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L’importanza della concimazione organica

L’importanza della concimazione organica

Oggi più che mai la concimazione organica assume un ruolo fondamentale nella nutrizione della pianta.
Lo ha sempre avuto fin dall’inizio della vita sulla terra: la pianta per sopravvivere aveva bisogno di nutrienti e li ricavava direttamente dalla natura sottoforma di sali minerali presenti nel terreno o dagli stessi esseri viventi, vegetali o animali, mediante la loro decomposizione.
Tutto era in equilibrio perfetto fino all’avvento dell’agricoltura intensiva nell’ultimo secolo. Grazie alla chimica, all’estrazione dei minerali da cava e alle tecniche agronomiche evolute abbiamo raggiunto livelli di produzione impensabili fino ad un secolo fa. Questo però ha portato ad un abuso di concimi minerali e chimici, trascurando spesso l’importanza fondamentale del materiale organico.

Fattori disperdenti

Le tecniche agronomiche evolute hanno portato ad un incremento della produzione agricola e notevoli migliorie alle piante ornamentali che oggi presentano una qualità del senso del bello molto evoluto, ma allo stesso tempo, hanno impoverito o addirittura arricchito troppo fino al collasso, i terreni di coltivo.
Un terreno povero si recupera “abbastanza” facilmente (le virgolette sono d’obbligo). Le analisi del terreno ci indicano dove e come intervenire, apportando tutto ciò che manca alla nostra coltura o al nostro giardino. Ma un terreno saturo o stressato da sali minerali è assai più difficile da recuperare.
Vediamo dunque quali sono i fattori che stressano il terreno.

LetamazioneLa mancanza della sostanza organica: fino a non molto tempo fa era prassi letamare ogni qualvolta si eseguiva un’aratura in campagna o una vangatura nel giardino. Oggi, gli allevamenti di bestiame si sono ridotti e i pochi rimasti sono di tipo intensivo con lavorazioni quasi industriali. Non si ha più il tempo per la maturazione del letame e molto di esso viene impiegato nei digestori per la produzione di biogas
La mancanza degli agenti disgreganti: nel terreno sono presenti colonie di microorganismi chiamati batteri della rizosfera (dieci milioni per grammo di terreno naturale non coltivato) tra i quali batteri della rizosferaBacillus, Pseudomonas, Phrankia, Streptomices ecc... Essi sono i principali disgregatori di tutte le sostanze presenti nel substrato e ricoprono un ruolo fondamentale nel preparare gli elementi prima di essere trasformati ed assimilati dalle radici. Causa l’intensivo uso dei soli concimi minerali e dei prodotti chimici per il controllo dei patogeni e delle infestanti, si posso ridurre da dieci milioni a meno di un milione per grammo con tutta una serie di conseguenze dannose alla nostra coltivazione o al nostro giardino.
Guarda caso questi agenti per riprodursi hanno bisogno di un letto organico.
rizosferaLa mancanza di micorrize: le micorrize sono funghi simbiotici che si sviluppano nel terreno in perfetta simbiosi con le radici. Se ne conoscono circa cinquemila tra ectomicorrize (presenti nei giardini o negli ambienti forestali) e 150 tra le endomicorrize (presenti nelle colture agricole). Anch’esse per vivere e riprodursi devono avere un letto organico.
Il loro ruolo è fondamentale: entrano in simbiosi con la pianta, trasformano ciò che i batteri hanno già metabolizzato e lo cedono alle radici chiedendo in cambio una piccolissima quantità di linfa elaborata.
Anche in questo caso, l’uso eccessivo della chimica e dei minerali, riduce notevolmente la vita e la riproduzione delle spore.
Mancanza di humus: l’humus è l’elemento principe del terreno. È ciò che permette la nutrizione tramite lo scambio cationico. L’humus è frutto della Humusdecomposizione della sostanza organica operata dai batteri e dai macroagenti (insetti e lombrichi). Nessun elemento come l’humus ha potere di scambio cationico per l’elevato rapporto tra cationi positivi, negativi e ossigeno (400/500 unità per grammo di terreno). Se a un terreno manca la sostanza organica, ogni altro elemento non viene trasformato (mancata chelazione) procurando al terreno una saturazione di elementi non traslocabili, primo dei quali il fosforo.

