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Come trattare il terreno in inverno?

Il 22/11/2016, Franco Marciandi di Rho Milano chiede:

I teli neri di pacciamatura, alla fine del raccolto, in tardo autunno, vanno rimossi o lasciati sul campo per tutto l'inverno? Il terreno deve "respirare" fino a primavera? Grazie

Il 23/11/2016, Sara Petrucci risponde:

Gentile Sig. Marciandi,

se si tratta, come intuisco dalla sua domanda, di teli plastificati e quindi non biodegradabili, le consiglierei di toglierli a fine ciclo della coltura, poiché non ci sono particolari benefici a mantenerli sul terreno. La terra, lasciata scoperta, si popolerà di qualche erba spontanea che cresce anche a basse temperature, e potrà anche ossigenarsi. Nel caso si trattasse invece di teli neri biodegradabili, questi pian piano si decomporranno da soli sul terreno.

Uno spunto che le suggerisco per il futuro è quello di lavorare il terreno in autunno prima dell'arrivo delle gelate, distribuire compost o letame e coprire le aiuole con la paglia, che traspira ma mantiene soffice la terra sottostante a lungo, consentendole di non dover nuovamente lavorare a primavera, o farlo in modo molto più leggero, zappettando appena e pareggiando col rastrello. Potrà poi riutilizzare la stessa paglia, che è lenta a decomporsi, per fare una vera pacciamatura tra gli ortaggi trapiantati o tra le file di quelli seminati. Essendo materiale organico contribuisce a rendere il terreno più fertile e anche più soffice se argilloso. In mancanza di paglia va benissimo l'erba tagliata e lasciata prima un po' ad appassire.

Buon proseguimento nella sua coltivazione.

Sara Petrucci
Agronomo

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Sara Petrucci Sara Petrucci

La dott.ssa Sara Petrucci è Agronomo, specializzato in agricoltura biologica e multifunzionale. 

Ha studiato a Pisa alla facoltà di Agraria, Scienze Agrarie ad indirizzo "agricoltura biologica e multifunzionale", prendendo sia la laurea triennale (2003) sia la specialistica (2005). L'anno successivo ha poi superato l'esame di stato e preso l'abilitazione a Dottore Agronomo e Dottore Forestale. Dal 2005 al 2007, ha maturato diverse esperienze su trappole alimentari sulla cattura delle mosca dell'ulivo; vendemmia e raccolta delle olive.

Dopo le prime esperienze in Toscana tra agriturismi e cantine, esplorando le diverse declinazioni della multifunzionalità dell'agricoltura, la dott.ssa Sara trovò un'annuncio pubblicato da una cascina lombarda, la Cascina S. Brera - www.cascinasantabrera.it, San Giuliano Milanese (MI), che cercava collaboratori per un progetto di orticoltura biologica permaculturale. Si candidò e venne scelta per il ruolo. Lasciò dunque la Versilia, per trasferirsi in Lombardia e mettersi in gioco nella nuova esperienza.

Fu questo il primo passo verso la sua specializzazione professionale nell'orticoltura biologica.

Tuttavia, non volendo limitare le sue esperienze alla sola orticoltura, attualmente si sta affanciando anche alla risicoltura e alla frutticoltura.

Dal 2009 al 2012 la dott.ssa Petrucci ha lavorato a tempo pieno presso l'azienda Corbari Bio a Cernusco sul Naviglio (MI) per vendita diretta, preparazione ordini GAS e lavori nel vivaio di piantine da orto. Nel 2012 ha iniziato l'attività di libera professione, con iscrizione all'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Milano (2013).

Dott.ssa Sara Petrucci
www.sarapetrucci.it