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Nocciolo: Scopri le risposte dei nostri esperti

Leggi qui sotto tutte le domande sull’argomento e le risposte date dai nostri Esperti di Giardinaggio. Guarda i titoli qui sotto elencati e clicca sul titolo che più si avvicina all’argomento di tuo interesse. Una volta cliccato sul titolo potrai leggere, per intero, sia la domanda dell’appassionato che la risposta del nostro Esperto.

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  • Nocciolo con frutto amaro e al centro un punto nero: cos'è?

    Il 07/11/2019, Franco di Venezia/italia chiede:

    Frutto del nocciolo di grandezza regolare ma di sapore amaro, al centro del frutto un puntino nero. Cos'è?
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Franco,

    probabilmente si tratta della conseguenza della puntura della cimice asiatica, che pungendo le nocciole ancora piccole e tenere provoca una reazione che influisce sul sapore e sul colore delle nocciole.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

  • Nocciolo: come concimarlo per avere una resa più alta?

    Il 15/10/2019, Franco di Canelli chiede:

    Che concime devo usare per avere un frutto con un guscio sottile e quindi con una resa più alta?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Franco.

    Per ottenere nocciole con un guscio più sottile e una resa più elevata, le consiglio di improntare la concimazione dando la prevalenza ai concimi azotati rispetto a quelli fosfatici e potassici. 

    L’azoto N è l’elemento tipico che condiziona la crescita della pianta e allo stesso tempo favorisce un incremento produttivo dal punto di vista quantitativo a discapito della qualità determinando la formazione di un guscio più morbido e sottile.

    Stia però attento a non eccedere troppo con i concimi azotati, soprattutto se minerali a rilascio immediato, perché oltre a far vegetare troppo la pianta possono inquinare le falde acquifere del terreno e determinare il fenomeno dell’eutrofizzazione delle acque.

    Orienti la sua concimazione distribuendo prevalentemente concimi organici, che hanno un rilascio più lento nel tempo e al tempo stesso sono in grado di creare riserve nutritive utili a cui la pianta può attingere nel tempo.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Nocciolo: come renderlo produttivo?

    Il 03/08/2019, Orazio di Gioia del Colle chiede:

    Cosa bisogna fare per rendere produttivo la pianta del nocciolo? Grazie
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Orazio,

    di norma il nocciolo produce da solo senza bisogno di stimoli, questi ultimi si danno per ottenere una produzione maggiore o di qualità maggiore.

    Nel caso del nocciolo direi che senza potature, concimazioni ed irrigazioni qualche nocciola deve crescere per forza, se per caso questo non succede allora bisogna verificare se terreno e clima sono rispondenti alle esigenze del nocciolo che ama i terreni con sostanza organica non argillosi e freschi.

    Eventualmente con maggiori informazioni cerco di capire dove potrebbe essere il problema.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

  • Nocciolo con strana infiorescenza: cos'è?

    Nocciolo con strana infiorescenza: cos'è?

    Il 26/07/2019, Danilo di Valperga chiede:

    Buongiorno. Passando tra le piante di nocciolo ho notato questa strana infiorescenza. Potete dirmi di cosa si tratta? Inoltre ho già visto delle piccola crescite somiglianti ai fiori maschili, ma è normale? Grazie e distinti saluti.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Danilo.

    Quelle trame che osserva tra le foglie del nocciolo, non sono dei fiori maschili vicino alle infiorescenze femminili, ma semplicemente della galle provocate da insetti.

    Probabilmente il responsabile di tale danno è da attribuirsi ad un cinipide galligeno, molto simile a quello che attacca il castagno. Mentre nel castagno ha provocato danni ingenti ai castagneti, nel nocciolo le informazioni riguardo il danno provocate sulla pianta sono da valutare e di solito di ridotta entità.

    Sarebbe il caso che lei cerchi di monitorare la situazione per vedere se le galle si spostano in altre parti della pianta o diventano di ingente danno.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Nocciolo con macchie sul frutto: come curarlo?

    Nocciolo con macchie sul frutto: come curarlo?

    Il 16/06/2019, Biagio di Palma Campania Napoli chiede:

    Ciao, come si può vedere dalle foto sto riscontrando delle macchie sul frutto del nocciolo. Vorrei sapere di che si tratta e se c’è una cura. La cultura si trova a Palma Campania nel napoletano. Grazie aspetto vostre notizie.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Biagio,

    purtroppo non conosco così bene il Nocciolo per poter fare una diagnosi certa.

    Sembrerebbero punture di insetto oppure piccole cicatrici determinate da un fungo come capita a volte con la botrite. Di più non saprei dire.

    Comunque se non aumentano di grandezza penso che non valga la pena di trattare.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

  • Nocciolo: posso miscelare insetticida per cimici con del boro?

    Il 13/06/2019, Danilo di Valperga chiede:

    Salve, ho 40 piante di nocciolo, e vorrei sapere se un insetticida contro la cimice, vedi decis, e del boro sono miscibili tra loro ed effettuare un solo trattamento, e il periodo migliore. Grazie per l'attenzione prestavano.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Danilo,

    penso che non ci siano problemi nel miscelare il boro con un insetticida, ma quello che fanno fede solo le istruzioni d'uso delle etichette delle rispettive confezioni, perchè possono esserci interazioni fra le sostanze coadiuvanti che sono nei prodotti, per cui occorre sempre una verifica sulle confezioni.

    Per quanto riguarda il periodo migliore per effettuare il trattamento dovrebbe essere alla comparsa delle prime cimici adulte ma questo andrebbe verificato presso un tecnico specializzato perchè la gestione dei parassiti va comunque sempre verificata zona per zona e coltura per coltura.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

  • Foglie nocciolo con buchi: cause e rimedi?

    Foglie nocciolo con buchi: cause e rimedi?

    Il 19/05/2019, Nicola di Avella chiede:

    Salve, volevo porre una domanda. Da poco (marzo) ho impiantato delle piante di nocciola che ad oggi stanno sbocciando. Alcune però presentano buchi tipo quelli in foto. Volevo sapere le possibili cause ed i rimedi. Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Nicola.

    Il parassita che ha colpito le sue giovani piante di nocciolo, provocando dei buchi fogliari si chiama Popillia Japonica.

    COLEOTTERO GIAPPONESE

    (Popillia japonica)
    Ordine: Coleotteri
    Famiglia: Scarabeidi.

    La Popolia japonica è un coleottero giapponese di colore verde metallico - bronzeo originario del Giappone, rinvenuto in Italia per la prima volta nel 2014 nel parco del Ticino. Si tratta di una specie estremamente polifaga, si trova tra giugno e settembre e tra le specie vegetali coltivate e spontanee che attacca, divorandone le foglie facendo dei buchi e successivamente nutrendosi completamente dell’organo arrivando fino alle nervature, c’è anche il nocciolo. Il problema maggiore è che non ha predatori naturali almeno nel nostro paese e si è particolarmente diffuso in Piemonte e in Lombardia, dove si sono sperimentate trappole e trattamenti con nematodi entomoparassiti, con una ricerca che va tuttora avanti.
    Nella coltivazione biologica per poter contrastare l’insetto, si possono anche usare il piretro e il caolino, quest’ultimo è un minerale argilloso finissimo bianco che crea una patina sulle foglie ad effetto fagodeterrente (ovvero inibisce l’alimentazione) verso l’adulto dell’insetto.

    Ringraziandola della domanda, le pongo i miei distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Nocciole marce: come mai e cosa fare?

    Il 18/05/2019, Biagio di Palma Campania Napoli chiede:

    Salve ho una cultura di nocciole nella zona di Palma Campania nel napoletano. Sono da più di due anni che più del 30% del frutto è marcio. Vorrei sapere, se è possibile, la causa e se esiste un rimedio con trattamenti.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Biagio,

    avrei bisogno di più informazioni per capire la natura del problema. Come avere qualche foto oppure il dettaglio di quando e di come le nocciole incominciano a marcire. Quanti anni hanno le piante? Che tipo di concimazione, irrigazione svolge durante l'anno? Avete avuto delle infestazioni di cimice asiatica?

