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  • Pianta acquistata all'AIRC: come si chiama?

    Pianta acquistata all'AIRC: come si chiama?

    Il 14/05/2019, Sara di Genova chiede:

    Buondì, domenica ho acquistato questa piantina presso un gazebo dell'AIRC e non ho chiesto il nome della pianta, se è da interno o da giardino, se è perenne ecc. Qualcuno può aiutarmi? Ringrazio anticipatamente dell'aiuto.
    Verdi_e_Contenti
    Risponde l'esperto
    Chiara Brunori

    Ciao Sara, 

    la pianta che hai acquistato è un'Azalea,

    Puoi coltivarla sia in casa che in giardino. Fa parte della famiglia delle acidofile quindi predilige un terreno acido. Non sopporta i ristagni idrici, bagnare al bisogno e non far diventare il terreno completamente asciutto. Una volta finita la fioritura, levare i fiori. La sua temperatura ideale è sui 20°.

    Buon Giardinaggio

    Chiara Brunori

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  • Perchè la mia campanula barbata non fiorisce?

    Il 13/05/2019, Veronica di Cremona chiede:

    Buonasera, chiedo consigli per la campanula barbata. Riceve regolarmente acqua ed è esposta alla luce ma non fiorisce. È una campanula che ho acquistato fiorita e ho rinvasato in un vaso più grande. Ahimè tutti i fiori si sono seccati e nonostante non vi siano segni di malattie non fiorisce nuovamente. In attesa vi ringrazio per il prezioso supporto.
    Verdi_e_Contenti
    Risponde l'esperto
    Chiara Brunori

    Ciao Veronica! 

    Da quanto hai travasato la tua campanula? Una volta che le piante vengono spostate hanno bisogno di un po' di tempo per riadattarsi. Ha bisogno di un terreno ben drenato e ricco di sostanze organiche, bagnature costanti.

    È probabile che abbia bisogno di un po' di concime che l'aiuti ad avere un po' di forza.

    I fiori appassiti (se non vuoi ottenere i semi) si levano. Prova a darle nutrimento e fammi sapere se riesce a fiorire! :)

    Chiara Brunori

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  • Poncirus trifoliata: distanza di impianto?

    Il 05/05/2019, Elisa di Parma chiede:

    Buonasera. Ho comprato due piante di poncirus trifoliata. Quale distanza di impianto richiedono? 4 metri l'una dall'altra e almeno 1 metro dalla rete? (questa verrebbe a trovarsi alle loro spalle). Grazie ancora per la vostra disponibilità. Elisa
    Agrumi_Lenzi
    Risponde l'esperto
    Maurizio Lenzi

    Buongiorno Elisa,

    il sesto d'impianto dipende dall'utilizzo che ne andrebbe a fare.
    Di solito gli agrumi si piantano a 5 x 5 e a volte anche 6 x 6.
    Nel caso per esempio di una siepe, per farla più folta, potrebbe metterle anche a 2 metri l'una dall'altra e un metro dalla rete come ha detto lei.
    Quindi credo non ci siano problemi.

    Maurizio Lenzi

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  • Gardenia che non fa frutti in Italia: come mai?

    Il 05/05/2019, Sergio di Bagno a Ripoli Forenze chiede:

    Ho acquistato una gardenia in Giappone ed aveva 3 frutti. Da me in Italia non sono riuscito ad ottenerne mai. Perché?? Grazie
    Alberta_Ballati
    Risponde l'esperto
    Alberta Ballati

    Buongiorno, 

    le gardenie sono piante originarie del sud est asiatico, più precisamente del Giappone, dove il clima è umido e caldo
    Da noi il clima è meno costante e prevede picchi di caldo e di freddo, per cui la fruttificazione è più difficile.

    Alberta Ballati

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  • Come ricoprire questo pezzo di terra?

    Come ricoprire questo pezzo di terra?

