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Le conifere: volumi e forme più comuni

Conoscere le conifere

Le conifere: volumi e forme più comuni

Le conifere sono un gruppo antico di 8 famiglie di piante, per un totale di 65-70 generi e 600-650 specie. I fossili ritrovati testimoniano la loro presenza sulla Terra fin da 300 milioni di anni fa.

Nel volume "Alberi e Arbusti" di Collana del Verde, c'è un'ampia sezione dedicata alle conifere, organizzata in sottogruppi di riferimento, in base allo sviluppo delle piante: Conifere a grande sviluppo e Conifere a ridotto sviluppo.

Si tratta di alberi e arbusti di enorme importanza ecologica giacché dominano in vastissime aree, dalle foreste boreali ai climi nordici, ai rilievi delle zone più meridionali del pianeta. Le più comuni conifere nel nostro Paese sono l’Abete, l’Araucaria, il Cedro, il Cephalotaxus, il Chamaecyparis, il Cipresso, la Ginkgo Biloba, il Ginepro, il Larice, il Pino, il Tasso e la Tuja.

Le conifere hanno tutte struttura legnosa e molte di esse sono alberi a tronco singolo con ramificazioni laterali. Questo tipo di crescita determina la forma a piramide tipica di abeti, larici, alcuni pini e sequoie o quella conica dei cipressi.

Nella maggior parte dei casi le conifere sono sempreverdi e le foglie possono rimanere per molti anni sulla pianta. Ciò che caratterizza, infatti, questa grande famiglia è prima di tutto il fogliame persistente, di cui fanno eccezione il Larix, la Ginkgo Biloba, il Metasequoia, il Glyptostroboides e il Taxodium Distichum, che hanno fogliame caduco e perdono le foglie d'autunno rimanendo spogli durante l'inverno.

Tutte le conifere, inoltre, hanno foglie piccolissime, spesso a forma d’ago per cui sono dette anche aghifoglie; in altri casi come nel cipresso, assomigliano invece a una piccola squama. La maggior parte delle conifere produce le caratteristiche pigne (lo strobilo), che si aprono a maturità e lasciano cadere i semi. Alcune conifere, però, si servono di semi solitari, circondati da una struttura carnosa rossa a coppa e simile a una bacca: l'arillo. Anche il ginepro porta i semi in coni simili a bacche, dapprima verdi, poi nere o violacee.

Le misure variano enormemente: altezze da meno di un metro a oltre 100 metri, con diametri fino ad oltre 10 metri. Si tratta di alberi molto longevi; infatti, la conifera più antica che si conosca è un Pino di oltre 4500 anni e, oltre a ciò, hanno anche una grande importanza economica, specialmente per la lavorazione del legno e la produzione di carta. Anche le resine profumate, prodotte dalla pianta a scopo difensivo, trovano redditizie applicazioni commerciali. 

Molte delle varietà di conifere a medio e grande sviluppo formano la struttura portante di parchi e giardini durante tutto l'arco dell'anno. Altre varietà invece possono essere utilizzate, ad esempio, per ornare ed arricchire siepi, bordure e barriere verdi. Esistono anche varietà striscianti, che possono essere impiegate in alternativa a prati e tappeti erbosi: si tratta di varietà che richiedono cure e manutenzioni più frequenti e specifiche. 

Leggi le risposte dell'esperto su CONIFERE:

Come riconoscere tra loro le principali conifere

Per capire quale tipo di conifera abbiamo di fronte basta osservare prima la chioma, poi come sono inseriti gli aghi e infine i coni. Pini e abeti hanno la chioma verde scura, mentre il larice è più chiaro ed è più riconoscibile proprio perché ha le foglie di colore verde pallido in estate, di colore rosso dorato in autunno, mentre è completamente spoglio in inverno. Ciò lo rende resistente anche in ambienti freddi e inospitali.

Grazie all'enorme varietà che caratterizza questa vasta famiglia, è sempre possibile trovare una specie di conifera adatta al proprio giardino, indipendentemente dalla superficie, dall'ubicazione e dalle caratteristiche del terreno in cui le varietà andranno coltivate. In genere le conifere sono molto apprezzate per la facilità con cui possono essere coltivate: addirittura si potano raramente, fatta eccezione per le conifere impiegate per la produzione di siepi.

Ecco alcune delle varietà di conifere più coltivate in Italia

L'Abete Rosso, il comunissimo albero di Natale, deriva il nome dal colore rossastro della sua corteccia. Ha foglie con le estremità appuntite, disposte densamente sui rami; i suoi coni femminili pendono dai rami e a maturità cadono a terra interi. Resiste alle basse temperature invernali e ai geli primaverili e occupa spontaneamente solo le zone montane dell'Europa e dell'Asia formando estese foreste.

L'Abete Bianco (Abies alba), è un albero molto delicato dal tronco dritto e la corteccia chiara da cui il nome. Le foglie sono appiattite e disposte su due file a mo’ di pettine. Caratteristica tipica è che a maturità le pigne si sfaldano e lasciano cadere le squame, mentre l'asse centrale rimane attaccato ai rami.

Discorso a parte merita i Pini (genere Pinus), della famiglia Pinacee, comprendente più di 100 specie delle regioni fredde e temperate, quasi tutte dell’emisfero boreale. Ha tipiche foglie aghiformi e rigide riunite in fascette disposte in numero variabile sui rametti. In Italia sono spontanee 10 specie, molto utilizzate negli anni dall’uomo per opere di forestazione; alcune sono diffuse nella zona mediterranea, altre nella zona alpina. Riconosciamo, infatti, i Pini Domestico (Pinus pinea) indigeno nelle isole maggiori,  il Pino Marittimo (Pinus pinaster) o selvatico, specie mediterraneo-occidentale ricca di resina e usata per ricavare pali e legno, il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis), specie prevalentemente mediterraneo-orientale, tipica delle costiere in Liguria, Toscana, Puglia e Sicilia. Altre varietà sono il Pino Calabrese (Pinus brutia) tipico del Mediterraneo orientale ed utilizzato a scopo forestale, il Pino Nero (Pinus nigra), tipico dell’Austria e dei Balcani, chiamato anche pino austriaco (fig. 2A), il Pino Laricio (Pinus nigra laricio), diffuso in Corsica, Calabria e Spagna ed ideale per opere di rimboschimento nei territori aridi. Il Pino Loricato (Pinus leucodermis o heldreichii) è, invece, una specie balcanica, presente sporadicamente in Italia, così come il Pino Silvestre, ideale per il legname, ed il Pino Montano.

Nel nostro Paese sono coltivate, a scopo ornamentale e forestale, anche varie specie esotiche come il Pinus Canariensis, delle Canarie, il Pinus Strobus, detto Pino bianco ed il pregiato Pinus Rigida dell’America Settentrionale che fornisce il legno pregiato noto come pitch-pine. 

Vuoi coltivare le conifere nel tuo giardino e sei alla ricerca di idee dalle quali trarre ispirazione? Sfogliando il volume "Alberi e Arbusti" troverete tantissimi suggerimenti per "arredare" il vostro giardino con le conifere più belle e adatte alle caratteristiche del vostro angolo verde.

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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