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

  • Nocciolo: quale varietà piantare per un terreno sassoso?

    Il 12/02/2019, Nicola di Verona chiede:

    Per un piccolo impianto di noccioli ad uso famigliare (8/10 piante), quali varietà consiglia tenendo presente che non voglio fare trattamenti e che il terreno è abbastanza sassoso e non facilmente irrigabile? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Nicola.
    Per un noccioleto ad utilizzo familiare, in un terreno non irrigabile dove lei non vuole ricorrere a vari trattamenti fitosanitari, le consiglio di impiantare varietà autoctone italiane come:

    • Tonda Gentile delle Langhe.
    • Tonda Gentile di Giffoni.
    • Tonda Romana.
    • Nocchione.
    • San Giovanni.

    Le consiglio per questo motivo di effettuare un impianto misto, costituito da varietà diverse come quelle menzionate sopra, sia per diversificare la produzione, incrementare la biodiversità e la resistenza ai parassiti e soprattutto favorire l'impollinazione visto che le varietà sopra citate sono autosterili.
    Per quanto riguarda il suo terreno, è sempre possibile migliorare la tessitura e struttura del terreno attraverso l’apporto di sostanza che aiuta inoltre a trattenere meglio gli elementi nutritivi, a favorire l’attività biologica del suolo e a trattenere l’acqua.
    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei Distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche

  • Impianto di nocciole: come procedere?

    Il 23/01/2019, Nicola di Avella chiede:

    Salve. Dovrei impiantare delle nocciole e vorrei allevarle ad alberello. La mia domanda è questa: devo provvedere al taglio del tronco ad una altezza di 60 cm subito dopo averle impiantate oppure per questa operazione devo attendere almeno l'anno successivo e quindi il loro sicuro attecchimento? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve.

    Per poter procedere ad allevare le sue piante di nocciolo ad alberello, deve prima fare crescere l’astone almeno per almeno 2 anni.

    Soltanto passato questo periodo, può procedere al taglio del tronco all’altezza da lei indicata, al fine di sviluppare un alberello a 2/3 branche.

    Siccome il nocciolo, è una pianta pollonifera, dovrà procedere a togliere tutti i polloni dalla base, al fine di mantenere la forma di allevamento impostata.

    Ringraziandola della domanda, le porgo i miei Distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Nocciolo: consigli sull'impollinazione e la coltivazione

    Il 18/01/2019, Francesca di Manduria (TA) chiede:

    Gentili esperti, abito al sud Italia vorrei sapere se il nocciolo potrà portarci dei frutti e se è necessario che ci siano almeno due piante per l'impollinazione. Per quanto riguarda la potatura, possiamo lasciarlo a cespuglio o per la fruttificazione è meglio ad albero? Grazie anticipatamente, Francesca
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Francesca,

    è bene considerare un'impollinazione per il nocciolo, così da avere sicuramente più noccioline.

    Per quanto riguarda la potatura non è indispensabile ma sicuramente aiuta la pianta a non disperdere troppe energie nei polloni.

    Nelle zone vocate, il nocciolo viene potato ad alberello e mantenuto spollonato così da rendere più agevole anche la raccolta.

    Cordiali Saluti

    Samuele Dalmonte

  • Noccioli: frutto non cresce all'interno del guscio, cosa posso fare?

    Il 29/12/2018, Antonio di Venaria Reale chiede:

    Da alcuni anni possiedo due noccioli, non ho mai fatto nessun trattamento perché producevano frutti per il fabbisogno di familiare. Ma da un paio d'anni la produzione fruttifica sempre, ma solo una piccola parte arriva a maturazione intera. In fase di maturazione si forma una malattia che fa sì che il fruttino non cresca all'interno del guscio e quando dovrebbe essere maturo e poi si secca. Il guscio rimane semivuoto e di gusto non gradevole e sapore di muffa. Come si può rimediare e che trattamento potrei fare considerando che sono solo due piante? Invio un forte ringraziamento e distinti saluti.
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buonasera Antonio,

    probabilmente il problema è originato da punture di cimice, che a volte possono pungere la nocciolina quando è ancora in formazione deformandola e impedendo di fatto la formazione di una nocciola all'interno del guscio.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

  • Nocciolo Nocchione: ha bisogno di impollinatori?

    Il 13/12/2018, Luca di Udine chiede:

    Buongiorno, ho la necessità di capire se la varietà Nocciolo Nocchione necessita o meno di impollinatori poiché il vivaio mi consiglia la monovarietà sull'impianto e nella mia zona di residenza (Udine) non riesco a trovare un agronomo competente in materia. La ringrazio anticipatamente per il prezioso riscontro. Un cordiale saluto
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Luca,

    non sono esperto di noccioli ma, consultando delle pubblicazioni in mio possesso, ho verificato che per la varietà Nocchione viene consigliata un'impollinazione con Tonda Romana.

    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

  • Noccioleto colpito dalla cascola dei frutti nel mese di giugno: cosa posso fare?

    Il 13/09/2018, Paolo di Somano chiede:

    Ho un noccioleto in piemonte, altitudine 600m s.l.d.m. esposto a sud ovest, aperto e soleggiato su tre lati, non presenta particolari fitopatie, analisi del terreno nella norma con una buona dotazione di sostanza organica, le analisi fogliari evidenziano solo un lieve carenza di Mn ed un Zn leggermente sotto soglia, gli altri micro sono nella norma. L'impianto ha 20 anni circa, il sesto e 5.5x4 le pertiche sono piuttosto folte e la parte basse delle piante è ombreggiata da quelle limitrofe. Sono in programma interventi di ulteriore potatura. Il problema che non si riesce a risolvere è una ripetuta e drammatica cascola dei frutti nel mese di giugno (sono entrato in possesso del noccioleto 4 anni fa e non sono mai riuscito a raccogliere a causa della suddetta cascola..) Se qualcuno ha delle idee/suggerimenti che possano essere di aiuto e di spiegazione mi fa una grande cortesia. Cordiali saluti
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Paolo,

    difficile dire quale potrebbe essere il problema, generalmente i problemi di cascola sono legati alla mancanza di acqua oppure ad uno scompenso vegetativo cioè ad una potatura che non riesce a dare equilibrio fra la produzione di frutti e la produzione di germogli.
    Cordiali saluti

    Samuele Dalmonte

  • Quali sono gli impollinatori per il nocciolo Gigante di Halie?

    Il 31/03/2018, Vincenzo di Roma chiede:

    Quali sono gli impollinatori per nocciolo Gigante di Halie? Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Vincenzo.
    Tra i migliori impollinatori della nocciola Gigante di Halie, le ricordo:

    1. Mortarella
    2. Tonda Gentile delle Langhe
    3. Tonda di Giffoni
    4. Nocchione
    5. Santa Maria del Gesù

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Tonda di Romagna: quali altre varietà possono essere impollinarla?

    Il 20/03/2018, maurizio di IT chiede:

    Buonasera, riprendendo il post sulla varietà di nocciolo autofertile denominata "Tonda di Romagna", nel quale si segnalavano le criticità a lungo termine dell'autoimpollinazione, chiedo quali sono le altre varietà capaci di impollinare la "Tonda di Romagna"? Grazie mille
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Maurizio.

    Rispetto alla mia precedente risposta, dove segnalavo le criticità delle varietà di nocciolo autoimpollinanti ho soltanto dato un consiglio circa lo scegliere tra varietà autofertili e varietà autosterili, affermando che con il tempo queste ultime sono migliori nonostante i maggiori costi d'impianto e la ricerca di impollinatori specifici, perché lo scambio di polline favorisce un'incremento di biodiversità tra le piante contribuendo a fare in modo che la pianta sia più tollerante agli stress esterni.

