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Erbe selvatiche: calendula e borragine

Erbe selvatiche: calendula e borragine

Le erbe spontanee o selvatiche sono quelle erbe o piante che si trovano in natura e possono essere raccolte e mangiate dal momento che risultano normalmente commestibili. L’attività di raccolta di queste erbe viene però effettuata da esperti, seguendo un ben preciso procedimento, così da evitare di entrare in contatto inconsapevolmente con probabili funghi velenosi o muffe che potrebbero andare a compromettere le facoltà vitali di coloro che ne entrano in contatto. Queste piante vengono suddivise anatomicamente in base all’utilizzo; le parti comprendenti le foglie vengono utilizzate per la produzione di generi alimentari; mentre le altre parti, come semi, bacche o radici, sono impiegate nella produzione di aromi da cucina, per fornire gusti particolari agli alimenti. Inoltre, nel corso dei secoli sono state utilizzate, grazie alle particolari proprietà che alcune di esse possiedono, anche in campo medico e nella cosmetica. Le erbe utilizzate in campo medico possono essere distinte in: erbe medicinali ed erbe officinali. Nella categoria delle officinali sono ricomprese tutte quelle erbe che, per le proprietà interne, possono rappresentare delle basi per la creazione di medicinali; mentre, nelle erbe mediche sono comprese tutte quelle piante o radici che contengono particolari composti detti fotochimici, i quali, se assunti in piccole quantità, possono produrre molteplici effetti positivi contro malattie che colpiscono l’organismo umano.

PRODOTTI CONSIGLIATI PER LA COLTIVAZIONE DEI FIORI

 
 

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4. Vasi per semina --> https://bit.ly/2LIiNyq

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La Calendula (Calendula officinalis)

La Calendula appartiene alla famiglia delle Asteracee, molto diffuse in Europa mediterranea, Africa ed Asia. Questa specie si presenta in natura come una pianta erbacea perenne, caratterizzata da un fusto ramificato e da foglie di un colore verde acceso. Molto caratteristico è il fiore di colore arancione acceso, caratterizzato da una fioritura a carattere mensile in ogni stagione dell’anno. Questa pianta può essere utilizzata come ornamento all'interno delle abitazioni o degli orti; tuttavia, trova spesso utilizzo anche come pianta officinale ed è dunque utilizzata come base utile alla creazione di rimedi per problemi di salute, o come base per la creazione di cosmetici, creme e oli per il corpo.

Terreno e clima ideale

La Calendula è una pianta che si adatta, bene o male, a qualsiasi tipologia di terreno. Generalmente, essa predilige terreni morbidi e ricchi di sostanze organiche, che permettono un rapido defluire dell’acqua quando il terreno risulta essere eccessivamente bagnato. La Calendula è una pianta che ha bisogno di essere sottoposta ai raggi del sole. Non riscontra, difatti, particolari problemi con le alte temperature. Come gran parte delle erbe selvatiche, non presenta un'elevata resistenza alle basse temperature; è in grado di sopravvivere a queste ultime, ma si determina un disseccamento delle foglie e della parte aerea della pianta. Dunque, in primavera, sarà molto probabile riscontrare che la pianta sia sopravvissuta alle gelate invernali.

Coltivazione della Calendula

La coltivazione di questa particolare pianta selvatica viene effettuata in primavera e si distingue in base allo scopo. Molti scelgono, data la particolare bellezza del fiore, di attribuire alla pianta un utilizzo esclusivamente ornamentale. In questo caso, la coltivazione non necessita di particolari attenzioni, poiché basta sparpagliare i semi all’interno dei vasi, annaffiare il terreno frequentemente e, al momento della germogliazione, si otterrà il risultato desiderato, donando colore e vivacità ai propri balconi o giardini. Differenti saranno, invece, le procedure di semina da seguire per coloro che decidono di utilizzare la pianta per la raccolta dei suoi fiori. In tale situazione, si dovrà tener conto dei diversi fattori che influenzano la germogliazione. Per essere coltivata, la Calendula necessita di piccoli spazi di terreno (all’interno del giardino o in all’interno di vasi), collocati in postazioni normalmente soleggiate. Dopodiché, la semina della Calendula risulta estremamente rapida. Dato che i semi della pianta sono troppo piccoli per essere interrati singolarmente, basterà poggiarli sul terreno di semina e interrarli con un materiale piatto (per esempio dei pezzi di legno), oppure coprirli con un nuovo strato di terreno e il gioco è fatto. Un aspetto cruciale della semina è costituito dall'importanza di lasciare lo spazio necessario affinché la pianta possa avere un corretto sviluppo e una buona crescita. Va considerato, poi, che la pianta non ama particolarmente grandi quantità di acqua; dunque, dovrà essere annaffiata poco, ma frequentemente.

