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Orto: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

Buona lettura!

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  • Fagioli e basilico con macchie sulle foglie: cosa sono?

    Fagioli e basilico con macchie sulle foglie: cosa sono?

    Il 02/09/2019, Massimo di Pistoia / Italia chiede:

    Buongiorno, in allegato le mie piante di fagioli. Non so come mai da due/tre anni sulle foglie si presentano queste macchie (le foto in questione si riferiscono a piantine di questa stagione oramai prossime a fine ciclo). Immaginando fosse un fungo ho trattato con prodotti rameici che hanno arginato ma non eliminato il problema: la produzione ne ha risentito marginalmente. In altre annate invece non ho raccolto quasi nulla. Da cosa può dipendere? E come posso fare per evitare il problema il prossimo anno? Grazie in anticipo. Cordialità, Massimo. PS: Anche la produzione del basilico viene fortemente limitata dalla comparsa sistematica di macchie giallastre sulle foglie che fanno stentare la pianta per poi cadere e morire. Credo sia peronospora ma come trattare dato che le foglie sono destinate al consumo? Può dipendere dal fatto che l'acqua lascia sul terreno una patina marrone simile a ruggine del ferro? È solo il contenuto ferroso dell'acqua irrigua?
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Salve Massimo,

    del fagiolo servirebbero anche foto della pagina inferiore della foglia per essere più sicuri.

    Sembra Antracnosi. Il trattamento col rame va più che bene. Un'altra accortezza è quella di irrigare con ali gocciolanti sotto per evitare di bagnare la foglia e sempre e comunque MAI irrigare la sera o peggio la notte

    Per il basilico si potrebbe essere peronospora. Ci sono trattamenti chimici registrati sul basilico, oppure usare varietà resistenti, oppure come sopra ali gocciolanti e non irrigare la sera. 

    L'acqua che lascia ferro o altro non crea questi problemi. 

    Marco V. Del Grosso

  • Come e quanto bisogna innaffiare l'orto?

    Il 17/08/2019, Umberta di Potenza Picena chiede:

    Gentilissimi, mi sono da poco cimentata nell'orto nella mia casa di vacanza. Mi avete più volte aiutata. Vi chiedo ancora: come e quanto bisogna innaffiare l'orto? Chi dice: poco e spesso, chi dice due volte la settimana. Tenuto conto delle varianti atmosferiche, la terra sotto la pianta deve essere sempre umida? Oppure essa può sopportare una crosta asciutta di due cm? Tutte le piante hanno bisogno della stessa quantità d'acqua? Grazie per l'aiuto e buon lavoro
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Buongiorno,

    L'acqua la devi decidere tu guardando la pianta e il terreno. La mattina devono essere arzille e poco o per nulla bagnate.

     

    In generale al trapianto va data anche tutti i giorni per i primi 4-7 gg, per meglio far attecchire le piante, poi va un po’ mantenuta fino a fioritura. Poi ridata anche tutti i giorni, in funzione del clima, quando cresce il frutto

    Mai darla la sera, solo la mattina

     

    Può sopportare la crosta se le radici sono sotto e con terreno un po’ umido.

     

    Marco V DEL GROSSO

  • Orto: cresce molta erba e non gli ortaggi, come mai?

    Orto: cresce molta erba e non gli ortaggi, come mai?

    Il 06/08/2019, Marco di Vicenza chiede:

    Salve, in un'area di circa 15 metri x 15 del mio orto ho il problema in foto, l'erba cresce ma gli ortaggi (in questo caso pomodori e meloni) regrediscono, avvizziscono e non producono (i meloni hanno prodotto ma erano di cattivo gusto), la cosa è già 2 anni che avviene (lo scorso anno avevo dei cavoli verza che si sono tutti raggrinziti e stentavano a crescere fino a morire), mio padre dice che possa essere stato un fulmine.. in quanto in prossimità di questo terreno sono morte due viti circa 2 anni fa, da li in poi il terreno vicino alle viti (10-15 metri attorno) non riesce più a produrre niente. Come posso fare per risolvere questo problema? Grazie.
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Buongiorno Marco,

    Purtroppo dalle foto non si riesce a capire bene quale sia il problema.

    Certamente non è stato un fulmine citato da tuo padre.

    Dovresti estirpare una pianta e vedere le radici come stanno e il colletto. Inoltre tagliarne qualcuna per vedere come è all’interno.

    Potrebbe essere qualche problema radicale

    Marco V. DEL GROSSO

  • Foglie di zucchina con bollicine: come curarla?

    Foglie di zucchina con bollicine: come curarla?

    Il 22/07/2019, Umberta di Potenza Picena chiede:

    Ringrazio sin d'ora. Una pianta di zucchina che non ha ancora fiori né frutti presenta queste foglie con bollicine. Si tratta di virosi? Come trattarla? Mi conviene estirparla prima che contagi le altre? Le foglie poi rimpiccioliscono e si ritirano.
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Salve Umberta.

    Sì, purtroppo è virosi. Meglio estirparla come dici per evitare contagio con altre.

    Cure non ce ne sono, si può fare solo una preventiva lotta contro insetti quali mosca bianca o afidi. 

    Marco V. Del Grosso

  • I miei ortaggi sono mangiati da lumache e insetti? Cosa fare?

    I miei ortaggi sono mangiati da lumache e insetti? Cosa fare?

    Il 16/07/2019, Vera di Bolzano chiede:

    Nell'orto il cavolo nero, il prezzemolo e l'insalata vengono mangiati, da lumache o insetti? E cosa si può fare?
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Per le lumache ci sono delle esche biologiche da spargere a terra a base di fosfato ferrico. Funzionano bene.

    Per gli insetti per poter agire bisogna sapere quali insetti sono , per così decidere cosa fare. Ogni insetto ha il suo prodotto specifico per combatterlo

    Marco V DEL GROSSO

  • Cipolle secche che non sono cresciute: come mai?

    Il 05/07/2019, Federico di Massarosa chiede:

    Salve ho piantato le cipolle a marzo e le ho tolte ieri erano seccate ma non sono cresciute molto. Vorrei sapere a cosa è dovuto. Alcune addirittura sono rimaste minuscole ed alcune sono rimaste piccole ed hanno fatto il fiore, grazie
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Salve Federico,

    Difficile da rispondere. Le cause possono essere tante. 

    Poca acqua o poco nutrimento tra le più probabili.

    Marco V. Del Grosso

  • Zucchine piccole, gialle e marce: come mai?

    Il 28/06/2019, Paola di Vares chiede:

    Buongiorno, potreste dirmi come mai le piante di zucchina fanno solo zucchine piccole e parecchie diventano gialle e marce? Grazie per l'attenzione
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Salve Paola,

    ci vorrebbe delle foto per avere certezza.

    Se la pianta è sana potrebbe essere un problema di allegagione o marciume apicale. 

    Marco V. Del Grosso

  • Anguria piantata ad aprile: quando farà i frutti?

    Il 27/06/2019, Domenico di Priverno chiede:

    Salve, nel mese di aprile (premettendo che il terreno era stato sufficientemente concimato) ho interrato dei semi di anguria. Adesso il fogliame ha raggiunto i 2 metri quadrati con numerosi fiori ma senza vedere la formazione dei piccoli frutticini. Forse è necessario aspettare il mese di luglio? oppure è un problema di impollinazione? Anche perché insetti impollinatori come api e bombi se ne sono visti pochi. Nell'attesa di vostre delucidazioni in merito, invio saluti.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Domenico.

    Il cocomero o anguria dal punto di vista fiorale è una pianta monoica, ossia la parte maschile e femminile stanno nella stessa pianta ma in strutture separate. Quindi nella stessa pianta troveremo sia fiori maschili che femminili ma separati tra di loro.

    Dal punto di vista dell’impollinazione, invece il cocomero è una pianta allogama o a fecondazione incrociata operata principalmente dagli insetti come api e bombi.

    Il fatto che la sua pianta abbia fatto molti fiori, ma pochi frutti non è dovuto tanto alla mancanza di insetti pronubi, ma al fatto che soltanto pochi fiori che la pianta produce vanno a frutto producendo l’anguria.

    Aspetti almeno qualche giorno per capire, se degli innumerevoli fiori prodotti possano fruttificare, altrimenti per poter produrre frutti, dovrà eseguire l'impollinazione manuale, prelevando con un pennellino il polline dal fiore maschile e spennellarlo in quello femminile per aver la produzione del frutto.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Orto: si può usare la segatura per la pacciamatura?

    Il 03/06/2019, Sonia di San Damiano d’asti chiede:

    Buongiorno, tra i vari video ho trovato diversi consigli per la pacciamatura ma nulla con la segatura. Avete un’opinione in merito, ovvero se si può utilizzare, se è da evitare con alcune coltivazioni. Grazie mille.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve Sonia,

    la pacciamatura con l’utilizzo della segatura del legno rientra tra i metodi naturali di copertura del suolo in alternativa all’uso della paglia.

    Personalmente io direi di stare attenti all’impiego della segatura come mezzo di pacciamatura soprattutto quella proveniente da legni di conifere (es. abete e pino), perché queste piante rilasciano la resina che essendo acida abbassa il pH del terreno e può disturbare alcune coltivazioni soprattutto quelle che richiedono un pH più neutro e alcalino.

    Invece è molto migliore la segatura provenienti da piante latifoglie (es. faggio, quercia, rovere ecc.) che non ha il problema dell’acidità e inoltre una volta aver svolto il suo scopo, si degrada nel terreno andando ad aumentare il livello di sostanza organica nel terreno.

    Ringraziandola della domanda le porgo i miei distinti saluti.

    Fabio Di Gioia

  • Sedano, prezzemolo sofferenti: cosa sono?

    Il 29/05/2019, Ilaria di Roma chiede:

    Ecco altre foto! Sul sedano continuano a essere presenti quelle che sembrano uova di insetto, mentre il prezzemolo è sempre più sbiadito. Mi preoccupa sapere se può essere qualcosa di contagioso anche per le altre piantine che tengo in balcone!
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Salve Ilaria.

    Scusami ma le foto non hanno un buon zoom e non sono certo di quello che vedo.

    Credo di vedere esuvie di afidi, in pratica pelle di afidi da buttar via e in una foto quei ‘pallini’ grigi sono afidi morti e parassitizzati da insetti buoni entomofagi (si nutrono di afidi).

    Marco V. Del Grosso

  • Prezzemolo e sedano malati: come curarli?

    Prezzemolo e sedano malati: come curarli?

    Il 28/05/2019, Ilaria di Roma chiede:

    Salve, sono alle prime armi con il mondo del giardinaggio :) Ho due piantine di prezzemolo e sedano che temo possano essere state contagiate da qualche virus. Del sedano sono colpite solo le foglie e non anche i gambi, le quali diventano gialle e marroni; inoltre sono presenti quelli che sembrano ovuli di insetto. Anche il prezzemolo ha foglie ingiallite e alla base ci sono bacilli bianchi. Di cosa si tratta? Posso usare dell'olio di lino per cocciniglie? Grazie della disponibilità!
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Cara Ilaria,

    purtroppo dalle foto non si vedono bene questi ovuli o bacilli bianchi. 
    Certamente posso dirti che non si tratta di virosi

    C'è del seccume e può essere dovuto a vari fattori climatici o irrigui, ma non penso a delle malattie.

    Se puoi manda altre foto.

    Grazie

    Marco V. Del Grosso

  • Cetriolo, pomodoro, peperone e melanzane: sono autofertili?

    Il 16/05/2019, Alfredo di Borgosatollo chiede:

    Buongiorno, ho acquistato per il mio orto piantine di cetriolo, pomodoro, peperone e melanzane. Le ho coperte tutte con una rete antigrandine fino a terra per proteggerle da eventi atmosferici, ma sopratutto dalle cimici. Vorrei sapere se sono piante autofertili o avrò problemi di impollinazione. Attendo risposta, grazie
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Salve Alfredo,

    il tuo è un pieno campo senza insetti pronubi, come le api, quindi pomodoro viene da solo, basta un po’ di vento; peperone e melanzane, ma soprattutto i cetrioli potranno avere problemi di impollinazione.
    Per le cucurbitacee c’è bisogno delle api o altri insetti pronubi.

    Marco V. Del Grosso

  • Cipolle da seme: consigli sull'utilizzo della calce da fiocco?

    Il 14/05/2019, Mario di Casalnuovo Monterotaro chiede:

    Buonasera vorrei un consiglio, devo utilizzare solo la calce fiocco nelle cipolle da seme? Inoltre vorrei sapere, quanti chili per ettaro sono necessari. Grazie mille
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Buongiorno,

    purtroppo non si può rispondere in modo preciso a questa domanda.

    La calce alcalinizza, ovvero riduce l’acidità del terreno. La dose dipende dal pH del terreno, dal contenuto in argilla, dalla specie e dal contenuto in sostanza organica. Più è basso il pH più si può dare calce.

    Ipotizzando un pH del terreno di 6, una argilla al 20% e un contenuto in sostanza organica del 2%, la dose a ettaro è di circa 1000 kg.

    Marco V. Del Grosso

  • Insalata moscia: colpa del freddo?

    Insalata moscia: colpa del freddo?

    Il 09/05/2019, Panfilo di Sulmona (AQ) chiede:

    Ciao. Grazie in anticipo per l'aiuto. Come stanno andando queste piante? Le vedo mosce. Tra i pomodori ho delle lattughe che sono molto molto mosce, quasi a terra e foglie sottili. Sarà il freddo dei giorni scorsi? La mancanza di giornate piene di sole? Che insetto è quello in foto? Era avvolto da una schiumetta bianca. Grazie
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Salve Panfilo.

    L'insetto è una cosiddetta Sputacchina, il responsabile della trasmissione della famosa Xylella su olivo.

    Sì, poco turgore può essere dovuto a vari problemi. I più probabili: poca acqua nel terreno o poca umidità nell’aria

    Marco V. Del Grosso

  • Orto invaso da forbicine: come fare?

