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Gerbera: come coltivarla?

Gerbera: come coltivarla?

Giunta per la prima volta in Italia intorno agli anni '30 del '900 e utilizzata a scopo ornamentale, la gerbera conserva tutta la sua naturale bellezza tutto l'anno, sia se presente in giardino, sia se posta in dimora all'interno di un semplice vaso. Appartiene ad una categoria di fiori tra le più amate dagli appassionati del verde. Le sue caratteristiche generali, così come la varietà di terreno indispensabili per la sua crescita, la concimazione, la potatura e l'irrigazione sono aspetti da non sottovalutare per offrire alla pianta erbacea tutto ciò che occorre per trascorre in salute il suo ciclo vitale. Appartiene alle Asteraceae, una famiglia tipica delle aree meridionali dell'America e dell'Asia e, anche se in una piccola percentuale, dell'Asia dell'Est. Produce dei fiori molto colorati che abbelliscono sia il giardino, sia gli interni di un appartamento, arricchendoli di quel particolare in più che restituisce sobrietà ed eleganza al circostante.

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Caratteristiche generali della gerbera

La gerbera si presenta in natura come una pianta dotata di rosetta con foglie lanceolate, la cui fitta peluria che ricopre i teli e i tubulari è da considerarsi come la caratteristica fisica numero uno di questa specie di erbacea colorata. Gli steli raggiungono diverse dimensioni (la lunghezza ideale oscilla tra i 15 e i 45 centimetri) e danno al fiore uno slancio particolare, il quale per aspetto, conformazione e colore è molto simile alla tradizionale margherita. Le caratteristiche del fiore sono infatti analoghe alla Leucanthemum vulgare. Fin dall'inizio della primavera e per l'intera stagione estiva, la pianta produce dei fiori aventi un diametro tra i 5 e i 10 centimetri. Leggeri, colorati e dalle linee non molto sbilanciate, la loro essenza vitale dipende dall'esposizione alle ore di luce piuttosto che a quelle di buio. Approfittando delle giornate soleggiate, il fiore della gerbera si apre al mattino (mostrando tutta la sua naturale bellezza) e si richiude al tramonto, quando il sole ha smesso di illuminare il giardino o il vaso che lo ospita. Non è una pianta che necessità di cure molto particolari e può essere coltivata da tutti: sia persone esperte, sia chiunque abbia la passione per il giardinaggio può decidere di piantarla in vaso o direttamente nel terreno per poi apprezzarne la bellezza dei fiori raccolti, una volta che il fusto raggiunge la piena maturazione. La diversa tonalità dei fiori (giallo, rosso, viola, fucsia, arancione quelle più comuni), la lunghezza dello stelo e le foglie setose sono le caratteristiche maggiori per le quali è possibile distinguerle meglio le une dalle altre.

Terreno e clima ideali

Il genere maggiormente preso in considerazione per la coltivazione, sia in vaso che in giardino, è la gerbera jamesonii, nome che richiama l'origine geografica ascrivibile ad un'ampia regione del sud America. Solitamente nasce, si sviluppa e cresce adeguatamente oltre i 1000 metri di altitudine, anche se ultimamente il suo habitat naturale ha subito degli adeguamenti secondo i quali chi la coltiva a ridosso delle aree pianeggianti può beneficiare comunque di un raccolto piuttosto ricco. Il terreno ideale per questo tipo di erbacea è drenato, ben concimato e impreziosito con della sabbia, meglio se sciolta in una piccola percentuale di sostanze acide. La sua area di provenienza (in primis il sud dell'America) la dice lunga sul suo clima ideale. Anche se negli ultimi tempi ha dimostrato di sapersi adattare piuttosto bene in prossimità delle zone in cui l'inverno fa sentire parecchio il proprio eco con delle frequenti escursioni termiche, la gerbera apprezza molto il clima mite e temperato; mentre la sua esposizione per eccellenza è un'area illuminata pienamente dal sole, oppure una zona semi-ombreggiata, dove nè le basse temperature, nè quelle troppo alte possano incidere negativamente sul ciclo vitale dello stelo e delle foglie. Quando la stagione invernale presenta infatti delle temperature basse (inferiori ai 5 gradi) è bene dare alla pianta un'adeguata possibilità di continuare a crescere in maniera adeguata, prendendo in considerazione l'idea di spostarla in una zona mitigata dalla presenza di un clima maggiormente temperato. Per questo motivo, soprattutto chi la coltiva in vaso, deve prestare molta attenzione a non esporre la pianta a temperature troppo rigide.

