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Stapelie e Piante grasse affini - Scopri come coltivarle

Grandi fiori e rari colori

Pubblicato il 24/01/2016 da Marco Alberti in Piante Grasse
Stapelie e Piante grasse affini - Scopri come coltivarle

Le stapelie sono piante succulente che somigliano ai cactus, per via dell’aspetto arido del fusto angoloso, privo di foglie e spesso spinoso. Esse appartengono, tuttavia, a tutt'altra famiglia, quella delle Apocynaceae, che comprende piante dalle stupende fioriture.

Le piante succulente di questa famiglia includono un gruppo di generi e specie originarie di Africa, Penisola Arabica e Asia centroccidentale, dove vivono in territori molto aridi e in cui la vegetazione è molto scarsa. La maggior parte delle specie comunque si concentrano tra Africa settentrionale, Sudafrica e Yemen. Solo una specie è originaria dell’Europa e si ritrova pure in Italia nelle isole di Linosa e Lampedusa: si tratta di Caralluma europaea.

Piante succulente dotate di una particolare struttura fiorale

I fiori suggestivi e sicuramente attraenti di queste piante succulente mostrano adattamenti evolutivi per favorire l’impollinazione: spesso gli insetti pronubi sono mosche attratte dagli odori di carne in putrefazione che i fiori emanano. Il tutto è favorito anche dall’aspetto, a volte sorprendente, di carcasse animali che le corolle evidenziano attraverso colori variabili dal rosa, al bruno sino al rosso-porpora.

Nella specie Stapelia gigantea sono presenti i più grandi fiori fra tutte le succulente, potendo questi raggiungere anche i 40 centimetri di diametro!

Stapelia Grandiflora: consigli per una corretta coltivazione?

Piante succulente: ecco come coltivarle in maniera semplice

I più importanti generi coltivati affini a Stapelia sono Fockea, Ceropegia, Huernia e Hoodia.  La maggior parte di queste piante succulente desidera appropriate condizioni di temperatura in inverno, di almeno 8-10 °C, ottenibili quasi sempre nei nostri climi in ambiente protetto: serra o veranda.

È molto importante un buon tenore idrico durante le fasi di crescita, preferendo fornirla attraverso il sottovaso da cui le radici assorbiranno con parsimonia: questo allo scopo di evitare marciumi radicali, che sono frequenti in caso di eccessi idrici. Pertanto risulta importante scegliere un terriccio drenante, che non comporti ristagni prolungati.

L'esposizione privilegiata per ottenere una buona fioritura è il pieno sole, ma talune specie tollerano anche l'ombra parziale.

La propagazione può avvenire per seme, per tubero o per talea di fusto. Tra le avversità più insidiose che colpiscono queste succulente ci sono le larve di insetti che si nutrono delle radici, contro cui si possono usare insetticidi specifici per larve di mosche.

Leggi le risposte dell'esperto su PIANTE SUCCULENTE:

 

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Questo articolo è stato scritto da marco_alberti

marco_alberti

Marco Alberti è Dottore Forestale, esperto in Piante Cactacee e Succulente, e autore di alcuni studi e volumi sulla flora spontanea e ornamentale. In particolare si occupa di piante succulente coltivate in Italia sia nei giardini pubblici che a livello amatoriale e acquistabili presso vivai specializzati.

La lunga carriera professionale del professor Alberti è costellata di esperienze lavorative di successo, arricchite da Studi botanici, ecologici e paesaggistici, Consulenze per progettazione di aree verdi con analisi paesaggistica, valutazione di impatto ambientale, studi d’incidenza ecologica, Pianificazione forestale per le proprietà di numerosi comuni ed istituzioni locali; Progettazione e direzione lavori in ambito forestale.

Il professor Alberti è docente e autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative ed è stato relatore in seminari e convegni.

Se desideri saperne di più sulle Piante Cactacee e Succulente, contatta Marco Alberti:

Dottore Forestale Marco Alberti
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