    Il 26/03/2019, Luigi di Mazzarino chiede:

    Salve, come si vede dalla foto n.1 c'è questo pezzo di terra che continua ad essere infestato da ogni tipo di erbaccia. Dalla foto n.2 le erbacce sono state tolte manualmente e con tanta difficoltà, pertanto avrei la necessità di evitarne la crescita, magari mettendo delle piante tappezzanti e calpestanti. Voi avete dei consigli da dare su altre soluzioni? Con queste piante risolverei il problema? Essendo con esposizione al sole quali piante eventualmente utilizzare? Datemi una mano per favore. Vi ringrazio , attendo vostre info!
    Francesca_Vernile
    Risponde l'esperto
    Francesca Vernile

    Salve Luigi,

    sicuramente delle tappezzanti aiuterebbero, ma prima di metterle a dimora è necessario eseguire un diserbo profondo per evitare che le infestanti crescano mentre le tappezzanti sono ancora piccole.

    Se non vuole usare un diserbante di sintesi, un antigerminello, per intendersi, (dopo il quale dovrà comunque attendere un minimo di 10 giorni prima di andare a piantare), può optare per una pratica naturale, ma più lunga, come la solarizzazione: si copre con dei teli neri in plastica tutta la zona, preferibilmente in estate o comunque in periodi prevalentemente soleggiati, e si aspettano 30-40 giorni prima di rimuoverli e procedere alla messa a dimora delle piante.

    Per quanto riguarda le specie da usare, non ce ne sono di pienamente calpestabili, eccezion fatta per la gramigna, che però dubito voglia adottare, ma essendo una spalletta in pendenza, probabilmente non è indispensabile lo siano. Può scegliere tra un'ampia varietà di Sedum oppure optare per Phyla nodifloraLantana sellowiana, Delosperma cooperiJuniperus horizontalisCotoneaster horizontalisThymus serpyllum, solo per citare le più facilmente reperibili.

    Saluti, 

    Francesca Vernile

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  • Come lavorare il terreno per la distribuzione dello stallatico? Quando darlo?

    Il 18/11/2018, Paolo di San Donà di Piave chiede:

    Il mio terreno è molto sabbioso. Vorrei sapere se lo stallatico pellettato va distribuito in novembre/dicembre o meglio gennaio e se va subito vangato sotto. Il terreno durante l'inverno si compatta molto e allora devo rivangare prima della semina? Per le piante da frutto: devo togliere l'erba alla base e poi zappettare o lo spargo sopra? Sull'orto devo rimetterlo anche durante l'estate? Grazie per la cortese risposta.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    BuongiornoPaolo,

    il letame ed ancor di più quello pellettato ha dei tempi lunghi ed ha lo scopo di migliorare il terreno per cui è meglio se viene interrato. Il mese non è fondamentale, comunque prima di febbraio e non lo distribuirei d'estate perchè si corre il rischio di sbagliare i tempi, se si sparge sull'erba anche essa ne beneficia per cui è meglio il terreno pulito.

    Un'avvertenza però: le radici che assorbono sono le più lontane dal tronco per cui per una distribuzione più localizzata io starei a 50 cm dal tronco della pianta. Se il terreno si compatta è da lavorare però se si è già vangato si può fare una lavorazione più superficiale prima della semina. Si potrebbe fare una lavorazione grossolana come la vangatura lasciando le zolle intere e poi raffinare il terreno al momento della semina.

    Cordiali saluti
    Samuele Dalmonte

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  • Lo sterco di coniglio lasciato stagionare va bene come concime per le piante da interno?

