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Come coltivare un mandarino

Come coltivare un mandarino

I mandarini sono gli agrumi più deliziosi che si possano gustare e che è possibile coltivare anche in vaso ma a condizione che il clima sia abbastanza caldo, gli si fornisca un buon terreno, un'adeguata quantità di sole e un minimo di manutenzione.

Caratteristiche generali della pianta di mandarino

L'albero di mandarino (Citrus reticulata) è una varietà che produce piccoli frutti dalla pelle sottile simile a un'arancia. I mandarini sono sempreverdi e crescono fino a circa 4,5 metri di altezza, anche se i vecchi alberi possono raggiungere quasi gli 8 metri. Premesso ciò, va aggiunto che le foglie per tutto il periodo dell’anno tendono a rinnovarsi e sono di piccole dimensioni. Inoltre presentano numerose vescichette ripiene di olio essenziale ed hanno una forma che può essere da ovale-oblunga a ovale-lanceolata con la parte superiore lucida e di colore inizialmente verde pallido, che diventa poi verde scuro a maturazione avvenuta. Per quanto riguarda i fiori sono piccoli, di colore bianco, singoli e profumati e si presentano con un calice a 5 sepali e con una corolla a 5 petali. La loro fioritura è decisamente abbondante, e parte da inizio primavera e dura fino ad estete inoltrata anche se quella di maggio rappresenta la migliore in assoluto. I mandarini sono più piccoli delle normali arance, e generalmente hanno un sapore più dolce e la buccia si stacca molto più facilmente. Sebbene di dimensioni ridotte, sono comunque ricchi di vitamine C e A, fibre e acido folico. Infine va detto che i mandarini sono frutti molto apprezzati per la produzione di un liquore ideale da servire come dessert dopo un dolce.

 PRODOTTI CONSIGLIATI PER LA COLTIVAZIONE DEI MANDARINI 

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2. Concime organico --> https://bit.ly/37WOi1o

3. Terriccio --> https://amzn.to/2NmwTYM

4. Lupini macinati --> https://bit.ly/lupini_macinati

5. Olio di neem --> https://bit.ly/2Yw7FKl

Terreno e clima ideali per il mandarino

La creazione di una coltura di mandarini e che sarà redditizia richiede un'attenta pianificazione e la scelta del terreno giusto e un clima ideale. Questo agrume in genere necessita di un terriccio ben drenato e quindi preferibilmente argilloso e sabbioso. Quest’ultimo tuttavia richiede una gestione esperta in quanto ha una bassa capacità di trattenere l'acqua e i nutrienti vengono prontamente lisciviati. I terreni argillosi eccessivamente bagnati possono invece causare marciume del colletto e delle radici e il rischio di morte degli alberi. Infine va aggiunto che il pH del terreno deve essere compreso tra 6,0 e 6,5. Gli agrumi in genere tollerano le alte temperature a condizione che gli alberi siano ben forniti di umidità del suolo. Lo stesso discorso vale per quelli di mandarino che sono molto sensibili al gelo specie se si tratta di esemplari giovani. Infatti un albero di crescita recente potrà subire danni anche da gelate molto leggere, mentre uno maturo che quindi si è indurito può tuttavia tollerare delle temperature fino a -5° C senza subire danni. In riferimento a questi ultimi va detto che in condizioni climatiche estreme i danni maggiori oltre ai rami li subiscono, foglie e frutti, il che potrebbe risultare dannoso in termini di business visto che entrambi vengono utilizzati e le prime per il loro aromatico olio essenziale.

Concimazione e irrigazione del mandarino

Gli alberi di mandarino o gli esemplari coltivati in vaso come tutte le piante di agrumi hanno bisogno di buoni nutrienti per crescere sani e rigogliosi in termini di fruttificazione. Concimare correttamente un albero di mandarino può fare la differenza regalando un raccolto eccellente anziché standard. In generale, bisogna concimarlo una volta ogni uno o due mesi durante la crescita attiva (primavera ed estate), e procedere con la stessa cadenza ogni due o tre mesi durante i periodi dormienti dell'albero (autunno e inverno). Per trovare i migliori tempi di fertilizzazione è opportuno giudicarlo in base all'aspetto fisico e alla tipologia di crescita che lo contraddistingue. Un albero che sembra lussureggiante e di colore verde scuro e sta trattenendo i frutti non ha bisogno infatti di essere fertilizzato spesso in quanto può indurlo a produrre un minor quantitativo di frutti. L'irrigazione è un’altra cura essenziale per una crescita regolare dell’albero di mandarino. Nelle aree in cui le precipitazioni sono inferiori a 700 mm all'anno, 1 ettaro di alberi maturi richiederà da 8 a 9 megalitri di irrigazione (1 megalitro = 1 milione di litri). Gli agrumi tra l’altro sono molto sensibili al sale; infatti, non bisogna utilizzare l'acqua con una conduttività elettrica superiore a 1800 microSiemens per centimetro (µ/cm) o un livello di cloruro superiore a 450 parti per milione per evitare di bruciare l’apparato radicale. Per una buona resa dell’impianto è necessario limitare le innaffiature nel periodo compreso tra autunno e inverno in quanto ci penseranno le piogge tipiche, mentre in estate le irrigazioni vanno eseguite ogni giorno e preferibilmente al mattino quando cioè il sole non è molto forte.

