Elaborazione della richiesta in corso. Si prega di attendere.
Portale del Verde
 
 

La coltivazione delle succulente o piante grasse

Consigli e suggerimenti per far crescere sane e rigogliose le succulente nel vostro spazio

Pubblicato il 08/08/2016 da Marco Alberti in Piante Grasse
La coltivazione delle succulente o piante grasse

Fattori importanti per la coltivazione di succulente

Luce

La maggior parte delle succulente hanno esigenze di illuminazione abbastanza marcate, per cui pretendono il pieno sole e la luce diretta per poter esplicare al meglio le loro funzioni vitali; viceversa, difficilmente fioriscono e si accrescono adeguatamente: in questo caso il consiglio è “esposizione in pieno sole”, in giardini, terrazzi, balconi esposti a sud e senza alcun riparo.

Molte però sono in grado di adattarsi a condizioni di luminosità piuttosto ampie, in quanto le proprie attività fisiologiche non sono influenzate in modo significativo da una lieve differenza di luce; tale aspetto, però, può differire a seconda dell’organo che riceve o meno la luce diretta del sole, come nel caso del caudex di alcune succulente che va protetto a differenza della porzione aerea della pianta, oppure la luce diretta, seppur tollerata, può determinare in alcune specie un cambiamento di colore dei tessuti (Aloe e Sedum), determinando in alcuni casi effetti cromatici ornamentali positivi; la prescrizione sarà allora: “esposizione in pieno sole o semi-ombra”, dove questa seconda condizione di luminosità può essere ricercata nel riparo parziale fornito da un’altra pianta di dimensioni maggiori, succulenta o meno, di una tettoia, all’interno di una stanza lontano dai raggi diretti che filtrano dai vetri.

Non molte in verità sono le succulente che desiderano sempre l’ombra, poiché nel loro ambiente originario vivono al riparo dai raggi solari, in mezzo alla vegetazione costituita da altre piante “grasse”, arbusti ed alberelli intricati con foglie persistenti o caduche solo durante il riposo di queste amanti della poca luce, oppure ancora tra le chiome delle foreste equatoriali (Epiphyllum); è il caso frequente, tra le liliacee, delle specie di Haworthia e Gasteria che non hanno problemi a fiorire e fruttificare in simili condizioni. Vale per queste il consiglio “esposizione in ombra o semiombra”, che offre sicuramente molte più possibilità di scelta per quanto riguarda la collocazione delle piante.

Temperatura

Le piante succulente, allo stesso modo delle altre piante, possono dividersi nelle seguenti categorie nei confronti delle rispettive esigenze termiche:

  • Termofile, che necessitano sempre di temperature medie elevate (ossia almeno sei mesi con temperatura in genere superiori a 15 °C) per svolgere al meglio le normali funzioni fisiologiche, non sopportando affatto il gelo, e quindi inseribili in ambienti caldi, con temperature che non scendono mai sotto zero, condizioni ottenibili all’aperto nelle zone costiere, riparate dai venti freddi invernali, del Tirreno e dello Ionio, in esposizioni a mezzogiorno, oppure in serra riscaldata o in abitazione. Per cui se si dispone di piante in vaso, queste, qualora esposte all’esterno, vanno riparate nei mesi invernali o comunque in previsione di gelate;
  • Mesofile, bisognose di temperature medie per periodi prolungati spesso inferiori alle precedenti e comunque in grado di sopportare temperature pari a 0 °C o di poco inferiori (sino a –4°C), senza subire danni ai tessuti e quindi la morte;
  • Microterme, con capacità di adattarsi a periodi prolungati di freddo, in luoghi anche esposti a venti settentrionali, con inverni che presentano temperature minime per periodi di breve durata (alcune ore) da –5 °C a –18 °C, per cui tali piante (Sempervivum, Jovibarba, diversi Sedum, alcune agavi e cactacee di montagna) possono essere lasciate all’aperto anche in piena terra se la temperatura non scende al di sotto dei valori, già piuttosto bassi, indicati nella scheda.

