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Salice piangente: consigli su cura e coltivazione

Salice piangente: consigli su cura e coltivazione

Il Salice piangente, chiamato anche Salix Babylonica, è un albero della famiglia dei salici originario della Cina del nord. È spesso utilizzato a fini ornamentali, a causa delle sue caratteristiche morfologiche peculiari.

Caratteristiche generali del Salice piangente

Il Salice piangente è una pianta caducifoglia che può crescere fino a un massimo di 25 metri. Il suo ciclo di vita è relativamente breve, compreso tra quaranta e settantacinque anni. Le foglie sono di colore verde chiaro e generalmente hanno una lunghezza compresa tra 4 e 16 centimetri e una larghezza che può arrivare a 2 centimetri. La loro forma è allungata e a punta, con i bordi seghettati. Poco prima della stagione della caduta, le foglie assumono un colore tendente al giallo.

In primavera sul salice iniziano ad apparire i fiori. Quelli maschili hanno antere di colore giallo, mentre quelli femminili di colore verde. I frutti si presentano nella stagione calda, e racchiudono molti piccoli semi, ognuno con un ciuffo di peli di colore bianco.

I rami penduli regalano al salice piangente la sua caratteristica forma, con l’albero orientato verso il basso e le sue fronde a sfiorare il terreno.

 PRODOTTI CONSIGLIATI PER LA COLTIVAZIONE DEL SALICE PIANGENTE 

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Salice piangente: terreno e clima ideali

Il Salice piangente trova il suo terreno ideale in prossimità di laghi e corsi d’acqua. Grazie al suo robusto apparato di radici riesce a crescere benissimo in terreni ad alto tasso di umidità, contribuendo peraltro al drenaggio e al consolidamento degli stessi. Il suo ambiente ideale corrisponde a una zona esposta alla luce solare per molte ore al giorno.

Per quanto riguarda il clima, il salice piangente è un albero capace di adattarsi a diverse temperature, anche molto basse. È importante però che abbia sempre un buon apporto di acqua: sarà quindi necessario fare attenzione alle zone in cui il clima è troppo secco.

Concimazione e irrigazione

Per quanto riguarda la coltivazione del Salice piangente, la sua riproduzione avviene nel mese di aprile attraverso talea legnosa. Dopo aver tagliato accuratamente la talea, andrà quindi posta in terriccio e sabbia, dove dovrà restare per circa un mese in attesa dei nuovi germogli.

Prima della messa in dimora, un aspetto fondamentale da tenere in considerazione è la concimazione del terreno in cui è stata posta la talea.

  • Stagione autunnale: il concime ideale è di tipo organico. Il concime acquistato in polvere andrà diluito in acqua.
  • Stagione primaverile: sarà opportuno utilizzare un prodotto con solfato di ferro, per supportare il momento di forte sviluppo di foglie e radici.

Per una pianta che non presenta particolari problemi nella fase di sviluppo e crescita, si potrà procedere alla somministrazione del concime una volta all’anno. Una buona scelta può essere quella dello stallatico maturo, in modo da rendere il terreno più compatto e maggiormente permeabile. Un’altra possibilità è quella di utilizzare un fertilizzante a base di azoto, fosforo e potassio, con i tre elementi principali in quantità uguali. Nel fertilizzante poi devono essere presenti anche magnesio, ferro e mobildeno. Vediamo nel dettaglio perché i tre elementi principali del fertilizzante sono importanti nella concimazione del terreno in cui piantiamo un salice.

  • Azoto: l’azoto aiuta l’albero a produrre la giusta quantità di clorofilla, e agevola una crescita sana delle parti vegetative.
  • Fosforo: il fosforo aiuta a regolare il metabolismo energetico.
  • Potassio: il potassio aiuta a regolare la sintesi delle proteine e protegge l’albero dalle basse temperature e dai parassiti, migliorando la resistenza della pianta.

Il salice piangente è una pianta che necessita di abbondante acqua e ha difficoltà a sopravvivere autonomamente in caso di lunga siccità o di terreno non adeguatamente irrigato. Durante i periodi più caldi e più secchi, dunque, sarà necessario procedere all’innaffiamento in maniera costante. Soprattutto durante i primi anni di vita, è fondamentale somministrare innaffiature abbondanti e con frequenza, nei mesi più caldi anche diverse volte nell’arco della settimana. Durante l’inverno la quantità e la frequenza delle irrigazioni può essere ridotta, ma sarà comunque necessario controllare regolarmente che il terreno mantenga un buon tasso di umidità, intervenendo nel caso in cui si dovessero formare delle zone di stagnazione.

Per quanto riguarda le tecniche di irrigazione, si consiglia di procedere con una irrigazione per aspersione. Quindi si dovrà innaffiare indirizzando getti d’acqua sulle radici della pianta e non andando a bagnare tronco e foglie. In questo modo si avrà come risultato una corretta irrigazione e nello stesso tempo si eviteranno sprechi idrici.

Salice piangente: moltiplicazione e potatura

Accennavamo alla tecnica della talea, per quello che concerne la coltivazione e la moltiplicazione del salice piangente. Vediamo nel dettaglio di che si tratta.

