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Acero: scopri le varietà, le caratteristiche e come curarlo

Acero: scopri le varietà, le caratteristiche e come curarlo

L’Acero è una latifoglia di grandezza media, appartenente alla famiglia delle Aceracee dell’ordine delle Sapindacee.
Sono oltre 150 le specie che vengono classificate sotto il nome di "Acero".
Fatta eccezione per un’unica specie, la cui origine si colloca nell’emisfero australe, questo maestoso e comune albero proviene dall’Asia, dall’Europa e dall’America Settentrionale. 

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Caratteristiche generali dell'Acero

Il nome “Acero”, attribuito dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656-1708), deriva dal latino "Acer", che significa "appuntito" e fa riferimento alle foglie caduche dalla punta sottile tipiche di questo genere di albero.
Ad oggi sono state descritte circa 150 specie di acero che si differenziano per portamento, esigenze pedologiche e fogliame, tutte originatesi nell'emisfero boreale (Europa, Cina, Giappone e America) e diffuse nelle zone dal clima temperato.
Gli alberi di acero, di dimensioni che vanno da 1 a 30 metri di altezza, crescono in pianura, nelle zone di collina e submontane e nei cedui misti. Le foglie decidue variano molto tra le differenti specie e presentano un piccolo picciolo, nervature palmate marcate; hanno solitamente 5 lobi, fatta eccezione per poche specie che ne hanno 3, 7 o 9. Negli esemplari più decorativi provenienti dall’Estremo Oriente e dall’America, la chioma è caratterizzata da colorazioni autunnali molto vivaci, che vanno dall’arancio al rosso, dal bronzo al porpora. I fiori dell’acero sono, solitamente, di piccole dimensioni, sono ermafroditi e riuniti in grappoli giallo-verdastri.
I frutti sono disamare, costituite da due samare simmetriche, con strutture membranose ad ala che ne favoriscono lo spostamento ad opera del vento. La forma del frutto è uno degli elementi più utilizzati per la distinzione tra le specie di acero.
Molte varietà sono coltivate come alberi ornamentali per il portamento e il fogliame vivamente colorato e variegato; vi sono anche specie che possono essere coltivate come bonsai o utilizzate nell'arboricoltura da legno e in silvicoltura per la produzione di legname.
Il legno dell'acero è uno dei più utilizzati per la produzione di strumenti musicali: in particolare per i manici di chitarra elettrica o fasce laterali, fondo e manico per gli strumenti ad arco e strumenti a percussione.

Foglie dell'acero: quali sono le caratteristiche?

Quando parliamo di Acero intendiamo un arbusto dotato di foglie palmate e lobate, visibilmente screziato di splendide venature, che nella maggior parte dei casi assumono un colore più scuro ed intenso.
In genere le foglie degli Aceri presentano cinque lobi, anche se alcune specie arrivano ad avere anche un fogliame con sette o nove lobi.
Di differente colorazione sono i fiori: rossi, arancio, verdi.
La loro semplice eleganza raggiunge la massima esplosione di bellezza nel periodo di piena fioritura, quando il loro insieme produce un gradevole effetto alla vista.

Grazie al loro incredibile valore e pregio paesaggistico, gli Aceri sono perfetti per essere coltivati in giardino e spazi verdi di modeste dimensioni.
Le specie più comuni di aceri da giardino sono l’Acer Palmatum e l’Acer Japonicum, che raggiungono dimensioni contenute e si prestano, dunque, ad essere piantati anche in giardini di piccole dimensioni oppure in balconi e terrazzi, all’interno di vasi. 

Quali sono le varietà di Acero più diffuse?