    Questo non significa che non sia possibile impiantare varietà autofertili come la Tonda di Romagna che essendo tale non ha bisogno di impollinatori, anche se può usufruire tranquillamente del polline per esempio della Tonda Gentile delle Langhe che ne può incrementare la propria rusticità.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

  • Coltura di piante di nocciolo: ogni quanto eseguire la concimatura?

    Il 19/02/2018, Antonio di Vairano Patenora chiede:

    Buongiorno, io ho una piccola cultura di nocciole e volevo sapere se, facendo adesso una buona concimatura di concime tipo 18/46, andrà rifatta più avanti? Tenendo presente che ci sono piante anche ventennali minimo. Saluti
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Antonio.

    Il fosfato biammonico 18/46, è un concime minerale binario, contenente azoto N e fosforo P, con una formulazione eccezionale perché viene definito come concime starter, in quanto il fosforo ivi contenuto funzionando da trasportatore o carrier, ha la caratteristica di veicolare all'interno delle cellule in maniera perfetta l'azoto, stimolandone la crescita e lo sviluppo vegetativo delle piante. Quindi come concime è molto adatto ad essere distribuito al risveglio vegetativo delle piante in quanto ha la caratteristica di stimolare la ripresa a primavera.

    Considerando che il 18/46 è un buon concime per le piante e considerando che nel suo noccioleto vi sono piante che hanno anche 20 anni di età, le consiglierei di ripetere la concimazione magari con urea, integrandola con prodotti a base di microelementi come il boro B, al momento della fioritura e allegagione per favorire la fruttificazione delle nocciole.

    Questo intervento sarà da fare se ce n'è bisogno, preferibilmente per via fogliare distribuendo il concime nei momenti più delicati della pianta, durante la quale anche una minima carenza di minerali potrebbe avere ripercussioni sulla produzione delle nocciole.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

  • Piante di nocciole: si può fare trattamento con rame nel periodo di fioritura?

    Il 02/01/2018, Fabio di Avellino chiede:

    Salve. Siamo a inizio gennaio e sulle mie piante di nocciole gli amenti stanno cominciando ad aprirsi. Date le temperature fredde del periodo, non ho ancora effettuato un trattamento con rame, volevo sapere se posso ancora effettuarlo o provoco danno alla fioritura. Vorrei inoltre chiederle se gli amenti aperti sono in grado di recepire un'eventuale trattamento con boro e se non lo fossero qual è il momento migliore per fare un trattamento con boro in modo da favorire la fioritura.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Fabio.

    Con gli amenti (infiorescenze maschili) in fase di prefioritura o fioritura piena, eviterei assolutamente di distribuire prodotti a base rameica per non provocare problemi agli organi riproduttivi del fiore e per evitare problemi di fitotossicitá a carico del polline.

    Gli amenti sono le infiorescenze maschili e quindi sono fiori deputati solamente alla produzione del polline e non del frutto e di conseguenza della nocciola. Per cui il trattamento a base di boro B, per favorire l'allegagione del frutto nei loro confronti non ha nessun effetto

    Il trattamento con il boro va fatto verso inizio marzo, quando iniziano a svilupparsi le infiorescenze femminili che si notano facilmente sulla pianta perché appaiono vicine agli amenti maschili e hanno un piccolo contorno di colore rosso. Quello è il momento ottimale per eseguire il trattamento con prodotti a base di boro per favorire l'allegagione delle nocciole

    Le ricordo infine che il boro come microelemento non stimola solo la fioritura, ma favorisce specificatamente la fase di allegagione cioè il delicato passaggio dal fiore al frutto.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia

  • Messa a dimora di piante di nocciolo con temperatura sotto zero: meglio aspettare?

    Il 17/12/2017, Ezio di Alessandia chiede:

    Lunedì metterò a dimora le piante di un nuovo noccioleto; è prevista una temperatura notturna di 5 o 6 gradi sotto zero. Le piante potrebbero non attecchire visto il terreno ghiacciato? Mi conviene attendere?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Ezio.
    Più che influire sull'attecchimento, il freddo e soprattutto il terreno ghiacciato influisce determinando danni a livello dell'apparato radicale e nella parte aerea.

    Le consiglio di attendere qualche giorno per impiantare i noccioli, quando le temperature si sono stabilizzate almeno al di sopra degli 0°C
    Intanto se ha acquistato delle piante a radice nuda, le mantenga all'interno di un terreno sabbioso assieme alla perlite o le inumidisca quando è necessario. Parimenti apra delle buche della dimensione di 1x1 m e le lasci aperte con il terreno a fianco al fine di favorire l'arieggiamento del suolo e l'attivazione della parte microbica e fauna terricola.
    Ringraziandola della domanda, cordialmente la saluto.

    Fabio Di Gioia

     
  • Nocciolo: differenza tra tonda di giffoni e tonda di Romagna

    Il 03/11/2017, Vincenzo di Trieste chiede:

    Non so se un nocciolo da me comprato è tonda di giffoni o di Romagna, come faccio a capirlo? Hanno differenti periodi di fioritura? E in che periodo fioriscono? Ho preso diverse fregature dai vivaisti
    kety_cialdi
    Risponde l'esperto
    Kety Cialdi

    Buongiorno Vincenzo,
    le differenze che possiamo elencare per poter dare un'identità al suo nocciolo sono che la giffoni è semi precoce, quindi anche le nocciole si possono raccogliere già da agosto; i frutti sono particolarmente rotondeggianti, dalla polpa molto chiara e con la "pellicina" che circonda la nocciola facilmente staccabile.
    La tonda di romagna fa frutti più grossi, è autofertile e la raccolta dei frutti avviene in pieno settembre.
    Le auguro buona giornata

    Kety Cialdi 

  • Nuovo impianto di nocciole: che caratteristiche deve avere?

    Il 17/10/2017, Chiara di Perugia chiede:

    Gentilissimo, in vista di un nuovo impianto di nocciole di circa 1 ha, vorrei chiederle quali caratteristiche devo richiedere al vivaio per le piante. Varietà della pianta, età della pianta, certificati, cos'altro? Secondo lei sono meglio le piante in vaso o le piante a radice nuda? E che differenza corre tra le due? La ringrazio infinitamente, Chiara
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima Chiara.

    Per quanto riguarda il suo nuovo impianto di 1 ha di nocciolo, appena si reca al vivaio la prima cosa che deve chiedere è se le piante in loro possesso sono certificate, non solo per quanto riguarda le varietà coltivate, ma anche lo stesso materiale di propagazione.

    Per quanto riguarda la certificazione, di seguito le descrivo l'importanza di questo processo produttivo.

     

    Certificazione piante: perché è importante

    Nel procedere alla scelta del materiale di propagazione, e quindi della varietà da moltiplicare, è necessario considerare alcuni aspetti importanti che riguardano la certificazione genetica e sanitaria del materiale.
    Per cui, se da una parte risulta importante che la specie e varietà messa a dimora sia corrispondente a quella richiesta, dall’altra è necessario anche che il materiale sia realmente sano dal punto di vista fitosanitario.

    L’importanza di sanità del materiale di propagazione, si rende estremamente necessaria soprattutto quando si va ad impiantare il frutteto in terre vergini (mai coltivate), a causa della presenza di molti parassiti tra cui virus e batteri strettamente legati alla specie. In questi ambienti, l’apporto di questi parassiti potrebbe comportare una forte alterazione degli equilibri biologici, ed è per questo che è necessario l’uso di materiale di propagazione sano e certificato.
    Attualmente la produzione, il commercio delle piante da frutto e i relativi materiali di propagazione (talee, marze e portinnesti), sono soggetti ad una regolamentazione comunitaria (n. 92/34 CEE e recepita con il DPR 697/96 e con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 14/4/1997) e nazionale estremamente rigida e severa.