    Il 07/04/2019, Isabella di Caneva Pordenone chiede:

    Buona sera, in orto ho le forbicine che mi stanno divorando il sedano (praticamente già divorato tutto), fragole e pure i fiori delle brassicacee (in particolare dei cavoli cappucci e cavoletti di bruxelles). Cosa posso utilizzare per eliminarle o dissuaderle che lascino stare il mio orto? Rimango in attesa di una vs cortese risposta, ringrazio. Isabella
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Salve Isabella,

    le forbicine sono insetti più utili che dannosi normalmente. È raro facciano danni così gravi.

    Se è sicuro siano loro le responsabili basta spruzzare del piretro il pomeriggio o usare trappole

    Poco prima dell’imbrunire, si devono posizionare dei fogli di giornale finemente arrotolati. Le forficule si annideranno nella vostra trappola e buttarla. Per rendere la trappola più efficace può inumidire il giornale con qualche goccia di birra.

    Marco V. Del Grosso

  • Posso coltivare degli ortaggi vicino agli ulivi?

    Il 21/03/2019, Domenico di Andria chiede:

    Salve, in prossimità di alberi di ulivo (coratina) è possibile piantare zucchine, carciofi, zucche o anguria? Qualche ortaggio in particolare è sconsigliato in prossimità di alberi di ulivo? Grazie
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Domenico,

    non mi risulta ci siano incompatibilità fra le piante di olivo e gli ortaggi.

    Occorre tenere una certa distanza fra gli alberi e le semine perchè gli olivi hanno radici superficiali ed estese e quindi ci può essere qualche problema pratico nella lavorazione della terra e nell'eventuale ombreggiamento delle chiome ma per il resto non vedo problemi.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

  • Germinazione semi da orto: quale metodo usare?

    Il 11/03/2019, Vincenzo di Cassano Ionio (CS) chiede:

    Salve, volevo sapere quale metodo migliore utilizzare per la germinazione di semi da orto per fare poi un semenzaio es. pomodori, peperoni, fagiolini e meloni grazie.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Buongiorno gentilissimo Vincenzo.

    I metodi per incrementare e migliorare l'uniformità di semina e germinazione in particolare per specie ortive caratterizzate da semi piccoli e irregolari (es. carota, sedano, indivia, cipolla ecc.), sono:

    1. Confettatura.
    2. Calibratura.
    3. Pregerminazione.

    Confettatura

    Consiste nei circondare esternamente i semi con materiali diversi a base di argilla e/o vermiculite. La vermiculite agevola la germinazione dei semi, la quale può avvenire anche in condizioni di umidità non del tutto ottimali. Assieme al materiale per la confettatura, possono essere anche miscelate altre sostanze come ad esempio fitofarmaci, concimi ed ormoni. 
    Recentemente è stato messo a punto un altro sistema di confettatura, detto di split - pill. Attraverso questo sistema il materiale confettante a contatto con l'umidità del suolo, si distacca dal seme. Tuttavia però è necessario che l'umidità sia ottimale per evitare che il materiale di confettatura rimanga attaccato alla semente e provochi ustioni alle plantule.

    La tecnica della confettatura, si è diffusa particolarmente nelle semine di precisione per specie con seme piccolo (es lattuga, cicoria e indivia).

    Calibratura

    È una tecnica che consiste nel selezionare le varie tipologie di sementi in base alla loro dimensione. Tra i vantaggi che questa pratica presenta, ricordiamo:

    • Simultaneità nella germinazione ed emergenza delle plantule.
    • Tolleranza a temperature non ottimali.
    • Uniformità di crescita delle piantine.
    • Possibilità di utilizzare con maggiore efficienza le seminatrici di precisione.
    • Raccolta contemporanea della produzione.

    La tecnica, è stata messa a punto non solo per specie a seme piccolo, ma soprattutto per molte cultivar ibride F1, perché trattasi di sementi a costi più elevati che vengono commercializzati secondo il loro numero e non secondo il loro peso.

    Pregerminazione

    È una tecnica che consiste nel ridurre il periodo di germinazione e di emergenza delle plantule, attraverso il semplice e tradizionale sistema di inumidimento della semente. Questo sistema trova notevole diffusione per specie ortive appartenenti alla famiglia della Cucurbitacee (es. zucchina, zucca, cocomero e melone). I semi vengono immersi in acqua tiepida per circa 24 - 48 ore e successivamente trasferiti in un ambiente caldo e al buio in presenza di torba fino all'emissione della radichetta. Una volta pregerminati, i semi vengono posti nei vasetti e successivamente messi a dimora in serra. Questa tecnica è applicata particolarmente per specie primaverili a ciclo precoce, al fine di anticipare la loro germinazione. La pregerminazione, è stata poi estesa con successo anche per la semina diretta in pieno campo al fine di assicurare germinazioni regolari e contemporanee tra loro anche in condizioni poco favorevoli. In questo caso si procede prima alla germinazione in condizioni favorevoli, dopodiché si esegue la semina attraverso macchine ben attrezzate, che depositano il seme pregerminato su di un substrato che assicura l'emergenza delle plantule.

    I metodi che possono essere impiegati, sono:

    Pregerminazione in substrati gelatinosi (fluid drilling)

    Questo metodo consiste nel distribuire il seme pregerminato in un substrato sottoforma di gel, attraverso una macchina ad iniezione. Il metodo è indicato per climi umidi e per terreni argillosi, in quanto il gel si disgrega rapidamente.

    • Pregerminazione in substrati solidi (plug mix)

    Tale metodo invece consiste nel far pregerminare il seme, su di un substrato a base di torba e/o vermiculite a cui far seguire la loro distribuzione localizzata con macchine specifiche. Vengono prodotti dei cubetti di substrato a base di torba, contenenti 2 – 3 semi germinati che in seguito sono distanziati secondo la densità colturale richiesta in modo che il processo di germinazione possa continuare per un determinato periodo anche in condizioni ambientali non favorevoli. Questo metodo in Italia, è stato sviluppato particolarmente per le semina di precisione del pomodoro da industria in ambienti poco favorevoli alla germinazione e per semine ritardate.

    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei Distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Trapianto pomodoro e zucchine: soffrono col freddo?

    Il 19/02/2019, Luigi di Cagliari chiede:

    Buongiorno, domani dovrei trapiantare pomodori e zucchina in serra, sono un po' preoccupato perché quest'anno la notte la temperatura scende intorno allo 0 durante il giorno invece sale sopra i 27 gradi la mia preoccupazione è che temperature così basse la notte possono uccidere le piantine. Grazie, buona giornata
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Caro Luigi,

    Se le previsioni dicono questo, potresti coprire le piantine con del tessuto non tessuto (TNT)

    Zero gradi la pianta non muore ancora ma soffrirà parecchio.
    Se scende sotto lo zero e sono piantine piccole, sì possono subire danni irreversibili. 

    Marco Valerio Del Grosso

  • Cappero secco: quando potarlo?

    Il 01/02/2019, Alessandro di Firenze chiede:

    Cappero acquistato e messo in vaso a settembre è ora circa 50cm. e apparentemente secco. È il caso di potarlo? Se e quando? Grazie mille.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Alessandro.

    Se il cappero presenta delle parti secche e altre che stanno andando in vegetazione, basta togliere le parti secche per farlo riprendere a primavera.

    L’unica accortezza è di tenerlo al caldo e soprattutto in posizioni soleggiate e non esposte ai venti freddi.

    Se è seccato totalmente, ma le radici sono vive, basta tagliarlo totalmente per far sì che la pianta possa produrre nuova vegetazione.

    La potatura puoi farla anche in questo momento, stando però sempre alle condizioni climatiche.

    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei Distinti saluti. 

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.


    Leggi anche l'articolo "Capperi: ecco come fare per seminarli ed avere un raccolto di successo"

  • Aglio insapore: come mai?

    Il 18/01/2019, Vittorio di Ascoli Piceno chiede:

    Buongiorno! Ho 65 anni e ho notato che l'aglio, rispetto a una volta, ha perso gran parte del suo sapore: oggi non sa quasi di nulla, al punto che a volte preferisco ricorrere ad aglio secco o in polvere. Credo che questo dipenda dalla selezione di cultivar molto produttive ma non più in grado di elaborare sostanze complesse come l'allicina. Forse sbaglio. Ma anche la coltivazione amatoriale non rimedia a questa crisi del vero sapore dell'aglio. Le chiedo se esiste qualche trucco di coltivazione, o di concimazione, in grado di restituirci i bulbi di una volta, il cui profumo era percettibile a metri di distanza. La ringrazio fin da ora per l'attenzione. Vittorio
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Caro Vittorio,

    i fattori della perdita di sapore fondamentalmente sono 2:

    1. Le varietà di una volta, molto suscettibili a malattie e insetti, non ci sono più
    2. I terreni sono ‘stanchi’, si fanno poche rotazioni e soprattutto si usa poca sostanza organica ovvero poco letame con paglia e ben maturo. 

    Marco Valerio Del Grosso

  • Fagiolo magico: come prendersene cura?

    Fagiolo magico: come prendersene cura?

    Il 09/01/2019, Benedetta di Teramo chiede:

    Buongiorno, a settembre mi è stata regalata questa piantina che viene chiamata "fagiolo magico", ho seguito le istruzioni ed è venuta fuori come previsto, vorrei sapere quale è il suo vero nome e come è meglio trattarla, sta crescendo tanto e credo che avrà bisogno prima o poi di uscir fuori da quel barattolo. Nel barattolo c'è vermiculite. Grazie e buona giornata!
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima Benedetta.

    Il fagiolo magico in realtà non ha un nome ben preciso. Magari il nome viene preso dal dialetto locale, oppure dalle proprietà nutritive che possiede.

    Questa pianta intanto va tolta delicatamente dal barattolo dove è posta è messa in un vaso leggermente più grande per poter fare crescere meglio le radici. Necessita di acqua ma non troppa, va tenuto in casa al caldo e preferibilmente vicino ad una fonte luminosa.

    Oltre alla vermiculite infine, ci va mescolato del terriccio con un po’ di terra di campo che non sia troppo argillosa per evitare ristagni idrici che sono deleteri per la pianta.

    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei Distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Fagioli: consigli sulla conservazione

    Il 16/12/2018, Livio di Ranica BG chiede:

    Se trattiamo con forno microonde i fagioli dopo la sgranatura per la conservazione alimentare, possiamo stare certi che non vengano più attaccati dai parassiti (tonchi)? Possono essere compromessi i valori nutrizionali? Grazie per la risposta. Buone feste! Livio
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Buongiorno Livio.

    Trattare i semi dei fagioli dopo la sgranatura con il calore è altamente rischioso, perché si va ad intaccare la vitalità dell’embrione con il rischio che il seme non germini e quindi vengano devitalizzati. In più, come ha detto lei, si vanno ad alterare i valori nutrizionali della semente con perdita di minerali e vitamine.

    Il miglior sistema per poter conservare correttamente la semente, in questo caso fagioli, una volta che sono completamente secchi, consiste nel mettere all’interno del contenitore grani di pepe, foglie di alloro o di noce.
    Queste sostanze hanno la proprietà di allontanare i tonchi fungendo da repellenti.

    Altrimenti, un altro sistema più rapido per distruggere i tonchi, è quello di porre il contenitore dove ci sono i fagioli in frigo a -18°/-20°, per devitalizzare e uccidere questi insetti.

    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei distinti saluti.

    Fabio Di Gioia

  • Orto: come evitare l'ibridazione tra sementi?

    Il 14/12/2018, Roberto di Lecce chiede:

    Sto iniziando a coltivare un orto di 5000m con dei semi di colture antiche del Salento. C'è il pericolo di ibridare le sementi che vorrei custodire come un tesoro? Se sì, come posso rimediare?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Roberto.

    Il pericolo di ibridazione o di inquinamento nell'orto dipende dalla specie coltivata.

    Per esempio le piante autogame, o ad autofecondazione (es. frumento, pomodoro, fagiolo ecc.), possono stare anche vicine tra di loro proprio per la loro caratteristica di autofecondarsi. Al massimo possono essere distanziate tra di loro di 20/30 m.

    Le piante invece eterogame, o a fecondazione incrociata (es. bietola, cavoli, insalate ecc.), vanno evidentemente separate tra di loro per evitare il rischio di ibridazione della semente.

    In questo caso è necessario separare le piante madri per la produzione del seme, dalle stesse impiegate per la produzione o dalle specie selvatiche, per almeno 1 km, ponendo tra di loro anche siepi per impedire o bloccare l’eventuale polline trasportato dal vento o dagli insetti impollinatori.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Do Gioia

  • Colture in serra: quali sono le temperature minime per queste piante?

    Il 08/12/2018, Salvatore di Adrano chiede:

    Faccio una ricerca delle colture forzate in serra. Vorrei sapere le temperature minime che servono al: pomodoro, basilico, melanzane, zucchine, meloni, angurie e cetrioli.
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Buongiorno Salvatore,
    le temperature minime, per ottenere una regolare crescita della colture elencate, sono:

    Basilico: 16 gradi
    - Pomodoro, zucchino: 10 gradi
    - Melanzane: 12 gradi
    - Melonicetrioli: 13 gradi
    Angurie: 15 gradi

    Marco V. Del Grosso

  • La Lippia nodiflora può essere seminata a copertura orto?

    Il 31/10/2018, Domenico di Legnano chiede:

    La Lippia nodiflora può essere seminata a copertura orto?
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno Domenico, 
    si certo che può usarla, è un prato fiorito molto amato dalle api.
    Se non vuole più utilizzare ad orto il terreno può farne un bel prato resistente.
    Le auguro buona giornata,

    Kety Cialdi

     

  • Cime di rapa coltivate in Puglia sono la stessa specie dei friarielli coltivati a Napoli?

    Il 29/10/2018, Antonio di Spinazzola chiede:

    Buongiorno, vi scrivo in merito ad una diatriba nata nel mio gruppo di amici agricoltori. Siamo pugliesi e la domanda è la seguente: le comuni cime di rapa coltivate nei nostri territori appartenenti alla specie Brassica rapa della famiglia delle Brassicaceae hanno differenze con i friarelli coltivati nel napoletano? Sono una varietà diversa della brassica rapa o appartengono alla stessa varietà, ovvero alla brassica rapa sylvestris?
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno.
    Sì, sono la stessa cosa, appartengono alla stessa specie e varietà.
    Sono chiamati in modo diverso in Campania e in Puglia.

