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Kumquat: come coltivare il mandarino cinese

Kumquat: come coltivare il mandarino cinese

Il Kumquat è un albero che produce il cosiddetto mandarino cinese, il frutto è commestibile con tutta la buccia e differisce da quello tradizionale per una serie di caratteristiche strutturali, in primis per la grandezza. La sua coltivazione non è affatto difficile, sia nel terrapieno di un giardino che in un vaso, tuttavia esige il rispetto di linee guida specifiche al fine di ottimizzare il risultato, sia in termini di crescita che di rendimento dal punto di vista di una fruttificazione costante ed abbondante.

Caratteristiche generali del kumquat

I kumquat sono originari della Cina e nel 1712 furono inclusi in un elenco di piante coltivate in Giappone. Il nome dovrebbe provenire da quello cinese conosciuto come "chin kan" che tradotto significa "oro arancione". Il kumquat è dunque un piccolo agrume color arancio con un diametro di circa 4 centimetri. Sia la buccia che la polpa sono commestibili con la prima che è leggermente più dolce, mentre un pò più aspra è la seconda. I kumquat tra l’altro sono incredibilmente benefici per la salute umana poiché contengono molta vitamina C e tanto potassio. La cura e le specifiche tecniche di manutenzione sono necessarie affinché i Kumquat crescano abbondanti e non incorrano in malattie. Per questo motivo ci sono alcune importanti nozioni da approfondire su come coltivare il mandarino cinese.

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Kumquat: terreno e clima

Il Kumquat per crescere rigogliosamente richiede un clima caldo la cui temperatura deve essere compresa tra i 26 e i 37°C. Tuttavia è importante sottolineare che può resistere anche a 10-15°C senza subire particolari danni. Oggi il Kumquat cresce in svariate regioni della Cina dove il clima è troppo freddo per altri agrumi. Questi alberi si differenziano anche da altre specie di Citrus in quanto entrano in un periodo di letargo invernale così profondo che vi rimarranno per diverse settimane senza produrre nuovi germogli o boccioli. Nonostante la loro capacità di sopravvivere a basse temperature, gli alberi di kumquat crescono meglio e producono frutti grandi e dolci nelle regioni più calde. Per questo motivo hanno bisogno di pieno sole e tollerano il terreno con un pH anche acido a condizione che sia ben drenato. Gli alberi di Kumquat per farli crescere bene, necessitano quindi di un terreno umido ma drenante in modo da evitare ristagni idrici. Per ottimizzare il risultato in termini di crescita è particolarmente consigliato un terriccio di qualità con una struttura sviluppata di proposito per questi agrumi ornamentali. Del resto nei vivai è possibile trovarne qualcuno arricchito con svariate sostanze nutritive e argilla che serve a renderlo più drenante. Inoltre in questo mix di terriccio è possibile anche trovare delle sostanze che hanno la capacità di attivare l’apparato radicale e favorire quindi un attecchimento della pianta.

Quando irrigare il kumquat

Per annaffiare il kumquat è sufficiente dell’acqua regolare ma non eccessiva nel momento in cui il terreno appare asciutto. Il consiglio in merito è di sostituire il classico ugello ed installare un soffione per permettere all’acqua di tracimare lentamente nel suolo e in profondità. Per una corretta irrigazione del kumquat è conveniente programmare un ciclo che va da due o tre volte a settimana durante la stagione di crescita. In tutti i casi dopo l'irrigazione, il terreno deve risultare umido ma non eccessivamente bagnato. Il processo di irrigazione è simile durante il periodo invernale, ma per evitare che le piogge possano bagnarlo in eccesso, è opportuno applicare del pacciame abbastanza spesso come ad esempio dei trucioli di legno intorno alla base degli alberi. In tal modo l'acqua aggiuntiva dell’irrigazione scenderà verso l’apparato radicale più lentamente trattenendo l'umidità nel terreno e aiutando il prezioso liquido a durare a lungo.

Concimazione del kumquat

Una volta che l'albero si è stabilizzato, l'acqua deve essere abbondante durante i periodi di siccità ed è quindi necessario aggiungere del fertilizzante per i primi due o tre mesi. In tal caso conviene optare per un composto liquido specifico per gli agrumi seguendo le istruzioni riportate sull'etichetta. Inoltre va utilizzato uno strato di pacciame sulla zona delle radici per aiutare il terreno a trattenere l'umidità e per inibire la crescita di erbacce che tenderebbero ad assorbire le sostanze nutritive dell'albero stesso. I Kumquat non tollerano tuttavia il legame con la radice, quindi è importante nel caso di coltivazione in vasi procurarne uno molto grande con un foro abbastanza largo sul fondo e ricoperto con delle foglie per evitare che il terreno fuoriesca. Gli alberi di Kumquat se coltivati nei contenitori hanno però bisogno di una protezione extra durante il gelo a causa delle radici esposte. Una coperta è in tal caso più che sufficiente quando il gelo le minaccia. In alternativa, ove è possibile, è consigliabile costruire una sorta di serra, utilizzando dei teloni di cellophane trasparenti a copertura di un apposito steccato di legno che in tal caso funge da perfetta recinzione.

