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Cannabis Legale - Quello che devi sapere sulla vendita, l'uso e il versus con quella illegale

Cannabis Legale - Quello che devi sapere sulla vendita, l'uso e il versus con quella illegale

La Cannabis o canapa appartiene alla famiglia delle Cannabaceae e si è diffusa in occidente, ma è originaria dell'Asia centrale. Appare citata in sanscrito e si pensa possa essere stata portata da Colombo in America, ma tracce ve ne sono addirittura nelle mummie del Sud America, precisamente in Perù.
È una pianta con ciclo annuale la cui altezza può variare dal metro e mezzo fino ai due. Le foglie sono picciolate, palmate e lanceolate. Germina nel periodo primaverile per fiorire durante l'estate.

Cannabis legale e illegale - Differenze e Caratteristiche

La differenza fondamentale tra la cannabis legale e quella che non lo è, sta nella presenza di una percentuale minore del 1% di THC, ovvero tetraidrocannabinolo che è la sostanza psicotropa che dà gli effetti noti. La disquisizione, quindi, non è soltanto di carattere giuridico: la cannabis legale è quella che non dà effetti "collaterali" e che viene utilizzata per uso alimentare e terapeutico, ormai da diversi anni. 
La cannabis che si può definire light si ottiene dalle infiorescenze femminili del tipo di canapa denominato Sativa. Questo sottogruppo è particolarmente colmo di CBD, ovvero di cannabidiolo, che è la parte non psicoattiva, mentre è piuttosto povero di THC.

Esistono molte varietà di cannabis light tra le quali si possono ricordare la Seedless Nova, Blend 3 Effe, Seedless CBD 5.8, l'Originale, per citarne alcune. 

Le possibilità per consumarla variano a seconda della preferenza; si può inalarla tramite diffusori, oppure berla in tisane o infusi accompagnandola con altre erbe o spezie, tra le quali lo zenzero, la passiflora oppure ancora servirla con della frutta. La si può consumare fumandola con il tabacco

Dal punto di vista terapeutico, la cannabis FM-2, prodotta in uno stabilimento farmaceutico di Firenze, presenta una percentuale di THC non superiore all'8% e non inferiore al 5%. In tutte le regioni italiane la si può ottenere su prescrizione e viene elargita gratuitamente per specifiche patologie croniche e invalidanti, soprattutto per alleviare il dolore costante e intenso.

La cannabis light, invece, la si può acquistare per un uso personale e quotidiano senza alcuna limitazione. È un prodotto biologico, molto più sicuro del fumo illegale.
Non vi è dubbio, tuttavia, che così depotenziata dai suoi effetti psicoattivi, sia per i giovani e per coloro che cercano "sensazioni diverse" sia assai meno allettante.

Posso coltivare cannabis legale?

Non esistono divieti per la coltivazione della canapa, ma solo per tutte quelle varietà che sono state certificate e riconosciute dalla comunità europea e che possono essere controllate in un apposito elenco stilato. In linea di massima, sono tutte quelle tipologie di piante che hanno un contenuto di THC inferiore allo 0,2%

Gli obblighi del coltivatore per coltivare Cannabis Light

Non esiste più l'obbligatorietà di richiedere la prevista autorizzazione alle autorità competenti per poter coltivare la pianta. Questo è ciò che prevede la legge in vigore dal 14 luglio del 2017 la quale sancisce, inoltre, la necessarietà per il coltivatore di conservare i cartellini delle sementi per un periodo non inferiore ai dodici mesi. Questo per poter garantire che le piante siano corrispondenti a quelle consentite. Assieme agli involucri delle semenze è necessario anche tenere le relative fatture di acquisto. 

