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Il punteruolo nero, una grave minaccia per le piante ornamentali

Ecco cosa sappiamo di questo parassita, simile ma diverso rispetto al più comune punteruolo rosso delle palme.

Il punteruolo nero, una grave minaccia per le piante ornamentali

Il punteruolo nero rappresenta oggi un problema grave per tutte le piante ornamentali: si tratta di una minaccia che sta affliggendo il Centro Italia e che, se non arrestato in tempo, è destinato ad espandersi velocemente in tutto il resto d'Italia, in particolare nelle piante di fico.

Questo parassita è diverso dal punteruolo rosso delle palme, molto più comune e diffuso. Oggi si stanno compiendo numerose ricerche per capire la biologia e lo sviluppo del punteruolo nero. Secondo le ipotesi più accreditate, il parassita sarebbe arrivato in Italia con delle piante infette di fico ornamentale con delle navi da Genova. A partire da Genova questo parassita si è diffuso in tutta la parte ligure fino ad arrivare a La Spezia e alla zona toscana della Lucchesia, del Fiorentino e del Pistoiese. In particolare l'attacco più imponente si è localizzato nella zona del Montalbano, nel comune di Carmignano, famoso per la produzione del fico secco. Sono molti gli agricoltori che utilizzano le piante di fico come reddito integrativo per la loro azienda. Dal 2013 hanno cominciato ad osservare gli attacchi del punteruolo che sta distruggendo le loro piante e la loro produzione d'eccellenza. Ci sono tuttavia segnalazioni anche in altre regioni, come il Lazio, le Marche e la Puglia.

Che cos'è il punteruolo nero e come si può contrastarne l'attacco

Il punteruolo nero è un insetto nero, detto "punteruolo", perchè munito di una sorta di becco, mediante il quale scava gallerie alla base del colletto della pianta, dove depone le uova e produce larve che, poco a poco, consumano e logorano il circuito linfatico, portando l'albero alla morte. Il punteruolo attacca non solo il legno del tronco, ma anche i frutti stessi della pianta da frutto, svuotandoli all'interno e provocandone la marcescenza. 

Tecnicamente è un coleottero ed appartiene alla famiglia dei Curcurionidi, che hanno la particolarità di avere il becco anteriore, con cui scavano gallerie. 

Sono ancora pochi, purtroppo, i ricercatori che indagano sulle origini e sulle soluzioni da adottare per combattere questo parassita. Per ora sono stati fatti monitoraggi sporadici ed occasionali da parte di qualche agricoltore ed appassionato. Non c'è ancora una base scientifica certa per poter portare avanti una ricerca e capire meglio come si sviluppa il parassita.

Le uniche soluzioni adottabili sono mezzi di lotta preventivi, che si basano sull'uccisione meccanica dell'insetto. Se la pianta non è totalmente compressa e si può disinfettare le ferite con rame, la pianta potrebbe essere salvata. Se, al contrario, la pianta è interamente compressa, essa va tagliata completamente, per evitare la diffusione del parassita.

La diffusione del punteruolo nero è oggi dovuta al fatto che non esiste ancora un antagonista specifico, capace di contrastare questo insetto. 

Una soluzione efficace potrebbe essere quella di fare rete comune fra gli agricoltori, al fine di far leva sulle istituzioni pubbliche, spingendole a prendersi a cuore il problema e a portare avanti la ricerca sul punteruolo nero. Se qualcuno avesse segnalazioni utili da fare, può comunicarlo al Servizio Fitosanitario della propria regione, evidenziando le caratteristiche dell'attacco subito. Questo aiuterebbe lo sviluppo delle ricerche e nel contempo metterebbe le istituzioni pubbliche di fronte alla necessità di risolvere la situazione e prendere provvedimenti.

Punteruolo nero: una minaccia per le piante ornamentali - Fabio Di Gioia

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Questo articolo è stato scritto da Fabio_DiGioia

Fabio_DiGioia

Fabio Di Gioia è nato a Montelupo Fiorentino nel febbraio del 1980, da una famiglia caratterizzata da una lunga e radicata tradizione contadina. Esperto di recupero e valorizzazione delle varietà vegetali antiche.

Dal 2010 a oggi organizza corsi e seminari sulle buone pratiche di conservazione e coltivazione delle varietà antiche vegetali sia in ambito erbaceo e orticolo che arboreo e frutticolo.

Lo scopo principale del suo lavoro è quello principalmente di recuperare le varietà locali e poterle reinserire in un contesto agricolo e produttivo, verso tutti coloro come le aziende agricole credono sempre di più nelle potenzialità di questo settore.

Blog: fabio13280 - fabio13280.wordpress.com