    Il 12/11/2018, Celenne di Italia chiede:

    Lo sterco di coniglio lasciato seccare/stagionare un mese va bene come concime organico per le piante da interno? Oppure è meglio usare le sue le urine come fertilizzante liquido, mia nonna mi dice che da giovane non c'erano tanti prodotti chimici e usavano le urine e le feci del coniglio per concimare tutte le sue piante, infatti mio padre ricorda che la nonna da giovane aveva una fucsia alta un metro e mezzo e faceva delle fioriture stupende.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Celenne,

    in generale tutte le feci possono essere utilizzate come concime organico ma occorre fare attenzione perchè sono molto diverse fra loro per cui consiglio di farlo maturare per almeno 3 mesi e di aggiungere dell'altro materiale durante la maturazione come segatura, sabbia o altro per diluirlo; il letame di coniglio ha più nitrati del letame classico
    per cui a certe piante, che prediligono il terriccio acido, potrebbe non essere adatto usato tale e quale.
    Cordiali saluti,

    Samuele Dalmonte

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  • Se spargo la cornunghia ai piedi dei miei alberi da frutto può essere mangiata dai cani?

    Il 07/11/2018, Paola di Italia chiede:

    La cornunghia è appetibile dai cani? Se la spargo ai piedi dei miei ulivi e alberi da frutta viene mangiata dai miei cani bovari?
    Alberta_Ballati
    Risponde l'esperto
    Alberta Ballati

    Buongiorno,
    la cornunghia si ottiene dalla lavorazione degli scarti dei pellami, per cui può darsi benissimo che sia appetibile per i cani; forse può essere utile circondare le zone concimate con reti di protezione.

    Alberta Ballati

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  • Posso utilizzare il concime organico NP della Phenix Italpollina per piante verdi?

    Il 27/10/2018, Francesco di Perugia/Italia chiede:

    Posso utilizzare il concime organico NP della Phenix Italpollina per piante verdi come acero, lagerstroemia, magnolia grandiflora, rose, lavande, olivi, fotinia e pittosporo? L'etichetta dice: "azoto organico 6%, anidride fosforo 8%, ossido di potassio solubile 15%, ossido di magnesio 2% e carbonio organico di origine biologica 29%. Consentito in agricoltura biologica. Materie prime: Borlanda essiccata non estratta con sali ammoniacali, guano, pennone e pollina essiccata conforme al decreto MIPAAF 18354/2009. Prodotto ottenuto unicamente a partire da concimi organici consentiti in agricoltura biologica." In che periodo e con che quantità concimo? Grazie in anticipo.
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno Francesco,
    direi che può tranquillamente usare il concime un po' su tutte le piante.
    Un unico consiglio, ricopra sempre il concime con della terra per evitare che le esalazioni brucino le vegetazioni più basse.

    Kety Cialdi

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  • Mini giardino in vaso di vetro senza foro di scolo, che tipo di terriccio devo usare?

    Il 11/10/2018, Marco di Rocca d'Arazzo chiede:

    Ciao, Volevo fare un mini giardino in un vaso di vetro senza foro di scolo, che tipo di terriccio devo usare? Non ho intenzione di usare graminacee. Inoltre ne voglio fare anche uno con le piante carnivore.
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno Marco,
    ci vuole un terriccio molto fine tipo quello per piante grasse, che non abbia materiali drenanti. In questo modo tratterrà la poca acqua che darà al vaso, Mi raccomando, poca, qualche volta nebulizzata.
    Le auguro buona giornata.

    Kety Cialdi

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  • Consigli su come realizzare una raccolta di acqua piovana con materiali naturali?

    Il 03/10/2018, Salvatore di Crotone chiede:

    Salve! Vorrei realizzare una raccolta di acqua piovana (senza telo o cisterne) per innaffiare a caduta d'acqua le piante. In estate la siccità è perenne e vorrei realizzare una raccolta che raccolga la medesima durante le piogge. Il terreno in cima è molto argilloso (tipica argilla che sembra polvere di cemento bagnato e che rimane attaccata ovunque), ma non ho fatto mai delle prove per testarne l'impermeabilità. Vi chiedo gentilmente se è possibile creare con materiale naturale, appunto l'argilla, una riserva di acqua. In zona sono presenti piccoli laghi di origine naturale, quindi il suolo è di tipo argilloso. Prelevando stesso materiale argilloso (in estate vi sono crepe profonde per argilla asciutta) nella mia proprietà per farne le "sponde" del laghetto e compattando bene, riesco a realizzare il tutto?
    Gianni_Ricci
    Risponde l'esperto
    Gianni Ricci

