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Capperi: ecco come fare per seminarli ed avere un raccolto di successo

Dalla semina alla raccolta: tutti i trucchi per crescere le vostre piante ed ottenere ottimi frutti

Capperi: ecco come fare per seminarli ed avere un raccolto di successo

Ma quanto sono buoni i capperi, vero? Il popolo italiano, poi, li impiega davvero ovunque: dall’aperitivo fino ad una quantità improbabile di ricette. Li adoriamo proprio, soprattutto da quando è stato scoperto che anche le foglie dei capperi si possono mangiare. Sono un ingrediente essenziale per molte preparazioni della cucina italiana e mediterranea. Di norma queste meravigliose piante preferiscono dimorare su muri e roccie. Ciò che li rende davvero unici sono i loro bellissimi fiori bianchi, da cui poi nascono i frutti.

Molti, spaventati di fronte alla possibilità di realizzare una propria coltivazione, si domandano: "ma come si fa a seminare i capperi?". Non è un'impresa facilissima, però ci si riesce. Il cappero è un arbusto cespuglioso e sarmentoso, che può presentarsi con o senza spine a seconda della varietà. Dai suoi bellissimi fiori bianchi, nascono i frutti dei capperi. 

Capparis spinosa è il nome scentifico di questa pianta che cresce sui muri o in altri posti davvero improbabili. Talmente improbabili che uno a volte si domanda: ma come farà il cappero a crescere lì? I misteri della natura.

La pianta del cappero è dotata anche di proprietà medicinali e noi giardinieri la utilizziamo parecchio, specialmente per quanto riguarda le foglie, per alleviare il prurito provocato da punture di insetti o eruzioni cutanee. 

Ma dove si piantano i capperi?

È necessario identificare una posizione riparata e protetta dai venti: ecco perchè questo arbusto cresce così bene sui muri. L'esposizione dovrebbe essere a sud, in pieno sole e con il terreno ben drenato, formato prevalentemente da terra e sabbia grossa.

Ed ora passiamo alla semina 

Prima di tutto quando il cappero che non avete raccolto sarà maturo, diventerà rosso e si spaccherà. A quel punto raccoglietene i semi e metteteli immediatamente a dimora. In alternativa, se non avete tempo, ponete i semi  a seccare all’aria, facendo attenzione a non metterli mai al sole diretto. Una volta secchi, metteteli in un sacchetto di carta, ricordandovi di riporli a “rinvenire almeno un paio d’ore in acqua” prima di seminarli.

Ora prendete una bella cassetta di legno da frutta e mettete nella cassetta un substrato costituito da una miscela di terra e sabbia grossa, quindi seminate a sfaglio. Una volta che iniziano a nascere, cercate sempre di mantenere solamente le piante più forti e vigorose. Saranno queste che trapianterete con l'arrivo dell'Autunno, quando le vostre piantine avranno raggiunto 10-15 cm di altezza.

Se invece seminarli per voi è troppo complesso, potete fare una “talea di cappero” e ora, a Settembre, è il momento giusto: dovete tagliare dei rami legnosi di almeno 7 cm di lunghezza e piantarli in un vaso con torba, sabbia e terriccio in parti uguali. Si può aiutare e velocizzare la radicazione delle talee con degli ormoni radicanti. Sta a voi scegliere poi come divertirvi a far nascere i capperi.

E una volta cresciuti... finalmente si raccolgono!

Il cappero è una pianta rustica: se la ponete in vaso, fate attenzione a bagnarla con moderazione, e alla fine della stagione, quando i rametti inizieranno a seccarsi, tagliateli a “zero”, in modo drastico! Non abbiate paura di ferire e far male alla vostra pianta.

In questo modo avrete rinnovato la pianta per la stagione successiva.

Chi vuole raccogliere e mettere sotto aceto, sotto sale, sott’olio o in conserva i capperi, deve staccare i boccioli ancora chiusi, quando hanno le dimensioni di un piccolo pisello. Dopo di che li dovete lasciare appassire per qualche tempo in modo che possano sviluppare l’olio aromatico.

Per il resto non mi resta che augurarvi buon lavoro e buona coltivazione, cari giardinieri!

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Questo articolo è stato scritto da stefania_pianigiani

stefania_pianigiani

Giardiniera da una vita nell’amata Toscana, un’estate per caso Stefania è rimasta folgorata dal libro "Aglio e Zaffiri" di Ruth Reichl e, dopo averlo letto, ha esclamato: "Che bello girare per ristoranti e poterli giudicare!"

Ha aperto un blog personale "La Finestra di Stefania" - www.lafinestradistefania.it e la sua vita è cambiata.

Continua a fare la giardiniera, perché senza fiori e profumi non potrebbe vivere, ma nel frattempo è diventata giornalista e sommelier; e oltre a scrivere di cibo e giardini,  collabora con la testata "Agrodolce" - www.agrodolce.it.

Stefania Panigiani "Enogastrogiardiniera"
Giornalista
Blogger
Sommelier Ais

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