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Capperi: coltivazione e benefici

Capperi: coltivazione e benefici

Caratteristiche generali della pianta di capperi

Il cappero nasce dalla pianta denominata "Capparis Espinosa", che cresce nelle aree rupestri, tipiche del Mediterraneo. L'arbusto si sviluppa in forma ramificata, con una consistenza legnosa alla base. La pianta di capperi si contraddistingue per i fiori bianchi, esteticamente molto belli, dai petali aperti, con lunghi pistilli di colore rosso-viola. Le infiorescenze si presentano piuttosto isolate e molto grandi, con foglie carnose con pochi peli che, in alcuni casi, sono addirittura assenti.

 

Terreno e clima ideali di coltivazione dei capperi

La pianta del cappero cresce e si sviluppa in prevalenza sulle pareti rupestri; tuttavia, trae beneficio anche dalla coltivazione nel terreno.
Ha origini asiatiche ed è diffusa, nel nostro Paese, nelle zone centrali e meridionali, in cui le temperature medie, nelle stagioni primaverili ed estive, sono non inferiori ai 22 gradi. Infatti, pur essendo perenne, la pianta di cappero necessita di un clima caldo e beneficia dell'esposizione diretta al sole.
Capita spesso di riscontrare la presenza di grandi arbusti, che si sviluppano nei terreni sassosi, soprattutto nelle zone meridionali italiane: i capperi che nascono da queste piante sono quelli selvatici.
Una caratteristica importante delle piante di capperi è quella di soffrire a contatto con l'acqua stagnante, ed è per questo motivo che prosperano nei terreni e rocce in cui i liquidi non vengono trattenuti. Nel caso in cui, invece, il cappero venga coltivato nell'orto, occorre fare estrema attenzione che non sia mai presente dell'acqua stagnante a contatto con la pianta, che in alcuni casi potrebbe subire un rallentamento nella crescita. Potrebbe addirittura morire, a causa del processo di asfissia delle radici, causato dalla presenza di marciume e muffe. Pertanto, nel caso in cui si abbia intenzione di coltivare il cappero in vaso, bisogna prestare particolare attenzione ad inserire, oltre al terriccio, anche una quantità adeguata di materiale drenante, come argilla espansa, sassi, o anche dei cocci. La pianta di capperi è dotata di radici primarie, che affondano negli strati più bassi del terreno, e di quelle avventizie, simili esteticamente a piccole muffe, che attingono dalle riserve idriche della parte di suolo più superficiale.
Per crescere bene, infine, questa deve crescere in una posizione quanto più possibile riparata dal vento.

I materiali drenanti sono fondamentali per la crescita delle piante che non sopportano i ristagni. Tra i materiali più utilizzati c'è l'argilla espansa. Permette un'ottima aereazione delle radici e permeabilità del terreno evitando i ristagni d'acqua. È utile per l'attecchimento radicale e impedisce la formazione di muffe e croste nel terreno. Si può usare sia sul fondo del vaso che miscelata al terriccio. Acquistala su Amazon, clicca qui sotto!

 

Concimazione, irrigazione e moltiplicazione delle piante di capperi

Concimazione

Da questo punto di vista, la pianta di capperi non necessita di particolare cura e manutenzione, in quanto l'apporto organico di cui ha bisogno è veramente limitato. La concimazione non è, pertanto, indispensabile per farla sviluppare.
Un'operazione importante, tuttavia, va eseguita nel periodo che intercorre tra la semina e la comparsa dei primi germogli, in cui la pianta di capperi è in riposo vegetativo. In questa fase occorre lasciare che le erbacce crescano nella zona circostante, in quanto saranno interrate in un momento successivo, garantendone così il corretto apporto di sostanza organica.

Irrigazione

É necessario prestare molta attenzione a fornire alla pianta di capperi la giusta quantità d'acqua: infatti, è vero che questa non sopporta i liquidi stagnanti, ma è anche vero che, per crescere, necessita di avere la giusta quantità di acqua. Alcuni sostengono che non sia necessario innaffiare la pianta, in quanto essa, crescendo in terreni impervi e sassosi, non ha bisogno di irrigazione. In tutti i casi, soprattutto per quanto riguarda la crescita in vaso, è sempre opportuno controllare se occorre aggiungere dell'acqua, per una crescita sana e vigorosa della stessa. Tanto più che, questa, necessita della luce diretta del sole e prospera durante i mesi estivi.
Per una crescita più veloce della pianta del cappero, molti consigliano di innaffiarla più spesso, tenendo sempre, tuttavia, a mente, che la presenza di radici che attingono alle riserve di acqua sia nello strato più profondo che su quello più superficiale del terreno fanno in modo che l'acqua debba essere somministrata nelle giuste quantità.

Moltiplicazione

La pianta del cappero si riproduce sia attraverso la semina che con la talea.

