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Angraecum sesquipedale, conosciuta come 'Orchidea di Darwin'

Qual è la sua storia e come si coltiva questa meravigliosa Orchidea

Pubblicato il 05/09/2016 da Giancarlo Pozzi in Orchidee
Angraecum sesquipedale, conosciuta come 'Orchidea di Darwin'

“Orchidea di Darwin”, è con questo nome che è conosciuto l’Angraecum sesquipedale, una delle orchidee più belle e ricercate dagli orchidofili di tutto il mondo, ai quali è per ora riservata la gioia di godere della bellezza, della grazia e del fascino esotico dei suoi fiori.

Grazie ai suoi molteplici pregi è probabile che in futuro questa, come moltissime altre specie di orchidee, diventi una pianta più diffusa nelle case degli amanti del verde, ma per ora è conosciuta da pochi addetti ai lavori.

L’Angraecum sesquipedale, così chiamato per la grandezza dei suoi fiori (letteralmente “di sei piedi”), espressione che significa una misura particolarmente grande, è endemico del Madagascar, dove è stato scoperto nel 1822 da Aubert du Petit Thouars (1758-1831), un aristocratico francese fuggito prima alle isole Mauritius e poi in Madagascar al tempo della rivoluzione. Le piante hanno foglie lineari opposte, molto coriacee, lunghe 30-40 cm di un elegante verde opaco.

I magnifici fiori bianco avorio, a forma di stella, possono raggiungere i 20 cm, hanno consistenza cerosa, sono di lunga durata e profumatissimi di notte, ma la loro caratteristica più curiosa è di avere un lungo sperone, anche più di 30 cm, che ha reso famoso questo fiore come “l’orchidea di Darwin”. Infatti il famoso naturalista Charles Darwin*, padre della teoria dell’evoluzione naturale, fu affascinato dall’incredibile meccanismo d’impollinazione dell’Angraecum sesquipedale. Darwin intuì che quel lungo sperone non era casuale, ma aveva uno scopo ben preciso, egli immaginò che dovesse esistere un insetto con una proboscide lunga trenta centimetri capace di raggiungere il nettare in fondo allo sperone e provocare così l’impollinazione.

La teoria di Darwin suscitò molto scetticismo fra i ricercatori dell’epoca, dicevano che non poteva esistere un simile insetto e che Darwin era matto, ma dopo circa trent’anni dalla morte del grande scienziato questo insetto dalla proboscide smisurata, una falena notturna, fu effettivamente scoperto e battezzato Xanthopan morganii praedicta per onorare la predizione di Darwin e la sua acutezza scientifica.

Il colore bianco dei fiori e il profumo notturno sono elementi molto comuni nelle orchidee del Madagascar, poiché avendo come insetti impollinatori farfalle notturne non serve avere colori che sarebbero invisibili di notte, e profumare di giorno sarebbe solo uno spreco di energia. Anche lo sperone è comune nelle orchidee malgasce: ogni specie ha uno sperone di lunghezza diversa che coincide alla perfezione con la proboscide di una corrispondente specie di insetti, questo fa sì che un insetto possa impollinare esclusivamente una determinata specie di orchidea, quella che ha lo sperone della stessa lunghezza della sua proboscide; si tratta di uno straordinario e geniale meccanismo di precisione che ha affascinato prima il grande Darwin e in seguito schiere di orchidofili ed entomologi.

Oggi questa stretta interdipendenza si è rivelata anche un grave pericolo, perché la scomparsa di un’orchidea causerà la scomparsa dell’impollinatore corrispondente e viceversa. Gli amici che ultimamente hanno visitato il Madagascar raccontano di deforestazioni incessanti e, probabilmente, fra pochi anni l’Angraecum sesquipedale e altre orchidee malgasce sopravvivranno solo nelle case degli appassionati, ma gli impollinatori, la Xanthopan morgani praedicta e le altre falene notturne saranno scomparse per sempre.

*Darwin (1809-1882) Charles Robert Darwin nacque in una famiglia benestante a Monte, Shrewbury, Inghilterra, il 12 febbraio 1809, figlio di un medico e nipote di Erasmus Darwin, un grande naturalista che avrebbe avuto una profonda influenza sul giovane Charles.

Dopo la scuola a Shrewbury, iniziò e presto abbandonò gli studi di medicina ad Edimburgo, la sua aspirazione era di avere una vita senza problemi, la più tranquilla possibile, e per questo motivo aveva deciso di fare il prete ed intraprese la carriera ecclesiastica, era al terzo anno di teologia a Cambridge quando il suo professore di botanica, il reverendo J.S. Henslow lo convinse ad imbarcarsi sulla nave Beagle come naturalista non stipendiato. Chissà come ha fatto a convincere il giovane Darwin ad abbandonare gli studi religiosi per un viaggio così avventuroso.

Era stato il comandante della nave, Robert Fitz Roy ad insistere per avere a bordo un naturalista ed aveva anche accettato di dividere il suo alloggio con Darwin.

La Beagle salpò da Plymout il 27 dicembre 1831, lo scopo del viaggio era di fare i rilevamenti delle coste dell’America del sud, la durata della spedizione era prevista di 2 anni, ma in realtà durò 58 mesi, quasi 5 anni.

Quel viaggio fu la base degli studi di Darwin che scossero le fondamenta della scienza e della morale di quel tempo impregnata di religiosità bigotta, una vera rivoluzione scientifica.

Darwin aveva 22 anni ed il comandante della nave, Robert Fitz Roy, sebbene già esperto lupo di mare appena un anno in più, 23 anni. Fitz Roy era un aristocratico conservatore di carattere superbo serissimo e severissimo,  mentre Darwin, di famiglia intellettuale e progressista era di carattere allegro, cordiale con tutti ed aperto alle novità.