    Le specie da frutto oggetto di questa norma sono: melo, pero, cotogno, pesco, albicocco, susino europeo, susino cino - giapponese, ciliegio dolce, ciliegio acido, mandorlo, agrumi (arancio, limone, mandarino, pompelmo e lime), olivo, nocciolo, noce, pistacchio, rovo, lampone, ribes, uva spina e fragola.

    Enti certificatori e regolamentazioni

    L’insieme di queste leggi comunitarie e nazionali, stabiliscono anche i requisiti di qualità che devono possedere le piante da frutto poste in commercio e gli obblighi a cui devono sottoporsi tutti coloro che producono o vendono piante da frutto, permettendo la tutela del consumatore e la qualità delle produzioni.
    L’unica pianta che non viene sottoposta alla normativa europea sulla qualità della produzione vivaistica, è la vite.

    La produzione e il commercio delle barbatelle di vite (talee autoradicate), è sottoposta invece ad un sistema di certificazione obbligatoria sancito dal DPR n.1164 del 24 dicembre 1969, nel quale si introduce anche un sistema di certificazione volontaria.
    Questo vuol dire che tutto il processo di produzione delle piante di vite, dalle piante madri (i cosiddetti nuclei di premoltiplicazione), fino alle barbatelle e agli utilizzatori finali, è sotto il controllo di un ente certificante, che è rappresentato dall’Istituto Sperimentale di Viticoltura di Conegliano Veneto (TV).

    Grazie a questo organo di controllo, possono essere commercializzate solo la varietà di vite iscritte al Registro Varietale Nazionale, e le barbatelle devono essere cartellinate con delle apposite etichette rilasciate dall’ente che le certifica, distinte in categorie di:

    • Base
    • Certificate
    • Standard

    Le categorie di base e certificate sono riferite ai cloni, le varietà e i portinnesti delle piante, mentre la categoria standard è riferita solo alla varietà di vite.
    Per cui prima di procedere all’acquisto di una varietà di vite, da vino o da tavola, è necessario che essa provenga da una partita regolarmente cartellinata dal vivaista produttore.

    Per questo per poter essere certi della garanzia di qualità del prodotto, è necessario acquistare le piante da frutto da ditte fornite di regolarizzazione da parte del Servizio Fitosanitario Regionale, che rappresenta l’organo competente autorizzato al controllo e alla vigilanza della produzione vivaistica.

    A seconda della finalità di produzione vivaistica, le ditte autorizzate alla produzione di materiale di propagazione sono distinte in due tipologie che sono:

    • Fornitori accreditati, coloro che producono, accrescono, conservano, commercializzano piante da frutto destinate a soggetti professionali del settore (commercianti, altri vivaisti e agricoltori professionali).
      Queste ditte, grazie all’autorizzazione del Servizio Fitosanitario Regionale, sono tenute alla vendita delle piante da frutto grazie anche ad una riconosciuta professionalità del suo titolare o incaricati, in tutto il processo produttivo. Ovviamente essi devono rispettare tutte le norme di commercializzazione delle piante da frutto e possedere un documento di commercializzazione.
       
    • Piccoli coltivatori, ovvero coloro che producono e vendono le piante da frutto a livello locale, verso un pubblico di persone non professionalmente impegnate (hobbisti). L’autorizzazione vivaistica rilasciata a queste ditte, è più semplice rispetto ai fornitori accreditati, inoltre non hanno l’obbligo di rilasciare il documento di commercializzazione, ma devono comunque rispettare i requisiti di qualità definiti dalle norme comunitarie e nazionali.

    Sia nel caso dei fornitori accreditati, che dei piccoli coltivatori, le piante da frutto esposte in vendita, devono obbligatoriamente essere fornite di un’etichetta, dove deve essere riportato il nome del produttore, la specie e la varietà della pianta.

    È fondamentale inoltre conoscere il codice di autorizzazione della ditta da cui si acquistano le piante, perché l’iscrizione al Registro unico dei Produttori vivaistici, attesta che il vivaio è sottoposto a dei controlli da parte del Servizio Fitosanitario Regionale.

    In Italia la funzione di Servizio Fitosanitaro Regionale è affidato all’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (ARPAT). A questo ente ci si può rivolgere per avere informazioni sulle norme che regolano l’attività vivaistica e per segnalare problemi di piante non corrispondenti ai requisiti di qualità richiesti.
    Quando si vanno ad acquistare piante da frutto di 2 o 3 anni coltivate in contenitore è necessario verificare inoltre che siano invasate da almeno una stagione e non debbono aver sofferto a seguito della permanenza per un periodo molto lungo in vaso. Per verificare tutto questo, basta togliere la pianta dal vaso: se la pianta presenta del terriccio attaccato alle radici più grosse e queste risultano ben distribuite nella massa di terra, significa che l’allevamento in contenitore della pianta è stato effettuato nel migliore dei modi.
    Se si acquistano invece piante a radice nuda, è necessario verificare che la pianta abbia l’apparato radicale ben sviluppato, che le gemme siano fresche e il punto d’innesto sia ben saldo.

    Requisiti minimi di qualità

    Tuttavia se si vogliono avere dei buoni risultati e soprattutto acquistare la varietà che si vuole impiantare, è necessario rivolgersi a ditte specializzate.
    Le piante da frutto e i relativi materiali di propagazione (gemme, tessuti per la micropropagazione, marze, portinnesti, talee e astoni), per poter essere commercializzate, devono soddisfare dei requisiti minimi di qualità stabiliti dalla normativa comunitaria e nazionale precedentemente illustrata.

    Questi requisiti definiti con la sigla Cac (Conformità Agricola Comunitaria), per le piante da frutto, sono riconducibili a tre categorie:

    1. Requisiti fitosanitari: espressi dal fatto che le piante da frutto messe in commercio non devono possedere parassiti da quarantena, ossia patogeni elencati dalle norme europee, la cui diffusione può provocare delle vere e proprie epidemie di massa.
      Inoltre non devono essere presenti anche parassiti detti di qualità, i quali sono descritti nell’elenco del Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
      In più, il materiale vivaistico non deve avere organismi nocivi che possono impedire lo sviluppo e l’utilizzo del materiale di propagazione. Qualora le piante presentino dei sintomi riconducibili al danno provocato dagli organismi nocivi, è necessario segnalare tempestivamente la partita di piante al vivaista e segnalare il caso al Servizio Fitosanitario Regionale, il quale provvederà ad effettuare gli opportuni controlli.
       
    2. Requisiti fenologici: (del materiale commercializzato) sono espressi dal fatto che le piante acquistate devono possedere dimensioni e caratteristiche di vigoria idonee all’impiego a cui sono destinate. È necessario inoltre garantire un certo rapporto di equilibrio tra le radici, il fusto e foglie.
       
    3. Requisiti varietali: derivano dal fatto che tutti i produttori delle piante (sia fornitori accreditati che piccoli coltivatori), hanno l’obbligo di porre un’etichetta sulle piante che garantisca l’identità certa della specie e varietà. Non si possono utilizzare nomi di fantasia o casuali, perché qui si tratta di varietà iscritte ai registri varietali ufficiali e sono brevettate.
      Nel caso che il nome delle varietà, non corrisponda alla varietà brevettata e descritta, il produttore dovrà tenere un registro aziendale dove riportare tutte le caratteristiche distintive della varietà dichiarata. Quindi prima di procedere all’acquisto di varietà da frutto, è necessario accertarsi della corrispondenza che ci deve messere tra la varietà acquistata e quella iscritta al Registro Varietale.

