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Il compostaggio

La guida completa per ottenere del concime organico per le tue piante

Il compostaggio

1. Compostaggio: generalità

Il compostaggio, è un metodo alternativo di concimazione organica degli ortaggi, che permette di utilizzare i rifiuti o scarti vegetali, che diventano materie prime, per produrre una discreta quantità di ottimo terriccio umifero ricco di sostanze nutritive.
La produzione del terriccio avviene a partire dallo stoccaggio e dal successivo trattamento di materiali organici di origine vegetale, come:

  1. Rami
  2. Foglie
  3. Erba tagliata
  4. Avanzi di cibo
  5. Bucce di frutta e verdura

In presenza di tale materiale organico, i microrganismi del terreno (es. funghi e batteri) assieme a piccoli insetti e lombrichi, sviluppandosi al loro interno decompongono le sostanze organiche presenti in questi rifiuti, liberando nello stadio finale gli elementi nutritivi utilizzabili e assorbibili per le piante.

Dopo alcuni mesi di macerazione, il materiale organico così trattato diventerà una massa di microrganismi e di sostanze nutritive, chiamato compost, simile all'humus che si ritrova naturalmente nel sottobosco.
L'utilizzo di questo compost determinerà a sua volta l'ottenimento di un terreno soffice, ben aerato e ricco di minerali e quindi molto adatto alla concimazione degli ortaggi.

2. Come preparare il cumulo di compost

Se la dimensione dell'orto è particolarmente grande, vi è la possibilità di costituire un cumulo di una determinata grandezza per il compostaggio.
Se invece la dimensione dell'orto è piccola, sarà necessario individuare una piccola zona dell'orto, di forma preferibilmente rettangolare, delimitata da una rete a maglie fini o da un graticcio dove poter accumulare la massa organica.
E' consigliabile coprire il cumulo di compost con teli di tessuto non tessuto, o di iuta, per evitare che l'azione diretta dei raggi del sole o l'apporto di acqua dovuto alle piogge, determini la perdita di elementi nutritivi per volatilizzazione e/o dilavamento.

Per  formare e/o produrre un cumulo nelle migliori condizioni, è necessario:

  1. Controllare le dimensioni: in caso di abbondanza di materiale organico, è meglio costruire un cumulo largo e basso piuttosto che farlo alto e stretto. Infatti un cumulo troppo basso non è capace di trattenere il calore prodotto dalla degradazione microbica. Mentre un cumulo troppo alto rischia di compattare troppo il materiale organico, bloccando di conseguenza la circolazione dell’ossigeno al suo interno. Un cumulo ben formato dovrebbe avere una dimensione massima di 1,3 - 1,5 m e una dimensione minima di 50 - 60 cm.
     
  2. Creare la miscela giusta: si ottiene cercando di mescolare gli scarti organici più umidi, con altri meno umidi aventi il 50 - 70% circa di umidità.
     
  3. Far circolare l'ossigeno: si ottiene rivoltando periodicamente il cumulo ogni 15 - 20 giorni.
     
  4. Controllare la temperatura: si ottiene utilizzando un semplice termometro. L'intervallo termico per avere un'accurata degradazione deve oscillare tra 28 - 55°C.

Controllando questi parametri e stando attenti al processo di degradazione della sostanza organica, nel giro di 8 - 9 mesi si produce del compost maturo pronto all'utilizzo come concime.

Concime: è più efficace il letame bovino o il compost di scarti di frutta e verdura? Leggi la risposta dell'esperto!

3. Il composter

Prima di procedere al compostaggio dei rifiuti, è necessario scegliere anche il tipo di compostiera o contenitore di compostaggio più adatto all'utilizzo.
Per far questo però, è necessario valutare prima la quantità di rifiuti che produce normalmente l'orto.

Il composter, non è altro che un contenitore a forma campana, fatto in plastica, dotato di un'apertura superiore, per l'inserimento del materiale da degradare, e da un'apertura laterale, per prelevare il materiale compostato o per controllare l'andamento del processo di umificazione.

Se invece il materiale organico da degradare, è poco, si possono utilizzare dei bidoni, o delle cassette, opportunamente perforate, per permettere una migliore aerazione dotate di coperchio sovrastante.
Ad ogni modo, è bene che i contenitori per il compostaggio siano privi di fondo, oppure con il fondo costituito da una grata e che vengano posti a contatto con il terreno.

