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Conifere: ecco una guida per conoscerle

Conifere: ecco una guida per conoscerle

Le conifere sono delle piante sempreverdi che crescono in tutto il mondo eccetto nelle zone tropicali, prediligendo i climi temperati o freddi. 
Il termine "conifera" vuol dire, in greco antico, "portatore di coni". La caratteristica che contraddistingue questi alberi sono le foglie che si sono evolute col tempo assumendo la forma di un ago, per questo motivo sono chiamati anche aghiformi, mutazione che li rende resistenti alla siccità per la ridotta traspirazione e capaci di mantenere il fogliame durante tutto l'anno senza temere le gelate invernali.
I tipi di conifere presenti al mondo sono oltre 600 e sono diffusi dalle zone marine alle zone desertiche o montuose. I fossili ritrovati testimoniano la loro presenza sulla Terra fin da 300 milioni di anni fa.

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Le specie e le altezze raggiunte

Le conifere possono essere differenziate in tre categorie a seconda delle dimensioni che possono raggiungere una volta divenute adulte. Si distinguono quindi:
Abete

  1. Le conifere grandi, ad esempio le sequoie, arrivano  tranquillamente a 100 m, collocandosi tra gli alberi più alti del mondo.
  2. Le conifere medie invece, hanno uno sviluppo più moderato attestandosi tra i 10-20 m, come l'abete rosso o bianco, che crescono nei giardini o nei parchi pubblici.
  3. Le conifere nane, infine, sono conifere molto particolari perché restano al di sotto del metro d'altezza, diventando ideali per essere piantate in grossi vasi o giardini rocciosi.

Tendenzialmente solo le nane sono utilizzate nel giardinaggio, tuttavia alcune essenze, come il cedro, godono di ampia diffusione, in particolare nelle ville signorili, anche se richiedono interventi importanti di manutenzione e continue potature per il contenimento dello sviluppo vigoroso.

La conifera per eccellenza: l'abete

Esistono tanti tipi diversi di conifere, ma quando si parla di alberi sempreverdi e aghifoglie il primo che viene in mente è di certo l'abete. In realtà, non esiste un unico tipo di abete ma ce ne sono circa 60 specie diverse. L'abete è una conifera a grande sviluppo: la sua chioma cresce tanto in altezza che in larghezza. L’abete bianco può essere alto anche fino a 50 metri, ed arrivare a misurare una circonferenza di quattro metri e oltre. L'abete è l'albero di Natale per eccellenza e in passato se ne acquistava uno vero per metterlo in casa ed addobbarlo. Ora per fortuna si è maggiormente diffuso l'utilizzo di alberi sintetici, perché l'abete non sopravvive a lungo in un vaso, ma sarebbe più opportuno piantarlo in terra. Non è un caso se è l'abete che tradizionalmente si decora per le feste invernali: sicuramente tra le conifere è uno di quelli dalla forma più aggraziata e già di per se ornamentale.

Le conifere a grande sviluppo

Sono definite “conifere a grande sviluppo”, come fa intuire il loro stesso nome, quelle varietà di conifere che raggiungono le dimensioni maggiori, sia in altezza che in larghezza. Ciò vuol dire che possono essere impiegate come alberi da giardino solo se si hanno spazi adeguati affinché possano crescere in modo costante e libero. Basti pensare che alcune conifere a grande sviluppo, come la sequoia, possono raggiungere anche i 100 metri di altezza, benché sia raro che ciò accada se non in natura. Come tutte le altre conifere, le conifere a grande sviluppo hanno una corteccia molto legnosa e non hanno necessità di molte cure. Solitamente sono alberi che non richiedono potature e sopportano bene anche le basse temperature. Tra le conifere a grande sviluppo, oltre alla sequoia, ci sono alberi come cedro, il cipresso, il pino, la thuja, il tasso e l'abete.

Il portamento della pianta

Un altro dettaglio utile per differenziare i diversi tipi di conifere riguarda il portamento che hanno e come si sviluppa la crescita. Le specie si dividono in:

I tipi di conifere selvatiche più diffusi

PiniIn Italia, le conifere diffuse sono parecchie, in particolare nelle regioni montuose dove si spingono fino ad altezze molto elevate.
Sono comuni gli abeti bianchi, gli abeti rossi, i larici, caratterizzati dalla perdita degli aghi in inverno, ed i pini.
Questi rappresentano la maggior parte delle conifere presenti sul suolo nazionale ma non è raro trovare anche cedri e abeti di Douglas. Meno conosciuti sono gli alberi come il tasso e il ginepro, che hanno un portamento cespitoso di modesta espansione. Solitamente il loro impiego è per la realizzazione di tavolame, pallet e legna da ardere a seconda della qualità del legno.

