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Dendrobium: come prendersene cura

Dendrobium: come prendersene cura

Il Dendrobium è tra i fiori più belli e insoliti del mondo; infatti, si arrampica ai rami degli alberi per attingere l’umidità accumulata nella corteccia. Appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, per anni è stato utilizzato per cerimonie religiose e scopi decorativi.

Si tratta di un esemplare non difficile da gestire, anche se ci sono alcune passaggi fondamentali da seguire per ottenere una fioritura al top. A tale proposito, ecco un articolo in cui troverete elencate le varie fasi che servono per prendersi cura del Dendrobium ed apprezzarne poi a fondo i colori dei suoi fantastici fiori.

Il Dendrobium è un fiore bellissimo che come le altre specie di orchidee richiede tanta cura e necessita di un ambiente moderatamente caldo, umido e spazioso. Le foglie di questa pianta sono di tipo decidue e coriacee, e si dispongono a coppie sugli steli all’altezza dei nodi. In inverno, quando il Dendrobium entra in una fase di riposo vegetativo, le foglie si seccano e gli steli rimangono spogli fino alla successiva primavera. In questo periodo infatti la pianta si risveglia ed emette dei nuovi germogli, che spuntano proprio dai suddetti nodi che rappresentano quindi i punti in cui c’è la maggiore concentrazione di linfa vitale.

Le varietà più conosciute

La pianta è disponibile in diverse varietà; infatti, ce ne sono oltre un migliaio sparse in ogni angolo del globo, e tra queste una delle più note è il Dendrobium Thrysiflorum, nativo della Thailandia e dell'Himalaya, che può crescere in modo massiccio e garantire più volte all’anno, e per molto tempo, centinaia di fioriture.

La forma dei loro steli e le foglie variano enormemente, ma il motivo dei fiori è abbastanza costante e standard con dimensioni che vanno da quelle molto piccole a grandi e, in alcuni casi, anche davvero enormi. Tipicamente le basi dei sepali sono fuse ai piedi della colonna, e formano una sorta di mento che spesso ospita il nettare.

I Dendrobium tuttavia cambiano in base al clima. Per esempio, crescono anche in Nuova Guinea dove, con l'altitudine delle zone montuose, ci sono notti e mattinate fresche e umide seguite da giornate più calde e luminose, da ciò si evince che il clima svolge un ruolo fondamentale ai fini della loro coltivazione.

 

 

 

Le valli fluviali tra le catene montuose sono invece più calde e umide e ospitano alcune delle più esotiche orchidee della Nuova Guinea, come ad esempio i Dendrobium Lasianthera del bacino del fiume Sepik che tra l’altro vantano una fioritura di lunga durata.

 

 

 

Vale la pena parlare anche di un’altra specie ovvero quella denominata Phalaneopsis che cresce in una moltitudine di colori e strisce e che è possibile trovare in abbondanza a Singapore, per questo motivo è definita l’orchidea dell’omonima città asiatica.

Per crescere sane e rigogliose, tutte le suddette specie richiedono una leggera ombra che va dal 30% al 70% durante il mezzogiorno.

 

Il terreno e il clima adatti per il Dendrobium

Un terreno per la coltivazione del Dendrobium deve essere di qualità, garantire una buona circolazione d'aria e permettere all'acqua di drenare molto rapidamente. Deve fornire alle radici qualcosa di sicuro a cui aggrapparsi.

A seconda del tipo da coltivare si può quindi aggiungere del muschio di torba, cortecce di abete, radici di felci essiccate, lana di roccia, perlite, sughero, pietre, fibra di cocco, roccia lavica, argilla espansa oppure una miscela che combina molti di questi materiali porosi e quindi drenanti. Per massimizzare il risultato, il consiglio ulteriore è di eseguire periodicamente una buona pacciamatura del suolo, rimuovendo allo stesso tempo lo stato iniziale di terriccio diventato eccessivamente fangoso, anche per scongiurare il proliferare di insetti che come vedremo in seguito sono molto dannosi per questo stupendo fiore.

I Dendrobium sono degli esemplari che amano tantissimo la luce; infatti, per ottenere i migliori risultati dovrebbero averla intensa per almeno 12 ore al giorno, per questo motivo che molti esperti giardinieri al calare della sera preferiscono integrarla con della luce artificiale. Tali condizioni di luminosità ottimizzano la fioritura con la prima, che inizia già a febbraio, e tende a durare circa 6 settimane dopodiché il ciclo si ripete fino a 3 volte l'anno. Inoltre, la fonte luminosa tiene lontano anche alcune specie di insetti, che prediligono il buio per agire e nutrirsi delle sostanze contenute nelle foglie.

La concimazione del Dendrobium

Quando il Dendrobium è in fioritura il concime non è necessario, mentre durante la fase di crescita (estate), bisogna utilizzarne uno di tipo bilanciato (12-12-12) e per ogni irrigazione. Tuttavia, se nessuna nuova crescita appare entro il mese di gennaio, allora conviene prendere in considerazione un altro fertilizzante ricco di sostanze nutritive e soprattutto contenente un buon quantitativo di fosforo (10-30-20). Il prodotto in ogni caso va applicato solo quando le piante sono in una fase di crescita attiva. Ciò significa che la maggior parte delle specie di Dendrobium non dovrebbero essere concimate in pieno inverno, o subito dopo essere state reinserite in un vaso. Molti coltivatori ai suddetti tipi di fertilizzanti spesso aggiungono altri elementi nutrienti, come ad esempio delle emulsioni di pesce o degli estratti di alghe che sono in grado di fornire un buon quantitativo di sostanze di cui la pianta necessita per crescere sana e con una fioritura rigogliosa.

