghiaia)

    - una volta riempita la buca, sopra il terreno mettere abbondante sostanza organica

    - fermare la pianta con un sostegno per 1-2 anni

    - mantenere fresco il terreno intorno alla pianta con delle irrigazioni regolari.

    Cordiali saluti
    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Ciliegio selvatico: è possibile riprodurlo in talea?

    Il 03/12/2018, Nicola di San Giuliano del Sannio chiede:

    Buongiorno ho una domanda da fare. Ho notato una pianta di ciliegio selvatico. È possibile riprodurlo per talea? Visto che ho un ormone radicante. Distinti saluti, Nicola
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Nicola,
    dal punto di vista teorico si può fare, mentre dal punto di vista pratico occorre trovare i rami giusti, cioè rametti con un piede di 2/3 anni ed un apice con gemma a legno
    Senza gemme a fiore, tagliare il ramo in gennaio, metterlo in un substrato misto di torba e sabbia con umidità ma senza eccessi e teniamo le dita incrociate!

    Cordiali saluti
    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Ciliegio durone della marca: quale impollinatore usare?

    Il 01/12/2018, Antonio di Reggio Calabria chiede:

    Ho un alberello di Ciliegio, Durone della Marca, di circa cinque anni, che non ha mai prodotto dei frutti. Vorrei sapere gentilmente quale impollinatore abbinare. Poi, ho un altro Ciliegio Durona di Vignola, piantato circa tre anni fa, posso abbinarlo con un ciliegio Lapin già comprato e in attesa di essere trapiantato? Grazie per la disponibilità
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buona sera Antonio,
    come impollinatore per Durone della Marca si possono usare Mora di Vignola, Bigarreau Burlat o Ferrovia.
    Il Lapins va bene per la Durona di Vignola.

    Cordiali saluti
    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Come aiutare al meglio l'impollinazione del mio ciliegio varietà Ferrovia?

    Il 03/11/2018, Domenico di Priverno chiede:

    Dott. Fabio Di Gioia, buongiorno, di recente ho comprato un albero di ciliegio, qualità ferrovia, solo successivamente mi sono accorto che è autosterile. Adesso gli ho affiancato un ciliegio lapins, avendo letto che potrebbe andare bene come impollinatore. Se cortesemente potesse darmi chiarimenti su tale questione, ringraziandola anticipatamente. Il 05/11/2018 Domenico chiede: Dott. Fabio di Gioia, buonasera nel ringraziarla per le delucidazioni riguardanti il quesito relativo all'impollinazione dei fiori di ciliegio autoincompatibili, nello specifico volevo chiederle se il ciliegio lapins (che da poco ho affiancato al ciliegio ferrovia), può essere utilizzabile per l'impollinazione dei fiori del Ferrovia, assicurando in questo modo la fruttificazione di quest'ultimo. Attendendo una sua cordiale precisazione, le invio sentiti saluti
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve.
    Il motivo per il quale ai ciliegi spesso si affiancano degli impollinatori, è perché le varietà di ciliegio sono definite autoincompatibili. Questo significa che ogni varietà mette in atto un meccanismo per evitare l’autoimpollinazione.

    Per la pianta, il fatto che sia autoincompatibile, è vantaggioso perché lo scambio di polline favorisce l’impollinazione incrociata che serve alla pianta per incrementare la sua biodiversità e quindi aumentare la resistenza agli stress ambientali e ai parassiti.

    Per chi invece deve fare produzione, il fatto che le piante di ciliegio siano autoincompatibili è uno svantaggio. Per questo alle varie varietà di ciliegio spesso si affiancano degli impollinatori di varietà diverse, non solo per favorire l’impollinazione incrociata, ma anche per permettere la produzione di frutta.
    Ringraziandola della domanda le porgo i miei distinti saluti.

    Il 06/11/2018, Fabio Di Gioia risponde:

    Salve. Ricordandole che il ciliegio è una specie autoincompatibile, ogni varietà può sempre beneficiare dell’impollinazione proveniente da altre varietà. Di conseguenza anche il ciliegio Ferrovia può beneficiare dell’apporto del polline del ciliegio Lapins.

    Quindi quando si impiantano i ciliegi è sempre buona norma affiancare varietà diverse per favorire l’impollinazione incrociata.

    Ringraziandola della domanda le porgo i miei distinti saluti.

    Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Albero di ciliegio a cui seccano i frutti, non ancora maturi, dopo pochi giorni: come mai?

    Il 31/10/2018, Angelamaria di Bari chiede:

    Buongiorno vorrei sapere perché il mio albero di ciliegio in primavera si riempie di ciliegie che in 10 giorni seccano rimanendo della grandezza del nocciolo e cadono. Grazie
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Angelamaria,

    la malattia che colpisce il suo ciliegio deriva da un fungo, la monilia, che va curato con dei trattamenti preventivi fatti con dei prodotti a base di rame

    Le consiglio un trattamento a caduta foglie ed uno immediatamente prima della fioritura poi come prevenzione le consiglio la distruzione delle foglie e delle ciliegie rinsecchite.

    Cordiali saluti,

    Samuele Dalmonte

    Leggi le altre risposte dell'esperto su CILIEGIO:

    Condividi su:

  • Come e quando è meglio potare il mio ciliegio?

    Come e quando è meglio potare il mio ciliegio?

    Il 21/10/2018, Paolo di Torino chiede:

    Buongiorno ciao avrei la necessità di sapere come si pota questo ciliegio e se il periodo giusto valutando che oggi 21/10/18 a Torino, che è il luogo dove è sita la pianta ci sono 25 gradi C. Negli anni passati non ha mai prodotto, la pianta ha 3 anni. Grazie ciao
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Paolo,

    un ciliegio di 3 anni è ancora giovane per cui occorreranno ancora 2 anni prima di vedere le prime ciliegie

    Per la potatura il mio consiglio è: se si vuole una pianta fatta a vaso occorre tagliare tutti i rami che sono nel centro della chioma così da avere una sorta di "coppa" vuota all'interno della chioma, nel caso invece si voglia costruire una pianta fatta a cono occorre tagliare tutti quei rami che tendono a diventare loro stessi degli apici e che diventano alti come la punta centrale.

    Occorre considerare che il ciliegio non ama molto i tagli per cui occorre tagliare solo rami di 2-3 cm di diametro e fare un trattamento con solfato di rame dopo la potatura per evitare gommosi.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Che dose di boro dare ai miei ciliegi?

    Il 09/10/2018, Pompeo di Foggia chiede:

    Buongiorno, mi chiamo Pompeo e sono di Foggia anche io ho lo stesso problema su dei ciliegi volevo sapere con che dose di boro dovrei dare sul fogliame e comunque il mio ciliegeto si trova su un terreno il cui ph è piuttosto alto. Grazie in anticipo
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Pompeo,

    su piante giovani non farei concimazioni con microelementi che si utilizzano in situazioni in cui tutto quello che è la casistica per la cura delle piante è già stata esplorata. Verificherei se le piante hanno il giusto grado di umidità, le radici sono integre e poi darei una concimata organica con letame di mucca/cavallo oppure compost.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Consigli per la potatura di un albero di ciliegio molto vecchio?

