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Calle: guida alla coltivazione

Calle: guida alla coltivazione

Le calle, contraddistinte da radice rizomatosa e identificate con il genere Zantedeschia, sono originarie dell'Africa meridionale, precisamente del territorio situato tra il Malawi e il Sudafrica. Attualmente queste piante crescono spontaneamente in zone dal clima mite come l'Africa centro-orientale e il Capo di Buona Speranza. In questi luoghi sono conosciute come gigli del Nilo. L'etimologia della parola "calla", invece, deriva dal greco kalòs, che significa "bello".

Quello che comunemente è definito come fiore è in realtà una spata dalla forma particolare, che ricorda quella di un grande petalo e può assumere vari colori, dal bianco al giallo, dall'arancione al rosa.

Il fiore vero e proprio cresce all'interno, protetto dalla spata, ed è di solito giallo, rosato o bianco panna. La fioritura si verifica in genere tra maggio e settembre, tra marzo e giugno per le specie precoci, tra aprile e ottobre per quelle tardive. Le foglie sono triangolari, lanceolate o cuoriformi a seconda della specie, dai bordi ondulati e di un verde intenso talvolta screziato. Le calle non possiedono fusto: esse, infatti, si sviluppano direttamente dalla radice sotterranea, un rizoma che ne rappresenta anche l'organo di riproduzione.

La pianta può raggiungere il metro di altezza ed è molto apprezzata per la sua funzione ornamentale. I frutti sono delle bacche che contengono da uno a tre semi.

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Terreno e clima per la coltivazione delle calle

Le calle possono essere coltivate sia in vaso che in giardino. In quest'ultimo caso è importante lavorare con attenzione il terreno, controllando che non vi siano sassi o erbacce che potrebbero compromettere la crescita della pianta. Il suolo deve essere morbido, fresco, umido ma ben drenato, affinché si evitino i fastidiosi ristagni idrici all'origine di marciumi e di molte malattie fungine. È essenziale che il terreno sia ricco di sostanza organica: per questo motivo si consiglia di effettuare una prima concimazione al momento dell'impianto, preferibilmente con del compost.

Se la messa a dimora avviene in piena terra, si raccomanda di scavare delle piccole buche a una distanza di circa 20 cm l'una dall'altra, per evitare che le piante crescano troppo vicine e si sottraggano a vicenda le sostanze nutrienti.
Per la coltivazione in vaso si suggerisce di mescolare terriccio e torba con un substrato di argilla, che contribuirà al corretto drenaggio del terreno.
Il clima ideale per le calle è mite e temperato, né troppo caldo né troppo freddo, con temperature che si aggirano intorno ai 20-22 °C. La pianta richiede un'esposizione luminosa ma non in pieno sole, nonché protetta da venti troppo intensi che rischierebbero di danneggiare i fiori e le foglie. Molto pericolose possono essere le gelate e le escursioni termiche improvvise: qualora si opti per la coltivazione in vaso, quest'ultimo va collocato in posizioni riparate. In giardino può essere utile una pacciamatura con della semplice paglia, finalizzata alla copertura delle radici.

Come si possono concimare le calle?

Oltre alla fertilizzazione iniziale del terreno, che come già si è detto va effettuata al momento dell'impianto, le calle necessitano di una concimazione annuale. L'operazione deve essere eseguita quando iniziano a nascere i boccioli, quindi tra fine febbraio e inizio marzo per le specie precoci, intorno alla metà di aprile per quelle tardive. È essenziale evitare fertilizzanti troppo ricchi di azoto, elemento che favorisce lo sviluppo delle foglie ma non dei fiori. Il prodotto utilizzato per la concimazione deve contenere una serie di sostanze nutrienti fondamentali per la salute della pianta, in particolar modo il potassio, indispensabile per la fioritura e per la riparazione dei tessuti danneggiati. Sono importanti anche il fosforo, che interviene nei processi del metabolismo dei vegetali e favorisce la radicazione, e il magnesio, che incentiva l'attività di fotosintesi. Bisogna accertarsi che nel fertilizzante adoperato siano presenti anche i cosiddetti microelementi, ovvero il manganese, il rame, il ferro e lo zinco. Essi, pur agendo in misura minore, attivano gli enzimi e partecipano alla sintesi della clorofilla. Il concime può essere somministrato in forma liquida, magari diluito nell'acqua usata per l'irrigazione. La fertilizzazione va sospesa dopo la fioritura, altrimenti si rischia di fornire alle piante una quantità eccessiva di sostanze.

Le calle e l'irrigazione

Per l'irrigazione delle calle bisogna impiegare acqua piovana o demineralizzata, la quale va spruzzata periodicamente sulle foglie facendo attenzione a evitare i fiori. Essi, in caso contrario, potrebbero andare incontro a sgradevoli macchie. In generale è necessario non servirsi di acqua calcarea, che spesso provoca l'ingiallimento del fogliame.
Il terreno va bagnato nel momento in cui si mostra totalmente asciutto: il suolo non deve mai risultare arido, ma nemmeno eccessivamente umido e di conseguenza soggetto a ristagni. Una regola da rispettare per garantire la buona salute delle piante consiste nel ridurre le annaffiature nel periodo in cui i fiori appassiscono, facendo semplicemente attenzione che il terreno non si secchi. L'irrigazione va ripresa con maggiore costanza nella fase di crescita di fiori e foglie e accentuata durante la piena fioritura. Con questi pochi accorgimenti sarà piuttosto semplice ottenere uno sviluppo rigoglioso.