Questo perché a partire dal terreno si muoveranno all'interno del compost lombrichi e altri insetti, che ne accellerano la sua decomposizione. Inoltre anche questi contenitori dovrebbero essere dotati di coperchio, in modo che la pioggia non ne alteri il contenuto e non provochi il dilavamento delle sostanze. Per accelerare la decomposizione dei rifiuti organici, è sempre opportuno triturare il materiale vegetale di partenza.

3.1. Materiali che si possono inserire nel composter

All'interno del contenitore di compostaggio è possibile inserire vari materiali organici, come:

  1. Rami e foglie
    Opportunamente triturati.
  2. Erba tagliata
    Possibilmente secca, per evitare che compatti troppo il materiale nella compostiera.
  3. Gusci d'uova
    Possibilmente tritati, in modo che vengano decomposti più facilmente.
  4. Avanzi di cibo cotto
    E' necessario aggiungerne in quantità ridotta, per evitare che attirino roditori e/o mosche.
  5. Avanzi di frutta e verdura, bucce, scarti
  6. Fiori essiccati
  7. Erbacce estirpate dal giardino
    Per evitare che i semi delle infestanti rimangano vitali nel compost, è necessario inserire le erbe al centro della massa da compostare, in modo che raggiungano le temperature maggiori al fine di devitalizzare i loro semi.
  8. Fondi ti caffè e di tè
  9. Cenere di legna
    In quantità ridotte.

3.2. Materiali da non inserire nel composter

Tra i materiali che bisogna evitare di inserire all'interno del contenitore, vi sono invece:

  1. Qualsiasi tipo di materiale plastico
  2. Cenere di carbone
  3. Contenitori in tetrapak
  4. Carta stampata
    Anche se a volte alcuni fogli di giornale possono essere utili
  5. Vetro
  6. Ceramica
  7. Alluminio e metalli in genere
  8. Ossa
    Perché il tempo necessario per decomporle, è troppo lungo
  9. Tessuti sintetici o comunque colorati con sostanze chimiche

Ricordiamo infine, che il compost non è costituito da residui organici in fase di trasformazione, ma bensì da sostanza completamente degradata. Per questo gli scarti non devono essere utilizzati se non sono completamente trasformati.
Quindi la compostiera non può essere il normale contenitore dell'immondizia.

4. La cenere

Con il processo di combustione, il legno si trasforma in cenere andando incontro ad una perdita completa di acqua e azoto N dando origine ad una miscela concentrata ricca di sali minerali, come:

  1. Calcio Ca
  2. Potassio K
  3. Fosforo P

La cenere risulta essere particolarmente ricca, anche di

  1. Magnesio Mg
  2. Silicio Si
  3. Microelementi

Di conseguenza il suo utilizzo come concime minerale, risulta quindi molto efficace oltre che economico.

Gli ortaggi che traggono particolare beneficio dall'impiego della cenere, sono:

  1. Sedano
  2. Patata
  3. Carota
  4. Ravanello
  5. Rapa

Nell'impiegare la cenere come concime è necessario fare attenzione all'elevata concentrazione di minerali, i quali essendo molto solubili la rendono un prodotto alcalinizzante.
Per questo deve essere impiegata con moderazione in dosi non superiori a circa 1 kg per ogni 100 mq di terreno, soprattutto nei terreni alcalini.

Per sfruttare al meglio le proprietà fertilizzanti della cenere, si può mescolarla assieme al compost, alle specie erbacee da sovescio prima dell'interramento, oppure utilizzarla al momento della semina o del trapianto di piante ornamentali e ortaggi.

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Questo articolo è stato scritto da Fabio_DiGioia

Fabio_DiGioia

Fabio Di Gioia è nato a Montelupo Fiorentino nel febbraio del 1980, da una famiglia caratterizzata da una lunga e radicata tradizione contadina. Esperto di recupero e valorizzazione delle varietà vegetali antiche.

Dal 2010 a oggi organizza corsi e seminari sulle buone pratiche di conservazione e coltivazione delle varietà antiche vegetali sia in ambito erbaceo e orticolo che arboreo e frutticolo.

Lo scopo principale del suo lavoro è quello principalmente di recuperare le varietà locali e poterle reinserire in un contesto agricolo e produttivo, verso tutti coloro come le aziende agricole credono sempre di più nelle potenzialità di questo settore.

Blog: fabio13280 - fabio13280.wordpress.com