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Le piante grasse: morfologia e caratteristiche delle succulente

Guida alla conoscenza delle piante grasse

Pubblicato il 08/07/2016 da Marco Alberti in Piante grasse
Le piante grasse: morfologia e caratteristiche delle succulente

Nell’accezione comune della parola, si denominano "succulente" tutte le piante che hanno sviluppato cambiamenti anatomici e fisiologici adatte ad immagazzinare notevoli accumuli d’acqua, allo scopo di superare lunghi periodi di siccità, provocati sia da un clima poco piovoso che da un substrato incapace di trattenerne sufficienti quantità, oppure dal fatto che le piante grasse vivono in habitat dove l’acqua è abbondante ma, essendo salmastra, non è facilmente assimilabile.

Le piante grasse che vivono in ambienti caratterizzati da tali carenze idriche vengono, in generale, chiamate "xerofite", ossia “piante che amano l’aridità”, pur avendo selezionato meccanismi di sopravvivenza differenti a seconda che vivano su una spiaggia, piuttosto che in un semideserto americano o su una rupe alpina. Infatti solamente una parte delle xerofite possono ritenersi anche succulente, proprio poiché queste, in particolare, hanno assunto una fisionomia che le fa sembrae, anche al più distratto degli osservatori, come “carnose” o, più notoriamente, “grasse”.

Esiste tutta una serie di adattamenti anatomici e morfologici peculiari e indispensabili per la sopravvivenza in ambienti ostili che si uniscono sempre ad altri, reputati fondamentali per attribuire, in maniera appropriata, il termine “succulenta” ad una specie vegetale. I principali sono:

  • Stomi molto infossati o in numero ridotto, allo scopo di limitare il processo di traspirazione che avviene normalmente dalla superficie fogliare; questo vale per le succulente provviste di foglie sempreverdi, appartenenti ad esempio alle famiglie delle Crassulaceae ed Aizoaceae;
  • Presenza di un parenchima acquifero nei diversi organi della pianta, foglie, radici o fusto, costituito da cellule specializzate in grado di trattenere in particolari corpuscoli, i "vacuoli", ingenti quantità di liquidi, ceduti lentamente ai tessuti vegetali durante i periodi siccitosi. Questo determina in maniera evidente la “carnosità” degli organi in cui sono presenti simili cellule;
  • Foglie raccolte in rosetta, ad esempio nelle specie di Echeveria del Messico, dei Sempervivum europei e di alcuni Sedum. Con queste rosette le piante si proteggono dagli eccessi di freddo o della siccità, distendendosi e sovrapponendosi più volte nel corso dell’anno;
  • Presenza di fusti colonnari e globosi provvisti di costolature sul fusto, tipicamente visibili nelle Cactaceae e nelle Euphorbiaceae, cosicché ogni porzione del caule rimanga il più breve tempo possibile esposta ai forti raggi solari;
  • Cerosità sugli organi, ad esempio nei Cereus americani, ma anche in diverse Crassulaceae ed euforbie africane, che riduce sensibilmente le perdite d’acqua durante le stagioni siccitose;
  • Tomentosità sulle foglie e sui fusti, con presenza di peli semplici o ramificati, radi o densi, molto corti o lunghi, con lo scopo sia di ridurre la superficie traspirante che di trattenere l’umidità atmosferica (Cleistocactus, Espostoa, Cephalocereus sono alcuni esempi tra i cactus) in prossimità del fusto quando la pianta vive in luoghi con scarsità di piogge verticali o comunque in momenti importanti per la fisiologia della pianta (fioritura) in cui l’acqua scarseggia;
  • Assenza di foglie e presenza di un fusto fotosintetizzante: i cactus e molte euforbie non producono foglie o se lo fanno le perdono prestissimo e compiono le normali attività fisiologiche, come respirazione, traspirazione e fotosintesi attraverso i tessuti dei fusti che appaiono perciò non lignificati e di colore variabile dal verde all’azzurro, per la presenza di clorofilla in differente percentuale;
  • Quando presenti, le foglie in numero ridotto e spesso piccole, ancora nei Sedum di montagna ed in alcuni Senecio su cui non fanno presa la neve e da cui le perdite d’acqua sono ridotte al minimo;
  • Prevalenza di spine al posto di foglie e stipole, diffuse nelle Cactaceae e nelle Euphorbiaceae, dove si assiste alla trasformazione degli organi fotosintetizzanti per eccellenza in spine solitarie o a gruppi di due (euforbie) o in numero maggiore, in modo da ridurre ancora la superficie traspirante: secondariamente, questo fenomeno scoraggia molti animali ad avvicinarsi a loro per motivi alimentari (ma non evita le infestazioni di insetti cui molte di queste piante vanno incontro);
  • Squame cartacee sull’epidermide fogliare, come si verifica nella Porcellana di mare (Halimonie portulacoides), una chenopodiacea che vive sulle sponde delle lagune salmastre; queste piccolissime squame sono piene di aria così da proteggere la superficie fogliare dall’azione essiccante del vento e riflettere i raggi solari durante le fasi di bassa marea;
  • Finestrature sulle foglie, frequenti in alcuni generi delle Aizoaceae (Lithops, Fenestraria i più noti), che permettono l’ingresso dei raggi solari necessari per la fotosintesi, pur essendo questi sufficientemente filtrati da uno spesso strato privo di clorofilla.