    Buonasera Salvatore,
    per esperienza decennale devo dirti che uno scavo impermeabilizzato con argilla è sempre a rischio.
    Lo strato di argilla, per garantire la tenuta, deve essere almeno di 10 cm e ben battuto. Per le prime settimane dal riempimento la fuga di acqua è consistente. Il reintegro deve essere continuo per mantenere costante il livello e dar modo agli interstizi di gonfiarsi rendendo l'argilla impermeabile. Capisci che la quantità di acqua necessaria è notevole. Nel periodo estivo le cose peggiorano.

    Il prelievo e l'evaporazione fanno abbassare notevolmente il livello. L'argilla esposta all'aria asciuga e si formano crepe. Appena si reintegra il livello le fughe d'acqua sono elevate. I laghi che vedi nei dintorni sono vecchi e quindi stabili con lo strato di terra sotterranea ormai compattata. I nuovi invasi hanno bisogno tempo per raggiungere una stabilità duratura. Ritengo che una impermeabilizzazione con telo sia più sicura. Comunque se vuoi proseguire su questa strada ti consiglio di rivestire lo strato di argilla con fogli di bentonite; raddoppieresti la tenuta.

    Cordiali saluti
    Gianni Ricci

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  • È possibile far radicare le talee semi-legnose con il miele?

    Il 11/08/2018, Giuseppe di Modena chiede:

    Salve, è possibile far radicare tutte le talee semi-legnose con il miele sia in terra (cospargendo i nodi interrati con il miele) che in acqua (con una soluzione di 1 miele su 4 di acqua)? Grazie e saluti.
    Alberta_Ballati
    Risponde l'esperto
    Alberta Ballati

    Buongiorno,
    non conosco questa tecnica, ma, dato l'alto potere antisettico e nutritivo al tempo stesso del miele, credo che possa avere argomenti validi per essere utilizzato. Molte talee semilegnose, comunque, specie di arbusti, radicano benissimo anche senza l'uso di alcun supporto chimico.

    Alberta Ballati

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  • Come abbassare il ph dell'acqua?

    Il 25/07/2018, Vincenzo di Ramacca chiede:

    Salve sto irrigando con acqua da pozzo ma il ph e la conducibilità sono altissimi come faccio a abbassarli?
    Agrumi_Lenzi
    Risponde l'esperto
    Maurizio Lenzi

    Buongiorno,
    La correzione di un pH non è una cosa molto semplice.
    Dovrebbe informarsi da un centro di ricerca e analisi di acqua e terreno.

    Maurizio Lenzi

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  • Nel mio giardino c'è un buco da cui esce un animaletto: cosa fare?

    Nel mio giardino c'è un buco da cui esce un animaletto: cosa fare?

    Il 21/05/2018, Carmen di Italia chiede:

    Ho trovato questo buco nel giardino e ieri ho visto sbucare un animaletto simile ad un topino. Lo stesso buco lo ritrovo nell'aiuola esterna. Come mi comporto? È sicuro che sia un topo? Non ho trovato escrementi né tanto meno cose mangiucchiate.
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buonasera Carmen,
    dovrebbe essere una talpa; tanti trovano soluzioni più o meno empiriche, dal veleno fino alla rullatura del terreno, passando per varie pale piantate nel terreno.

    Personalmente, essendo la talpa un essere assolutamente innocuo, non farei assolutamente niente!
    Le auguro buona serata 

    Kety Cialdi

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  • Il pascolo è pieno di forasacchi, cosa possiamo fare?