    Certificazione materiale prodotto

    Il Documento di Commercializzazione (DDC), è un’etichetta che serve per dimostrare l’autenticità del materiale prodotto e venduto, in modo da definire anche una tracciabilità del prodotto stesso.
    Nel documento sono riportati:

    1. Il nome del produttore
    2. Il codice di autorizzazione
    3. La data di emissione
    4. Il nome botanico della specie frutticola
    5. La varietà
    6. Il portinnesto

    Per essere iscritte nel Documento di Commercializzazione, le piante devono possedere tutti i requisiti qualitativi precedentemente descritti, devono rispondere agli standard minimi della normativa europea, oppure devono essere distinte come materiale di prebase, base e certificato, se rispondono invece a requisiti delle norme sulla certificazione volontaria.
    Le piante debbono poi essere commercializzate in partite uguali tra di loro in base all’origine.

    Il Documento di Commercializzazione non è solo un’etichetta, ma i dati che esso contiene possono essere riportati in altri documenti di accompagnamento della merce, oppure in documenti di trasporto.
    Nel caso di specie da frutto prodotte secondo la norme di certificazione volontaria, il documento viene sostituito dal cartellino rilasciato dall’ente che certifica l’autenticità del materiale di propagazione prodotto.
    Colui che acquista la pianta, riceverà poi il Documento di Commercializzazione con l’obbligo di conservarlo per un anno.

    I fornitori accreditati, i commercianti, i piccoli coltivatori che vendono piante da frutto a persone non esperte del settore per costituire un frutteto anche familiare, non hanno l’obbligo di rilasciare il documento, ma in alternativa devono apporre un’etichetta sulle piante dove indicare il nome del produttore, la specie frutticola e la varietà.

    Varietà di nocciolo: quale scegliere

    Per quanto riguarda la scelta delle varietà di nocciolo, per questa specie esistono:

    1. Varietà autosterili (es. Tonda Gentile delle Langhe, Tonda di Giffoni, Tonda Gentile Romana ecc.), non sono in grado di autoimpollinarsi da sole e quindi per poter poter fruttificare hanno bisogno dell'apporto di polline proveniente da altre varietà di nocciolo interfertili con la varietà da impollinare su cui impostare la produzione di nocciole.
       
    2. Varietà autofertili (es. Tonda di Romagna, Butler, Daria ecc.), non hanno bisogno di impollinatori specifici per poter fruttificare in quanto hanno la caratteristica di autoimpollinarsi. In questo caso lei potrebbe procedere ad impiantare piante di nocciolo della stessa varietà.

    Per quanto riguarda l'età delle piante, è necessario che le piante abbiano almeno 1 - 2 anni perché devono aver potuto aver il tempo di formare lo scheletro centrale necessario su cui poi impostare la vegetazione e la successiva forma d'allevamento per la futura produzione.
    Nel caso specifico del nocciolo, essendo una specie capace di radicare in maniera molto facile, la maggior parte vengono propagate o per pollone o per talea, essendo molto raro l'innesto. Quindi in questo caso troverà in vivaio sicuramente piante autoradicate.

    Per quanto riguarda invece la scelta se ricorrere all'acquisto di piante a radice nuda oppure a piante in vaso, le dico già da subito che esistono delle differenze:

    • Piante a radice nuda: una volta acquistate debbono essere impiantate subito o al massimo nel giro di un giorno per evitare il disseccamento delle radici, al massimo tenendole a bagno nell'acqua. Il periodo d'impianto è quello autunno - invernale, da novembre fino a febbraio. Hanno la caratteristica di attecchire meglio al suolo, perché la radice è ben distesa e quindi è più facile che possa svilupparsi nel terreno. Posseggono però un'età inferiore a quelle in vaso e quindi tendono ad entrare in produzione più lentamente e hanno bisogno di frequenti irrigazioni estive almeno nei primi due anni d'impianto.
       
    • Le piante in vaso: invece possono essere impiantate anche nei giorni successivi all'acquisto e in ogni momento dell'anno, anche se la raccomandazione è sempre quella di impiantarle nel periodo autunno - invernale. Se però le piante sono rimaste nel vaso per molto tempo, le radici hanno la tendenza a spiralizzarsi al suo interno rendendo difficoltosa la loro distensione nel suolo andando ad indurre stress da trapianto. Hanno però il vantaggio di essere piante già più adulte e più formate rispetto a quelle a radice nuda, di conseguenza entrano in produzione prima avendo anche bisogno di minori irrigazioni estiva anche se al primo anno è necessario sempre irrigarle soprattutto in caso di siccità prolungate.

    Per quanto riguarda il terreno, è invece necessario procedere ad una sua analisi, al fine di verificare lo stato nutrizionale del suolo e poter intervenire con apporti specifici di concimi minerali o organici nel caso di carenze nutritive. E' necessario infine procedere anche ad un'accurata preparazione del suolo attraverso lo scasso o ripuntatura del suolo, a cui deve seguire il livellamento e la sistemazione del terreno per evitare i ristagni di umidità in pianura e l'erosione in collina.

    Ringraziandola della domanda e rimanendo in attesa degli ulteriori sviluppi nell'impianto del noccioleto, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Come eseguire una corretta concimazione delle piante di Nocciolo?

    Il 30/09/2017, Fabio di Valenza chiede:

    Salve in un noccioleto di 10 anni abbiamo dato circa 600/800 grammi di Stallatico pellettato a pianta. Come procedere ora? Aspetto primavera per dare dell'urea o altro, o conviene ripassare ora con azoto? So che esistono stimolanti del terreno che fanno assorbire azoto e nutrienti alla pianta più velocemente, ma c'è poca informazione.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Fabio.
    Il nocciolo, è una specie da frutto rustica che trae molto vantaggio dall'apporto di concimi di derivazione organica in particolare letame, prodotti pellettati (come appunto lo stallatico da lei indicato), oppure attraverso la pratica del sovescio con interramento di specie erbacee seminate in autunno.

    Avendo provveduto da poco a distribuire azoto N in forma organica al terreno, le sconsiglio di intervenire ancora una volta fra qualche tempo ed eventualmente anche a primavera. Questo perché i concimi organici a differenza di quelli minerali, hanno bisogno di un periodo di mineralizzazione affinché possano essere resi disponibili per la pianta. Infatti durante il periodo autunno - invernale l'azoto in essi contenuto in maniera molto lenta tende a mineralizzarsi, per essere poi trattenuto dal terreno al fine di creare quel buon serbatoio al fine di divenire disponibile per la pianta. Per cui se la concimazione organica del nocciolo è stata fatta correttamente e in maniera abbondante, non c'è bisogno di intervenire nuovamente in primavera alla ripresa vegetativa.

    Se in primavera, nel periodo tra maggio e giugno, dovessero manifestarsi situazioni temporanee di carenza nutritiva, allora in questo caso è necessario intervenire apportando azoto attraverso concimazioni fogliari a base di urea o nitrato di potassio.
    In fase di piena vegetazione, è necessario invece dare più importanza al contenuto di microelementi nel suolo, in particolare al ferro Fe, che favorisce un'adeguata attività fotosintetica della pianta, soprattutto al boro B per l'allegagione dei frutti. In casi di carenza di questi microelementi, soprattutto nella fase di maggiore attività vegetativa, è necessario intervenire con concimi fogliari a base di ferro - chelati (EDTA) o di borace.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Varietà di nocciolo: quali scegliere per la migliore impollinazione?

