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Nitrato di potassio: fertilizzante miracoloso

Nitrato di potassio: fertilizzante miracoloso

Il nitrato di potassio è un composto chimico che funge da agente ossidante e che ha come formula bruta la formula KNO3. È il sale di potassio dell'acido nitrico e viene ottenuto in laboratorio attraverso due metodologie principali: o facendo reagire l'acido nitrico con il carbonato di potassio, o permettendo uno scambio ionico tra nitrato di sodio e cloruro di potassio. In entrambi i casi, quello che si riesce ad ottenere è un sale solido e incolore, dal sapore vagamente amarognolo. Il nome più comune attraverso il quale viene identificato nel commercio (e che lo identifica fin dall'antichità) è "Nitro" o "Salnitro". Si presta bene a numerosi utilizzi sia a livello industriale che a livello agricolo ed è impiegatissimo come propellente, anche a livello hobbistico.

Nitrato di potassio: cenni storici

Il nitrato di potassio era conosciuto già dai tempi degli antichi romani, dai quali veniva soprannominato "nitrum". Veniva utilizzato come detergente per stoviglie e monili di pregio ed ha consentito la scoperta del vetro. Secondo gli scritti, infatti, pare all'epoca di Plinio, durante una trasferta in mare l'equipaggio utilizzò pani di nitro per poggiare i pentoloni utilizzati per cucinare le pietanze. Pare che il nitro, per effetto del calore della fiamma e mescolandosi alla sabbia del mare, diede origine a piccoli frammenti rilucenti e a un liquido cristallino e indecifrabile, che oggi sappiamo con certezza essere l'antenato del comune vetro attuale. Le popolazioni antiche sfruttavano il nitro presente nelle riserve naturali di India e America Meridionale, ma una volta scoperta la sua importanza (anche e soprattutto come componente delle polveri da sparo, in tempi di guerra) si diffuse la sua produzione artificiale in laboratorio. I metodi erano piuttosto rudimentali e per la produzione dei primi blocchi di nitro veniva impiegata persino l'urina umana, ma il metodo venne ben presto soppiantato dalle reazioni chimiche più moderne, effettuate mediante tecniche che sono andate via via affinandosi nel corso dei decenni, fino a giungere alle tecniche più attuali.

Il nitrato di potassio: fertilizzante miracoloso per la fertirrigazione

Nel corso del ventesimo secolo il nitrato di potassio ha assunto un enorme rilievo a livello agricolo ed il suo impiego come fertilizzante è divenuto sempre più comune. È considerato come un vero e proprio fertilizzante miracoloso, ma ha anche i suoi numerosissimi difetti, dei quali parleremo meglio tra poco. Partendo dai pregi, possiamo affermare con certezza che il nitrato di potassio è molto utilizzato poiché solubile in acqua. Questa peculiarità lo rende perfetto per essere sfruttato con le moderne tecniche di fertirrigazione, pratica comunissima ed estremamente conveniente dal punto di vista sia dell'efficienza che della riduzione dell'impiego di costosa mano d'opera. Il nitrato di potassio viene utilizzato con estrema frequenza perché riesce a fornire alle piante due degli elementi fondamentali alla loro crescita: il potassio e l'azoto. Due molecole importantissime e spesso carenti in alcuni terreni o per via di particolari condizioni climatiche. Il Nitro è tanto più solubile e qualitativamente valido quanto più elevato è il suo grado di purezza. I costi possono essere pertanto estremamente variabili e cambiano, per l'appunto, in relazione alla purezza dello stesso. Se utilizzato per mezzo di impianti di fertirrigazione, le molecole di potassio non riescono tuttavia a penetrare a fondo nel terreno e per una maggiore e migliore diffusione è necessario agire in un secondo momento attraverso trapianti manuali nel terreno stesso o per via fogliare diretta, da associare all'irrigazione automatica. Un limite che, ad ogni modo, non comporta grande dispendio di tempo né di denaro. Viene utilizzato nelle quantità standard di 1g/l di soluzione liquida. Ne basta davvero pochissimo. In agricoltura viene sfruttato per ottimizzare la nutrizione in colture stressate e/o bloccate, sia a causa di stress metabolici che a causa di situazioni limite, come climi estremamente rigidi o terreni calcarei e inadatti allo sviluppo delle stesse. 

Il nitrato di potassio: a cosa serve?

Il nitrato di potassio è tra i concimi più costosi, soprattutto se di buona qualità. Tuttavia, è probabilmente uno tra i più ricchi e bilanciati a livello di sostanze nutrienti e ne basta davvero pochissimo per ottenere i risultati desiderati. La sua estrema solubilità ne rende semplice l'impiego sia a livello industriale che a livello amatoriale ed il suo utilizzo è abbastanza sicuro, purché si rispettino le dosi indicate sulle confezioni o definite dagli standard. Un eccesso di sali di potassio può portare sicuramente alla perdita delle colture.

È molto indicato per accentuare la colorazione di frutti e vegetali. Pur non conoscendo la composizione del terreno, qual'ora voleste regolarvi "a occhio", andrebbe utilizzato nei seguenti casi:

  • Colture di pomodori con maturazioni non omogenee e consistenza scarsa;
  • Frutti piccoli e di bassa qualità;
  • Colture di cereali con gambi deboli, granelle piccole e di scarsa resa sia a livello di peso che a livello quantitativo.

Il nitrato di potassio come additivo alimentare

Uno tra i tanti utilizzi possibili del nitrato di potassio è quello alimentare. È uno tra i conservanti più utilizzati dall'industria alimentare ed è anche uno tra i più dannosi. Se, infatti, il suo utilizzo come fertilizzante non comporta particolari rischi per la salute, la sua assunzione per via diretta sembrerebbe essere una tra le maggiori cause di diffusione di tumori dello stomaco e dell'esofago. Questo perché nitriti e nitrati (il nome del nitrato di potassio utilizzato a livello alimentare è E252) una volta a contatto con il calore derivante dalla lavorazione delle carni - vengono infatti sfruttati soprattutto come conservanti per carni e insaccati- possono subire alterazioni chimiche che consentono il rilascio di potenziali sostanze cancerogene, delle quali non bisognerebbe mai e poi mai abusare. L'utilizzo a livello agricolo è invece esente da tali problematiche, anche perché la quantità effettiva di nitrato assorbita dall'organismo con il consumo dei prodotti con esso coltivati è assolutamente irrisoria. Il nitrato di potassio viene già di per sé disciolto in abbondante acqua durante l'irrigazione e l'assorbimento è davvero minimo e si concentra molto nella buccia esterna, che è sufficiente lavare bene prima del consumo (ricordiamo che il nitrato è un sale e, come tale, tende a ricristallizzarsi una volta evaporata l'acqua).

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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