    Il 30/09/2018, Edoardo di Vedano Olona (va) chiede:

    Salve, circa quindici giorni fa, a causa di una tromba d'aria, il ciliegio che abbiamo in giardino ha avuto spezzato un innesto, ora la pianta sembra sbilanciata, premetto che la stessa ha circa 45 anni, ho sentito che piante di questa età è pericoloso potarle, tanto che per bilanciarla si dovrebbe tagliare una branca di circa 40 cm di diametro, ringraziandovi anticipatamente cordiali saluti
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Edoardo,
    le potature drastiche del ciliegio sono un danno per la pianta. Si possono fare potature ma con attrezzi da taglio che non taglino rami più grossi di 3/4 cm di diametro.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Potatura albero di ciliegio che ha rami che sporgono dalla sua sagoma?

    Potatura albero di ciliegio che ha rami che sporgono dalla sua sagoma?

    Il 21/09/2018, Andrea di Milano chiede:

    Buongiorno, non mi è chiara una cosa.. a parte piegature che sono a quanto ho appreso molto importanti..è consigliabile spuntare un po’ i rami che escono fuori dalla sagoma come si vede in foto o meglio lasciarli così perché nascerebbero rami assurgenti nel punto di taglio? Francamente a parte l’estetica non vorrei continuassero ad allungarsi..Ovviamente essendo rami di un anno non hanno mazzetti di maggio ma solo gemme a legno.. Azzardo una cosa: ma se aspetto che il ramo abbia almeno 2 anni dovrei vedere la formazione di mazzetti di maggio e allora potrei tagliare in prossimità di uno di essi di modo tale da avere una risposta linfatica meno impetuosa e quindi meno getti assurgenti sul ramo tagliato..può essere corretto secondo voi? Grazie in anticipo
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Andrea,

    la potatura delle piante da frutto non può prescindere dall'età della pianta e dalla fertilità del terreno e dal clima. Quindi nel caso del suo ciliegio non si può intervenire con dei tagli su una pianta che sta crescendo per formarsi se non per dare una forma (spalliera, vaso ecc.) quindi finchè il ciliegio non ha almeno 5/6 anni bisogna assecondare la crescita

    La potatura verde come suggerivi tu si può fare su una pianta che ha già una sua impostazione come chioma per riuscire a "deprimere" la pianta e fargli produrre più gemme a fiore ma è un equilibrio dinamico che si ottiene osservando la pianta come e quanto cresce. I mazzetti si formeranno sui rametti laterali delle branche nel tempo per cui secondo me occorre ancora qualche anno e interventi di potatura per dargli la forma. Poi se la piante vuol diventare gigante non c'è potatura che tenga.

    Saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Albero di ciliegie piantato a giugno con foglie accartocciate: come mai e cosa posso fare?

    Il 13/09/2018, Francesco di Motta Santa Lucia (CZ) chiede:

    Nei primi giorni di giugno quest'anno ho piantato un ciliegio con le foglie. Ad oggi 13.09.2018 è divenuto con le foglie accartocciate; ho provato a tagliare un ramo dalle punte ed è verde... secondo voi è seccato? È gia' il terzo che mi fa questa fine non ho lo smartphone altrimenti vi manderei le foto.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Francesco,

    il fatto che il ciliegio abbia perso le foglie indica sicuramente un problema, però non è detto che la pianta sia secca
    Siccome è stato piantato in stagione avanzata potrebbe aver avuto dei problemi di attecchimento.
    Per verificare se la pianta è ancora viva provi a scortecciare un ramo giovane: se si vede del verde la pianta è ancora viva, nel qual caso consiglio di dare una concimazione organica, un trattamento a dosi leggere di solfato di rame a fine ottobre e di aspettare la primavera.
    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Pianta di ciliegio che produce frutti che in 15 giorni seccano: come mai?

    Il 04/09/2018, Angela di Bari chiede:

    Buongiorno la mia pianta di ciliegio, in primavera produce molti frutti che nell'arco di 15 giorni seccano. Cosa succede? Grazie
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Angela,

    quello descritto è quello che succede se i fiori non sono ben impollinati.
    Occorre un impollinatore nelle vicinanze della sua pianta.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Ciliegio nano ha perso tutte le foglie: cos'è successo e cosa posso fare?

    Ciliegio nano ha perso tutte le foglie: cos'è successo e cosa posso fare?

    Il 06/06/2018, Giuseppe di Reggiocalabria chiede:

    Salve ho un ciliegio nano in vaso acquistato a inizio maggio e rinvasato il giorno stesso le foto che ho allegato risalgono a una settimana fa e si presentano mosce come da foto adesso invece la pianta ha perso tutte le foglie é rimasto solo il tronco spoglio. Ci sono speranze che si riprenda? Che cosa è successo? La tengo in un vaso su un balcone soleggiato
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Giuseppe
    Da come descrive la situazione del suo ciliegio nano, credo che la pianta abbia sofferto di uno stress da trapianto dopo che lei lo ha rinvasato subito averlo acquistato.
    E' evidente che quando una pianta si trova in un vivaio, è abituata a quelle condizioni climatiche che vi sono la e quindi una volta acquistata e portata a casa gli va dato del tempo di acclimatarsi e abituarsi ad un altro ambiente.

    Così facendo non ha fatto altro che procuragli uno stress, perché è stata repentinamente trasportata dal vivaio dove c'era certe condizioni, portata a casa e subito rinvasata. E siccome questa non era abituata alle condizioni nuovo non avendo dato il tempo di acclimatarsi ha subito uno stress che in questo caso si è manifestato con un appassimento delle foglie fino alla loro caduta.

    La pianta in questo caso credo che non sia morta ovviamente se le condizioni stressanti non sono state troppo limitanti. Se le radici non hanno sofferto basta porla in un ambiente fresco e ventilato non in pieno sole ma all'aperto in modo da darle tempo di acclimatarsi al nuovo ambiente.

    Dopodiché quando butterà i nuovi getti e le nuove foglie, solo in quel momento potrà procedere a metterla sole. Però questo passaggio deve avvenire in maniera lenta e delicata. Si ricordi inoltre di non bagnare troppo la terra perché il ciliegio soffre gli eccessi idrici.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Pianta di ciliegie con foglie accartocciate e frutti che cadono: cosa fare?

    Pianta di ciliegie con foglie accartocciate e frutti che cadono: cosa fare?