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L’irrigazione del Dendrobium

Questa pianta, per la natura con cui è strutturata, richiede molta acqua e per questo motivo il terreno utilizzato deve essere ben drenato altrimenti si correrebbe il rischio di far marcire l’apparato radicale. Premesso ciò, è altresì importante aggiungere che dopo una prima innaffiatura è opportuno far asciugare l'acqua prima di procedere con un’altra irrigazione. In inverno la somministrazione idrica deve avvenire due volte a settimana al massimo o ogni 10 giorni, a meno che non ci si trovi in ​​un ambiente con un clima caldo. In ogni caso, aggiungere al prezioso liquido dei fertilizzanti della stessa natura è un altro eccellente modo per ottimizzare la fioritura. A tale proposito vale la pena sottolineare che nei vivai o presso i fiorai ce ne sono alcuni che vengono appositamente studiati nei laboratori e che servono proprio per la nutrizione di tutte le piante che appartengono alla specie di orchidee. Il contenuto ben equilibrato di sostanze naturali come azoto, fosforo e potassio con i suddetti microelementi, assicura all’impianto del Dendrobium uno sviluppo sano e di conseguenza una fioritura rigogliosa. Tali concimi liquidi aggregati all’acqua utilizzata per le innaffiature favoriscono lo sviluppo dell’apparato radicale, e allo stesso tempo, tendono ad irrobustirlo dando l’opportunità alla pianta stessa di emettere nuovi boccioli con brillanti e prolungate fioriture.

Dendrobium: come potarlo

Il Dendrobium è una pianta che esige una buona potatura, sia quando foglie e fiori si presentano secchi che in occasione di un travaso.

Nel primo caso l’intervento consiste proprio nel rimuovere steli, foglie e fiori irrimediabilmente secchi, mentre nel secondo quando il Dendrobium è abbastanza sviluppato e richiede un rinvaso la potatura è necessaria. Per effettuarla il periodo migliore è la fine dell’inverno o un po’ prima della ripresa vegetativa della pianta. Si può tuttavia utilizzare lo stesso contenitore purché sia ben disinfettato, oppure uno nuovo più grande del precedente ma con del terriccio che abbia la stessa miscela ricca di materiale inerte ed in grado di ottimizzare il drenaggio. La parte alta e sana del Dendrobium, in occasione del rinvaso, non va mai toccata, per cui è sufficiente solo recidere di netto le radici marce o quelle visibilmente già morte. La raccomandazione in merito è di usare cesoie ben disinfettate, per evitare il rischio di trasmettere pericolose malattie alla pianta durante le operazioni di taglio delle suddette radici marce.

Le malattie più comuni del Dendrobium

Come altre varietà di orchidee anche il Dendrobium può essere attaccato da vari tipi di afidi e soprattutto da cocciniglie, ovvero dei parassiti che tendenzialmente si annidano nelle varie intersezioni del fogliame oppure nella parte inferiore. È importante sottolineare che il vero pericolo per una coltivazione di Dendrobium viene dal cosiddetto ragnetto rosso, che tesse delle ragnatele molto ben visibili sulle foglie e le lesiona creando l’habitat ideale per dei virus. Ci sono poi altre malattie che è importante conoscere in modo da prevenirle e possibilmente curarle. A dispetto delle cure stesse, può tuttavia accadere che le piante presentino degli evidenti segni di sofferenza e in tal caso è importante identificarli per intervenire tempestivamente. Alcuni dei più comuni tipi di malattie possono essere causate non solo dai suddetti parassiti e insetti, ma anche da funghi e batteri. Per ridurre al minimo i problemi, è opportuno adottare delle strategie appropriate come ad esempio curare l'igiene, ispezionare la pianta, fornirgli la giusta quantità di acqua e assicurargli una temperatura adeguata. L’umidità e la luce costante e duratura servono infatti a minimizzare i potenziali danni da parassitosi. Un altro utile intervento per scongiurare l’attacco di afidi, come le cocciniglie e il ragnetto rosso, che serve per evitare conseguenti malattie degenerative del Dendrobium, consiste nel rimuovere dal suolo ogni tipo di detriti vegetali e vecchie guaine fogliari, in quanto possono rivelarsi un ottimo nascondiglio per i suddetti insetti ed afidi. In tal modo significa eliminare un potenziale rischio di trasmissione di virus e batteri, e conseguenti pericolose malattie parassitarie.

Come accennato in precedenza, anche alcune malattie fungine possono creare gravi danni alla coltivazione della pianta e metterne a rischio la sua abituale fioritura, per cui bisogna curare questi esemplari con delle tecniche di coltivazione appropriate evitando ad esempio una mancanza di ventilazione e controllando l’eccessiva umidità. In quest’ultimo caso conviene prendere in considerazione l’aggiunta di altri substrati idonei ad ottimizzare il drenaggio del suolo, come ad esempio aggiungendo della torba sminuzzata sullo strato superficiale.
Infine, va ricordato ancora una volta che anche gli attrezzi per il giardinaggio come ad esempio le cesoie per la potatura ed altri da taglio devono essere accuratamente disinfettati dopo ogni uso, per evitare che possano fungere da veicolo di trasmissione di virus e batteri.
 

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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