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La potatura delle rose secondo il tipo

La potatura delle rose secondo il tipo

Rose: potatura delle radici

Si effettua durante la piantagione, nel caso delle rose vendute a «radice nuda››. Come accade con il resto delle piante a fogliame caduco, le rose si possono vendere a radice nuda durante il loro periodo di riposo vegetativo. La potatura di presentazione delle radici consiste nel tagliare con la roncola le parti sciupate o morte, eliminare le radici in eccesso e potare la lunghezza dell'insieme delle radici a 20-25 cm. Le rose vendute con le radici avvolte in una rete che protegge la zolla e quelle la cui zolla è dentro un contenitore sono pronte per essere piantate e non hanno bisogno di una potatura delle radici. Tuttavia, si può bagnare con acqua l'insieme (radici e contenitore) per alcuni minuti. Si raccomanda anche di dissodare il terreno del giardino, a 50 cm di diametro e profondità, prima di collocare le radici della rosa.

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Potatura della parte aerea dei rosai

Potrebbe essere necessaria una potatura durante la piantagione, soprattutto se le radici sono state accorciate, nel qual caso si deve tagliare proporzionalmente la parte aerea. Le altre potature necessarie sono la potatura di formazione e la potatura di fioritura.

La prima permette di assicurare alla rosa una struttura solida ed equilibrata, con un centro allargato per una migliore illuminazione. La potatura di fioritura si effettua in funzione del tipo di rosa: a grandi linee, possiamo dire che le rose rifiorenti si potano alla fine dell'inverno per formare legno giovane che fiorisca in primavera. Le rose non rifiorenti fioriscono solo su legno vecchio di 1 anno (o più). Si devono potare subito dopo la fioritura, in agosto, allo scopo di consentire la formazione di legno sul quale avverrà la fioritura l'anno successivo. La potatura delle rose è sempre accompagnata da un lavoro di pulizia, con l'eliminazione del legno morto e delle ceppaie, dei rami malati o deboli e dei rami aggrovigliati o male orientati. l rami più grossi si tagliano con la sega. Analogamente, ai piedi della pianta bisogna tagliare i succhioni che si siano eventualmente sviluppati.

Rose in miniatura

Non richiedono nessuna potatura in particolare nel momento della piantagione. Tuttavia, durante le 2 primavere successive, si devono potare le estremità delle ramificazioni con le forbici tagliasiepi, come il bordo di un bosso, per uguagliare le ramificazioni e favorire lo sviluppo di nuove sulle quali spunteranno i fiori. In generale, durante la terza e la quarta primavera, bisogna intervenire più minuziosamente, con le cesoie, per eliminare i rami morti o aggrovigliati al centro delle piante, che è necessario diradare. L'anno successivo, e per 1 o 2 anni, useremo di nuovo le forbici tagliasiepi.

Rose tappezzanti

Non richiedono nessuna potatura in particolare nel momento della piantagione. Si possono eventualmente rinfrescare i tagli, se fosse necessario. Si deve semplicemente orientare ogni ramo nella direzione giusta per disporre l'insieme come se si trattasse dei raggi di una ruota di bicicletta. Questi rami si ramificheranno ed estenderanno da soli in un paio d'anni. Alla fine del secondo anno, avranno «colonizzato›› quasi completamente il suolo, e non si dovrà più diserbare. In seguito, la potatura consisterà nell'eliminare i rami sciupati senza potare gli altri, che formeranno da soli ramificazioni con fiori. Poteremo anche per limitare lo sviluppo ed il numero dei rami principali (a 6-8) e per eliminare i rami verticali, quando si desideri un portamento strisciante.