    Il 04/06/2018, Gianni di Brescia chiede:

    Buongiorno, sul terrazzo in un vaso ho da qualche anno un ciliegio che fino all'anno scorso (grandinate a parte) mi ha sempre dato qualche chilo di buoni e polposi frutti. A partire dall'estate scorsa hanno cominciato le foglie ad accartocciarsi e schiarire (vedi foto) e cadono prima dell'autunno. Ho pensato che gli mancasse acqua ma non può essere perchè la terra è sempre umida. È malato? Grazie per la risposta.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Gian,
    in questo caso vanno diradati i frutti appena sono piccoli e sono allegati. Ma per diradare è necessario aspettare la cascola fisiologica della pianta, ossia la naturale propensione della pianta ad autoregolarsi in base alle sue possibilità di poter nutrire e poter portare a maturazione i suoi frutti.

    Una volta avvenuta l'allegagione, in base alla carica dei frutti deciderà quale mantenere e quali invece diradare. Il diradamento va eseguito cercando di lasciare almeno due frutti per ramo l'uno opposto all'altro.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Esistono piante di ciliegio che facciano solo fiori?

    Il 04/06/2018, Debora di Cesate chiede:

    Buongiorno avrei bisogno di un aiutino! Vorrei regalare alla mia nonna per il suo compleanno una pianta di ciliegio, ma che faccia solo fiori. Esistono? Come vengono chiamati? Grazie mille
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima Debora
    Certamente si che esiste un ciliegio che produce soltanto dei fiori a scopo ornamentale e che viene chiamato "Ciliegio da fiore Giapponese" (Prunus pseudocerarus).
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Ciliegio Ferrovia non produce frutti: innesto con altra varietà più produttiva?

    Il 05/05/2018, Luigi di Malvito chiede:

    Salve, io ho un ciliegeto con 400 piante di varietà FERROVIA, ho inserito varietà diverse come impollinatori: 35 piante di GIORGIA, 5 LAPINS, 5 SAMBA e attorno circa 10 piante secolari di cui non conosco la varietà. Producono tutte tranne la varietà più importante, la Ferrovia. Il polline non manca, c'è una buona presenza di api, la fioritura è impressionante si formano i piccoli frutti all'interno dei fiori, in questo stadio non legano e cadono. L'impianto ha 6 anni. Mi consigliate di aspettare ancora qualche anno, oppure di innestare per esempio con il Giorgia che produce già da due anni? saluti Luigi
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Luigi.
    Intanto quello che lei chiama "CILIEGIETO", dal punto di vista tecnico si chiama invece "CERASETO", perché il nome deriva da Cerasa che poi sarebbe il sinonimo di ciliegio.
    Il motivo per il quale la varietà più importante del suo ceraseto che in questo caso è la Ferrovia fiorisce abbondantemente ma poi i frutti cadono anticipatamente, è dovuto principalmente al fatto che le altre varietà come la Giorgia, la Lapins e la Samba non sono gli impollinatori adatti per la Ferrovia.
    Gli impollinatori giusti, sono invece:

    1. Regina
    2. Sunburst
    3. Durone Nero II di Vignola

    Per questo le consiglio di inserire nel suo impianto uno di questi impollinatori, oppure di innestare una branca o un ramo di Ferrovia con uno gli impollinatori su indicati.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Ciliegio da fiore con foglie che seccano alla punta: qual è la causa?

    Ciliegio da fiore con foglie che seccano alla punta: qual è la causa?

    Il 26/04/2018, Leonardo di Correggio chiede:

    Salve, volevo chiedere il vostro parere dato che io non ci sono ancora saltato fuori. Questo mio ciliegio da fiore, subito dopo aver finito la fioritura, ha iniziato a presentare le foglie così come da foto, seccando partendo dalla punta per poi prendere i bordi, arricciarli e staccarsi. Stessa cosa per i nuovi germogli. Ho pensato ad un ristagno idrico, però non ho ancora dato acqua quest'anno, l'unica che ha ricevuto è stata quella delle pioggie di una ventina di giorni fa. Il punto è che ho altri ciliegi da fiore a cui non ho dato acqua e non hanno nessun tipo di problema, solo questo. Come concime ho dato solo un lenta cessione npk in granuli con prevalenza al potassio un mesetto fa per la fioritura. Potrebbe essere per via che questo è in una posizione più ombreggiata e quindi non si sia asciugato bene il terreno? Eppure da quando ha smesso di piovere 20 giorni fa è uscito un gran caldo ... oppure non si tratta di acqua ma di qualche fungo o parassita? Grazie in anticipo per la risposta!
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Leonardo.
    Questa pianta presenta un evidente carenza di calcio Ca, perché in presenza di periodi piovosi e umidi e soprattutto in zone ombreggiate dove il terreno fa fatica ad asciugare normalmente, si verifica un dilavamento dei principali minerali ad azione alcalina negli strati più profondi del suolo, andando a determinare carenze di questo tipo e inducendo un'acidificazione del suolo proprio a causa della scomparsa di questa cationi alcalini.

    Di seguito le descrivo le principali caratteristiche di questo elemento e i sintomi da carenza che provoca sulle piante.

    Il calcio Ca, è un elemento che entra nella costituzione della parete cellulare all’interno delle pectine (a livello della lamella mediana).
    Lo ritroviamo anche come componente delle proteine che costituiscono il DNA e RNA, negli organi fotosintetici e nelle cellule sotto forma di ossalato di calcio o carbonato di calcio (CaCO3).
    Il calcio favorisce:

    1. La neutralizzazione di alcuni acidi organici presenti nei succhi cellulari (acido ossalico, acido malico, acido succinico ecc.), prodotti dalla pianta.
    2. L’assunzione di altri elementi (es. potassio K, sodio Na e magnesio Mg) nei quali svolge un’azione antagonista.
    3. Lo sviluppo delle radici.
    4. La durezza delle pareti cellulari.
    5. L’attività degli enzimi che degradano l’amido (amilasi).

    Il calcio assunto dalla come ione Calcio Ca2+, può trovarsi nel terreno nelle seguenti forme:

    1. Calcio minerale: è la frazione non disponibile e presente nei minerali contenenti tale elemento come la calcite, l’aragonite, il calcare, la dolomite e il gesso.
    2. Calcio solubile: è la frazione disponibile presente nella soluzione circolante del terreno e facilmente assorbibile.
    3. Calcio scambiabile: è la frazione legata ai minerali argillosi del terreno, a sua volta suddiviso in tali forme di:
      • Calcare Totale.
      • Calcare Attivo.

    Le carenze di calcio sono frequentemente diffuse nei terreni acidi ricchi di torba e sostanza organica.
    Sintomi:

    1. Ingiallimento marginale dell’apice delle foglie prima quelle giovani e poi quelle più vecchie (andamento basipeto), con successivo disseccamento e arrotolamento delle parti colpite.
    2. Riduzione dell’ispessimento dei tessuti e delle radici
    3. Alterazione dei frutti (es. butteratura amara nelle mele, plara delle mele, mal raggiante delle pesche) con comparsa di macchie brunastre.
    4. Spaccatura delle ciliegie (cracking).
    5. Acidificazione del terreno.