I tipi di conifere decorative presenti nei giardini

Nei giardini, invece, le conifere presenti sono di specie molto diverse, spesso importate dagli altri continenti e adattate a vivere in contesti differenti dalla zona d'origine.
Tra le conifere nane si contano molte varietà di cipressi, thuye e pini che sono adatte alla coltivazione in vaso per le dimensioni contenute.

Una conifera particolarmente famosa e citata in precedenza è il Cedro del Libano, un albero dalle notevoli dimensioni importato dal Medio Oriente impiegato nell'800 per decorare i giardini delle ville.
Tuttora ne esistono specie centenarie ancora in vita. 

Come coltivarle: terreno, esposizione e annaffiature

Le conifere provengono pressoché da tutte le zone del mondo, quindi risulta difficile determinare con precisione la qualità del terreno ove metterle a dimora. In generale comunque prediligono terreni acidi e ben drenati, infatti soffrono i ristagni idrici e l'umidità eccessiva.
Per misurare l'acidità del terreno si usano dei moderni tester che rilevano il PH presente nel suolo.

Questi tester vengono anche chiamati pHmetri e hanno sostituito nel tempo le vecchie cartine, sono quindi molto pratici e comodi. Su Amazon ne esistono tanti modelli, Portale del Verde ha selezionato per te questo modello di phmetro. Non perderti quest'occasione!

Alcune specie, in particolare quelle montane, amano al contrario terreni poveri e basici, ricchi di pietrisco e sabbia.

Per quanto riguarda le innaffiature delle conifere, esse non hanno esigenze specifiche, tuttavia per le piante giovani è bene procedere con annaffiature regolari.

L'esposizione per le conifere non rappresenta un problema: sopportano sia la luce diretta sia l'ombra, è comunque preferibile una posizione soleggiata per infoltire la chioma e rendere gli aghi di un bel colore verde intenso. 

Ecco alcune delle varietà di conifere più coltivate in Italia

L'Abete Rosso, il comunissimo albero di Natale, deriva il nome dal colore rossastro della sua corteccia. Ha foglie con le estremità appuntite, disposte densamente sui rami; i suoi coni femminili pendono dai rami e a maturità cadono a terra interi. Resiste alle basse temperature invernali e ai geli primaverili e occupa spontaneamente solo le zone montane dell'Europa e dell'Asia formando estese foreste.

L'Abete Bianco (Abies alba), è un albero molto delicato dal tronco dritto e la corteccia chiara da cui il nome. Le foglie sono appiattite e disposte su due file a mo’ di pettine. Caratteristica tipica è che a maturità le pigne si sfaldano e lasciano cadere le squame, mentre l'asse centrale rimane attaccato ai rami.

Discorso a parte merita i Pini (genere Pinus), della famiglia Pinacee, comprendente più di 100 specie delle regioni fredde e temperate, quasi tutte dell’emisfero boreale. Ha tipiche foglie aghiformi e rigide riunite in fascette disposte in numero variabile sui rametti. In Italia sono spontanee 10 specie, molto utilizzate negli anni dall’uomo per opere di forestazione; alcune sono diffuse nella zona mediterranea, altre nella zona alpina. Riconosciamo, infatti, i Pini Domestico (Pinus pinea) indigeno nelle isole maggiori, il Pino Marittimo (Pinus pinaster) o selvatico, specie mediterraneo-occidentale ricca di resina e usata per ricavare pali e legno, il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis), specie prevalentemente mediterraneo-orientale, tipica delle costiere in Liguria, Toscana, Puglia e Sicilia. Altre varietà sono il Pino Calabrese (Pinus brutia) tipico del Mediterraneo orientale ed utilizzato a scopo forestale, il Pino Nero (Pinus nigra), tipico dell’Austria e dei Balcani, chiamato anche pino austriaco (fig. 2A), il Pino Laricio (Pinus nigra laricio), diffuso in Corsica, Calabria e Spagna ed ideale per opere di rimboschimento nei territori aridi. Il Pino Loricato (Pinus leucodermis o heldreichii) è, invece, una specie balcanica, presente sporadicamente in Italia, così come il Pino Silvestre, ideale per il legname, ed il Pino Montano.

Nel nostro Paese sono coltivate, a scopo ornamentale e forestale, anche varie specie esotiche come il Pinus Canariensis, delle Canarie, il Pinus Strobus, detto Pino bianco ed il pregiato Pinus Rigida dell’America Settentrionale che fornisce il legno pregiato noto come pitch-pine. 

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Curiosità: il ginkgo bilobaginkgo biloba

Anche tra le conifere esistono delle particolarità, come il ginkgo biloba, un albero considerato un fossile vivente perché la specie è nata oltre 250 milioni di anni fa.
La caratteristica di questa pianta sta nella chioma formata da aghi mutati che si sono uniti costituendo delle foglie dall'aspetto peculiare. Il ginkgo è stato scoperto in età moderna in Cina a metà del 1700 e risulta tuttora una delle più antiche specie arboree esistite.

 

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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