Tra tutte le specie di Acer conosciute e coltivate nei giardini di tutta Europa, una delle più comuni è senza dubbio quella dell’Acer Japonicum, che, come suggerisce il nome, proviene dal Giappone.
Questo arbusto in genere raggiunge dimensioni contenute, con un’altezza media di 4 o 5 metri ed un diametro che varia dai 2 ai 3 metri.
Il fogliame caduco, di norma verde scuro, assume una meravigliosa colorazione rossa nel periodo autunnale. Molto diffuse in Italia e nel resto dell’Europa sono le varietà dell’Acer Japonicum ‘Acontifolium’ e dell’Acer Japonicum ‘Vitifolium’, entrambe di dimensioni modeste, facili da coltivare, adatte ad un terreno non calcareo ed un’esposizione soleggiata o semi-ombreggiata.
Gli Aceri del genere Japonicum sopportano molto bene le temperature fredde, ma prediligono zone non eccessivamente esposte al gelido vento invernale.
Un’altra specie molto comune di Acero è quella dell’Acer Palmatum o Acero Giapponese.
Questo arbusto ornamentale è una piccola pianta dalla tipica e caratteristica forma a campana o semisfera, che in genere non oltrepassa i 5 metri di altezza e proviene dall’Asia. Viene chiamato anche "Acero Giapponese" perché per millenni è stato coltivato in questa zona del mondo.

L'acero è famoso anche per il prodotto che viene realizzato a partire dalla sua linfa, particolarmante zuccherina in una sua varietà, che prende appunto il nome di sciroppo d'acero.

Le foglie sono palmate e presentano un colore verde luminoso e brillante. In Italia le foglie dell’Acero Palmatum sono di color rosso borgogna.
La sua crescita è lenta e paziente e ama le aree semi-ombreggiate o ombreggiate. Il terreno deve essere fresco e asciutto.
Molto comuni ed apprezzate sono anche le specie del Acer Negundo, dal fogliame verde variegato di color bianco argentato, e l’Acer campestre.

Molto caratteristico, inoltre, l'Acero saccharinum, anche conosciuto come Acero argentato o argenteo.

Coltivazione dell’acero

Pur considerando l'elevato numero di specie esistenti e l'ampia diffusione, e quindi le diverse esigenze specifiche, in linea di massima, la coltivazione dell’acero è piuttosto semplice. Questi alberi ornamentali non richiedono infatti particolari cure: non è necessaria la potatura, fermo restando un'ordinaria manutenzione a fine inverno per la rimozione dei rami danneggiati o secchi. Tendono a svilupparsi in qualsiasi tipo di terreno che risulti ben drenato, fatta eccezione per quelli eccessivamente acidi, alcalini o calcarei.
L'umidità del terreno è cruciale per lo stato di salute di quest’albero ornamentale: le giovani piante hanno bisogno di annaffiature regolari soprattutto nei mesi più caldi, da aprile a settembre, e il terreno non deve mai restare asciutto. Gli esemplari di alberi di acero adulti sono invece meno esigenti e non necessitano di innaffiature tranne che in caso di prolungata siccità, essendo le piogge sufficienti a soddisfarne il fabbisogno idrico; sono sempre da evitare i ristagni d'acqua che portano al marciume radicale. I giovani esemplari richiedono annaffiature regolari. Con l'eccezione di alcune specie asiatiche che preferiscono l'ombra, gli aceri ben sopportano un'esposizione in pieno sole. Le specie di Acero Giapponese vanno riparate dai venti freddi, che possono danneggiare il fogliame.
A fine autunno si può effettuale una leggera pacciamatura con letame o foglie, mentre altri concimi non eccessivamente ricchi in azoto possono essere utilizzati dall’inizio della primavera.

Potatura Acero: come si effettua e a cosa serve?

L’Acero, in virtù della sua rapida e vigorosa crescita vegetativa, consente non solo di decorare ed impreziosire gli spazi nei quali viene collocato, ma anche di creare zone d’ombra.
Dal momento che possiede svariati ricacci o rami vegetativi, che crescono alla base della pianta, la potatura ha proprio la funzione di evitare che quest’ultimi deturpino la forma dell’albero e tolgano energia alla pianta e ai nuovi rami.
Il consiglio è quello di intervenire con la potatura, valutando caso per caso le esigenze dell’arbusto, in quanto l’acero presenta un’estrema varietà di specie, con caratteristiche e necessità differenti.