    I sintomi da eccesso di calcio, sono molto rari e si manifestano difficilmente.
    Sintomi:

    1. Carenze di fosforo P, potassio K e magnesio Mg, in quanto essendo un elemento antagonista ne rallenta il loro assorbimento.
    2. Carenze di ferro Fe e boro B per inattivazione chimica degli stessi elementi nutritivi, a causa dell’incremento del contenuto di calcare attivo del terreno.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Ciliegio Sylvia: potatura corretta per produttività e forma colonnare?

    Il 18/02/2018, Oscar di Sondrio chiede:

    Qual è il modo corretto per potare il ciliegio Sylvia mantenendo produttività e forma colonnare? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Oscar

    Per poter potare in maniera corretta il suo ciliegio varietà Sylvia, cercando di mantenere la forma colonnare il più possibile, è necessario semplicemente cercare di operare tagli di sfoltimento eliminando i rami in sovrannumero o in concorrenza tra loro, mantenendo le branchette fruttifere in maniera orizzontale con rami corti e la cui lunghezza deve essere crescente dall'alto verso il basso un po' come un abete.

    Consideri che questa operazione va ripetuta almeno ogni anno al fine di mantenere la struttura e la forma d'allevamento prescelta con il fusto che va verso l'alto con la freccia che prosegue verso l'estremità, con l'operazione di rinnovo delle branchette fruttifere da eseguire sempre annualmente in modo da mantenere inalterata la produttività della pianta.

    Dott. Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Ciliegio Black Star: cosa ha attaccato la pianta?

    Ciliegio Black Star: cosa ha attaccato la pianta?

    Il 17/07/2017, Roberto di Chianciano Terme chiede:

    Il ciliegio varietà Black Star su Maxma60 - II°, messo a dimora a marzo 2016, quest'anno, dopo aver regolarmente germogliato, fiorito e portato a compimento la fruttificazione (3 ciliegie), si è ammalato. Ho fatto alcuni trattamenti a base di insetticida ma non hanno dato i risultati sperati. La Pianta ha perso completamente le foglie nell'arco di due o tre settimane, per poi germogliare nuovamente. Anche i nuovi germogli stanno morendo e anche alcuni rami si sono seccati. Allego le foto sperando che siano di aiuto. Quale potrebbe essere la malattia o il parassita che ha colpito la pianta? Ringrazio anticipatamente per la risposta.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Buongiorno gentilissimo signor Roberto.
    Ho voluto prendere del tempo allo scopo di analizzare a fondo il problema guardando più volte le foto che lei gentilmente mi ha allegato, in modo da verificare quale alterazione si potesse essere sviluppata a carico della sua 
    pianta di ciliegio. Alla fine, sono arrivato a questa conclusione:

    a) Non si tratta di giallume clorotico del ciliegio causato dalla presenza di una virosi, perché è vero che le foglie si accartocciano verso l'alto, ma mentre nel caso del giallume clorotico il disseccamento è preceduto da una clorosi fogliare, in questo ultimo caso invece non c'è nessun ingiallimento fogliare ma subito disseccamento. Inoltre l'accartocciamento clorotico colpisce il ciliegio acido. Mentre questa è una pianta di ciliegio dolce, a quanto pare.

    b) Non si tratta di cancro batterico delle drupacee, perché in quel caso le foglie si presenterebbero con delle bollature fogliari e leggermente bucherellate.

    c) Non si tratta di nemmeno leptonecrosi o accartocciamento fogliare causato dai fitoplasmi, perché questa malattia colpisce specificatamente soltanto il susino Cino - Giapponese.


    Il danno e alterazione in questione che ha colpito la sua pianta di ciliegio è si una leptonecrosi fogliare, ma è causata solamente da una carenza di boro B 
    nel terreno e quindi non è determinata da parassiti.
    Per cui di seguito le descriverò alcune indicazioni sulla funzione del boro a carico delle piante, i sintomi da carenza che provoca nelle piante e gli eventuali rimedi.

    Boro: utilizzo in agricoltura

    Il boro B, è un elemento che entra nella costituzione di molti enzimi e proteine cellulari ed è fondamentale per il regolare svolgimento dell’attività metabolica delle piante. E’ anche un costituente fondamentale degli zuccheri. Il boro, favorisce:

    1) La riproduzione delle cellule.
    2) Il metabolismo degli zuccheri.
    3) La crescita dei tessuti giovani (attività meristematica).
    4) La germinazione dei semi.
    5) La formazione del polline e la fioritura.
    6) L’allegagione dei frutti e l’accrescimento delle radici.
    7) La sintesi del DNA, RNA e proteine.
    8) L’assorbimento e la mobilità di altri elementi nutritivi come il calcio Ca.
     

    La carenze di questo elemento sono frequenti nei terreni con eccesso di calcio Ca, potassio K e azoto N i quali, essendo elementi antagonisti, ne determinano un minore assorbimento. La carenza è comune anche nei terreni sabbiosi, nei climi aridi ad elevata siccità o ad alto contenuto di calcare. E' probabile infatti che le condizioni di estrema siccità che si sono verificate in questi ultimi mesi, abbiano favorito la carenza di boro, perché la mancanza di acqua riduce notevolmente la solubilità e di conseguenza la mobilità dei minerali nella soluzione circolante del terreno e in seguito anche all'interno del sistema del sistema linfatico. La carenza di boro B determina la leptonecrosi ossia l’imbrunimento e la morte del tessuto conduttore floematico. Esso si manifesta inizialmente con necrosi, 
    seguito poi dal disseccamento e accartocciamento dell’apice delle foglie verso l'alto e caduta anticipata. Si possono verificare anche la comparsa di rosette fogliari, la formazione di un numero eccessivo di rami (scopazzi) e la morte 
    dei rami giovani. Si può verificare anche scarsa allegagione e i frutti che rimangono piccoli possono cadere precocemente.

    Carenza di Boro: che fare?

    Per poter risolvere questa carenza nutritiva temporanea in uno stadio così acuto e molto evidente, le consiglio di intervenire tempestivamente con una concimazione fogliare a base di borace o borato di sodio Na2B4O7.

    Ringraziandola della domanda e rimanendo in attesa di sapere dell'evoluzione della situazione delle sue piante, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

    Condividi su:

  • Semina noccioli ciliegio: cosa nascerà?

    Il 03/06/2017, Antonella di Latina chiede:

    Mi anno regalato delle ciliegie, credo siano varietà antiche e purtroppo chi me le ha regalate non conosce il nome del cultivar di queste ciliege. Se semino i noccioli nasceranno piantine di ciliegio selvatico o nasceranno le ciliege che ho seminato? Grazie per la vostra paziente disponibilità.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima signora Antonella,

    non è importante in questo caso conoscere la varietà perché la domanda è molto chiara.
    Magari in futuro, può anche chiedere a chi le ha regalato il ciliegio, di che tipo di varietà si tratta.

    Ad ogni modo, se lei seminasse i noccioli di ciliegio, la pianta che verrà fuori dalla germinazione del seme non sarà uguale alla pianta di partenza, perché con la propagazione per seme si verifica sempre un rimescolamento dei caratteri derivati dall'unione del gamete maschile (nucleo spermatico) con il gamete femminile (cellula uovo). 

