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Sophora Japonica: guida alla coltivazione

Sophora Japonica: guida alla coltivazione

La Sophora Japonica, scientificamente conosciuta come Styphnolobium japonicum, non è altro che la pianta nota a tutti come Acacia del Giappone. Specie esotica, si contraddistingue per una fioritura particolarmente bella e per un portamento elegante: per questi motivi, è prevalentemente utilizzata come ornamento. Importata in Europa solo nel diciottesimo secolo, parente dei fagioli e dei piselli, appartiene alla famiglia delle Leguminosae essendo affine anche alla Robinia. Alcuni studiosi hanno osservato come dai suoi fiori e dalle sue gemme possa essere ricavata una sostanza in grado di curare i danni derivanti da un infarto cerebrale. I semi, invece, risultano essere allucinogeni. Infine, è interessante notare come il suo polline non provochi alcun tipo di allergia diversamente da quanto accade per altri fiori.

Caratteristiche generali

La Sophora Japonica è un albero deciduo, ovvero che è destinato a cadere, avente un portamento particolarmente raffinato. Si tratta di una pianta con una crescita lenta e che può raggiungere anche i 12 metri di altezza. Le radici arrivano ad una profondità media, essendo poi ramificate e ampie. Esse hanno la capacità di assorbire sia l'acqua sia diversi elementi nutritivi grazie alla presenza di uno specifico fungo che le permette di sopravvivere (ci troviamo di fronte ad un classico esempio della cosiddetta simbiosi mutualistica tra, appunto, un fungo ed un vegetale). Il tronco della pianta in esame si presenta rivestito da una corteccia di colore grigio tendente al marroncino, il quale va incontro ad una screpolatura definendo linee tortuose. Per quanto riguarda i rami, invece, questi sono fondamentalmente assenti nella parte bassa del fusto, mentre sono fitti in quella alta. Passando all'analisi delle foglie, all'interno del genere della Sophora, esse risultano essere facilmente confondibili con quelle della Robinia. Dal colore verde chiaro tendente, con la crescita, a diventare più scuro ed intenso, e soprattutto caduche e imparipennate, esse sono in più lisce nella parte inferiore e ruvide in quella superiore. Relativamente ai fiori, infine, si sottolinea come, nel periodo primaverile nonché quello della tarda estate, una volta che la pianta abbia raggiunto la maturità sessuale, vengano fuori quelli ermafroditi e bianco-giallastri simili a quelli che si sviluppano sulle piante di pisello. Si tratta di fiori che sono apprezzati per una sorprendente bellezza e per il profumo molto dolce emanato nei giorni soleggiati e caldi. Quando cadono, lasciano il posto a frutti contraddistinti da strozzature richiamando la forma delle collane di perle. I baccelli sono di un colore verde intenso che diventa marrone nel periodo invernale (nei mesi di novembre e dicembre, infatti, i semi scuri giungono a maturazione e la linfa non circola più nei tessuti). Volendo concludere, dato il suo portamento, si può affermare come la Sophora Japonica venga considerata un albero a tutti gli effetti. Con il passare del tempo, si possono ammirare posizioni sempre più spiralate rispetto a quelle dei primi anni, durante i quali la pianta cresce in modo eretto.

Leggi la risposte degli asperti sulla SOPHORA JAPONICA:

Terreno e clima

La Sophora Japonica, in linea di massima, riesce ad adattarsi a condizioni del terreno differenti. Tuttavia, è sempre preferibile piantarla in terreni sciolti e leggeri, i quali rappresentano l'ideale per le piante leguminose. Questi ultimi, inoltre, dovrebbero essere molto fertili e non presentare ristagni d'acqua, in quanto la Sophora Japonica non è in grado di sopportare uno scarso drenaggio dal momento che un livello di umidità eccessivo può condurre a situazioni di marcescenza. Ebbene, si rivela dunque utile porre alla base uno strato di ghiaia. Nel nostro Paese, tale pianta vede il proprio arale di distribuzione a circa 500 metri di altitudine sopportando anche temperature particolarmente ridige (fino a -20 gradi). Si tratta, infine, di una tipologia di pianta che ama l'esposizione al sole sebbene propensa alla sopportazione di zone d'ombra. Nello specifico, la luce solare è utile per lo sviluppo di un fogliame abbondante nonché per fiori e semi che, senza calore, non possono giungere a maturazione.

