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Orchidea: come curarla

Orchidea: come curarla

Orchidea, come curarla?
Questa la domanda che più frequentemente viene fatta in procinto di acquistare un'Orchidea, bellissima ed elegante pianta erbacea perenne, della famiglia delle "orchidales", diffusa quasi in tutto il mondo. 
Come curare le orchidee è essenziale, infatti, per mantenerne la beltà e il vigore ed è più semplice di quello che sembri, nonostante questi fiori, con la loro leggiadria, trasmettano una apparente delicatezza.

Quale orchidea scegliere 

Molte sono tipologie di orchidee dalle quali dipende il come curarle.
Tra le "epifite" e "semi-epifite", che vivono attaccate ai tronchi degli alberi, ci sono:

  • la dendrobium
  • la cattleya
  • le orchidee ballerine "oncidium", dai piccoli gruppi di fiorellini sgargianti;
  • la odontoglossum, con un ispessimento simile ad un dente;
  • la vanda coerulea, dai bellissimi fiori blu.

Tra le "terrestri", con radici ben piantate nel terreno, è compresa l'orchidea:

  • cymbidium, con felpati fiori su lunghi steli;
  • la paphiopedilum, con un particolare fiore definito il "sandalo di Afrodite";
  • la ludisia discolor, dal fogliame striato di rosa.

La più comune orchidea "phalaenopsis" è della famiglia delle "epifite", cioè che vivono sugli alberi senza però arrecare alcun danno all’albero che serve loro solo come sostegno.

PRODOTTI CONSIGLIATI PER LA COLTIVAZIONE E CURA DELL'ORCHIDEA

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Caratteristiche dell'orchidea

Come detto in precedenza, alcuni tipi di orchidea sono epifiti, formati solo da radici aeree e crescono su rami e tronchi di altre piante oppure su rocce coperte da frammenti vegetali, muschi e licheni. Inoltre esistono anche varietà acquatiche.
L’orchidea è composta da uno stelo eretto, con foglie lineari, disposte in modo alternato, in coppia o solitarie, possono essere carnose o di forma tubolare e di colore verde intenso.
Alla base sviluppano degli pseudobulbi, che secondo la specie possono essere corti e rotondi, appiattiti e di forma ovale o cilindrica. La loro funzione è di creare una riserva di nutrienti utili al fabbisogno vegetativo della pianta.

Per quanto riguarda i fiori, si presentano con una struttura a farfalla, con un perianzio di tre sepali superiori e tre petali inferiori. Uno di questi ultimi, chiamato labello, può avere forme e dimensioni diverse in base al genere e si differenzia dagli altri ed è in grado di attirare gli insetti impollinatori.
Le radici aeree nelle orchidee tropicali sono carnose e sottili, rivestite da un velo detto velamen, che permette loro di assorbire l’umidità.
Quelle mediterranee ed europee invece sono formate da bulbi o rizotuberi. Questi ultimi possono essere rotondi, ovali, formati da tante digitazioni o filamentosi.

Come potare un'orchidea

Con la potatura dell'orchidea, la pianta concentra le energie sulle parti sane, senza disperderle su quelle morte. 
I fiori secchi si recidono appena sotto il peduncolo, mentre le foglie cadono da sole, a meno che non siano malate. 

Per quanto riguarda lo stelo, in quelle orchidee dove lo stesso ospita più fioriture, secondo alcuni non deve essere reciso, secondo altri si può recidere a 20 cm dalla base per stimolarne l'infiorescenza
La potatura deve avvenire al termine della fioritura con attrezzi disinfettati: sul taglio, ben netto per evitare che la pianta si infetti, bisogna applicare del mastice apposito per favorirne la cicatrizzazione.

Dove piantare le orchidee

Se si vuole curare le orchidee e tenerle nel modo corretto, bisogna dare importanza ovviamente al vaso, che deve adattarsi alla pianta e alle sue radici, più facilmente visibili in un vaso trasparente: se durante il travaso sono presenti radici morte o marce, è bene reciderle prima di sistemare la pianta. 

Il vaso deve favorire un ottimo drenaggio, coadiuvato da un substrato poroso, che mantenga l'ambiente umido e arioso: è preferibile porre alla base della corteccia di pino, oppure del carbone, della perlite, la fibra di cocco.
Per curarle, le orchidee devono essere poste in luoghi ombrati ma luminosi, perché la luce diretta del sole ne brucerebbe le foglie.

Quando annaffiare le orchidee

Non è necessario effettuare frequenti annaffiature dell'orchidea, generalmente sono consigliate settimanali e nelle ore meno calde.
Il modo migliore per capire quando una orchidea è asciutta, è di soppesarla, seguendo questa regola: se la pianta è leggera si bagna, se non è leggera non si bagna; in caso di dubbio non lo si fa. Quando si bagnerà, successivamente, sarà in maniera abbondantemente, fin che il vaso diventa pesante.