    La pianta figlia che verrà fuori, avrà una parte dei caratteri maschili e una parte di quelli femminili, ma sarà sempre diversa dai genitori. Di conseguenza la pianta che verrà fuori sarà selvatica.

    Per renderla domestica in questo caso, sarà costretta a procedere con l'innesto inserendo la marza della varietà domestica che lei vuole ottenere, sul portinnesto selvatico ottenuto precedentemente da seme.

    Se invece procede alla propagazione per talea, innesto, margotta e propaggine della sua varietà di ciliegio, in questo caso essendo una propagazione vegetativa, la pianta che verrà fuori sarà un clone e quindi avrà le stesse caratteristiche della pianta madre e non sarà costretta ad innestarla nuovamente.

    Ringraziandola della domanda, le porgo distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

    Condividi su:

  • Il mio ciliegio fa fiori ma non produce frutti, come devo comportarmi?

    Il 03/06/2017, Luigi di chiede:

    Buona sera, ho due piante di ciliegie, avranno una decina d'anni, ma non hanno mai fruttificato o meglio, ci sono fiori ma quando devono fare il frutto lo perdono. Cosa devo fare? Tagliarle alla radice? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve.

    Assolutamente non deve tagliare la pianta alla radice se la pianta è sana, perché la mancata fruttificazione della sua pianta di ciliegio, è dovuta ad un fenomeno fisiologico chiamato di autoincompatibilitá.

    L'autoincompatibilitá, è il fenomeno secondo il quale il polline del fiore di una determinata varietà non può fecondare l'ovulo dello stesso fiore o di fiori diversi della stessa varietá.
    I fiori non impollinati e fecondati, abortiscono e cadono non permettendo l'allegagione e la formazione del frutto.

    Questo significa che dove esistono varietà di ciliegio autoincompatibili, per favorire l'impollinazione e di conseguenza la produzione dei frutti, è necessario che accanto o al massimo nelle vicinanze, vi siano varietà diverse che fungono da impollinatori perché tra di loro risultano invece intercompatibili.

    Dal punto di vista naturale e riproduttivo della pianta, il fenomeno dell'autoincompatibilitá è da ritenersi positivo nell'ambito anche della selezione naturale, in modo da favorire il più possibile l'impollinazione incrociata e di conseguenza quell'incremento di biodiversità necessaria per la resistenza e la sopravvivenza agli stress climatici e parassitari.

    Tutto questo però non lo è dal punto di vista produttivo, in quanto questo comportamento fiorale del ciliegio, limita l'impollinazione e la produzione di frutta.

    Per questo è necessario che lei possa indagare e capire di che varietà di ciliegio si tratta, dopodiché sarà possibile abbinata l'impollinatore più idoneo per permettere la produzione dei frutti.

    Ringraziandola della domanda e rimanendo in attesa di sapere di che varietà di ciliegio si tratta, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

    Condividi su:

  • Il mio ciliegio dopo la prima fioritura non si riprende, cosa posso fare?

    Il mio ciliegio dopo la prima fioritura non si riprende, cosa posso fare?

    Il 08/05/2017, Marina di Viggiù (VA) chiede:

    Il mio ciliegio fino alla settimana scorsa era normale, adesso è ridotto così. Ho fatto un trattamento con poltiglia bordolese a fine autunno e uno ad inizio primavera. Negli ultimi 15 giorni ha piovuto molto, nevicato qualche ora, grandinato e fatto freddo (2 o 3 gradi) per alcune mattine; però anche l'anno scorso ha fatto uguale: poco dopo la fioritura si è ridotto così e non si è più ripreso per tutta la stagione. Grazie per i consigli che potrete darmi
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima signora Marina.

    La malattia che ha colpito la sua pianta di ciliegio con queste macchie fogliari, è chiamata:

    NEBBIA O SECCUME FOGLIARE

    (Gnomonia = (Apiognomonia) erythrostoma e Libertina stipata)

    Ordine: Deuteromiceti.

    Famiglia: Gnomoniacee.

    È una malattia fungina che colpisce specificatamente soltanto le piante di ciliegio manifestandosi sulla pianta a partire dall'estate agli inizi di giugno soprattutto in corrispondenza di periodi umidi e piovosi. Tuttavia se il periodo umido, piovoso e fresco come è avvenuto in questi ultimi tempi e in particolare se si tratta di una varietà a maturazione precoce si verifica precocemente, si può anticipare anche di un mese lo sviluppo della malattia (come da foto allegata).

    Sulle foglie compaiono delle macchie di colore giallastro estese e di forma irregolare. In corrispondenza di queste macchie possono comparire anche delle alterazioni cromatiche della foglia di colore rossastro per poi evolvere in necrosi più o meno estese.

    Questi necrosi determinano in seguito il completo disseccamento fogliare del lembo che può rimanere attaccato alla pianta anche in inverno.

    Nella pagina inferiore della foglia in corrispondenza delle macchie fogliari, compare nella fase finale dell'evasione del patogeno una polverina nerastra rappresentata dagli organi di propagazione e diffusione del fungo (picnidi).

    La lotta alla nebbia o seccume fogliare, prevede la distribuzione di prodotti a base di rame o di ditiocarbammati ad azione preventiva alla caduta delle foglie o alla fine dell'inverno prima della ripresa vegetativa alla stessa maniera come già previsto nel caso della lotta al corineo.

    Se però l'andamento climatico soprattutto in primavera risulta piovoso e fresco, a volte non sono sufficienti i trattamenti preventivi a base di rame fatti in inverno a contenere lo sviluppo del parassita.

    In questo caso è necessario intervenire con la distribuzione di prodotti sistemici a base di Clortalonil, capace di penetrare all'interno dei tessuti fogliari attraverso i vasi conduttori della pianta colpendo al patogeno dall'interno.

    Ringraziandola della sua domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

    Condividi su:

  • Le ciliege del mio albero si afflosciano e cadono: cosa devo fare?

    Il 02/05/2017, Armando di Sant'oreste chiede:

    Le ciliege del mio albero si afflosciano e la maggior parte cade non arrivando a maturazione. L'albero è sano e viene concimato; non capisco questa atrofizzazione. Di cosa si tratta? C'è qualcosa che posso fare?Spero che queste foto le siano sufficienti per capire, ringraziandola anticipatamente di una sua risposta e una eventuale soluzione.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Oreste.

    La causa primaria di questa anomalia che ha portato le sue ciliegie ad afflosciarsi, successivamente cadere e quindi a non arrivare a maturazione, è da attribuirei ad un'alterazione fisiologica, chiamata.

    ABORTO EMBRIONALE

    È un fenomeno che avviene subito nella fase di post allegagione del frutto, cioè durante i suoi primi momenti di crescita una volta avvenuta l'impollinazione e la fecondazione dei fiori.