Moltiplicazione del mandarino

Anche a casa propria tutti possono provare a moltiplicare un mandarino con il metodo della propagazione per talea. Per procedere correttamente è bene formare una porzione di ramo con 4-5 occhi provvista di almeno due o tre foglie. Successivamente si può piantare in un piccolo vaso con un substrato di terreno piuttosto umido e arricchito con della torba sminuzzata. Per ottimizzare il risultato è consigliato l’uso di ormoni in polvere che rendono l’apparato radicale sano e robusto.

Potatura del mandarino

La potatura del mandarino prevede la rimozione di rami dagli alberi che ospitano questo frutto. La procedura è essenziale dopo il raccolto in quanto serve per mantenere longeva la produttività. Con tutti gli agrumi, una potatura corretta può infatti fare una differenza significativa in termini di rese e qualità dei frutti. Inoltre lo sfoltimento di rami e foglie consente alla luce di penetrare all’interno della struttura, specie se si provvede alla rimozione di germogli che in tal caso serve per evitare che diventino dominanti e non permettano poi all’aria di circolare regolarmente. Il momento migliore per potare i mandarino è subito dopo il raccolto invernale quindi all’inizio della primavera prima della rottura delle gemme.

Malattie più comuni del mandarino

I più grandi parassiti ed insetti nocivi per il mandarino l'abitudine di controllare l’albero da molto vicino e da sono piuttosto piccoli, quindi bisogna prendere cima a fondo regolarmente. Piccoli afidi e insetti in scala con guscio nero sono ciò a cui è necessario fare attenzione anche se nessuno dei due sarà un grosso problema. Entrambi tuttavia si nutrono dei succhi degli alberi, ma raramente fanno gravi danni a meno che l’impianto non ne abbia un numero enorme. Il mandarino per il sapore dolce dei suoi frutti tende ad attirare le formiche, anche se si tratta di una piccola e quindi ininfluente minaccia. Premesso ciò, per sbarazzarsi degli insetti è necessario un buon spruzzo sull’albero con appositi liquidi disponibili nei centri per il giardinaggio e nei vivai, così come sugli store online preposti alla vendita di tali prodotti. Per quanto riguarda invece le malattie a cui il mandarino è soggetto, è importante sapere che una può rivelarsi particolarmente dannosa e nello specifico si tratta di quella che trae origine da un fungo e che quindi richiede l’applicazione sull’albero di un apposito fungicida. L’Armillaria mellea questo è il nome botanico attribuito alla malattia in cui può incorrere il mandarino che presenta i seguenti sintomi: gli alberi possono appassire improvvisamente e collassare o declinare lentamente, le foglie diventano clorotiche e cadono dall'albero e gran parte dell’apparato radicale viene distrutto. Inoltre a tale sintomi è interessata anche l'intera chioma, mentre il tronco può avere un'area di corteccia in decomposizione alla base e persino presentare lesioni in cui prosperano proprio grappoli di funghi.

Ricetta del liquore al mandarino

Il mandarino oltre ad essere un frutto delizioso e dolce da consumare in qualsiasi momento della giornata, è un agrume di cui in pratica non si butta nulla; infatti, a parte la polpa commestibile, va detto che dalle foglie si estrae dell’olio essenziale di una gradevolissima fragranza. Le bucce anch’esse possono svolgere un ruolo determinante in cucina; infatti, si prestano per l’elaborazione di una ricetta liquorosa. Per prepararla è sufficiente procurarsi pochi ingredienti:

  • mezza tazza di bucce di mandarino
  • due tazze di alcool puro
  • una tazza di acqua
  • una di zucchero.

Con tutti i suddetti ingredienti a disposizione, la prima operazione da fare consiste nello sbucciare i mandarini e utilizzare le bucce opportunamente private del rivestimento che caratterizza il loro interno. Fatto ciò, in un barattolo di vetro si versano l’alcool puro specifico per la preparazione di liquori e le bucce di mandarino lasciandole macere per 5 giorni e tenendo il contenitore nel frigorifero. Trascorso tale lasso di tempo, bisogna filtrare il liquido con un panno pulito scartando le bucce. A questo punto sul fuoco si mescola acqua e zucchero e si fa bollire a fiamma bassa, fino a quando rimane solo un terzo del liquido che si lascia poi raffreddare a temperatura ambiente. Lo step finale prevede l’aggiunta di questo composto al liquido a base di alcool e di essenza di bucce di mandarino precedentemente messo da parte e poi si procedere con l’imbottigliamento. Il liquore a base di mandarino si può consumare anche dopo solo due giorni dalla sua preparazione.


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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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