    Il 16/06/2017, Caterina di Fabbrica Curone (AL) chiede:

    Buon giorno, vi scrivo perché sono abbastanza disperata... Da un paio d'anni il pascolo delle mie pecore si sta lentamente riempiendo di forasacchi (credo sia hordium murinum). Da quello che ho visto, tagliarlo non serve a nulla perché ricresce più forte di prima, le pecore non lo mangiano e la spiga è pericolosa. Noi, in azienda non usiamo prodotti chimici di alcun genere, però a questo punto stavamo valutando l'impiego di acido pelargonico e risemina per le aree infestate. Cosa ne pensa? può essere una soluzione? L'alternativa è aspettare la maturazione delle spighe e bruciarle sperando così di eliminare il seme. In questo modo, visto che immagino la pianta muoia d'inverno, non dovrebbe propagarsi né rinascere, giusto? Nel caso potreste consigliarmi un prodotto adatto? O qualsiasi altra soluzione? Il pascolo ne è affetto a macchie, alcune molto grandi. Grazie mille
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima signora Caterina, mi scusi tanto per la risposta tardiva.

    La pianta erbacea infestante che passa sotto il nome di Forasacco, Orzo dei ratti o Orzo dei sorci (Hordeum murinum), appartiene alla famiglia delle graminacee, è diffusa nelle zone a clima temperato ed è considerata specie molto invasiva soprattutto dei terreni incolti e abbandonati.

    Si riconosce dal comune orzo coltivato (Hordeum vulgare), perché ha spighe seghettate lunghe dai 4 agli 8 cm, scabre e con granelle vuote.

    Come ha già indicato lei nella sua domanda, tagliarlo non serve a niente perché questa specie oltre che propagarsi per seme, si propaga per via vegetativa attraverso rizomi radicali.
    Questo significa che al momento del taglio in superficie, la pianta viene continuamente stimolata a riprodursi per rizomi moltiplicandosi e incrementando di conseguenza la quantità di piante che potrà di nuovo generare soprattutto in primavera - estate.

    La bruciatura che tecnicamente viene chiamata con il termine di pirodiserbo, dal punto di vista teorico può aiutare in questo caso nell'eliminare l'infestazione di forasacco perché va a distruggere sia le radici, ma soprattutto gli organi di propagazione sessuata che in questo caso sono i semi.

    Dal punto di vista pratico, può essere però dannosa perché la cenere che si forma va ad alcalinizzare il suolo alzando il pH, impedendo di conseguenza la successiva crescita nel terreno precedentemente infestato, di eventuali di erbe buone per il foraggio. Per cui la bruciatura delle piante la eviterei.

    L'impiego dell'acido pelargonico come prodotto di origine naturale ad azione erbicida, può essere una valida alternativa per contenere l'infestazione di forasacco, soprattutto per coloro che praticano l'agricoltura biologica.

    L'acido pelargonico o acido nonanoico, è un acido grasso a 9 atomi di carbonio estratto naturalmente dalle foglie della pianta di pelargonio (Pelargonium roseum).

    La sua azione di diserbante naturale, si esplica soltanto in fase di post - emergenza delle piante, come azione di contatto a livello fogliare quando le piantine sono appena germinate. Questo composto agisce verso un ampio spettro di erbe infestanti annuali e poliennali, ma anche alghe e muschi.

    Una volta distribuito sulle piante agisce in poche ore, determinando disseccamenti fogliari diffusi, portando alla morte delle piante infestanti anche in un solo giorno dall'intervento.

    È un prodotto che non lascia residui nel terreno e quindi è molto adatto per essere distribuito nelle aree frequentate sia da persone che da animali domestici come nel caso dei prati e dei pascoli.