Come potare il kumquat?

Gli alberi di Kumquat non richiedono la potatura se non per rimuovere i polloni che drenano le sue risorse. Se tuttavia si intende comunque procedere con una potatura allo scopo di fornirgli una certa forma, bisogna farlo dopo aver raccolto il frutto ma prima che i fiori sboccino ed il periodo migliore è quello primaverile. I kumquat raramente vengono coltivati ​​dai semi in quanto non forniscono un buon apparato radicale, mentre in Cina e Giappone vanno invece innestati sull'arancio trifogliato (Poncirus trifoliata). La dimensione del Kumquat decisamente ridotta rispetto ad un albero di agrumi consente di poterlo coltivare facilmente anche in vasi di almeno 60 cm di diametro, in modo che lo sviluppo radicale della pianta sia simile a quello di una che viene inserita nel terrapieno. Dal punto di vista della potatura va inoltre sottolineato che quando la piantina è giovane bisogna subito formarla sull’asta principale almeno con tre branche e opportunamente distanziate tra loro. I suddetti tre rami consentiranno di dare la migliore forma alla pianta e una conformazione simile ad un globo particolarmente folto e privo di rami di forma irregolare.

Il frutto del mandarino cinese

L'albero di kumquat è a crescita lenta, cespuglioso, compatto ed alto da 2 a 4 metri. I suoi rami sono di colore verde chiaro e angolari, da giovani presentano (non sempre) alcune spine. Le foglie, apparentemente semplici, sono alternate, lanceolate e lunghe da 3 a 8 cm e finemente dentate, dall'apice al centro. Il loro colore è tendenzialmente verde scuro, lucido sopra e più chiaro sotto. Per quanto riguarda i fiori sono profumati, bianchi e raccolti singolarmente da 1 a 4 insieme nelle ascelle delle foglie. Il frutto di questo mandarino cinese è invece ovale, oblungo oppure rotondo e largo da 1 a 4 cm. La buccia è di colore giallo dorato tendente all'arancio/rossastro, con grandi e ben visibili ghiandole oleifere, carnose, spesse, strettamente aderenti e commestibili. La polpa invece è scarsa e poco succosa e in genere è acidula, contiene semi piccoli e appuntiti o talvolta nessuno. Per la conservazione dovrebbero essere lasciati riposare fino a quando non perdono un po' della loro umidità e acquistano un sapore più ricco. 

Per ricavarne dei canditi, i frutti vengono invece immersi in acqua calda con bicarbonato di sodio e il giorno dopo tagliati e cucinati per pochi minuti, in fine vengono asciugati e zuccherati. I kumquat sono ottimi anche per fare la marmellata o per preparare una particolare salsa che si ottiene cucinando frutti e semi tritati con miele, succo d'arancia, sale e burro.

Kumquat: malattie e rimedi

I kumquat in vaso sono soggetti a infestazioni da parte di cocciniglie. La maggior parte dei comuni parassiti degli agrumi può essere attaccata da alberi di rose e da frutteti. Le seguenti malattie registrate sono in ogni caso la crosta (Elsinoë fawcetti e suo stadio conidiale, la Sphaceloma fawcetti, la macchia di alghe, o erba verde (Cephaleuros virescens), la macchia grassa (Cercospora citri-grisea), l'antracnosi (Colletotrichum gloeosporioides), il marciume della frutta, il melanose (Diaporthe citri), il marciume staminale e gummosis (Physalospora rhodina). Tra le altre malattie che possono creare problemi alla crescita del mandarino cinese vale la pena citare alcuni funghi che tra l’altro sono molto comuni nella maggior parte degli agrumi. Per fare un esempio c’è il fungo Botrytis che se presente può contaminare e far morire i giovani germogli del kumquat. Il fungo in oggetto si manifesta quando ci sono prolungate giornate di pioggia. Questa presenza comporta tra l’altro la crescita di foglie più piccole del normale ed increspate, mentre in alcuni casi le fa crescere di tipo aghiforme e allungate. Tra i funghi più pericolosi per il kumquat vale la pena citare il Colletotrichum che si manifesta su foglie e ramoscelli morenti che vengono ricoperti di spore fungine nerastre. Infine un’altra malattia che potrebbe infestare un albero di kumquat è l’antracnosi che si manifesta in genere a fine primavera quando ci sono state delle piogge prolungate. Il fenomeno è visibile ad occhio nudo in quanto sulle foglie appaiono con delle enormi chiazze gialle in particolare sulle venature. La causa può tuttavia essere associata anche ad un batterio diffuso dagli afidi che se presente comporta la crescita di alberi rachitici e un’eccessiva caduta di fogliame e di mandarini. In tal caso è opportuno intervenire con dei fertilizzanti a base di zinco da somministrare durante le regolari fasi di innaffiatura essendo una sostanza che nella maggior parte dei casi viene fornita nei vivai allo stato liquido.

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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