Cura della Calendula

Chiunque decida di avviare la coltivazione di questa particolare pianta dovrà fare i conti con eventuali parassiti e funghi, che vanno a infestare la pianta se non è curata nel migliore dei modi. Nel caso dell'infestazione fungina, se presa in tempo, basterà rimuovere la zona della pianta colpita; mentre, nel caso in cui non ci si accorga in tempo dell’infestazione, sarà inevitabile il ricorso all’uso di antiparassitari specifici. Nell'eventualità in cui si verifichino infestazioni da parassiti, come i pidocchi, sarà anche stavolta necessario l’uso di prodotti specifici.

Proprietà della Calendula

La Calendula appartiene alla famiglia delle piante officinali per i vari effetti benefici che può apportare alla salute. In primo luogo, ha effetti antinfiammatori, risulta ottima perciò per la cura di eritemi o scottature solari. Secondariamente, è molto utile per la pulizia e la cura della pelle. Per tale motivo è molto utilizzata nel campo della dermatologia. La Calendula viene utilizzata anche per alleviare crampi e dolori mestruali. Grazie alle sue caratteristiche calmanti, trova utilizzo nella creazione di oli, i quali, grazie alle proprietà lenitive, solo ottimi per la delicata cute dei neonati, per donarle maggiore capacità resistiva agli sbalzi di temperatura. Ulteriore utilizzo della pianta è, infine, come cicatrizzante.

La Borragine (Borago officinalis)

La Borragine è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Borraginacee, tipiche della fascia mediterranea. È una pianta annuale, che si presenta in natura con piccole foglie di forma ellittica ricoperte da una ruvida peluria. A differenza della Calendula, in questo caso i fiori dal caratteristico colore violaceo sono di breve durata. La Borragine presenta, inoltre, dei particolari frutti, che contengono al loro interno semi di piccole dimensioni dotati di particolari elaiosomi ricchi di sostanze nutritive (molto appetibili per le formiche che ne facilitano la disseminazione). La Borragine trova un largo utilizzo come pianta officinale; è usata, difatti, come base per la creazione di medicinali e per la creazione di creme cosmetiche.

Terreno e clima ideale

La Borragine viene identificata come pianta infestante, dunque non necessita di particolari condizioni climatiche per poter germogliare. Generalmente, essa preferisce terreni umidi e ben assolati, oltre a temperature primaverili non inferiori ai 10°. Vanno evitate, dunque, le gelate invernali, che porterebbero alla morte della pianta.

Coltivazione della borragine

La semina di questa pianta viene effettuata in primavera e, vista la sua natura infestante, non necessita di particolari attenzioni. Esistono due diverse tecniche di semina: la semina diretta (metodo più consigliato), dove va inserito il seme all’interno del terreno. Bisogna assicurarsi che quest'ultimo rimanga inumidito, così da poter risultare ricco di materiali organici utili a preservare la crescita del seme e a garantire uno "svuotamento" del terreno qualora risulti troppo bagnato. Nel secondo caso troviamo la tecnica del trapianto; essa, tuttavia, risulta essere poco efficace. In questo caso viene introdotta la piantina già formata all’interno dell'orto e, una volta introdotta nel nuovo ambiente e avviata la crescita, può raggiungere anche grandi dimensioni, competendo con le altre piante presenti nel nuovo ambiente.

Cura della borragine

La Borragine non corre il rischio di essere attaccata da muffe, funghi o parassiti. Necessita di particolari attenzioni solo nel momento della semina, poiché non riesce a sopravvivere a temperature invernali. Va dunque garantita, attraverso l’uso di serre, una temperatura superiore ai 10° e, una volta raggiunta la fioritura, non ha bisogno di particolari cure. Se non altro, va annaffiata in modo frequente e con poca acqua.

Proprietà della borragine

La Borragine è una pianta appartenente alla famiglia delle piante officinali e, grazie alle sue proprietà, trova largo uso in campo medico, poiché contribuisce a combattere infiammazioni delle vie respiratorie. È un ottimo rimedio per tosse e raffreddore; spesso, è utilizzata come rimedio per la stitichezza e trova anche largo utilizzo come rimedio per dolori legati alla sindrome mestruale, poiché riduce il senso di gonfiore e dona sollievo dai crampi. La Borragine, e in particolare l’olio da essa estratto, risulta essere ricco di sostanze benefiche, che donano benefici al cuore e vanno a facilitare la vasodilatazione delle arterie. Questa pianta trova, inoltre, largo utilizzo nella cosmetica. Grazie alla presenza di omega 6, è un vero toccasana non solo per malattie dermatologiche, ma anche per salvaguardare la pelle da brufoli o dalla comparsa delle prime rughe.


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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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