    Tuttavia per esplicare in maniera efficace la sua azione va distribuito in primavera non appena le piante sono germinate e hanno le foglioline piccole, perché in questa fase la pianta è più vulnerabile e più facilmente eliminabile. Non ha nessun effetto sulle piante adulte, per cui distribuirlo in questo momento non serve a niente e non risolve il problema.

    In alternativa all'impiego dell'acido pelargonico come ottima tecnica agronomica per eliminare le erbe infestanti come il forasacco, è la pratica dell'estirpatura e/o erpicatura. 

    Come ho spiegato precedentemente, queste specie infestanti oltre che attraverso i semi, si propagano anche per rizomi radicali che nel terreno formano una rete a maglie molto diffusa in superficie rendendo la specie perennante, invasiva e difficile da togliere a causa della sua capacità di rigenerarsi sempre attraverso questi organi vegetativi.

    Attraverso l'estirpatura e/o erpicatura, si tratta semplicemente di andare a rompere lo strato in superficie infestato dal forasacco cercando di far sì durante l'operazione di esporre per quanto più possibile l'apparato radicale all'azione dei raggi solari. Soltanto in questo modo portando in superficie la trama di radici formata dalla pianta infestante, si riesce con il tempo a contenere l'infestazione procedendo in seguito alla risemina delle specie definite buone.

    Sperando di essere stato esauriente e aver risposto puntualmente alla sua domanda e rimanendo a disposizione per altri quesiti, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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  • Quella nella foto è una pianta oppure un'erbaccia?

    Quella nella foto è una pianta oppure un'erbaccia?

    Il 23/05/2017, Isabella di Sesto Fiorentino chiede:

    Buonasera! Di che pianta si tratta? È cresciuta in un vaso in cui avevo piantato una Vinca e campanule la scorsa estate, e ciclamini questo inverno. È spuntata ad inizio aprile. È una pianta o un'erba?
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buonasera Isabella.
    A me sembra un'erbaccia ma senza il fiore é difficile pronunciarsi.
    Se dovesse fiorire, ci mandi la foto del fiore e vedremo di scoprire di chi si tratta.

    Le auguro una buona serata

    Kety Cialdi

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  • Con un bicchiere di miele, messo vicino alle mie colture in terrazzo, avvicino gli...

    Il 22/05/2017, Pietro di Ancona chiede:

    Con un bicchiere di miele, messo vicino alle mie colture in terrazzo, avvicino gli insetti impollinatori con più facilità?
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno,
    premettendo che è solo una mia opinione e che non sono esperta di insetti, io direi che il miele potrebbe aiutare ben poco. Ritengo che sia molto più utile collocare sul balcone una o due piante mellifere, una buddleja, un cotoneaster, una lavanda o un'abelia rosa.

    Le auguro buona giornata

    Kety Cialdi 
     

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  • Dove posso reperire semi e/o piantine di Pelargonium aridum?

    Il 22/04/2017, Stefano di Erba chiede:

    Dove posso reperire, anche tramite Internet, semi e/o piantine di Pelargonium aridum? Ringrazio in anticipo.
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Chiedo scusa per il ritardo.
    Credo che la cosa migliore sia fare una ricerca via web, in modo da avere una panoramica dei rivenditori.

    Buona giornata

    Kety Cialdi 

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  • Sapete dirmi che tipo di germoglio è?

    Sapete dirmi che tipo di germoglio è?

    Il 10/04/2017, Luana di Italia chiede:

    Buongiorno a tutti! Qualche tempo fa, ho lasciato crescere questo germoglietto tra la mia insalatina mista, credendo fosse un girasole, ma non sono più sicura. Secondo voi di cosa si tratta? Grazie in anticipo a tutti! :) :)
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno Luana
    Potrebbe trattarsi di un intruso nella bustina dei semi. Un pò difficile a dirsi.
    Comunque se tramite l'aiuto di qualche amante ed esperto di orti riesco a scoprirne l'identità, la informerò sicuramente. 
    Le auguro buona giornata

    Kety Cialdi 

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