    Da non confondere con i peperoni friarielli, verdi e dolci.

    Marco V. DEL GROSSO

  • Piante nell'orto che stentano a crescere nonostante concimazioni e annaffiature: come mai?

    Il 26/10/2018, Roberto di Arcugnano (VI) chiede:

    Salve, sono disperato, da due stagioni nel mio orto, le piante non crescono, o crescono molto lentamente: sono circa 55 mq di terra dal colore scuro, fangosa, appiccicosa, tendente a trattenere l' umidità, di struttura grumolosa difficilmente sfaldabile. Regolarmente ogni anno, prima della lavorazione, trattata con stallatico pellettato equino e concime chimico specifico per coltivazioni orticole. Impianto di irrigazione a goccia, alimentato da acqua sorgiva (ferruginosa) proveniente da un pozzo. Le condizioni sono le stesse delle stagioni antecedenti, non è cambiato niente, non so darmi una spiegazione; ho pensato addirittura, che il terreno sia troppo ricco di sostanze organiche e quindi ho deciso, che la prossima stagione, non lo tratterò, ma, non so se questa sia la soluzione al problema. Accetterò con piacere, qualsiasi suggerimento e vi ringrazio anticipatamente. Roberto
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Roberto.
    Secondo me il terreno è troppo acido a causa non solo delle ripetute concimazioni organiche che lei ha fatto in questi anni, ma soprattutto a causa del pozzo con cui irriga il terreno che contiene acqua ferrosa e il ferro è un elemento che porta acidità. È necessario in questo caso elevare il pH del terreno o distribuendo la cenere o addirittura la calce, tenendo sempre conto che la maggior parte delle piante richiedono in pH alcalino.

    Il metodo migliore in questo caso è distribuire questi prodotti proprio in questo periodo, lavorando bene il terreno, per poi a primavera poter di nuovo piantate o seminare. Ringraziandola della domanda le porgo i miei distinti saluti,

    Fabio Di Gioia

  • Concime con fosforo: qual è il parametro di riferimento da non superare (P in mg/l)?

    Il 13/10/2018, Daniele di Vittoria chiede:

    Buongiorno, ho letto vari pubblicazioni del dott. Marco Valerio Del Grosso presenti su internet e avevo una domanda da fargli. Il fosforo è una delle principali cause della filatura delle piante. Qual è il parametro di riferimento da non superare (P in mg/l)? Se ho il titolo del concime espresso in P2O5 come faccio a determinare la quantità di P in mg/l? Grazie per la disponibilità.
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Caro Daniele,
    una bella domanda.
    La quantità dipende dalla specie e dalla EC, non si può generalizzare.
    Dai 30-90 mg/L

    Per il calcolo esempio: in 1 kg di monofosfato di Potassio ci sono 520 grammi di P2O5 dividendo per 2,29, coefficiente di conversione, ricavi 227 g/L di P.

    Marco V. DEL GROSSO

  • Posso utilizzare il concime per gerani per gli ortaggi dell'orto?

    Il 09/09/2018, Donatella di Monza chiede:

    Tempo fa avevo acquistato una notevole quantità di concime liquido per gerani. Ora non ho più i gerani ma ho un piccolo orto (circa 200mq). Posso utilizzare il concime per gerani per gli ortaggi oppure devo necessariamente portarlo in discarica e acquistare nuovo concime specifico per gli ortaggi?
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno Donatella,
    non credo che gerani ed ortaggi abbiano stesse esigenze. Non getterei il concime bensì lo terrei da parte per utilizzarlo su altri fiori. Le auguro buona giornata. 

    Kety Cialdi

  • Di che pianta si tratta quella in foto che ha prodotto uno strano frutto?

    Di che pianta si tratta quella in foto che ha prodotto uno strano frutto?

    Il 01/09/2018, Elena di Italia chiede:

    Ciao a tutti tempo fa vi ho chiesto che pianta fosse questa, gentilissimi mi avete risposto in tanti. Chi ha detto cetrioli, chi zucche e per altri piante infestanti. Adesso vi ho messo la foto della specie di frutto che hanno fatto! Qualcuno sa cosa è? Grazie, è solo curiosità, perché anche se è una gramigna, lì è e lì resta. Grazie ancora, un bacio.
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno Elena,
    visti i viticci, la forma della foglia ed il frutticino per me è una zucca.
    A questo punto non resta che pazientare, se si tratta di una zucca potrebbe finire di maturare anche in tardo ottobre.

    Ci aggiorni via via, a questo punto siamo tutti curiosi.
    Le auguro buona giornata.

    Kety Cialdi

  • Carciofi con fiore invaso dalle forbicine: come prevenire questo fenomeno naturalmente?

    Il 31/08/2018, Enzo di Ragusa chiede:

    Mi ritrovai alla raccolta dei carciofi con il fiore pieno di animali con la forbice ma in quantità eccessiva, che eliminavo sbattendoli a terra a testa in giù. Come posso prevenire tale fenomeno naturalmente? Grazie saluti e complimenti.
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

     

    Gentile enzo,
    l'insetto di cui parli è un Dermattero, la Forficola auricularia detta "forbicine".
    Sono insetti innocui per l'uomo e poco o per nulla nocivi per le piante

    Questi Dermatteri ci aiutano perché si nutrono di altri piccoli insetti parassiti delle piante. Normalmente è sconsigliabile eliminarli.

    Se proprio non riesci a coabitare con loro, allora usa del normale Piretro, oppure crea delle trappole verso la sera con dei fogli di giornale imbevuti con un po' di birra e finemente arrotolati.

    Io ripeto, ne sconsiglio l'eliminazione.

    Grazie

    Marco V. DEL GROSSO

  • Posso usare questo rametto di cappero per riprodurlo per talea?

    Posso usare questo rametto di cappero per riprodurlo per talea?

    Il 06/06/2018, Rita di Pineto chiede:

    Buongiorno ho raccolto questo piccolo rametto di cappero che sporgeva da un reticolato. Purtroppo di piu non sono riuscita a cogliere. L'ho messo immediatamente in un bicchierino con un po di acqua. Ho qualche possibilità che produca radici o forse e meglio mettere il rametto nel terreno? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima Rita.
    Ha fatto bene non appena a staccato quel rametto di cappero a metterlo nell'acqua, di modo che questo si possa reidratare subito. Però per far si che emetta radici e cresca va messo in terra in modo da poter riprodurre la pianta per talea.

    Consideri che il cappero cresce nei piccoli anfratti dei muri, per cui la terra migliore dove farlo crescere è quella di tipo calcarea, alcalina e ricca di calce che può trovare anche all'interno del muro dove ha trovato la piantina.

    Fabio Di Gioia
  • È possibile coltivare insalata in contenitori di rame?

    Il 14/05/2018, Giuseppe di Seregno Monza e Brianza chiede:

    Buongiorno. E' possibile coltivare insalata in contenitori di rame? Il consumo di questi ortaggi può essere nocivo per la salute qualora il rame rilasci sostanze nel terreno? Grazie per la risposta
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Giuseppe.
    Teoricamente è possibile coltivare insalata anche in contenitori di rame, a patto che questi siano protetti sotto forma di una lega metallica inossidabile che impedisca l'ossidazione del metallo. Altrimenti ci potrebbe essere un rilascio del rame al terreno, che in quantità elevate potrebbe risultare fitotossico.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • I primi fiori delle piantine di pomodori e peperoni vanno tolti?

    Il 07/05/2018, cesare di Fidenza pr chiede:

    Buona sera vorrei sapere per favore se i primi fiori delle piantine di pomodori e peperoni vanno tolti? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Cesare.
    Assolutamente no, non deve togliere i primi fiori di pomodori e peperoni, perché altrimenti le piante vegeterebbero troppo e inoltre verrebbe a mancare il primo palco produttivo della pianta
    Ma soprattutto l'eliminazione dei primi fiori, indurrebbe la pianta a vegetare eccessivamente senza portare frutto o produrlo troppo tardivamente.
    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Consigli coltivazione della zucca virmiciddara?

    Il 30/01/2018, Delia di italia chiede:

    Consigli coltivazione della zucca virmiciddara? Grazie per la sua risposta. Saluti cordiali.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima Delia.

    In questo articolo "Zucche e zucchine: come coltivarle nell'orto" può trovare tutti i consigli sulla coltivazione delle zucche, compresa la varietà Virmiciddara, tipica zucca siciliana.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

  • Concime: è più efficace il letame bovino o il compost di scarti di frutta e verdura?

    Il 04/12/2017, Renato di Barzago chiede:

    Buongiorno, qualche settimana fa ho scritto per chiedere se è più efficace come concime il letame bovino o il compost prodotto da me con gli scarti di verdura e frutta. Non avendo ricevuto ancora risposta, chiedo dove ho sbagliato nel comunicare la mia richiesta. Cordiali saluti, Renato
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Renato.
    Sia il letame di origine bovina, che il compost prodotto con gli scarti vegetali della cucina sono entrambi di origine organica e dal punto di vista delle funzioni che possono svolgere sulle proprietà fisiche, chimiche e biologiche del suolo sono le stesse a livello nutritivo.

    Quello che ovviamente cambia è l'origine del prodotto. E' ovvio che il concime organico per eccellenza è rappresentato da letame bovino perché è quello più conosciuto e utilizzato fin dai secoli più antichi. L'unica sua problematica è il costo più elevato e la disponibilità, perché andrebbe acquistato da allevamenti non intensivi dove la vacche sono state alimentate in maniera biologica e non trattate con antibiotici e altri prodotti di sintesi.

    Il compost organico ovviamente fatto con gli scarti vegetali è a costo zero e basterebbe dotarsi di un'apposita compostiera per poter far maturare il prodotto e ottenere concime organico utile per le piante.
    A tal proposito, volevo spiegarle alcune cose su come organizzarsi ed eseguire il compostaggio domestico.

    Compostaggio

    E’ un metodo alternativo di concimazione organica, che permette di utilizzare i rifiuti o scarti vegetali, che diventano materie prime, per produrre una discreta quantità di ottimo terriccio umifero (compost) ricco di sostanze nutritive.
    La produzione del terriccio avviene a partire dallo stoccaggio e dal successivo trattamento di materiali organici di origine vegetale, come:

    • Rami
    • Foglie
    • Erba tagliata
    • Avanzi di cibo
    • Bucce di frutta e verdura

    In presenza di materiale organico, i microrganismi del terreno (es. funghi e batteri) assieme a piccoli insetti e lombrichi, sviluppandosi al loro interno decompongono le sostanze organiche presenti in questi rifiuti, liberando nello stadio finale gli elementi nutritivi utilizzabili e assorbibili per le piante.

    Dopo alcuni mesi di macerazione, il materiale organico così trattato diventerà una massa di microrganismi e di sostanze nutritive, chiamato compost, simile all'humus che si ritrova naturalmente nel sottobosco.
    L'utilizzo di questo compost, determinerà a sua volta l'ottenimento diun terreno:

    • Soffice
    • Aerato
    • Ricco di minerali
    • Ideale allo sviluppo delle specie vegetali

    Per preparare il cumulo, se la dimensione dell'orto è particolarmente grande, vi è la possibilità
    di costituire un cumulo di una determinata grandezza per il compostaggio.

    Se invece la dimensione dell'orto è piccola, sarà necessario:

    1. Individuare una piccola zona dell'orto
    2. Di forma preferibilmente rettangolare
    3. Delimitata da una rete a maglie fini o da un graticcio dove poter accumulare la massa organica

    E' consigliabile coprire il cumulo di compost con teli di tessuto non tessuto, o di iuta, per evitare che l'azione diretta dei raggi del sole o l'apporto di acqua dovuto alle piogge, determini la perdita di elementi nutritivi per volatilizzazione e/o dilavamento.
    Per formare e/o produrre un cumulo nelle migliori condizioni, è necessario:

    Controllare le dimensioni

    In caso di abbondanza di materiale organico, è meglio costruire un cumulo largo e basso piuttosto che farlo alto e stretto. Un cumulo troppo basso non è capace di trattenere il calore prodotto dalla degradazione microbica.
    Mentre un cumulo troppo alto rischia di compattare troppo il materiale organico, bloccando di conseguenza la circolazione dell’ossigeno al suo interno. Un cumulo ben formato dovrebbe avere una dimensione massima di 1,3 – 1,5 m e una dimensione minima di 50 - 60 cm.

    Creare la miscela giusta

    Si ottiene cercando di mescolare gli scarti organici più umidi, con altri meno umidi aventi il 50 - 70% circa di umidità.

    Far circolare l'ossigeno

    Si ottiene rivoltando periodicamente il cumulo ogni 15 - 20 giorni.

    Controllare la temperatura

    Si ottiene utilizzando un semplice termometro. L'intervallo termico per avere un'accurata degradazione deve oscillare tra 28 - 55°C.

    Controllando questi parametri e stando attenti al processo di degradazione della sostanza organica, nel giro di 8 - 9 mesi si produce del compost maturo pronto all'utilizzo come concime.

    Il composter o compostiera, è un contenitore di forma e dimensioni diverse, fatto in plastica, dotato di un'apertura superiore, per l'inserimento del materiale da degradare, e da un'apertura laterale, per prelevare il materiale compostato o per controllare l'andamento del processo di umificazione.
    Se il materiale organico da degradare, è poco, si possono utilizzare dei bidoni, o delle cassette, opportunamente perforate, per permettere una migliore aerazione dotate di coperchio sovrastante. Il composter non è il normale contenitore dell'immondizia. È necessario che i contenitori per il compostaggio, siano:

    • Privi di fondo
    • Con il fondo costituito da una grata
    • Vengano posti a contatto con il terreno

    Questo perché a partire dal terreno si muoveranno all'interno del compost, lombrichi e altri insetti che ne accelerano la sua decomposizione.
    Inoltre anche questi contenitori dovrebbero essere dotati di coperchio, in modo che la pioggia non ne alteri il contenuto e non provochi il dilavamento delle sostanze.
    Per accelerare la decomposizione dei rifiuti organici, è sempre opportuno triturare il materiale vegetale di partenza.

