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Trattamenti per favorire e facilitare la germinazione dei semi

Trattamenti per favorire e facilitare la germinazione dei semi

I trattamenti che si possono applicare a carico dei semi al fine di favorirne la loro germinazione sono:

Scarnificazione

È l'insieme di tutti quei trattamenti in grado di incrinare, rompere, alterare o semplicemente rendere permeabile ad acqua e sostanze gassose gli involucri del seme al fine di renderlo più germinabile.

Questo procedimento può essere fatto per via meccanica, per via chimica, con acqua calda (75-100 °C) e in casi particolari ricorrendo ad alte temperature come il fuoco diretto.

Stratificazione

È quella tecnica che ha lo scopo di favorire l'interruzione della dormienza del seme attraverso l'uso delle basse temperature.

Viene chiamata stratificazione perché viene realizzata generalmente alternando a strati di seme il terreno umido per un periodo di 1-4 mesi. La stratificazione può essere fatta all'aperto, sia in fosse profonde alcuni metri, sia in letti rialzati cercando di proteggere il seme dai rischi di congelamento, di essiccamento o dall'attacco di roditori.

In alternativa la stratificazione si può fare anche al chiuso utilizzando dei contenitori (casse, bidoni, sacchetti di polietilene ecc.) cercando di immergere totalmente in acqua i semi e mescolandoli con terreno in grado di trattenere l'umidità per il tempo necessario.

Tra i substrati ritenuti migliori per eseguire la stratificazione ricordiamo: la sabbia, la torba, la vermiculite, la segatura stagionata e il terriccio tritato. I semi vanno mescolati al substrato in un rapporto di 1:3 e la temperatura di conservazione deve variare tra gli 0°C e 10°C.

Utilizzo di ormoni

I trattamenti a base di gibberelline possono in alcuni casi interrompere la dormienza fisiologica del seme stimolandone la germinazione.

Anche le citochinine e l'etilene possono risultare efficaci nel rimuovere gli ormoni inibitori e favorire di conseguenza la germinazione.

Pregerminazione

Questa tecnica consiste nel favorire l'attivazione dei processi germinativi senza comunque determinare uno sviluppo del seme.

Lo scopo della pregerminazione è quello di aumentare la velocità e l'uniformità dello sviluppo dei semi oltre che interrompere il processo di dormienza. Tra la tecniche di pregerminazione più diffuse ricordiamo l'osmocondizionamento, l'infusione e la semina fluida.

Stato sanitario

I parassiti che possono colpire i semi si sviluppano o a carico del seme (si parla allora di marciume) o a carico della piantina appena germinata (si parla allora di avvizzimento). La difesa dei semi dall'attacco di questi parassiti può essere ottenuta ricorrendo a dei trattamenti di disinfezione. Il sistema di disinfezione con l'acqua calda, era quello più comunemente usato in campagna prima dell'introduzione e dell'uso di sostanze chimiche.

Questa tecnica, efficiente e priva di rischi, oggi è caduta in disuso, ma rimane comunque una valida soluzione alternativa per persone appassionate di agricoltura biologica o che non vogliono utilizzare sostanze chimiche pericolose. Questo sistema di disinfezione richiede però la presenza di un minimo di attrezzatura specifica come un termometro preciso, una friggitrice elettrica, una pentola e un setaccio da cucina. Il processo di disinfezione con acqua calda sfrutta il metodo tipico del bagnomaria.

Si fa riscaldare l'acqua in una pentola a 50 °C, dopodiché viene poi messa nella friggitrice elettrica calda e riempita per 2/3. Quindi la pentola con sufficiente acqua da ricoprire i semi, va messa a bagnomaria nelle friggitrice.

La temperatura nella pentola si può regolare alzando la temperatura della friggitrice o semplicemente estraendo la pentola per il tempo necessario. Una volta raggiunta e stabilizzata la temperatura desiderata, i semi vanno posti a bagno e rigirati per tutto il processo. Successivamente i semi vengono recuperati e messi ad asciugare. 

Scopri gli articoli e le risposte degli esperti sulla germinazione dei semi:

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Questo articolo è stato scritto da Fabio_DiGioia

Fabio_DiGioia

Fabio Di Gioia è nato a Montelupo Fiorentino nel febbraio del 1980, da una famiglia caratterizzata da una lunga e radicata tradizione contadina. Esperto di recupero e valorizzazione delle varietà vegetali antiche.

Dal 2010 a oggi organizza corsi e seminari sulle buone pratiche di conservazione e coltivazione delle varietà antiche vegetali sia in ambito erbaceo e orticolo che arboreo e frutticolo.

Lo scopo principale del suo lavoro è quello principalmente di recuperare le varietà locali e poterle reinserire in un contesto agricolo e produttivo, verso tutti coloro come le aziende agricole credono sempre di più nelle potenzialità di questo settore.

Blog: fabio13280 - fabio13280.wordpress.com