Le talee si effettuano nel periodo estivo; la procedura prevede che venga prelevato una parte di ramo legnoso che dovrà avere una lunghezza compresa tra i 7 ed i 10 cm e che abbia tra i 2 ed i 3 anni di età. Successivamente, questo viene inserito all'interno di una cassetta, in cui saranno state poste torba e sabbia, che deve essere non fine, ma piuttosto grossa.
Per quanto riguarda, invece, la riproduzione attraverso la semina, il processo comincia con la raccolta, all'incirca intorno al mese di settembre, di frutti, all'interno dei quali si trovano i semi. Questi devono essere interrati subito dopo la loro raccolta, e quindi quando sono ancora freschi, perché, se essi sono dormienti, e quindi secchi, la probabilità di germogliare sarà scarsa o nulla. Per incrementare la probabilità di germinazione, è opportuno eseguire la semina durante il periodo invernale, preferibilmente durante i mesi di dicembre e febbraio, in cui il terreno risulta generalmente più adatto ad accogliere le piantine di cappero.
Anche in questo caso, essi vanno posti accuratamente in una cassetta (se l'operazione viene eseguita a casa andrà benissimo una cassetta di frutta, di legno), al cui basamento dovranno essere presenti due strati, uno di terra ed uno di sabbia, avendo cura di mischiare bene questi materiali ai semi.
Occorre avere molta pazienza, perché le semenze della pianta di capperi ci mettono un po' di tempo a germogliare, e per questo motivo, il metodo della talea è spesso quello preferito, in quanto la tempistica per far crescere una pianta di cappero è nettamente inferiore, utilizzando questo sistema.
Per consentire una maggiore formazione di radici, è consigliabile utilizzare polveri cosiddette radicanti, che contengono ormoni (attenzione, non risultano assolutamente nocivi, né alla pianta né ai boccioli), che ne facilitano ed incrementano la formazione delle radici.
Una volta comparsi i primi germogli e questi si svilupperanno, è consigliabile cercare di mantenere sempre quelli che crescono più forti e vigorosi, poiché saranno proprio questi ad essere trapiantati alla fine della stagione autunnale, indicativamente nel momento in cui le piantine avranno raggiunto un'altezza compresa tra i 10 ed i 15 cm.
Il trapianto nel vaso può avvenire nei dieci/dodici mesi successivi a quelli della semina della pianta di cappero.
Per quanto riguarda le dimensioni del vaso che accoglierà la piantina, esso dovrà avere un diametro di circa 40 cm; qualora questa, invece, sia destinata a svilupparsi in un terreno, è consigliabile osservare una distanza di un metro e mezzo tra una pianta e l'altra, e che aumenta ad un metro e ottanta tra le file.
Il processo di sarchiatura è, forse, l'unico accorgimento da osservare durante la crescita delle piante dei capperi, poiché è fondamentale rimuovere erbacce dal terreno, per consentire alla pianta di non venire da queste soffocata e, quindi, di potersi sviluppare bene. La Capparis è una pianta poliennale e, pertanto, durante tutto il suo ciclo vitale (in media di venti-trent'anni), occorrerà effettuare più di una sarchiatura.
Questa procedura non va eseguita nel primo periodo che segue la semina, poiché, in questa fase, la pianta è in riposo vegetativo. Quindi, occorre lasciar proliferare le erbe infestanti, dopodiché queste diventeranno parte integrante del terreno con le lavorazioni che saranno effettuate nei periodi successivi. In questo modo, la pianta di capperi avrà l'apporto necessario di elementi organici, ed è per questo che, per quanto riguarda la concimazione, non è indispensabile provvedere in tal senso quando la pianta di capperi è cresciuta.
L'arbusto è noto per essere folto e rigoglioso, ed il processo di potatura si esegue speronando i rami, fino a che questi raggiungano le dimensioni massime del centimetro di altezza.
Il periodo adatto alla potatura della pianta è quello invernale, e corrisponde ai mesi di gennaio e febbraio. Questa operazione deve essere eseguita con estrema cura. Bisogna infatti prestare attenzione a tagliare solamente i legni che si sono seccati ed i cosiddetti succhioni, che sono rami molto forti, che però non producono più fiori ed, al contrario, tolgono la linfa vitale alla pianta: è per questo motivo che vanno rimossi.

Proprietà e benefici della pianta di capperi

I capperi erano già conosciuti nei tempi antichi per le loro proprietà terapeutiche: infatti, già nel 70 d.C., questi frutti vennero menzionati dal medico greco Discoride, per le loro funzioni diuretiche e per essere particolarmente efficaci contro il mal di denti.
Inoltre, i capperi sono noti per essere dei veri e propri antiossidanti naturali, in quanto contengono un'alta percentuale di una sostanza denominata quercetina, che ha anche effetti antitumorali ed antinfiammatori.
Infine, questi frutti contengono vitamina E, elemento coadiuvante per l'integrità cellulare.
Si rivelano anche molto efficaci per la cura delle emorroidi e per le infiammazioni del cavo orale, grazie alla tintura oleosa estratta dalle radici della loro pianta di cappero.
Recenti ricerche hanno dimostrato come il cappero abbia una funzione importante nel rendere più efficiente il sistema immunitario.

I diversi usi dei capperi nella cucina

Il capperi sono gustosi e molto importanti nella cucina italiana; sono utilizzati per ricette gustose, tipiche regionali e, ad esempio, in altre preparazioni tipiche della dieta mediterranea.
Non può esserci vitel tonné senza i capperi; questi sono, ad esempio, impiegati nella realizzazione di piatti famosi come la caponata alla siciliana, a base di melanzane ed, ovviamente, capperi.
Inoltre, le penne alla puttanesca, con il loro sapore piccante ed i capperi sulla sommità, sono una delizia. Per non parlare, poi, della tartare o pesce "in guazzetto" i quali, con i capperi, acquistano un gusto davvero particolare.

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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