    Di conseguenza il seme del frutto e il suo embrione, cessano di far arrivare il nutrimento alla ciliegia che di conseguenza arresta la crescita e successivamente cade e muore.

    Questo processo fisiologico, viene chiamato anche di cascola dei frutti, secondo il quale alcuni frutti cadono precocemente senza arrivare a completa maturazione. Entro certi limiti il fenomeno della cascola è da considerarsi positivo perché si tratta di una sorta di autoregolazione della pianta permettendo ad essa di perdere quelli in eccesso in modo da far raggiungere una dimensione migliore ai frutti che rimangono sulla pianta.

    Quando però questo fenomeno supera dei limiti, la cascola diventa patologica e negativa.

    Le cause dell'aborto embrionale del seme, sono da attribuirsi a:

    a) Difetti nutrizionali del frutto.

    b) Abbassamenti di temperatura improvvisi in fioritura.

    L'aborto embrionale in questi casi, è da attribuirsi principalmente al ritorno del freddo che in varie parti d'Italia c'è stato in questo ultimo periodo.

    CiliegioInfatti se durante il processo di fioritura del ciliegio, la temperatura non raggiunge il livello idoneo per lo sviluppo del fiore anche per brevi periodi, il terreno fa fatica a recuperare il calore, di conseguenza le radici non sono in grado di rifornire adeguatamente una buona parte di frutti allegati, con il risultato finale di una caduta anticipata di essi.

    Il consiglio che posso darle per cercare di arginare la problematica dell'aborto embrionale e cascola delle ciliegie, consiste nella distribuzione di sali di rame Cu, abbinati ai sali di Calcio Ca.

    I sali di rame, favoriscono l'indurimento dei tessuti e quindi rendono il peduncolo del frutto più resistente e meno soggetto a cascola. I sali di rame invece coadiuvano l'azione del rame e inoltre proteggono il frutto dal fenomeno della spaccatura (cracking delle ciliegie). 

     

    Le volevo infine ricordare che in data 20/21 maggio, terrò un corso sulla difesa fitosanitaria delle piante, all'interno del quale verranno affrontate tutte le problematiche relative alla gestione delle piante da frutto.

    Per iscriversi al corso può seguire questo link http://arsmaremmavetrina.altervista.org/prodotto/da-fare-in-qualsiasi-periodo-difesa-delle-piante-vigneto-oliveto-e-frutteto-piante-di-actinidia-protette-dal-gelo-con-la-pagliala-difesa-fitosanitaria-delle-piante-e-unoperazione-coltu/

    Ringraziandola della sua domanda e rimanendo a disposizione per risolvere ulteriori dubbi, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.
     

    Condividi su:

  • I miei ciliegi hanno le foglie arricciate e vedo degli animaletti neri, cosa posso fare?

    I miei ciliegi hanno le foglie arricciate e vedo degli animaletti neri, cosa posso fare?

    Il 28/04/2017, Paolo di Roma chiede:

    Buonasera nel mio giardino circa 3 anni fa misi a dimora 4 alberi di ciliegio ma dei 4, 2 presentano queste foglie arricciate alle estremità notando degli animaletti neri. Potrei sapere come fare per risolvere il problema? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Paolo

    L'accartocciamento e l'arrossamento fogliare che nota sulle sue piante di ciliegio causato dalla presenza dei cosiddetti animaletti neri, è dovuto alla presenza di un parassita che si chiama:

    AFIDE NERO DEL CILIEGIO

    (Myzus cerasi)

    Ordine: Rincoti
    Famiglia: Afididi

    Foglie di ciliegioL'afide nero del ciliegio, è un parassita di origine mediterranea presente in tutte le zone del Mondo laddove viene coltivata questa pianta, andando a colpire sia specie di ciliegio dolce che di ciliegio acido.

    È un fitofago gregario che va a colonizzare sia foglie che germogli, causando danni dovuti alle sue punture di nutrizione sugli organi colpiti.

    Sulle foglie l'attacco dell'afide, provoca accartocciamento e arrossamento fogliare che in caso di attacchi anche intensi può determinare il loro completo disseccamento.

    Sui germogli l'attacco determina un arresto della loro crescita, a cui fanno seguito deformazioni, accrescimento contorto e internodi raccorciati fino alla loro completa perdita.

    Se l'attacco colpisce piante in produzione, si possono verificare anche danni a carico dei peduncoli dei fiori e dei frutti con ripercussioni produttive e l'ottenimento di ciliegie di qualità scadente.

    Come altre tipologie di afide, anche questo insetto produce un'abbondante melata zuccherina che andando ad imbrattare sia frutti che la vegetazione, favorisce lo sviluppo delle fumaggini e l'ustione degli organi colpiti a causa dell'effetto lente dovuto alla presenza della melata.

    La lotta all'afide nero del ciliegio, può essere:

    1. Chimica
    2. Biologica
    3. Naturale

    La lotta chimica, viene eseguita al momento della comparsa delle prime infestazioni e in base alla pericolosità degli attacchi, eseguendo un campionamento sui germogli a partire dalla fine della fioritura fino all'inizio della maturazione dei frutti. 

    La soglia d'intervento è pari al 3% dei germogli infestati eseguendo il trattamento solo al superamento della soglia.

    Per la lotta chimica a questo insetto tra i principi attivi da utilizzare, ricordiamo:

    - Prodotti a largo spettro, non selettivi (Deltametrina, Permetrina, Acefate, Dimetoato).

    - Prodotti aficidi, selettivi (Pirimicarb, Etiofencarb).

    I prodotti aficidi specifici soprattutto quelli endoterapici e sistemici, sono in grado di raggiungere l'afide anche dentro la pagina inferiore delle foglie accartocciate.

    Se il trattamento si esegue verso l'invaiatura dei frutti ossia quando si interviene anche contro la mosca delle ciliegie (Rhagoletis cerasi), è possibile utilizzare anche il Dimetoato che ha azione nei confronti dei due insetti.

    La lotta biologica, si basa nel cercare di contenere le infestazioni dell'afide favorendo lo sviluppo e/o l'utilizzo di insetti predatori capaci di controllare le popolazioni del parassita al di sotto della soglia di danno.

    Tra i principali predatori ritroviamo tutta una serie di nemici naturali, tra cui:

    - Neurotteri Crisopidi.

    - Coleotteri Coccinellidi.

    - Ditteri Sirfidi.

    - Ditteri Cecidomidi.

    - Imenotteri Afididi.

    - Acari Trombididi.

    La lotta naturale all'afide verde, è basata infine sull'impiego del sapone di Marsiglia.

    Si prendono 2 etti di scaglie di sapone e si sciolgono in 1 litro di acqua calda. Si mescola accuratamente facendo in modo che il sapone diventi liquido, dopodiché si spruzza su tutta la pianta avendo l'accortezza di aprire le foglie accartocciate e distribuire il prodotto dentro. 

    Si lascia agire per circa 2 ore, dopodiché si lava accuratamente con acqua limpida.

    Ringraziandola per la sua domanda, la saluto cordialmente.


