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Quali alberi mettere a dimora nel nostro giardino per evitare allergie?

Ecco alcune regole per scegliere le varietà da privilegiare per un giardino a bassa allergenicità

Quali alberi mettere a dimora nel nostro giardino per evitare allergie?

La scelta corretta degli alberi, dei cespugli e del prato è essenziale per avere un giardino in cui anche le persone allergiche possano soggiornarvi senza problemi. Vi darò pertanto alcuni suggerimenti, una sorta di dieci comandamenti che, se applicati, vi permetteranno di realizzare un giardino a bassa allergenicità o addirittura privo di pollini.

La prima regola per compiere una buona scelta in fatto di alberi da mettere a dimora in giardino è quella di diversificare la scelta, evitando di mettere più alberi della stessa specie.

I disturbi allergici si verificano, infatti, solo quando la concentrazione nell'atmosfera di un determinato polline supera
una certa soglia. Inoltre sono tanto più acuti quanto più la quantità è elevata.

Il secondo suggerimento pratico che posso darvi per selezionare gli alberi giusti è questa: scegliete quelli ad impollinazione entomofila invece che anemofila.

Avremo così nell'aria minori quantità di polline per lo più scarsamente allergenico. È stato notato, infatti, che il
polline anemofilo è spesso causa di allergie mentre quello entomofilo lo è solo in rari casi legati alla presenza massiccia di alcune specie caratterizzate da fioritura abbondante (ad esempio tiglio, mimosa).

Alberi anemofili e alberi entomofili

Molti degli alberi attualmente presenti nelle nostre città e nelle campagne circostanti sono anemofili.

Vi elencherò ora gli alberi più comuni suddivisi in anemofili ed entomofili, evidenziandovi in particolare quelli assolutamente da evitare perché ritenuti causa di disturbi allergici.

Tra le varietà anemofile più a rischio di allergie per l'uomo ci sono:

Vi sono poi alcune varietà potenzialmente allergeniche, che sono: 

A questo punto ecco quelle che personalmente vi consiglio per evitare di incorrere in qualsiasi "minaccia" di allergia:

Oltre a questi due aspetti, occorre tenere in considerazione anche alcune regole, tra cui quella di mettere a dimora specie che fioriscono negli ultimi mesi dell’anno. Gran parte delle piante fioriscono a fine inverno-inizio primavera ed è in tale periodo che nell’aria si raggiungono alte concentrazioni di pollini e si registrano in modo diffuso le allergie.

Per tale motivo sono da preferire le specie che fioriscono in altri periodi, soprattutto negli ultimi mesi dell’anno quando oltretutto le giornate sono più corte e si staziona di meno all’aria aperta. Inoltre le piogge più frequenti lavano l’aria e le finestre tenute chiuse per motivi termici impediscono che il polline entri nelle case. Il cedro, il nespolo, l’edera, il chimonanto, il cotogno, la dafne, la maonia, il gelsomino nudo, la camelia, l’erica, l’amamelide, il viburno, la forsizia sono alcune tra le specie che fioriscono in autunno-inverno.

Altra regola da seguire è quella di preferire piante che producono fogliame piuttosto che fiori. Per vivacizzare e colorare il giardino spesso si ricorre a piante caratterizzate da ricche fioriture.

Tuttavia, effetti cromatici si possono ottenere anche sfruttando semplicemente il colore e la variegatura delle foglie o mettendo a dimora piante che producono bacche. 

Scegliendo piante in cui prevale la produzione di foglie piuttosto che di fiori, l’emissione di polline è scarsa. Alcune addirittura vegetano per anni senza emettere alcun fiore. Il lauroceraso ad esempio, quando è utilizzato come siepe, difficilmente emette fiori. I fiori dell’aspidistria sono rari e spuntano addirittura nel suolo vicino alle radici. L'agave impiega circa 25 anni prima di fiorire e poi muore. Tra gli alberi, le araucarie fioriscono per la prima volta dopo 20-25 anni dalla semina; durante quest’arco di tempo quindi l’emissione di polline è nulla.

Altro suggerimento che vi dò è quello di utilizzare esclusivamente piante femminili di specie dioiche. Sono dette dioiche le specie che hanno piante maschili e piante femminili. Il polline è prodotto solo dalle piante maschili.

Mettendo quindi a dimora nel nostro giardino esclusivamente quelle femminili, avremo emissione di polline nulla.
 

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Questo articolo è stato scritto da francesco_zangari

francesco_zangari

Francesco Zangari è libero professionista dell'Ordine degli agronomi e forestali di Firenze e più volte ha collaborato con l'Ufficio Ambiente del Comune di Firenze e con l’Ufficio Igiene del Comune di Catanzaro.

Nato a Borgia (CZ) e residente a Bagno a Ripoli (FI), Francesco è laureato in Scienze Agrarie e specializzato in Tecniche di gestione degli spazi verdi. Dal 1997 al 2001 ha collaborato, nell’ambito del Progetto POLIS presso la Direzione Ambiente del Comune di Firenze, alla redazione della pubblicazione “Il Piano Regolatore del Verde” proponendo tra l’altro l’impiego di specie ipoallergeniche nei nuovi impianti cittadini. Iscritto all’ordine degli agronomi, insegna giardinaggio.

Oltre che della progettazione di giardini “ipoallergenici”, si occupa del controllo della stabilità delle alberature e della gestione di parchi e giardini.

Francesco Zangari
www.giardinisenzapolline.com