La saturazione del terreno: se viene a mancare l’equilibrio che solo la sostanza organica può apportare al terreno, avviene un processo che si chiama mancata chelazione; cioè qualsiasi sostanza, comprese quelle nutritive, non viene resa assorbibile dalle radici. Questo provoca calcificazione di alcuni Sali, dilavamento di altri e gassificazione di altri ancora. Nella mia lunga esperienza nell’ambito delle piante ornamentali, mi sono capitati diversi casi in cui le clorosi non guarivano nonostante la somministrazione dei solfati, costringendomi a intervenire con i chelati. Questo a dimostrazione che in quei giardini era assente lo scambio cationico per mancanza di sostanza organica. A tal proposito mi viene in mente un aneddoto capitatomi venti e più anni fa: allora, mi vantavo di essere uno dei più bravi realizzatori di tappeti erbosi ornamentali e un cliente mi contattò dopo aver cambiato diversi tecnici e non aver ottenuto un bel prato nella sua villa. In un anno di cure a mio modo non ottenni risultati e la cosa mi fece arrabbiare molto. Durante le chiacchierate serali con il mio vicino di casa, un agricoltore vecchio stampo, mi sfogai descrivendogli il fallimento. Lui esordì dicendo: “ dag dal rud” (in dialetto, "dagli del letame"). Mi accese una lampadina e da allora diedi sempre più importanza alla sostanza organica. Naturalmente il mio tappeto erboso diventò perfetto.
Detto ciò, oggi mi capita spesso di fare perizie su terreni che negli anni hanno subìto solo concimazioni minerali. In alcuni uliveti, non crescono più neanche le infestanti. Solo con l’apporto di due anni consecutivi di sola sostanza organica si riesce a “chelare” i residui calcificati dei Sali e rimetterli a disposizione delle piante.
La mancanza dei materiali organici di risulta: oggi le tecniche colturali di campagna e giardini rasentano la perfezione. Mi spiego. Una volta sotto le siepi erano tollerate le foglie secche, sotto le piante a foglia caduca venivano lasciate le foglie fino a primavera ed oltre, nei viali pubblici anche, in campagna i residui della mietitura rimanevano a terra, sotto le coltivazioni frutticole dimoravano tutti i residui della potature/foglie/malli dei frutti ecc... Oggi è tutto troppo pulito. Certo, la pulizia sta bene, ma vengono a mancare tutti gli equilibri naturali. Ecco perché, anche per questo motivo, è necessario aggiungere sostanza organica sotto forma di concime.

I concimi organici

Vediamo dunque cosa sono i concimi organici e le loro caratteristiche.

I concimi organici possono essere di origine animale o vegetale.
Se si parla di concime organico di origine vegetale, si spazia dal compost (anche se mi viene difficile chiamarlo concime), ai letti di foglie marcescenti o a merce più “nobile” quali le alghe, le vinacce, gli scarti di lavorazione di frutta e verdura ed altro ancora. Naturalmente il tutto viene trasformato per essere distribuito come fertilizzante.
Se si parla di concime organico di origine animale, balza subito alla mente il letame. Come già dicevo è merce sempre più rara e quello disponibile viene usato nei digestori per la produzione di biogas o viene raccolto dalle ditte produttrici di concimi che lo trasformano e lo commerciano.
La scelta è molto varia: dal letame bovino, a quello equino, al suino, ovino ecc. Passando poi dalla pollina, al guano e altro ancora. Ma la sostanza organica si ricava anche dalle lavorazioni dei macelli e delle concerie: ossa, pelli, grasso per arrivare al sangue; ed è proprio del prodotto ematico che vorrei parlare.