    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

    Condividi su:

  • Ciliegio cultivar REGINA presenta scarsa crescita del fogliame, cosa posso fare?

    Ciliegio cultivar REGINA presenta scarsa crescita del fogliame, cosa posso fare?

    Il 27/04/2017, Primo di Conegliano (TV) chiede:

    Buongiorno, sono un appassionato di frutticoltura ed abito in località Conegliano (TV). Ho alcune varietà di giovani ciliegi per uso famigliare, in particolare quest’anno una di queste si presenta (secondo me) con anomalie di scarsa crescita fogliare. Si tratta della cultivar REGINA innestata su gisella 5, preciso che ho eseguito una concimazione autunnale e primaverile con fertilizzante “Belfrutto” nella q.tà di 500 gr. cadauna. Allego le foto nella speranza di ricevere un vostro consiglio. Vi ringrazio. Cordiali saluti
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Cultivar Regina, ciliegioBuonasera Primo,

    è difficile dire quale potrebbe essere l'origine del malessere della sua pianta, faccio delle ipotesi:

    - potrebbe essere uno scompenso vegetativo originato da un andamento climatico anomalo con marzo caldo più della norma ed aprile molto freddo con temperature sotto zero che avrebbero bloccato la pianta in pieno risveglio con conseguente blocco del germogliamento e avvizzimento della pianta

    - Altra ipotesi con il terreno secco ( quest'inverno è piovuto molto poco) il concime non si è ben sciolto nel terreno creando un eccesso di salinità a carico della pianta

    - Altra ipotesi: parassiti che hanno rosicchiato le radici sotto terra come potrebbero essere topi o coleotteri oppure un attacco fungino a carico sempre a carico delle radici.
    Spero di essere stato di aiuto.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

    Condividi su:

  • Ciliegio di Nanchino non produce ne fiori ne frutti, cosa posso fare?

    Il 26/04/2017, Fulvio di Villanova d'Albenga chiede:

    Buongiorno, due anni fa ho piantato nella mia proprietà, con esposizione sud-ovest una pianta di ciliegio di Nanchino (prunus tomentosa). Fin dal primo anno ha iniziato a mettere le foglie già a Natale e non ha mai prodotto un fiore e tanto meno un frutto. Cosa posso fare? Cordialmente, Fulvio
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Fulvio,
    se è stato piantato 2 anni fa, evidentemente è una pianta ancora giovane che ancora deve superare la fase improduttiva o giovanile nella quale produce soltanto germogli e foglie, prima di passare alla fase produttiva o adulta dove oltre alle foglie e ai germogli produce anche fiori e frutti.

    Il periodo improduttivo è ancora più lungo soprattutto nelle piante innestate su portinnesti franchi e/o selvatici. In questo caso l'entrata in produzione avviene al 5° - 6° anno d'impianto.
    Nelle piante innestate invece su portinnesti clonali e quindi meno vigorosi, l'entrata in produzione può avvenire già al   3° - 4° anno d'impianto.
    Tuttavia è necessario affermare inoltre che il passaggio dalla fase giovanile a quella adulta, è graduale.
    Il che significa che la produzione dei frutti inizialmente è limitata, per poi crescere negli anni mantenendosi costante per almeno una decina d'anni, fino a ridursi nella fase di vecchiaia o di senescenza.

    Quindi in questi casi, è necessario avere pazienza e aspettare che lo sviluppo della pianta faccia il suo normale decorso morfologico e fisiologico al fine di poter fruttificare.

    Ringraziandola della domanda, la saluto con cordialità.

    Dr. Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Ciliegio durone con foglie che si accartocciano e seccano, cosa devo fare?

    Ciliegio durone con foglie che si accartocciano e seccano, cosa devo fare?

    Il 25/04/2017, Alessandro di Cagliari chiede:

    Pregiatissimi ho un ciliegio durone con le foglie che si stanno accartocciando e seccando, potete darmi un consiglio? Avrei a casa una confezione di rotiofen organofosforico e piretro potrebbe essere utile? Potete consigliarmi grazie
    Gianluigi_Burdisso
    Risponde l'esperto
    Gianluigi Burdisso

    Buongiorno Alessandro, 
    dalla foto le foglie non sembrano affette da particolari parassiti, piuttosto manifestano una carenza di ferro/manganese che si evidenzia con il margine fogliare che ha una colorazione gialla.

    Tuttavia se all'interno della foglia riscontrasse dei pidocchi, visibili ad occhio nudo, può trattare con il rotiofen che ha a disposizione ( prodotto biologico a base di Rotenone non più autorizzato al commercio). 
    Buon lavoro 

    Gianluigi Burdisso

    Condividi su:

  • È vero che il ciliegio non va potato altrimenti si secca?

    Il 26/03/2017, Flaminio di Roma chiede:

    Buongiorno, mi hanno riferito che il Ciliegio non va potato altrimenti si secca. Corrisponde a verità?
    Gianluigi_Burdisso
    Risponde l'esperto
    Gianluigi Burdisso

    Assolutamente non è vero!
    Il ciliegio va potato in inverno, quando la pianta è in riposo.
    In estate (luglio) dopo la raccolta si effettua la potatura verde eliminando tutti i "succhioni" cioè quei rami che hanno un portamento verticale e cioè che porterebbe troppo in alto la pianta.
    Buon lavoro.

    Gianluigi Burdisso

    Condividi su:

  • Quando piantare un ciliegio giapponese?

    Il 22/02/2017, Paolo di Crema chiede:

    Salve, vorrei piantare in giardino un Ciliegio giapponese da fiore (località Lombardia), qual'è il periodo migliore per la messa a dimora? Bisogna avere particolari attenzioni per un eventuale drenaggio?
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buonasera Paolo
    Quando si esegue un trapianto da vaso a vaso o da vaso a terra,qualunque periodo é teoricamente buono purché si abbia l'accortezza di irrigare con attenzione. 
    Il periodo migliore é da ora a metà marzo,in piena ripresa vegetativa.
    Se il terreno non è particolarmente ostile nessun provvedimento se non una buona lavorazione del terreno che si presenterà più sciolto e ospitale per le nuove radici.
    Bagni bene al momento della piantumazione e poi in base alle condizioni meteo.
    Le auguro buona serata

    Kety Cialdi

    Condividi su:

  • Ciliegi che perdono i frutti prima della maturazione

    Il 19/12/2016, Vincenzo di corbetta chiede:

    le ho appena spedito un domanda sui kaki,e mi sono ricordato che ho anche problemi seri con i ciliegi; a fine primavera dopo la fioritura appena che i frutticini raggiungono i 3 o 4 millimetri di grandezza circa 20 giorni dopo fine fioritura da verdi cominciano ad arrossarsi e cadere tutti, le piante sono di vari tipi una sicuramente lapin di oltre dieci anni 3 anni fà ha fruttificato bene ma sono più le annate perse che quelle buone ora ho fatto in novembre un spennellatura con pazienza a base di prodotti rameici con vinavil per fissarli datemi una risposta buona se quello che faccio é valido o fare altro a risentirci presto grazie.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Buongiorno gentilissimo signor Vincenzo

    Venendo invece alla domanda sul ciliegio, le dico solamente che la maggior parte delle varietà coltivate sono autoincompatibili.