Se si bagna dall’alto vedrete che gran parte dell’acqua uscirà dai fori di scolo del vaso, anche se dopo un po' quest'ultimo diventerà pesante. Se bagnate per immersione, mettete il vaso in una bacinella non immersa completamente, ma fin quasi all’orlo, altrimenti la corteccia in superficie uscirà dal vaso. Bastano pochi minuti, quando il vaso è pesante la pianta è bagnata. Un altro sistema per capire quando bagnare l'ochidea è verificare se la pianta è asciutta, controllando le radici: quando sono bagnate le radici sono verdi mentre, asciugando, diventano bianche fino a diventare di color argento quando sono completamente asciutte. Le Phalaenopsis si coltivano in vasi trasparenti soprattutto per questa ragione.

Le orchidee "oncidium" e "dendrobium" è preferibile bagnarle una volta ogni due settimane, e le "paphiopedilum", la "ludisia discolor" e la "cattleya" solo quando la superficie del terreno appare alquanto secca.

Per garantire l’umidità alla pianta soprattutto in caso di caldo eccessivo, è consigliabile nebulizzare le foglie con acqua minerale, mentre è da evitare quella del rubinetto contenente cloro che potrebbe ingiallirle o danneggiarle.

Che tipo di acqua utilizzare

La qualità dell’acqua è importante, anche se quella dell’acquedotto nella maggior parte dei casi va bene. Bisogna però farla decantare un giorno, in modo che il cloro che viene utilizzato per potabilizzare l’acqua evapori (io la uso ed il mio tecnico dice che va bene, c’è un pochino di calcare ma è tollerabile).

Nel caso la cosidetta "acqua del Sindaco" non sia utilizzabile per troppa salinità, potete usare l’acqua piovana correggendone l’acidità (potete misurare e correggere il PH con appositi kit che trovate nei negozi di acquari), o l’acqua da osmosi inversa, si può trovare nei supermercati o nei negozi di acquari, o potete acquistare un piccolo impianto da osmosi inversa (tra l'altro molto adatta per fare il caffè).
Per entrambe le tipologie di acqua è consigliato comunque di aggiungere un minimo di concime, o un 10% di acqua del rubinetto, per dare un minimo di salinità.

Temperatura dell’acqua

Le Phalaenopsis in natura vivono in zone tropicali a livello del mare o comunque vicino al caldo, per questo in inverno vanno bagnate con acqua tiepida, ideale 25°-30°.

Propagazione delle orchidee

La tecnica più usata per riprodurre un'orchidea è la "rigenerazione vegetale": si prende dunque un frammento dell'orchidea dal fusto all'altezza del "nodo" e lo si pianta
Lo stesso può avvenire con i bulbi (nella varietà "pseudobulbi") anche con quelli inutilizzati dalla stessa pianta, o prelevando i cespi (nelle specie con più fusti) e piantarli una volta disinfettati.

Concimazione dell'orchidea

Se la preoccupazione riguardo le orchidee è il come curarle, pensate all'ambiente naturale, dove la pianta assume sostanze nutritive dalle cortecce e dalla pioggia.
Quando sono in vaso è quindi fondamentale aiutare la pianta a nutrirsi al meglio, introducendo nell'acqua di innaffiatura del concime-fertilizzante.

Sono perfetti quelli con alta concentrazione di azoto, di fosforo e di potassio: in inverno le quantità devono essere pari per ogni elemento, in primavera deve prevalere l'azoto per stimolare nuova vita
Per garantire il giusto apporto di umidità, vaporizzare la pianta più volte al giorno o sistemare vicino un umidificatore.

Orchidea: malattie 

Osservando le foglie, le radici e i fiori si capisce quando è malata, ed è importare sapere come curare l'orchidea.
Se le foglie si presentano marroni e cotonose, devono essere trattate con ovatta imbevuta di alcool
Contro gli acari, che rendono le foglie gialle oppure bloccano la crescita della pianta, usiamo l'insetticida, mentre una abbondante vaporizzazione combatte le ragnatele.

Le foglie marce o la presenza di macchie nerastre o gialle segnala la presenza di funghi: in questo caso bisogna potarle e usare un antiparassitario.

Ora la cura delle orchidee non è più un segreto. Poche semplici regole faranno sì che tu possa godere di queste compagnie floreali il più a lungo possibile.

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Questo articolo è stato scritto da Giancarlo_Pozzi

Giancarlo_Pozzi

Giancarlo Pozzi, titolare dell'azienda floroviavaistica Orchideria di Morosolo, è esperto di Orchidee.

La sua passione per le Orchidee inizia davvero presto. All'età di 16 anni il sig. Pozzi utilizza le serre del padre per la coltivazione delle prime orchidee, inizialmente come fiore reciso, con Phalaenopsis, Cattleya e Cymbidium. In seguito, un po' per caso, in seguito ad una partita sbagliata di orchidee, comincia la coltivazione di alcune specie botaniche.

Oggi l'Orchideria di Morosolo, con le sue oltre 2.000 orchidee in coltivazione, rappresenta un punto di riferimento essenziale, oltre che un fiore all'occhiello della floricoltura italiana, per gli ibridi creati, che, fino a questo momento, sono ben 39 registrati presso l'Orchid Register della Royal Horticultural Society di Londra, l'"anagrafe" mondiale delle orchidee.

Orchideria di Morosolo 
Floricoltura Edmondo Pozzi di Giancarlo Pozzi
via La Preja,4
21020 Casciago (VA) ITALY
tel./fax (+39) 0332820661
cell. (+39) 3291248363
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