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La potatura delle conifere ornamentali - Guida completa
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La potatura delle conifere ornamentali - Guida completa

La potatura delle conifere ornamentali - Guida completa

Le conifere costituiscono un mondo a parte: nessuna di esse fiorisce nel senso abituale del termine, con corolla e calice. I loro frutti sono coni, organi squamosi, prodotti su tutte le conifere, con l'eccezione dei Taxus (tassi), che formano arilli rossi, dei Ginko che producono drupe e dei Juniperus (ginepri) che danno le loro bacche. Le loro foglie sono aghi, presenti tutto l'anno (eccezion fatta per 4 specie); sono resinose ed emanano un odore aromatico molto forte.  

Le conifere sono decorative per la loro sagoma o il colore del loro fogliame, in alcuni casi per entrambi. A parte il loro impiego in giardino, come piante isolate, in aiuole o in siepe, tanto libera come potata, numerose conifere hanno anche un'utilità importante: possono servire come frangivento, nell'industria del legno, nell'edilizia, nell'industria chimica, per produrre pasta di cellulosa...

Vengono commercializzate con le loro radici contenute nella zolla di terra protetta da una rete, in un contenitore di plastica o in un recipiente di legno (costruito su misura per gli esemplari grandi); questo consente una migliore ripresa alla piantagione, considerazione delle caratteristiche di queste piante: fogliame persistente e un sistema di radici piuttosto superficiale ma poco separato, soprattutto nella fase giovanile del loro impianto.  

ln genere, le conifere isolate non si potano, eccezion fatta per quelle destinate all'arte topiaria, tra le quali, per esempio, i Taxus e le Thuya, in Francia, nei giardini chiamati alla francese dei secoli XVI e XVll; i Cupressus (cipressi), in Italia, nei parchi e nei giardini delle ville private rinascimentali e, in Spagna, nei giardini moderni, creati nel secolo XX, come quelli di Forestier o Rubió i Tudurí.      

Conifere isolate, in piccoli gruppi o in aiuole          

Potatura di preparazione

La potatura delle radici non è necessaria, dato che la conifera si consegna e si pianta sempre con le sue radici nella zolla di terra, in un contenitore o in un vaso di dimensioni adeguate allo sviluppo e all'età della pianta. Prima della piantagione della zolla di terra, bisogna assicurarsi che questa sia umida, in caso contrario, sarà necessario bagnarla per 10-15 minuti in un recipiente nel quale il livello superiore dell'acqua sia superiore a quello della zolla, senza toglierla dal suo contenitore. L'operazione di estrazione dal contenitore (= rinvaso) a volte va eseguita con delicatezza, perché la zolla risulta fragile, e va effettuata nel momento della piantagione, tagliando le eventuali legature e, se necessario, lo stesso contenitore.                

Potatura della parte aerea  

Come nel caso degli altri arbusti a fogliame perenne, le conifere si sottopongono, solo nella primavera della piantagione, ad una leggera "pulizia", ossia, all'eliminazione dei rami rotti, secchi o malati. Allo stesso tempo, i rami che sporgono dalla sagoma si devono spuntare per restituire simmetria alla pianta. Si noti che, a volte, si cerca una certa asimmetria, soprattutto nelle specie come il Taxus hibernica o il juniperus communis, perché producono un effetto più originale. Attenzione: le conifere a sviluppo medio (da 1 a 3 m) si dovranno tutorare e quelle più alte di 3 m fissare con tiranti, però non si dovrà piantare nessun tutore né prima né dopo la piantagione nella nuova zolla per non danneggiarla.        

Sviluppo delle conifere  

Spesso, nei giardini, i gruppi o le aiuole di specie e varietà differenti si organizzano secondo l'altezza delle conifere in età adulta. Ma è importante sapere che, all'interno di una stessa specie, esistono varietà che producono alberi grandi e varietà che producono alberi molto  piccoli: citiamo, per esempio, il Pínus nigra e il Pínus nigra 'Nana', o il Pinus sylvestris e il Pinus sylvestris 'Globosa Viridis'. 

  • Conifere a sviluppo molto ridotto, inferiore  a 0,60 m, per vasi, fioriere, terrazze, balconi o giardini rocciosi.  
  • Conifere a sviluppo ridotto, fra 0,60 e i 0,50 m, per piante isolate o in gruppi di 3 o 5 in piccoli giardini o giardini rocciosi; se ne trovano a portamento esteso o strisciante, a portamento eretto e a portamento globoso.
  • Conifere a sviluppo medio, fra 1,50 e 3 m, per giardini piccoli e grandi, con esemplari isolati o in siepe. Alcune hanno un portamento conico, altre un portamento fastigiato o a colonna.  
  • Conifere a sviluppo grande, fra i 4 e i 20 m,  per piante isolate, in piccoli gruppi o frangivento, in grandi giardini o parchi.
  • Conifere a sviluppo molto grande, di oltre 20  m, spesso piante isolate o in numero ridotto, in parchi o boschi. La dimensione delle conifere, vale a dire la loro ampiezza (= molto spesso alla metà o a un terzo dell'altezza) ne condiziona l'utilizzo in un piccolo giardino o in un parco.        