    Il 29/09/2017, Alessandro di Roma chiede:

    In un noccioleto familiare senza ambizione di reddito, vorrei mettere quante più varietà possibili di noccioli. Al momento ci sono un esemplare di Tennis, 1 di Butler e 1 "selvatico". Come potrei procedere per avere poi una buona impollinazione? In tutto vorrei una ventina di piante e circa una decina di cultivar. Idee? Grazie.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Alessandro.
    Partiamo con il considerare che il meccanismo fisiologico dell'autosterilità presente nella maggior parte delle varietà di nocciolo ad oggi coltivate, è da considerarsi un fattore positivo perché è vero che, da una parte questo fatto obbliga il frutticoltore ad impiantare delle varietà diverse l'una dall'altra, con spese aziendali ulteriori rispetto che impiantare soltanto varietà autofertili; dall'altra è invece fondamentale per l'aspetto riproduttivo e di sopravvivenza della pianta stessa.
    Questo perché la natura non fa mai niente per caso, il che significa che il meccanismo dell'autosterilità per la pianta è la modalità più semplice per favorire il più possibile l'impollinazione incrociata tra varietà diverse tra di loro, con il rimescolamento dei caratteri ereditari fondamentale per incrementare quella variabilità necessaria a migliorare la resistenza ai parassiti e agli stress ambientali.
    Delle varietà che possiede e che quindi sono già presenti nel suo appezzamento, la Ennis (non Tennis), è da considerarsi autosterile ma impollinabile facilmente con la Butler (che possiede già) ed è anche autofertile. Il selvatico di nocciolo è vero che da una parte non è produttivo, ma dall'altra è da considerarsi impollinatore universale di tutte le varietà di nocciolo autosterili.

    Altre varietà (oltre a quelle già presenti) che potrebbe impiantare, quelle più consigliate, secondo uno schema di impollinazione reciproca, sono:

    1) Camponica (impollinata da Selvatico e Mortarella);
    2) Nocchione (impollinata da Selvatico e Tonda Romana);
    3) Tonda Romana (impollinata da Selvatico e Mortarella);
    4) Tonda Rossa (impollinata da Selvatico e Tonda Romana);
    5) Riccia di Talanico (impollinata da Selvatico, Tonda Romana, Tonda Rossa e Mortarella);
    6) Mortarella (impollinata da Selvatico e Riccia di Talanico);
    7) Santa Maria del Gesù (impollinata da Selvatico, Mortarella, Riccia di Talanico e Tonda Romana).

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Fabio Di Gioia

  • Nocciolo autofertile: quali varietà scegliere?

    Il 13/09/2017, Vincenzo di trieste chiede:

    Avrei bisogno di sapere tutte le varietà di nocciolo autofertile, per scegliere poi la più adatta a me
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo Vincenzo,

    dopo un'attenta ricerca, sono arrivato finalmente a trovare tutte le 
    varietà di nocciolo autofertile (ad oggi molto poche), di cui può aver bisogno.
    Le dico già da subito che le varietà di nocciolo autofertili ad oggi 
    disponibili sul mercato per un eventuale nuovo impianto, sono veramente poche 
    di cui alcune italiane e altre straniere.
    Ad ogni modo, di seguito le riporto la descrizione morfologica e agronomica di 
    quelle più importanti.

    NOCCIOLA TONDA DI ROMAGNA

    La pianta, è di media vigoria, entra in produzione al 4 - 5° anno d'impianto, mostrando una forte attitudine pollonifera
    I frutti maturano precocemente nella seconda metà di agosto, sono di colore marrone chiaro, di pezzatura media, hanno guscio sottile ed elevata resa di sgusciato (46 - 48%). 
    Il seme è di forma sferica di color avorio, di sapore ed aroma particolare con pellicola che si stacca facilmente in seguito alla tostatura.

    NOCCIALA BUTLER

    Varietà di origine americana adatta alla trasformazione e al consumo fresco.
    La pianta è vigorosa, a portamento da mediamente - eretto ad eretto con buona produzione. Il frutto è di forma sub - cilindrica, corto ed appiattito all'estremità. 
    La polpa è di colore bianco avario, compatta, profumata con mandorla fragile alla sgusciatura. La pellicola è di color camoscio chiaro, quasi liscia che si rimuove mediocremente.

    DARIA

    Pianta che deriva dall' incrocio tra Tonda Gentile delle Langhe x Cosford, con frutto a maturazione precoce, pianta di vigoria media e buona produttività che supera il 50%.
    Il frutto è di forma sferoidale, medio - piccolo, con guscio sottile, alta resa in sgusciato superando il 52% rispetto alla Tonda Gentile delle Langhe. 
    Presenta elevata omogeneità  del seme, scarsa presenza di parti fibrose, ottima pelabilità, ottimo sapore e caratteri gustativi. La sua conservabilità risulta elevata pari a quella della Tonda Gentile delle Langhe.

    WEBB'S PRIZE e GUNSELEBERT

    Varietà di nocciole di origine estera, presenti anche in tutto il territorio italiano nel sottobosco allo stato spontaneo, anche se frequentemente coltivato. 
    Predilige terreni pesanti e argillosi ma si adatta a tutti i terreni anche secchi, poveri e calcarei.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Piante di nocciolo: quali varietà per la mia zona?

    Il 31/08/2017, Liliana di Treviso chiede:

    Buon giorno mi cheamo Liliana sono di origine moldava ho acquistato un terreno li vorrei piantare noccioline. Ho bisogno di un consiglio che tipo di nocciole piantare visto che noi abbiamo una clima diverso di inverno arriva anche sotto 20 gradi e di estate fino 40 . Vorrei comprare noccioline italiane. Grazie
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissima Liliana.
    Le dico già da subito che il nocciolo è una pianta da frutto estremamente rustica, quindi molto resistente al freddo in inverno e al caldo in estate, riuscendo abbastanza bene a sopportare la siccità, la quale però non deve essere troppo prolungata, per non avere ripercussioni negative sulla produzione.
    Per quanto riguarda l'impianto del nocciolo in questo caso le consiglio di preparare bene il terreno prima di procedere alla messa a dimora delle piantine, attraverso un'adeguata ripuntatura del suolo ad una profondità compresa tra 30 e 40 cm , seguita da un'abbondante concimazione a base di prodotti organici, laddove ce ne fosse bisogno in base anche ai dati relativi che può rilevare dall'analisi chimica del suolo.
    Le piantine da mettere a dimora nel periodo autunno - invernale a partire dal mese di novembre, dovrebbero essere astoni innestati di almeno 1 anno. 
    Al momento della messa a dimora, inoltre dotare le piante di opportuno impianto d'irrigazione a goccia fondamentale nei primi 2 anni per favorire l'approfondimento delle radici e la crescita delle giovani piantine.
    Tra le varietà di nocciola italiane che le potrei consigliare d'impiantare e quindi più adatte alle regioni settentrionali, ci sono:

    1) Tonda Gentile delle Langhe.
    2) Tonda di Romagna.

    La Tonda Gentile delle Langhe, è una delle varietà di nocciola italiane più conosciute e coltivate da molto tempo. E' però una varietà autosterile, nel senso che il polline maschile non riesce ad impollinare il pistillo femminile dello stesso fiore. Per cui se viene coltivata da sola in grandi appezzamenti, non produce nocciole.
    Affinché sia possibile un'adeguata produzione di nocciole, è necessario consociare nello stesso appezzamento una varietà diversa che funge da impollinatore, perché varietà diverse di nocciole sono considerate invece tra loro interfertili avendo la capacità di andare incontro all'impollinazione incrociata operata dal vento (anemofila), fondamentale per favorire anche il 
    rimescolamento dei caratteri ereditari, generando nel tempo individui diversi l'uno dall'altro, più rustici, con incremento di biodiversità necessaria per migliorare la resistenza alle avversità.

    La Tonda Romana, è invece una varietà costituita e selezionata da poco tempo, molto più produttiva della precedente ma la caratteristica fondamentale, è che si tratta di una varietà autofertile. Quindi il polline maschile, riesce ad autofecondare il pistillo femminile dello stesso fiore.
    Questo significa che può essere coltivata da sola, senza il bisogno di impollinatori. Tuttavia però questa sua capacità di autofecondarsi, porta con il tempo alla creazione di individui sempre più uniformi tra di loro, che a causa della depressione genetica a cui vanno incontro, generano piante più deboli che possono diventare meno resistenti alle avversità ambientali e parassitarie.