Come si distinguono le Succulente?

Da un punto di vista terminologico appare interessante la distinzione tra le differenti specie di succulente in base all’organo che maggiormente viene deputato all’immagazzinamento dell’acqua; possiamo quindi affermare che esistono:

  • le succulente con carnosità tipicamente fogliare (Crassulaceae, Aizoaceae, e agavi) o dei soli fusti cactiformi (Cactaceae ed Euphorbiaceae);
  • le succulente con evidente rigonfiamento alla base del fusto, denominato "caudex", per cui tali piante vengono raggruppate tra le caudiciformi (ad esempio Apocynaceae, Dioscoreaceae, Cucurbitaceae);
  • le succulente che esprimono la tendenza all’accumulo d’acqua più che altro all’interno del fusto, che appare a volte straordinariamente rigonfio, e per questo sono dotate di un pachicaule, ossia un caule (fusto) robusto (dal greco “pachys”): vi appartengono, tra le tante, specie delle Bombacaceae (il Baobab è la più nota), delle Apocynaceae e Asteraceae.

Il portamento delle succulente è vario come quello delle altre piante, per cui il collezionista può soddisfare pienamente ogni esigenza di spazio e di armonia tra le forme del proprio giardino roccioso; queste possono essere così raggruppate:

  • Arboree, tipico delle specie con fisionomia pachicaule, per lo più caudiciformi;
  • Arbustive, distinte in bassi ed alti arbusti, sempreverdi o caducifoglie;
  • Suffruticose, dotate di un brevissimo fusto spesso a livello del terreno;
  • Sarmentose, dotate di fusti volubili per aggrapparsi a sostegni naturali od artificiali (Aloe ciliaris, Senecio macroglossus, Senecio angulatus);
  • Cactiformi colonnari o globose (cactacee ed euforbie), ramificate o meno, a volte di aspetto arborescente;
  • Claviformi, con rosette di foglie basali e fusto aereo nullo o subnullo (tipico anche di molte aloe ed altre liliacee);
  • Palmiformi, con rosette di foglie al termine del fusto o rami (Yucca).

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Questo articolo è stato scritto da marco_alberti

marco_alberti

Marco Alberti è Dottore Forestale, esperto in Piante Cactacee e Succulente, e autore di alcuni studi e volumi sulla flora spontanea e ornamentale. In particolare si occupa di piante succulente coltivate in Italia sia nei giardini pubblici che a livello amatoriale e acquistabili presso vivai specializzati.

La lunga carriera professionale del professor Alberti è costellata di esperienze lavorative di successo, arricchite da Studi botanici, ecologici e paesaggistici, Consulenze per progettazione di aree verdi con analisi paesaggistica, valutazione di impatto ambientale, studi d’incidenza ecologica, Pianificazione forestale per le proprietà di numerosi comuni ed istituzioni locali; Progettazione e direzione lavori in ambito forestale.

Il professor Alberti è docente e autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative ed è stato relatore in seminari e convegni.

Se desideri saperne di più sulle Piante Cactacee e Succulente, contatta Marco Alberti:

Dottore Forestale Marco Alberti
via Giulio Cesare, 61
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cellulare: 3293115080