Leggi le risposte dell'esperto su CONIFERE:

Potatura di mantenimento  

È conveniente distinguere i diversi tipi di conifere, secondo il proprio sviluppo.

Specie ortotrope  

Sono quelle che formano alberi «appuntiti›› con un asse libero da ramatura (fatta eccezione per i loro cultivar nani o globosi), Queste specie non richiedono potatura, bensì un controllo della freccia per assicurarsi che sia normale. Se necessario, gli si darà una forma rettilinea, guidandole lungo un palo fissato all'asse dell'albero. ln certi casi, la freccia si dovrà rifare. Per ottenere ciò si dispone a spalliera, verticalmente su un palo, il più lungo dei 4 o 5 germogli laterali che si trovano appena sotto la cima. Le specie ortotrope, la cui freccia si deve controllare quando l'albero è giovane, sono: Abies, Cedrus, Cryptomeria japonica, Ginkgo, Larix, Pinus, Sequoia e Taxodium.      

 

Specie con sagoma conica o a colonna

Si possono potare ogni 3 o 4 anni con la roncola, per modellarle secondo il gusto del giardiniere. Vale a dire che, è possibile svettare leggermente un ramo che sporge dalla sagoma ed, eventualmente, la freccia. Tra queste specie, alcune accettano la potatura su legno di 2 o 3 anni; è il caso di Chamaecyparis lawsoniana e dei suoi cultivar ('Alumii', 'Columnaris', 'Ellwoodii'  o 'Erecta Viridis'), così come di Juniperus communis, di juniperus communis 'Hibernica' (ginepro d'lrlanda) e di juniperus scopulorum 'Skyrocket'.

Altre, invece, si possono solo potare su legno di 1 anno, ma non più tardi. È il caso di Cupressus arizorzica, di Cupressus dupreziana, di Cupressus macrocarpa e di Cupressus sempervirens.        

Specie con forma naturale estesa  

Queste specie si poteranno ogni 2 o 3  anni per limitarne l'espansione. Tra queste, si trovano Cedrus deodam 'Golden Horizon', juniperus pfitzeriana e i relativi cultivar, juniperus horizontalis e i suoi cultivar, juniperus sabina 'Tamariscifolia' e juniperus virginiana 'Grey Owl'.       

Conifere piangenti, allevate a 1 o 2 rami orizzontali

Si tratta, in particolare, del Cedrus atlantica 'Glauca Pendula' e del Picea abies 'Pendula'. In un fusto proveniente da seme della specie tipo, con portamento normalmente eretto, s'innesta all'altezza desiderata (1,80 o 2 m) la mutazione piangente del cedro dell'Atlante (ad es.).

Alla ripresa dell'innesto, i 2 germogli che sono spuntati si dispongono a spalliera, orizzontalmente e in senso opposto. Si manterranno saldi con un listello fissato, da un lato, al fusto e, dall'altro, ad un puntello. La Picea abies 'Pendula' si innesta normalmente al piede, quindi viene affiancata da un tutore per 3 o 4 anni, per formare il tronco; una spalliera orizzontale consente, successivamente, di formare i bracci. Nello stesso modo si possono allevare anche altre specie meno comuni. La Chamaecyparís nootkatensis 'Pendula' e il Sequoiadendron giganteum 'Pendulum' non  si devono pocare, però richiedono un tutore e una spalliera d'appoggio.        

Specie a sviluppo  limitato

La loro crescita è molto lenta e limitata; queste specie non hanno bisogno di potatura. Si citano Cedrus libani 'SargentiiChamaecyparis lawsoniana 'Ellwood's Pillar', Cryptomeria japonica 'Globosa Nana', Picea abies 'Nidiformis' o Pinus nigra 'Nana'.


Conifere in siepi decorative

Alcune specie non sono adatte alla creazione di siepi; è il caso del cedro (salvo, forse, il Cedrus deoclam), del ginko, del ginepro e del pino (eccetto il Pinus mago 'Mughus', per siepi basse). Tra le altre, quelle a portamento fastigiato, eretto o piramidale (ortotrope) potranno formare siepi decorative, libere o potate. Le siepi libere sono formate da specie che non tollerano, o tollerano poco, le potature.          