    Per ulteriori approfondimenti, sono a sua disposizione per una consulenza privata.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.
    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • Piante di nocciole attaccate dalle cimici

    Il 11/07/2017, Silvana di Padova chiede:

    Ho 4 grosse vecchie piante di nocciole che di solito davano un ricchissimo raccolto di grossi frutti. Dall'anno scorso le nocciole cadono prima della maturazione e presentano piccole macchie scure sul guscio. Se si rompe il guscio, l'interno è marrone con un abbozzo di frutto marrone. Si può fare qualcosa? Grazie e cordiali saluti. Silvana
    samueledalmonte
    Risponde l'esperto
    Samuele Dalmonte

    Buongiorno Silvana.
    le sue piante di nocciole potrebbero aver subito un massiccio attacco di cimici, che a volte prendono di mira anche le nocciole per nutrirsi.
    Purtoppo la lotta è difficile perchè andrebbe fatta quando le nocciole sono in formazione e, nel momento in cui sono presenti anche  le cimici, trattarle con un normale insetticida o aficida se le è più facile reperirlo.
    E' comunque buona norma mantenere tagliata l'erba nella zona dove sono i noccioli, ed eventualmente anche lavorare il terreno per disturbare le cimici nel loro ciclo biologico.

    Grazie delle domanda.
    Samuele Dalmonte

  • I miei noccioli sono molto grandi ma non hanno mai prodotto frutti, perchè?

    Il 15/06/2017, Roberto di Fano (Pesaro-Urbino) chiede:

    Salve, ho piantato sei anni fà due noccioli che sono diventati enormi ma non hanno mai dato frutto. Potrebbero essere autosterili? In questo caso, e non ricordando a quale cultivar appartengano i miei noccioli, esiste un impollinatore "universale" che possa mettere a dimora vicino ai due noccioli (diciamo una decina di mt in linea d'aria)? Grazie.
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve gentilissimo signor Roberto.

    L'autosterilitá dal punto di vista fisiologico, è definito come quel fenomeno attraverso il quale il polline di una determinata varietà da frutto, non può fecondare l'ovulo dello stesso fiore o di fiori diversi della stessa varietà.

    Per questo motivo per agevolare l'impollinazione e la successiva fecondazione dei fiore, è necessaria la presenza di polline di una varietà diversa di quella da impollinare, al fine di permettere l'impollinazione incrociata (anemofila o entomofila).

    Questo comportamento fisiologico che dal punto di vista produttivo e agronomico può rappresentare un ostacolo per il coltivatore obbligandolo ad impiantare degli opportuni impollinatori con incremento dei costi d'impianto, dal punto di vista ambientale di adattamento della pianta è da considerarsi positivo perché si tratta di una strategia evolutiva che le piante hanno messo hanno messo a punto nel tempo al fine di favorire l'impollinazione incrociata e incrementare la variabilità genetica.

    Nel caso specifico in questione delle sue piante di nocciolo, le dico da subito che è necessario che lei si accerti per prima cosa dell'identità varietale di quello che possiede, perché soltanto così possiamo individuare l'impollinatore migliore anche se nel caso del nocciolo, basta che la varietà che funziona da impollinatore sia diversa da quella da impollinare. Quindi in generale non esistono dei veri e propri "impollinatori universali".

    A tal proposito sono da considerasi buono impollinatori delle più comuni varietà di nocciolo:

    1. Tonda Gentile delle Langhe.
    2. Tonda di Giffoni.
    3. Tonda Gentile Romana.

    Ringraziandola della domanda, la saluto cordialmente.

    Dott. Fabio Di Gioia
    Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

  • I noccioli della varietà Gunselebert e Webb's Prize, sono autofertili?

    Il 29/03/2017, Enzo di Trieste chiede:

    I noccioli gunselebert, webb's prize sono autofertili? Se sì, a quale nocciolo accoppiarli per aumentare la produzione? Si possono accoppiare fra loro per aumentare le rispettive produzioni? Quale nocciolo autofertile è il migliore?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor Enzo.

    Di seguito elencherò le domande che mi ha formulato, scrivendogli sotto le risposte in modo da rendere più facile la loro comprensione.

    Domanda 1
    I noccioli della varietà Gunselebert e Webb's Prize, sono autofertili?

    Risposta 1
    Si sono autofertili.

    Domanda 2
    Se si, a quale nocciolo accoppiarli?

    Risposta 2
    Essendo varietà autofertili, non hanno bisogno di essere consociate con altre varietà perché il nocciolo pur essendo una pianta monoica con fiori maschili e femminili sulla stessa pianta ma in strutture separate, in questa varietà di origine estera la pianta ha la possibilità di autoimpollinarsi in modo da fare un impianto con sole queste varietà.

    Domanda 3
    Questi noccioli, si possono accoppiare fra loro per aumentare le rispettive produzioni?

    Risposta 3
    Come scritto sopra, la consociazione ha il solo scopo di favorire l'impollinazione in specie definite autosterili per favorire la fruttificazione, ma non per aumentare la produzione. 

    L'incremento della produzione si ottiene scegliendo accuratamente le varietà, impostando correttamente le pratiche agronomiche e scegliendo l'ambiente più idoneo per l'impianto del noccioleto.

    Domanda 4
    Quale nocciolo autofertile, è migliore?

    Risposta 4
    Non esiste un nocciolo autofertile migliore dell'altro. Quello che può cambiare riguarda le diverse varietà autofertili, è la produzione, il loro comportamento vegetativo e produttivo e la resistenza agli stress ambientali e parassitari.

    Rigranziandola della domanda, le porgo distinti saluti.

    Dott. Fabio Di Gioia

  • Perchè la pianta di nocciolo non fa fiori maschi (e quindi niente nocciole)?

    Il 15/03/2017, Daniela di Thiene chiede:

    Ho delle piante di nocciolo, avranno 15 anni e da un po' di anni non fanno i fiori maschili e quindi niente nocciole. C'è un motivo? Grazie mille Saluti
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signora Daniela.
    Vorrei premetterle fin dall'inizio che il nocciolo, è una specie definita monoico diclina, cioè con fiori maschili e femminili sulla stessa pianta, ma in strutture separate. 

    Inoltre le ricordo anche che la produzione delle nocciole, è garantita solo dalle infiorescenze femminili e non da quelle maschili (chiamate amenti), deputate solamente alla produzione del polline.
    Questa condizione di separazione degli organi sessuali maschili e femminili sulla stessa pianta, non è sufficiente ad assicurare una buona impollinazionefecondazione, perché la maggior parte delle varietà di nocciolo ad oggi 
    coltivate è definita autosterile.

    Per questo è necessario, alla varietà principale consociare una varietà fertile e che il periodo di emissione del polline (impollinatore), coincida con la ricettività del pistillo (varietà da impollinare).
    Quindi in definitiva, il motivo per il quale la sua unica pianta di nocciolo non produce frutti da 15 anni, è semplicemente dovuto al fatto che nelle vicinanze non vi sono altre piante di varietà diverse tali da funzionare da impollinatori.
    Per questo motivo le consiglio di acquistare una varietà di nocciolo diversa da quella che ha in campo (es. Tonda Gentile delle Langhe, Tonda di Giffoni, ecc.), in modo da avere un'adeguata impollinazione e produzione di frutti.
    In alcune varietà di nocciolo il problema dell'autosterilità, è stato risolto grazie alla selezione di varietà autofertili, ossia varietà capaci di autofecondarsi senza bisogno di impollinatori come nel caso della varietà Tonda 
    di Romagna
    .

    Rimanendo a sua disposizione, per risolvere altri dubbi le pongo i miei distinti saluti.
    Fabio Di Gioia

  • Nocciolo: esiste varietà autofertile?

