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Falso gelsomino (rincospermo): coltivazione e potatura

Falso gelsomino (rincospermo): coltivazione e potatura

Il mediterraneo è un luogo del pianeta in cui ci sono tantissimi esemplari di piante che emanano un delizioso profumo grazie a dei piccoli fiori bianchi stellati come ad esempio quelli del falso gelsomino, noto anche con il nome di rincospermo. Questo rampicante di tipo sempreverde e legnoso è abbastanza facile da coltivare a condizione che venga esposto in un ambiente soleggiato e possibilmente riparato a sud o ad ovest per raggiungere il suo pieno potenziale. Un posto ideale sarebbe un pergolato sotto cui sedersi in una calda serata estiva per godere del suo ​​profumo. Il falso gelsomino è originario del Giappone, della Corea, del Vietnam e della Cina meridionale quindi è abituato agli inverni freddi, ma è altresì importante che il letto in cui verrà coltivato non sia eccessivamente freddo ed umido tanto da risentire della forza del vento gelido. Tra le altre caratteristiche di questa pianta rampicante va segnalata la sua altezza che può raggiungere anche i 10 m ed i colori che contraddistinguono foglie e fiori. Le prime sono di un verde scuro, lucido e sempreverde mentre i secondi, che appaiono verso la fine della primavera, sono bianchi, profumatissimi e durano molto a lungo.

Terreno e clima ideali

Per coltivare il falso gelsomino è necessario allestire il letto di terreno in modo adeguato rendendolo ben drenato, ricco di humus e fertile. Tuttavia va sottolineato che questo esemplare di pianta sempreverde si può coltivare anche in un contenitore e in penombra, ma in quest’ultimo caso è necessario esporlo su un balcone o su una terrazza per evitare che il sole diretto possa bruciare le foglie. Sempre in riferimento al terreno per massimizzarne la resa è consigliabile aggiungervi del letame, un concime privo di torba oppure dell’argilla oltre che un fertilizzante di buona qualità e di tipo bilanciato. Per coltivare il rincospermo a parte una posizione soleggiata e riparata a sud- ovest dal vento, è altresì necessario non esporlo a temperature notturne inferiori ai 10° e a quelle diurne non superiori ai 22°. Questo esemplare infatti seppur ama crescere in un ambiente soleggiato rende abbastanza bene anche in penombra ma con una fioritura sensibilmente ridotta.

Concimazione e irrigazione del falso gelsomino

Tra gli interventi di manutenzione necessari per assicurare una crescita sana e rigogliosa del falso gelsomino, è importante prestare attenzione sia alla concimazione che all’irrigazione. Nel primo caso bisogna sottolineare che la pianta durante la sua regolare crescita attinge dal suolo gran parte dell’humus presente, per cui se si tratta di esemplari giovani coltivati in un vaso, è necessario intervenire con concimazioni a cicli di quindici giorni. Il periodo ideale per questo intervento rigenerante del suolo è quello compreso tra i mesi di aprile e settembre. Subito dopo la fine del periodo invernale è invece opportuno aggiungere al suolo ogni 20 giorni circa dei prodotti organici come ad esempio lo stallatico. Per quanto riguarda invece l’irrigazione del falso gelsomino bisogna tenere sempre ben innaffiato il suolo per garantire lo sviluppo dell’apparato radicale di questo esemplare di pianta e se si opta di farlo crescere in un contenitore  è bene aggiungere all’acqua anche del fertilizzante liquido nel periodo primaverile. Le piantine giovani coltivate in vaso richiedono delle abbondanti innaffiature nel periodo estivo e per almeno 5 giorni a settimana specie se il terriccio risulta particolarmente asciutto. Se invece si tratta di esemplari adulti e coltivati nel terrapieno, nel periodo estivo l’irrigazione deve avvenire praticamente sette giorni su sette. In entrambi i casi per ottimizzare il risultato è opportuno ricoprire il terriccio con un’adeguata pacciamatura come ad esempio con della torba sminuzzata oppure utilizzando delle foglie essiccate. Lo scopo di tale accortezza consiste nel favorire la conservazione dell’umidità e di mantenerla costante con una conseguente diminuzione delle innaffiature settimanali.

