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Aghifoglie e latifoglie a confronto: le differenze e le similitudini

Tutte le distinzioni tra le piante aghifoglie e latifoglie

Aghifoglie e latifoglie a confronto: le differenze e le similitudini

Le specie arboree possono essere classificate in base alle loro caratteristiche peculiari.

Fra queste, la distinzione tra le specie latifoglie e aghifoglie (dette anche conifere) è una delle principali, nonché una delle più immediate da individuare.

Latifoglie e aghifoglie presentano grandi differenze, ma anche qualche similitudine. Queste due tipologie di alberi si possono distinguere soprattutto per il fogliame, per il tipo di apparato riproduttivo che presentano, per la capacità di crescere e svilupparsi in altezza e per il tipo di ambiente e terreno che preferiscono, che talvolta può essere arricchito con apposito fertilizzante per latifoglie e conifere.
Una distinzione preliminare deve sottolineare che alle piante latifoglie appartengono alberi di specie estremamente diverse da loro: possono essere piante arboree, erbacee, oppure ad arbusto e legnose; mentre le piante aghifoglie non sono mai né erbacee né arbustive. Infatti, le conifere sono piante legnose, che appartengono, in linea di massima, soprattutto al genere arboreo.

La composizione fogliare

La forma della foglia e la persistenza del fogliame durante i mesi autunnali ed invernali, sono due elementi che permettono di identificare e distinguere facilmente queste due tipologie di alberi. Le piante latifoglie presentano foglie dalla conformazione estesa: sono a lamina espansa e possono presentare nervature parallele oppure disposte reticolarmente. Le tipologie delle foglie possono essere molto varie: semplici, oppure composte di foglie più piccole; con i margini dentellati, seghettati, lobati, e così via.
Le piante latifoglie, dunque, possono avere foglie dalla forma estremamente diversa, ma sono accomunate dal fatto che la foglia è estesa.

In questi alberi, in genere, il fogliame cade ogni anno all’arrivo dell’autunno, per ricrescere poi in primavera (le latifoglie sono definite infatti anche ‘caducifoglie’). La caducità del fogliame è una caratteristica della maggior parte delle specie di latifoglie; ve ne sono però anche alcune che non sono soggette al cambio stagionale, ma hanno fogliame persistente.

Le aghifoglie, al contrario presentano una chioma persistente che si mantiene invece anche durante i mesi autunnali e invernali, senza perdere il colore verde, che le caratterizza (sono infatti chiamate anche ‘sempreverdi’). Le conifere infatti, sono soggette ad un ricambio nell’apparato fogliare continuo e molto rapido durante tutto l’anno; in questo modo, l’aspetto che presentano nel corso delle stagioni rimane invariato.
Le conifere presentano un fogliame sottile, dritto, appuntito, aghiforme, spesso allungato; per questo, sono anche dette 'aghifoglie'. Possono presentare anche foglie squamiformi: dalla forma triangolare, piatte, disposte a scaglie, come ad esempio il chamaecyparis (falso cipresso).

Il tipo di tronco delle latifoglie e delle aghifoglie

Le piante latifoglie presentano un tronco tondeggiante, che può anche suddividersi in due (o più) tronchi separati. Il tronco comincia a presentare diversi rami solo una volta raggiunta una certa altezza. La folta chioma dalla forma arrotondata è data dall’espansione orizzontale dell’apparato fogliare.

Gli alberi di conifere presentano un tronco cilindrico singolo, che solitamente non si divide; i loro rami, che sono presenti sin dalle zone più basse del tronco, si sviluppano lateralmente e diventano man mano più corti vicino alla cima dell’albero. Questo fenomeno conferisce alle piante aghifoglie la loro tipica forma triangolare o a cono, da cui deriva appunto il nome di “Conifere”.

Le piante latifoglie, diversamente dalle aghifoglie, sono in grado di generare nuovi germogli da ceppi di aree danneggiate, dal fuoco o dall’incisione. Questo avviene grazie al loro particolare legno, che rende possibile la ricostituzione dell’apparato vegetativo e finanche la fioritura.

Le conifere, a differenza delle piante latifoglie, producono resina: questa le aiuta a proteggersi da insetti, da parassiti e da funghi.

Leggi le risposte dell'esperto su CONIFERE:

L’altezza delle piante latifoglie e di aghifoglie

Nelle scienze botaniche, si distinguono alberi di prima, seconda e terza grandezza. Gli alberi di prima grandezza sono quelli che, in età matura, superano i 20 metri; gli alberi di seconda grandezza hanno un’altezza che si estende tra i 10 e i 20 metri, infine, gli alberi di terza grandezza, hanno un’altezza inferiore ai 10 metri.

In genere, gli alberi latifoglie superano con facilità i 20 metri e si attestano, di media, attorno ai 30 metri di altezza, classificandosi quindi come alberi di prima grandezza.

Gli alberi di conifere, invece, solo in alcuni casi raggiungono un’altezza superiore ai 20 metri, e in genere sono piuttosto da classificarsi come alberi di seconda o terza grandezza. Naturalmente, l’altezza dipende anche più specificatamente dal tipo di albero con cui si ha a che fare: le conifere nane stentano a raggiungere il metro di altezza, mentre le conifere medie e grandi raggiungono e superano facilmente i 5-10 metri di altezza.

Impollinazione

Le conifere sono anche dette gimnosperme, mentre le piante latifoglie sono dette anche angiosperme: questi due termini indicano la particolare modalità di riproduzione di queste piante. La differenza nel fogliame, infatti, riflette una differenza nel sistema riproduttivo.

Le latifoglie presentano un sistema riproduttivo più complesso ed evoluto: gli ovuli sono racchiusi all’interno di un ovario, i cui semi sono, a loro volta, accolti entro un frutto.

Nelle piante gimnosperme, o conifere, il sistema riproduttivo è più semplice: l’ovulo, da cui poi verrà a formarsi il seme, è appoggiato a una foglia, senza essere protetto da un ovario.

Nelle piante aghifoglie, l’impollinazione avviene quindi solamente grazie al vento, che facilmente trasporta i semi non protetti. Le piante latifoglie invece, pur usufruendo del fattore del vento, si appoggiano, per il processo d’impollinazione, soprattutto all’azione degli uccelli o degli insetti, che, involontariamente, seminano per terra i frutti presi dall'albero.

Clima e ambiente ideali per latifoglie e aghifoglie

Le latifoglie e le aghifoglie prosperano in fattori climatici e ambientali diversi.

Le piante latifoglie preferiscono la collina o la pianura, ed amano il clima temperato europeo. Le aghifoglie, invece, prosperano anche nei climi più rigidi, come quelli di montagna e dei paesi nordici. Gli aghi che contraddistinguono queste piante si sono sviluppati proprio per aiutare la pianta a sopravvivere durante periodi di siccità o in ambienti dove le condizioni fossero estreme. Non è raro, tuttavia, trovare aghifoglie che si adattano con flessibilità anche alle condizioni climatiche più temperate delle pianure e delle colline delle zone più temperate.

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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