    Materiali che si possono inserire nel composter

    • Rami e foglie
      Opportunamente triturati
       
    • Erba tagliata
      Possibilmente secca, per evitare che compatti troppo il materiale nel composter
       
    • Gusci d'uova
      Possibilmente tritati, in modo che vengano decomposti più facilmente
       
    • Avanzi di cibo cotto
      Aggiungerne in quantità ridotta, per evitare che attirino roditori e/o mosche
       
    • Avanzi di frutta e verdura, bucce, scarti
       
    • Fiori essiccati
       
    • Erbacce estirpate dal giardino
      Per evitare che i semi delle infestanti rimangano vitali nel compost, bisogna inserire le erbe al centro della massa da compostare, in modo che raggiungano le temperature maggiori al fine di devitalizzare i loro semi
       
    • Fondi di caffè e di tè
       
    • Cenere di legna
       
    • In quantità ridotte

    Materiali da non inserire nel composter

    • Qualsiasi tipo di materiale plastico
    • Cenere di carbone
    • Contenitori in tetrapak
    • Carta stampata, Anche se a volte alcuni fogli di giornale possono essere utili
    • Vetro
    • Ceramica
    • Alluminio e metalli in genere
    • Ossa, il tempo necessario per decomporle, è troppo lungo
    • Tessuti sintetici o comunque colorati con sostanze chimiche

    Ricordiamo infine, che il compost non è costituito da residui organici in fase di trasformazione, ma bensì da sostanza completamente degradata
    Per questo gli scarti non devono essere utilizzati se non sono completamente trasformati.
    Ringraziandola della domanda e sperando di essere stato esaustivo nel chiarirle i dubbi, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Reti antigrandine: informazioni su costi, installazione e manutenzione

    Il 09/11/2017, Mirko di Trento chiede:

    Buongiorno. Avrei bisogno di un'informazione inerente le reti anti-grandine attualmente in commercio, specifiche per l’orticoltura. Avrei bisogno di proteggere una superficie di 225 mq e vorrei capire cosa comporterebbe la loro installazione in termini di materiali, spazio, manutenzione, costi e incidenza sulla maturazione delle coltivazioni. So che esistono diverse tipologie di reti e alcune non sono adatte per gli ortaggi. Ringrazio per il servizio offerto e per il portale web ricco di interessanti contenuti. Cordiali saluti. Mirko
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Mirko.
    Le reti antigrandine sono il sistema attualmente più efficace per la difesa da questa avversità.
    Consistono nel proteggere interi, o una parte degli appezzamenti coltivati di piante con frutti in prossimità della maturazione, di modo che questi non vengano danneggiati dalla grandine.
    Le reti antigrandine, vengono ripiegate in inverno e successivamente spiegate e ben stese in primavera, per evitare accumuli di grandine, sulle parti laterali di ciascuna fila.

    Questo metodo di difesa dalla grandine, molto valido, risulta al momento anche il più costoso, la cui ammortizzazione però può avvenire in breve tempo e soltanto in caso di frequenti grandinate.
    L’impiego delle reti antigrandine, può provocare delle problematiche a livello colturale, riguardo:

    1. Modificazioni microclimatiche dello spazio sottostante al frutteto (es. temperatura e luminosità)

    2. Interferenza nello svolgimento delle fasi fenologiche della pianta

    3. Disturbo nel volo e dell’attività impollinatrice degli insetti (es. api e bombi), durante le prime ore del mattino e prima del calare del sole

    Per questi motivi, alla fine della fioritura delle piante è necessario che le reti antigrandine vengano spiegate, per favorire un regolare accrescimento e maturazione dei frutti.
    Dal punto di vista dei materiali, il migliore attualmente utilizzato per la protezione degli ortaggi è quello con tessuto a trama doppia cimosa mm 30 monofilo di polietilene anti U.V. e di colore verde. Di solito occupa uno spazio minimo di 500 x 400 cm.

    Ha un costo medio che si aggira tra i 20 e 30 euro circa, però come già detto sopra la sua distribuzione sulle piante, non solo può avere degli effetti sulla loro crescita e produzione, ma richiedendo un'elevata manutenzione è chiaro che è difficile ammortizzare il suo costo in breve tempo.
    Le consiglio per questo motivo, di valutare attentamente se è disposto ad acquistare le reti antigrandine in modo da capire al meglio come il costo d'installazione iniziale può essere distribuito nel tempo.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Periodo migliore per concimare il terreno dell'orto con stallatico?

    Il 31/10/2017, Federico di Broni chiede:

    In un orto, con terreno prevalentemente argilloso, vorrei spandere dello stallatico progettato in vista delle semine e piantagione di pomodori primaverili. È meglio spanderlo in vangatura autunnale o in primavera in brasatura? Grazie per la risposta. Federico
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Federico.

    La concimazione organica fatta anche mediante stallatico sotto forma pellettata, è meglio eseguirla in autunno con i lavori di preparazione del terreno come la vangatura.

    Questo semplicemente perché, i concimi organici essendo a lento rilascio nel tempo, hanno la possibilità di potersi integrare totalmente ed essere trattenuti all'interno delle particelle colloidali del suolo e quindi formare già in partenza quella base nutritiva necessaria che potrà essere sfruttata e subito messa a disposizione per le piante da seminare o trapiantare nella primavera successiva.

    Per cui le consiglio di smuovere il terreno, senza rivoltare troppo gli strati per non alterare la distribuzione della biologia degli organismi viventi e delle sostanze nutritive del suolo, distribuire il concime pellettato nel terreno smosso e interrarlo leggermente al fine di non perdere sostanze nutritive per volatilizzazione.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

  • La resa delle specie orticole per mq è intesa per tutto il periodo di produzione?

    Il 20/10/2017, Domenico di Palermo chiede:

    Salve, vorrei chiedere come si calcola il numero di piantine da trapiantare per ottenere una certa produzione in kg, ad esempio la resa delle melanzane è circa 3/4 kg per mq. Questo significa che in un filare lungo 1.25 m e largo 0.8 m con gocciolatori a 30 cm di distanza, posso piantare 4 piantine. Dopo 120 giorni avrò il primo raccolto che credo sia di circa 0.5 kg per ogni piantina, in totale sono 2 kg per tutte e quattro le piantine. Supposto che ogni dieci giorni ci saranno nuovi frutti, con uguale resa in peso, questo significa che avrò altri 2 kg ogni dieci giorni per due mesi. In totale avrò: dopo 120gg 2kg, dopo 130gg 2kg, dopo 140gg 2kg, dopo 150gg 2kg, dopo 160gg 2kg, dopo 170gg 2kg, dopo 180gg 2kg. Ovvero nei 60 giorni successivi alla prima produzione raccoglierò in totale 14 kg di melanzane. La mia domanda è: la resa per mq si intende per tutto il periodo di produzione? Esiste una tabella dove sono indicati i valori di produzione e la loro ciclicità? Grazie per l'attenzione
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Domenico.

    Per poter calcolare il numero di piantine da trapiantare e ottenere una determinata produzione al kg, è necessario conoscere quella che si chiama con il nome di densità colturale, ossia il numero di piantine al mq presenti in un determinato appezzamento.

    Di seguito le volevo descrivere come il concetto di densità colturale, può avere influenza sulla crescita e produzione in orticoltura.


    Densità Colturale

    È un parametro che deve tener conto di numerosi fattori come:

    1. Capacità di competizione di ogni specie e/o varietà
    2. Condizioni climatiche
    3. Contenuto di acqua e nutrienti
    4. Ciclo colturale
    5. Indirizzo produttivo delle piante
    6. Standard qualitativi richiesti dal mercato
    7. Possibilità di meccanizzazione delle piante

    L'esperienza, con il tempo, ha potuto confermare che per ciascuna specie esiste un limite minimo e/o massimo in cui può oscillare la densità colturale. E' necessario inoltre conoscere la risposta fisiologica e produttiva della coltura alla densità colturale e come quest'ultima possa essere influenzata dalle varie pratiche colturali impiegate (es. irrigazione e concimazione).

    Gli effetti della densità colturale sulla produzione delle colture, viene calcolata andando a rapportare la produzione totale per pianta sulla superficie a mq, oppure rapportando la produzione commerciabile di una parte della pianta (es. foglie, frutti, radici e infiorescenze) e/o la produzione che supera alcuni requisiti commerciali (calibro, uniformità, conformazione, colore e consistenza delle piante) sempre sull'unità al mq.

    Da queste esperienze si evince spesso che la produzione unitaria per pianta decresce all'aumentare della densità colturale, in maniera più o meno rapida, a seconda della competizione delle specie e delle condizioni di coltivazione. Infatti la maggior parte degli ortaggi, viene coltivata con densità colturali inferiori ai valori massimi in modo da garantire la produzione di frutti di adeguata pezzatura (es. pomodoro, peperone e zucchina), oppure un adeguato sviluppo di cespi (es. aglio, cipolla e cavolo). Questa scelta è legata anche alla necessità di non ritardare troppo l'epoca di raccolta del prodotto che è legata spesso al successo produttivo ed economico della coltura.

    Le densità colturali elevate non risultano dannose entro certi limiti per alcune produzioni e specie orticole, che richiedono elevata uniformità e ridotto contenuto di fibre, come avviene ad esempio per le specie da foglia (es. cicoria, lattuga e indivia) e gli ortaggi aromatici da condimento (basilico, prezzemolo e sedano).
    La densità colturale ottimale deve essere valutata anche in base alla stretta relazione che esiste tra qualità del prodotto e produzione commerciabile.

    E' da valutare inoltre l'orientamento delle file e la forma degli appezzamenti, in modo da definire la densità colturale più favorevole delle piante per incrementare la produttività.
    La disposizione degli appezzamenti a quadrato, è quella che determina minore competizione di crescita, ma incrementa le esigenze di meccanizzazione delle diverse operazioni colturali. Per questo oggi si tende ad incrementare la competizione di crescita delle specie, utilizzando una disposizione a rettangolo con orientamento delle file nord - sud (N-S), per avere produzioni più regolari e agevolare le operazioni colturali di sostegno e raccolta degli ortaggi.

    Infine è da valutare strettamente come la densità colturale influisca sulle disponibilità idriche e nutrizionali della pianta. Questi fattori infatti, possono influenzare in maniera anche molto marcata la produzione della coltura, anche senza modificare la densità colturale riguardo la produzione commerciabile.

    Venendo alla sua domanda in cui chiede se la resa al mq si intende per tutto il periodo di produzione della pianta, considerando quanto sopra le ho descritto posso rispondere che ogni specie ortiva, e conseguentemente ogni varietà della stessa specie, presentano una resa teorica riferita però alla fase di piena produzione, ma tale resa in pratica è soggetta a delle variazioni legate, non solo alla densità colturale, ma ad una serie di fattori climatici, agronomici e pedologici. In questo caso la resa di una determinata coltura per essere ottimale deve essere valutata non durante tutto il ciclo, ma nella fase di piena produzione.

    Per ogni specie ortiva esistono ovviamente delle tabelle dove sono indicati i valori di produzione che vengono espressi in kg/ha o in q/ha, variabile da pianta a pianta, ma che però non tengono conto della ciclicità e modificazione quantitativa nel corso della stagione produttiva dell'ortaggio. Di conseguenza il valore è sempre riferito alla fase di piena produzione della specie.

    Ringraziandola della domanda e sperando di essere stato esaustivo, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

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  • Orto sovrasfruttato con terreno povero: quali specie posso piantare?

    Il 18/10/2017, Riccardo di San Lazzaro di Savena chiede:

    Salve, mi é stato affidato un orto comunale 6m×6m che negli anni è stato sovrasfruttato: continue lavorazioni, compattamento, mai aggiunta di sostanza organica ma solo concimi chimici, no presenza di lombrichi. Il mio desiderio sarebbe riportarlo a nuova vita e penso che una delle prime cose da fare sia aggiungere sostanza organica ma mi piacerebbe creare in futuro un ambiente meno dipendente da input esterni. La mia domanda perciò è: esistono specie che si riescono a consociare all'interno di una coltivazione orticola che apportano benefici al terreno e alla biodiversità dello stesso? So bene i vantaggi dell'uso di piselli, fagiolini, fave, ma se si usano per produrre granella e se si pensa al breve tempo che stanno sul terreno I benefici sono minimi.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Riccardo.
    Partendo da una situazione di terreno molto sfruttato in cui sono state fatte continue lavorazioni (anche profonde presumo), con apporto notevole di concimi di sintesi di natura minerale, immagino anche con frequenti irrigazioni, è chiaro che siamo in una situazione in cui sia i minerali che la sostanza organica sono entrambi molto carenti.

    La prima cosa da fare in questo caso è cercare il più possibile di apportare di nuovo sostanze nutritive al terreno proprio attraverso una concimazione organica a base di letame o di altro prodotto complementare per ristabilire la fertilità perduta. La sostanza organica apporta dei notevoli benefici dal punto di vista fisico, nutritivo, chimico e biologico anche se il tempo necessario per ristabilire la fertilità agronomica perduta dopo molto tempo di sfruttamento del suolo, richiede tempi lunghi.

    L'idea di seminare specie da sovescio, in questo caso di leguminose, potrebbe essere un'alternativa molto valida alla distribuzione di letame, soprattutto specie come il favino, la veccia o il trifoglio incarnato, in particolar modo per quanto riguarda l'azoto N, essendo specie azotofissatrici.
    Le ricordo inoltre che la semina di specie da sovescio, migliora il contenuto di sostanza organica del terreno (es. 300 q di massa verde apporta circa 10 q di humus) e il suo livello di elementi nutritivi (es. 100 Kg/ha di N; 30 kg/ha di P2O5; 150 – 200 kg/ha di K2O), al pari di una concimazione letamica. Per cui rappresenta una valida alternativa alla distribuzione di sostanza organica nel suolo. Le specie da sovescio vanno seminate nel periodo autunno - invernale e interrate all'inizio della primavera prima che vadano a fiore per usufruire al massimo della quantità d'azoto che rilasciano e quindi della loro massa vegetale.