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Rose a cespuglio

Che si tratti di rose a cespuglio a grandi fiori o floribunda, la potatura è la stessa: annuale ed indispensabile per assicurare una bella fioritura, piuttosto breve e alla fine dell'inverno. La maggior parte di queste rose sono rifiorenti e fioriscono su vegetazione dell'anno. La potatura di fine inverno, verso il mese di febbraio o anche più tardi (aprile) per evitare le gelate tardive, favorirà la produzione di legno giovane e una fioritura abbondante. La prima potatura si effettua durante la piantagione e, secondo il vigore della rosa, si potano abbastanza corti i 3 o 4 rami della pianta: sopra la seconda gemma dalla base (vale a dire a 10-12 cm di altezza) per i rami poco vigorosi; ma sopra la terza gemma (vale a dire a 15-18 cm di altezza) per le rose più vigorose. Bisogna sempre cercare di potare sopra una gemma orientata verso l'esterno della rosa, anche se fosse necessario aggiungere qualche centimetro rispetto a quanto indicato. Da ogni ramo spunterà almeno una gemma (a volte 2) e produrrà 1 o 2 nuovi rami. Il rosai ne avrà, così, 5 o 6 (a volte 8) che fioriranno in estate.

Durante la seconda primavera

  • Se la vegetazione è stata debole o «pigra›› durante la stagione precedente, si praticherà la potatura a 2 o a 3 gemme, contate dalla base dei fusti formati durante il primo anno in giardino.
  • Se la vegetazione è stata normale, si pota sopra la terza o quarta gemma (da 18 a 22 cm).

La potatura di formazione di queste rose a cespuglio deve permettere di raggiungere la formazione di piante da 6-8 rami per i tipi con fiori grandi, e da 8 a 10 rami per i tipi con fiori raggruppati. Per questi ultimi, spesso si cerca l'effetto di massa voluminosa, nel qual caso lasceremo che si formino più rami.

Nella terza primavera:
Aumenteremo di un occhio il numero di gemme sopra le quali poteremo ogni ramo nato la primavera precedente.

Nella quarta primavera:
A volte, possiamo costatare che il numero di rami è troppo alto per la rosa e che la vegetazione si allontana sempre dal suo ceppo. Per invertire questa tendenza, bisogna eliminare alcuni rami tra quelli più vecchi e potare gli altri nella loro parte di legno di 2 o 3 anni.

Si consiglia di praticare queste potature alla fine dell'inverno, cioè a partire da marzo nella gran parte delle regioni. Alcuni manuali consigliano di effettuarle in autunno, ma questo modo di procedere può esporre alle gelate tardive i germogli giovani che cominciano la vegetazione, distruggendoli ed ostacolando così tutta la fioritura. Un'alternativa consiste nell'eseguire una “pre-potatura” in autunno, cioè un accorciamento a circa 40 cm dal suolo e una ripulitura del rosaio (eliminando i rami malati, morti o male orientati). Così, alla fine dell'inverno, si dovrà potare solo a 2 o 3 gemme, come indicato in precedenza.

Alcuni semplici principi per adattare la potatura al vigore della pianta:

  • Una potatura lunga in una pianta vigorosa calma il suo sviluppo in altezza e favorisce la nascita di un gran numero di rami in base al suo vigore.
  • Una potatura lunga in una pianta debole provoca la formazione di alcuni rami deboli con piccoli fiori.
  • Una potatura corta in una pianta vigorosa crea solo un piccolo numero di rami forti, mediamente ricoperti di fiori.
  • Una potatura corta in una pianta debole restituisce il vigore e ristabilisce lo sviluppo normale della pianta, sia rispetto al numero che alla lunghezza dei rami.

Le rose arbustive e botaniche

La potatura alla piantagione, volta ad assicurare la ripresa, è simile a quella delle rose a cespuglio. Tuttavia, le successive potature, destinate a formare l'arbusto, conservando da 15 a 20 rami, saranno meno drastiche: la seconda primavera, si poterà sopra il quarto 0 quinto germoglio (da 22 a 28 cm) di ogni ramo, sul legno dell'anno precedente. Nella terza primavera, bisogna contare 6, 7 o 8 germogli (da 30 a 45 cm) per effettuare la potatura su ogni ramo nato l'anno precedente. Una volta formato l'arbusto, la potatura di fioritura che si eseguirà ogni anno dipenderà dal tipo di rosa. Le rose non rifiorenti si poteranno leggermente subito dopo la loro fioritura, eccetto nel caso in cui si desideri conservare una fruttificazione decorativa. Le rose arbustive rifiorenti si poteranno alla fine dell'inverno, lasciando lunghi i rami principali e corti quelli secondari. Queste potature saranno sempre accompagnate da una pulizia dei rami morti o deboli, male orientati, eccetera. Ogni tanto (ogni 4 o 5 anni), si raccomanda di effettuare una potatura di diradamento per arieggiare la parte centrale dell'arbusto. La potatura di ringiovanimento, che consiste nel potare alcuni rami vecchi all'altezza del suolo, eviterà che Varbusto si spogli alla base.

