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La storia delle rose: dal Rinascimento all'epoca moderna

Un piccolo itinerario storico per riscoprire le origini di una delle varietà più amate al mondo

Pubblicato il 27/04/2016 da Giampietro Boninsegna in Rose
La storia delle rose: dal Rinascimento all'epoca moderna

Joséphine e la Malmaison

All’inizio non furono tantissimi coloro che si impegnarono a diffondere la coltivazione delle rose:  tra le figure che più si distinsero in questo ambito ci fu l’imperatrice Joséphine de Beauharnais (1763-1814), moglie ripudiata di Napoleone I. Nei 16 anni tra il 1798, quando dette inizio al giardino della Malmaison presso Parigi, e il 1814, quando morì un mese prima del cinquantunesimo compleanno, Joséphine raccolse più di 250 varietà di rose. Venne iniziata la coltivazione del roseto subito dopo l’acquisto e fu ispirato dall’amore del giardiniere di corte Andre Dupont per la bellezza delle rose.

Joséphine nutriva un interesse personale soprattutto per i giardini e le rose ed era una grande appassionata di botanica. Il suo intento era quello di raccogliere alla Malmaison tutte le rose allora conosciute al mondo.

L'imperatrice chiese al pittore Pierre-Joseph Redouté (1759-1840) di dipingere i fiori dei suoi giardini: il risultato fu il libro "Les Roses", pubblicato nel 1817-20 con 168 figure di rose, 75-80 delle quali erano cresciute alla Malmaison.

La fama del bellissimo giardino di Joséphine si spanse in tutta Europa ed accese quel grande interesse nella crescita e ibridazione di rose che porterà alla nascita delle rose moderne. Sotto il patrocinio imperiale, molti ibridatori, in particolare i francesi André Dupont e Jacques-Louis Descemet cominciarono a sviluppare diverse centinaia di nuove cultivar dei gruppi europei.

Descemet in particolare aveva un accurato registro dei suoi incroci e si può dire che sia stato il primo in Occidente ad aver verificato moltissimi incroci su larga scala. La Francia divenne un produttore ed esportatore di rose molto importante, tanto che nel 1815 quasi 2.000 varietà erano disponibili presso i coltivatori francesi, cifra che salì poi a 5.000 in soli 10 anni. 

Leggi le risposte dell'esperto su COLTIVAZIONE E CURA ROSE:

L’arrivo delle Rose orientali

La vera e propria rivoluzione nell’allevamento delle rose ornamentali si verificò in Europa nei secoli XVIII e XIX, quando l’incremento degli scambi commerciali con l’Oriente generò l’introduzione della Rosa chinensis, la "Rosa Cinese", chiamata anche "Bengala", in quanto importata in Occidente da Calcutta, l'allora capitale della regione del Bengala, che nel XVIII secolo ospitava un grande giardino botanico dove venivano coltivate specie di rose provenienti dalla Cina da mercanti della British East India Company.

Nel 1789 un capitano della Marina Britannica importò alcuni esemplari in Inghilterra, e a partire dal 1793 più campioni vennero spediti da Calcutta in molte parti d’Europa da William Roxburgh (1751-1815), direttore della Compagnia.  La prima varietà di rose fu introdotta a partire dal 1973 in Svezia nel 1752 e nel resto d’Europa.

Nel 1808-1809 venne introdotta la Rosa x odorata o Rosa Tea, che deve il suo nome al profumo delle foglie, vagamente simile a quello del Tè.

L’impatto di queste rose cresciute da secoli in Oriente sui coltivatori europei fu davvero sorprendente ed incredibile. La loro qualità più notevole era completamente sconosciuta in Europa. A differenza della fioritura ripetuta della cultivar ‘Autumn Damask’, che fiorisce per poco tempo almeno due volte l’anno, le rose orientali producevano fiori per tutta la durata del periodo vegetativo. Oltre a ciò, le "Rose Cinesi" si distinguevano per foglie semi-sempreverdi e petali con la tendenza ad inscurirsi nel tempo, a differenza di altre rose con petali il cui colore tende ad affievolirsi dopo l’apertura.

Gli ibridatori europei cercarono subito di introdurre queste caratteristiche nelle linee di rose esistenti, e così le rose orientali offrirono la base genetica per quasi tutte le rose moderne, che purtroppo ereditarono loro scarsa resistenza al freddo.

I francesi, sebbene il loro imperatore era decaduto e Joséphine fosse morta, continuarono ad impegnarsi sia con il vecchio materiale sia con le nuove rose orientali. Per via di problematiche politiche, Descemet dovette fuggire dalla Francia, ma un ex-soldato dell’esercito di Napoleone comprò ciò che rimaneva del suo vivaio, comprese le note di allevamento, dopo che l'azienda venne devastata dalle truppe inglesi. Il suo nome era Jean-Pierre Vibert (1777-1866), la cui intelligenza ed operosità nel periodo 1816-1850 ebbe una rilevante e costante influenza sull’industria francese della rosa.