    Oltre alle leguminose, altre specie che lei potrebbe seminare in questo periodo, sono quelle appartenenti alla famiglia delle crucifere (es. cavoli, senape, colza). Queste specie sono caratterizzate da un apparato radicale a fittone che si spinge in profondità e ha la caratteristica non solo di andare a disgregare il suolo, determinando un miglioramento della struttura e porosità, ma attraverso la loro radice sono in grado di andare ad assorbire gli elementi minerali percolati in profondità con il dilavamento delle piogge. Questi minerali (soprattutto microelementi), una volta che vengono a far parte della massa vegetale verde della pianta, al momento in cui viene interrata tornano di nuovo a disposizione per le piante in superficie. In questo caso l'ideale sarebbe quello di seminare queste specie da sovescio utilizzando un miscuglio di leguminose + crucifere

    La consociazione, ossia la coltivazione di più specie sullo stesso terreno secondo schemi precisi, ha come effetto diretto quello di apportare benefici alle piante grazie all'effetto sinergico che queste garantiscono alla specie che viene consociata e indirettamente anche a livello del suolo.
    Ma nel caso specifico invece più che di una consociazione, c'è bisogno di ristabilire la fertilità del suolo e apportare sostanze nutritive. Per cui in questo caso l'alternativa migliore e più valida alla distribuzione della sostanza organica, riguarda la semina di specie da sovescio sotto forma di miscuglio leguminose + crucifere.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Orto con terreno sabbioso: è giusto vangare?

    Il 15/10/2017, Alfredo di Borgosatollo chiede:

    Buongiorno, posseggo un piccolo orto con terreno sabbioso che ho sempre vangato e contemporaneamente fertilizzato interrando stallatico sfarinato umidificato. Ho letto che il mio orto per le sue caratteristiche non andrebbe più vangato, ma se questo è corretto dovrei lasciare lo stallatico in superficie. Cosa mi consiglia di fare? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Alfredo.
    I terreni sabbiosi, essendo non strutturati, hanno il difetto di non trattenere l'acqua di pioggia e di irrigazione, perché a differenza di quelli argillosi non posseggono particelle colloidali capaci di trattenere le sostanze nutritive.

    Il fatto che non vada vangato non è assolutamente veritiero, perché proprio in virtù della sua mancanza di struttura e particelle colloidali, non può subire alterazioni delle proprietà fisiche quando sottoposto a vangatura come invece avviene nei terreni argillosi. Al limite può provare a sostituire la vangatura con una zappatura o fresatura in quanto lavorazioni più superficiali.

    Quello di cui hanno appunto bisogno questi terreni è proprio l'apporto di sostanza organica attraverso concimi, come appunto il letame o lo stallatico, allo scopo di incrementare sia la capacità di trattenuta dell'acqua che dei minerali.
    In questo caso le consiglierei sempre di interrare leggermente il concime organico, per evitare che a contatto con l'aria il prodotto vada incontro a processi di ossidazione che conducono spesso a perdite di azoto per volatilizzazione.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Erba cipollina infesta il mio giardino: cosa fare?

    Il 02/10/2017, Ferdinando di Fermo (FM) chiede:

    Nell'orto e nel mio giardino sono nate spontaneamente, in modo infestante, delle cipolline, alcune bianche, altre scure, della grandezza massima di un centimetro. Dal bulbo se ne generano altre. Come è possibile eliminarle? Il 04/10/17 Ferdinando chiede: Grazie per la risposta in merito all'erba cipollina, ma volevo conoscere se il trattamento con disseccante fogliare ad azione sistemica, elimina anche le eventuali cipolline che si fossero formate, attorno alla cipolla madre? Saluti e cordialità.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve di nuovo gentilissimo signor Ferdinando.
    Le erbe infestanti che sono cresciute nel suo orto e giardino, non sono altro che delle specie spontanee e selvatiche appartenenti alla famiglia delle Liliacee.

    Tra le specie infestanti appartenenti a questa famiglia, ricordiamo:

    1. Erba cipollina (Allium schoenaprasum).
    2. Aglio Ursino (Allium ursinum).
    3. Latte di gallina (Ornithogalum umbellatum).

    Molto probabilmente si tratta di erba cipollina, perché la pianta ha la caratteristica di produrre dei piccoli bulbi sotterranei di colore chiaro e/o scuro. 

    La caratteristica di questa specie, è quella di propagarsi velocemente attraverso i piccoli bulbi, divenendo in poco tempo infestante e molto invasiva grazie alla sua straordinaria capacità riproduttiva. Infatti se nell'andare a toglierla dal terreno, si strappa la pianta, questa non muore ma attraverso il piccolo bulbo rimasto sottoterra, ha la possibilità di rigenerarsi e di moltiplicare ulteriormente le piante divenendo a sua volta ulteriormente invasiva.

    Il metodo più rapido per distruggere ed eliminare queste infestanti, sarebbe quello di ricorrere al diserbo chimico attraverso l'impiego di un disseccante fogliare ad azione sistemica, che penetrando all'interno della pianta riesce a raggiungere il bulbo, devitalizzandolo e facendolo seccare completamente.

    Se lei però non vuole utilizzare nessun tipo di prodotto chimico per eliminare questa erba infestante, l'unico modo è quello di ricorrere a delle arature del terreno che abbiano la capacità di portare in superficie i bulbi e porli a contatto diretto con il sole. In presenza della radiazione solare a contatto con il bulbo, la temperatura e il calore che si sprigiona hanno la proprietà di devitalizzare i bulbi, operando una vera e propria sterilizzazione e uccidendo le infestanti.

    Le operazioni meccaniche di scerbatura manuale e al limite anche la sarchiatura meccanica, hanno effetto nell'eliminare questa pianta nell'immediato. Come già detto però, se il bulbo rimane sottoterra, una volta tolta l'infestante, è capace di rigenerarsi velocemente e sviluppare di nuovo in maniera ancora più invasiva di prima.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Il 06/10/17 Fabio Di Gioia risponde:

    Salve di nuovo gentilissimo signor Ferdinando.
    I disseccanti fogliari ad azione sistemica sono in grado di penetrare all'interno della pianta tramite i vasi conduttori (xilema e floema), provocando la morte della specie infestante, non solo distruggendo la parte aerea, ma anche andando a disseccare la parte ipogea (in questo caso i piccoli bulbilli attaccati alla pianta madre). 

    E' necessario tuttavia in questo caso che il prodotto debba avere una traslocazione floematica, quindi una volta assorbito che possa viaggiare in senso discendente (dove scorre la linfa elaborata o zuccherina) lungo i vasi, per arrivare alla radici.

    Ad oggi il miglior diserbante ad azione totale, quindi attivo nel disseccamento di tutte le specie infestanti e di conseguenza non selettivo, è il gliphosate.
    Ovviamente la sua distribuzione sul terreno, nonostante i vantaggi che può avere nell'eliminare le erbe infestanti, ha degli effetti devastanti sull'ecosistema, su tutta la flora e fauna che può esserci attorno alle piante e sulla salute dell'uomo, oltre a causare seri problemi d'inquinamento del suolo e delle acque.

    Le consiglio di valutare molto bene e attentamente gli effetti che questo prodotto potrebbe avere nei confronti dell'ecosistema, ricorrendo alla sua distribuzione soltanto nel caso fosse veramente costretto o qualora non possa farne a meno.
    Le chiederei per questo di mantenermi informato sull'evoluzione della situazione per capire se è possibile intervenire in maniera alternativa.

    Ringraziandola ancora, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Tonchio del fagiolo, come controllarlo?

    Il 17/09/2017, Pierluigi di Avezzano chiede:

    Come si controlla in modo naturale l'attacco del tonchio del fagiolo? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Pierluigi.

    Tra i metodi naturali che possono essere impiegati, per controllare l'attacco del tonchio del fagiolo (Acanthoscelides obtectus), ricordiamo:

    a) Congelamento

    I contenitori contenenti i semi di fagiolo una volta sigillati, vengono posti per almeno due giorni al freddo a temperature comprese tra i -18 e - 20 gradi, allo scopo di devitalizzare e uccidere sia le uova che gli insetti adulti del parassita.

    Dopo il trattamento il contenitore va fatto tornare a temperatura ambiente, per evitare la condensazione dell'umidità attorno al seme e la sua marcescenza.

    b) Impiego di oli essenziali.

    A scopo disinfettante e repellente nei confronti dell'insetto.

    c) Utilizzo di grani pepe e foglie d'alloro

    Vengono inseriti all'interno dei contenitori di conservazione, per evitare l'attacco del tonchio agendo da effetto repellente nei suoi confronti.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Pianta trovata in angolo del mio giardino: cos'è?

    Pianta trovata in angolo del mio giardino: cos'è?

    Il 25/08/2017, Miriam Mancini di Roma chiede:

    Domanda: Buongiorno! Mi sono ritrovata questa pianta in un angolo del giardino dove mi occupo di talee e semine e mi ha colpito (tanto che ne ho un vago ricordo) il particolare delle foglie connate. Prima di estirparla vorrei essere certa che non sia nata da qualche seme portato da un uccello o presente in vasi con piante acquistate in vivaio come accaduto per una Phox paniculata. La pianta produce getti molto lunghi e potrebbe essere una rampicante sebbene non "autoportante". Non so se potrete aiutarmi a identificarla e allego tre immagini. Grazie comunque e cordiali saluti.
    Redazione
    Risponde l'esperto
    Redazione Portale del Verde

    Buongiorno Miriam,
    non è semplice identificare questa pianta in quanto la foglia è molto simile a diverse cultivar.
    Potrebbe un peperoncino, ma non il Capsicum annum, ma bensì il Capsicum chinense.
    Se si va a vedere la descrizione di questa specie, la pianta tende a formare fiori di colore bianco, con frutti biancastri portati anche 1- 2 per nodo.
    Oppure potrebbe essere una Passiflora. La foto è recente? Ci sono fiori o frutti per poter convalidare l'ipotesi?

    Grazie per la sua domanda e ci faccia sapere cosa effettivamente è, una volta cresciuta :-)

  • Letame pellettato diluito in acqua funziona?

    Il 05/08/2017, Giulio di perugia chiede:

    Salve! Grazie mille per la risposta sul marciume apicale! Vorrei velocemente fare un'altra domanda. Posso sciogliere in una bottiglia di acqua, un po' di letame pellettato e annaffiarci le piante da orto? Riescono a ricevere i nutrimenti disciolti?? Grazie per il vostro tempo!!
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve di nuovo gentilissimo signor Giulio.

    Personalmente invece ringrazio lei per aver posto la domanda sul marciume apicale del pomodoro e aver dato modo di approfondire meglio la problematica anche per altri.

    Riguardo alla domanda in cui lei mi chiede se si può disciogliere del letame pellettato in una bottiglia d'acqua e irrigare i suoi pomodori al fine che essi ricevano tutti i nutrienti necessari, le posso dare due risposte differenziate ovviamente da trattare separatamente:

    1) È necessario intanto capire se il concime organico pellettato, risulta solubile in acqua e che quindi possa essere distribuito assieme all'acqua d'irrigazione (fertirrigazione). 

    Se così non è, bisogna distribuirlo tal e quale in forma solida al terreno e amalgamarlo in maniera equilibrata nel suolo. Questo intervento va eseguito alla fine dell'inverno.

    2) Bisogna inoltre capire se le piante ne hanno davvero bisogno del concime organico. È vero che i concimi organici hanno minore impatto ambientale dei concimi chimici o minerali di sintesi, ma allo stesso tempo è necessario tenere conto che qualsiasi eccesso di un elemento nutritivo nel suolo può avere ripercussioni negative sulla produzione e sullo stato di salute della pianta.

    I concimi organici pellettati, hanno un elevato tenore di azoto N. L'eccesso di questo elemento provoca un peggioramento della produzione dei frutti, esponendoli a marciumi e riducendo la loro qualità. 

    Per cui vanno distribuiti solamente quando c'è la necessità o nei casi di sospetta carenza nutritiva.

    Ringraziandola ancora della domanda e rimanendo ancora a disposizione, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Altica delle crucifere: rimedi naturali?

    Il 16/07/2017, Pierluigi di Avezzano chiede:

    Quali sono i predatori naturali dell'altica delle crucifere e come fare per controllare in modo biologico il soprannumero di questo insettino molto vorace? Quali consociazioni possono essere utili? Ho ambienti diversi nel mio orto, ho forse sbagliato a piantarle tutte in un solo posto, con le piantine che sto facendo farò nuovi test. Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Pierluigi.
    Prima di descriverle i metodi di difesa biologica e l'eventuale consociazione di colture per contrastare l'altica delle crucifere, vorrei descriverle questo  insetto e i danni che provoca.

    L'altica, anche conosciuta con il nome di pulce degli orti, è un insetto polifago molto fastidioso per le colture ortive e in particolare per piante  appartenenti alla famiglia delle Chenopodiacee (es. bietola) e Crucifere (es.  cavoli e cime di rapa).
    Per questo motivo ne esistono due specie diverse che attaccano piante orticole specifiche, come:

    ALTICA DELLA BIETOLA E BARBABIETOLA
    (Chaetocnema tibialis)

    Ordine: Coleotteri.
    Famiglia: Crisomelidi.

    ALTICA DELLA CRUCIFERE O DEL CAVOLO
    (Phyllotreta nemorum)

    Ordine: Coleotteri.
    Famiglia: Crisomelidi.

    In questo caso specifico, ci occuperemo specificatamente dell'altica delle crucifere.