Le rose rampicanti

Nella primavera della piantagione, se i rami sono sani, non si deve effettuare nessuna potatura. Si devono allevare a spalliera a ventaglio sulle superfici piane e in posizione inclinata elicoidale attorno ai supporti con volume (pilastri, pergole, padiglioni, eccetera) affinché non ci siano rami in posizione verticale, posizione sfavorevole per la comparsa della fioritura.

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Rose rampicanti rifiorenti

Le prime rose di norma sbocciano l'estate della piantagione ed appaiono su ramificazioni di 30-40 cm, nate sui rami principali. Se sono destinati alla produzione di fiori recisi, le rose si taglieranno con una parte di stelo di circa 20 cm, il che equivale ad una potatura praticata sopra la seconda o terza gemma. Se non si tagliano i Fiori, si dovrà praticare una potatura dopo la sfioritura, allo scopo di favorire la nascita dei nuovi germogli, sui quali ci sarà un aumento della fioritura. ln seguito, la potatura di fine inverno consisterà nel potare queste ramificazioni che hanno fiorito, accorciandole a 2 o 3 gemme. Allo stesso tempo, si procede alla potatura abituale di pulizia. Entrambe le operazioni (potatura dopo la fioritura e potatura di fine inverno) si ripetono ogni anno. Formazione e rinnovamento della struttura: bisogna tentare di ottenere 8 o 10 rami per le varietà con grandi fiori e 10 o 12 rami per quelle con fiori raggruppati. Alla fine del secondo inverno accorceremo i rami principali che hanno fiorito durante due stagioni. Allora svilupperanno un nuovo germoglio sul quale avverrà la prossima fioritura. Alla Fine del terzo o quarto inverno, procederemo al rinnovamento dei rami principali: dobbiamo eliminare, ai piede della pianta 2 o 3 rami tra i più grossi e vecchi. Si proseguirà con questo ringiovanimento tutti gli anni o ogni 2 anni.

Rose rampicanti non rifiorenti

Queste rose hanno rami flessibili e fini che fioriscono sul legno prodotto nell'anno precedente, ma che non rifioriscono una seconda volta in estate. Prima dell'inizio della vegetazione non si praticherà la potatura; aspetteremo il momento in cui i rami di 1 anno (o i rami di 1 anno nati su legno di 2 anni) abbiano smesso di fiorire. Si pratica allora in luglio sul litorale mediterraneo e in agosto in altre zone. Questa potatura favorisce la crescita di nuovi rami nati dal piede, durante la primavera, e destinati a produrre, l'anno successivo, le piccole ramificazioni laterali che daranno dei fiori. Regolarmente, si deve disporre a spalliera questo legno nuovo, per evitare che i rami si incrocino o si curvino troppo verso il suolo. È necessario praticare un diradamento e una riduzione del numero dei rami (a 12 o 15), iniziando dall'eliminazione di tutti quelli ramificati a 1 o 1,50 m del suolo ma che abbiano 2 anni sotto questo livello.

Le rose ad alberello

La potatura è identica a quella delle rose a cespuglio, il che è comprensibile dato che sono formate dalle stesse varietà. Si formeranno in modo che si ottengano 6 o 8 rami per le varietà con grandi fiori e 8 o 10 rami per le varietà con fiori raggruppati.

Una rosa ad alberello 'Misty', la cui testa è formata da 2 innesti a scudetto opposti, ognuno dei quali
ha prodotto 2 rami dall'uscita. Si è già praticata la prima potatura di formazione a 2 gemme (drastica).