Gli ibridi di Tea

Nella seconda metà dell’800 apparvero gli "Ibridi di Tea", un incrocio tra "Ibridi Perpetui" ed una Rosa Tea, con habitus più compatto e qualità più affidabili rispetto alle rose della classe ‘Ibridi Perpetui’. La prima cultivar, ‘La France’, fu creata nel 1867. La National Rose Society della Gran Bretagna riconobbe ufficialmente questa classe nel 1893. Da allora questa resta davvero la rosa più popolare e conosciuta sino ad oggi.

La sua creazione ha contrassegnato l’inizio di una nuova epoca: tutte le classi di rose esistenti prima del 1867 sono ritenute "rose antiche", quelle create in seguito vengono chiamate "rose moderne".

Le rose gialle

La maggior parte delle rose selvatiche è provvista di fiori bianchi o rosa, mentre il colore giallo resta molto raro. Una specie selvatica di colore giallo intenso, la Rosa foetida, era stata utilizzata per produrre un ibrido di Tea dall’ibridatore Levet nel 1871, ma la pianta era a debole crescita, il che aveva scoraggiato ulteriori tentativi.

Tra il 1880 ed il 1890, allevatori di diversi paesi cercarono di ibridare Rosa foetida con altri ibridi per ottenere rose di colore giallo. Uno di loro, il francese Joseph Pernet-Ducher (1859–1928), presto conosciuto come "il Mago di Lione", dopo 13 anni di tentativi produsse intorno al 1900 la rosa "Soleil d’Or". Questo incrocio introdusse una gamma di colori mai vista prima nelle rose moderne: oro, rame, salmone e albicocca.

Le rose "Multiflora", "Polyantha" e "Floribunda" e gli "Ibridi di Moschata"

Alla fine del XIX secolo, i vivaisti appresero che gli Ibridi Thea potevano crescere meglio se innestate sulle radici di Rosa multiflora. Le rose "Polyantha" furono create nel tardo XIX secolo dal francese Jean Sisley, che incrociò Rosa multiflora con cultivar nane di Rose Cinesi. Il nome di questa classe trae origine dal greco ‘poly’ (molti) e ‘anthos’ (fiore) ed in effetti queste rose sono in grado di produrre una miriade di fiori piccoli, disposti in densi racemi, presenti dalla primavera all’autunno e letteralmente ricoprenti i rami, creando un forte impatto nel paesaggio.

L’ibridatore danese Svend Poulsen cominciò ad ibridare diverse rose del gruppo ‘Polyantha’ impiegando anche un’altra specie orientale, la Rosa wichuraiana, che conferì all'intera progenie la capacità di resistere all’inverno, creando la classe delle rose "Floribunda".

Le rose arancioni, le "Grandiflora" le "Miniatura" e le "Shrub"

Con la seconda guerra mondiale, l’ibridazione di rose subì un rallentamento, in particolare in Europa, ma riprese con vigore ed energia non appena la guerra fu terminata. Sebbene proliferassero forme e colori diverse di rose, mancavano ancora rose moderne con una varietà di colori estesa che va dall’arancio puro al rosso-arancio. La Rosa Floribunda 'Independence', introdotta nel 1951, è stata la prima rosa moderna con fiori di color rosso-arancio, dovuto alla pelargonidina, un pigmento che dà anche ad alcuni gerani una caratteristica colorazione aranciata.

Nel 1954 fu creata una nuova classe di rose per ospitare la rosa "Queen Elizabeth" della classe "Grandiflora".

Tutte le classi di vecchie rose trovano corrispondenti forme in miniatura.

Oggi, nel mondo, esistono più di trentamila cultivar di rose ornamentali. Di queste almeno undicimila sono Ibridi di Tea. Tuttavia, molte di queste, in particolare le varietà più antiche, sono scomparse dal mercato e riescono a sopravvivere solo in giardini privati.

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Questo articolo è stato scritto da 25_mq_di_verde

25_mq_di_verde

La passione di Giampietro per il mondo vegetale è abbastanza recente.

Fino a pochi anni non pensava neanche all'idea di occuparsi di una piantina o un fiore. Poi tutto è iniziato con qualche vaso sul balcone, da qui l'esigenza di trovare una casa con uno spazio esterno, per quanto piccolo. 

25mq-di-verde è un blog nato insieme al piccolo giardino che rappresenta.

JampyB

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