    Il 07/02/2017, Donato di Lagosanto (FE) chiede:

    Cerco una varietà di Nocciolo autofertile. Ho letto che alcuni vivai pubblicizzano la "Tonda di Romagna". È veramente autofertile?
    Fabio_DiGioia
    Risponde l'esperto
    Fabio Di Gioia

    Salve signor. Donato.
    Inizio la mia risposta, descrivendole alcune caratteristiche del comportamento fiorale del nocciolo affinché lei possa capire meglio come intervenire e successivamente impostare l'impianto.

    Per quanto riguarda le specie arboree da frutto, in base al loro comportamento fiorale queste possono essere suddivise in:


    1) VARIETA' FERTILI

    a) Autofertili (il polline del fiore, può fecondare l'ovulo dello stesso fiore, della stessa varietà).
    b) Autocompatibili (il polline del fiore, può fecondare l'ovulo di fiori diversi della stessa varietà).
    c) Interfertili o intercompatibili (il polline del fiore, può fecondare l'ovulo di fiori diversi, di varietà diverse).

     

    2) VARIETA' STERILI

    a) Autosterili (il polline del fiore, non può fecondare l'ovulo dello stesso fiore, della stessa varietà).
    b) Autoincompatibili (il polline del fiore, non può fecondare l'ovulo di fiori diversi della stessa varietà).
    c) Intersterili o interincompatibili (il polline del fiore, non può fecondare l'ovulo di fiori diversi, di varietà diverse).

    Sono considerate specie compatibili:

    1) Agrumi.
    2) Albicocco.
    3) Ciliegio acido.
    4) Pesco.
    5) Susino europeo.
    6) Vite.

    Sono considerate invece specie incompatibili:

    1) Ciliegio dolce.
    2) Mandorlo.
    3) Melo.
    4) Olivo.
    5) Susino cino - giapponese.
    6) Nocciolo.

    Il fatto che in natura, ci siano delle piante incompatibili e/o autosterili non è affatto casuale, perché questo significa che queste specie hanno evoluto nel corso dei millenni dei meccanismi idonei ad escludere il fenomeno dell'autofecondazione a vantaggio della fecondazione incrociata.
    Infatti la fecondazione incrociata, che favorisce il rimescolamento dei caratteri ereditari, ha come scopo finale quello di generare delle piante figlie con caratteristiche esteriori alla pianta madre.
    Questo processo a livello ambientale e spontaneo, è estremamente importante, perché:

    a) Aumenta la variabilità genetica.
    b) Migliora l'adattabilità al clima e all'ambiente.
    c) Incrementa la resistenza ai parassiti.

    Tuttavia però, se questo comportamento viene traslato a livello produttivo e agronomico crea delle problematiche.

    Per questo motivo al momento dell'impianto delle specie e/o varietà da frutto autosterili, è necessario operare una consociazione di varietà diverse (dette impollinatori), che devono essere compatibili con la varietà da impollinare.
    Venendo al caso del nocciolo, le ricordo che questa specie è definita monoico diclina, cioè con fiori maschili e femminili sulla stessa pianta, ma in strutture separate.
    Questa condizione, non è sufficiente ad assicurare una buona impollinazione e fecondazione, perché la maggior parte delle varietà è definita autosterile.
    Per questo è necessario, alla varietà principale consociare una varietà fertile e che il periodo di emissione del polline (impollinatore), coincida con la ricettività del pistillo (varietà da impollinare).
    In alcune specie da frutto (come anche nel nocciolo), il problema dell'autosterilità, è stato risolto grazie alla selezione di varietà autofertili, ossia varietà capaci di autofecondarsi.
    Le ricordo però che in natura sono pochi i casi di varietà autofertili (a parte le specie sopra citate).
    Di conseguenza l'autofertilità è un fenomeno che è stato creato artificialmente, al fine di garantire un buon risultato produttivo allo scopo di ridurre anche i costi derivanti dall'impianto di varietà diverse, ma soprattutto per cercare di ottenere una produzione abbondante e soddisfacente.
    La Nocciola Tonda di Romagna, varietà costituita recentemente, è considerata autofertile. Per cui lei ha la possibilità di impiantare un noccioleto costituito solo da varietà di Nocciola Tonda di Romagna senza ricorrere agli impollinatori a differenza di altre varietà definite autosterili (es. Tonda di Giffoni. Tonda Gentile Romana e Tonda Gentile delle Langhe).
    Tuttavia però le ricordo anche che, l'autofecondazione continuata nel tempo può portare ad una depressione genetica, determinando:

    1) Diminuzione di biodiversità.
    2) Ottenimento di varietà uguali tra loro.
    3) Riduzione della resistenza alle avversità climatiche e parassitarie.

    Per qualsiasi altra domanda che vorrà pormi rimango a sua completa disposizione

    Cordiali saluti

    Fabio Di Gioia

  • Nocciolo malato: quale potrebbe essere la causa?

    Il 07/10/2016, Annamaria di Villimpenta chiede:

    Spett.le Portale del Verde, questa primavera e durante l'estate sono morte 4 piante di nocciolo in un filare di 7 piante. Una pianta non ha germogliato in primavera e le altre si sono rinsecchite piano piano dopo. Le piante hanno circa 20/25 anni. Si potrebbe individuare la causa? Grazie per la disponibilità. Annamaria
    dott_Bartolini_Umbra
    Risponde l'esperto
    Simone Bartolini

    Ciao Annamaria,

    certo che si può individuare la causa. È necessario visionare le piante di nocciolo dal vivo e indagare sull'apparato radicale. Purtroppo con così poche informazioni non mi è possibile aiutarti.

    Se ti è possibile, prova ad inviarmi alcune foto della pianta, in modo che possa provare a capire meglio, anche a distanza, la natura del problema botanico.

    Cordialmente

    Dott. Simone Bartolini
    Azienda vivaistica regionale Umbraflor

  • Nocciolo: quale varietà fa frutti grossi? Come si pota?

    Il 22/08/2016, Enrica di Bergamo chiede:

    Buongiorno avrei bisogno di informazioni sull'acquisto di noccioli. Volevo sapere quale qualità di nocciole acquistare per avere una buona raccolta di nocciole abbastanza grosse e non piccole come mi capita spesso di vedere. Io abito vicino Bergamo quindi in una zona abbastanza fredda d'inverno ma comunque il frutteto è in zona molto soleggiata. Le chiedo anche se, secondo lei, è una pianta difficile da potare. Grazie e buona giornata.
    dott_Bartolini_Umbra
    Risponde l'esperto
    Simone Bartolini

    Ciao Enrica,

    per avere una bella produzione di nocciole grandi da vendere o utilizzare per la realizzazione di dolci devi piantare varietà di nocciole selezionate da frutto. Ne esistono diverse ma le principali varietà di nocciolo sono tre:

    • Tonda gentile delle Langhe, chiamata anche TGL, diffusa in nord Italia ed in particolar modo in Piemonte;
    • Tonda Romanda, diffusa prevalentemente nel Lazio ed in modo particolare nel viterbese;
    • Tonda di Giffoni, presente al sud Italia.

    Io ti consiglio di impiantare tutte e tre le varietà o al limite solo due e in tal caso TGL e Tonda Romana. Per due motivi: il primo perché le piante delle varietà indicate tra loro si impollinano in maniera più efficace rispetto a piante della stessa varietà e questo ne migliora la produzione; il secondo perché così potrai verificare quale varietà si adatta meglio alla tua zona.

    Per quanto riguarda la coltivazione, il nocciolo è una pianta abbastanza facile da coltivare. Non richiede molte potature ma piuttosto, essendo molto pollonifera, in modo particolare la varietà TGL, è necessario rimuovere ogni anno tutti i polloni che cresceranno alla base della ceppaia.

    Cordiali saluti

    Dott. Simone Bartolini
    Azienda vivaistica regionale Umbraflor