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Ribes e Uva spina: ecco alcune notizie utili

Ribes e Uva spina: ecco alcune notizie utili

Il genere Ribes, della famiglia delle Saxifragaceae, comprende numerose specie arbustive, ma solo i più conosciuti ribes rosso (Ribes rubrum), ribes nero (Ribes nigrum) e uva spina (Ribes grossularia) hanno interesse economico e sono annoverati tra i piccoli frutti coltivati.

I ribes sono arbusti perenni alti 1,5-2,0 metri, con foglie decidue. La piena produttività si raggiunge dopo 4-5 anni dall'impianto e si mantiene tale per 10-12 anni.

Hanno in generale esigenze ambientali simili: crescono al meglio con esposizioni in pieno sole, in climi freschi comunque non oltre i 1500 m di altitudine, su terreni soffici, aerati, ricchi di humus, a reazione sub-acida, ma possono essere coltivati anche in terreni poveri, dove le rese sono più basse ma i frutti più aromatici.

Le rese si aggirano su 80-100 kg/100 m2 con punte di 120-130 kg per il ribes nero. A differenza di altri piccoli frutti, la scalarità di maturazione molto ridotta e  la persistenza del frutto sulla pianta permettono la raccolta delle bacche in una sola passata; l'epoca di raccolta va dalla seconda decade di giugno, per le varietà più precoci, a metà di settembre per le più tardive.

La quasi totalità del prodotto è destinata alla trasformazione industriale in confetture, yogurt, sciroppi e impieghi farmaceutici. Solo una minima parte, che riguarda ribes rosso e uva spina è consumata fresca.

I ribes, come per gli altri piccoli frutti, si sono imposti all’attenzione anche degli amatori per l’eccezionale naturalità della loro coltivazione - sono in sostanza sconosciuti gli interventi con fitofarmaci - e per l’eccellente qualità organolettica dei frutti, ricchi di principi nutritivi essenziali e pregiati. Inoltre le piante non sono mai troppo alte con raccolta agevole da terra e a pochi chili per volta, quindi alla portata di tutti, bambini e meno giovani inclusi. La raccolta del ribes e uva spina avviene poi nel periodo estivo, quando il clima è più mite e le giornate invogliano a trascorrere lunghe ore all’aria aperta.


Per un consumo famigliare, sono sufficienti superfici limitate, di pochi metri quadrati. Per un paio d’anni dopo l’impianto le produzioni sono limitate, ma già dal terzo anno si apprezzano quantità interessanti. La durata della vita produttiva delle piante di piccoli frutti varia dai 10-15 anni per il lampone, ai 20-25 per i ribes ai 40 anni e oltre per il mirtillo.

Ribes rosso

Il ribes rosso è un arbusto perenne molto longevo, è di facile coltivazione, resistente al freddo e si adatta a diverse condizioni pedoclimatiche, specialmente in ambienti di montagna. I frutti sono bacche del peso di 0,5-0,6 g, rosse e acidule, riunite in grappoli penduli di 12-15 frutti. L'areale di distribuzione del ribes interessa prevalentemente l'Europa e l'Asia Continentale fino ai limiti dell'Oceano Artico. In Italia si ritrova spontaneo nei boschi e nei pascoli delle Alpi e degli Appennini fino a 1500 m.

Ribes nero

I frutti del ribes nero sono bacche nere del peso di 0,5-0,6 g, riunite in grappoli penduli di 12-15.

Uva spina

I fiori dell'uva spina sono di colore bianco-verdastro e i frutti sono singoli o riuniti in gruppetti di 2 o 3, di forma ovoidale, gialli, verdi o rossastri, semitrasparenti o pelosi, dolci e decisamente più grandi di quelle degli altri ribes (peso medio 4-6 g). Forma un arbusto alto 1-1,5 metri, perenne, spogliante armato di spine, con portamento cespuglioso e tendenza a incurvare i rami. E’ resistente al freddo e si adatta a diverse condizioni pedoclimatiche, specialmente in ambienti di montagna. E’ un frutto usato nella pasticceria casalinga.

