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Ciliegio: guida alla potatura e coltivazione

Ciliegio: guida alla potatura e coltivazione

Il ciliegio è un albero che viene coltivato in molti paesi anche se l'origine è della zona del Mar Nero, Mar Caspio e dell'Asia. Una delle caratteristiche è la facilità di adattamento che ne ha permesso la propagazione in molte regioni temperate e in tutto l'emisfero settentrionale. Da ciò, si evince che è molto facile trovare il ciliegio in ogni parte del mondo dal Canada al Giappone fino all’Italia, dove ci sono vaste aree con campi coperti con manti di fiori bianchi quando arriva la primavera. Il ciliegio appartiene alla famiglia delle Rosacee di cui fa parte la maggior parte degli alberi da frutto come ad esempio il melo, il pero o la cotogna. Tra le caratteristiche specifiche del ciliegio spiccano la corteccia rossiccia e le foglie semplici, ovali e di una tonalità verde brillante. Inoltre, si tratta di un albero deciduo poiché germoglia dopo la fioritura che di solito inizia con la primavera, anche se dipende dal clima. I fiori del ciliegio sono bianchi o rosa e si compongono di 5 petali e di solito misurano circa 3 centimetri. Un'altra caratteristica del ciliegio è la sua longevità; infatti, questa specie può vivere più di cento anni in buone condizioni meteorologiche e la sua crescita è relativamente veloce rispetto ad altre. Il ciliegio cresce bene anche nelle foreste umide dell'Europa centrale e il suo legno è uno dei più apprezzati per essere lavorato. 

Varietà più conosciute di ciliegio

Sebbene le specie più note e antiche siano la ciliegia classica e quella acida, ogni regione ha le sue varietà. Per fare alcuni esempi, in Giappone i ciliegi sono estremamente popolari e molto coltivati e la specie più diffusa è quella denominata Sakura. In Europa gli esemplari più conosciuti sono il ciliegio della Valle del Jerte che si trova in Spagna, il cui frutto è estremamente dolce e l’albero raggiunge misure che oscillano tra i 5 e i 10 metri. In Italia tra le specie più diffuse vale la pena citare il ciliegio Burlat originaria della zona transalpina che matura nella seconda decade di maggio e ogni frutto pesa da 7 ai 9 grammi circa. Quest’ultimo può tuttavia variare da una coltivazione all'altra a seconda delle pratiche culturali che l'agricoltore fornisce, specialmente per quanto riguarda la potatura e la fertilizzazione, nonché le differenze nelle variazioni del suolo e del clima. Negli alberi giovani e vigorosi la data di maturazione e le caratteristiche del frutto varieranno anch’esse dovendo aspettare che l'albero stesso si stabilizzi.

Leggi le risposte dei nostri esperti alle domende sul CILIEGIO:

 

Ciliegio: terreno e clima ideali

Il ciliegio è un albero da frutto molto resistente al freddo, ma tuttavia risulta sensibile al gelo durante il periodo di fioritura. Anche le precipitazioni se presenti influiscono sulla maturazione del frutto e ne diminuiscono la produttività, poiché impediscono il normale volo delle api e favoriscono lo sviluppo di malattie. Una soluzione a questo problema è la selezione di varietà più resistenti e un'adeguata gestione dell'irrigazione che però deve essere necessariamente regolare. Il clima tra l’altro può creare problemi al ciliegio anche per altri fattori; ad esempio i danni del vento spesso sono notevoli quando causa la rottura degli innesti e disidrata le gemme fruttifere. Per quanto riguarda invece il terreno va subito precisato che quello adatto deve essere profondo almeno da 60 a 80 centimetri, ben drenato e fertile. Cambiamenti improvvisi nell'umidità del suolo, oltre a promuovere l'insorgenza di malattie, sono responsabili anche delle troncature nel frutto ovvero il principale fattore che limita la produzione di ciliegie. Una soluzione seria deve essere in tal caso un'umidità costante per tutta la stagione, usando materiali porosi come ad esempio dell’argilla o delle tavolette di torba sminuzzata da aggiungere entrambi al terriccio già in fase di semina. 

Potatura del ciliegio

Affinché questi piccoli e prelibati frutti colorati siano prodotti correttamente e nel momento ideale, l'albero deve essere tenuto in perfette condizioni e quindi la potatura è un fattore chiave. Come potare? Quando? Perché? Queste sono le tre domande di base che molte persone a giusta ragione si pongono quando decidono di coltivare il ciliegio. Le risposte in merito ci sono e vanno fornite in modo dettagliato come di seguito descritte.
La potatura ideale per un ciliegio è quella definita in gergo di allevamento, eseguita nei primi due anni di vita dell’albero. Come si evince dal suo nome questo processo ha lo scopo di conferire all'albero un aspetto specifico cioè di tagliarlo in modo tale che abbia una determinata forma. Le forme più comuni sono quelle a piramide o circolare. La prima consiste nell'ottenere un tronco principale da cui emergono 10-15 rami secondari o laterali, e quindi questi rami saranno distribuiti su più piani in modo che un numero limitato cresca da ciascuno dei livelli. Uno degli aspetti più importanti di questo tipo di potatura è la distanza che i diversi piani devono mantenere. A seconda del numero che si desidera tagliare i centimetri varieranno (in genere è consigliabile lasciare circa 80 cm). La seconda tipologia di potatura, molto utilizzata per il ciliegio, è quella circolare. Nello specifico serve a conferire all'albero del volume e si può ottenere grazie a due differenti tipi di taglio all'altezza del tronco, ovvero il primo di una dimensione un po’ più grande rispetto al secondo.