Acqua

Le piante succulente che vivono in ambienti aridi e severi per la maggior parte dei vegetali riescono ad economizzare i liquidi che, in limitate quantità, le loro cospicue radici assorbono dal terreno o che i tessuti aerei fanno propri trattenendo l’umidità atmosferica (ad esempio, fornita dalle cosiddette piogge orizzontali sudafricane), acqua che poi verrà impiegata dalla pianta soprattutto nei momenti di fioritura e fruttificazione, dopo i quali interverrà la dormienza.

In base a tali presupposti, le schede annotano le seguenti norme di base: se la pianta “vuole poca acqua”, significa che durante i mesi di attività fisiologica intensa (basta osservare quando ricade il periodo di fioritura) sarà sufficiente innaffiare il terreno lasciando che questo si asciughi completamente tra una bagnatura e l’altra, e per il resto dell’anno non irrigare affatto; se invece la pianta “vuole acqua moderata” durante i periodi più caldi, la bagnatura dovrà essere più frequente in maniera che con almeno due annaffiature settimanali possa crescere e fiorire copiosamente; qualora invece voglia “acqua regolare durante l’estate (o altro periodo)” si farà attenzione a fornire liquidi anche giornalmente senza però eccedere nelle quantità per evitare marciumi. Nei casi di piante dotate di pelosità sugli organi come foglie e fusto, l’acqua al terreno può essere integrata o alternata anche con nebulizzazioni regolari.

Terreno

Che sia in vaso o nella piena terra di un giardino, la terra per le piante succulente deve rispondere a tre fondamentali parametri strutturali:

  1. Essere permeabile ad aria ed acqua;
  2. Asciugarsi in maniera graduale, ossia ne troppo rapidamente o lentamente;
  3. Avere una quantità non eccessiva di azoto.

Esistono, perciò, una vasta gamma di terricci per piante “grasse”, da utilizzarsi per la loro messa a dimora, anche se non si può certo generalizzare, sperando con un solo tipo di avere successo con qualsiasi succulenta. Se si vuole invece approntare da soli il substrato idoneo, è necessario attenersi a semplici regole (queste piante sono, in fondo, di gusti piuttosto facili se non si commettono errori grossolani!) come il drenaggio mediante sassi o ciottoli o mattoni sgretolati e l’aggiunta di sabbia grossolana alla comune terra di campo: questo si fa per migliorare le caratteristiche fisiche dei miscugli troppo argillosi.

Leggi le risposte dell'esperto su PIANTE GRASSE:

Ti è piaciuto e ti è stato utile questo articolo? Condividilo con i tuoi amici tramite i tasti social qui sotto. Aiuterai così il nostro portale a crescere!
Stampa la pagina Invia ad un amico

Questo articolo è stato scritto da marco_alberti

marco_alberti

Marco Alberti è Dottore Forestale, esperto in Piante Cactacee e Succulente, e autore di alcuni studi e volumi sulla flora spontanea e ornamentale. In particolare si occupa di piante succulente coltivate in Italia sia nei giardini pubblici che a livello amatoriale e acquistabili presso vivai specializzati.

La lunga carriera professionale del professor Alberti è costellata di esperienze lavorative di successo, arricchite da Studi botanici, ecologici e paesaggistici, Consulenze per progettazione di aree verdi con analisi paesaggistica, valutazione di impatto ambientale, studi d’incidenza ecologica, Pianificazione forestale per le proprietà di numerosi comuni ed istituzioni locali; Progettazione e direzione lavori in ambito forestale.

Il professor Alberti è docente e autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative ed è stato relatore in seminari e convegni.

Se desideri saperne di più sulle Piante Cactacee e Succulente, contatta Marco Alberti:

Dottore Forestale Marco Alberti
via Giulio Cesare, 61
18012 Bordighera (IM)
cellulare: 3293115080