La produzione

La produzione di ribes in Italia è di circa 820 t, di cui 685 t di ribes rosso, 80 t di ribes nero e 55 t di uva spina.

Tali produzioni sono pressoché irrilevanti se confrontate con le coltivazioni dei paesi del Nord ed Est dell’Europa, dove si registravano produzioni di 320.000 t già negli anni ’70, per attivare a 570.000 t nel 2000 e passare nel 2011 a 665.000 t (Fonte: FAO 2011), che rappresentano il 98% della produzione mondiale. Russia (250.000 t), Polonia (160.000 t) e Germania (150.000 t) sono i maggiori produttori.

In contrazione invece le produzioni di uva spina, passate da 180.000 t nel 1970 al picco di 220.000 t nel 1980, per scendere a 160.000 t nel 2011 (Fonte: FAO 2011). Anche in questo caso i Paesi del Nord ed Est dell’Europa rappresentano il 99% della produzione mondiale con produzioni più consistenti in Germania (75.000 t), Russia (35.000 t) e Polonia (30.000 t).

Sebbene il consumatore americano sia interessato in particolare alle bevande a base di ribes nero, ricche di antocianine, vitamina C e altri importanti composti nutrizionali, la coltivazione dei ribes non è popolare tra gli agricoltori dell’America settentrionale dove fino al 2000 si registravano pochi acri in produzione, anche a causa di forti restrizioni legislative per problemi di carattere fitosanitario.

La superficie investita in Italia è di circa 105 ha, di cui 80 ha di ribes rosso, 14 ha di ribes nero e 11 ha di uva spina. Le maggiori superfici sono in Trentino Alto Adige, con oltre cinquanta di ettari per il 90% a ribes rosso, in Lombardia sono coltivati 14 ha di ribes rosso, 3 ha di ribes nero e 3 ha di uva spina e 20 sono gli ettari coltivati in totale in Piemonte.

Prospettive

Le ragioni di queste produzioni ancora limitate in Italia sono principalmente di carattere economico: scarsa conoscenza da parte del consumatore medio per quanto riguarda il prodotto fresco ed estrema competitività del prodotto dell'Est per la domanda da parte dell'industria di trasformazione.

Per il ribes si è consolidata una situazione molto deficitaria tra domanda e offerta, ampiamente dimostrata dai dati sulle importazioni. Ciò rende necessari interventi per ampliare notevolmente le superfici investite (una tendenza comunque già in atto e che ha visto quadruplicare le superfici da 26 ha coltivati nel 1985 ai 105 ha attuali) e concentrare l'offerta sul prodotto fresco e soprattutto sulla produzione di primizie e di tardizie che spuntano prezzi migliori e non entrano in competizione con il prodotto importato per la trasformazione industriale.

Come si coltiva l'uva spina?

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Questo articolo è stato scritto da nicola_noe

nicola_noe

Nicola Noè è dottore in scienze agrarie, agronomo, dottore di ricerca in produzione delle piante coltivate, studioso di piante e di ambiente. I suoi ambiti di intervento sono davvero tanti: dalla progettazione del verde urbano e terrioriale, sino alla coltivazione delle piante in vitro, dalla valutazione agronomica di varietà di piccoli frutti all'analisi della qualità della mela in montagna.

Il dott. Noè è Consigliere dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (ODAF) delle province di Milano, Lodi e Monza e Brianza dal 2011 al 2014, ed è anche membro del Consiglio di Amministrazione della Scuola Agraria del Parco di Monza in rappresentanza dell’Associazione Provinciale dei Laureati in Scienze Agrarie (AMSAF) dal 2000 al 2014.

Oltre a questo il dott. Noè è socio fondatore della società AGER, Agricoltura e Ricerca sc nel 1993, e membro del comitato di redazione della rivista ACER dal 2001.

È associato allo studio di pianificazione e urbanistica Urbanstudio dal 2004.

Al centro dell’attività professionale di progettazione del verde: la salvaguardia del territorio e la sostenibilità ambientale.

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