    Danni provocati da Altica delle Crucifere

    La gravità del danno provocata a carico delle piante da questo insetto, è influenzata non solo dal tipo di specie orticola attaccata ma anche dallo stadio di sviluppo dello stesso insetto. In questo ultimo caso infatti gli stadi giovanili (larve) non provocano danni alle piante, cosa che invece determinano gli adulti.
    I danni si manifestano principalmente a carico dell'apparato aereo della pianta e in particolar modo a livello delle foglie. Grazie all'apparato boccale masticatore l'insetto provoca delle erosioni fogliari di forma rotondeggiante soprattutto a livello della pagina inferiore. Nella pagina superiore invece, lasciata intatta in un primo momento, compaiono successivamente delle necrosi fogliari che evolveranno in seguito in un disseccamento generalizzato.
    Se l'attacco fogliare avviene quando la pianta è nelle fasi iniziali di sviluppo, il danno può essere talmente grave da portarla alla morte.
    Altra considerazione da fare riguardo questo insetto, è legato alla dimensione e alla quantità degli esemplari della popolazione. Infatti se gli esemplari dell'insetto sono pochi, è facile da tenere sotto controllo l'insetto e di conseguenza il danno alle colture è trascurabile. In caso contrario invece i danni alle colture sono rilevanti e quindi sarà necessario intervenire con opportuni mezzi di difesa (in questo caso ci occuperemo delle strategie di lotta biologica).

    Lotta biologica all'Altica delle Crucifere

    La lotta biologica contro l'Altica delle Crucifere è molto complessa e prevede spesso l'associazione di più accorgimenti e tecniche da abbinare assieme.
    Una della caratteristiche principali di questo insetto, è rappresentato dall'estrema mobilità (per questo si chiama pulce degli orti), soprattutto quando si sente minacciato. Infatti in condizioni di pericolo, compie dei lunghi balzi e salti in modo da sfuggire e quindi da non renderlo presente all'interno della vegetazione.
    Tra le strategie di lotta biologica all'Altica delle Crucifere, ricordiamo:

    a) Pacciamatura.
    b) Piante trappola.
    c) Olio di neem e macerato d'ortica.
    d) Impiego di predatori naturali.

    Pacciamatura

    La pacciamatura naturale con paglia o artificiale con teli di plastica nera, limita la possibilità dell'insetto di emergere dal suolo e quindi di attaccare l'apparato fogliare.

    Piante trappola

    Tra le piante trappola in grado di attirare l'insetto distogliendolo dalle piante di cavolo, ricordiamo:

    - Senape indiana (Brassica juncea).
    - Rafano (Armoria rusticana).

    Queste piante trappola, seminate e/o trapiantate tra le file di cavolo, sono in grado di attirare l'altica verso di se in quanto più facilmente attratta rispetto alle crucifere da difendere. In questo caso queste piante trappola difendono le piante di cavolo, sacrificandosi al posto loro. Inoltre vengono impiegate anche come piante spia in grado di monitorare l'andamento delle popolazione di Altica.

    Olio di Neem e macerato di ortica

    L'olio di neem e il macerato di ortica distribuiti sulla vegetazione quando questa risulta attaccata dall'Altica, agiscono prevalentemente per azione repellente nei confronti del fitofago.

    Predatori naturali

    Tra i predatori naturali presenti nell'ambiente in grado di contrastare le popolazioni di Altica, ricordiamo:

    - Larve di Crisopa (Chrysoperla cartanea).
    - Geocoris sp.
    - Collops sp.
    - Nabis sp.
    - Imenotteri Braconidi (Microcotonus vittage).

    Consociazioni

    Per quanto riguarda infine la consociazione tra altre specie orticole, le piante che potrebbero aiutare al contenimento delle popolazioni di Altica, ricordiamo:

    - Spinacio.
    - Lattuga.

    Queste specie seminate tra le file di cavolo, oppure alternando le file di cavolo a quelle di spinacio e/o lattuga sono in grado di contrastare l'attacco dell'Altica, in quanto liberano nel terreno e nell'ambiente delle sostanze volatili ad azione repellente in modo tale da allontanare l'insetto e quindi di impedirgli di danneggiare le crucifere.
    Per questo motivo le consiglio per le prossime volte di evitare di piantare i cavoli tutti insieme in modo da creare una monocoltura e quindi di amplificare il danno dell'Altica, ma di alternare mediante consociazione alle file di cavolo quelle di spinacio e lattuga.

    Ringraziandola della domanda e sperando di esserle stato di aiuto, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Zucchina Trombetta di Albenga in vari colori

    Zucchina Trombetta di Albenga in vari colori

    Il 13/07/2017, Dieter di Diano San Pietro (IM) Italia chiede:

    Prego scusa, ma il mio Italiano scritto è "rustico". Da parecchi anni coltivo un orto in Liguria. Quest' anno gli zucchini Trombette di Albenga hanno parzialmente un colore di verde molto (veda le fotografie), molto scuro, non gli ho mai visto così, ma ci sono altre più chiare e/o già giallastre. Ho comprata le piantine nello stesso vivaio, piantato in terra uguale, fertilizzazione (biologico) uguale, irrigazione uguale. Potete spiegarmi che cosa può essere, ev. seme da piante incrociati con altre cucurbitaceae nel vivaio?? Grazie mille, cordiali saluti Dieter
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Dieter.

    Non si preoccupi per quanto riguarda il modo con cui si esprime, perché risulta molto chiaro e corretto e allo stesso tempo mi ha permesso di individuare la sua problematica.

    La zucchina o zucchino (Cucurbita pepo), è una specie orticola definita monoica, ossia con l'apparato di riproduzione maschile (stame) e quello femminile (pistillo) presenti entrambi sulla stessa pianta ma in strutture diverse. Per cui all'interno della stessa pianta troveremo contemporaneamente sia fiori maschili che fiori femminili.

    Il fatto che gli organi di riproduzione siano su strutture diverse, rende d'obbligo l'impollinazione incrociata o allogama o eterogama. Questo fatto incrementa molto la possibilità che il polline di varietà diverse proveniente da altre piante, si possa mescolare con quello della varietà in oggetto (Zucchina Trombetta di Albenga), determinando un ibridazione della stessa e quindi la comparsa di un fenotipo diverso da quello originario.

    Per questo motivo nel caso delle zucchine, per evitare che il polline estraneo si mescoli in maniera indesiderata con quello della varietà da riprodurre, è necessario operare queste accortezze:

    1) Separare la varietà da riprodurre per una distanza di circa 1 km, in modo da evitare che sul pistillo, giunga del polline estraneo.

    2) Effettuare l'impollinazione manuale, ossia con un pennellino andare a prendere il polline nel fiore maschile e spennellarlo su quello femminile, avendo cura poi di chiuderlo con un sacchetto traspirante per evitare che vi giunga del polline estraneo esterno e togliendolo subito dopo l'allegagione.

    3) Porre direttamente le piante di zucchino all'interno di isolatori, perché in questo modo siamo sicuri che il pistillo venga fecondato soltanto dal polline di quella varietà.

    Come mai quest'anno le sue varietà di Zucchina Trombetta di Albenga hanno una colorazione diversa (verde chiaro, giallastro) da quella originaria?

    Secondo me le motivazioni sono semplicemente due:

    a) Non è stato operato un adeguato isolamento delle varietà da riprodurre a livello vivaistico per cui c'è stato un rimescolamento con varietà diverse e quindi la Zucchina Trombetta ha perso le sue caratteristiche originali.

    b) In fase di scelta e successiva selezione sia delle piante che del frutto, non si è operato nell'andare a prendere il seme solo da quelle piante che presentavano le migliori caratteristiche distintive per quella varietà, prelevando di conseguenza il seme da tutti i frutti e per questo motivo si è assistito alla riproduzione di piante con caratteristiche diverse da quelle della vera Zucchina Trombetta di Albenga.

    Ringraziandola della domanda e rimanendo in attesa di nuove delucidazioni, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Fasi lunari e semina: come funziona?

    Il 30/06/2017, Ferdinando di FERMO (FM) chiede:

    Per la semina nell'orto di cicoria, finocchi, rape ecc. ecc., è consigliabile seguire le fasi lunari o è solo fantasia?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Ferdinando.

    Assolutamente no, la scelta delle fasi lunari per la semina delle sementi ortive non è una fantasia, ma una vera realtà.

    La luna, esercitando una sorta di attrazione magnetica nei confronti della terra, influisce in maniera importante anche sulle semine e, di conseguenza, sulla crescita e la produzione degli ortaggi.

    Gli ortaggi da frutto (es. pomodoro, fagiolo, zucchina ecc.) e da fiore, vanno seminati a luna crescente ossia quando il ciclo lunare va da luna nuova a luna piena. In questa fase infatti l'energia magnetica indotta dalla luna è ascendente dalle radici verso i germogli apicali e quindi influisce favorevolmente sulla produzione di fiori e frutti riducendo l'attività vegetativa.

    Viceversa le specie da foglia (es. cicoria, finocchi, cavoli ecc.) e da radice (es. rape, patata ecc.) che lei ha indicato, vanno invece seminate a luna calante, ossia quando il ciclo lunare va da luna piena a luna nuova. In questa fase l'energia magnetica indotta dalla luna è discendente dai germogli apicali verso le radici influendo positivamente sulla produzione di germogli, foglie e radici.

    Inoltre le specie da foglie essendo piante biennali ossia al primo anno in cui vengono seminate producono foglie e germogli e soltanto al secondo anno producono fiori e frutti, si seminano tipicamente a luna calante, perché se seminate a luna crescente subiscono una prefioritura non richiesta al primo anno, andando subito a seme e quindi non dando ad esse di sviluppare il fogliame utile alla produzione orticola.

    Ringraziandola della domanda e rimanendo a sua disposizione per risolvere ulteriori dubbi, ma saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Le crucifere che trapianto nell'orto in luglio deperiscono, perchè?

    Il 14/06/2017, Carlo GIianfelici di Pozzol Groppo chiede:

    Le numerose crucifere che trapianto nell'orto in luglio, col pane di terra di capienti vasetti ove le ho seminate in maggio, dopo un iniziale rigoglio deperiscono, malgrado innaffiatre quotidiane di 1 lt. ciascuna, con macchie di seccume e fori sulle foglie, per tutto il mese, fintanto che arriva qualche temporale di agosto e la temperatura cala un poò. Perche? Non c'e' la cavolaia e non si vedono uova o insetti. Sembra che soffrano il caldo, ma non posso ritardare il trapianto a fine agosto.
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Gentile Carlo,

    se ha delle foto delle piantine è meglio. Certamente trapiantare a luglio nel pieno del caldo per una crucifera non è l'ideale. La radice come sta di queste piante? Il seccume dove si manifesta?

    Marco V DEL GROSSO

  • Le piantine di insalata non crescono, perchè?

    Il 01/06/2017, Bernardo Linari di Firenze chiede:

    Pianto le piantine di insalata ma non crescono, come mai? Forse le annaffio poco o troppo, o forse le interrro troppo. Come si mette a terra correttamente? Che concime devo usare?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Bernardo.

    Le insalate (termine comune con cui si indicano le specie di cicoria, indivia e lattuga), sono ortaggi da foglia appartenenti alla famiglia delle Composite o Asteracee, costituite dalla cosiddetta rosetta fogliare ossia da una zona centrale in cui le foglie partono tutte dallo stesso punto a formare un cespo o grumo in maniera involucrante.

    Di conseguenza sono specie orticole, che non formano un fusto vero e proprio dove di inseriscono le foglie, a parte l'emissione di uno scapo fiorale da cui si possano sviluppare i fiori e successivamente i frutti (acheni).

    Questo significa che siccome le foglie si dipartono tutte da una zona centrale o cuore, se al momento del trapianto nel terreno le specie di insalata vengono messe troppo in profondità si favorisce la marcescenza del cuore e di conseguenza questo può avere degli aspetti negativi sulla crescita della pianta.

    Quindi il consiglio è di piantare le insalate non troppo in profondità nella buchetta, ma a partire dalla zona del colletto che separa la parte aerea da quella radicale.

    Per quanto riguarda l'irrigazione è necessario evitare sia le carenza che gli eccessi idrici, perchè la mancanza di acqua fa appassire il fogliame determinandone un disseccamento, mentre l'eccesso di acqua favorisce la loro marcescenza.

    Per quanto riguarda la concimazione infine, le consiglierei prima del trapianto e quindi al momento della preparazione del terreno, la distribuzione di concimi di derivazione organica capaci di fornire in maniera equilibrata e molto dilazionata nel tempo, gli elementi minerali che la pianta abbisogna per le sue esigenze nutritive.

    Eviterei la distribuzione di concimi minerali di natura azotata e in particolare quelli nitrici, in quanto essendo prodotti molto solubili e quindi a pronto effetto, vengono velocemente assorbiti dalla pianta con il rischio di accumulo di nitrati tossici a livello fogliare, tenendo conto che trattandosi di ortaggi da foglia, l'accumulo di sostanze nitriche nelle foglie è molto maggiore, rispetto ad altri tipi di ortaggio (es. pomodoro o zucchina).

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Le mie zucchine non crescono più, cosa posso fare?

    Il 31/05/2017, Rosanna Scarselletti di Siena chiede:

    Vorrei porre un quesito che riguarda la coltivazione delle zucchine. Le coltivo da anni ed in genere con ottimi risultati in termini di qualità e quantità. Da qualche anno però sempre più frequentemente succede che i frutti iniziano ad ingiallire e "svuotarsi" all'apice. A volte questo si accompagna ad un eccessivo ingrossamento dal lato del picciolo, cosicché la zucchina assume un aspetto a fiasco. Di conseguenza il frutto è quasi interamente da buttare. Solitamente uso varietà costoluto fiorentino o romanesco. Le foglie appaiono sane e turgide. Può essere un problema di acqua? Il terreno è argilloso e molto soleggiato. Avrei inoltre un'altra curiosità. Le piante iniziano a fiorire e fruttificare molto presto dopo il trapianto, quando sono ancora piuttosto piccole; è normale? Ringraziandovi anticipatamente, porgo distinti saluti. Rosanna
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Quando la zucchina assume la forma a fiasco o a clava è un problema spesso di allegagione non sufficiente, il frutto non è bel impollinato.  Problema di acqua no a meno di grossi errori nella gestione.