Come moltiplicare il falso gelsomino

Per la moltiplicazione del rincospermo è importante attenersi ad alcune regole ben precise, e soprattutto intervenire con delle tecniche di giardinaggio nel periodo adatto. Premesso ciò, va altresì aggiunto che questo esemplare si può propagare sia per talea che in terrapieno. Nel primo caso il periodo maggiormente adatto è quello di fine estate e nello specifico l’intervento consiste nel prelevare alcuni giovani polloni aventi una lunghezza di circa 10/12 centimetri strappandoli con le mani dall’attaccatura del ramo principale. Quest’ultimo infatti garantisce che alla talea rimanga attaccato anche il cosiddetto tallone, ovvero un piccolo pezzo di corteccia che si estende dal ramo principale. Una volta eseguita la suddetta operazione le talee del falso gelsomino vanno inserite in un boccale di vetro riempito d’acqua a metà e quando producono un soddisfacente ciuffo di radici (lunghe almeno 5 cm) vanno estratte e rinvasate in piccoli contenitori con all’interno un terriccio con un Ph acido, leggero e misto a sabbia. A questo punto per raggiungere lo scopo prefissato i vasi vanno conservati in un ambiente freddo, chiuso e luminoso ma nel contempo riparato dai raggi solari diretti. Come accennato in precedenza la moltiplicazione del falso gelsomino può avvenire anche in terrapieno ma in un periodo diverso quindi verso la fine del mese di luglio, quando cioè le cosiddette marze presentano dei germogli di almeno di 10 centimetri. Detto ciò queste ultime si possono interrare per più di un terzo nel terrapieno con un mix a base di terriccio, torba ed una manciata di sabbia. Per facilitare la moltiplicazione in tempi rapidi è sufficiente poi adagiare al suolo dei teloni di cellophane in modo che si crei una sorta di effetto serra, tale da garantire l’umidità necessaria per la propagazione di questo esemplare di falso gelsomino.

 

Potatura del falso gelsomino

Il rincospermo o falso gelsomino per crescere sano, robusto e di una certa altezza ha bisogno di almeno due potature in specifici periodi dell’anno. Questi ultimi sono la primavera e la fine dell’estate e, in entrambi i casi, si può intervenire sui rami per garantire la crescita nella direzione che maggiormente si preferisce. Trattandosi di un esemplare di tipo rampicante il falso gelsomino per essere potato richiede alcune piccole ma essenziali accortezze. La prima riguarda l’età della pianta e il tempo trascorso dal periodo in cui è stata trapiantata, la seconda invece è legata al gusto personale ovvero alla forma che si intende creare. In quest’ultimo caso avere a portata di mano degli strumenti per il giardinaggio adeguati è altresì fondamentale come ad esempio delle cesoie adatte a troncare rami sottili e spessi, e magari anche una scala se la pianta è cresciuta fino al suo limite massimo di 10 metri. A margine va sottolineato che la potatura del falso gelsomino deve essere sempre moderata; infatti, il taglio dei rami deve stimolare lo sviluppo di nuovi getti per creare una pianta strutturalmente ed esteticamente ben formata. Infine va aggiunto che come per la maggior parte delle potature quando si tagliano dei rami è sempre opportuno lasciare intatta almeno una gemma apicale che possa fornire energia e stimoli giusti per una nuova fioritura.

Falso gelsomino: malattie e rimedi

Il falso gelsomino è una pianta piuttosto duratura nel tempo, in quanto non è soggetta ad eccessivi attacchi di parassiti e quindi non incorre in malattie letali. Tuttavia ci sono alcune eccezioni come ad esempio se viene piantato in terreni prevalentemente argillosi. Tale condizione infatti può comportare un eccessivo marciume radicale. Per ovviare a ciò, è dunque necessario miscelare il suolo con sabbia e con degli altri compost in modo da bilanciare l’eccessiva umidità generata dalla suddetta argilla. Sempre in riferimento alle malattie ed in particolare a quelle causate da parassiti, va sottolineato che ci sono alcuni insetti che amano nutrirsi della linfa vitale presente sulle foglie, e quando ciò accade i primi segni potrebbero apparire sotto forma di fuliggine nera sulla loro superficie. In tal caso è opportuno rimuoverla prima di trattare gli insetti, quindi lavando le foglie con una soluzione di sapone delicato o con uno spray fungicida. Una volta che il fungo fuligginoso è sotto controllo si può spruzzare l’insetticida, ma se la presenza delle suddette spore è particolarmente invasiva, il consiglio ulteriore è di sfoltire le foglie ed eventualmente tagliare i rami adiacenti bruciandoli. Infine quando si sceglie di coltivare il falso gelsomino in un contenitore è importante sapere che i parassiti come l’acaro rosso e gli insetti carnosi potrebbero deturparne foglie e fiori, per cui l’uso di un insetticida specifico è vivamente consigliato così come l’esposizione della pianta in un ambiente leggermente ventilato. Seppur il falso gelsomino non è particolarmente esposto ad altre malattie gravi, va però sottolineato che ci sono alcuni parassiti che potrebbero presentarsi magari per la vicinanza di altre tipiche coltivazioni da loro amate. Tra questi vale la pena citare le cocciniglie che una volta raggiunta l’estremità inferiore della pianta che fuoriesce dal terreno, si arrampicano fino ad attaccarsi alle foglie da cui estraggono la linfa vitale denutrendole. A seguito di questa invasione parassitaria le foglie assumono una colorazione biancastra e a tratti appiccicosa. L’intervento per rimediare consiste in tal caso nell’applicare dei particolari insetticidi vendibili presso esperti vivaisti. Tuttavia è importante sottolineare che per minimizzare l’invasione di questa tipologia di parassiti, è necessario non solo limitare le innaffiature ma cospargere anche il suolo con sabbia in modo da renderlo maggiormente drenato e quindi a prova di proliferazione di questi afidi.

 

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Tutto sul falso gelsomino

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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