Concimazione ed irrigazione

La propagazione della Sophora Japonica avviene da seme: tuttavia, ciò comporta un'attesa più o meno lunga prima di vedere la fioritura (in alcuni casi, infatti, si può arrivare ad aspettare anche circa 30 anni in considerazione del clima circostante). I semi vengono trattati a temperature molto alte e, talvolta, ricorrendo ad acidi prima di poterli utilizzare, anche se spesso alcuni di essi risultano essere capaci di ottenere un grado di germinabilità normale se piantati dopo la raccolta. Per quelli, invece, raccolti da tempo diviene necessario il contatto con acqua bollente nella quale sono lasciati in ammollo per 24 ore. Nel mese di marzo, poi, avviene la semina esclusivamente in serra riscaldata. L'impianto può essere realizzato sia in primavera sia in autunno. La concimazione della Sophora Japonica è un tipo di operazione da effettuare per tutto l'arco della vita della pianta stessa allo scopo di farle possedere sempre un aspetto vigoroso e sano. Periodicamente, poi, si può decidere di distribuire dello stallatico ai piedi del fusto così da fornire il quantitativo di nutrienti necessari a radici e foglie. In alternativa, si può scegliere anche di somministrare del concime in granuli a lenta cessione nel corso della crescita con l'obiettivo di ricavare altri semi per moltiplicare la Sophora. Nei mesi primaverili, in ogni caso, viene sempre consigliato di somministrare del fertilizzante ad alto contenuto di azoto. Per quanto concerne l'irrigazione, infine, questa va fatta in maniera continua soprattutto nei primi 4 anni durante l'estate. Quando, dunque, la pianta diverrà adulta, sarà sufficiente procedervi solo nei periodi caratterizzati da una prolungata siccità estiva.

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Moltiplicazione

La propagazione della Sophora Japhonica è un procedimento da non prendere sotto gamba dal momento che si tratta di una pianta che presenta, generalmente, un tempo di sviluppo lento. La moltiplicazione di questa specifica specie, tuttavia, è possibile se si osservano differenti metodi, tra cui spicca per facilità quello della semina. Una volta che i frutti saranno maturati, e precisamente appena vengono raccolti, i semi dovrebbero essere immediatamente immersi in un bicchiere di acqua calda per circa una notte così da disporli, il mattino seguente, in un recipiente contenenti pochi centimetri di terriccio caldo ed umido. In poco tempo, spunteranno i germogli, ma bisogna ricordare che, per qualche anno, le piantine sentiranno il bisogno di essere cresciute in un luogo asciutto e lontano da insidie esterne prima di procedere al trapianto definitivo. Altro metodo altrettanto semplice è la margotta, sia quella aerea sia quella effettuata interrando un lungo ramo cascante. Essa va fatta precisamente nel momento in cui la linfa scorre in quantità abbondanti nei vasi: quindi, nei mesi primaverili (marzo o aprile). Dopo aver rimosso un anello di corteccia di circa 2 centimetri o aver praticato un'incisione in diagonale sullo stesso, il taglio andrà ricoperto con ormoni radicanti utili a favorire l'attecchimento. Il ramo, poi, andrà interrato o avvolto con una pellicola di plastica e con sfagno umido. Dopo un mese dall'operazione, dovrebbero comparire le prime radici, potendo distaccare la margotta l'anno seguente. Infine, è bene ricordare per completezza anche l'innesto, ovvero un procedimento che può essere eseguito su un apposito portainnesto: ci si trova qui di fronte ad una serie di attività particolarmente complessa che, di conseguenza, esige un'ottima esperienza nel settore.

Potatura

La Sophora Japonica non necessita di potature regolari ad eccezione di quelle specifiche parti della pianta particolarmente deboli, malate o secche. Mentre è in fase di crescita è consigliabile procedere alla sostituzione dei rami principali stimolandone la crescita di nuovi. In quelle più antiche, poi, la potatura risulta essere l'unico modo con cui poter porre rimedio alle rotture determinate dal peso degli stessi e dalla loro caratteristica crescita in senso orizzontale. Si tratta, in ogni caso, di interventi in grado di incidere significativamente sulla bellezza della Sophora Japonica: per questo motivo, è sempre meglio applicare dei sostegni come, ad esempio, tiranti e pali finalizzati a sostenere il carico della folta chioma facendo in modo che non si vengano a creare fratture capaci di provocare danni irreversibili. Tuttavia, come già accennato, non è obbligatoria una potatura frequente dal momento che lo sviluppo della pianta in esame appare fondamentalmente contenuto.

Malattie e rimedi

La Sophora Japonica risulta essere una pianta molto resistente nonché rustica, la quale viene attaccata con non poca difficoltà da agenti patogeni come, ad esempio, parassiti e malattie. In genere, non sono mai stati riscontrati, relativamente ad essa, danni irreversibili determinati da funghi e malattie: tuttavia, alcune tipologie di insetti (come gli acari) potrebbero rappresentare una problematica frequente e fastidiosa per questa pianta. Infatti, si tratta di organismi che si nutrono della linfa contenuta nei suoi tessuti, così da impedirle di raggiungere fiori e frutti con conseguente caduta di quelli già presenti. Nel caso in cui si verificasse, poi, una innaturale perdita del fogliame, se ne potrebbe attribuire la colpa esclusivamente agli acari. Il fatto che essi siano presenti viene desunto dal passaggio di formiche, le quali sono solite cibarsi dei loro escrementi zuccherini. Ebbene, allo scopo di eliminarli in maniera definitiva, dunque, è consigliabile ricorrere ad un prodotto fitosanitario, come ad esempio il piretro, da vaporizzare sulle aree interessate e secondo le modalità prescritte.

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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