Per verificare la corrispondenza tra le semenze e le piante, in presenza del coltivatore, le forze dell'ordine possono procedere al prelevamento di una parte di foglia della pianta perchè si possano effettuare le analisi. A maggiore garanzia della trasparenza delle investigazioni sulla pianta, viene lasciato in consegna al proprietario una parte del campione, in modo che non ci possano essere discussioni in merito alla provenienza del campione stesso. Se le risultanze delle analisi dessero una percentuale superiore allo 0,6% di THC, l'autorità preposta può operare il sequestro delle piantagioni e la loro distruzione, ma non si procede all'accusa nei confronti del coltivatore se egli ha dei semi certificati e rientranti nella tipologia di quelli autorizzati. Da ciò si può facilmente dedurre che tutti possono coltivare la cannabis se nelle loro proprietà vengono rispettate le normative vigenti, con l'utilizzo di semi presenti nella lista europea.
Si può incorrere, al contrario, in una denuncia se la tipologia di seme e pianta relativa non fosse presente fra quelle autorizzate anche se la percentuale di THC non fosse superiore a quella prevista dalla normativa in corso.

Come aprire un negozio che vende cannabis legale e costi

Aprire questo tipo di attività, per quanto diversa e innovativa, non ha nulla di diverso da qualsiasi altro negozio. 
Per iniziare a gestire un grow shop urge una sede fisica, meglio se superiore ai 50 metri quadrati e informarsi sulla gamma di prodotti da poter offrire. 
Come ogni altro negoziante si dovranno ricercare i fornitori, la merce e organizzare gli ordini.
Tutto ciò che concerne lo spazio fisico del locale è soggetto, in termini di agibilità, sicurezza, impiantistica e igiene, agli identici requisiti, di qualsiasi altro negozio.

È bene informarsi sugli iter procedurali presso le autorità competenti per tutto ciò che riguarda l'IVA, il Registro delle Imprese, l'Inail e l'Inps. Così anche presso le autorità locali per il rispetto delle insegne, delle pubblicità, dei permessi: niente di più nè di meno di quello che spetta a qualsiasi altro negozio per lo spazio fisico dello stesso, gli adempimenti verso il personale e tutto ciò che deve essere rispettato per non incorrere in multe.

Cannabis legale vs Tabacco 

Come ogni altra cosa, non l'uso, ma l'abuso della marijuana può essere nocivo alla salute. Studi ormai da diversi anni, hanno comprovato l'utilità di questa pianta in ambito terapeutico per una svariata tipologia di patologie. Dalla demenza, all'Alzheimer, dall'epilessia anche infantile, alle malattie croniche fisiche, soprattutto per quelle che danno dolori non gestibili in maniera alternativa e non troppo invasiva.

La cannabis viene utlizzata anche per problemi di salute meno gravi e definitivi: si può asssumere per l'ansia, poichè fa scaturire un senso di benessere e rilassatezza.

Il problema nasce quando incorre una dipendenza, ma è stato dimostrato da uno studio dell'università tecnica di Dresda che ha confrontato sette diversi stupefacenti tra i quali alcool, cocaina, metamfetamina, eronia, tabacco, ecstasy e marijuana che proprio quest'ultima è la più innocua. In percentuale rispetto alle altre lo è oltre le cento volte meno per ciò che riguarda la mortalità soprattuto rispetto all'alcool.

Va da sè che abusare della cannabis contenente il principio psicoattivo del THC in misura superiore, alla lunga, crea una sorta di dipendenza simile a quella del tabacco. Anche se scientificamente non è causa di dipendenza come per le droghe cosiddette pesanti, se ne sconsiglia sempre un uso oltre i limiti.

D'altra parte, la vendita del tabacco, legalizzata da decenni, ha prodotto con sconsiderata leggerezza, milioni di dipendenti, tra gli adulti e i ragazzi che hanno raggiunto limiti invalicabili per ciò che riguardava il loro stato di salute.
Anche fumare una sigaretta ogni tanto, non porta al consumo del proprio fisico, ma si conoscono oggi, molto più di ieri, gli effetti del tabacco sul corpo e, malgrado ciò, l'incremento delle vendite non tende a scendere, piuttosto tra i giovani è sempre troppo alto. È pur vero che il consumo di cannabis, in proporzione, dovrebbe, almeno teoricamente, essere molto inferiore a quello di un normale pacchetto di sigarette.

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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