Il famoso sangue di bue

Come già accennato do molta importanza alla concimazione organica, ma senza mai trascurare quella minerale. Il problema più grosso però, per noi che lavoriamo principalmente con piante ornamentali, è sempre quello di trovare un organico stabile e a lenta cessione. Di recente una ditta emiliana ha contribuito alla risoluzione di questi problemi inventandosi (è proprio il caso di dirlo) un innovativo sistema di trasformazione della sostanza ematica che rende questo concime organico stabile e a cessione controllata. Senza descrivere il laborioso processo di estrazione ed essiccatura, vorrei concentrare l’attenzione sul risultato finale: l’Orgazot.
A fine lavorazione si ottengono dei granuli di diverse dimensioni, i quali vengono poi vagliati ed insacchettati con le denominazioni di Orgazot medio, micro e micro - micro. Con ciò riusciamo ad avere una cessione della sostanza (40 milligrammi per kg di sostanza secca) che va dai 4 mesi per il medio, ai 2 mesi per il micro - micro. Inutile dirvi che per noi gestori dell’ornamentale è una manna mandata dal cielo.
Tuttavia, la mission dei tecnici AGM non era l’ornamentale, ma il produttivo. Quindi cominciammo già a testare il prodotto su varie colture compresi i seminativi. Il dialogo con gli agricoltori si spostò subito sui costi e costrinse noi tecnici a fare piani di concimazione non più a schede kg per ettaro, ma a euro per ettaro. Naturalmente se si ragiona in “soldoni”, le dosi del nostro fertilizzante calano rispetto ai protocolli tradizionali, ma abbiamo raggiunto livelli di incremento di produzione fino ad un 30%. Se si parla di uva, olive e fruttiferi vari, oltre ad un incremento di produzione siamo arrivati anche ad un aumento notevole della qualità del raccolto.
Approfittando dell’amicizia con i vertici di quest’azienda emiliana, non mi sono accontentato e ho chiesto di più: l’Orgazot Plus. Si tratta di una miscela di sangue essiccato con zeolite ed il tutto poi, micorrizato. In pratica abbiamo aggiunto due super prodotti ad Orgazot che già da solo era ottimo. Le micorrize aumentano la capacità della radice di assorbimento fino al triplo rispetto ad una pianta non micorrizata, la zeolite rende il tutto stabile nel tempo (fino a 20 anni). Da poco abbiamo iniziato le sperimentazioni, ma già da subito con fantastici risultati.
I vertici della ditta hanno poi studiato il modo di rendere stabile anche lo stesso prodotto, ma liquido. Allo stato liquido ci permette di poterlo usare in fertirrigazione o come concime fogliare. Si chiama Eutrofit. Anche qui, i risultati sono stati sorprendenti: migliore qualità dei prodotti, minor spesa e maggior produzione. Personalmente lo faccio usare anche in miscela con tutti i tipi di antiparassitari, che siano per lotta biologica, integrata o tradizionale. Questo ha consentito a un aumento dell’efficacia dei prodotti irrorati e di conseguenza ad una diminuzione dei trattamenti.
Con l’uso di questo prodotto abbiano notato un inspessimento della buccia dei frutti: ad esempio sull’uva, l’acino si è indurito del 15%. Questo ha portato ad un minor attacco da parte degli insetti “bucatori”. Non voglio però attribuire questo miglioramento solo ai trattamenti fogliari: lo scambio cationico agevolato grazie alla sostanza organica, fa si che il calcio immobile nel terreno venga trasformato ed assorbito dalla pianta, andando quindi a rafforzare la buccia, la foglia e la parte legnosa.
Nota non trascurabile è l’elevato contenuto di ferro presente nei concimi di origine ematica. Anche questo elemento, unito al potassio ed al calcio aumenta la robustezza della struttura vegetale.
Un altro fattore da non sottovalutare è la repellenza dell’Eutrofit. Se già abbiamo avuto un notevole successo su ungulati e corvi, abbiamo notato che le viti trattate con Eutrofit presentano una minor quantità di cimici all’interno del grappolo. Col senno di poi, era logico pensarlo: insetti che sono abituati a succhiare sostanze zuccherine dai frutti, sono naturalmente infastiditi da una sostanza ematica.

Concludendo

Al di là dei prodotti che uso io, abituatevi alla buona norma della concimazione organica, ma senza mai trascurare quella minerale. Infatti il macro-elemento principale che la sostanza organica apporta al terreno, è l’azoto. Se il prodotto è di ottima qualità come quello sopra descritto, avrete a disposizione una trasformazione di azoto in azoto nitrico, il quale viene quasi tutto assorbito dalla nostra coltivazione. Un prodotto a più rapida cessione viene facilmente ritrasformato in azoto ammoniacale e quindi dilavato o disperso per gassificazione. Evitate la tentazione degli organici troppo economici: potrebbero non essere efficaci o addirittura ustionare la vostra coltivazione. In un giardino, prodotti con cessione diretta aumentano le malattie fungine... e non solo nei giardini. Prima di somministrare i sali mancanti (fosforo, potassio, ferro, manganese, magnesio ecc.) informatevi sul fabbisogno della vostra coltivazione e confrontandolo con analisi di laboratorio, saprete cosa e quanto minerale aggiungere.
Buon lavoro!

Quando concimare le piante - I consigli dell'esperto

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Questo articolo è stato scritto da claudio_campanini

claudio_campanini

Claudio Campanini è botanico e architetto paesaggista ma preferisce farsi chiamare "giardiniere".

È titolare di aziende specializzate nella progettazione e realizzazione di spazi verdi, tra cui El Patio Florido - www.elpatioflorido.it, Bio Park Solutions - www.bioparksolution.com e Paesaggio Italiano - www.paesaggio-italiano.com. Il verde e la natura sono la forma d'arte mediante le quali esprime la propria creatività, per soddisfare le necessità, i sogni e i desideri dei propri clienti.

Negli anni ha acquisito una notevole esperienza e competenza in settori come:

  • Progettazione e realizzazione spazi verdi;
  • Architettura del paesaggio;
  • Verde verticale;
  • Verde pensile;
  • Biolaghi e laghi ornamentali;
  • Fitodepurazione.

Claudio è autore di numerose pubblicazioni su riviste del settore, come Casa Antica - www.casantica.net, e di opere di divulgazione scientifica.

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