Le rose ricadenti

Sono costituite dalle varietà utilizzate abitualmente per produrre rose rampicanti, ma sulle quali sono stati innestati 2 o 3 scudetti su un fusto di 1,80 m (a volte di 2 m). Gli scudetti che sono usciti sono stati cimati in vivaio per ramificare la pianta; inoltre, durante la piantagione, il giardiniere aggiunge un “tutore-ombrello” metallico, necessario per "modellare" in questa forma le varietà con legno un po' grosso e rigido, che non hanno un portamento naturale ricadente.

Rose ricadenti rifiorenti

Bisogna potare, alla fine dell'inverno o agli inizi della primavera, ogni ramo sopra una gemma situata sotto il ramo (verso l'interno del rosaio, al contrario di come si potano gli altri tipi di rose). ll germoglio si dispone a spalliera man mano che si sviluppa. Dai rami principali a spalliera nascono ramificazioni di 25-35 cm che fioriscono e che si consiglia di potare a 2 gemme, come nel caso delle rose rampicanti. Il numero di rami principali a spalliera si deve limitare a 10 o 12 per rosaio, ma bisogna controllare, con una certa frequenza, la spalliera durante la vegetazione, affinché i nuovi rami non assumano una posizione più ascendente che discendente. Durante la terza o quarta primavera, i rami più vecchi della struttura e le loro ramificazioni si rinnovano per evitare che si incrocino e per arieggiare i rami principali.

Le rose ricadenti non rifiorenti

Si trattano come le rose rampicanti non rifiorenti

Le potature particolari delle rose

Potatura di ringiovanimento

Anche praticando regolarmente la potatura di fioritura, le rose tendono ad allontanare la loro vegetazione dal ceppo, a produrre rami numerosi e i fiori sempre più piccoli. Pertanto, a partire dalla terza o quarta primavera, è conveniente potare i rami nella loro parte di legno vecchio di 3 o 4 anni. Si tratta di una potatura di avvicinamento e di ringiovanimento, che restituisce una fioritura normale e migliora la longevità delle rose. Questa potatura di ringiovanimento si pratica contemporaneamente a quella di formazione e di fioritura, tutti gli anni. Si devono eseguire il più tardi possibile, alla fine dell'inverno, per evitare le gelate tardive.

Eliminazione dei fiori appassiti e dei frutti

Si pratica su numerose piante per evitare che i fiori appassiti peggiorino l'estetica (petunia, geranio, dalia, erbacee perenni...), ma anche affinché la produzione di semi non «stanchi» la pianta durante il suo sviluppo (papilionacee ornamentali, garofani, ...). Nel caso delle rose questa pratica è veramente necessaria. Basta tagliare con le cesoie i peduncoli fiorali a 2 foglie sotto i fiori appassiti nelle rose nane o nelle rose a fusto con fiori grandi. Allo stesso scopo, si devono eliminare i frutti delle rose nane o i fusti del gruppo di polyantha e floribunda, appena sotto il grappolo di cinorrodi.

Potatura di accorciamento

Si tratta di una potatura specifica delle rose. Si pratica in autunno, dopo la caduta delle foglie, su tutte le rose, eccetto su quelle rampicanti e ricadenti, rifiorenti o no. Ha lo scopo di eliminare l'estremità erbacea di ogni ramo che si è allungata, in ottobre se ha piovuto o a metà settembre, dopo un mese di agosto piuttosto asciutto. Queste punte corrono il rischio di gelare, annerirsi e di essere danneggiate da un fungo che scenderà insidiosamente fino al cuore della pianta durante l'inverno. Questa potatura si pratica a 40 cm dal suolo nel caso delle rose nane a cespuglio; per le rose arbustive e botaniche è preferibile potare a 60 o 80 cm. Questa potatura non sostituisce le potature di fioritura e di ringiovanimento in primavera.

Leggi le risposte dell'esperto su COLTIVAZIONE E CURA ROSE:

Scopri i diversi tipi di rosai insieme all'esperto

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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