Moltiplicazione e innesto

La moltiplicazione del ciliegio può avvenire per seme, per innesto o per talea. Premesso ciò, proprio in riferimento alla prima forniremo alcune indicazioni. Il ciliegio è un albero che cresce molto nei giardini a clima temperato non solo per i frutti che regala ma anche per il suo alto valore ornamentale. Sia i suoi fiori che le foglie infatti sono davvero molto decorativi, motivo per cui ci sono tante persone che amano moltiplicare gli arbusti.

Fatta quest’altra premessa, ecco nel dettaglio come moltiplicare il ciliegio per seme: una volta mangiate le ciliegie è molto importante pulire bene i semi altrimenti i funghi potrebbero apparire, facendogli perdere il loro effetto riproduttivo. I semi di ciliegia devono essere tenuti in un luogo freddo per 2-3 mesi prima di germogliare. Per questo motivo è necessario che verso la fine dell'autunno un contenitore sia riempito di vermiculite ed i semi siano riposti all'interno e poi coperti con dell'altra vermiculite prima di introdurre il suddetto contenitore nel frigorifero. Fatto ciò è necessario controllarlo una volta alla settimana rimuovendo il coperchio del contenitore oltre a spruzzare sui semi un fungicida. Quando arriva la primavera i semi si possono piantare in un vaso utilizzando un terreno di coltura universale miscelato con perlite al 30%. In questo modo, si può ottenere un nuovo albero di ciliegio in più o meno un mese o due al massimo dalla semina. In riferimento a ciò, è altresì importante continuare a trattarlo con un fungicida perché, durante il primo anno di vita di un albero, i funghi possono distruggere le piantine nel giro di pochi giorni.

Una volta che l’albero comincia a produrre i suoi frutti, se questi ultimi appaiono però decisamente scarsi, allora è necessario procedere con l’innesto del ciliegio con il metodo a spacco. Questa tipologia viene solitamente praticata quando la linfa comincia a salire e cioè nei primi mesi dell'anno. Per eseguire questo innesto, è necessario creare un'incisione nel modello in cui è inserita la punta o il ramo dell'altro albero. Nello specifico bisogna tagliare il modello all'altezza desiderata e fare un'incisione perpendicolare al coltello. La raccomandazione ulteriore è di fare in modo che rimangano almeno tra 2 e 4 gemme fruttifere. Ad innesto ultimato è altresì necessario fare un’accurata legatura con della rafia e sigillare il tutto con della resina specifica in modo da scongiurare eventuali infezioni.

Malattie del ciliegio e rimedi

Le malattie del ciliegio come in tutte le colture sono il fattore principale che incide sulla produzione. L’attacco di afidi è infatti molto frequente come ad esempio quello del batterio Agrobacterium Tumefaciens che sopravvive nel terreno associato alla rizosfera delle piante ospiti o nelle giovani branchie che fungono da fonte di inoculo. Generalmente è disseminato principalmente dall'acqua piovana e dal movimento del terreno quando è pronto da seminare. I batteri penetrano attraverso ferite provocate meccanicamente o da insetti e nematodi. Dopo l'infezione c'è una diminuzione della crescita e del vigore della pianta e quindi i tumori si sviluppano nelle radici e nella corona. Per il trattamento bisogna usare dei battericidi prima di piantare un ciliegio. Un’altra pericolosa malattia è quella causata dal batterio Pseudomonas Syringae che attacca la parte aerea della pianta formando dei cilindri sul tronco, sui rami e sui ramoscelli. Inoltre, produce la necrosi dei rami o dell'intero albero. Una sorta di gomma può in tal caso essere avvistata sul tessuto interessato da questa forma di cancro. L'agente patogeno è principalmente disperso dall'acqua piovana e penetra attraverso stomi e lenticelle o ferite che rimangono dopo la caduta delle foglie in autunno. Se il trattamento non è efficace è necessario eliminare i rami interessati. Una delle malattie del ciliegio meglio conosciuta dagli agricoltori è infine quella causata dal fungo denominato Phytophtora che si trova nel terreno e penetra attraverso le ferite fino alle radici. Dopo l'infezione si può osservare un germogliamento ritardato dei rami, meno crescita e poco vigore. Inoltre, compare una clorosi moderata e successivamente si verifica la morte parziale o totale delle ramificazioni. Altri sintomi che possono verificarsi sono frutta marcia, scarsa formazione della radice secondaria, marciume e annerimento radicale. Per il suo controllo, si raccomanda l'uso di specifici fosfati vendibili nei migliori vivai o centri per il giardinaggio. Altre malattie sono comunque molto frequenti nell’albero di ciliegio, in genere si manifestano con gli stessi sintomi fin qui descritti ed anche i trattamenti sono pressoché identici.

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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