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Piante rampicanti: scelta e coltivazione

Quando e come piantare i rampicanti

Piante rampicanti: scelta e coltivazione

Le piante rampicanti sono sempre più apprezzate dai giardinieri grazie alle loro numerose qualità, tra cui, da sottolineare, le abbondanti fioriture o le splendide foglie ornamentali che sono in grado di offrire senza per questo occupare una grande superficie di terreno. Sono ideali per piccoli giardini, in un patio o sui balconi, dove spesso rappresentano una vantaggiosa alternativa agli arbusti. Ricoprono con facilità cancellate, grate, chioschi o muri.

Nei grandi giardini, i rampicanti più vigorosi, sono in grado di nascondere costruzioni poco aggraziate o, arrampicandosi sul tronco di un albero, regalargli una fioritura o un fogliame colorato che gli conferirà ulteriore interesse. Più semplicemente, un gran numero di clematidi o di altri rampicanti non particolarmente vigorosi possono essere sovrapposti a rosai di grosse dimensioni o ad arbusti da fiore, sia per accompagnarne la fioritura o per continuarla e prolungare la bellezza estetica del cespuglio ben oltre il suo periodo abituale, e questo senza causare nessun tipo di danno.

Esiste una tale varietà di piante rampicanti che non abbiamo potuto menzionarle tutte. Abbiamo dedicato una parte importante di questa guida alle clematidi, sulle quali esistono pochissime raccolte inerenti le differenti specie e varietà, così come alle rampicanti legnose rustiche, senza per questo trascurare le piante da clima mite, molte delle quali possono essere utilizzate nelle verande. Abbiamo anche analizzato i rosai, le rampicanti erbacee, e quelle da frutto che costituiscono categorie specifiche.

Acquisto delle piante rampicanti

Per offrire un servizio migliore ai propri clienti, di solito, i centri di giardinaggio e i vivai, espongono le piante rampicanti con etichette illustrate. Queste etichette, generalmente, hanno sul fronte la fotografia a colori della varietà e, a volte, dei pittogrammi con i consigli basilari: uso, fioritura, fogliame, esposizione, tipo di terreno e le caratteristiche della pianta. Sul retro invece compaiono i consigli per la messa dimora, le cure necessarie e la potatura. Infine, bisogna ricordarsi che le piante di produzione nazionale, si adattano perfettamente ai nostri suoli e terreni. Questa informazione è presente sulle etichette.

Piante rampicanti: quando piantarle?

Le piante rampicanti, quasi sempre coltivate in contenitori, teoricamente si possono piantare tutto l'anno tranne in periodi di gelate o intenso calore. Dipende ovviamente dal periodo di fornitura della stessa, dal tipo di terreno in cui sarà messa a dimora, dal grado di rusticità delle piante scelte e dalla regione in cui vi trovate.


Influenza del terreno

In caso di terreni pesanti, argillosi, appiccicosi e molto umidi in inverno, è consigliabile aspettare la primavera per piantare; in quel momento il terreno sarà più asciutto e caldo. A molte piante rampicanti, specialmente alle clematidi e alla vite rampicante, non piacciono i terreni troppo umidi che accentuano l'effetto del freddo e fanno marcire le piante le cui radici non sono ancora ben sviluppate. Nei terreni leggeri, sassosi, sabbiosi, che si asciugano molto velocemente, è preferibile invece piantare a inizio autunno, affinchè le radici possano trarre beneficio dalle piogge invernali ed attecchire bene.

Casi speciali

Le piante a foglia persistente, le specie che non tollerano il freddo o la cui rusticità è dubbia, prediligono la messa a dimora in primavera, dato che questo garantisce loro due stagioni complete (primavera e estate) per sviluppare le radici, prima di cominciare a soffrire i primi freddi. Questo però non ci rende esenti dal proteggerle un pò durante il loro primo inverno che segue la messa a dimora in piena terra.

I rosai, al contrario, è preferibile piantarli in autunno o in inverno, soprattutto quelli che vengono forniti a radice nuda. Tuttavia, per prudenza, è meglio proteggere bene il punto di innesto (rigonfiamento alla base dei rami), coprendolo con della terra che bisogna ricordare di rimuovere in primavera. Nelle zone fredde, le piante annuali, vengono piantate sotto protezione a fine inverno, oppure direttamente nel terreno una volta terminate le ultime gelate. Si possono anche piantare rampicanti comprate durante la fase di piena fioritura, perfino in estate, avendo però cura di impregnare bene il pane di terra nel contenitore e vigilare che non asciughi dopo la messa a dimora.

Come piantare le piante rampicanti?

La messa a dimora delle rampicanti, non è molto diversa da quella degli arbusti, tuttavia, alcuni trucchi, permetteranno di rafforzarne lattecchimento, il che significa, soprattutto se si tratta di clematidi, di assicurare la sopravvivenza delle piante in caso di malattia o di attacco parassitario.

L'ubicazione ideale

È preferibile non piantare direttamente contro un muro, specialmente se la tettoia sborda abbondantemente, impedendo così all'acqua piovana di irrigare le radici. Allontanare la pianta, se possibile, di circa 30 o 40 cm dalla parete e indirizzare i suoi primi steli verso il supporto. La maggior parte delle piante rampicanti, detestano il vento e le correnti d'aria, in quanto le seccano e rendono più difficile l'attecchimento nel terreno. Al contrario, traggono beneficio da una terra che si mantiene fresca durante tutto il periodo vegetativo. Spesso si consiglia di collocare una tegola per proteggere la base della pianta dal sole, ma anche un piccolo arbusto come una lavanda, una potentilla o una spirea, possono svolgere questa funzione.

La messa a dimora

Le dimensioni ideali della buca sono di 50 cm di larghezza per 50 cm di profondità. È importante smuovere molto la terra e quanto più risulta compatta e dura, tanto più si dovrà andare in profondità e allargare la buca.
Se il terreno tende ad essere molto umido durante l'inverno, bisogna collocare sul fondo della buca uno strato di 15 cm di ciottoli (ghiaia) abbastanza grandi da permettere il drenaggio. È inutile aggiungere letame o humus a più di 35-40 cm di profondità; ecco perchè riempire con la terra smossa in precedenza fino a quel livello.

In seguito, mischiare le palate di terra con letame perfettamente decomposto e compost ricavato dai residui del giardino, oppure humus acquistato in un negozio. Calcolare approssimativamente mezza carriola di letame o di compost, o circa 30 litri di terriccio. Nel frattempo, lasciare temprare la zolla per 1 o 2 minuti con il suo vaso, dentro ad un secchio d'acqua affinché si impregni bene. Posizionare il pane di terra nella buca in modo tale che la base degli steli risulti interrata di 5 cm in un terreno pesante e di 10 cm in uno leggero.

Nel caso delle clematidi, posizionare il pane di terra orizzontalmente, affinché non venga collocato troppo in profondità. Cercare di sotterrare tra i 10 e i 15 cm di stelo ad una profondità di 5 cm affinché le gemme alla base degli steli attecchiscano e rinforzino la pianta. Circondare il pane di terra e la parte di stelo che rimarrà sotto terra con un miscuglio di humus e torba inumiditi, per stimolare le radici ad uscire dal pane e "avventurarsi" in piena terra. Se è autunno, terminare la messa a dimora con una abbondante irrigazione e coprire il terreno con uno spesso strato di fogliame caduto dagli alberi, oppure di compost semi maturo. È molto importante che queste materie in decomposizione non si trovino a diretto contatto con gli steli e le radici.

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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