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Acero: scopri le varietà, le caratteristiche e come curarlo

Acero: scopri le varietà, le caratteristiche e come curarlo

L’Acero è una latifoglia di grandezza media, appartenente alla famiglia delle Aceracee dell’ordine delle Sapindacee.
Sono oltre 150 le specie che vengono classificate sotto il nome di "Acero".
Fatta eccezione per un’unica specie, la cui origine si colloca nell’emisfero australe, questo maestoso e comune albero proviene dall’Asia, dall’Europa e dall’America Settentrionale. 

L’Acero è una specie di arbusto ornamentale a foglie caduche, che, dunque, tende a perdere le foglie durante i mesi invernali, mentre in autunno il fogliame si veste di bellissime tonalità cangianti e calde, che vanno dal giallo oro al rosso vivo e bordeaux, creando un suggestivo e sorprendente effetto cromatico.

Foglie dell'acero: quali sono le caratteristiche?

Quando parliamo di Acero intendiamo un arbusto dotato di foglie palmate e lobate, visibilmente screziato di splendide venature, che nella maggior parte dei casi assumono un colore più scuro ed intenso.
In genere le foglie degli Aceri presentano cinque lobi, anche se alcune specie arrivano ad avere anche un fogliame con sette o nove lobi.
Di differente colorazione sono i fiori: rossi, arancio, verdi.
La loro semplice eleganza raggiunge la massima esplosione di bellezza nel periodo di piena fioritura, quando il loro insieme produce un gradevole effetto alla vista.

Grazie al loro incredibile valore e pregio paesaggistico, gli Aceri sono perfetti per essere coltivati in giardino e spazi verdi di modeste dimensioni.
Le specie più comuni di aceri da giardino sono l’Acer Palmatum e l’Acer Japonicum, che raggiungono dimensioni contenute e si prestano, dunque, ad essere piantati anche in giardini di piccole dimensioni oppure in balconi e terrazzi, all’interno di vasi. 


Quali sono le varietà di Acero più diffuse?

Tra tutte le specie di Acer conosciute e coltivate nei giardini di tutta Europa, una delle più comuni è senza dubbio quella dell’Acer Japonicum, che, come suggerisce il nome, proviene dal Giappone.
Questo arbusto in genere raggiunge dimensioni contenute, con un’altezza media di 4 o 5 metri ed un diametro che varia dai 2 ai 3 metri.
Il fogliame caduco, di norma verde scuro, assume una meravigliosa colorazione rossa nel periodo autunnale. Molto diffuse in Italia e nel resto dell’Europa sono le varietà dell’Acer Japonicum ‘Acontifolium’ e dell’Acer Japonicum ‘Vitifolium’, entrambe di dimensioni modeste, facili da coltivare, adatte ad un terreno non calcareo ed un’esposizione soleggiata o semi-ombreggiata.
Gli Aceri del genere Japonicum sopportano molto bene le temperature fredde, ma prediligono zone non eccessivamente esposte al gelido vento invernale.
Un’altra specie molto comune di Acero è quella dell’Acer Palmatum o Acero Giapponese.
Questo arbusto ornamentale è una piccola pianta dalla tipica e caratteristica forma a campana o semisfera, che in genere non oltrepassa i 5 metri di altezza e proviene dall’Asia. Viene chiamato anche "Acero Giapponese" perché per millenni è stato coltivato in questa zona del mondo.

L'acero è famoso anche per il prodotto che viene realizzato a partire dalla sua linfa, particolarmante zuccherina in una sua varietà, che prende appunto il nome di sciroppo d'acero.

Le foglie sono palmate e presentano un colore verde luminoso e brillante. In Italia le foglie dell’Acero Palmatum sono di color rosso borgogna.
La sua crescita è lenta e paziente e ama le aree semi-ombreggiate o ombreggiate. Il terreno deve essere fresco e asciutto.
Molto comuni ed apprezzate sono anche le specie del Acer Negundo, dal fogliame verde variegato di color bianco argentato, e l’Acer campestre.

Molto caratteristico, inoltre, l'Acero saccharinum, anche conosciuto come Acero argentato o argenteo.

Leggi le risposte dell'esperto su ACERO:

Potatura Acero: come si effettua e a cosa serve?

L’Acero, in virtù della sua rapida e vigorosa crescita vegetativa, consente non solo di decorare ed impreziosire gli spazi nei quali viene collocato, ma anche di creare zone d’ombra.
Dal momento che possiede svariati ricacci o rami vegetativi, che crescono alla base della pianta, la potatura ha proprio la funzione di evitare che quest’ultimi deturpino la forma dell’albero e tolgano energia alla pianta e ai nuovi rami.
Il consiglio è quello di intervenire con la potatura, valutando caso per caso le esigenze dell’arbusto, in quanto l’acero presenta un’estrema varietà di specie, con caratteristiche e necessità differenti.

Per potare l’acero sono indispensabili attrezzi specifici, come le cesoie.
Sul periodo migliore per la potatura ci sono opinioni discordanti.
La linea di condotta giusta da tenere è quella di potare la pianta lontano dal periodo vegetativo. La cosa ideale sarebbe quella di effettuare la potatura durante i mesi invernali, nelle aree più temperate e non troppo fredde a Marzo, prima che le gemme comincino a gonfiarsi.
Nel periodo compreso tra Marzo e Aprile vi consigliamo dunque di rimuovere solo i rami che sono stati compromessi dal freddo oppure quelli che sono stati rotti dal vento.

Qual è il periodo migliore per piantare l’acero?

Se avete acquistato un arbusto in vaso, il periodo migliore per mettere a dimora l’acero è la fine dell’inverno.

Se invece volete coltivare l’acero partendo dai semi, il mese giusto per effettuare la semina è l’ottobre. Lavorate sempre con cura il terreno, mescolandolo ed unendolo a letame maturo. Se si tratta di una stagione asciutta, ricordatevi di annaffiare con frequenza il vostro acero.

Malattie acero: quali le principali e quali i parassiti?

Gli aceri vengono frequentemente colpiti da malattie di tipo fungino, fra le quali ad esempio l’oidio e la ruggine. Queste patologie, tuttavia, risultano pericolose solamente quando l’acero coltivato presenta dimensioni piccole, dal momento che la caduta delle foglie potrebbe causare danni irreparabili alla crescita futura dell’albero. 

In queste circostanze, dunque, è opportuno intervenire con efficacia e tempestività, tramite fungicidi composti da sostanze solforose e rameiche.
Se invece ad essere colpiti sono esemplari di grandi dimensioni, per quanto siano rari gli attacchi dei parassiti, gli alberi hanno la capacità di non rivelare alcun sintomo di sofferenza. 

Anche i minatori fogliari colpiscono gli aceri, ma anche in questa circostanza la patologia è preoccupante solo se ad essere attaccati sono gli alberi più giovani.
Per contrastare la malattia è sufficiente intervenire con un insetticida. Gli alberi adulti, al contrario, tollerano molto bene questi attacchi e non manifestano segni di compromissione.

Le altre risposte dell'esperto su ACERO:

Come si coltiva l'acero? Quali sono le sue caratteristiche?

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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