    Se una pianta zucchino compreso fiorisce e fruttifica troppo presto vuol dire che è stressata da qualcosa (poca acqua, terreno stanco, nematodi, radice bloccata nel pane di torba, ecc) e quindi emette il fiore

    Marco V DEL GROSSO

  • Le cipolle ed i porri non crescono, perchè?

    Il 31/05/2017, ennio di biella chiede:

    Buongiorno, ho precedentemente fatto una domanda relativa a porri e cipolle alla quale mi ha risposto Marco del Grosso, chiedendomi altri dettagli, poi ho votato la stellina e non sono più stato in grado di aggiungere la risposta alle sue domande, lo faccio qui in una nuova domanda. Marco, le altre verdure crescono bene, insalata, rapanelli, zucchine, pomodori, patate (di cui ho inviato la foto) , solo cipolle e in particolare porri stentano a crescere. L'acqua che uso per bagnare è un po' quella potabile e un po', fino ad esaurimento, quella che recupero dalle piogge raccogliendola nei vasconi. Grazie dell'aiuto. Ennio
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Appare strano che non crescano solo i porri e le cipolle e le altre sì
    Le piantine stanno bene?
    Le radici?
    Riuscirebbe a mandarci qualche foto?

    Marco V DEL GROSSO

  • I miei porri e le mie cipolle non crescono, cosa devo fare?

    I miei porri e le mie cipolle non crescono, cosa devo fare?

    Il 30/05/2017, Ennio di Biella chiede:

    Buongiorno, abito in un paesino a 500 mt di altitudine in provincia di Biella, ho dei seri problemi con i porri e le cipolle, compro i porri a mazzi, li pianto, e dopo mesi sono cresciuti pochissimo, sono quasi uguali. Anche le cipolle non danno molte soddisfazioni. Come devo trattare il terreno? Che cosa manca ? Si devono bagnare poco/molto/mai? Grazie mille per l'aiuto
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Porri-CipolleCaro Ennio, purtroppo da  quello che scrivi posso dirti poco.
    I porri e le cipolle possono non crescere per molti motivi 
    Serverebbe una analisi del terreno per poterti aiutare e dirti cosa manca
    Non crescono solo loro o anche altre piante?
    L'acqua da dove viene?

    Marco V DEL GROSSO

  • Sapreste dirci cosa sono questi gusci con una specie di fava all'interno?

    Sapreste dirci cosa sono questi gusci con una specie di fava all'interno?

    Il 08/05/2017, Anna di Italia chiede:

    Buongiorno, abbiamo trovato in casa, forse per il vento, questi gusci del diametro di circa 2 cm con questa specie di fava dentro. Non li abbiamo mai visti e non capiamo cosa possano essere. Mi potete aiutare? Grazie. Anna
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima signora Anna.

    Dalla foto che lei ha allegato come indicato nella domanda, in effetti si tratta di una pianta che ha prodotto un legume, in particolare di una leguminosa arborea.

    In questo caso per poter identificare meglio a che specie appartiene, le conviene andare un po' vicino alla sua zona, osservare se sotto alle piante rileva frutti uguali a quelli che ha allegati e fotografare la pianta.

    Soltanto in questo caso, sarà possibile identificare al meglio la specie allegata in foto.

    Aspettando una sua successiva comunicazione in merito, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Da due anni non riesco a produrre piselli, quali sono le cause?

    Il 07/05/2017, Renato di Fiavè chiede:

    Da due anni non riesco a produrre piselli. Non germinano bene, non so se per il terreno troppro grasso e pieno di insetti terricoli o per semente di scarsa qualità.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Renato.

    Le cause che stanno alla base della scarsa germinabilitá dei semi di pisello che lei possiede, possono essere di due tipologie (anche se già nella sua domanda lo si capisce).

    1) Semente di scarsa qualità o poco vitale

    Tutte le sementi possiedono una proprietà specifica definita vitalità, ossia la proprietà di un seme di mantenere inalterate le due funzioni fisiologiche nel tempo.

    Questa vitalità, è a sua volta fortemente condizionata da:

    - Caratteristiche intrinseche (es. specie e varietà coltivata).

    In generale tutte le piante appartenenti alla famiglia delle leguminose hanno una vitalità dei semi superiore a 5 anni.

    - Caratteristiche estrinseche (es. temperatura e umidità)

    Sono due parametri condizionano molto la germinabilitá e conservazione dei semi. Questo significa che se tali condizioni ambientali di conservazione non sono idonee, la vitalità e la germinabilitá della semente si riduce drasticamente.

    2) Terreno troppo pesante e argilloso

    Lo ha già indicato nella sua domanda definendo il suo terreno grasso il che equivale a terreno pesante.

    Le leguminose a differenza delle graminacee, possiedono una germinazione ipogea, ossia l'apertura del seme e la fuoriuscita della plantula avviene al di sotto del piano del terreno, tenendo conto che tali specie hanno inoltre una bassa capacità di perforazione del suolo.

    Per cui se il terreno è troppo pesante e questo inoltre ha la tendenza a fare la crosta in superficie a seguito di piogge o distribuzione d'acqua d'irrigazione, la plantula non riuscendo a perforare il suolo può rimanere sotto e di conseguenza marcire e morire determinando delle nascite irregolari o non contemporanee

    Per cui le conclusioni e i consigli che posso darle, sono:

    a) Se di tratta di semente di scarsa qualità o poco vitale

    In questo caso, è necessario riprodurre velocemente le piante andando a raccogliere il seme dalle piantine che le sono nate in questo momento e che sono quelle che probabilmente il prossimo anno manterranno un'elevata germinabilitá e che dovrà di nuovo seminare.

    b) Se di tratta di terreno pesante e argilloso

    In questo caso è necessario aprire un solco, bagnarlo sul fondo dando tempo al terreno di assorbire l'acqua. 

    Dopodiché deporre la semente sul fondo del solco e infine ricoprirlo con della terra in superficie senza bagnarla evitando la formazione della crosta.

    L'umidità sul fondo del solco, assorbita dalla semente è sufficiente a farla germinare e fuoriuscire dal terreno senza problemi. Soltanto quando le plantule emergono del suolo e se ce n'è bisogno, allora in quel caso potrà bagnare il terreno.

    Ringraziandola della sua domanda e rimanendo a disposizione per risolvere altri dubbi, le porgo i miei saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Concime universale: si può usare per il mio orto sul terrazzo?

    Concime universale: si può usare per il mio orto sul terrazzo?

    Il 06/05/2017, Gianluigi di Lamezia Terme chiede:

    Buongiorno, Vi scrivo per avere delle delucidazioni. Ho un piccolo orto sul terrazzo di casa mia, da pochi giorni ho intrapreso questa stupenda esperienza. Vi premetto che ho piantato delle piantine di melanzana, pomodorini pachino ed inoltre (pur sempre separate da diversi vasi) delle fragole. Ieri mi è stato consigliato da un commerciante di articoli per giardinaggio il seguente concime (come da foto in allegato) "concime universale per piante ornamentali linfa", lo stesso mi riferiva che questo prodotto sarebbe andato bene anche per le mie piante da orto. Quindi desidero sapere se ho fatto bene a fidarmi del negoziante. Vi informo che ho già utilizzato il prodotto. Nella speranza di ricevere una risposta, cordiali saluti.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Gianluigi.

    Come da foto allegata, ho verificato il tipo di concime che lei ha acquistato e posso dirle che si tratta di un prodotto come già lei diceva definito "concime universale per piante ornamentali".

    Andando poi ad approfondire nella descrizione tecnica dell'etichetta, si vede che si tratta di un prodotto liquido da sciogliere in acqua di natura minerale avente una composizione equilibrata di azoto, N, fosforo P, e potassio K, con un titolo 7-7-7.

    Oltre a questi macroelementi principali, il concime è arricchito anche di ferro Fe 0,1 + zinco Zn 0,02 + manganese Mn 0,05, rame Cu e altri composti chelati.

    In definitiva si tratterebbe di un concime essenzialmente completo sotto l'aspetto nutrizionale ed equilibrato per quanto riguarda l'apporto dei minerali.

    Le domande che in questo caso lei può porsi sono: ma se sull'etichetta c'è scritto che il prodotto va bene per le piante ornamentali, può essere utilizzato anche per gli ortaggi? E ancora: perché il rivenditore mi ha detto che può essere utilizzato anche per gli ortaggi?.

    Ovviamente non conosco colui che glie lo ha venduto e quindi non me la sento di dare giudizi su una persona che in questo caso non conosco e se le ha detto così avrà un suo valido.

    Tuttavia voglio esprimerle un mio parere tecnico.

    In teoria un concime di questo tipo non si adatta alla concimazione degli ortaggi, proprio non solo perché c'è scritto in etichetta ma soprattutto perché gli ortaggi a differenza delle piante ornamentali richiedono dei rapporti tra gli elementi nutritivi diversi tra loro.

    Gli ortaggi da frutto (es. pomodoro e melanzana e fragola che lei ha piantato nei vasi), richiedono un basso contenuto di azoto N, e un contenuto più alto di fosforo P e potassio K. Questo perché la parte predominante della produzione è rappresentata dal fiore e dal frutto e i due elementi in grado di stimolare la fioritura e soprattutto la fruttificazione di qualità, sono appunto il PK.

    Quindi in questo caso distribuire un concime universale liquido con rapporti equilibrati tra elementi non è sufficiente a garantire una buona produzione abbondante e soprattutto di qualità.

    In pratica invece, potrebbe fare alcune prove magari distribuendo una parte del prodotto che lei ha acquistato su alcune piantine, mentre su altre distribuire un concime a elevato contenuto di PK.

    In questo modo avrà la possibilità di verificare lo sviluppo e la produzione delle piante trattate con due diversi concimi e osservare se il prodotto che le hanno le hanno consigliato è valido oppure anche per la concimazione degli ortaggi.

    Ringraziandola della sua domanda e rimanendo a sua disposizione per risolvere altri dubbi, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Il calcio trattamento fogliare è compatibile con il verderame?

    Il 04/05/2017, Nadia di Cameri chiede:

    Buongiorno, volevo sapere se il calcio trattamento fogliare è compatibile con il verderame (iperion) visto che sull'etichetta (calcio) c'è scritto che non è compatibile con formulati a reazione prettamente acida o alcalina. Anticipatamente ringrazio. Nadia
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima signora Nadia.

    I formulati anticrittogamici a base di rame (poltiglia bordolese e/o ossicloruro di rame), sono in realtà una miscela di solfato rameico o idrossido di calcio. 

    In particolare la poltiglia bordolese in base alla quantità di idrossido di calcio che viene utilizzato nella miscela, viene suddivisa in:

    1) Poltiglia bordolese acida. pH <7.

    2) Poltiglia bordolese neutra. pH =7.

    3) Poltiglia bordolese alcalina. pH >7.

    Mentre il solfato di rame è il principio attivo che agisce nei confronti dei patogeni fungini, l'idrossido di calcio che viene inserito nella miscela, ha una funzione aggrappante ossia quella di favorire la permanenza del prodotto sulla superficie esterna. Per cui la reazione del mezzo e il pH della soluzione, influiscono principalmente sulla permanenza o meno del prodotto a carico della pianta.

    La poltiglia bordolese acida con poco idrossido di calcio, ha poca permanenza sui tessuti per cui va distribuita in condizioni di ridotta piovosità e in ambienti asciutti. Invece la poltiglia bordolese alcalina con molto idrossido di calcio, ha un'elevata permanenza sui tessuti, e quindi va distribuita in condizioni di elevata piovosità e in ambienti umidi.

    Di conseguenza il normale verderame che si acquista dai rivenditori autorizzati di fitofarmaci, è già una miscela pronta di rame e calcio.

    Il calcio che invece viene impiegato come concime fogliare, è essenzialmente diverso da quello che viene impiegato nella miscela dell'anticrittogamico e se il pH del concime fosse troppo alcalino potrebbe andare a tamponare troppo l'acidità del solfato di rame. 

    Non esistono delle prove o tabelle che dimostrano questa incompatibilità, ma le consiglio comunque di distribuirli separatamente per non annullare gli effetti di entrambi i prodotti seguendo appunto le indicazioni riportate in etichetta del prodotto che lei ha acquistato.

    Le volevo infine ricordare che in data 20/21 maggio, terrò un corso sulla difesa fitosanitaria delle piante, all'interno del quale verranno affrontate tutte le problematiche relative alla gestione delle piante da frutto.

    Per iscriversi al corso può seguire questo link http://arsmaremmavetrina.altervista.org/prodotto/da-fare-in-qualsiasi-periodo-difesa-delle-piante-vigneto-oliveto-e-frutteto-piante-di-actinidia-protette-dal-gelo-con-la-pagliala-difesa-fitosanitaria-delle-piante-e-unoperazione-coltu/

    Ringraziandola della sua domanda e rimanendo a disposizione per risolvere ulteriori dubbi, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

  • Fertilizzante: quale usare sulle piantine dell'orto per riprendersi dal freddo?

    Il 04/05/2017, Alessandro Tinelli di Latina chiede:

    Vorrei sapere che tipo di prodotto fertilizzante dare alle mie piantine dell'orto, (pomodori, zucchine, ecc) in una piccola serra per potersi riprendere dopo questi freddi di fine aprile. Grazie AT
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Alessandro.
    Lo stress dovuto ai ritorni di freddo post pasquale degli ultimi 20 giorni, precedentemente anticipato dal caldo del mese di fine marzo, hanno indotto le piante ad anticipare lo sviluppo vegetativo anche per quanto riguarda gli ortaggi, generando tessuti erbacei e teneri, esponendo di conseguenza le piante più facilmente ai danni da gelate tardive.

    In questo caso per poter far riprendere velocemente le piante è necessario distribuire dei concimi azotati fluidi preferibilmente di natura organica, distribuiti prevalentemente per via fogliare. 
    In questo caso l'assorbimento è più rapido e la pianta potrà riprendersi più velocemente dallo stress da freddo subito.
    La presenza della parte organica del concime contenente amminoacidi quali l'acido glutammico, la cistina, la cisteina e la glicina, consente al prodotto di agire positivamente sulla sintesi delle proteine favorendo la ripresa delle normali funzioni metaboliche della pianta bloccate da questo abbassamento termico improvviso.