Per potare l’acero sono indispensabili attrezzi specifici, come le cesoie.
Sul periodo migliore per la potatura ci sono opinioni discordanti.
La linea di condotta giusta da tenere è quella di potare la pianta lontano dal periodo vegetativo. La cosa ideale sarebbe quella di effettuare la potatura durante i mesi invernali, nelle aree più temperate e non troppo fredde a Marzo, prima che le gemme comincino a gonfiarsi.
Nel periodo compreso tra Marzo e Aprile vi consigliamo dunque di rimuovere solo i rami che sono stati compromessi dal freddo oppure quelli che sono stati rotti dal vento.

Propagazione dell'Acero

La propagazione dell'acero può avvenire per semina o tramite talea o innesto in primavera inoltrata.
Le samare (piccole noci appiattite) contengono i semi avvolti da una spessa cuticola. Affinché il seme germini, è quindi necessaria la cosiddetta stratificazione, che richiede basse temperature. Per la coltivazione domestica, questo passaggio può essere eseguito conservando i semi in frigorifero per alcuni mesi o intaccando manualmente la cuticola, al fine di permettere all'acqua di penetrarvi.
Sebbene un singolo acero produca centinaia di samare, non tutte saranno fertili: si rende quindi necessaria la semina di un numero di semi maggiore rispetto al numero di piante che si intende ottenere.

Qual è il periodo migliore per piantare l’acero?

Se avete acquistato un arbusto in vaso, il periodo migliore per mettere a dimora l’acero è la fine dell’inverno.

Se invece volete coltivare l’acero partendo dai semi, il mese giusto per effettuare la semina è l’ottobre. Lavorate sempre con cura il terreno, mescolandolo ed unendolo a letame maturo. Se si tratta di una stagione asciutta, ricordatevi di annaffiare con frequenza il vostro acero.

I bonsai di Acero

Poiché tendono ad assumere rapidamente un aspetto equilibrato, gli aceri vengono coltivati anche come bonsai da esterno. Le specie che più si adattano a questo tipo di coltivazione sono in genere di origine asiatica, come l‘Acero Palmato, l’Acero Giapponese, l’Acero buergerianum, che non amano particolarmente il caldo e la diretta esposizione al sole. Necessitano pertanto di regolari innaffiature e di un'esposizione semi ombreggiata. Per ottenere la forma e le dimensioni tipiche del bonsai, si effettua la "pinzatura" che consiste nell'accorciare i rami che hanno prodotto almeno 5 internodi. Inoltre tra maggio e giugno si può effettuare la defogliazione, volta a ridurre la grandezza delle foglie: con uno strumento apposito, il defogliatore, si tagliano tutte le foglie lasciando solo il picciolo attaccato al ramo. In pochi giorni, l’acero  produrrà nuove foglie, che cresceranno però con dimensioni ridotte. Tale pratica deve essere però effettuata solo su piante in perfetto stato di salute.

Malattie acero: quali le principali e quali i parassiti?

Gli aceri vengono frequentemente colpiti da malattie di tipo fungino, fra le quali ad esempio l’oidio e la ruggine. Queste patologie, tuttavia, risultano pericolose solamente quando l’acero coltivato presenta dimensioni piccole, dal momento che la caduta delle foglie potrebbe causare danni irreparabili alla crescita futura dell’albero. 

In queste circostanze, dunque, è opportuno intervenire con efficacia e tempestività, tramite fungicidi composti da sostanze solforose e rameiche.
Se invece ad essere colpiti sono esemplari di grandi dimensioni, per quanto siano rari gli attacchi dei parassiti, gli alberi hanno la capacità di non rivelare alcun sintomo di sofferenza. 

Anche i minatori fogliari colpiscono gli aceri, ma anche in questa circostanza la patologia è preoccupante solo se ad essere attaccati sono gli alberi più giovani.
Per contrastare la malattia è sufficiente intervenire con un insetticida. Gli alberi adulti, al contrario, tollerano molto bene questi attacchi e non manifestano segni di compromissione.

Acquistare il fungicida giusto non è sempre una scelta facile. L'ideale sarebbe farsi consigliare da un esperto per evitare di creare problemi ancora più grossi alle vostre piante.
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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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