Nella prefazione di un libro di Darwin ho letto una frase bellissima che diceva pressappoco così “Su quella nave, in pochissimi metri quadrati, viaggiavano fianco a fianco 2 filosofie di vita completamente opposte: la conservazione ad ogni costo e l’apertura al nuovo interpretate da 2 ragazzi poco più che ventenni che all’inizio si stimavano reciprocamente diventando amici”.

Darwin trascorse la maggior parte del suo tempo ad esplorare il terreno (tre anni e tre mesi a terra; 18 mesi in mare).

Se pur giovanissimo Darwin era un eccellente osservatore ed un grande naturalista, non era specializzato in un ramo specifico, egli era contemporaneamente botanico, zoologo, antropologo, paleontologo, geologo, geografo ed illustratore.

Le osservazioni fatte durante il viaggio e lo studio successivo del materiale raccolto lo portarono a pensare che le specie di animali e vegetali e tutti gli esseri viventi così come le vediamo non sono state determinate da un dio ma sono invece il risultato di una continua evoluzione da antichi progenitori vissuti millenni prima, in epoche geologiche lontane.

Nel 1858 Wallace*, un naturalista gallese che in quell’epoca viveva nell’arcipelago malese, l’attuale Indonesia, era arrivato a concepire una teoria sull’evoluzione degli esseri viventi simile e che in alcuni punti coincidente con quella di Darwin. Sembra che Wallace sia arrivato a concepire quella teoria per un’intuizione avuta sotto l’effetto di una forte febbre, mentre Darwin ci stava lavorando da vent’anni.

Wallace avrebbe voluto presentarla personalmente alla Linnean Society, ma per problemi di salute non si sentiva di affrontare il viaggio, decise allora di inviare il manoscritto ad un socio della Linnean Society affinchè la presentasse in sua vece. Ma, per una curiosa fatalità, fra tutti i soci la inviò proprio a Darwin che era socio onorario.

Darwin fu colpito dall’incredibile similitudine tra la teoria di Wallace e la propria e, su invito di Lyell e Hooker, i suoi amici scienziati a cui aveva mostrato il manoscritto di Wallace, accettò di scrivere un articolo, integrando la relazione di Wallace con alcuni estratti dei propri scritti inediti.

La lettura pubblica dell'articolo congiunto di Darwin e Wallace, avvenuta il 1 luglio 1858 alla Linnean Society, fu un evento memorabile e rappresentò l'enunciazione ufficiale della teoria della selezione naturale al mondo scientifico che si divise in due, una parte che accettava la teoria e un’altra che la contestava, ma lo scalpore suscitato dalla teoria di Darwin fu così grande che quando l’editore Murray di Londra il 24 novembre 1859 pubblicò il libro L’ORIGINE DELLE SPECIE PER OPERA DELLA SELEZIONE NATURALE”, un riassunto degli studi di Darwin, il successo fu tale che la prima tiratura di 1.250 copie andò esaurita in un solo giorno!

Oggi, nell’era della comunicazione, non sarebbe niente di speciale, ma nell’Inghilterra vittoriana la comunicazione era praticamente inesistente, e gli abitanti dell’Inghilterra erano probabilmente meno della metà di oggi, e di questi non molti sapevano leggere ed ancor meno erano in grado di leggere un testo simile, così il fatto che le prime 1.250 copie del libro andassero esaurite in un solo giorno è da considerare un fatto straordinario e sorprendente e fa capire l’interesse che aveva suscitato la teoria dell’evoluzione.

La teoria fu ferocemente contestata dal mondo ecclesiastico e dagli scienziati conservatori (e anche dal comandante Fitz Roy) che contestavano a Darwin di non avere prove della sua teoria. Ogni dubbio fu tolto nel 1862 con la pubblicazione del libro “SULLA FECONDAZIONE DELLE ORCHIDEE AD OPERA DI INSETTI” in cui Darwin dimostrava scientificamente la teoria dell’evoluzione naturale. Darwin ebbe un grande interesse per le orchidee e la loro simbiosi con gli insetti e sono state tra i soggetti più studiati dal grande scienziato che in una lettera dell’ottobre 1861 a Sir Joseph Hooker scrisse “Nella mia vita non ho trovato nessun soggetto interessante quanto le orchidee”. Morì il 19 aprile 1882, all'età di 73 anni. 

Leggi le altre domande dell'esperto su ORCHIDEE:

Leggi anche "Il mondo delle orchidee" e "La mia passione per le orchidee", gli e-books di Giancarlo Pozzi, scaricabili gratuitamente dal nostro Portale!

Orchidee: Angraecum Sesquipedale conosciuta come orchidea di Darwin

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Questo articolo è stato scritto da Giancarlo_Pozzi

Giancarlo_Pozzi

Giancarlo Pozzi, titolare dell'azienda floroviavaistica Orchideria di Morosolo, è esperto di Orchidee.

La sua passione per le Orchidee inizia davvero presto. All'età di 16 anni il sig. Pozzi utilizza le serre del padre per la coltivazione delle prime orchidee, inizialmente come fiore reciso, con Phalaenopsis, Cattleya e Cymbidium. In seguito, un po' per caso, in seguito ad una partita sbagliata di orchidee, comincia la coltivazione di alcune specie botaniche.

Oggi l'Orchideria di Morosolo, con le sue oltre 2.000 orchidee in coltivazione, rappresenta un punto di riferimento essenziale, oltre che un fiore all'occhiello della floricoltura italiana, per gli ibridi creati, che, fino a questo momento, sono ben 39 registrati presso l'Orchid Register della Royal Horticultural Society di Londra, l'"anagrafe" mondiale delle orchidee.

Orchideria di Morosolo 
Floricoltura Edmondo Pozzi di Giancarlo Pozzi
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