Scelta delle specie  

Specie che ammettono solo una potatura leggera  

Sono tutti i cipressi: Cupressus arlzonica, Cupressus dupreziana, Cupressus macrocarpa (cipresso di Monterrey), Cupressus sempervirens (cipresso comune)...
La potatura si esegue esclusivamente nei germogli dell'anno o, al massimo, sul legno di 1 anno.  

Specie e varietà che ammettono una potatura su legno di 2 o 3 anni  

Questa tolleranza permette di conservare la siepe nelle dimensioni desiderate, sia in altezza sia in larghezza. Tra queste specie si trovano:

  • Chamaecyparis lawsoniana e la sue numerose varietà ('Alumii', 'Alumii Magnifica', 'Erecta Viridis' etc.), che raggiungono gli 8-10 m d'altezza in siepe.
  • Cupressocyparis Leylandii, che raggiunge i 20 m d'altezza, e le sue varietà 'Castlewellan Gold' o 'Herculea', per siepi di 2  m d'altezza.
  • Taxus baccata e i suoi cultivar in siepe non potata.
  • Taxus media e le sue varietà, 'Hillii', 'Straight Hedge', 'Thomsen Dwarf', che formano siepi di 2 o 3 m.
  • Thuja occidentalis e le sue varietà 'Emeraude' o 'Pyramidalis Compacta', che si potano in altezza fino a 5 m; la Thuja occidentalis 'Courtatu' Veriver  forma siepi di 1,50 m.
  • Thuja orientalis e le sue varietà 'Magnifica' o 'Pyramidalis Aurea', per siepi  da 3 a 5 m.
  • Thuja plicata e le sue varietà 'Atrovirens', 'Excelsa' o 'Zebrina', in siepi libere o potate, di 2 m d'altezza che formano siepi fino a 3 m.  

 

La Picea abies e la Picea omorika possono essere utilizzate per formare grandi barriere, che vanno dai 10 ai 15 m, in bassa montagna (da 1.200 a 1.800 m).    

Potatura di formazione e di mantenimento    

Come nel caso delle altre piante a fogliame persistente, non si esegue nessuna potatura nella primavera della piantagione, fatta eccezione per un'eventuale potatura di piantagione: soppressione dei rami morti o malati, spuntatura per pareggiare le altezze, ecc.  

Non si realizzerà alcuna potatura nemmeno il secondo e il terzo anno, con l'obiettivo di limitare la crescita iniziale; ricordiamo infatti che le siepi si sviluppano in 2 anni solo da 40 a 60 cm in altezza e meno in larghezza. Infine, nella primavera del quarto anno, si poteranno le siepi in altezza e si modelleranno sui fianchi. In questo modo si vogliono "alzare" lentamente le siepi affinché siano ben coperte di ramificazioni alla base, e questo nel corso di tutta la loro vita.

Si continuerà con la pratica di questa potatura per 2 o 3 anni, sempre con le  forbici per potare per stabilire l'altezza  definitiva della siepe. Intorno al settimo anno, la siepe sarà adulta e si potrà potare tutti gli anni.        

Potatura di ringiovanimento delle siepi potate

Nelle siepi potate, all'incirca ogni 4 anni, si procede ad una potatura di ringiovanimento. Si tratta di una potatura più profonda, eseguita con la roncola, e che consiste nel potare su legno di 2 o 3 anni, sopprimendo 15 cm dalla cima e  dai fianchi. ln questo modo nascono dei nuovi rami (rametti) dalle gemme latenti; è evidente che la siepe sarà meno bella per le successive 3 o 4 settimane.        

Attenzione: per favorire la ripresa di nuova vegetazione, è necessario apportare, alla fine dell'inverno, un concime completo N, P, K  di tipo 15-10-10 +2 Mg, ossia abbastanza  ricco in azoto, quindi simile a quello utilizzato per il prato con 'aggiunta di un 2% di  solfato di magnesio.      

Periodo delle potatura  

Intorno alla questione dell'epoca di potatura, le opinioni sono divergenti, ma coincidono nell'affermare che si deve realizzare, e in modo particolare nel caso di ringiovanimenti, durante il periodo vegetativo e mai durante il periodo di riposo della pianta, in autunno o in inverno. Questo con lo scopo di permettere una cicatrizzazione più rapida dei tagli, il cui diametro può arrivare fino a 1 cm, ed evitare, così, lo scollamento della corteccia e del legno che favorirebbe la penetrazione della pioggia e delle malattie crittogamiche.

Non è consigliabile potare a fine estate, perchè i germogli giovani, nati dopo le precipitazioni di settembre, corrono il pericolo di non essersi ancora ben lignificati all'arrivo delle gelate di novembre. In conclusione, i mesi più adatti sembrano essere aprile e agosto, se l'estate non è torrida.         

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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