La moltiplicazione delle calle

Le calle si riproducono per divisione dei rizomi: di solito si tende a evitare la moltiplicazione per seme, perché in questo caso i fiori potrebbero nascere anche dopo anni. L'operazione viene spesso fatta coincidere con il rinvaso, da effettuare alla fine di agosto per le specie a fioritura precoce, a febbraio per quelle caratterizzate da fioritura tardiva. Non bisogna mai procedere quando le piante sono in fiore, poiché in tal caso gli eventuali danni sarebbero irreparabili.

Un primo passo consiste nel rimuovere il rizoma dal terreno e dividerlo con un coltello, che sia ben pulito, disinfettato e affilato. I pezzi così ottenuti vanno lasciati all'aria per almeno un giorno o due, affinché il taglio si cicatrizzi: si raccomanda di scegliere una collocazione riparata dal caldo o dal freddo in eccesso, a seconda del periodo dell'anno, e dalle precipitazioni. In una seconda fase i rizomi tagliati devono essere interrati a circa 8-9 cm di profondità, in direzione obliqua rispetto al terriccio. Si suggerisce di proteggere il tutto con una pacciamatura realizzata con paglia o con foglie secche.
Qualora lo si voglia, è possibile procedere tramite semina, tenendo però presente che i tempi della fioritura saranno molto più lunghi. I semi delle calle vanno interrati quando sono di colore grigio scuro, ovvero maturi, in un terriccio fertile, ben drenato e amalgamato con sabbia o torba. Nella maggior parte dei casi, i fiori iniziano a germogliare dopo circa tre o quattro anni.

Come potare le calle

Stando al parere della maggior parte degli esperti del settore, le calle non hanno bisogno di particolari potature. L'unica situazione in cui è necessario procedere con le cesoie è la presenza di foglie secche o malate, provocate da parassiti, funghi o dall'assenza di importanti sostanze nutrienti nel terreno. È essenziale intervenire tempestivamente soprattutto se l'ingiallimento e il deperimento del fogliame dipendono da insetti o funghi, per evitare che l'attacco si propaghi anche al resto della pianta. Gli strumenti da procurarsi per eseguire un simile compito sono i seguenti:

  • Cesoie disinfettate e ben affilate, in modo che i tagli siano netti;
  • Guanti da lavoro per scongiurare il pericolo di ferite;
  • Forbici per le foglioline più piccole.

Tutti questi attrezzi devono essere sottoposti a una manutenzione regolare, affinché possano svolgere sempre al meglio la propria funzione. Gli utensili da taglio vanno oliati periodicamente con qualche goccia di vasellina e affilati.

Le calle: malattie e rimedi naturali

Tra i parassiti che maggiormente tendono a colpire le calle vi sono gli afidi, noti anche come pidocchi delle piante e riconoscibili dal tipico colore verde o nero. Tali insetti producono la cosiddetta melata, una sostanza zuccherina che si deposita sulle foglie e sottrae pian piano il nutrimento all'esemplare interessato. Inoltre, l'afide si nutre, tramite l'apparato boccale, della linfa dei vegetali, causando il progressivo deperimento di questi ultimi.

La cocciniglia è un altro tipo di parassita che di frequente attacca le piante ornamentali: essa, di colore bianco, infesta le foglie e i fiori, provocandone l'indebolimento e la morte nei casi più gravi. Spesso il fogliame ricoperto dalla cocciniglia va incontro a fenomeni di raggrinzimento e alla comparsa di macchie e piccoli fori.

Contro entrambi i parassiti è utile intervenire con una serie di rimedi naturali, quali ad esempio:

  • L'infuso di aglio;
  • Il macerato di equiseto;
  • Un batuffolo di ovatta imbevuto di alcool, con cui strofinare le foglie;
  • Lo spray a base di ortica;
  • L'olio bianco.

Le calle possono essere colpite anche da marciumi e funghi, soprattutto in caso di eccessiva umidità. La malattia fungina più diffusa è la ruggine, così chiamata perché caratterizzata dalla formazione di macchie rossastre sulle foglie. Bisogna agire subito con prodotti anticrittogamici specifici a base di rame e di zinco; in alternativa, se si prediligono le soluzioni naturali, si può provare con un infuso di aglio o di ortica. L'importante è rimuovere subito le parti interessate e bruciarle, per evitare che il fungo si propaghi al resto del giardino. Non è difficile prevenire la ruggine: è fondamentale evitare irrigazioni sovrabbondanti e fare in modo che le zone meno esposte della pianta siano sempre raggiunte dall'aria e dai raggi del sole.


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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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