    L'autoincompatibilitá, è definita come l'incapacità del polline emesso da un determinato fiore di ciliegio, di andare a fecondare fiori diversi della stessa varietà.

    Questa incapacità fecondativa, spesso dovuta a cause genetiche ma occasionalmente dovuta anche a cause climatiche o nutrizionali, si manifesta con la mancata germinazione del granulo pollinico sullo stigma del fiore, il quale non raggiungendo l'ovulo all'interno dell'ovario, non riesce a fecondarlo.

    Di conseguenza come ha descritto lei, dopo circa 20 giorni dopo la fioritura, i fiori cominciano ad arrossare a livello del peduncolo e cadere senza andare incontro all'allegagione.

    In poche parole si tratta di un meccanismo o strategia adattativa che la pianta ha messo in atto al fine di favorire l'impollinazione incrociata tra varietà diverse ed incrementare la sua biodiversità. Quindi a livello naturale è un processo favorevole per la selezione.

    Tuttavia però non è favorevole dal punto di vista agronomico e produttivo. Per questo quando si va a fare un impianto di una determinata varietà di ciliegio, è fondamentale consociare nello stesso appezzamento varietà diverse tra di loro, in modo da ricreare le condizioni naturali per favorire la riuscita dell'impollinazione, questo perché:

    1) Varietà uguali tra loro sono autoincompatibili.

    2) Varietà diverse tra loro sono intercompatibili.

    Per quanto riguarda la varietà di ciliegio Lapins che lei ha menzionato, sicuramente non è tra quelle considerate autoincompatibili, perché si tratta di una varietà autofertile, capace di impollinarsi da sola tanto da venire considerata come impollinatore universale. 

    Si tratta bensì di varietà diverse dalla Lapins, anche se in ogni caso per avere una buona fruttificazione è sempre bene consociare con altre varietà.

    Per quanto riguarda infine, la spennellatura con prodotti a base di rame a cui associare anche dei prodotti protettitivi alla base del tronco, è un'operazione molto importante perché oltre a proteggere le piante dal danno da freddo, serve ad disinfettare gli organi legnosi della pianta proteggendoli al tempo stesso dall'attacco di funghi lignicoli in particolare quelli che sono causa della gommosi o cancro delle drupacee.

    Rimanendo a sua disposizione per qualsiasi dubbio o ulteriore domanda, la saluto cordialmente.


    Dott. Fabio Di Gioia

    Condividi su:

  • Ciliegio con macchie grige: di cosa si tratta?

    Il 23/09/2016, Tanja di Cavallino-Treporti chiede:

    Buongiorno, vivo su una delle isole nella laguna di Venezia. Abbiamo un ciliegio acido che produce bene. Negli ultimi 2 anni compaiono sulla buccia dei frutti piccole macchie grigie. La polpa non viene attaccata e il sapore neppure. Come trattamento, di solito in primavera, somministro olio bianco e poi la bordolese una oppure due volte. Il fogliame è bello. Devo preoccuparmi? Perché tengo molto a questo albero. Cordiali saluti. Tanja
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve Tanja,

    Il ciliegio acido (Prunus cerasus), è molto meno sensibile alle avversità parassitarie, rispetto al ciliegio dolce (Prunus avium), perché è una specie più rustica e quindi meno soggetta ad essere attaccata.

    Tuttavia vi sono alcune patologie e insetti che possono colpire anche il ciliegio acido, come:

    1. Monilia (Monilia fructigena e/o Monilia laxa);
    2. Corineo o vaiolatura (Coryneum bejerinchi);
    3. Mosca delle ciliegie (Rhagoletis cerasi).

    Andando ad analizzare bene il problema e interpretando le sue parole, lei rileva che i frutti presentano delle piccole macchie di colore grigiastro sulla buccia, che però non vanno ad intaccare nè la polpa e nè il sapore e il fogliame al tempo stesso rimane integro, bello e vigoroso. Quindi non si tratta di Monilia, perché questo fungo attacca non solo i frutti con una muffa estesa a circoli producendo le tipiche mummie che poi marciscono completamente, ma attacca anche i rami determinandone il loro appassimento e disseccamento fogliare.

    Non si tratta neanche di Corineo, perché questa malattia fungina si manifesta con l'insorgenza di macchie circolari scure sulle foglie, che poi distaccandosi creano dei fori e la foglia è come se fosse stata impallinata. Inoltre questa malattia sui frutti determina l'insorgenza di macchie rossastre leggermente suberose e con la presenza di gomma.

    Non si tratta nemmeno della Mosca delle ciliegie, perché la larva di questo insetto distrugge la polpa alterandone il sapore e determinandone infine la sua marcescenza.

    Secondo il mio modesto parere, l'avversità che lei ha rilevato sui suoi frutti di ciliegio, non è altro che il "Brusone".
    Questa avversità, talvolta di origine parassitaria (come nel caso del riso) e a volte di origine non parassitaria, si manifesta appunto con l'insorgenza di macchie grigio-nerastre sulle foglie leggermente infossate, che come dice lei non vanno ad alterare la consistenza della polpa e il sapore del frutto, ma creano comunque un danno estetico che dal unto di vista fitopatologico non è grave, ma che potrebbe esporre il frutto all'attacco di altre patologie più gravi. Il brusone, soprattutto quello non parassitario, si manifesta quando a inverni spesso rigidi e piovosi, si alternano primavere umide e leggermente calde.

    Quindi in definitiva il problema di per se stesso non è preoccupante, ma va comunque trattato.

    Come trattamento le consiglio di ripetere sempre i trattamenti a base di poltiglia bordolese come già sta facendo, mescolando insieme anche della propoli agricola che agisce come antibatterico e antifungino.

    La distribuzione di poltiglia bordolese + propoli agricola, con trattamenti sulla pianta in fase di riposo (sul bruno), va eseguita due volte:

    • Al momento della caduta delle foglie (novembre - dicembre).
    • Prima dell'apertura delle gemme (febbraio).

    Questi trattamenti, oltre a ridurre l'insorgenza del brusone, induriscono i tessuti e limitano gli attacchi sia di Monilia che di Corineo. Ovviamente la distribuzione deve essere fatta tenendo conto anche delle condizioni climatico-ambientali esterne. La distribuzione dell'olio bianco, sempre a mio parere la considero utile solo nel caso di attacchi molto forti ed intensi di afidi e cocciniglie. In caso di attacchi lievi può ricorrere all'uso del piretro, oppure se è biologico al macerato d'ortica o all'impiego del sapone di Marsiglia.

    Ringraziandola della domanda e rimanendo a sua disposizione per ulteriori chiarimenti, le porgo i miei distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

    Condividi su: