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Piante carnivore: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

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  • Dionaea a cui non crescono foglie: cosa fare?

    Dionaea a cui non crescono foglie: cosa fare?

    Il 29/05/2019, Valeria di Muggiò chiede:

    Ciao, ho due piante carnivore dionaea hanno fatto diversi fiori in questi giorni ma in particolare una delle due, quella con il vasetto bianco, non crescono più le foglie (con le trappoline) come ha fatto fin ora, anzi sembrerebbe che continuano a ingiallire e diventare nere. Vorrei riuscire a recuperare entrambe le piantine. Cosa mi consigliate di fare (sempre che si possano recuperare)? Potrebbe aiutare un travaso? Come posso procedere? Grazie!! (vi allego le foto)
    Marco_Oliosi
    Risponde l'esperto
    Marco Oliosi

    Buongiorno,

    innanzitutto recida il fiore ad 1 cm dalla base. La torba, a quanto sembra dalla foto, è completamente degradata, deve quindi essere urgentemente cambiata. Usi un mix di torba bionda acida di sfagno e perlite in parti uguali. Infine tenga la pianta alla luce solare diretta per almeno 7-8 ore al giorno cercando di evitare le ore centrali più calde.

    Marco Oliosi

  • Dionaea muscipula: come coltivarla?

    Il 26/04/2019, Marco di Roma Italia chiede:

    Salve mi sto avvicinando per la prima volta al mondo delle piante carnivore e più in generale al mondo del "giardinaggio". Volevo acquistare dei semi di Dionaea muscipula. Ho visto che per quanto riguarda il clima, la pianta dovrebbe crescere bene. Il mio problema è che non so bene cosa devo fare, cioè mi mancano proprio le basi. In generale come bisogna coltivarle? Potreste consigliarmi qualche guida o darmi qualche consiglio? Ho provato a cercare su internet ma trovo sempre risposte troppo sintetiche. Saluti
    Marco_Oliosi
    Risponde l'esperto
    Marco Oliosi

    Salve Marco. 

    La Dionaea muscipula, come le altre carnivore temperate, si adatta molto bene al clima italiano, in breve deve utilizzare un substrato a base di torba bionda di sfagno di ottima qualità mescolata in parti uguali a perlite, assicurare un'ottima luminosità, utilizzare acqua piovana (o demineralizzata) avendo cura di lasciare sempre almeno 1 cm nel sottovaso in primavera-estate. Ovviamente non va concimata e va leggermente riparata con il sopravvenire dell'inverno (può tenerla contro il muro su un balcone esposto a sud, senza ristagno idrico).

    Le consiglio di visitare il sito ufficiale dell'AIPC, associazione italiana piante carnivore qui: www.aipcnet.it sito di riferimento per tutti gli appassionati italiani di piante carnivore, dove troverà ampie delucidazioni in merito alla coltivazione: nel dettaglio le varie tipologie di piante carnivore sono descritte su apposite schede di coltivazione redatte dai maggiori esperti italiani del settore. Sul sito troverà ulteriori link sulla rete, dove approfondire.

    Cordialmente la saluto.

    Marco Oliosi 

  • Pianta carnivora: va bene anche acqua demineralizzata?

    Pianta carnivora: va bene anche acqua demineralizzata?

    Il 19/03/2019, Mario di Perugia chiede:

    Desideravo gentilmente sapere se oltre all'acqua distillata, cosa difficile da reperire qui tranne che in farmacia, si può usare l'acqua demineralizzata per l'irrigazione della pianta in foto e se una torba di sfagno non specifica ma con una acidità adeguata può andare bene per un rinvaso. Nel porgervi i miei saluti, anticipatamente vi ringrazio.
    Marco_Oliosi
    Risponde l'esperto
    Marco Oliosi

    Buongiorno, 

    l'acqua distillata che trova in commercio nella grande distribuzione presenta caratteristiche sufficienti alle esigenze della pianta. In alternativa, nei negozi di acquariofilia trova l'acqua da osmosi inversa (quella per acquari d'acqua dolce, senza l'aggiunta di sali minerali), presenta senz'altro ottime caratteristiche.
    Può anche utilizzare acqua piovana, sicuramente idonea alla coltivazione di carnivore, a patto che sia sufficientemente pulita.

    Per quanto riguarda la torba, le caratteristiche essenziali sono:

    • torba bionda di sfagno con pH non più alto di 3,5-3,8 misurato in acqua;
    • un'elevata percentuale di sostanza organica (almeno il 90%);
    • un basso contenuto di azoto in percentuale sul secco (non oltre lo 0,2%).

    Torbe brune e nere o che sforano dai valori succitati non vanno bene.

    Marco Oliosi 

  • Ibrido Dionaea e Sarracenia: consigli sul riposo vegetativo?

    Ibrido Dionaea e Sarracenia: consigli sul riposo vegetativo?

    Il 28/12/2018, Arturo di Formia chiede:

    Salve a tutti, queste sono le mie piante carnivore. Secondo me nonostante il periodo godono di ottima salute. Mantengo la torba umida e le nebulizzo per non far appassire il muschio. Dove vivo io le temperature non vanno sotto i 7 gradi con una massima di 14 durante la giornata. Al momento, da un primo esame visivo, sembrerebbe che le piante non sono ancora entrate in riposo vegetativo nonostante siamo a dicembre e si può anche notare la nascita di piccole Dionee. Ora vorrei sapere come comportarmi per quanto riguarda il riposo vegetativo. Inoltre ci tengo a precisare che vengono mantenute sempre all'esterno. Se avete qualche consiglio o suggerimento fatemelo sapere, grazie
    Marco_Oliosi
    Risponde l'esperto
    Marco Oliosi

    Buongiorno e buon anno!

    Le sue piante, 2 ibridi di Sarracenia e 2 Dionaea muscipula, sono in ottima salute: complimenti!

    Il riposo invernale, ossia la fase di "vernalizzazione" detta anche "dormienza", è tipico di moltissime piante perenni (erbacee e non) originarie delle fasce temperate, in effetti Sarracenie (in questo caso sono ibridi ma il discorso è ugualmente valido) e Dionaee sono tutte piante Nord-Americane e sebbene vi siano differenze di latitudine, tutte subiscono inverni freddi con conseguente rallentamento della vegetazione che porta all'essiccamento delle parti verdi.

    Vedendo le foto si notano alcune foglie ed ascidi, le più vecchie quindi quelle più esterne rispetto al punto centrale di crescita, secche o parzialmente secche. Da qui si deduce che la fase di riposo delle sue piante è già avvenuta anche se in modo molto lieve, a conferma ulteriore si nota già, soprattutto nelle Dionaee, una prorompente ripresa vegetativa. Questo è spiegabile in quanto le temperature minime necessarie non debbono per forza essere troppo rigide, spesso sono sufficienti notti sotto i 10°C.

    Inoltre le piante sono poste in un ambiente riparato e con dintorni chiari che accumulano calore e che probabilmente hanno mitigato ulteriormente il riposo. Non mi preoccuperei quindi particolarmente, ma farei attenzione, vista la già in atto attività vegetativa, ad eventuali gelate tardive che potrebbero provocare danni seri. Inoltre suggerisco un rinvaso in tempi brevi in terriccio a base di torba bionda acida di sfagno di ottima qualità mescolata in parti uguali con agriperlite.

    Ringraziandiola per la domanda le mando i migliori auguri di buona coltivazione.

    Marco Oliosi

  • Piantine di sarracenia e drosera in vaso: come curarle al meglio in inverno?

    Piantine di sarracenia e drosera in vaso: come curarle al meglio in inverno?

    Il 04/11/2018, Maria Eugenia di Palermo chiede:

    Ho acquistato la mia prima pianta carnivora, mi è stato detto che sono caduti dei semi per sbaglio di ultra piantina carnivora, ora essendo a novembre e non sapendo nulla su questa specie vorrei una mano per farle vivere bene, quindi le mie domande sono: travasarle ora in vaso grande? Che acqua dargli? Lasciarle in veranda o fuori, il vento da me è molto forte ho paura si danneggi, sole diretto? Vanno separate? E se mi sfugge qualche domanda per favore informatemi voi, sono ansiosa di prendermene ben cura, grazie!
    marco_alberti
    Risponde l'esperto
    Marco Alberti

    Gentile signora Eugenia, ecco alcune indicazioni per la sua Sarracenia:
    va annaffiata regolarmente con acqua piovana o distillata avendo cura di lasciare sempre un po’ di acqua nel sottovaso nei periodi più caldi. In inverno è sufficiente mantenere il terreno appena umido. Nebulizzare spesso perché ama l’umidità aerea.

    Non va assolutamente concimata in quanto è in grado da sola, attraverso la digestione degli insetti, di approvvigionarsi dei nutrienti indispensabili alla sua crescita. I rizomi della pianta vanno stratificati su un substrato ottenuto impastando con acqua, torba sabbia. Per favorire la radicazione annaffiare abbondantemente utilizzando sempre acqua piovana o distillata.

    Per le sue piantine di Drosera invece: 

    Durante l'inverno la pianta entra in riposo vegetativo per cui occorre diminuire le irrigazioni, mantendo però il terreno sempre leggermente umido e temperature non inferiori ai 5°C.

    Il terreno da utilizzare deve essere a reazione acida e costituito per il 70% da torba di sfagno mischiata con un 30% di sabbia grossolana o perlite. Il rinvaso si effettua alla ripresa vegetativa che coincide con il mese di febbraio. Vuole poca terra, acqua piovana o distillata e una esposizione semiombreggiata.

    Cordiali saluti

    Marco Alberti

  • Sarracenia alata e Dionaea muscipula: consigli per la coltivazione di queste piante...

    Sarracenia alata e Dionaea muscipula: consigli per la coltivazione di queste piante carnivore

    Il 22/09/2018, Arianna di Ancona chiede:

    Salve, mi chiamo Arianna e ieri mi sono state regalate le due piante che può vedere negli allegati... piante chieste da me, in occasione del mio compleanno che si terrà tra non molto, avevo fino a qualche tempo fa una piccola Dionea a cui stranamente mi ha avvicinato al mondo di questa pianta.. (premetto che non ho mai avuto del pollice verde aimé) ma questa pianta in qualche modo mi ha attirata... alla Dionea che avevo prima, informandomi, davo dell'acqua distillata sia sul sotto vaso che con l'aiuto di una siringa direttamente nella terra... poi una notte c'era stato molto vento che mi fece cadere a terra la pianta e avendo una coniglietta in giro x casa senza tanti limiti di libertà, la trovo' a terra e se la mangiò. Destino crudele... :( come le dicevo prima mi sono state regalate queste sue piantine..ho fatto lo stesso trattamento di acqua alla pianta che potrebbe essere una sarracenia clava, spero che possa confermarmi il nome esatto. Mentre la Dionea ieri aveva tutti i petali chiusi, oggi alcuni si sono aperti, ma la vedo con tanta acqua nella terra, in pratica è zuppa d'acqua. Cosa devo fare? Aspetto a dargli dell'acqua e la faccio un po' "asciugare"? Cerco inoltre tutte info per una buona coltivazione :) la ringrazio per la sua attenzione. Le auguro una buona giornata. Arianna
    marco_alberti
    Risponde l'esperto
    Marco Alberti

    Gentile signora Arianna, la sua Sarracenia alata (e non clava) ha le seguenti esigenze colturali:

    • in estate ama il sole e una temperatura da 24 a 30 °C
    • in inverno la temperatura non deve scendere sotto i 5 °C.
    • Le annaffiature devono essere molto abbondanti in primavera estate e poco in inverno;
    • il substrato ideale è costituito da torba (2 quarti), perlite (un quarto) e sabbia di fiume (un quarto).
    • Si può riprodurre per divisione di cespi.

    Per la Dionaea muscipula invece:

    • vive bene a temperatura ambiente in estate, mentre in inverno almeno 6 °C;
    • in estate immergere il vaso in 2 centimetri di acqua non calcarea, in inverno mantenere il substrato umido.
    • Il substrato di coltura è formato da due terzi di torba e un terzo di sabbia;
    • non si deve disturbare la pianta in inverno, perché è in riposo.

    Marco Alberti

  • Nephentes e Sarracenia in pessimo stato: come mai e cosa posso fare?

    Nephentes e Sarracenia in pessimo stato: come mai e cosa posso fare?

    Il 15/08/2018, Giorgia di Italia Roma chiede:

    Salve, da un paio di giorni la nephentes e la Sarracenia sono in questo stato e non riesco a capire cosa sia successo. Le ho dal 01 maggio di quest'anno fino a fine luglio ed erano in splendido stato, sono partita e le ho lasciate ad un mio amico con tutte le "istruzioni" e al mio rientro le ho trovate cosi. Non capisco se sono morte o sono entrate già nel periodo di dormienza o le cure date, secondo mie indicazioni, non sono state eseguite come da me detto. Vi sto contattando nella speranza di capire cosa fare e che cosa è successo. Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità. Cordiali saluti
    marco_alberti
    Risponde l'esperto
    Marco Alberti

    Gentile signora Giorgia, le sue piante carnivore non stanno così male: per le Nepenthes le consiglio di irrigare ogni 10-15 giorni e se ci fosse un accumulo d'acqua nel vaso, deve eliminarlo facendolo scolare via; per areare un poco il terriccio lo perfori delicatamente con un pezzettino di legno con la punta arrotondata; le piante di Sarracenia mi sembrano in discreto stato a parte qualche disseccamento o marciume ma solo su alcuni steli, che le consiglio di eliminare per evitare il contagio.

    Cordiali saluti

    Marco Alberti

  • Pianta carnivora con foglie che diventano nere nonostante sembri in buon condizioni:...

    Pianta carnivora con foglie che diventano nere nonostante sembri in buon condizioni: come mai?

    Il 30/07/2018, Valentina di Latina chiede:

    Salve, la mia piantina ha circa tre anni, non è molto grande forse perché non ripiantavo il fiore ma lo buttavo una volta reciso. L’estate scorsa la pianta stava benissimo, aveva raddoppiato se non triplicato le sue dimensioni e pensando diventasse ancora più grande questa estate. L‘ho rinvasata a maggio inoltrato (un po’ tardino) in un vaso più grande con torba acida di sfagno. La pianta sembrava crescere abbastanza bene, trappole grandi e rosse. Da qualche settimana molte foglie si stanno maculando di nero come può vedere in foto per diventare poi completamente nere senza un apparente motivo. Gli do acqua distillata nel sottovaso circa tre volte al giorno perché il sottovaso non è grandissimo. Le trappole interessate non avevano mangiato e come si può vedere sono abbastanza grandi e sembrano essere in ottima salute. Spero possa aiutarmi. Grazie.
    marco_alberti
    Risponde l'esperto
    Marco Alberti

    Gentile signora Valentina, per curare la sua pianta carnivora le consiglio Proclaim Combi, un fungicida ad ampio spettro d'azione molto efficace contro il fungo che ha colpito la sua pianta, da somministrare secondo le esigenze, con un'alta l'umidità atmosferica 1 volta ogni 10-15 giorni in primavera-estate direttamente sugli organi che non dovrebbero comunque mai essere bagnati con l'irrigazione, proprio per evitare infezioni fungine.

    Cordiali saluti

    Marco Alberti

     
  • Piante carnivore: consigli sul rinvaso e l'esposizione?

    Piante carnivore: consigli sul rinvaso e l'esposizione?

    Il 20/07/2018, Arturo di Formia chiede:

    Salve ho da poco acquistato queste piante carnivore al vivaio e volevo avere delle informazioni più dettagliate al riguardo; mi hanno sconsigliato di effettuare un semplice rinvaso perché la pianta non è in stato dormiente e ne soffrirebbe, volevo rinvasarle a causa del piccolissimo spazio in cui sono situate non vorrei che per il troppo stress non cresca bene o addirittura muoia, ditemi se è corretto e aspettare gennaio/febbraio per cambiare il vaso. Inoltre mi hanno sconsigliato l’esposizione diretta al sole ma solo luce di “rimbalzo” ditemi se è corretto o meno. Ultima informazione l’ultima piantina allegata nell'immagine 3 la posseggo da 1 mese circa la esposi al sole e inizio a seccare subito dopo qualche esposizione, togliendola dal sole pian piano si riprese ed oggi è bella verde ma ignorantemente qualche giorno fa l’ho travasata in una terra normale non la torba acida di sfagno che mi è stata consigliata solo oggi. Sarei molto felice nell'ascoltare qualche vostro consiglio grazie
    marco_alberti
    Risponde l'esperto
    Marco Alberti

    Gentile signor Arturo; le tre piante carnivore si chiamano Sarracenia ibridaDionaea muscipulaDrosera capensis; ecco alcune note colturali:

    1. Sarracenia: luce indiretta, temperatura ambiente anche d'inverno (sopporta diversi gradi sotto zero), annafiare costantemente da marzo ad ottobre, poco in inverno; il substrato ideale è composto da due terzi di torba e un terzo di sabbia con un pò di sfagno.
    2. Dionaea muscipula: luce diretta o soffusa, temperature estive ambientali esterne, in inverno non inferiori a 4 °C; mantenere il terriccio umido sempre, in tutte le stagioni; il substrato è analogo a quello della pianta precedente.
    3. Drosera capensis: coltivare in pieno sole per arrossare le foglie, in luce tenue le foglie rimangono verdi; in inverno mantenere una temperatura di almeno 10 °C; mantenere il terriccio umido sempre, in tutte le stagioni; il substrato è analogo a quello della pianta precedente.

    Per il rinvaso di queste piante segua pure il consiglio che le hanno dato, secondo me è corretto.

    Cordiali saluti

    Marco Alberti

  • Sarracenia: qualche consiglio sulla coltivazione?

    Il 08/06/2018, Paolo di Torino chiede:

    Ciao ho acquistato una sarracenia, mi sono posto il dubbio se gli ascidi sono da riempire con un po' di acqua distillata, grazie
    Marco_Oliosi
    Risponde l'esperto
    Marco Oliosi

    Buongiorno, ringrazio innanzitutto il signor Paolo per la domanda,

    non riuscendo a visionare le foto della sua pianta, faccio una breve descrizione nel merito: il genere Sarracenia comprende 8 specie (flava, leucophylla, oreophila, minor, rubra, alata, purpurea, psittacina).

    Quasi tutte non necessitano di acqua nella trappola perché la digestione avviene attivamente per mezzo di enzimi  prodotti dalla parte inferiore dell'ascidio, queste sarracenie presentano infatti un opercolo (detto anche "ombrello") in cui una delle funzioni principali è quella di impedire appunto l'entrata dell'acqua piovana nella zona di digestione della preda.

    L'unica sarracenia che presenta invece un opercolo "aperto" che per l'appunto agevola il riempimento della trappola in caso di pioggia, è la S. purpurea, la quale si fa "aiutare" nel processo digestivo dall'attività dei batteri demolitori che prosperano nella pozza d'acqua presente all'interno dell'ascidio.

    Nel caso di ibridi avremo piante con caratteristiche intermedie.

    Se durante forti acquazzoni dovessero entrare piccole quantità d'acqua negli ascidi di piante che non dovrebbero contenerne, non è un problema, se invece ne entrasse troppa, è preferibile eliminarne la maggior parte capovolgendo delicatamente la pianta; è necessario effettuare tale operazione per due motivi:

    1. troppa acqua provocherebbe un peso eccessivo dell'ascidio che rischierebbe di piegarsi o rompersi;
    2. l'umidità in eccesso provoca la decomposizione repentina dei resti di insetti all'interno che potrebbero dar luogo alla marcescenza dell'ascidio.

    È facile intuire se riempire o meno l'ascidio, in funzione proprio dell'apertura dell'opercolo: se può entrare acqua quando piove dovremo aggiungerne periodicamente nell'ascidio, in caso contrario non dovremo farlo.

    Sperando di aver chiarito il suo legittimo dubbio, le auguro buona coltivazione!

    Marco Oliosi

  • Drosera capensis, come curarla al meglio?

    Drosera capensis, come curarla al meglio?

    Il 10/07/2017, Andrea di Prato chiede:

    Ciao! Ho comprato una drosera capensis (allego foto), appena arrivata aveva molte foglie marce e impastate con le altre "buone" e verdi. Ho pensato allora di recidere quelle marce all'attaccatura e dopo pochi giorni sono subito rinate altre foglie verdi, quindi credo di aver fatto bene! Adesso ho qualche domanda: 1) La mia piantina è "composta" da più cespuglietti, sembra che nel crescere le foglie non riescano a distendersi perché si incastrano appunto nel cespuglio... Mi chiedevo se tipo era meglio cercare di separare i cespuglietti (non so come) rinvasandoli magari 2 in un altro vaso e 2 lasciandoli li. 2) Ho letto che dovrebbe fiorire a primavera ma dalla foto si nota che stanno spuntando 2 steli di fiori! Va bene? O la pianta è stressata? E che vuol dire stressata? 3) per rinvasare va bene torba bionda di sfagno: perline 1:1? GRAZIE
    Marco_Oliosi
    Risponde l'esperto
    Marco Oliosi

    Innanzitutto buongiorno Andrea e grazie della domanda.

    Ha fatto benissimo a recidere le foglie rovinate della sua drosera capensis perchè ormai inutili per la pianta; il cespuglio di piante è normale in quanto le D. capensis vengono seminate ed avendo semi piccolissimi, in genere se ne mettono a dimora diversi, germinando tutti o quasi si produce col tempo un cespuglio foltissimo.

    E' possibile separare le piante durante il rinvaso che però deve avvenire a fine inverno/inizio primavera, ora le condizioni climatiche non sono assolutamente adatte senza che questa operazione comporti un fortissimo stress per le piantine che potrebbe portare alla morte di molte di loro.

    La fioritura inizia ad aprile/maggio, ma prosegue fino a tutto agosto e spesso anche in settembre, nel caso di D. capensis le piante non subiscono lo stress da fioritura come per esempio nel caso di Dionaea muscipula, consiglio quindi di farle fiorire, fanno dei bei fiori rosa o bianchi (secondo la sottospecie) che sono autofertili (non necessitano di impolliazione da parte di vento o insetti e nemmeno artificiale) e che quindi possono produrre semi fertili che è possibile seminare da subito.

    Lo stress fisiologico è una condizione di disagio della pianta che perde vigore e spesso cresce stentata, si ammala facilmente e può addirittura morire; lo stress è una conseguenza di fattori fisiologici (fioritura, fruttificazione) e ambientali (periodi di siccità, scarso nutrimento, troppa acqua) durante i quali la pianta dà fondo alle riserve energetiche che la indeboliscono.

    Il substrato adatto è appunto il mix di torba bionda acida di sfagno (attenzione al pH che non deve essere superiore a 4,5) e perlite in parti uguali. il rinvaso deve avvenire necessariamente (a meno che la pianta non sia in grave pericolo di vita) nel periodo febbraio/marzo.

    Augurandole grande successo nella coltivazione della sua Drosera capensis, la saluto!

    Marco Oliosi - floricoltura NOVAFLORA

  • Come devo comportarmi mantenere le Capensis il prossimo inverno?

    Il 22/04/2017, Tamara di Novara chiede:

    Buongiorno, avrei una questione da porre in merito alle drosere. All'inizio dell'autunno ero in possesso di: rotundifolia, intermedia, binata marston dragon e filiformis tra le drosere temperate; capensis var. alba, capensis e spatulata tra le subtropicali. Mi avevano detto che le subtropicali potevo anche lasciarle in esterno in inverno, che avrebbero perso la parte aerea ma sarebbero rinate da radici. Le ho quindi trattate tutte come le altre carnivore che ho (sarracenie e dionaee). Ho spostato le vasche contro il muro di casa e ridotto la quantità di acqua fino alla sospensione quando il freddo ed il rischio gelate si è presentato, limitandomi a bagnarle da sopra, come avevo fatto l'anno precedente con le sarracenie. Ho dovuto eliminare la parte aerea per rischio muffe e con l'arrivo della primavera le intermedie sono ripartite alla grande, le rotundifolia decimate ma un paio hanno superato l'inverno, delle spatulate solo una si è ripresa, mentre il resto non ce l'ha fatta. Io mi sono limitata a seguire i consigli di chi le ha da più tempo, ma purtroppo qualcosa è andato storto. Ho riseminato le capensis ma vorrei sapere come potermi regolare per il prossimo inverno per non rischiare di perderle un'altra volta. Purtroppo non dispongo di una serra fredda nelle quali ripararle e non so se le posso ritirare in casa. Grazie per l'attenzione e per la risposta.
    Marco_Oliosi
    Risponde l'esperto
    Marco Oliosi

    Innanzitutto grazie per la sua domanda.
    Bene ha fatto a lasciare fuori tutte le drosere temperate, purtroppo quest'anno ha fatto molto freddo e inoltre c'è stato un lungo periodo senza precipitazioni e con umidità relativa dell'aria piuttosto bassa, le piante sono state presumibilmente rovinate da uno od entrambi questi fattori.
    Il freddo non è un problema ma visto il periodo secco bisognava idratare poco e ogni tanto i vasetti da sopra (senza ristagno nel sottovaso) in modo da non far seccare gli apparati radicali.

    Per le subtropicali semplicemente sono state decimate dal freddo: esse prediligono temperature comunque sopra lo zero e sarebbero preferibili range di temperatura minima fra i 5-6°C e i 15°C.

    Per il futuro tenga le temperate fuori ma in posizione riparata e magari in periodi di freddo intenso le copra con un TNT (tessuto-non tessuto) oppure le copra con un cartone solo di notte.
    Le subtropicali invece vanno sempre tenute al riparo dalle gelate , in ambienti chiusi anche se non riscaldati; meglio evitare le piccole serre da balcone che, se non adeguatamente aerate possono dar luogo a fenomeni di muffa; possono essere sistemate in garage o una stanza non riscaldata sotto una finestra esposta a sud o ad est, oppure in una veranda chiusa.

    Se non ne ha la possibilità, piuttosto che perderle, le tenga in casa magari in una stanza non troppo calda, sempre vicino ad una finestra, in tal caso assicuri una discreta umidità alle piante.

    Le invio cordiali saluti,

    Marco Oliosi