Per quello che concerne la moltiplicazione e dunque la riproduzione, si procede utilizzando la talea legnosa o semilegnosa, cioè l'apice dei rami della pianta. Un’altra possibilità è quella di utilizzare gli astoni, con un diametro dai tre ai cinque centimetri.

Gli astoni possono essere acquistati in un vivaio specializzato e devono essere di circa due metri di lunghezza. Prima di interrarli, sarà opportuno praticare dei piccoli tagli all’estremità dell’astone, in modo da agevolare l’assorbimento dei materiali nutritivi e lo sviluppo dell’apparato radicale. Gli astoni andranno poi interrati in una buca profonda circa un metro.

Una caratteristica della talea è quella di sviluppare radici con una certa facilità. Ci accorgeremo dell’inizio dello sviluppo dell’apparato radicale quando sulla talea inizieranno a crescere dei piccoli rami laterali. A questo punto sarà opportuno andare a potare i rami più bassi, per fare in modo che la struttura del salice si sviluppi verso l’alto e che poi ci sia spazio nella zona inferiore per lasciare che i rami penduli possano naturalmente piegarsi verso il basso senza incontrare ostacoli.

Per quello che concerne invece la potatura del salice adulto, il discorso è più complesso. Il salice di questo tipo è una pianta spesso utilizzata a fini ornamentali e questa caratteristica potrebbe far immaginare la necessità di una potatura costante. In realtà però, se si prende in considerazione una pianta adulta sana, per la quale la potatura al momento dello sviluppo dei primi rami sulla talea è stata effettuata correttamente, allora il salice adulto non dovrà mai essere potato. Ci sono però delle situazioni in cui la potatura si rende necessaria. Vediamo quali sono.

  • In seguito a danni causati da forti raffiche di vento: se la chioma del salice ha subito danni, se alcuni rami si sono spezzati a causa di agenti atmosferici come forte vento, allora potrebbe essere necessario intervenire con una potatura che vada a risolvere eventuali problematiche relative a traumi ed equilibrio della pianta.
  • In seguito a un attacco di insetti o parassiti: Anche in questo caso potrebbe essere necessario procedere con la potatura, per evitare che l’attacco si estenda all’intero albero.
  • In ogni caso si tratta di interventi estremi. È molto importante, quando si decide di piantare un salice, valutare prima le caratteristiche climatiche e morfologiche dell’ambiente, in modo tale da minimizzare i rischi e di evitare di ricorrere a potature di emergenza. Questo tipo di pianta fa della propria naturale eleganza la sua caratteristica principale, ed è bene che venga mantenuta senza interventi esterni.

Bonsai di salice piangente

Uno dei bonsai più particolari e belli da vedere è senza dubbio il bonsai di salice piangente. È un tipo di bonsai non facile da curare, perché richiede molta attenzione oltre all'applicazione di fili che diano al bonsai la caratteristica postura rivolta verso il basso.

Vediamo come procedere per realizzare un Bonsai.

  • Rinvaso: il salice è una pianta che può riempire un vaso di medie dimensioni in poco tempo, a causa del suo vigoroso apparato radicale. Nel caso in cui si voglia realizzare un bonsai, sarà quindi necessario estrarre la pianta per procedere ad alcuni interventi e poi rinvasarla, circa una volta l’anno.
  • Potatura radici: per gli stessi motivi che obbligano a un frequente rinvaso, sarà necessario potare anche metà dell’apparato radicale e dei rami una volta l’anno, durante la stagione autunnale.
  • Terriccio: il terriccio dovrà avere buone capacità di drenaggio e di mantenimento del tasso di umidità. Un’opzione può essere quella di utilizzare terriccio universale per il 60%, poi il 30% di pomice e il 10% di torba.
  • Concimazione: il consiglio è quello di usare concimi solidi a lento rilascio, e di procedere con la concimazione nella stagione primaverile e in quella autunnale, non concimando invece durante l’estate o nei periodi con temperature più elevate.
  • Innaffiatura: utilizzare un sottovaso colmo di acqua, in modo tale da ricreare una sorta di terreno umido come quello in cui si pianterebbe un Salice piangente all’aperto. Innaffiare abbondantemente nei periodi caldi.
  • Applicazione del filo: per ottenere la caratteristica forma pendula dei rami, sarà necessario applicare del filo che li mantenga in leggera tensione, in modo da agevolarne il piegamento. È consigliabile applicarlo dalla primavera all’estate, quindi nel momento di massimo sviluppo naturale.

Le malattie più comuni

Il salice piangente ha rami molto sottili e un legno generalmente piuttosto delicato. È una pianta che può essere attaccata da insetti e parassiti di vario genere, come afidi e pidocchi, capaci di danneggiarla il modo significativo.

Un altro pericolo per la salute della pianta, sono i rodilegno: bruchi che vanno individuati il prima possibile, perché capaci di infestare l’albero fino a portarlo anche alla morte.

Le malattie più comuni e più pericolose che possono affliggere questa pianta sono il cancro e la ruggine.

Per combattere questo tipo di malattie e di problematiche è fondamentale controllare la pianta regolarmente. L’eventuale intervento di cura o di potatura (solo nei casi più gravi) dovrà essere effettuato all’insorgere dei primi sintomi.


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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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