Concimazione, irrigazione e moltiplicazione

La gerbera non ha bisogno di molte cure. Ed è per questo motivo che è la pianta ideale anche per i coltivatori che non hanno abbastanza dimestichezza nel settore. Anche se non necessita di troppo concime, per una migliore fioritura è doveroso apportare al terreno un'adeguata quantità di fosforo, azoto e potassio. Dal momento che lo sviluppo delle foglie viene incentivato dal potassio, mentre quello dei fiori viene favorito dal giusto apporto di fosforo e azoto, la concimazione deve essere ben bilanciata e tenuta presente seguendo ciò che si desidera ottenere da ogni singola pianta. Per una maggiore fioritura, dunque, la quantità di azoto e fosforo deve essere maggiore (almeno il doppio) rispetto al potassio. Se non si dispone di concime liquido da nebulizzare oppure da diluire in acqua, può andare bene conservare fondi di caffè, bucce di banana e scorze d'uovo, creare un composto essiccato e versare il tutto nel terreno a distanza di poche ore dal processo di essiccazione. L'iter temporale al quale attenersi per una corretta concimazione è di due settimane, da interrompere durante i periodi di non fioritura, ad intervalli regolari. Anche per quanto riguarda l'irrigazione bisogna prestare la dovuta attenzione, sia durante l'inverno che in prossimità dei mesi più caldi dell'anno. La gerbera va annaffiata regolarmente con acqua a temperatura ambiente, facendo si di diminuire al minimo i ristagni di liquidi e l'eccessiva umidità, la quale potrebbe incidere negativamente sullo stato di salute delle foglie. Il terreno va mantenuto adeguatamente drenato in estate e in inverno, tenendo presente che, quando la temperatura esterna non supera i 20 gradi, un'eccessiva irrigazione comporta l'ingiallimento delle foglie. Per questo motivo, un'adeguata fioritura della gerbera passa attraverso un'annaffiatura costante e regolare, soprattutto quando fa molto caldo, per consentire al fusto e alle foglie di non risentire molto dello stress climatico dovuto al presentarsi dell'afa e dell'eccessiva arsura tipica dei mesi estivi. Sia i coltivatori, sia chi nutre una profonda passione per il giardinaggio può prendere in considerazione l'idea di moltiplicare la pianta erbacea, in modo tale da poter abbellire il proprio appartamento, il proprio giardino, un parco verde, etc, in modo perfetto. La riproduzione avviene tramite talea, per seme, oppure attraverso la divisione dei cespi. Per quanto riguarda la riproduzione per talea, è bene procedere in primavera, eliminando i getti che non hanno prodotto fiori e mettendoli a dimora nel terreno composto principalmente da sabbia e torba. I semi, invece, vanno riposti in un contenitore riempito con terreno fertile durante i mesi di febbraio e marzo, ovvero quando la temperatura esterna comincia ad essere più mite rispetto alle rigide escursioni invernali. Dopo 15 giorni dalla messa in dimora, questi cominciano a germogliare, per poi dare vita ad alcune piantine che cresceranno in altezza in modo piuttosto veloce. Quando queste avranno raggiunto un'altezza di 10-12 centimetri, si possono trapiantare nel terreno, riponendole in un vaso oppure piantandole nella terra trattandole come piante che hanno raggiunto la piena maturità. É opportuno procedere mediante la divisione per cespi, infine, durante la primavera; per eseguire la procedura in modo corretto è bene recidere il rizoma, per poi trattarlo mediante l'applicazione di un fungicida direttamente sui tagli effettuati, la pulizia delle radici e la messa in dimora in vasi singoli.

Potatura della gerbera

Anche se la gerbera non necessita di particolari interventi di potatura, gli esperti consigliano di staccare foglie e rami secchi per evitare che questi ultimi possano essere infestati dagli insetti oppure interessati dalla possibile presenza di funghi e batteri. Staccando le foglie morte, eliminandole direttamente dal picciolo, si ipoteca tale possibilità e si fornisce una spinta vitale molto utile alla pianta per crescere e sviluppare altre foglie in modo duraturo e salutare. Dal momento che sia lo stelo e sia le foglie abbisognano della giusta quantità di luce per avere una buona fotosintesi, tramite l'eliminazione delle parti secche della gerbera si migliora la circolazione dell'aria e l'esposizione alla luce naturale, ottimizzando di fatto la crescita dell'erbacea.

Malattie più comuni

Pur essendo un tipo di pianta resistente e abbastanza robusta da restituire un ottimo gradiente di fioritura, bisogna infine prestare la dovuta attenzione a non esporre le gerbere ad un'eccessiva umidità e ad una possibile presenza costante di insetti e parassiti. Anche se viene raramente attaccata dagli afidi (tipici pidocchi delle piante) è bene intervenire in tempo utile prima che questo avvenga, mediante un trattamento specifico a base di insetticida. L'umidità, così come un'eccessiva innaffiatura, provocano marciume delle radici e un cattivo stato di salute generale della pianta provocato dalla formazione di funghi. In questo caso, prodotti specifici possono aiutare il fusto, i fiori e le foglie a crescere e svilupparsi in maniera ottimale.

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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