    Le volevo infine ricordare che in data 20/21 maggio, terrò un corso sulla difesa fitosanitaria delle piante, all'interno del quale verranno affrontate tutte le problematiche relative alla gestione delle piante da frutto.

    Per iscriversi al corso può seguire questo link http://arsmaremmavetrina.altervista.org/prodotto/da-fare-in-qualsiasi-periodo-difesa-delle-piante-vigneto-oliveto-e-frutteto-piante-di-actinidia-protette-dal-gelo-con-la-pagliala-difesa-fitosanitaria-delle-piante-e-unoperazione-coltu/

    Ringraziandola della sua domanda e rimanendo a disposizione per risolvere 
    ulteriori dubbi, la saluto cordialmente.

    Dr. Fabio Di Gioia

  • Orto trattato contro Cyperus rotundis con Gliphosate, quando potrò piantare gli ortaggi?

    Il 30/04/2017, Antonio Giovanni di Reggio Calabria chiede:

    Sto trattando da circa tre anni 4 mq circa del mio orto infestato da Cyperus Rotundis con forti dosi di Gliphosate senza coltivarlo. Se riuscirò a sconfiggere questo infestante quando potrò iniziare a piantare ortaggi per non avere problemi di salute? Se mi potreste aiutare con qualche suggerimento in merito ve ne sarei grato. Cordiali saluti
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentlissimo signor Antonio.
    Prima di elencarle i vari metodi che potrebbe utilizzare per poter risanare il suo terreno prima di effettuare di nuovo la coltivazione degli ortaggi, le volevo spiegare in maniera dettagliata che cosa è il gliphosate, come agisce e quali sono i suoi effetti a livello agronomico e ambientale.Il gliphosate è un erbicida o meglio definito come diserbante appartenente alla categoria dei fosforganici ad assorbimento fogliare, attivo verso infestati di natura erbacea, arbustiva e arborea.

    Una volta distribuito nel terreno, ha una persistenza e una modalità d'azione compresa tra i 30 e i 100 giorni.
    Il principio attivo è considerato totale, non selettivo e quindi attivo nei confronti di tutte le erbe infestati (es. Cyperus rotundis come da lei indicato nella domanda). 

    E' un prodotto sistemico e/o endoterapico, in quanto una volta assorbito a livello fogliare è capace di penetrare all'interno della pianta arrivando fino alle radici, andando ad interferire con il metabolismo della respirazione cellulare e quindi impedendo la formazione dell'ATP e la produzione di energia.
    L'impiego di questo tipo di diserbante in agricoltura, è incrementato diffusamente negli ultimi 25 anni grazie all'espansione sistematica anche in Italia delle tecniche di lavorazione minima (minimum tillage) e di non lavorazione o semina sul sodo (no tillage o sod seeding), proprio grazie alla sua straordinaria capacità di contenimento dello sviluppo delle erbe infestanti prima dell'adozione di tali pratiche agronomiche.

    In seguito poi il suo utilizzo è stato diffuso massivamente anche per il contenimento delle infestanti nei fossi, nelle scarpate di strade, ferrovie, nei vivai, nei giardini e orti privati e addirittura nei parchi pubblici (in alcuni comuni italiani sono state emesse delle ordinanze che ne vietano l'impiego in ambito pubblico).

    Pur riconoscendo la validità d'azione del principio attivo nei confronti di un'enorme varietà di specie infestanti, innegabili sono gli effetti negativi che la distribuzione di questo prodotto produce a livello ambientale e agronomico, tra cui:

    1) Alterazione e distruzione della fauna e microflora (es. batteri, funghi, attinomiceti) utile al mantenimento dell'equilibrio dell'ecosistema.

    2) Distruzione e alterazione della struttura porosa del suolo, con incremento dei fenomeni di erosione e smottamenti in collina e ristagni idrici in pianura.

    3) Selezione di specie di piante infestanti, resistenti all'azione di questo principio con necessità di incremento dei dosaggi per ottenere lo stesso effetto.

    4) Accumulo nel metabolita tossico nel suolo con saturazione del potere assorbente del terreno e necessità di depurazione.

    5) Con l'alterazione della flora utile del suolo e lo squilibrio creato, si verifica un incremento delle popolazioni di organismi patogeni e parassiti delle piante e quindi la successiva comparsa o la recrudescenza di malattie un tempo considerate non dannose a livello agricolo.

    6) Tossicità cronica verso gli operatori o comunque verso coloro che lo distribuiscono (in questo caso esistono degli studi medici che prendono in considerazione i rischi per la salute dell'uomo riguardo l'uso del gliphosate).

    Di conseguenza venendo alla sua domanda e tenendo conto delle elevate dosi che lei ha impiegato per poter sconfiggere il Cyperus rotundis in modo da poter coltivare nuovamente il suo terreno, le pratiche che può adottare prima di rimetterlo a coltura possono essere:

    A) Per il primo anno, seminare piante di canapa (Canapa sativa), in quanto specie erbacea da pieno campo ad elevato potere di depurazione grazie alla sua capacità di assorbimento delle molecole tossiche dal terreno. 
    Essendo una pianta da fibra e avendo un potente apparato radicale, è capace di catturare le molecole tossiche del gliphosate trattenute con forza dal potere assorbente del suolo e accumularle all'interno delle maglie di cellulosa della sua fibra per poi degradarle con i suoi processi metabolici.
    Soltanto dopo almeno 2 anni di coltivazione, una volta che il terreno è stato depurato potrà nuovamente seminare o piantare ortaggi.

    B) In alternativa, può effettuare un orto rialzato su dei bancali di legno, utilizzando del terreno non contaminato proveniente da altre zone.

    Ringraziandola della sua domanda e rimanendo a sua disposizione per approfondire altre domande o dubbi, la saluto cordialmente.

    Dr. Fabio Di Dioia

  • Ravanelli: cosa devo fare per ottenere un buon raccolto?

    Il 26/04/2017, Giuliano di Montegrotto Terme chiede:

    Buonasera, anche quest'anno la maggior parte dei ravanelli che ho seminato a spaglio e ben distanziati a marzo non si ingrossano come dovrebbero. Cosa devo fare per ottenere un buon raccolto? Grazie
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    I fattori che influenzano la dimensione del ravanello sono diversi.
    Oltre al numero di piante a Metro quadrato importante è la quantità di acqua, le temperature minime e la giusta concimazione a base di azoto zolfo e potassio.

    Il ravanello va leggermente stressato con l acqua nelle prime fasi e dopo ben concimato e irrigato per ottenere una buona pezzatura.

    Marco V DEL GROSSO

  • Serve guardare la luna per trapiantare?

    Il 07/04/2017, Domenico di Lazzate chiede:

    Buongiorno, ho una domanda che forse farà ridere tutti. Ho sempre trapiantato verdure varie ( insalata, peperoni etc..) nella luna della sua semina, ma un mio vicino anziano dice che non serve guardare la luna sul trapianto, allora mi chiedo e' vero o no tutto ciò? Grazie per la risposta
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    La luna ha certamente effetto sulle maree, ma non ci sono evidenze scientifiche certe e comprovate degli effetti sulle piante. 

    Marco V DEL GROSSO

  • Esistono elenchi che parlano di avvicendamento colturale dell'orto?

    Il 29/03/2017, Giuseppe di Brugine chiede:

    Esistono per cortesia degli elenchi dove si parla dell'avvicendamento colturale nell'orto? Tipo non far seguire patate alle solanacee e cosi via? Grazie, Giuseppe
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno, posso consigliarle però alcuni articoli qui sul portale del verde scritto da altri esperti che potranno senz'altro esserle di aiuto.
    Di seguito alcuni link utili: 

    https://www.portaledelverde.it/enciclopedia/orto/

    https://www.portaledelverde.it/blog-giardinaggio/come-coltivare-le-patate-nell-orto/

    https://www.portaledelverde.it/blog-giardinaggio/orto-parliamone-in-modo-approfondito/

    Buona giornata

    Kety Cialdi 

  • Coltivare i piselli: che tipo di reti e paletti utilizzare?

    Il 13/03/2017, Filippo di Pantelleria chiede:

    Ho coltivato i piselli con scarsi risultati. Per coltivarli con la rete che tipo di rete occorre e che paletti. Grazie Filippo
    Redazione
    Risponde l'esperto
    Redazione Portale del Verde

    Gentile Filippo,

    per la coltivazione dei piselli rampicanti e a mezza rama (semirampicanti) vanno bene reti leggere e a maglie grandi, con pali robusti messi almeno ogni 2 metri.
    Se la zona di Pantelleria in cui lei vive è molto ventosa è meglio optare per pali metallici ben infissi a terra.
    Tuttavia immagino che lo scarso successo del suo tentativo di coltivare i piselli non sia legato soltanto a reti e pali. Potrebbe dipendere anche da altri fattori come l'epoca di semina (i piselli richiedono un clima temperato fresco, immagino che da lei si possano seminare al massimo entro febbraio), l'eventuale contenuto salino dell'acqua che ha a disposizione per irrigare, il tipo di terreno.
    L'ideale è seminarli su terreno ricco di sostanza organica a distanze di circa 5 cm tra un seme e l'altro.
    Non devono essere interrati molto, circa 2 volte la loro stessa dimensione.
    Le auguro una buona riuscita della sua coltivazione di piselli e del resto dell'orto.

    Cordialmente,
    Sara Petrucci

  • Orto biologico preda dei bruchi

    Il 30/11/2016, Antonella di Montale (PT) chiede:

    Sono alla prima esperienza con l'orto, ovviamente un orto che vuole essere biologico. Ho trovato le foglie dei cavolfiori tutte bucherellate e di qualcuna era rimasta giusto lo scheletro. Temo di non prenderci nulla. Non so come affrontare la cosa. Grazie
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Ciao Antonella,

    dalla descrizione che fai sono lepidotteri ovvero bruchi da giovani e farfalle da grandi. 

    In bio puoi usare per il controllo di questi insetti il Bacillus thuringiensis oppure l'ottimo spinosad.

    La prossima volta magari  inserisci delle foto così da poterti aiutare meglio

    Grazie

    Marco Valerio Del Grosso

  • Come trattare il terreno in inverno?

    Il 22/11/2016, Franco di Rho Milano chiede:

    I teli neri di pacciamatura, alla fine del raccolto, in tardo autunno, vanno rimossi o lasciati sul campo per tutto l'inverno? Il terreno deve "respirare" fino a primavera? Grazie
    Redazione
    Risponde l'esperto
    Redazione Portale del Verde

    Gentile Sig. Marciandi,

    se si tratta, come intuisco dalla sua domanda, di teli plastificati e quindi non biodegradabili, le consiglierei di toglierli a fine ciclo della coltura, poiché non ci sono particolari benefici a mantenerli sul terreno. La terra, lasciata scoperta, si popolerà di qualche erba spontanea che cresce anche a basse temperature, e potrà anche ossigenarsi. Nel caso si trattasse invece di teli neri biodegradabili, questi pian piano si decomporranno da soli sul terreno.

    Uno spunto che le suggerisco per il futuro è quello di lavorare il terreno in autunno prima dell'arrivo delle gelate, distribuire compost o letame e coprire le aiuole con la paglia, che traspira ma mantiene soffice la terra sottostante a lungo, consentendole di non dover nuovamente lavorare a primavera, o farlo in modo molto più leggero, zappettando appena e pareggiando col rastrello. Potrà poi riutilizzare la stessa paglia, che è lenta a decomporsi, per fare una vera pacciamatura tra gli ortaggi trapiantati o tra le file di quelli seminati. Essendo materiale organico contribuisce a rendere il terreno più fertile e anche più soffice se argilloso. In mancanza di paglia va benissimo l'erba tagliata e lasciata prima un po' ad appassire.

    Buon proseguimento nella sua coltivazione.

    Sara Petrucci
    Agronomo

  • Le mie melanzane non prendono bene il colore scuro, ma restano marroni. Qual è la causa?

    Il 03/10/2016, Mario di Parma chiede:

    Ho 100 vasi di melanzane che producono buoni frutti. In alcuni vasi le melanzane non prendono bene il colore il colore blu scuro, ma rimangono marroni. Il sapore è buono ma sono prive di potassio. Qual è secondo lei la causa? Grazie mille
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Gentile Mario, 

    la sua domanda non è chiarissima. Tuttavia si può ipotizzare che la mancanza di colore nero del frutto della melanzana sia dovuto a diversi fattori, tra cui pianta a fine ciclo; presenza di ragnetto o tripide; troppa insolazione; troppa acqua; carenza di magnesio o potassio. 

    La causa che vedo meno probabile fra queste è senza dubbio la carenza di magnesio e potassio.

    Provi ad inviarmi una foto della melanzana, in modo che possa aiutarla meglio a capire di cosa si tratta.

    Cordialmente

    Dott. Marco Valerio del Grosso
    Consulente tecnico Orto

  • I fiori delle melanzane cadono: perchè? Quale prodotto posso usare?

    Il 26/06/2016, Andrea di Cittadella (PD) chiede:

    Salve, ho comprato recentemente delle melanzane selezionate e noto con dispiacere che mi cascano tutti i fiori. Quale prodotto mi consigliate di usare? Grazie mille.
    Marco_DelGrosso
    Risponde l'esperto
    Marco Valerio Del Grosso

    Caro Andrea,

    La cascola dei fiori è dovuta ad una scarsa allegagione.

    Non c'è nessun prodotto da usare che risolva il problema al 100%. Spesso il fenomeno è dovuto ad eccesso di caldo, poca acqua nel terreno o scarsa ventilazione o mancanza di insetti che impollinano (anche se il fiore di melanzana non produce nettare).

    Se la pianta è sana e verde, usare prodotti serve a poco: devi migliorare la gestione dell acqua e del clima (se puoi). 

    Dott. Marco Valerio Del Grosso
    Presidente Sintonia STP